Procedura : 2015/2572(RSP)
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B8-0231/2015

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PV 12/03/2015 - 8.9
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P8_TA(2015)0079

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0228/2015
4.3.2015
PE552.206v01-00
 
B8-0231/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulle priorità dell'UE per il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 2015 (2015/2572(RSP))


Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Laura Agea, Rolandas Paksas, Giulia Moi, Valentinas Mazuronis a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulle priorità dell'UE per il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 2015 (2015/2572(RSP))  
B8‑0231/2015

Il Parlamento europeo,

–       visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo nonché le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e i relativi protocolli opzionali, tra cui la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW),

–       vista la risoluzione 60/251 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che istituisce il Consiglio per i diritti umani (CDU),

–       viste la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la Carta sociale europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–       visti il quadro strategico e il piano di azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia adottati il 25 giugno 2012,

–       viste le sue precedenti risoluzioni sul Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani,

–       viste le sue precedenti risoluzioni sulla violazione dei diritti umani, incluse le sue risoluzioni d'urgenza a tale riguardo,

–       vista la sua risoluzione del ... sulla relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2013 e sulla politica dell'Unione europea in materia(1),

–       viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri", del 9 febbraio 2015, sulle priorità dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani,

–       visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 5, e gli articoli 18, 21, 27 e 47 del trattato sull'Unione europea,

–       vista l'imminente 28a sessione del CDU, che si terrà dal 2 al 27 marzo 2015,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il rispetto, la promozione e la salvaguardia dell'universalità dei diritti umani sono parte integrante dell'acquis etico e giuridico dell'Unione europea e costituiscono una delle pietre miliari dell'unità e dell'integrità europee;

B.     considerando che i diritti umani sono propri a tutti gli esseri umani a prescindere dalla nazionalità, dalla razza, dal sesso, dall'origine etnica, dalla religione o da qualsiasi altra condizione e che il rispetto di tali diritti è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, dal Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali come pure dalle successive convenzioni, dichiarazioni e risoluzioni adottate a livello internazionale in materia di diritti umani;

C.     considerando che tutti i diritti umani (che siano civili, politici, economici, sociali o culturali) sono indivisibili, correlati e interdipendenti e che la privazione di uno qualsiasi di essi si ripercuote negativamente e in modo diretto sugli altri;

D.     considerando che il mancato rispetto dei diritti umani e l'assenza di una legittima partecipazione democratica sono causa di instabilità, fallimento degli Stati, crisi umanitarie e conflitti armati;

E.     considerando che l'azione dell'Unione nelle sue relazioni con i paesi terzi si fonda sull'articolo 21 del trattato di Lisbona, che ribadisce l'universalità e l'indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e sancisce il rispetto della dignità umana, dei principi di uguaglianza e solidarietà come pure dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

F.     considerando che tutti gli Stati hanno l'obbligo di rispettare i diritti di base delle rispettive popolazioni nonché il dovere di intraprendere azioni concrete per agevolare il rispetto di tali diritti a livello nazionale e di collaborare a livello internazionale per eliminare gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dei diritti umani in tutti i settori;

G.     considerando che le sessioni ordinarie del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (CDU), la nomina di relatori speciali, il meccanismo della revisione periodica universale e le procedure speciali riguardanti situazioni nazionali specifiche o questioni tematiche contribuiscono alla promozione e al rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto;

H.     considerando che, purtroppo, alcuni degli attuali membri del CDU sono considerati tra i maggiori responsabili di violazioni dei diritti umani e hanno fatto registrare risultati insoddisfacenti in termini di cooperazione nell'ambito delle procedure speciali delle Nazioni Unite e di osservanza dei propri obblighi di informazione nei confronti degli organismi delle Nazioni Unite incaricati di garantire il rispetto dei trattati in materia di diritti umani;

Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani

1.      valuta positivamente le priorità individuate dall'UE in vista della 28a sessione ordinaria del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, figuranti nelle conclusioni del Consiglio del 9 febbraio 2015;

2.      accoglie con favore la nomina dell'ambasciatore Joachim Rücker in quanto presidente del CDU per il 2015;

3.      si congratula con Zeid Ra'ad Al Hussein per la sua nomina ad Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR) e rinnova l'impegno a sostenere con la massima fermezza i suoi sforzi e il suo mandato;

4.      si compiace della partecipazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Federica Mogherini alla sessione ad alto livello del CDU, che invia il giusto segnale circa il forte impegno dell'UE a favore del sistema multilaterale per i diritti umani;

5.      valuta positivamente la relazione annuale dell'UNHCHR all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, riguardante il periodo compreso tra dicembre 2013 e novembre 2014, ed esprime pieno sostegno a favore dell'indipendenza e dell'integrità del suo Ufficio; sottolinea l'importanza di difendere tale indipendenza in modo da garantire che l'UNHCHR possa continuare a esercitare le proprie funzioni in modo efficace e imparziale; ribadisce che l'UNHCHR deve poter contare su finanziamenti adeguati;

6.      ricorda l'impegno del Parlamento europeo e della sua sottocommissione per i diritti dell'uomo a sostenere un solido sistema multilaterale per i diritti umani sotto l'egida delle Nazioni Unite, compresi la terza commissione dell'Assemblea generale, il Consiglio per i diritti umani e l'Ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani, unitamente ai lavori delle correlate agenzie specializzate delle Nazioni Unite, tra cui l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), e delle procedure speciali delle Nazioni Unite;

7.      incoraggia il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), in particolare tramite le delegazioni dell'UE di New York e Ginevra, a rafforzare la coerenza dell'UE mediante consultazioni tempestive e concrete nell'ottica di presentare la posizione dell'Unione "con una sola voce"; ribadisce l'importanza di integrare i lavori svolti a New York e Ginevra nel contesto dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, della terza commissione e del Consiglio per i diritti umani nelle pertinenti attività interne ed esterne dell'UE, al fine di assicurare la coerenza;

8.      ribadisce il proprio sostegno a favore del meccanismo di revisione periodica universale (UPR) e il proprio apprezzamento per il valido contributo da essa fornito, e invita i membri a predisporre attivamente le loro UPR, anche coinvolgendo la società civile, a impegnarsi nel dialogo interattivo durante la sessione della revisione periodica universale e nei dibattiti sull'adozione dei relativi esiti, a dare attuazione alle raccomandazioni dell'UPR e ad adottare misure concrete intese a migliorare e a favorire il rispetto degli obblighi in materia di diritti umani;

9.      invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a continuare a dar seguito alle raccomandazioni dell'UPR nell'ambito di tutti i dialoghi programmatici dell'Unione con i paesi interessati, onde trovare il modo di sostenere i governi nell'attuazione delle raccomandazioni;

10.    ribadisce il proprio sostegno a favore delle procedure speciali e dello status indipendente dei detentori del mandato, che consentono loro di svolgere le proprie funzioni nella piena imparzialità, e invita tutti gli Stati a cooperare con le suddette procedure;

11.    ritiene importante inviare delegazioni parlamentari alle sessioni del CDU e ad altre sessioni pertinenti dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

12.    deplora il fatto che le possibilità di interazione tra la società civile e il CDU siano sempre più esigue e che le opportunità offerte alle ONG di intervenire a tali sessioni continuino a diminuire; esorta l'UE e il CDU a garantire che i rappresentanti della società civile possano contribuire quanto più possibile alla 28a sessione del CDU, nonché al processo di revisione periodica universale e ad altri meccanismi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, senza temere rappresaglie dopo aver fatto ritorno nel paese d'origine;

