Procedura : 2015/2512(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0010/2015

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B8-0010/2015

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PV 15/01/2015 - 11.8
CRE 15/01/2015 - 11.8
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P8_TA(2015)0013

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0006/2015
12.1.2015
PE545.690v01-00
 
B8-0010/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sul caso dei due marò italiani (2015/2512(RSP))


Javier Nart, Marielle de Sarnez, Ivan Jakovčić, Jozo Radoš, Ivo Vajgl, Louis Michel, Johannes Cornelis van Baalen, Gérard Deprez, Pavel Telička, Fredrick Federley, Marietje Schaake a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul caso dei due marò italiani (2015/2512(RSP))  
B8‑0010/2015

Il Parlamento europeo,

–       visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–       visti la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e i relativi protocolli aggiuntivi,

–       vista la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),

–       vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–       viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, del 16 dicembre 2014,

–       viste tutte le dichiarazioni rilasciate sia dalla Commissione che dal suo vicepresidente/alto rappresentante sul caso dei marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il 15 febbraio 2012, in una zona che dovrebbe far parte delle acque internazionali, due pescatori locali sono stati uccisi e due sottufficiali di marina italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in servizio sulla petroliera italiana Enrica Lexie, sono stati arrestati;

B.     considerando che il 12 settembre 2014 l'India ha permesso a Massimiliano Latorre, che era stato colpito da ischemia cerebrale durante la detenzione, di rientrare in Italia per un periodo di quattro mesi al fine di ricevere cure mediche; che il 6 gennaio 2015 egli è stato sottoposto a un intervento al cuore e che necessita ancora di assistenza medica; che Salvatore Girone, invece, si trova ancora in India;

C.     considerando che il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha annunciato l'urgente richiamo dell'ambasciatore italiano in India per consultazioni;

D.     considerando che i due marò si trovavano nell'Oceano indiano per compiere operazioni antipirateria in un'area particolare considerata ad alto rischio perché interessata dalla presenza di pirati;

E.     considerando che i due sottufficiali di marina italiani sono uomini degni di fiducia, come dimostra il fatto che, durante il loro periodo di detenzione, sono ritornati spontaneamente in India dopo aver ricevuto l'autorizzazione a recarsi in Italia, mettendosi così nuovamente a disposizione delle autorità indiane;

F.     considerando che va riconosciuto che la pirateria crea situazioni di enorme stress e di fortissima pressione per tutti gli equipaggi militari e le entità di protezione;

1.      ribadisce la propria profonda preoccupazione per i due sottufficiali di marina italiani, cittadini dell'UE, che sono trattenuti in India dal febbraio 2012;

2.      sollecita entrambi gli Stati, dal momento che la posizione della petroliera italiana fa sorgere dei dubbi circa la sovranità giuridica nel caso di specie, a concordare il deferimento della questione alla Corte permanente di arbitrato istituita nel quadro della prima Conferenza di pace dell'Aia, e insiste, di conseguenza, affinché il tribunale competente risolva il caso con la massima urgenza;

3.      sottolinea che il caso dovrebbe essere risolto nel pieno rispetto del diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare;

4.      esprime profonda preoccupazione quanto all'incertezza giuridica che caratterizza la situazione dei due marò italiani i quali, dopo tre anni, stanno ancora aspettando di conoscere la loro sorte;

5.      deplora i ritardi da parte delle autorità indiane nella gestione del caso dei due marò italiani;

6.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché alle autorità indiane e italiane.

 

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