Procedura : 2015/2747(RSP)
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B8-0719/2015

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PV 09/07/2015 - 12.12
CRE 09/07/2015 - 12.12
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P8_TA(2015)0276

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0716/2015
7.7.2015
PE564.697v01-00
 
B8-0719/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del Presidente

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica (2015/2747(RSP))


Gianni Pittella, Tanja Fajon, Knut Fleckenstein, Richard Howitt, Afzal Khan, Martina Werner, Jakob von Weizsäcker, Neena Gill, Daniele Viotti, Ulrike Rodust, Enrico Gasbarra, Hugues Bayet, Evelyne Gebhardt, Jude Kirton-Darling, Marlene Mizzi, Brando Benifei, Jeppe Kofod, Constanze Krehl, Flavio Zanonato, Tibor Szanyi, Theresa Griffin, Kati Piri, Liisa Jaakonsaari, Agnes Jongerius, Costas Mavrides, Roberto Gualtieri, Jutta Steinruck, Maria Grapini, Tonino Picula, Ana Gomes, Pier Antonio Panzeri, Arne Lietz, Elena Valenciano, Anneliese Dodds, Miltiadis Kyrkos, Vincent Peillon, Francisco Assis, Julie Ward, José Blanco López, Miriam Dalli, Doru-Claudian Frunzulică, Vilija Blinkevičiūtė, Krystyna Łybacka, Marc Tarabella, Nicola Caputo, Luigi Morgano, Miroslav Poche, Eric Andrieu, Goffredo Maria Bettini, Zigmantas Balčytis, Elena Gentile, Péter Niedermüller, Demetris Papadakis, Pavel Poc, Damiano Zoffoli, Sergio Gutiérrez Prieto, Christel Schaldemose, Biljana Borzan a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica (2015/2747(RSP))  
B8‑0719/2015

Il Parlamento europeo,

–       viste le sue risoluzioni del 7 luglio 2005(1) e del 15 gennaio 2009(2) su Srebrenica,

–       visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato a Lussemburgo il 16 giugno 2008 ed entrato in vigore il 1° giugno 2015,

–       viste le disposizioni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che riconoscono il diritto di ogni individuo alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona, come anche alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'11 luglio 2015 ricorre il 20º anniversario del genocidio e della pulizia etnica che hanno avuto luogo a Srebrenica e nei dintorni durante la guerra di Bosnia;

B.     considerando che tali crimini, commessi da unità dell'Esercito della Republika Srpska sotto il comando del Generale Ratko Mladić e il comando in capo dell'allora Presidente della Republika Srpska, Radovan Karadžić, forniscono una recente testimonianza del pericolo che rappresentano forme estreme di nazionalismo e di intolleranza nella società, ulteriormente esacerbate in un contesto di guerra;

C.     considerando che i tragici eventi di Srebrenica hanno lasciato nei sopravvissuti profonde ferite emotive e creato ostacoli duraturi alla riconciliazione politica fra i gruppi etnici in Bosnia-Erzegovina;

D.     considerando che il massacro di Srebrenica, dichiarato atto di genocidio dal Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY), è avvenuto in un luogo proclamato sicuro dalle Nazioni Unite, e rappresenta quindi un simbolo dell'impotenza della comunità internazionale a intervenire nel conflitto e a proteggere efficacemente la popolazione civile innocente;

E.     considerando che l'UE è fondata sulla coesistenza pacifica e sulla sincera cooperazione tra i suoi membri; considerando che una delle principali motivazioni alla base del movimento di unificazione europea è la volontà di evitare il ripetersi di guerre e crimini contro l'umanità in Europa;

1.      desidera commemorare e onorare tutte le vittime delle atrocità di Srebrenica-Potočari; esprime la propria sincera solidarietà alle famiglie delle vittime;

2.      dichiara con fermezza che un crimine così orrendo non dovrà mai più ripetersi;

3.      sottolinea che la prevenzione e la punizione efficace di genocidi e crimini contro l'umanità dovrebbero figurare tra le priorità principali dell'UE e della comunità internazionale;

4.      sottolinea l'importanza capitale che rivestono la riconciliazione per il futuro della regione e le buone relazioni di vicinato per il processo di integrazione europea della Bosnia-Erzegovina e dei suoi vicini; ribadisce l'importanza del lavoro svolto dal ICTY a tale riguardo; sottolinea altresì la necessità per i rappresentanti politici della Bosnia-Erzegovina di riconoscere il passato al fine di collaborare proficuamente in vista di un futuro migliore per tutti i cittadini del paese; evidenzia l'importante ruolo che i paesi vicini, le autorità religiose, la società civile, l'arte, la cultura, i media e i sistemi d'istruzione possono svolgere in questo difficile processo;

5.      sollecita lo sviluppo di programmi d'istruzione e culturali che promuovano una comprensione delle cause di tali atrocità e che sensibilizzino alla necessità di coltivare la pace e promuovere i diritti umani e la tolleranza interreligiosa;

6.      ritiene che la cooperazione regionale e il processo di integrazione europea siano gli approcci più atti a promuovere la riconciliazione e a far superare odi e divisioni; invita il Consiglio e la Commissione, alla vigilia dell'anniversario di questo atto di genocidio, a ribadire l'impegno dell'UE in vista di una prospettiva europea per la Bosnia-Erzegovina e tutti i paesi dei Balcani occidentali, nonché ad agevolare in modo coerente una più intensa cooperazione regionale e a fornire supporto al processo di adesione;

7.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri, al governo e al parlamento della Bosnia-Erzegovina e alle relative entità, e ai governi e ai parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali.

 

(1)

GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 468.

(2)

GU C 46 E del 24.2.2010, pag. 111.

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