Procedura : 2016/2662(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0489/2016

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B8-0489/2016

Discussioni :

PV 27/04/2016 - 18
CRE 27/04/2016 - 18

Votazioni :

PV 28/04/2016 - 4.65
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P8_TA(2016)0201

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0488/2016
20.4.2016
PE579.918v01-00
 
B8-0489/2016

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-0361/2016

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario (2016/2662(RSP))


Cristian Dan Preda, Andrzej Grzyb, Davor Ivo Stier, Anna Záborská a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario (2016/2662(RSP))  
B8-0489/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e gli altri strumenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani,

–  visti le Convenzioni di Ginevra e altri strumenti giuridici in materia di diritto internazionale umanitario,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" dell'8 dicembre 2009 sulla promozione dell'osservanza del diritto internazionale umanitario,

–  visti gli orientamenti aggiornati dell'Unione europea per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario(1),

–  visto il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite destinato al vertice umanitario mondiale, dal titolo "One humanity, shared responsibility" (Una sola umanità, una responsabilità condivisa), del 2 febbraio 2016,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite n. 1998 (2011), adottata il 12 luglio 2011, e n. 2143 (2014), adottata il 7 marzo 2014, riguardanti la protezione dei minori interessati da conflitti armati,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/64/290 del 9 luglio 2010 sul diritto all'istruzione nelle situazioni di emergenza,

–  viste la dichiarazione sulle scuole sicure del maggio 2015, sottoposta ad approvazione nel corso della conferenza di Oslo sulle scuole sicure organizzata dal ministero degli Affari esteri della Norvegia nel maggio 2015, nonché le relative linee guida per proteggere scuole e università da un uso militare durante i conflitti armati,

–  vista la nota di orientamento sugli attacchi contro le scuole e gli ospedali intesa a garantire assistenza a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di monitoraggio, segnalazione e sostegno, pubblicata il 21 maggio 2014 dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per i bambini nei conflitti armati,

–  vista la risoluzione della 32ª Conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, del 10 dicembre 2015, sul rafforzamento dell'osservanza del diritto internazionale umanitario,

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen(2),

–  vista la sua risoluzione del 12 febbraio 2015 sulla crisi umanitaria in Iraq e in Siria, in particolare nel contesto dello Stato islamico (IS)(3),

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 sui preparativi per il vertice umanitario mondiale: sfide e opportunità dell'assistenza umanitaria(4),

–  vista l'interrogazione con richiesta di risposta orale al Consiglio sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto umanitario internazionale (O-000063/2016 – B8-0361/2016),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che negli ultimi dieci anni la comunità internazionale è stata testimone di un forte aumento degli attacchi sferrati contro ospedali e scuole nel contesto dei conflitti armati in tutto il mondo, come nel caso degli attacchi perpetrati il 2 aprile 2015 in Kenya, di quelli rivolti contro migliaia di scuole nel Nord della Nigeria tra il 2009 e il 2015, nonché di quelli sferrati il 3 ottobre 2015 a Kunduz (Afghanistan), il 10 gennaio 2016 a Razah (Yemen) e il 15 febbraio 2016 nella provincia di Idlib, nella Siria settentrionale; che l'attacco di Kunduz è stato presentato come "il risultato diretto di un errore umano non intenzionale, aggravato da problemi operativi e tecnici", e che le indagini avviate in seguito a tale attacco hanno portato all'applicazione di sanzioni nei confronti dei responsabili;

B.  considerando che dal 2004 il numero delle persone bisognose è più che raddoppiato, superando i 100 milioni nel 2015; che le crisi umanitarie colpiscono 250 milioni di persone; che il numero di persone sfollate con la forza ha raggiunto l'apice dalla Seconda guerra mondiale, toccando quasi i 60 milioni, tra cui quasi 40 milioni di sfollati all'interno del proprio paese; che oltre la metà dei rifugiati al mondo sono bambini;

C.  considerando che nelle crisi umanitarie la prima risposta è fornita dalle famiglie, che offrono riparo, viveri e la necessaria assistenza e solidarietà a tutti i familiari colpiti; che il benessere dei bambini e delle madri costituisce la priorità assoluta di tutte le famiglie, che sono pronte a fare i più grandi sacrifici a tal fine;

D.  considerando che negli ultimi otto anni le crescenti necessità e sfide, la mancanza di impegni costanti e l'aumento del costo dell'assistenza umanitaria hanno contribuito a far sì che l'attuale sistema umanitario raggiungesse il limite, costringendo diverse organizzazioni a sospendere temporaneamente l'assistenza alimentare, la fornitura di un rifugio e altre operazioni umanitarie fondamentali per la sopravvivenza;

E.  considerando che il 23 e 24 maggio 2016 si terrà a Istanbul il primo vertice umanitario mondiale; che, nel proprio rapporto destinato al vertice umanitario mondiale, dal titolo "Una sola umanità, una responsabilità condivisa", il Segretario generale delle Nazioni Unite richiama l'attenzione su ciò che definisce "la sfacciata e brutale erosione del rispetto dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario" nelle situazioni di conflitto armato, che minaccia di provocare il ritorno all'epoca della guerra senza limiti; che, secondo il rapporto, l'incapacità di sollecitare e promuovere l'osservanza delle nostre norme comuni e di sostenere gli attuali meccanismi di applicazione, monitoraggio e responsabilità contribuisce a tale erosione;

