Procedura : 2016/2773(RSP)
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B8-0894/2016

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PV 06/07/2016 - 5
CRE 06/07/2016 - 5

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PV 06/07/2016 - 6.12
CRE 06/07/2016 - 6.12
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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4.7.2016
PE585.335v01-00
 
B8-0894/2016

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, del regolamento e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea


sulle priorità strategiche per il programma di lavoro della Commissione per il 2017 (2016/2773(RSP))


Bas Eickhout a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulle priorità strategiche per il programma di lavoro della Commissione per il 2017 (2016/2773(RSP))  
B8-0894/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti gli orientamenti politici per la Commissione europea dal titolo "Un nuovo inizio per l'Europa: il mio programma per l'occupazione, la crescita, l'equità e il cambiamento democratico", presentati da Jean-Claude Juncker il 15 luglio 2014,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2016 – È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione" (COM(2015)0610), in particolare gli allegati da I a VI,

–  vista la relazione di sintesi della Conferenza dei presidenti di commissione che fornisce un contributo complementare alla presente risoluzione dal punto di vista delle commissioni parlamentari e che la Commissione dovrebbe tenere in debito conto al momento di elaborare e adottare il suo programma di lavoro per il 2017,

–  vista la sua risoluzione sulla decisione del Regno Unito di recedere dall'UE a seguito del referendum(1),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2016,

–  visto il contributo del Comitato delle regioni al programma di lavoro della Commissione per il 2017,

–  visto l'articolo 37, paragrafo 3, del suo regolamento,

Introduzione

A.  considerando che il processo di integrazione europea ha portato pace e contribuito nel corso dei decenni alla sicurezza e alla prosperità in Europa; che i risultati delle consultazioni democratiche in questo ultimo decennio devono essere considerati un'opportunità per riflettere sul nostro progetto comune europeo, i suoi benefici reali, le attuali carenze e una finalità rinnovata;

B.  considerando che le conseguenze della globalizzazione fomentano sempre più ansietà e euroscetticismo tra i cittadini dell'UE; che l'UE dovrebbe fornire rassicurazione e protezione contro queste conseguenze;

C.  considerando che non è più possibile consentire che l'integrazione sia ridotta a un mero progetto economico e che occorre adottare misure in modo urgente per riconquistare i cuori degli europei a favore del progetto europeo, con un serio cambio di rotta nelle politiche dell'UE;

D.  considerando che, nonostante le sue lacune, il Parlamento riveste una responsabilità particolare nella definizione del nostro interesse comune europeo e dovrebbe contribuire a superare le attuali divisioni in seno al Consiglio, la cui attività è troppo spesso bloccata da cavilli nazionali e da mentalità "di gioco a somma zero";

E.  considerando che l'interesse generale dei cittadini europei dovrebbe sempre prevalere sulla difesa degli interessi nazionali o aziendali;

F.  considerando che come europei abbiamo scelto un futuro comune, come una vera comunità basata su valori e obiettivi condivisi; che le identità locali, regionali e nazionali non si escludono a vicenda e contribuiscono alla nostra identità europea più ampia;

G.  considerando che le attuali crisi accumulate richiedono autentiche soluzioni europee; che auspichiamo che l'Europa possa svolgere il proprio ruolo e assumersi le proprie responsabilità sulla scena mondiale, impegnandosi a favore della solidarietà, del multilateralismo e dei nostri partenariati esterni e promuovendo una convergenza globale verso standard più elevati; che vogliamo mettere al sicuro il nostro progetto comune di pace, prosperità e democrazia condivise, creando un futuro interessante per tutte le generazioni;

Migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei

1.  ricorda che l'attuale ripresa economica europea è modesta e squilibrata, con molte regioni dell'Unione che sperimentano tuttora livelli inaccettabili di disoccupazione, povertà, disuguaglianza e grave mancanza di prospettive per le generazioni più giovani; insiste pertanto che l'agenda economica e sociale fondamentale dell'UE includa misure volte a ridurre le disuguaglianze sociali e a promuovere l'uguaglianza di genere e posti di lavori di qualità per tutti incrementando, al contempo, gli investimenti nel sistema di istruzione;

2.  invita la Commissione a presentare proposte legislative per sostenere la sua iniziativa sul Pilastro di diritti sociali e la invita, in tale contesto, ad adoperarsi per un "piano di protezione sociale", al fine di garantire che i cittadini europei godano di un adeguato livello minimo di protezione sociale e di servizi di interesse generale, compresi i servizi pubblici, in modo che le persone possano vivere dignitosamente e partecipare attivamente alla società durante tutto l'arco della loro vita (ciò dovrebbe includere l'accesso ad un alloggio a prezzi accessibili, l'accesso ad un'adeguata assistenza sanitaria, il diritto all'assistenza all'infanzia, norme minime in materia di sicurezza da reddito, comprese le pensioni, o un'equivalente protezione sociale minima);

