Procedura : 2016/3001(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-1319/2016

Testi presentati :

B8-1319/2016

Discussioni :

PV 01/12/2016 - 3
CRE 01/12/2016 - 3

Votazioni :

PV 01/12/2016 - 6.24
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0479

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 178kWORD 53k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1310/2016
28.11.2016
PE593.756v01-00
 
B8-1319/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo (2016/3001(RSP))


Mariya Gabriel, Bogdan Brunon Wenta, Michael Gahler, Joachim Zeller, Brian Hayes, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Maurice Ponga, Frank Engel, Cristian Dan Preda, Ivo Belet a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo (2016/3001(RSP))  
B8-1319/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare quelle del 10 marzo 2016(1) e del 23 giugno 2016(2),

–  viste le dichiarazioni dell'UE del 25 giugno 2016 sulla situazione dei diritti umani nella RDC nonché del 2 agosto 2016 e del 24 agosto 2016 sul processo elettorale nella RDC, rilasciate a livello locale in seguito all'avvio del dialogo nazionale nella RDC,

–  visti i comunicati stampa congiunti dell'Unione africana, delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e dell'Organizzazione internazionale della Francofonia, del 16 febbraio 2016 e del 5 giugno 2016, sulla necessità di un dialogo politico inclusivo nella RDC e sul loro impegno a sostenere gli attori della RDC negli sforzi tesi a consolidare la democrazia nel paese,

–  vista la dichiarazione del 15 agosto 2016 del portavoce del VP/AR sulla violenza nella RDC,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 23 maggio 2016 e del 17 ottobre 2016 sulla RDC,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla RDC, in particolare la risoluzione 2293 (2016), che rinnova il regime di sanzioni nei confronti della RDC e il mandato del Gruppo di esperti, e la risoluzione 2277 (2016), che rinnova il mandato della Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Repubblica democratica del Congo (MONUSCO),

–  visti i comunicati stampa del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 15 luglio 2016 e del 21 settembre 2016 sulla situazione nella RDC,

–  viste le relazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite del 9 marzo 2016 sulla Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della RDC e sull'attuazione dell'accordo quadro per la pace, la sicurezza e la cooperazione della RDC e della regione,

–  vista la relazione del 23 giugno 2016 del Gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulla RDC,

–  viste le dichiarazioni di Nairobi del dicembre 2013,

–  visto l'accordo quadro per la pace, la sicurezza e la cooperazione della RDC e della regione, firmato ad Addis Abeba nel febbraio 2013,

–  vista la Carta africana per i diritti dell'uomo e dei popoli del giugno 1981,

–  vista la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo,

–  vista la Costituzione della Repubblica democratica del Congo, adottata il 18 febbraio 2006,

–  visto l'accordo di Cotonou,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, conformemente alla Costituzione della RDC, il presidente può rimanere in carica al massimo per due mandati e che le prossime elezioni presidenziali e legislative erano state inizialmente previste entro la fine del 2016, in concomitanza con la scadenza del mandato del presidente Kabila il 20 dicembre 2016;

B.  considerando che negli ultimi due anni il presidente Joseph Kabila, al potere dal 2001, ha utilizzato strumenti amministrativi e tecnici per cercare di ritardare le elezioni e restare al potere oltre la scadenza del suo mandato costituzionale; che gli attuali ritardi nei preparativi elettorali hanno causato tensioni politiche, disordini e violenze senza precedenti in tutto il paese;

C.  considerando che nel novembre 2015 il presidente Kabila ha annunciato l'avvio di un dialogo nazionale; che successivamente l'Unione africana ha nominato l'ex primo ministro del Togo Edem Kodjo quale facilitatore del dialogo politico nazionale; che due importanti gruppi di opposizione si sono rifiutati di partecipare a quello che considerano un dialogo non inclusivo e antidemocratico, nonché una tattica dilatoria;

D.  considerando che l'Unione africana, le Nazioni Unite, l'Unione europea e l'Organizzazione internazionale della Francofonia hanno sottolineato congiuntamente l'importanza del dialogo e del raggiungimento di un accordo tra gli attori politici nel rispetto della democrazia e dello Stato di diritto, esortando altresì tutti gli attori politici della RDC a offrire piena collaborazione a Edem Kodjo;

E.  considerando che il 18 ottobre 2016 è stato firmato un accordo tra il presidente Kabila e una parte dell'opposizione allo scopo di rimandare le elezioni presidenziali ad aprile 2018; che, conformemente a quanto stabilito dall'accordo, il presidente Kabila, al quale è stato quindi concesso di rimanere al potere dopo il 2016, ha nominato un nuovo primo ministro ad interim, Samy Badibanga, membro dell'opposizione, incaricandolo di formare un nuovo governo;

F.  considerando che l'accordo prevede la realizzazione di un nuovo censimento e la compilazione di nuove liste elettorali entro luglio 2017 nonché la creazione di un "Comité de suivi" incaricato di monitorare il processo elettorale e di riferire in merito alla sua efficace attuazione su base mensile;