F.  considerando che tutte le parti di un conflitto, comprese le parti governative e non governative armate, devono garantire agli attori umanitari l'accesso necessario ad assistere le popolazioni civili vulnerabili e colpite dai conflitti;

G.  considerando che il diritto internazionale umanitario, noto anche come diritto dei conflitti armati, è inteso ad alleviare gli effetti dei conflitti armati proteggendo coloro che non partecipano alle ostilità e regolamentando i mezzi e i metodi di guerra;

H.  considerando che gli ospedali e il personale medico sono esplicitamente tutelati dal diritto internazionale umanitario e che ogni attacco deliberato contro i civili e le infrastrutture civili è considerato una grave violazione del diritto internazionale umanitario;

I.  considerando che alcuni gruppi armati si oppongono all'insegnamento laico e all'istruzione femminile, oppure alla fornitura di cure alle ragazze da parte di medici di sesso maschile, e ostacolano quindi l'accesso a tali servizi; che il clima di insicurezza generalizzato risultante dai conflitti impedisce altresì l'accesso di bambini, insegnanti e personale medico alle scuole e agli ospedali;

J.  considerando che, al 14 marzo 2016, 52 paesi, compresi 13 Stati membri dell'UE, hanno avallato la dichiarazione sulle scuole sicure a seguito della conferenza di Oslo in materia, svoltasi nel maggio 2015;

K.  considerando che il Consiglio "Affari esteri", in sede di adozione degli orientamenti UE per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario, ha evidenziato l'importanza di affrontare con efficacia il problema annoso delle gravi violazioni, sostenendo opportuni meccanismi per l'assunzione di responsabilità, e ha evidenziato il ruolo fondamentale che può svolgere la Corte penale internazionale (CPI) nei casi in cui lo Stato o gli Stati in questione sono incapaci o non disposti a esercitare la propria giurisdizione; che gli orientamenti dell'UE impegnano i "pertinenti Gruppi del Consiglio" a monitorare le situazioni in cui potrebbe essere applicabile il diritto internazionale umanitario e, in tali casi, a raccomandare azioni destinate a promuoverne l'osservanza (punto 15, lettera a));

L.  considerando che gli orientamenti aggiornati dell'UE per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario fanno riferimento agli svariati mezzi di azione a disposizione dell'Unione nelle sue relazioni con i paesi terzi a tale riguardo, tra cui dialogo politico, dichiarazioni pubbliche generali, misure restrittive, cooperazione con altri organismi internazionali, operazioni di gestione delle crisi, responsabilità individuale, formazione e controllo delle esportazioni di armi (punto 16);

M.  considerando che, tra il 2012 e il 2015, il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) ha organizzato un grande processo di consultazione sulle modalità per rafforzare la protezione giuridica delle vittime di conflitto armato e incrementare l'efficacia dei meccanismi di osservanza del diritto internazionale umanitario;

N.  considerando che gli Stati partecipanti alla 32a Conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa del dicembre 2015 hanno deciso di avviare un nuovo processo intergovernativo volto a trovare soluzioni che permettano di rafforzare l'applicazione del diritto internazionale umanitario, il cui esito sarà presentato alla prossima Conferenza internazionale, che si svolgerà nel 2019;

O.  considerando che il capitolo sugli aiuti umanitari dell'UE, pari a 909 milioni di EUR nel 2015, rappresenta meno dell'1 % del bilancio totale dell'Unione; che un collegamento migliore tra soccorso e assistenza a lungo termine può rappresentare uno dei mezzi per ridurre l'attuale discrepanza tra esigenze umanitarie straordinarie e risorse disponibili;

1.  esprime la propria costernazione e profonda preoccupazione per gli attacchi mortali diretti contro ospedali e scuole che si verificano con una frequenza sempre più allarmante nell'ambito di conflitti armati in tutto il mondo, con pazienti, studenti, personale medico e docente, operatori umanitari e familiari che diventano bersagli e vittime; è del parere che alle condanne internazionali debbano far seguito indagini indipendenti e un'autentica assunzione di responsabilità; invita gli Stati membri dell'UE e delle Nazioni Unite, le istituzioni dell'UE e il vicepresidente/alto rappresentante a riconoscere la reale portata di questa situazione di emergenza e ad avvalersi di tutti gli strumenti a loro disposizione;

2.  condanna gli attacchi contro ospedali e scuole, vietati dal diritto internazionale, riconoscendo che tali atti possono costituire gravi violazioni delle convenzioni di Ginevra del 1949 nonché crimini di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della CPI; esprime il convincimento che la salvaguardia delle strutture sanitarie e scolastiche in quanto spazi neutri e protetti debba essere garantita durante le situazioni di conflitto armato attraverso indagini trasparenti, indipendenti e imparziali sui brutali attacchi che si sono registrati e garantendo che tutte le parti coinvolte conseguano un'autentica assunzione di responsabilità per i reati commessi;