Diritti civili e politici

13.    ribadisce che la libertà di espressione, che è alla base di ogni società libera e democratica, è un diritto fondamentale di ogni individuo; condanna fermamente l'assassinio in Francia, nel gennaio 2015, di 12 persone, tra cui i vignettisti del giornale Charlie Hebdo e di 4 persone in un supermercato kosher, assieme all'uccisione di un regista e di un guardiano della sinagoga a Copenaghen ad opera di terroristi che volevano colpire la libertà di espressione e di religione;

14.    condanna l'uso della religione da parte dei gruppi estremisti e jihadisti in tutti i paesi, in particolare in Siria, Iraq, Libia, Myanmar, Nigeria e Africa centrale, i quali sono responsabili di attacchi armati e dinamitardi, attentati suicidi, rapimenti e altri atti di violenza che terrorizzano le popolazioni; è del parere che la lotta al terrorismo implichi la necessità di affrontare le sue cause profonde, tra le quali figurano l'esclusione sociale, l'emarginazione politica e la disuguaglianza; chiede che siano profusi maggiori sforzi per tutelare i diritti di coloro che appartengono alle minoranze religiose;

15.    esprime preoccupazione per tutte le limitazioni alla libertà di riunione e di associazione, tra cui i divieti sulle organizzazioni della società civile, l'uso aggressivo delle leggi penali sulla diffamazione e di altre leggi restrittive, i requisiti esagerati in termini di iscrizione e rendicontazione nonché le norme eccessivamente restrittive in materia di finanziamenti esteri, e ribadisce che la libertà di associazione e di riunione pacifica sono elementi fondamentali dei diritti umani;

16.    invita tutti i governi a promuovere e a sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani e a consentire loro di operare liberi da timori, repressioni o intimidazioni, a cooperare con il CDU nell'ambito del meccanismo dell'UPR e a garantire che i paesi responsabili delle rappresaglie contro gli attivisti dei diritti umani rispondano delle loro azioni, in particolare nel caso di rappresaglie fatali come quella che in Cina ha portato alla morte, nel marzo 2014, dell'attivista dei diritti umani Cao Shunli per aver tentato di imbarcarsi su un volo che le avrebbe permesso di partecipare al vertice del CDU a Ginevra nel settembre 2013;

17.    ribadisce la propria condanna nei confronti dell'uso della pena di morte e appoggia con forza una moratoria al riguardo quale passo verso l'abolizione della pena capitale;

18.    ricorda ancora una volta l'importanza della lotta contro la tortura e altre forme di maltrattamento, come pure del fatto che l'Unione si è impegnata a rendere prioritaria questa tematica, anche con riferimento ai bambini, e ad agevolare il lavoro del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura; esorta il SEAE, la Commissione e gli Stati membri dell'UE a dimostrare il loro impegno comune a eliminare la tortura e a sostenere le vittime, in particolare continuando o iniziando, a seconda dei casi, a fornire il loro contributo al Fondo volontario delle Nazioni Unite per le vittime della tortura e al Fondo speciale istituito dal protocollo facoltativo della Convenzione contro la tortura;

19.    esprime preoccupazione per la persistente e diffusa discriminazione nei confronti dei migranti, anche i richiedenti asilo e i rifugiati, e per le altrettanto persistenti e diffuse violazioni dei loro diritti; invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a favorire il lavoro del relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti e l'attuazione delle sue raccomandazioni; chiede ai governi di rispettare i diritti umani e la dignità intrinseca dei migranti, di porre fine all'arresto e alla detenzione arbitrari e, onde evitare la detenzione eccessiva dei migranti irregolari, di riesaminare ove del caso i periodi di detenzione e ricorrere a misure alternative ad essa; invita i governi a rispettare in qualsiasi circostanza il principio di non respingimento e a conformarsi pienamente ai loro obblighi giuridici a livello internazionale in relazione all'espulsione dei migranti; chiede agli Stati, qualora non vi abbiano già provveduto, di mettere a punto sistemi e procedure atti a garantire il pieno rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale in materia di diritti umani da parte di tutti i loro programmi e delle loro istituzioni nel campo dell'immigrazione;

