Procedura : 2015/2574(RSP)
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B8-0360/2015

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PV 30/04/2015 - 4
CRE 30/04/2015 - 4

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PV 30/04/2015 - 10.8
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P8_TA(2015)0184

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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22.4.2015
PE555.118v01-00
 
B8-0360/2015

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8‑0109/2015

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


su Expo Milano 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita (2015/2574(RSP))


Paolo De Castro a nome della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo su Expo Milano 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita (2015/2574(RSP))  
B8‑0360/2015

Il Parlamento europeo,

–       vista la decisione dell'Ufficio internazionale delle esposizioni di organizzare un'esposizione universale a Milano, dal 1° maggio al 30 ottobre 2015, sul tema "Nutrire il pianeta: energia per la vita",

–       vista la decisione della Commissione del 3 maggio 2013 sulla partecipazione della Commissione all'Expo universale 2015 di Milano (C(2013)2507),

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 3 maggio 2013, dal titolo "Partecipazione dell'UE all'Expo 2015 di Milano "Nutrire il pianeta: Energia per la vita"" (COM(2013)0255),

–       visti i lavori del Comitato direttivo del programma scientifico dell'Unione europea per Expo Milano 2015, sostenuti dalla Commissione e dal Parlamento europeo e avviati il 21 marzo 2014 con lo scopo di fornire un parere scientifico sulle sfide della sicurezza alimentare e nutrizionale, nonché orientamenti riguardanti il programma degli eventi relativi a Expo 2015,

–       visti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM), adottati dalle Nazioni Unite nel settembre 2000, e il progetto di Obiettivi di sviluppo sostenibile, che sarà adottato in occasione della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015,

–       visto il documento FAO "World agriculture towards 2030/2050: the 2012 revision",

–       visto l'Anno Internazionale dell'Agricoltura Familiare, proclamato dalla FAO per il 2014,

–       visto l'Anno Internazionale dei Suoli, proclamato dalla FAO per il 2015,

–       vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2011 sul riconoscimento dell'agricoltura come settore strategico nel contesto della sicurezza alimentare(1),

–       vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2012 su come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare nell'UE(2),

–       vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, in particolare l'articolo 25, che riconosce il diritto all'alimentazione come parte integrante del diritto ad un livello di vita adeguato,

–       vista l'interrogazione alla Commissione su Expo Milano 2015: "Nutrire il pianeta, energia per la vita" (O-000016/2015 – B8-0109/2015),

–       vista la proposta di risoluzione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–       visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il tema di Expo Milano 2015 è "Nutrire il pianeta, energia per la vita" e che l'evento può dare una forte spinta al dibattito volto a migliorare la produzione e la distribuzione alimentare, affrontare il problema dello spreco di alimenti, promuovere e sviluppare approcci positivi già esistenti per raccogliere la sfida dell'insicurezza alimentare, della malnutrizione e dell'alimentazione scorretta, nonché creare un equilibrio tra disponibilità e consumo di risorse;

B.     considerando che il tema di Expo Milano 2015 dà l'opportunità di riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni di un mondo globalizzato che registra, da una parte, circa 870 milioni di persone denutrite che soffrono la fame e, dall'altra, circa 2,8 milioni di persone che muoiono per disturbi di salute legati a un'alimentazione scorretta, con malattie correlate a obesità o sovrappeso;

C.     considerando che Expo Milano 2015 coincide con l'anno target degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) nonché con l'Anno Internazionale dei Suoli proclamato dalle Nazioni Unite, e dovrebbe ispirare il dibattito sui nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile, il cui progetto finale è in corso di negoziazione; che l'agricoltura e la sicurezza alimentare e nutrizionale sono al centro di tale esercizio;

D.     considerando che Expo 2015 sta elaborando la "Carta di Milano", un documento da consegnare al Segretario generale dell'ONU come eredità di Expo 2015 e contributo alla discussione internazionale sugli Obiettivi del Millennio;

E.     considerando che i temi dell'Expo sono sostanzialmente attinenti al settore dell'agricoltura, la quale continua ad essere un elemento essenziale dell'economia dell'Unione visto che le esportazioni agricole rappresentano due terzi del commercio estero totale dell'Unione, che quest'ultima è il primo esportatore di prodotti agricoli al mondo e che il suo settore alimentare genera un fatturato di quasi mille miliardi di EUR l'anno, impiegando più di 4 milioni di persone;