3.  chiede l'introduzione di un "diritto di veto sociale", o qualsiasi meccanismo in grado di impedire l'entrata in vigore di norme dell'UE qualora il loro impatto danneggi le sezioni più povere della società, aumenti le disuguaglianze sociali e di genere o indebolisca i diritti sociali;

4.  invita la Commissione a mantenere in modo concreto le sue promesse più volte fatte di stabilire un'"Europa sociale", in primo luogo riformando l'UEM e con ulteriori iniziative atte a:

–  sviluppare e promuovere gli investimenti sociali in una protezione sociale adeguata e in servizi accessibili, a prezzi economici, ben situati e di alta qualità a livello di istruzione, sociale, di servizi sanitari e di assistenza, in modo da ridurre le disuguaglianze sociali e lottare contro la povertà e, in particolare, ridurre la povertà infantile;

–  colmare il divario di competenze e garantire a tutti l'accesso a un'istruzione, una formazione e un apprendimento permanente di qualità;

–  promuovere posti di lavoro di qualità, in particolare per i giovani e i disoccupati di lunga durata;

–  promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro attraverso il riesame in corso delle direttive pertinenti;

–  sostenere il principio di non-discriminazione per tutti i lavoratori, compresi i lavoratori mobili e distaccati, e assicurare che ricevano una retribuzione adeguata in modo che possano condurre una vita dignitosa nel loro luogo di residenza;

–  affrontare il divario di genere a livello di retribuzioni e di pensioni e le sfide per la conciliazione della vita familiare e professionale, anche attraverso l'adozione di proposte ambiziose per una direttiva sul congedo di maternità e una direttiva relativa ai congedi per assistenza e attraverso la fornitura di formazione e assistenza della prima infanzia che copra l'intera giornata, in particolare per assicurare che le donne e gli uomini godano di un'uguaglianza in riferimento al lavoro di assistenza e alla retribuzione e per promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;

5.  invita la Commissione a monitorare, incoraggiare e sostenere l'uso efficace dei fondi da parte degli Stati membri per lottare contro la povertà e l'esclusione sociale e rilanciare l'occupazione giovanile e la creazione di posti di lavoro di qualità, in particolare nelle regioni che presentano livelli di disoccupazione elevati attraverso programmi finanziati dall'Iniziativa per l'occupazione giovanile (YEI), dai Fondi strutturali e di investimento europei (ESIF), dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) e dalla BEI;

Rafforzare la ripresa economica e la competitività a lungo termine per creare posti di lavoro, migliorare il tenore di vita e generare prosperità

6.  ritiene che i modelli economici basati esclusivamente sulla crescita del PIL e lo sfruttamento eccessivo e continuo delle risorse naturali come pure la finanziarizzazione abbiano raggiunto i loro limiti; ritiene che, d'ora in poi, l'UE debba fare della sostenibilità il punto cardine di ogni politica sana, orientata al futuro e alla risoluzione delle crisi; ritiene che la difesa delle posizioni di mercato consolidate costituisca un ostacolo potenziale sul cammino verso un nuovo modello economico;

7.  invita la Commissione a sviluppare una strategia di sviluppo sostenibile globale per il periodo fino al 2030 e un piano di attuazione specifico; ritiene che l'UE debba garantire che non siano scelti gli obiettivi più facili o preferiti e debba andare oltre alla politica di ordinaria amministrazione mirando al più alto livello di ambizione in tutti gli obiettivi, garantendo che nessuno rimanga indietro e che i confini planetari siano pienamente rispettati; ritiene necessario, a tal fine, evitare un ulteriore degrado e perdita della biodiversità e ottenere il ripristino degli ecosistemi degradati;

8.  chiede alla Commissione di definire una nuova strategia industriale sostenibile, ambiziosa e globale a livello sociale e ambientale oltre al pacchetto di economia circolare; ritiene che siano necessari ulteriori investimenti pubblici e privati che si incentrino sulla transizione energetica, le PMI ecoinnovative, la ricerca e l'istruzione;

9.  sottolinea che, nel contesto di una pericolosa corsa globale alle risorse, l'economia deve, al fine di restare competitiva, diventare sostenibile e "diventare digitale"; chiede che la strategia Europa 2020 sia posta al centro delle decisioni economiche dell'UE;