20.    sostiene l'ultima relazione e le relative conclusioni del relatore speciale del CDU sulle forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza; invita l'UE e i suoi Stati membri ad attuare le raccomandazioni del relatore speciale nella loro politica interna per combattere la diffusione dell'odio razziale, etnico e xenofobo e la sua istigazione su Internet e sulle reti dei media sociali tramite l'adozione di adeguati provvedimenti legislativi, nel pieno rispetto degli altri diritti fondamentali quali la libertà di espressione e di opinione;

21.    riconosce che la rapida evoluzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha trasformato il contesto in cui si esercita la libertà di espressione in tutto il mondo, generando sia notevoli vantaggi, sia serie preoccupazioni; si compiace, in tale contesto, dell'adozione da parte del Consiglio nel maggio 2014 degli orientamenti dell'UE sulla libertà di espressione online e offline, e condanna tutte le restrizioni alla comunicazione digitale, anche quando hanno come obiettivo membri della società civile; ribadisce la necessità di prestare particolare attenzione ai diritti dei giornalisti e dei blogger;

22.    incoraggia il CDU a proseguire il dibattito sul diritto alla vita privata e, a tal fine, a nominare un relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla vita privata, in particolare nel contesto della comunicazione digitale;

Diritti sociali ed economici

23.    prende nota del fatto che l'agenda per lo sviluppo post 2015 delle Nazioni Unite relativa agli obiettivi di sviluppo del Millennio si prefigge l'obiettivo di sradicare la povertà entro il 2030 mediante un approccio olistico alle questioni economiche, sociali e ambientali; accoglie con favore la relazione di sintesi del Segretario generale delle Nazioni Unite in vista del vertice speciale dell'ONU sull'agenda per gli obiettivi di sviluppo sostenibile post 2015; sostiene gli appelli del Segretario generale dell'ONU per un approccio incentrato sulle esigenze e sui diritti dei cittadini al fine di sradicare la povertà;

24.    ritiene importante affrontare le crescenti ed estreme disuguaglianze allo scopo di combattere la povertà in generale e di promuovere i diritti sociali ed economici, in particolare agevolando l'accesso al cibo, all'acqua, all'istruzione, all'assistenza sanitaria e ad alloggi adeguati; sottolinea, in tale contesto, il problema sempre più grave dell'accaparramento dei terreni, che deve essere affrontato;

25.    è del parere che la corruzione, l'evasione fiscale, la cattiva gestione dei beni pubblici e la mancata assunzione di responsabilità contribuiscano alla violazione dei diritti dei cittadini, in quanto sottraggono fondi agli investimenti in servizi pubblici tanto necessari quali l'istruzione, i servizi sanitari di base e altre infrastrutture sociali, perpetuando così la povertà della popolazione; ricorda che, conformemente al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, i governi hanno l'obbligo di rispettare i diritti dei loro cittadini mettendo a disposizione risorse adeguate; sottolinea, a tal proposito, che occorre prestare particolare attenzione alla protezione dei difensori dei diritti umani attivi nella promozione dei diritti economici, sociali e culturali;

26.    ribadisce la sua richiesta all'UE e agli Stati membri di sostenere l'istituzione di un relatore speciale delle Nazioni Unite sui reati finanziari, la corruzione e i diritti umani;

Imprese e diritti umani

27.    sostiene fermamente la diffusione e l'attuazione efficace e globale dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani all'interno e all'esterno dell'UE; invita tutte le parti interessate ad assumere un ruolo attivo all'undicesima sessione del gruppo di lavoro delle Nazioni unite sul tema dei diritti umani e delle società transnazionali e altre imprese commerciali, nonché a sostenere gli sforzi tesi ad allineare le rispettive politiche alle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; ribadisce la sua richiesta alla Commissione affinché questa presenti, entro la fine del 2015, una relazione sull'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani da parte degli Stati membri dell'UE;