F.     considerando che il Comitato direttivo del programma scientifico dell'Unione europea per Expo Milano 2015 prevede la necessità di ricercare nuove conoscenze in alcuni settori specifici e di promuovere presso l'opinione pubblica, attraverso l'educazione e la comunicazione, una migliore comprensione degli alimenti e della produzione alimentare nell'ambito del settore agricolo, di modo che tutti riconoscano l'impatto globale delle scelte alimentari individuali;

G.     considerando che l'esperienza della società civile e il suo contributo al dibattito sulle tematiche di Expo 2015 sono fondamentali, e che le relative esperienze e iniziative dovrebbero essere incoraggiate al fine di promuovere un dibattito sostanziale e orientamenti a livello internazionale intesi ad attenuare le crisi globali che riguardano l'alimentazione e la nutrizione;

H.     considerando che i suoli sani non solo costituiscono la base per la produzione di cibo, combustibili, fibre e prodotti medici, ma sono anche essenziali per i nostri ecosistemi, visto che ricoprono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, immagazzinano e filtrano l'acqua e aiutano a fronteggiare inondazioni e siccità;

I.      considerando che la piattaforma Open Expo, al fine di assicurare la totale trasparenza di Expo 2015, pubblica in formato aperto tutte le informazioni riguardanti la gestione, la progettazione, l'organizzazione e lo svolgimento dell'evento, e può essere considerata una buona pratica di trasparenza;

J.      considerando che, secondo le stime della FAO, l'aumento della popolazione mondiale da 7 a 9,1 miliardi di individui renderà necessario incrementare del 70% la produzione alimentare entro il 2050, ma che le medesime proiezioni suggeriscono che l'aumento della produzione non sarebbe da solo sufficiente a garantire la sicurezza alimentare per tutti;

K.     considerando che, secondo la FAO, nel 2010 soffrivano la fame 925 milioni di persone, e che più di un terzo dei decessi di bambini al di sotto dei 5 anni è attribuibile alla malnutrizione;

L.     considerando che, secondo le stime della FAO, l'espansione delle terre arabili entro il 2050 sarà solo del 4,3%;

M.    considerando che l'aumento del reddito pro capite nei paesi emergenti orienta i regimi alimentari verso prodotti a più elevato tenore proteico, anche contenenti proteine di origine animale, e prodotti trasformati, promuovendo su scala mondiale un processo di convergenza delle abitudini alimentari che prende a modello le popolazioni più ricche;

N.     considerando che i regimi alimentari che contengono un'elevata proporzione di prodotti di origine animale richiedono il consumo di molte più risorse rispetto a quelli che contengono soprattutto prodotti di origine vegetale;

O.     considerando che nei paesi in via di sviluppo l'agricoltura fornisce occupazione e sostentamento a oltre il 70% della forza lavoro, principalmente donne; che la Banca mondiale ritiene che la crescita nel settore agricolo sia doppiamente efficace nel ridurre la povertà rispetto alla crescita in altri settori;

P.     considerando che nell'UE esistono zone di insicurezza alimentare e che 79 milioni di persone nell'Unione vivono ancora al di sotto del livello di povertà, mentre 124,2 milioni, ovvero il 24,8%, sono a rischio di povertà o di esclusione sociale, rispetto al 24,3% del 2011;

Q.     considerando che solo la metà dei paesi in via di sviluppo (62 su 118) è sulla buona strada per conseguire gli OSM;

R.     considerando che il diritto al cibo e a una corretta alimentazione per tutti è fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, e che la nutrizione è legata, se non a tutti gli OSM, alla maggior parte di tali Obiettivi che, a loro volta, sono strettamente interconnessi;

S.     considerando che diversi strumenti giuridici internazionali collegano il diritto al cibo ad altri diritti umani, tra cui il diritto alla vita, alla sussistenza, alla salute, alla proprietà, all'istruzione e all'acqua;

T.     considerando che la quota di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) assegnata all'agricoltura a livello internazionale si è fortemente ridotta negli ultimi tre decenni;

U.     considerando che il concetto di sicurezza alimentare e nutrizionale (SAN) non significa soltanto disponibilità di risorse alimentari, ma copre anche il diritto al cibo, una corretta informazione su quello che mangiamo e l'accessibilità, in modo sostenibile, a un'alimentazione sana per tutti, il che comprende anche altri elementi quali le strutture igienico-sanitarie, l'igiene, le vaccinazioni e i trattamenti vermifughi;

V.     considerando che la fame e la malnutrizione sono le cause principali della mortalità umana, nonché le minacce più grandi per la pace e la sicurezza mondiale;

W.    considerando che la volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari ha conseguenze negative sulla sicurezza alimentare e sulla catena di approvvigionamento;