10.  chiede alla Commissione di monitorare, incoraggiare e sostenere le azioni degli Stati membri per garantire che la concorrenza resti leale e che i cittadini, i consumatori e i lavoratori ne traggano vantaggio;

11.  chiede che la sostenibilità, la salute pubblica, la tutela dei consumatori e il benessere dei lavoratori siano al centro di qualsiasi ulteriore riforma economica, in particolare per quanto riguarda la politica agricola comune, che dovrebbe diventare un'ampia "politica dell'ambiente rurale sostenibile e alimentare";

12.  invita la Commissione a proporre ulteriori misure che promuovano la ricerca e lo sviluppo, l'innovazione, la diversità culturale e la creatività in quanto essenziali elementi trainanti per la creazione di posti di lavoro, tenendo conto del fatto che l'accesso ai capitali da parte delle imprese, in particolare delle PMI, è fondamentale per incoraggiare lo sviluppo e la realizzazione di nuovi prodotti e servizi nei settori sia tradizionali che emergenti;

13.  ricorda alla Commissione che le scelte economiche e tecnologiche, quali la modifica genetica, le nanotecnologie e l'energia nucleare, devono seguire il principio di precauzione ed essere sottoposte ad un pieno controllo e processo democratico e trasparente, come promesso più volte dal Presidente della Commissione sulla questione degli OGM e come atteso dai cittadini;

Rispondere ai cambiamenti climatici e garantire la sicurezza energetica

14.  rammenta che occorre intensificare gli sforzi per realizzare l'Unione dell'energia, garantendo sicurezza energetica ed energia sostenibile e a prezzi accettabili per tutti i cittadini e tutte le imprese;

15.  rileva le conseguenze umane ed economiche delle catastrofi climatiche in Europa e nel mondo; sottolinea l'importanza di continuare ad affrontare alla radice le cause dei cambiamenti climatici, in particolare nel settore dei trasporti, assicurando, al contempo, la competitività della nostra industria attraverso un'ambiziosa strategia climatica, che includa l'efficienza energetica;

16.  chiede che si stabiliscano obiettivi più ambiziosi a livello dell'UE in materia di riduzione dei gas ad effetto serra e di energie rinnovabili ed efficienza energetica per il periodo successivo al 2020, nel quadro dell'accordo COP 21 di Parigi;

17.  chiede alla Commissione di elaborare una strategia comune per l'energia e una diplomazia del clima che affrontino questi problemi globali e all'UE di svolgere un ruolo più attivo nella promozione globale dell'uso di energia da fonti rinnovabili, come strumento chiave per far fronte al cambiamento climatico;

18.  esorta la Commissione a smettere di sovvenzionare combustibili fossili con fondi dell'UE e a coordinare gli sforzi degli Stati membri per eliminare gradualmente le sovvenzioni nazionali ai combustibili fossili; chiede altresì alla Commissione di garantire che non vengano utilizzate sovvenzioni nazionali o dell'UE per finanziare nuovi reattori nucleari e di esortare gli Stati membri ad abbandonare i progetti per l'estensione della durata di vita delle centrali nucleari;

Garantire una risposta coerente all'aumento dell'afflusso di rifugiati

19.  ritiene che l'UE debba elaborare soluzioni concrete per far fronte agli arrivi di rifugiati, in particolare affrontandone le cause profonde, attraverso risposte politiche globali che includano una coerenza strategica tra le politiche in materia di sviluppo, commercio, clima e investimenti, garantendo nel contempo un accesso sicuro e legittimo per coloro che cercano protezione internazionale;

20.  esprime disappunto per la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri nella risposta al crescente afflusso di rifugiati; invita a procedere all'attuazione tempestiva della decisione di ricollocare 160 000 rifugiati dall'Italia e dalla Grecia in altri Stati membri, come pure alla creazione di un programma europeo di ricerca e soccorso; esprime profonda preoccupazione quanto alla legalità, all'adeguatezza e alla compatibilità con i diritti umani degli accordi internazionali informali conclusi con paesi terzi allo scopo di subordinare la cooperazione allo sviluppo a politiche in materia di sicurezza e controllo delle frontiere che si traducono nella criminalizzazione e nella stigmatizzazione dei rifugiati e dei migranti;

21.  ritiene opportuno mantenere il reinsediamento come una delle soluzioni durature all'esodo dei rifugiati, nonché come strumento incondizionato di solidarietà internazionale; invita a creare maggiori opportunità di reinsediamento, in modo da consentire il reinsediamento di almeno 500 000 rifugiati all'anno dai paesi di origine e transito, il che si tradurrebbe, con una corretta distribuzione, in cifre assolutamente gestibili per l'UE;

