Proposta di risoluzione - B8-0282/2014Proposta di risoluzione
B8-0282/2014

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE sui ritardi nell'avvio della politica di coesione per il periodo 2014-2020

    24.11.2014 - (2014/2946(RSP))

    presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8‑0042/2014
    a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento

    Younous Omarjee, Martina Michels, Patrick Le Hyaric, Dimitrios Papadimoulis, Kostas Chrysogonos, Ángela Vallina a nome del gruppo GUE/NGL

    Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0278/2014

    Procedura : 2014/2946(RSP)
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    B8-0282/2014
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    B8‑0282/2014

    Risoluzione del Parlamento europeo sui ritardi nell'avvio della politica di coesione per il periodo 2014-2020

    (2014/2946(RSP))

    Il Parlamento europeo,

    –  visto l'articolo 4 TFUE,

    –  visti gli articoli 174, 175 e 176 TFEU,

    –  visto l'articolo 162 TFUE,

    –  visto l'articolo 39 TFUE,

    –  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio,

    –  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013 , che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020,

    –  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio,

    –  vista l'interrogazione alla Commissione sui ritardi nell'avvio della politica di coesione per il periodo 2014-2020 (O-000082/2014 – B8‑0042/2014),

    –  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

    A.  considerando che la politica di coesione e in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale rappresentano i principali strumenti di solidarietà dell'UE, volti a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione, attraverso la partecipazione allo sviluppo e all'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonché alla riconversione delle regioni industriali in declino;

    B.  considerando che, al fine di migliorare le opportunità occupazionali dei lavoratori nel mercato interno e contribuire quindi all'innalzamento del tenore di vita, i trattati hanno istituito un Fondo sociale europeo, volto a agevolare l'occupazione dei lavoratori, rafforzarne la mobilità geografica e professionale all'interno dell'Unione e facilitarne l'adattamento ai cambiamenti industriali e alle modifiche dei sistemi di produzione, in particolare attraverso la formazione e la riqualificazione professionale;

    C.  considerando che il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) mira a rafforzare la politica di sviluppo rurale dell'UE, a migliorare il settore agricolo e la qualità di vita delle zone rurali e ad incoraggiare la diversificazione dell'economia rurale;

    D.  considerando che la politica di coesione svolge un ruolo chiave nel promuovere la coesione economica, sociale e territoriale in tutte le regioni UE;

    E.  considerando che la politica di coesione rappresenta altresì la principale politica ridistributiva e in materia di investimenti a livello UE e costituisce un fondo essenziale per la crescita in Europa, con un bilancio di oltre 350 miliardi di EUR fino al 2020;

    F.  considerando che, in epoca di austerità e vincoli di bilancio, varie regioni europee dipendono e/o contano sulla disponibilità dei fondi di coesione UE e del FEASR per cofinanziare un'ampia gamma di progetti;

    G.  considerando che le regioni meno avanzate, i giovani, gli anziani, i disabili e le persone socialmente escluse, nonché le scuole, le associazioni, le PMI, i responsabili dei piccoli progetti, le persone che vivono in zone rurali e gli agricoltori saranno i primi a sentire l'impatto concreto dei ritardi nell'avvio della politica di coesione per il periodo 2014-2020;

    H.  considerando che gli articoli 14, 16 e 29 del regolamento (UE) n. 1303/2013 prevedono un calendario per la presentazione e l'adozione degli accordi di partenariato e dei programmi operativi, in base al quale gli accordi di partenariato devono essere adottati entro la fine di agosto 2014 e i programmi operativi entro la fine di gennaio 2015 al più tardi;

    I.  considerando che siamo di fronte a un chiaro ritardo nel processo di programmazione, con solo un numero assai limitato di programmi operativi (circa 100) la cui adozione è prevista per la fine del 2014;

    J.  considerando che, su richiesta degli Stati membri, la Commissione ha preparato un documento informale sul trattamento degli impegni 2014 a titolo dei programmi cofinanziati del FESR, dal FSE e dal FC che non sono stati adottati dalla Commissione entro il 31 dicembre 2014;

    K.  considerando che sono previsti due scenari per l'adozione dei programmi operativi, entrambi i quali comportano ulteriori ritardi per quanto riguarda l'avvio dell'attuazione: la procedura di riporto per quelli considerati "pronti per l'adozione" al 31 dicembre 2014 e la reiscrizione in bilancio dell'assegnazione 2014 non utilizzata per gli FSIE, con una conseguente revisione tecnica del quadro finanziario pluriennale (QFP) per i programmi considerati "non pronti per l'adozione" alla fine del 2014;