28.    chiede che la Commissione e il SEAE incoraggino le delegazioni UE in tutto il mondo ad attivarsi presso le imprese europee al fine di promuovere il rispetto dei diritti umani e di garantire che il tema "imprese e diritti umani" sia iscritto tra i punti chiave negli inviti a presentare proposte a livello locale nel quadro dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR); invita l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi nel dibattito emergente su uno strumento internazionale giuridicamente vincolante concernente imprese e diritti umani nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite;

Diritti delle donne

29.    ribadisce il suo sostegno a favore della dichiarazione e della piattaforma d'azione di Pechino, approvate dalle Nazioni Unite nel 1995; plaude alla revisione esaustiva della dichiarazione di Pechino in occasione del 20° anniversario della quarta Conferenza mondiale sulle donne e quindici anni dopo l'adozione della risoluzione dell'ONU sulla violenza contro le donne; reputa che la revisione costituisca una buona opportunità per valutare e identificare i progressi compiuti e le difficoltà riscontrate nel colmare il divario di genere e promuovere ulteriormente l'uguaglianza di genere mediante misure concrete;

30.    osserva che, nonostante i progressi sinora compiuti nel conseguire l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne, nelle zone interessate dai conflitti armati quest'ultime continuano ad essere vittime di violenze sessuale e stupri di massa e che il numero di donne che perdono la vita ogni giorno a causa della violenza domestica è veramente spaventoso; invita i governi ad adottare misure concrete per lottare contro la violenza nei confronti delle donne in tutte le sue forme, e chiede nuovamente all'UE e agli Stati membri di ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;

31.    sottolinea che l'integrazione della dimensione di genere, che include la riorganizzazione, il miglioramento, lo sviluppo e la valutazione delle politiche per garantire l'integrazione di un approccio basato sulle pari opportunità in tutte le politiche – a tutti i livelli e in tutte le fasi – da parte dei soggetti generalmente interessati nel processo di elaborazione delle politiche, è uno strumento importante per il conseguimento dell'uguaglianza di genere;

Diritti dei minori

32.    esprime preoccupazione per il fatto che, nonostante i progressi compiuti dall'adozione della convenzione sui diritti dell'infanzia nel 1989, almeno 58 milioni di bambini, in particolare bambine, bambini di famiglie povere, bambini con disabilità e bambini in regioni interessate da conflitti, non frequentano la scuola, numerosi bambini soffrono di malattie facilmente prevenibili, mentre altri sono coinvolti in forme di lavoro minorile;

33.    invita tutti gli Stati a impegnarsi per eliminare le forme peggiori di lavoro minorile definite all'articolo 3 della convenzione n. 182 dell'OIL, tra cui la schiavitù, la tratta, la prostituzione di minori e ogni lavoro pericoloso che comprometta la salute fisica e mentale del bambino;

34.    ricorda che uno degli obblighi primari dello Stato consiste nel garantire l'istruzione a tutti i bambini, aumentando le opportunità, creando istituzioni adeguate e affrontando le cause strutturali dei principali impedimenti all'istruzione primaria universale, compresi i tassi di abbandono scolastico, che costituiscono tuttora un importante ostacolo all'istruzione primaria universale;

35.    chiede un adeguato finanziamento dell'UE per programmi di smobilitazione e reinserimento dei bambini nel contesto di conflitti armati e per gli ex bambini soldato; ricorda il suo fermo sostegno a favore della campagna "Bambini, non soldati" espresso durante l'audizione sullo stesso tema organizzata in seno alla sottocommissione per i diritti dell'uomo il 3 dicembre 2014; si compiace delle relazioni annuali presentate dal rappresentante speciale dell'ONU per i bambini coinvolti nei conflitti armati e dal rappresentante speciale dell'ONU per la violenza sui bambini, nonché di quella del relatore speciale sulla vendita di bambini, la prostituzione di bambini e la pornografia rappresentante bambini;