22.  invita a procedere alla riforma dell'attuale sistema di asilo di Dublino, istituendo un nuovo sistema incentrato su un'equa distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri, sulla base di criteri oggettivi nonché dei legami esistenti e delle preferenze dei richiedenti asilo per un dato Stato membro; ritiene che tale sistema debba essere vincolante per tutti gli Stati membri e che occorra basarlo sugli incentivi, piuttosto che sulle misure coercitive;

23.  invita a creare canali di migrazione regolari, che dovrebbero comportare, in conformità con le indicazioni dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, l'ammissione umanitaria, anche per i rifugiati per ragioni climatiche e i difensori dei diritti umani, la protezione temporanea, la riunificazione familiare, le ammissioni per motivi economici estese a diversi livelli di competenze, che includano anche i lavoratori dei settori a bassa retribuzione e le persone in cerca di lavoro, la mobilità studentesca e l'evacuazione sanitaria;

24.  chiede che nell'UE siano create le condizioni per gestire efficacemente l'accoglienza dei richiedenti asilo, in modo da garantirne la sicurezza e assicurare loro un trattamento umano e dignitoso, prestando particolare attenzione alle necessità di donne, ragazze, persone LGBTI e altri gruppi vulnerabili; evidenzia nel contempo la necessità di garantire risorse adeguate per l'istruzione, l'integrazione nel mercato del lavoro e l'inclusione sociale dei rifugiati e dei migranti;

25.  invita la Commissione a istituire un regime di visti per i difensori dei diritti umani a rischio in paesi terzi;

Rispondere alle preoccupazioni dei cittadini in materia di sicurezza

26.  ribadisce che mettere in atto misure, prevalentemente simboliche, di repressione, sorveglianza di massa e controllo delle frontiere che minacciano le libertà civili, i diritti fondamentali e il principio della libera circolazione non è la risposta giusta;

27.  mette in guardia dall'approvazione rapida di leggi sul terrorismo come reazione emotiva, che può ripercuotersi negativamente sulle libertà e i diritti fondamentali degli indagati e dei cittadini innocenti; invita la Commissione a presentare una valutazione di impatto dettagliata per ciascuna misura che potrebbe violare i diritti dei cittadini e dei residenti dell'UE;

28.  sottolinea che la sicurezza interna e la sicurezza esterna sono sempre più legate; rammenta che ciò non deve indurre a utilizzare gli strumenti della politica estera nel contesto della sicurezza interna; ribadisce che le misure di sicurezza interna e di lotta al terrorismo, così come i procedimenti a carico dei sospetti di terrorismo, rientrano esclusivamente tra le funzioni e le competenze delle autorità giudiziarie e di polizia e devono essere attuate nel pieno dispetto di rigorose garanzie procedurali e disposizioni di diritto penale;

29.  pone nuovamente l'accento sull'importanza dello spazio Schengen di libera circolazione; sottolinea la necessità di una gestione efficace delle frontiere esterne, che si basi sui diritti umani e sul pieno rispetto del diritto internazionale e dell'UE;

30.  invita la Commissione, allo scopo di far fronte alle minacce del terrorismo e dell'estremismo violento, a monitorare con attenzione il recepimento e l'attuazione delle norme di diritto processuale penale e delle misure antiterrorismo dell'UE, in particolare l'educazione e la prevenzione, l'efficace cooperazione giudiziaria e di polizia, la condivisione tempestiva delle informazioni tra le autorità nazionali e attraverso Europol ed Eurojust e le misure volte a contrastare le tendenze emergenti nel finanziamento del terrorismo; ribadisce la necessità di migliorare l'attrezzatura e le risorse a disposizione delle squadre investigative comuni nel quadro di Europol ed Eurojust;

31.  invita la Commissione a presentare un Libro bianco sul concetto di "sicurezza interna europea" quale base giuridica per qualsiasi futura misura di sicurezza, tenendo conto della libertà di circolazione e della mancanza di controlli alle frontiere interne, e sottolinea che tale concetto è distinto da quello di "sicurezza nazionale" invocato dagli Stati membri nella lotta alla criminalità e al terrorismo; chiede una definizione coerente della nozione di "sicurezza nazionale" e di ciò che non rientra nel suo ambito; si oppone al ricorso alla sicurezza nazionale e ai "segreti di Stato" come pretesto per compromettere i diritti fondamentali, come ad esempio la riservatezza delle comunicazioni avvocato-cliente;