3.  evidenzia che il diritto alla salute è un diritto umano e invita le parti coinvolte nei conflitti armati a garantire la disponibilità, l'accessibilità, l'accettabilità e la qualità delle prestazioni mediche durante i conflitti armati;

4.  prende atto del ruolo delle famiglie nella protezione e nella cura delle persone più vulnerabili, in particolare i bambini e le donne, e riconosce l'importanza di istituire un partenariato con le famiglie nell'ambito degli sforzi tesi a massimizzare la pertinenza e l'efficacia dell'assistenza umanitaria;

5.  incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a sostenere appieno l'appello del Segretario generale delle Nazioni Unite affinché tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite colgano l'occasione del Vertice umanitario mondiale per ribadire l'impegno a proteggere i civili e i diritti umani di tutti, attraverso il rispetto delle norme già concordate; sottolinea l'importanza attribuita dal Segretario generale dell'ONU al rafforzamento dei sistemi internazionali di indagine e giudiziari, compresa la CPI, ad integrazione dei quadri nazionali, al fine di far cessare l'impunità per le violazioni in materia di diritto internazionale umanitario;

6.  invita il Vertice umanitario mondiale ad adottare un approccio sistematico partecipativo e basato sui risultati, fissando indicatori e una metodologia di lavoro specifici, che i donatori e le agenzie di attuazione dovranno applicare e condividere, nonché ad adoperarsi per l'istituzionalizzazione, un monitoraggio migliore e la valutazione del quadro ONU di responsabilità nei confronti delle popolazioni colpite;

7.  sottolinea che, per affrontare catastrofi e punti deboli sia nuovi che cronici, occorre evitare i sistemi paralleli, ampliare la base di finanziamento, reperire investimenti prevedibili a lungo termine e garantire la conformità alla nuova agenda di sviluppo sostenibile, principalmente attraverso la promozione di un approccio comune tra gli operatori umanitari e gli attori che partecipano allo sviluppo nei confronti della valutazione, della pianificazione e del finanziamento del rischio e delle esigenze; sottolinea che una maggiore complementarietà tra aiuti umanitari e aiuti allo sviluppo sia necessaria per affrontare le questioni dell'efficacia e delle lacune finanziarie nel settore umanitario, e che questa debba andare di pari passo con un aumento dei finanziamenti a favore degli aiuti umanitari e degli aiuti allo sviluppo; ricorda, in tale contesto, l'impegno internazionale di lungo corso di conseguire l'obiettivo dello 0,7 % dell'RNL;

8.  riconosce l'importanza e il carattere unico degli orientamenti dell'UE per favorire l'osservanza del diritto internazionale umanitario, dal momento che nessun altro Stato od organizzazione ha adottato un documento equivalente; esorta gli Stati membri ad attuare in modo efficace gli orientamenti dell'UE;

9.  invita il Consiglio "Affari esteri" e il vicepresidente/alto rappresentante a garantire che le politiche e le azioni UE in materia di diritto internazionale umanitario siano sviluppate in modo coerente ed efficace e che l'attuazione degli orientamenti per la promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario rientri principalmente nell'ambito di competenza del gruppo di lavoro del Consiglio sul diritto pubblico internazionale, presieduto dalla Presidenza del Consiglio; evidenzia, in tale contesto, che gli orientamenti UE impegnano i "pertinenti Gruppi del Consiglio" a monitorare le situazioni in cui potrebbe essere applicabile il diritto internazionale umanitario e, in tali casi, a raccomandare azioni destinate a promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario (punto 15, lettera a));

10.  ricorda la posizione assunta negli orientamenti UE secondo cui si dovrebbe considerare la possibilità di valersi, se del caso, dei servizi della Commissione internazionale umanitaria per l'accertamento dei fatti (IHFFC), istituita ai sensi del protocollo addizionale I alle convenzioni di Ginevra del 1949, che può essere di ausilio nel promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario grazie alla sua capacità di accertamento dei fatti e alle sue funzioni di mediazione; osserva che i servizi dell'IHFFC non sono stati utilizzati e invita le parti interessate considerare la possibilità di una sua attivazione;

11.  sollecita uno spazio istituzionale rafforzato nel cui ambito la comunità internazionale possa affrontare le preoccupazioni comuni in materia di attuazione del diritto internazionale umanitario e chiede un dialogo politico rafforzato nell'ottica di potenziare la prevenzione dei conflitti e porre fine quanto prima ai conflitti armati in tutto il mondo; invita l'UE e i suoi Stati membri ad adoperarsi per conseguire risultati migliori nel futuro processo intergovernativo al fine di stabilire le modalità per rafforzare l'attuazione del diritto internazionale umanitario, come convenuto nel corso della 32a conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna Rossa nel dicembre 2015;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e ai governi degli Stati membri delle Nazioni Unite.

 

 

 

(1)

GU C 303 del 15.12.2009, pag. 12.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0066.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0040.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0459.

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