X.     considerando che la recessione economica globale e l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei carburanti hanno aggravato la situazione alimentare in molti paesi in via di sviluppo, soprattutto in quelli meno avanzati, facendo così subire una parziale battuta d'arresto ai progressi compiuti nello scorso decennio a livello della riduzione della povertà;

Y.     considerando che i fragili mercati agricoli dei paesi in via di sviluppo rendono le forniture di cibo eccessivamente vulnerabili ai disastri naturali, ai conflitti o alle crisi di salute pubblica;

Z.     considerando che il sistema alimentare da un lato contribuisce ai cambiamenti climatici e dall'altro ne è influenzato, con conseguenze sotto il profilo della disponibilità di risorse naturali e delle condizioni di produzione agricola e industriale;

AA.  considerando che i disastri naturali causati dai cambiamenti climatici hanno un forte impatto sugli Stati membri dell'UE e oltremare, minacciando la sicurezza e la sovranità alimentari soprattutto in presenza di situazioni già vulnerabili;

AB.  considerando che, in base a stime della Commissione, il 30% del cibo a livello mondiale va perso o sprecato e che gli sprechi alimentari annui nell'Unione europea – quantificabili attualmente in circa 89 milioni di tonnellate, ovvero 179 kg pro capite – aumenteranno entro il 2020 per raggiungere circa 126 milioni di tonnellate, registrando quindi un aumento del 40%, a meno che si prendano misure o provvedimenti preventivi;

AC.  considerando che una migliore gestione della filiera alimentare consentirebbe un uso più efficiente dei terreni e una migliore gestione delle risorse idriche, con ricadute positive su tutto il comparto agricolo su scala mondiale, e darebbe un forte contributo alla lotta contro la denutrizione e l'alimentazione scorretta nelle aree in via di sviluppo;

AD.  considerando che la fame, l'alimentazione scorretta e la denutrizione coesistono con livelli paradossali di obesità e malattie attribuibili a regimi alimentari squilibrati, che determinano danni sociali ed economici con un impatto talvolta drammatico sulla salute umana;

AE.   considerando che gli accordi commerciali e d'investimento potrebbero ripercuotersi negativamente sulla sicurezza alimentare e la malnutrizione qualora la locazione o la svendita di terre arabili a investitori privati dovessero avere come risultato di privare le popolazioni locali dell'accesso a risorse produttive indispensabili per il loro sostentamento, o di portare all'esportazione e alla vendita sui mercati internazionali di grandi quantitativi di prodotti alimentari, aumentando così la dipendenza e la vulnerabilità dello Stato ospitante rispetto alle fluttuazioni dei prezzi dei prodotti di base sui mercati internazionali;

AF.   considerando che non si può porre fine alla fame in modo sostenibile semplicemente fornendo cibo sufficiente a tutti, ma che occorre consentire ai piccoli agricoltori di conservare la loro terra e di lavorarla, mantenendo sistemi commerciali equi e condividendo conoscenze e innovazione, nonché prassi sostenibili;

AG.  considerando che è opportuno riconoscere il ruolo fondamentale degli agricoltori e in particolare dell'agricoltura familiare nel garantire la sicurezza alimentare mondiale;

AH.  considerando che è opportuno riconoscere l'aspetto multifunzionale dell'agricoltura e della silvicoltura che, oltre a produrre alimenti, svolgono un ruolo cruciale nella produzione di beni di pubblica utilità, come la qualità dei paesaggi, la biodiversità, la stabilità del clima e la capacità di mitigare disastri naturali quali inondazioni, siccità e incendi;

1.      sottolinea che per far fronte alla sfida della sicurezza alimentare si rivelano fondamentali i seguenti elementi: un settore agricolo forte e sostenibile in tutta l'Unione europea, un'economia rurale prospera e diversificata, un ambiente pulito e la presenza di aziende a conduzione familiare, sostenuti da una politica agricola comune solida, maggiormente equa, sostenibile a livello internazionale e finanziata in modo adeguato;

2.      ritiene che la sostenibilità ambientale e gli sforzi di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico possano essere assicurati solo in condizioni di sostenibilità economica per le aziende agricole e favorendo gli agricoltori nell'accesso alla terra, al credito e alla formazione;

3.      sollecita la Commissione e gli Stati membri a far leva sul tema di Expo Milano 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita" per fissare impegni che consentano di far valere il diritto a un'alimentazione adeguata, sana, sostenibile e informata;