32.  invita la Commissione a mobilitare risorse tecniche e finanziarie e competenze per garantire il coordinamento a livello UE e lo scambio delle migliori pratiche nella lotta contro l'estremismo violento e la propaganda terroristica, le reti radicali e il reclutamento condotto dalle organizzazioni terroristiche; sottolinea che le misure repressive possono essere efficaci soltanto se accompagnate da strategie politiche di lungo termine incentrate sulla prevenzione, l'integrazione e la reintegrazione, nonché la non discriminazione;

33.  esorta la Commissione e gli Stati membri a procedere a un riesame completo di tutta la legislazione già adottata in materia di sicurezza e a provvedere, su tale base, a ritirarla o attuarla a seconda del caso; ribadisce il suo invito a realizzare una valutazione approfondita della strategia antiterrorismo dell'UE, in cui vengano esaminate l'applicazione delle misure adottate, il loro costo e loro efficacia; si attende che la Commissione aggiorni l'agenda in materia di sicurezza alla luce della mancanza di cooperazione tra gli Stati membri nell'ambito della lotta efficace contro la criminalità organizzata e il terrorismo;

34.  invita la Commissione a presentare le proposte annunciate in relazione a un'opportuna base giuridica per il centro europeo antiterrorismo all'interno di Europol, le proposte intese a migliorare e sviluppare i sistemi di informazione esistenti in termini di interoperabilità, efficacia e proporzionalità, far fronte alla carenza di informazioni e progredire verso l'interoperabilità, nonché le proposte concernenti lo scambio obbligatorio di informazioni a livello dell'UE sui sospetti e i rischi in questo ambito tra gli Stati membri, assicurando nel contempo garanzie rigorose e coerenti in materia di protezione dei dati nell'ambito di tutti i quadri giudiziari e di polizia;

35.  invita la Commissione a proporre un'iniziativa legislativa concernente la lotta contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne e la violenza di genere; invita la Commissione a completare in tempi brevi l'adesione dell'UE alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), come ripetutamente chiesto dal Parlamento;

Attuare un'ambiziosa agenda in materia di azione esterna: vicinato e sistema mondiale

36.  chiede un'attuazione ambiziosa della nuova strategia globale dell'UE, che colloca l'UE nella posizione di efficace promotore dei suoi valori, principi e norme fondamentali in un mondo in rapida evoluzione, e si attende che la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna mobilitino in modo coerente tutti gli strumenti di azione esterna dell'UE per conseguire una governance globale più efficace e basata sulle regole, un'ampia convergenza su norme migliori, una pace duratura, una maggiore sicurezza e un più solido rispetto dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali nel mondo; sottolinea che, a tal fine, l'agenda dell'Unione in tema di affari esteri dovrebbe dare la priorità ai seguenti elementi chiave:

–  esigere che l'UE e gli Stati membri invertano l'attuale tendenza a cedere sulle norme in materia di diritti umani a favore di interessi a breve termine in ambito commerciale, di sicurezza e di fornitura energetica;

–  promuovere la stabilità e la prosperità nel vicinato dell'UE attraverso iniziative volte a favorire lo sviluppo, la democrazia, la cooperazione culturale, la buona governance e lo Stato di diritto, rafforzando le misure di prevenzione dei conflitti civili e di riconciliazione, nonché mediante l'incremento della trasparenza, della responsabilità e del controllo parlamentare e democratico del settore della sicurezza, come pure assistere il vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e gli Stati membri nei loro sforzi di mantenimento e imposizione della pace nel contesto della politica di sicurezza e difesa comune;

–  aiutare il VP/AR e gli Stati membri a far sì che la politica di sicurezza e difesa comune sia resa più efficace e coerente con altre politiche esterne, come quelle in materia di aiuti allo sviluppo e prevenzione dei conflitti civili nel quadro dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace, e che garantisca la sicurezza, la pace, la stabilità, la democrazia e i diritti umani, nonché un più solido rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite; assicurare che le strutture, i meccanismi o gli strumenti già esistenti diventino una realtà operativa;

–  esortare la Commissione e il VP/AR a garantire un maggiore rispetto da parte degli Stati membri della posizione comune dell'UE sulle esportazioni di armi e a far sì che le norme che disciplinano l'esportazione delle tecnologie a duplice uso impediscano il trasferimento di sistemi di sorveglianza e localizzazione di massa a paesi non democratici;

