Procedura : 2016/3001(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-1324/2016

Testi presentati :

B8-1324/2016

Discussioni :

PV 01/12/2016 - 3
CRE 01/12/2016 - 3

Votazioni :

PV 01/12/2016 - 6.24
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0479

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 262kWORD 51k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1310/2016
28.11.2016
PE593.761v01-00
 
B8-1324/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo (2016/3001(RSP))


Maria Arena, Elena Valenciano, Cécile Kashetu Kyenge, Norbert Neuser, Victor Boştinaru, Linda McAvan, Julie Ward, Doru-Claudian Frunzulică a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo (2016/3001(RSP))  
B8-1324/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quelle del 10 marzo 2016 sulla Repubblica democratica del Congo(1) e del 9 luglio 2015 sulla Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare il caso di due attivisti per i diritti umani, Yves Makwambala e Fred Bauma, detenuti in carcere(2),

–  vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE del 15 giugno 2016 sulla situazione pre-elettorale e relativa alla sicurezza nella RDC,

–  viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza / vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, e del suo portavoce in merito alla situazione nella Repubblica democratica del Congo,

–  viste le dichiarazioni rilasciate dalla delegazione dell'UE nella Repubblica democratica del Congo quanto alla situazione dei diritti umani nel paese, in particolare quelle del 23 novembre 2016 e del 24 agosto 2016,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sulla Repubblica democratica del Congo del 17 ottobre 2016 e del 23 maggio 2016,

–  vista la relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo, adottata dal Consiglio dell'Unione europea il 22 giugno 2015,

–  viste le dichiarazioni di Nairobi del dicembre 2013,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla RDC, in particolare quella del 23 giugno 2016,

–  vista la relazione annuale dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, del 27 luglio 2015, sulla situazione dei diritti umani e le attività dell'Ufficio congiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani nella Repubblica democratica del Congo,

–  viste le decisioni e le ordinanze emanate dalla Corte internazionale di giustizia,

–  visto l'accordo di partenariato di Cotonou, firmato il 23 giugno 2000 e rivisto il 25 giugno 2005 e il 22 giugno 2010,

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli del giugno 1981,

–  vista la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo,

–  vista la Costituzione della Repubblica democratica del Congo, adottata il 18 febbraio 2006,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che Joseph Kabila è presidente della Repubblica democratica del Congo (RDC) dal 2001; che il mandato del presidente Kabila giungerà al termine il 20 dicembre 2016; che, conformemente alla Costituzione della RDC, il presidente può rimanere in carica al massimo per due mandati;

B.  considerando che, con una decisione adottata il 17 ottobre 2016 a conclusione di un dialogo politico non inclusivo, la data delle elezioni è stata rinviata ad aprile 2018;

C.  considerando che la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) ha previsto un bilancio eccessivo, pari a 1,8 miliardi di USD, e sembra intenzionata a mantenere l'organizzazione delle elezioni a fine 2018;

D.  considerando che questa situazione ha portato l'opposizione politica della RDC ad accusare il presidente Kabila e il suo governo di utilizzare strumenti amministrativi e tecnici per cercare di ritardare le elezioni e rimanere al potere oltre la scadenza del loro mandato costituzionale;

E.  considerando che un primo tentativo di modificare la Costituzione della RDC per consentire al presidente Kabila di candidarsi per un terzo mandato è fallito nel 2015 per la forte opposizione e la mobilitazione della società civile; che siffatti tentativi causano crescenti tensioni politiche, disordini e violenze in tutto il paese, che sembra ormai trovarsi in una situazione di stallo elettorale;

F.  considerando che le prossime elezioni presidenziali e legislative rivestono un'importanza cruciale e che un loro svolgimento pacifico, trasparente, regolare e tempestivo contribuirebbe enormemente a consolidare i progressi compiuti dalla RDC nell'arco di oltre un decennio; che diversi membri dell'opposizione si sono espressi a favore di un periodo di transizione, eventualmente con la partecipazione del presidente Kabila, purché sia garantito che non ci saranno tentativi di modificare la Costituzione o di organizzare un referendum popolare e purché sia rispettata la garanzia costituzionale che impedisce al presidente Kabila di perseguire un terzo mandato;

G.  considerando che nel giugno 2014 l'UE ha inviato nella RDC una missione di osservazione elettorale, la quale ha evidenziato la necessità di aggiornare il registro degli elettori, creare le condizioni per una competizione corretta tra i candidati, rafforzare la protezione delle libertà civili, garantire un sistema equo di risoluzione dei contenziosi elettorali e combattere l'impunità;