    L.  considerando che, in base al calendario presentato dalla Commissione, i programmi operativi potrebbero essere adottati a titolo della procedura di riporto tra il 15 febbraio e il 31 marzo 2015 e a titolo della procedura di reiscrizione in bilancio dopo il 1° maggio 2015;

    M.  considerando che, oltre al ritardo per quanto riguarda l'attuazione per il periodo 2014-2020, la politica di coesione è interessata altresì da un arretrato dei pagamenti pari a 23, 4 miliardi di EUR alla fine del 2013 per il periodo di programmazione 2007-2013, entrambi i quali ne minano la credibilità, l'efficienza e la sostenibilità;

    1.  esprime viva preoccupazione per il notevole ritardo nell'attuazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020, pur riconoscendo l'importanza di adottare programmi operativi di elevata qualità all'inizio del periodo di programmazione;

    2.  invita la Commissione, gli Stati membri e le regioni UE a dimostrare responsabilità e a fare quanto possibile per accelerare l'adozione dei programmi operativi nel 2014, e a garantire che quasi tutti i programmi siano "pronti per l'adozione" entro il 31 dicembre 2014, al fine di beneficiare della procedura di riporto, in conformità con l'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), del regolamento finanziario e dell'articolo 4 delle relative modalità di esecuzione;

    3.  sollecita la Commissione a razionalizzare le sue procedure interne in modo da garantire che quasi tutti i programmi operativi ripresentati dopo la scadenza del 17 novembre 2014 siano presi in esame al fine di concludere la consultazione interservizi entro la fine dell'anno e siano considerati pronti per l'adozione se soddisfano i requisiti di qualità;

    4.  ricorda che la politica di coesione è una delle politiche UE meglio conosciute e più stimate per i cittadini UE;

    5.  condivide la preoccupazione del Comitato delle regioni per quanto riguarda il pacchetto di investimenti di 300 miliardi di EUR che, secondo le conclusioni dell'ultima riunione del Consiglio Affari generali, potrebbe essere collegato alla dotazione della politica di coesione; ritiene che ciò causi grave incertezza qualora regioni e città stiano al contempo mobilitando tutte le proprie energie per pianificare la conclusione dei programmi operativi per il periodo 2014-2020;

    6.  ritiene che occorra evitare per quanto possibile di reiscrivere in bilancio nel 2015 le assegnazioni 2014 non utilizzate in quanto, conformemente all'articolo 19 del QFP, tale reiscrizione in bilancio implica una revisione del QFP entro il 1° maggio 2015 che, pur essendo di natura tecnica, deve rispettare la procedura di bilancio pluriennale, vale a dire una proposta di revisione del QFP da parte della Commissione, l'approvazione del Parlamento e l'adozione unanime da parte del Consiglio; esprime viva preoccupazione per la complessità di tale reinscrizione in bilancio e ricorda l'importanza di evitare qualsiasi riduzione degli impegni di bilancio destinati alla politica di coesione per il periodo 2014-2020;

    7.  insiste inoltre sul fatto che, ai fini dell'adozione dei programmi operativi, è necessario approvare un corrispondente progetto di bilancio rettificativo a copertura dei rispettivi stanziamenti d'impegno per il 2015 e che ciò implica, nello scenario piò roseo, un ritardo nell'avvio effettivo dell'attuazione di tali programmi fino al primo semestre del 2015;

    8.  invita la Commissione, alla luce di quanto sopra esposto, a presentare al Parlamento le misure che intende adottare al fine di facilitare al più presto possibile l'attuazione dei programmi operativi nonché il calendario da essa previsto;

    9.  esprime viva preoccupazione inoltre per l'arretrato dei pagamenti a titolo della politica di coesione per i programmi operativi 2007-2013 e per l'attuale blocco nell'adozione del PBR n. 3/2014 sui pagamenti non liquidati e BUDG 2015, il che rende ancor più critica la situazione dei conti non pagati; invita gli Stati membri a mostrare senso di responsabilità e disponibilità a sanare questo arretrato di pagamenti che sta minacciando la credibilità dei fondi UE;

    10.  invita la Commissione a spiegare l'impatto di questo ritardo dei pagamenti sull'avvio dell'attuazione dei nuovi programmi operativi e ad avanzare soluzioni per limitare quanto più possibile i danni;

    11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo nonché alle altre istituzioni competenti.