–  esortare la Commissione a riferire in merito all'efficacia del progetto pilota sulla ricerca nel campo della difesa e alla sua cooperazione in merito con l'Agenzia europea per la difesa; chiedere alla Commissione di ritirare il piano relativo all'avvio di un'azione preparatoria da 80 milioni di EUR sulla ricerca nel campo della difesa quale misura di follow-up, dal momento che anche i dati dell'Agenzia europea per la difesa hanno recentemente confermato che gli Stati membri non hanno la volontà, né la capacità, di cooperare nella ricerca e nello sviluppo in materia di difesa; opporsi a qualsiasi tentativo di utilizzare le risorse di bilancio dell'UE per la ricerca e lo sviluppo in campo militare;

–  portare avanti molto più rapidamente il processo dei negoziati di allargamento rafforzando la stabilità sociale, politica ed economica, la sostenibilità ambientale e la democrazia nei paesi candidati, senza tuttavia indebolire i criteri di adesione fondamentali;

–  migliorare l'efficacia della politica di cooperazione allo sviluppo e renderla più coordinata e coerente con altri strumenti di azione esterna dell'UE; assicurare la coerenza tra le politiche in materia di sviluppo, prevenzione dei conflitti civili e sicurezza civile, in quanto tutte queste politiche sono interconnesse, interdipendenti e si rafforzano reciprocamente;

–  integrare l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) nelle politiche interne ed esterne dell'UE;

–  adottare iniziative più forti, efficaci, convincenti e coerenti in relazione alla risoluzione dei conflitti nel vicinato dell'UE e offrire accesso a tutti gli strumenti di cui l'Unione dispone;

–  opporsi all'accordo economico e commerciale globale (CETA), all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA) e al partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) e prendere atto del fatto che i cittadini europei e il Parlamento sono sempre più critici nei confronti delle effettive conseguenze degli accordi di libero scambio, in quanto essi possono anche determinare effetti indesiderati sull'occupazione, la competitività e le norme dell'UE in materia di diritti umani e sviluppo sostenibile; richiedere l'ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale dell'Unione e la coerenza delle politiche commerciali con gli obiettivi di sviluppo, gli obiettivi climatici, le priorità ambientali e le norme in materia di diritti sociali e diritti umani dell'UE;

Politiche fiscali eque per risorse adeguate

37.  sottolinea che non si è mai registrata un'urgenza maggiore di rafforzare la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscale, che possono sottrarre ai bilanci nazionali fino a mille miliardi di euro; rileva che tali risorse potrebbero essere utilizzate per investire nel futuro, incrementare l'occupazione e ridurre le disuguaglianze;

38.  invita la Commissione a continuare senza indugio ad adoperarsi per garantire che i profitti siano tassati nei paesi in cui hanno effettivamente luogo l'attività economica e la creazione di valore in Europa; ritiene che l'UE dovrebbe adoperarsi per introdurre una base imponibile consolidata comune e obbligatoria per le società, profondere maggiori sforzi per indagare sulle violazioni inerenti agli aiuti di Stato in ambito fiscale, applicare norme comuni sull'utilizzo e la trasparenza di ruling fiscali e applicare un approccio comune e risoluto per eliminare i paradisi fiscali;

39.  invita la Commissione a includere, nella sua lotta contro l'evasione e l'elusione fiscale, una dimensione di genere e una dimensione esterna, anche per quanto riguarda gli utili che lasciano l'UE senza essere stati tassati;

40.  chiede che sia introdotta un'imposta sulle transazioni finanziarie che costringa il settore finanziario a contribuire equamente ad affrontare la crisi che ha provocato, a limitare le attività speculative a breve termine e improduttive e ad aumentare le entrate in risposta alle attuali sfide sociali, ambientali ed economiche; deplora l'indebolimento della proposta originaria della Commissione e ritiene che essa dovrebbe essere invece estesa alle transazioni valutarie, come proposto dal Parlamento, e applicata entro la metà del 2017 al più tardi;

Rafforzare il bilancio dell'Unione e gli strumenti finanziari

41.  ritiene che, per poter operare con efficacia, l'UE necessiti di una nuova strategia fiscale e finanziaria; reputa che la Commissione debba proporre misure a tal fine sulla base dei seguenti principi ed elementi:

–  mobilitare rapidamente risorse adeguate, dato che non vi è alcuna necessità di evitare una riforma del sistema di finanziamento dell'Unione, rafforzando le risorse vere e proprie o l'introduzione di nuove risorse al fine di rendere il bilancio dell'Unione più stabile, più sostenibile e più prevedibile; è al tempo stesso importante rispettare il principio dell'universalità e migliorare la trasparenza;