G.  considerando che uno svolgimento pacifico, trasparente e puntuale delle elezioni presidenziali e legislative avrebbe contribuito enormemente al consolidamento dei progressi conseguiti dalla RDC in più di un decennio;

H.  considerando che da gennaio 2015 gli agenti dei servizi di sicurezza e di intelligence della RDC hanno messo in atto azioni repressive nei confronti degli attivisti pacifici e degli esponenti dell'opposizione e della società civile che si oppongono ai tentativi volti a consentire al presidente Kabila di mantenere il potere al di là del limite di due mandati previsto dalla Costituzione;

I.  considerando che vi sono costanti segnalazioni da parte dei gruppi per la tutela dei diritti umani in merito al deteriorarsi della situazione dei diritti umani e della libertà di espressione e di riunione nella RDC, compreso l'uso eccessivo della forza nei confronti di manifestanti pacifici, gli arresti e le detenzioni arbitrari e i processi di matrice politica; che quattro giovani attivisti sono stati arrestati il 18 novembre 2016, due giorni prima di una manifestazione programmata contro il governo della RDC a Kinshasa; che le manifestazioni sono attualmente vietate a Kinshasa e Lubumbashi; che gli osservatori temono un inasprimento della situazione da quando i leader dell'opposizione hanno ribadito l'invito a uno sciopero generale e a scendere maggiormente in strada nelle prossime settimane;

J.  considerando che il 19 settembre 2016 a Kinshasa sono scoppiati violenti scontri tra agenti di polizia e manifestanti, che hanno portato alla morte di oltre 50 persone; che quattro persone hanno perso la vita quando le sedi di tre partiti dell'opposizione sono state incendiate e saccheggiate;

K.  considerando che, secondo una relazione dell'Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani, sono state segnalate 422 violazioni dei diritti umani da parte di agenti di polizia e forze di sicurezza durante le manifestazioni svoltesi tra il 19 e il 21 settembre 2016;

L.  considerando che, a seguito di tali eventi, il procuratore capo della Corte penale internazionale ha inviato il 16 ottobre 2016 una delegazione nella RDC per monitorare sul posto la grave situazione dei diritti umani e la violenza nel paese;

M.  considerando che si è registrato un grave deterioramento per quanto riguarda la libertà dei mezzi di comunicazione nella RDC, che è limitata da continue minacce e aggressioni nei confronti dei giornalisti; che almeno dieci organi di informazione e stazioni radiofoniche sono stati chiusi dalle autorità negli ultimi due anni; che il 14 novembre 2016 un giornalista televisivo è stato ucciso da una decina di uomini armati nella sua città di origine; che la RDC occupa attualmente il 152° posto su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Reporter senza frontiere;

N.  considerando che nel settembre 2016 gli Stati Uniti d'America hanno imposto sanzioni mirate contro due alti funzionari della RDC in risposta alla loro azione di destabilizzazione dei processi democratici o delle istituzioni della RDC;

O.  considerando che la situazione è aggravata dal persistere dell'impunità e dal suo consolidamento nella RDC; che la situazione della sicurezza nella RDC continua a deteriorarsi, in particolare nella parte orientale del paese, a causa delle violenze perpetrate dagli oltre trenta gruppi armati stranieri e locali, e che vengono costantemente denunciate violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, tra cui attacchi mirati contro i civili, diffuse violenze sessuali e di genere, reclutamento e abusi sistematici sui minori da parte dei gruppi armati ed esecuzioni extragiudiziali;

P.  considerando che le agenzie umanitarie stimano che l'instabilità politica stia precipitando il paese nel caos e gettando la sua popolazione, già provata dalle varie crisi passate e presenti, nella povertà e insicurezza estreme, con oltre 5 milioni di persone attualmente bisognose di assistenza alimentare;

Q.  considerando che il programma indicativo nazionale 2014-2020 per la RDC, finanziato con 620 milioni di EUR a titolo dell'11° Fondo europeo di sviluppo, individua come priorità il rafforzamento della governance e dello Stato di diritto, ivi incluse le riforme del sistema giudiziario, della polizia e dell'esercito;

1.  deplora che il governo e la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) non siano riusciti a organizzare le elezioni presidenziali entro i termini stabiliti dalla Costituzione; insiste nel chiedere lo svolgimento regolare e tempestivo delle elezioni, nel pieno rispetto della Costituzione della RDC e della Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, e ribadisce la responsabilità del governo della RDC di garantire un ambiente favorevole allo svolgimento, nei tempi più brevi possibili, di elezioni trasparenti, credibili e inclusive;

2.  prende atto dell'accordo firmato il 18 ottobre 2016 tra il presidente Kabila e una parte dell'opposizione; ricorda che tale accordo e il dialogo politico che ha portato a esso non hanno incluso tutti i gruppi dell'opposizione, né hanno raggiunto un consenso in merito alla transizione politica; invita tutti i soggetti coinvolti a partecipare in modo costruttivo a una soluzione maggiormente consensuale che garantisca lo svolgimento nei tempi più brevi possibili, e al più tardi entro aprile 2018, di elezioni credibili, pacifiche e trasparenti; ricorda che il mandato del presidente Kabila termina il 20 dicembre e che, conformemente alla Costituzione, il presidente può rimanere in carica al massimo per due mandati;