Cambiamento climatico e diritti umani

36.    sottolinea che l'impatto del cambiamento climatico sui gruppi e gli individui vulnerabili è elevato, in particolare nei paesi a basso reddito e negli Stati costieri e insulari più bassi che non dispongono delle risorse economiche necessarie per adattarsi a gravi cambiamenti ambientali;

37.    si compiace che il CDU abbia riconosciuto che i cambiamenti ambientali hanno un impatto negativo sui mezzi di sussistenza delle popolazioni e costituiscono un ostacolo alla realizzazione dei diritti umani fondamentali riconosciuti a livello internazionale; esorta pertanto gli Stati parte ad adottare misure di mitigazione e di adattamento urgenti e ambiziose alla prossima conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà nel 2015 a Parigi;

Lotta contro l'impunità e Corte penale internazionale (CPI)

38.    ribadisce il suo pieno sostegno alle attività della CPI finalizzate a porre fine all'impunità degli autori dei crimini più gravi motivo di allarme per la comunità internazionale e a offrire giustizia alle vittime dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e del genocidio; rimane vigile nei confronti di ogni tentativo di minare la legittimità o l'indipendenza della Corte; esorta l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con la Corte e a garantirle un forte sostegno diplomatico, politico e finanziario, anche in seno alle Nazioni Unite; invita l'UE, i suoi Stati membri nonché i rappresentanti speciali dell'UE a promuovere attivamente la CPI, l'esecuzione delle sue decisioni e la lotta contro l'impunità per i reati previsti dallo Statuto di Roma;

Popoli indigeni

39.    invita il SEAE, la Commissione e gli Stati membri a sostenere la revisione del mandato del meccanismo di esperti sui diritti dei popoli indigeni, in linea con il documento finale della conferenza mondiale sui popoli indigeni (risoluzione 69/2 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite), al fine di monitorare, valutare e migliorare l'attuazione della dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni; esorta gli Stati membri a chiedere che tutti i titolari di mandato per le procedure speciali accordino particolare attenzione alle questioni che riguardano le donne e le ragazze indigene e riferiscano sistematicamente in merito al CDU; esorta il SEAE e gli Stati membri a sostenere attivamente lo sviluppo del piano d'azione sui popoli indigeni a livello dell'intero sistema, come richiesto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua risoluzione del settembre 2014, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione di consultazioni periodiche dei popoli indigeni nell'ambito di tale processo;

Eventi culturali e sportivi internazionali e diritti umani

40.    denuncia la pratica sempre più diffusa da parte di Stati autoritari di ospitare megaeventi sportivi o culturali per promuovere la propria legittimità internazionale, limitando ulteriormente nel contempo il dissenso interno; invita l'UE e gli Stati membri a sollevare attivamente la questione, anche nel contesto del CDU, e a impegnarsi con le federazioni sportive nazionali, gli attori societari e le organizzazioni della società civile sulle modalità pratiche della loro partecipazione a tali eventi, compresi i primi Giochi europei di Baku del 2015 e la Coppa del mondo FIFA in Russia del 2018;

Integrazione dei diritti umani da parte dell'UE

41.    invita l'UE a promuovere l'universalità e l'indivisibilità dei diritti umani, compresi i diritti civili e politici, economici, sociali e culturali, in conformità dell'articolo 21 del trattato di Lisbona e delle disposizioni generali sull'azione esterna dell'Unione sancite nel trattato sull'Unione europea;

42.    invita l'UE, gli Stati membri, la Commissione e il SEAE a integrare i diritti umani in tutti i settori della politica esterna con i paesi terzi; sottolinea inoltre che la politica dell'UE in materia di diritti umani deve garantire che le politiche interne ed esterne siano coerenti, in linea con gli obblighi previsti dal trattato UE, ed evitare l'applicazione di due pesi e due misure quando si tratta di rispetto dei diritti umani;