–  avviare l'attuazione in via prioritaria dei principi della prospettiva di genere nella procedura di bilancio;

–  onde ottenere il massimo risultato, gli strumenti di bilancio dell'Unione europea devono essere gestiti con la massima attenzione ai risultati e all'efficacia in termini di costi, assicurando nel contempo il rispetto e la protezione degli interessi finanziari dell'UE;

–  l'UE dovrebbe prendere provvedimenti per fornire risorse atte a rispondere alle sfide poste dall'elevata disoccupazione giovanile e di lunga durata e dalla dimensione interna ed esterna dell'emergenza rifugiati;

–  dopo solo due anni di attuazione, il quadro finanziario pluriennale (QFP) ha raggiunto i propri limiti; inoltre, senza un'esaustiva revisione intermedia del QFP, il bilancio dell'UE non sarà in grado di far fronte all'ulteriore fabbisogno finanziario e alle nuove priorità politiche, né sarà in grado di evitare la ricomparsa di una crisi dei pagamenti; chiede una completa revisione "post-elettorale" del QFP, e non soltanto un suo riesame tecnico, quale mezzo per mobilitare il bilancio dell'UE e contribuire in questo modo alla ripresa dell'economia europea, garantendo il successo della strategia Europa 2020, sostenendo gli impegni internazionali post-2015 dell'UE e affrontando strutturalmente il crescente problema relativo ai pagamenti;

–  il FEIS deve essere riformato per consentire a tutti gli Stati membri di procedere a un aumento dei livelli di investimento strategico, per meglio orientare gli investimenti nelle regioni in cui sono più necessari e assicurare che i finanziamenti pubblici per gli investimenti contribuiscano alla transizione verso un'economia sostenibile; sarebbe opportuno prendere in considerazione finanziamenti addizionali, anziché riorientare i fondi esistenti dell'UE, quali Orizzonte 2020 e il meccanismo per collegare l'Europa (CEF) verso altri fondi o nuovi strumenti di investimento;

–  l'efficace attuazione della politica di coesione per il periodo 2014-20 dovrebbe essere accompagnata dai preparativi per il periodo post 2020, rispettando la reale natura di questa politica, come previsto dai trattati, la sua importanza quale strumento di investimento per tutte le regioni dell'UE e quale espressione della solidarietà europea; le risorse della politica di coesione dovrebbero essere utilizzate per transitare verso un'economia a basse emissioni di carbonio al fine di contribuire all'accordo COP21 di Parigi e sostenere gli sforzi per accogliere i rifugiati e i migranti, nonché la loro inclusione, per far sì che qualsiasi riduzione del bilancio della politica di coesione sia evitata;

Completamento dell'Unione economica e monetaria

42.  insiste sulla necessità di rispettare i requisiti del diritto dell'Unione in materia di responsabilità democratica per le decisioni nel quadro della governance economica europea;

43.  insiste sul fatto che l'UE deve adoperarsi per una convergenza verso l'alto per quanto riguarda gli indicatori economici, sociali e in termini di risorse; ritiene che il quadro di governance economica dovrebbe essere riformato a tal fine;

44.  ritiene che l'UE debba migliorare la credibilità, la coerenza, l'"ownership" nazionale, la legittimità democratica, la sostenibilità nonché la dimensione sociale e di genere dell'attuale quadro europeo di governance economica introducendo norme più semplici, trasparenti e anticicliche, evitando l'azzardo morale, assicurando una correzione simmetrica degli squilibri macroeconomici e incentivando gli investimenti pubblici;

45.  chiede un più stretto coordinamento delle politiche economiche per affrontare le carenze di investimenti della zona euro e rafforzare gli sforzi di riforma al fine di aumentare la produttività, l'efficienza complessiva delle risorse e sostenere la domanda;

46.  ritiene che occorra completare l'Unione bancaria con misure di riduzione dei rischi che vadano di pari passo con la condivisione dei rischi;

47.  sottolinea la necessità di sviluppare d'urgenza la capacità di bilancio dell'UEM, di rendere l'UEM resistente agli choc simmetrici e asimmetrici e di affrontare i livelli di disoccupazione inaccettabili in molte regioni dell'UEM stessa;

48.  chiede alla Commissione di esaminare d'urgenza le modalità dell'uso comune di strumenti finanziari per affrontare la crisi migratoria;