4.      invita la Commissione a garantire che il padiglione dell'UE a Expo 2015 sensibilizzi sulla necessità di risolvere i problemi urgenti che interessano l'intera catena di approvvigionamento alimentare (ivi compresa la sostenibilità a lungo termine della produzione, della distribuzione e del consumo di alimenti), di affrontare la questione degli sprechi alimentari e di lottare contro il problema della malnutrizione, della scorretta alimentazione e dell'obesità;

5.      sottolinea che il diritto all'alimentazione è un diritto umano fondamentale e che esso può ritenersi conquistato quando tutti dispongono dell'accesso ad alimenti adeguati, sani e nutrienti, atti a soddisfare il fabbisogno nutrizionale per consentire una vita sana e attiva;

6.      pone in evidenza che l'accesso al cibo costituisce una condizione essenziale per la riduzione della povertà e della disuguaglianza e per il conseguimento degli OSM;

7.      sottolinea che la lotta alla denutrizione e la garanzia dell'accesso universale a un'alimentazione con apporto nutritivo adeguato dovrebbero continuare a rappresentare una delle principali finalità dell'agenda post-2015 nell'ambito dell'obiettivo di eliminazione della fame, facendo appello, nello specifico, alla necessità di porre fine a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030;

8.      ritiene che l'aumento della volatilità sui mercati alimentari rappresenti un problema per la sostenibilità e renda necessario un rafforzamento delle misure volte a potenziare la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e la sostenibilità ambientale della produzione di alimenti, affrontando la scarsità delle risorse naturali e promuovendo la ricerca e l'innovazione nell'agricoltura;

9.      ritiene che quadri istituzionali, regolamentari e di monitoraggio adeguati possano favorire un ambiente idoneo allo sviluppo di sistemi agricoli di mercato che siano solidi, sostenibili, equi, accessibili e diversificati;

10.    è dell'avviso che l'agricoltura su piccola scala e quella biologica, ad alto valore naturale (AVN) o basata sulla coltivazione degli alberi dovrebbero essere promosse quali modelli particolarmente efficaci per garantire la sostenibilità della produzione alimentare mondiale;

11.    invita la Commissione a incoraggiare pratiche agronomiche più efficaci, come gli approcci agroecologici e di diversificazione, nonché una gestione maggiormente sostenibile delle risorse agricole, al fine di ridurre i costi dei fattori di produzione agricoli e lo spreco di nutrienti, aumentare il trasferimento di conoscenze e innovazione, promuovere l'efficienza delle risorse e incrementare la diversità delle colture e la sostenibilità nell'ambito dei sistemi agricoli;

12.    invita la Commissione a sostenere la ricerca sulla gestione dei terreni e sull'intensificazione sostenibile in vista di un uso più razionale dei nutrienti, dell'acqua e dell'energia, una maggiore attenzione alla conservazione delle risorse idriche e del suolo e un ulteriore adeguamento delle misure biologiche nel controllo delle specie nocive (IPM), nonché a promuovere la ricerca per migliorare le rese riducendo nel contempo l'impatto ambientale;

13.    esprime preoccupazione dinanzi all'emergere del fenomeno dell'appropriazione dei terreni e alle sue implicazioni per la sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo e il futuro dell'agricoltura e degli agricoltori;

14.    invita la Commissione a sensibilizzare e incoraggiare gli Stati membri ad utilizzare la "risorsa" terra in chiave di sostenibilità, perché necessaria per il raggiungimento della sicurezza alimentare e della nutrizione, dell'adattamento e della mitigazione del cambiamento climatico, nonché di uno sviluppo sostenibile in generale;

15.    sottolinea l'importanza di contrastare il problema del degrado del suolo, che aggrava ulteriormente la povertà e l'insicurezza alimentare;

16.    invita la Commissione a incoraggiare la messa in atto a livello mondiale degli Orientamenti volontari della FAO sulla governance responsabile della terra, della pesca e delle foreste, sul fronte sia degli investitori che dei paesi obiettivo;

17.    invita la Commissione a favorire la realizzazione a livello mondiale degli obiettivi della FAO destinati a sostenere lo sviluppo di politiche agricole, ambientali e sociali favorevoli a un'agricoltura familiare sostenibile;

18.    sottolinea che gli attuali squilibri esistenti nella catena di approvvigionamento alimentare minacciano la sostenibilità della produzione di alimenti, e chiede che siano migliorate la trasparenza e l'equità all'interno di tale catena e che vengano eliminate le pratiche commerciali sleali e le altre distorsioni del mercato, onde assicurare agli agricoltori un giusto ritorno, profitti e prezzi equi lungo tutta la filiera alimentare nonché un settore agricolo sostenibile in grado di garantire la sicurezza alimentare; invita pertanto la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie affinché tali obiettivi siano conseguiti quanto prima;