H.  considerando che negli ultimi mesi i gruppi per la difesa dei diritti umani hanno più volte denunciato il deterioramento della situazione dei diritti umani e delle libertà di espressione, riunione e manifestazione nel paese con l'avvicinarsi delle elezioni, compreso l'uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici, giornalisti, leader politici e quanti altri si oppongono ai tentativi di consentire al presidente Kabila di restare al potere oltre il limite dei due mandati previsto dalla Costituzione;

I.  considerando in particolare che oltre 50 persone sarebbero state uccise durante le manifestazioni svoltesi il 19 e il 20 settembre 2016 a Kinshasa e molte altre sarebbero scomparse, che membri dei movimenti LUCHA e Filimbi sono tuttora detenuti illegalmente e che organi di stampa quali RFI e Radio Okapi sono stati chiusi o oscurati;

1.  deplora la perdita di vite umane durante le manifestazioni svoltesi nelle ultime settimane ed esprime il suo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e alla popolazione della RDC;

2.  esprime profonda preoccupazione per la situazione di crescente instabilità nella Repubblica democratica del Congo, in un contesto pre-elettorale caratterizzato da tensioni;

3.  ricorda l'impegno assunto dalla RDC nel quadro dell'accordo di Cotonou a rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i principi in materia di diritti umani, che includono la libertà di espressione e dei mezzi di comunicazione, la buona governance e la trasparenza nelle cariche politiche; constata che il dialogo instaurato con le autorità della RDC, in conformità dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou, con l'obiettivo di ottenere chiarimenti definitivi sul processo elettorale non sta andando a buon fine;

4.  esorta l'UE ad avviare immediatamente la procedura di cui all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou e ad adottare sanzioni mirate, che includano il divieto di rilascio dei visti e il congelamento dei beni, nei confronti dei funzionari di alto livello e degli agenti delle forze armate responsabili della violenta repressione contro i manifestanti e dello stallo politico che impedisce un passaggio di poteri pacifico e conforme alla Costituzione, in particolare Kalev Mutond, il generale Ilunga Kampete, Evariste Boshab, il generale Gabriel Amisi Kumba e il generale Célestin Kanyama;

5.  è convinto che lo svolgimento regolare e tempestivo delle elezioni, prima del 2018, sarà determinante per la stabilità e lo sviluppo a lungo termine del paese e dell'intera regione; sostiene che le elezioni dovrebbero essere condotte nel pieno rispetto della lettera e dello spirito della Costituzione congolese del 2006, in particolare degli articoli 73 e 220, e in conformità dei principi della Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, che la RDC è esortata a ratificare senza indugio; ritiene che le autorità della RDC abbiano una chiara responsabilità da questo punto di vista, come pure l'obbligo di garantire un contesto favorevole allo svolgimento di elezioni trasparenti, credibili e inclusive;

6.  esorta il governo della Repubblica democratica del Congo a realizzare ulteriori progressi verso la democratizzazione del paese nonché a dare attivamente seguito, a tal fine, alle raccomandazioni figuranti nella relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'UE del 2011 e nella relazione della missione di monitoraggio del 2014;

7.  continua a nutrire profonda preoccupazione per il ruolo effettivo svolto dalla CENI, da cui dipenderà in larga misura la legittimità del processo elettorale; ricorda che la Commissione elettorale dovrebbe essere un'istituzione imparziale e inclusiva, dotata di risorse sufficienti per consentire lo svolgimento di un processo globale e trasparente;

8.  esprime profonda preoccupazione per il peggioramento della situazione della sicurezza e dei diritti umani nella RDC, in particolare per le continue segnalazioni di un aumento delle violenze politiche; insiste sulla responsabilità del governo di evitare l'acuirsi della crisi politica in corso o un'escalation della violenza, nonché di far rispettare e proteggere i diritti politici dei suoi cittadini, in particolare i diritti di espressione, associazione e riunione, dal momento che essi sono alla base di una vita politica e democratica dinamica;

9.  condanna fermamente ogni uso della forza come pure le gravi restrizioni e intimidazioni subite, in particolare, da manifestanti pacifici, membri delle opposizioni, difensori dei diritti umani e giornalisti con l'avvicinarsi del prossimo ciclo elettorale; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, al Consiglio dei ministri ACP-UE, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani nonché al presidente, al primo ministro e al parlamento della Repubblica democratica del Congo.

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0085.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0278.

Note legali - Informativa sulla privacy