3.  esorta tutti gli attori politici a impegnarsi in un dialogo pacifico e costruttivo onde impedire l'acutizzarsi della crisi politica attuale, e ad astenersi da ulteriori violenze e provocazioni; accoglie favorevolmente gli sforzi profusi dalla Conferenza episcopale cattolica nazionale (CENCO) al fine di raggiungere un più ampio consenso in merito alla transizione politica; invita sia le autorità che l'opposizione ad astenersi da qualunque azione o dichiarazione capaci di diffondere maggiormente i disordini;

4.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani e la crescente limitazione dello spazio politico nella RDC, in particolare per la strumentalizzazione del sistema giudiziario e le violenze e intimidazioni a danno dei difensori dei diritti umani, dell'opposizione politica e dei giornalisti; chiede il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici; esorta le autorità a revocare immediatamente tutte le restrizioni imposte ai mezzi di comunicazione;

5.  condanna fermamente le violenze che hanno avuto luogo nel paese il 19 e 20 settembre 2016 e ribadisce il dovere del governo di rispettare, tutelare e promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali dei suoi cittadini; ricorda che la libertà di espressione, di associazione e di riunione rappresenta la base di una vita politica e democratica dinamica e che l'uso della forza contro le manifestazioni pacifiche dovrebbe essere vietato;

6.  chiede un'indagine completa, approfondita e trasparente in merito alle presunte violazioni dei diritti umani verificatesi durante le proteste, al fine di individuare i responsabili e far sì che rispondano delle loro azioni;

7.  invita il VP/AR e gli Stati membri ad avvalersi appieno di tutti gli strumenti politici, ivi incluse le raccomandazioni formulate nella relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'UE 2011 e nella relazione della missione di monitoraggio del 2014, e a esercitare pressioni politiche ai massimi livelli per evitare la propagazione delle violenze elettorali nella RDC e ogni ulteriore destabilizzazione nella regione dei Grandi Laghi;

8.  ribadisce l'appello affinché l'UE imponga sanzioni mirate nei confronti dei responsabili della violenta repressione e della destabilizzazione del processo democratico nella RDC, tra cui il divieto di viaggio e il congelamento dei beni, dando seguito alle conclusioni del Consiglio del 17 ottobre 2016; sottolinea che l'UE deve utilizzare le sanzioni come leva per intrattenere contatti politici, ai livelli più elevati possibili e nel quadro del dialogo politico a norma dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou, allorché richiede garanzie chiare da parte del presidente e del nuovo governo per quanto riguarda l'organizzazione delle elezioni presidenziali e parlamentari e il rispetto della Costituzione della RDC;

9.  invita la delegazione dell'UE a continuare a seguire da vicino gli sviluppi nella RDC e a impiegare tutti i mezzi e gli strumenti appropriati per sostenere i difensori dei diritti umani e i movimenti a favore della democrazia; invita il VP/AR a valutare la possibilità di rafforzare le capacità di mediazione della delegazione dell'UE per cooperare con l'Unione africana al fine di sostenere un dialogo politico maggiormente inclusivo e impedire l'acutizzarsi della crisi politica e l'ulteriore propagazione delle violenze;

10.  ribadisce il proprio sostegno all'Unione africana in quanto facilitatore del dialogo politico nella RDC; sottolinea il ruolo fondamentale che essa svolge nell'impedire una crisi politica nell'Africa centrale e chiede l'intensificazione del suo impegno a favore del pieno rispetto della Costituzione della RDC; chiede un dialogo permanente tra i paesi della regione dei Grandi Laghi onde prevenire qualsiasi ulteriore destabilizzazione; accoglie con favore, a tale proposito, lo svolgimento della Conferenza internazionale sulla regione dei Grandi Laghi per valutare la situazione nella RDC, che si è tenuta a Luanda nell'ottobre 2016;

11.  rammenta che la pace e la sicurezza sono condizioni indispensabili ai fini del buon esito della consultazione elettorale e di un ambiente politico stabile; accoglie favorevolmente, a tale proposito, il rinnovo del mandato della MONUSCO e il rafforzamento delle sue competenze al fine di proteggere i civili e assicurare il rispetto dei diritti umani nel contesto elettorale;

12.  ribadisce la sua profonda preoccupazione circa l'allarmante situazione umanitaria nella RDC; invita l'UE e i suoi Stati membri a portare avanti l'assistenza a favore dei cittadini della RDC nell'ottica di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più vulnerabili e affrontare le conseguenze degli sfollamenti, dell'insicurezza alimentare e delle catastrofi naturali;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, al presidente, al primo ministro e al parlamento della RDC, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0085.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0290.

Avvertenza legale - Informativa sulla privacy