43.    invita l'UE ad adottare un approccio basato sui diritti e a integrare il rispetto dei diritti umani nel commercio, negli investimenti e nella cooperazione allo sviluppo nonché nella politica di sicurezza e di difesa comune;

Priorità dell'UE sulle questioni specifiche per paese

Ucraina

44.    esprime profonda preoccupazione per l'ulteriore escalation della violenza e del conflitto armato nelle regioni separatiste sudorientali; condanna le violazioni dei diritti umani su larga scala commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto e sostiene pienamente la missione ONU di monitoraggio dei diritti umani e la missione speciale di monitoraggio dell'OSCE in Ucraina; continua a guardare con preoccupazione le discriminazioni e le diffuse violazioni dei diritti umani contro la popolazione locale in Ucraina;

Repubblica popolare democratica di Corea

45.    accoglie con favore la proroga prevista del mandato del relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare democratica di Corea; accoglie altresì con favore la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che incoraggia il Consiglio di sicurezza a prendere i provvedimenti adeguati per garantire l'assunzione di responsabilità, anche prendendo in considerazione la possibilità di deferire la situazione nella Repubblica popolare democratica di Corea alla Corte penale internazionale;

Iran

46.    accoglie con favore la risoluzione del CDU del marzo 2014 sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell'Iran e la proroga del mandato del relatore speciale ed esorta l'Iran a consentire al rappresentante speciale dell'ONU di entrare nel paese come simbolo fondamentale della sua disponibilità ad adottare provvedimenti verso l'apertura di un dialogo sui diritti umani; ribadisce la sua condanna contro la pena di morte in Iran e l'alto tasso di esecuzioni; sostiene la dichiarazione congiunta dell'agosto 2014 dei detentori del mandato delle procedure speciali delle Nazioni Unite che condanna l'ondata di arresti e di condanne di attori della società civile in Iran; invita l'UE e il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani a continuare a controllare da vicino la situazione dei diritti umani e a garantire che i diritti umani restino una priorità in tutte le relazioni con il governo iraniano;

Myanmar/Birmania

47.    sostiene la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla 69a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Myanmar, che riconosce i progressi finora conseguiti identificando nel contempo i settori che destano ancora grande preoccupazione; invita il governo ad integrare i diritti umani nel quadro istituzionale e giuridico del paese e in tutti i settori politici ed a rispettare la libertà di espressione e di riunione affinché i cittadini possano esprimere liberamente le loro opinioni sulle politiche del governo senza paura, intimidazioni o vessazioni;

Bielorussia

48.    esprime profonda preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani in Bielorussia; condanna le tre esecuzioni attuate nel 2014, le vessazioni a carico di difensori dei diritti umani e la persecuzione di giornalisti indipendenti, la censura di tutte le comunicazioni basate su Internet e la legislazione restrittiva sulle organizzazioni non governative; chiede il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite e chiede al governo bielorusso di garantire pieno accesso ai titolari del mandato per le procedure speciali delle Nazioni Unite, incluso il relatore speciale;

Bahrein

49.    esprime costante preoccupazione per gli scontri civili nel Bahrein e per la situazione dei difensori dei diritti umani e degli attivisti dell'opposizione politica nel paese; chiede a tutti i soggetti interessati nel Bahrein di avviare colloqui costruttivi ed inclusivi al fine di conseguire una reale riconciliazione ed il rispetto dei diritti umani di tutte le comunità del Bahrein; chiede la liberazione immediata ed incondizionata di tutti i prigionieri di coscienza, i giornalisti, i difensori dei diritti umani ed i manifestanti pacifici, ed esprime il suo sostegno per la dichiarazione congiunta del 4 febbraio 2015 dei detentori del mandato delle procedure speciali delle Nazioni Unite in relazione all'arresto di un dirigente politico dell'opposizione ed allo scioglimento delle successive manifestazioni; invita gli Stati membri dell'UE e altri membri del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani a seguire da vicino la situazione dei diritti umani nel Bahrein, prestando particolare attenzione all'attuazione degli impegni assunti dal Bahrein durante il processo di riesame periodico universale e delle raccomandazioni della commissione d'inchiesta indipendente per il Bahrein, che sono state accolte con favore dal Re del Bahrein;