19.    ritiene necessario che la Commissione e gli Stati membri promuovano politiche per contrastare le pratiche sleali la cui esistenza è stata riconosciuta nell'ambito del Forum di alto livello della Commissione europea sul miglioramento della catena di approvvigionamento;

20.    sottolinea che per garantire la sicurezza alimentare occorre contrastare con forza il consumo di suolo e l'abbandono delle aree agricole marginali;

21.    sottolinea il ruolo centrale dello sviluppo rurale per la crescita economica e sociale dei territori e sollecita il sostegno ai giovani agricoltori;

22.    invita la Commissione ad adoperarsi per la conclusione di un accordo internazionale ambizioso che includa l'alimentazione in vista dell'attenuazione dei cambiamenti climatici, nella prospettiva del dibattito internazionale che avrà luogo nel 2015 a Parigi, nel quadro della 21ª Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;

23.    invita il Consiglio a riconoscere il ruolo dell'intero settore agricolo nell'attenuazione dei cambiamenti climatici e nell'adattamento agli stessi;

24.    invita la Commissione a lottare contro gli sprechi alimentari con obiettivi ambiziosi, chiaramente definiti e vincolanti, incoraggiando gli Stati membri ad agire contro tali sprechi ad ogni livello della catena di approvvigionamento alimentare, dal campo alla tavola;

25.    incoraggia gli Stati membri a educare i cittadini, a promuovere e diffondere le migliori prassi, a condurre analisi e organizzare campagne sociali e scolastiche sugli sprechi alimentari e sull'importanza di nutrirsi in maniera sana ed equilibrata, favorendo i prodotti agricoli locali, nonché a proclamare il 2016 Anno europeo contro gli sprechi alimentari;

26.    ritiene che sia importante avviare un dialogo con gli attori interessati, al fine di garantire che gli alimenti invenduti ma ancora commestibili e sicuri siano sistematicamente messi a disposizione delle organizzazioni di beneficenza;

27.    esorta gli Stati membri e la Commissione a promuovere ulteriormente, ad iniziare dal mondo della scuola fin dall'infanzia, un'alimentazione sana e consapevole e standard di qualità e sostenibilità nel settore della nutrizione per il tramite della ricerca e dell'educazione, incoraggiando stili di vita responsabili e sani, nonché attraverso la definizione di nuove politiche volte a eradicare la malnutrizione e la scorretta alimentazione e a prevenire l'obesità;

28.    sottolinea l'importanza di incentivare l'educazione ad un'alimentazione sana ed equilibrata, anche attraverso la conoscenza e la promozione delle produzioni locali e delle diete tradizionali;

29.    raccomanda vivamente che l'intero sistema alimentare, di cui l'agricoltura è una componente, così come le politiche in materia di commercio, salute, istruzione, clima ed energia, segua un approccio basato sui diritti umani, di cui l'Unione europea dovrebbe essere la paladina;

30.    chiede pertanto l'inclusione della dimensione di genere e della promozione dell'emancipazione femminile in tutte le politiche volte a contrastare l'insicurezza alimentare;

31.    ribadisce l'importanza di promuovere l'agricoltura nei paesi in via di sviluppo e di assegnare a tale settore una quota adeguata degli aiuti esterni dell'UE; si rammarica della drastica riduzione, dagli anni '80 a questa parte, del livello di aiuti allo sviluppo destinati all'agricoltura, e accoglie con favore il riconoscimento della necessità di invertire tale tendenza;

32.    ritiene che sia importante migliorare le condizioni delle donne nell'agricoltura, specialmente nel paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), in quanto è dimostrato che conferendo autonomia alle donne rurali e investendo in tal senso è possibile aumentare in maniera significativa la produttività e ridurre la fame e la malnutrizione;

33.    invita la Commissione e gli Stati membri a privilegiare programmi di cooperazione incentrati sul microcredito finalizzati a sostenere le piccole produzioni ambientalmente sostenibili e destinate ad alimentare le popolazioni locali;

34.    invita la Commissione ad orientare le politiche alimentari dell'Unione verso forme di maggiore sostenibilità lungo tutta la filiera favorendo le produzioni biologiche e biodinamiche e la distribuzione "a chilometro zero";

35.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai commissari degli Stati membri partecipanti responsabili per Expo Milano 2015.

(1)

GU C 136 E dell'11.5.2012, pag. 8.

(2)

GU C 227 del 6.8.2013, pag. 25.

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