Rafforzare i diritti fondamentali e la democrazia

49.  È preoccupato per il fatto che le crisi accumulate non solo hanno danneggiato la coesione delle società europee, ma hanno anche scosso la fiducia dei cittadini europei nelle loro istituzioni democratiche a livello di UE e, in alcuni casi, a livello nazionale; ritiene pertanto che il rafforzamento della legittimità democratica dell'UE e il ripristino della fiducia nella sua capacità di tutelare gli interessi dei cittadini debbano costituire la prima delle priorità europee;

50.  ricorda che molte delle sfide di oggi, che vanno dai cambiamenti climatici all'asilo e alla migrazione, dai mercati finanziari alle imprese multinazionali e dalle reti terroristiche agli Stati falliti e agli Stati canaglia, hanno un carattere transnazionale e senza frontiere e richiedono risposte controbilanciate e a livello adeguato; è del parere che la Commissione dovrebbe a tal fine incoraggiare un rinnovato dibattito nella società in merito alle sfide che i cittadini ritengono sia più importante affrontare a livello europeo e nel cui ambito l'UE dovrebbe esercitare una "sovranità europea";

51.  ricorda alla Commissione che, nel suo ruolo di custode dei trattati, essa deve promuovere l'interesse generale dell'Unione (articolo 17 del TUE), e cioè la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli (articolo 3 del TUE); invita la Commissione ad adottare la proposta di regolamento sull'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente; osserva che il Parlamento ha una specifica responsabilità politica a tal fine e deve esercitare il suo ruolo istituzionale pienamente e senza autocompiacimento; ritiene che la recente creazione di commissioni d'inchiesta sia un segno incoraggiante del fatto che, più seriamente di altri, il Parlamento si assume le proprie responsabilità politiche in termini di controlli ed equilibri;

52.  ritiene che negli ultimi anni la tendenza del Consiglio a ricorrere a espedienti intergovernativi metta in pericolo il "metodo comunitario" e violi i trattati; ricorda che, se è vero che ai sensi del trattato di Lisbona i membri del Consiglio europeo sono individualmente responsabili dinanzi ai propri parlamenti nazionali, ma collettivamente responsabili solo verso se stessi, i parlamenti nazionali devono essere al corrente della loro specifica responsabilità politica di esercitare il pieno controllo democratico nei confronti dei loro rappresentanti in seno al Consiglio europeo;

53.  chiede, dal momento che un lobbismo non trasparente e non regolamentato costituisce una minaccia rilevante per l'elaborazione delle politiche e per l'interesse pubblico, che tutte le istituzioni dell'Unione europea si adoperino per raggiungere i massimi standard possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità e lottino senza tregua contro la tendenza a trascurare i conflitti di interesse che pregiudica l'efficienza, la correttezza e l'affidabilità del processo decisionale; appoggia, inoltre, una proposta legislativa relativa alla protezione su scala europea degli informatori nel settore sia privato sia pubblico e ricorda alla Commissione i suoi ripetuti inviti a tale riguardo;

54.  chiede alla Commissione di fornire una risposta europea globale ai problemi relativi ai diritti fondamentali derivanti dai diffusi reati di odio, incitamento all'odio, sessismo, omofobia, transfobia e altre forme di discriminazione, anche intensificando gli sforzi volti a garantire che le proposte legislative che rafforzeranno i diritti sociali e i diritti fondamentali siano sbloccate in seno al Consiglio, in particolare la proposta di direttiva del 2008 recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone, indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, e la direttiva sulla "presenza delle donne nei consigli di amministrazione";

55.  invita la Commissione a prendere iniziative al fine di consolidare, rafforzare e sviluppare i mezzi a disposizione dei cittadini dell'UE per intervenire nel processo politico al di là dei cicli elettorali; osserva che ciò presuppone una maggiore trasparenza e l'accesso del pubblico ai documenti nonché un maggiore sostegno e risorse per il Mediatore europeo, le petizioni dei cittadini e una riforma del regolamento riguardante l'Iniziativa dei cittadini;

56.  ritiene che la Commissione dovrebbe presentare proposte per un meccanismo per la tutela della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in tutta l'Unione, sostituendo il proprio quadro per lo Stato di diritto con uno strumento più efficace; incoraggia la Commissione a continuare a progredire verso l'adesione dell'UE alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, tenendo conto del parere della Corte di giustizia europea in materia e affrontando le restanti sfide giuridiche;

57.  si impegna a utilizzare tutti gli strumenti e le risorse per agire come forza trainante nel quadro di un rinnovato processo democratico verso la riforma dell'Unione europea;

58.  chiede alla Commissione di essere confermato quale negoziatore con il Regno Unito sulla procedura dell'articolo 50 del regolamento;

59.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0294.

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