Egitto

50.    accoglie con favore la procedura della revisione periodica universale per l'Egitto nel 2014 e attende con impazienza la sua adozione nella prossima sessione del CDU dell'ONU; sollecita l'Egitto a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti coloro che sono detenuti per aver pacificamente esercitato i loro diritti di libertà di espressione, riunione e associazione; chiede altresì al governo egiziano di attuare una legislazione in linea con le norme internazionali e di tutelare il diritto di associazione sancito dalla Costituzione egiziana, incluso il diritto di ricevere e concedere finanziamenti, e chiede di abrogare la legge sulle manifestazioni del novembre 2013 e di introdurre una nuova legislazione che garantisca la libertà di riunione; sollecita il governo egiziano ad aprire un'indagine giudiziaria per stabilire l'identità dei mandanti e dei responsabili dell'esecuzione delle uccisioni sommarie durante la soppressione delle principali manifestazioni pacifiche che si sono svolte dal 3 luglio 2013, inclusi gli sgomberi del 14 agosto 2013 di Piazza Al-Nahda e Raba'a al-Adawiyya, in cui sono stati uccisi numerosi manifestanti;

Mali

51.    si compiace del lavoro dell'esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Mali e chiede al CDU di prolungarne il mandato; plaude ai progressi conseguiti dal governo del Mali nel ristabilire l'autorità giudiziaria in alcune parti del paese e nelle indagini relative alla tortura e all'omicidio di 21 soldati di élite nel 2012, insieme all'istituzione della commissione per la giustizia, la verità e la riconciliazione; ribadisce la sua preoccupazione per il deteriorarsi della situazione della sicurezza e per il costante sfruttamento e reclutamento di bambini soldato e chiede al governo del Mali di sottoporre a indagine e chiamare a rendere conto del loro operato i membri delle fazioni in guerra, responsabili delle violazioni di guerra perpetrate durante il conflitto armato 2012-2013, e di garantire che qualsiasi futuro accordo di pace preveda l'assunzione di responsabilità, il rafforzamento della commissione regionale per la divulgazione della verità e il controllo del personale delle forze di sicurezza;

Sud Sudan

52.    invita l'Unione africana a rendere pubblica la relazione della commissione d'inchiesta sulle violazioni dei diritti umani e gli abusi commessi da tutte le parti in Sud Sudan, quale passo in avanti verso la promozione della giustizia in relazione alle violazioni dei diritti umani perpetrate dall'inizio del conflitto;

Sri Lanka

53.    prende atto delle promesse fatte dal neoeletto governo dello Sri Lanka e lo invita ad adottare misure concrete verso l'assunzione di responsabilità, anche avviando indagini e procedimenti giudiziari seri, insieme ad altre misure intese ad affrontare il più ampio problema dell'impunità e degli abusi dei diritti umani, nonché a cooperare pienamente con l'Ufficio dell'UNHCHR e le sue indagini internazionali relative allo Sri Lanka;

Messico

54.    invita il governo messicano a compiere progressi nell'indagine successiva alla scomparsa di 43 studenti a Iguala, Messico, consegnare alla giustizia i colpevoli di tali crimini, potenziare la lotta contro la corruzione, l'impunità e la criminalità organizzata e a collaborare con le procedure speciali delle Nazioni Unite e gli organi previsti dai trattati nel contesto del CDU e con i meccanismi regionali per i diritti umani che si occupano del caso nonché a fornire loro tutte le strutture necessarie affinché continuino il loro monitoraggio;

55.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'Unione per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al presidente della 69ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, al presidente del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015).…

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