Procedura : 2017/2688(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0350/2017

Testi presentati :

B8-0350/2017

Discussioni :

Votazioni :

PV 18/05/2017 - 11.15
CRE 18/05/2017 - 11.15

Testi approvati :

P8_TA(2017)0231

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0349/2017
15.5.2017
PE603.775v01-00
 
B8-0350/2017

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-0219/2017

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sull'applicazione degli orientamenti del Consiglio per le persone LGBTI, in particolare in relazione alla persecuzione di (presunti) uomini omosessuali in Cecenia (2017/2688(RSP))


Charles Tannock, Ian Duncan, Mark Demesmaeker, Anneleen Van Bossuyt, Ruža Tomašić, Jussi Halla-aho, Raffaele Fitto a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sull'applicazione degli orientamenti del Consiglio per le persone LGBTI, in particolare in relazione alla persecuzione di (presunti) uomini omosessuali in Cecenia (2017/2688(RSP))  
B8-0350/2017

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia e sulla situazione in Cecenia,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visti gli orientamenti per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), adottati dal Consiglio il 24 giugno 2013,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti,

–  vista la risoluzione 32/2 del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, del 30 giugno 2016, sulla protezione dalla violenza e dalla discriminazione fondate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere,

–  visti il quadro strategico e il piano di azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 21,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 19,

–  vista la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 6 aprile 2017 dal Servizio europeo per l'azione esterna sulle violazioni dei diritti umani nei confronti degli uomini omosessuali in Cecenia,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 16 giugno 2016 sull'uguaglianza delle persone LGBTI,

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2014 sulla tabella di marcia dell'UE contro l'omofobia e la discriminazione legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere(1),

–  vista la conferenza stampa congiunta del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), Federica Mogherini, e del ministro degli Affari esteri russo, Sergey Lavrov, tenutasi a Mosca il 24 aprile 2017,

–  vista l'interrogazione alla Commissione (VP/AR) sull'applicazione degli orientamenti del Consiglio per le persone LGBTI, in particolare in relazione alla persecuzione di (presunti) omosessuali di sesso maschile in Cecenia (O-000039/2017 – B8-0219/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la Cecenia è una repubblica semi-autonoma all'interno della Federazione russa; che in questa regione a maggioranza musulmana l'omofobia è diffusa;

B.  considerando che i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali in Russia sono da tempo fonte di preoccupazione per la comunità internazionale, in quanto le persone LGBTI devono subire ostilità, discriminazioni, violenze, detenzioni e rischiano la vita;

C.  considerando che, sebbene in Russia l'omosessualità sia stata depenalizzata vent'anni fa, le violenze, le discriminazioni e le persecuzioni di matrice omofobica e transfobica sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, anche tramite la legislazione e altre restrizioni dei diritti delle persone basate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere;

D.  considerando che l'ordinamento giuridico ceceno punisce le relazioni sessuali tra uomini con la pena di morte, benché quest'ultima sia ufficialmente sospesa;

E.  considerando che una violenta repressione esercitata dalle autorità cecene dal marzo 2017 ha portato al rapimento e alla detenzione di almeno 100 uomini omosessuali e bisessuali, e di alcuni uomini percepiti come omosessuali;

F.  considerando che la repressione ha avuto inizio quando un gruppo moscovita per la difesa dei diritti degli omosessuali ha iniziato a presentare richieste per organizzare manifestazioni in città russe di provincia; che, sebbene in Cecenia non fossero previste manifestazioni, le autorità hanno preso a pretesto l'iniziativa per effettuare una retata di uomini omosessuali e presunti tali della zona;

G.  considerando che i detenuti subiscono pestaggi e torture in ben sei campi diversi, e che almeno tre uomini sono morti; che è difficile ottenere e verificare il numero esatto di persone detenute e/o uccise, e che tale numero è probabilmente più elevato;

H.  considerando che molti detenuti si trovano in campi segreti dopo aver subito sparizioni forzate; che altri sono stati restituiti alle famiglie con gravi lesioni a seguito di torture e umiliazioni;

I.  considerando che le autorità hanno rivelato l'omosessualità di alcuni dei rapiti alle loro famiglie, invitandole poi a commettere "delitti d'onore"; che alcuni dei rapiti sono anche stati torturati affinché rivelassero l'identità di altri gay a loro noti;

J.  considerando che i giornalisti del periodico Novaja Gazeta, che ha reso nota la repressione, avrebbero ricevuto minacce di morte per il loro lavoro;

K.  considerando che le autorità cecene hanno negato ogni accusa e preteso dai giornalisti i nomi delle vittime intervistate;

L.  considerando che un portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha inizialmente avallato le smentite del governo ceceno circa la detenzione, la tortura e l'uccisione di uomini sospettati di omosessualità;

M.  considerando che il 5 maggio 2017 il presidente Putin si è espresso a favore di un'inchiesta in merito alle accuse;

N.  considerando che decine di omosessuali avrebbero abbandonato la Cecenia a causa della campagna di persecuzione attualmente condotta dalle forze di sicurezza;

O.  considerando che a San Pietroburgo e a Mosca la polizia ha arrestato attivisti LGBTI che cercavano di fare opera di sensibilizzazione e chiedevano un'indagine sulla persecuzione dei gay in Cecenia;

P.  considerando che il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, l'Unione europea, gli Stati membri dell'UE, il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, tra gli altri, hanno tutti condannato le persecuzioni e le violenze contro i gay in Cecenia in quanto gravi violazioni degli obblighi della Russia derivanti dal diritto internazionale; che in seguito all'accaduto sono state organizzate numerose manifestazioni di protesta all'esterno delle ambasciate russe in tutto il mondo;

Q.  considerando che la discriminazione, la violenza, la tortura e l'incarcerazione basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere costituiscono inaccettabili violazioni della dignità umana e sono incompatibili con i valori fondanti dell'Unione europea;

R.  considerando che nel giugno 2013 il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una nuova legge federale "per la protezione dei minori dalle informazioni che propugnano il rifiuto dei valori della famiglia tradizionale", che è stata ampiamente condannata come "legge anti-gay"; che la legge è stata criticata per aver causato un aumento della violenza omofobica;

1.  condanna tutte le forme di discriminazione e di violenza, anche quelle commesse contro le persone sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere;

2.  ribadisce la propria convinzione che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, senza distinzione alcuna;

3.  condanna i recenti episodi di detenzione, tortura e omicidio di uomini in Cecenia sulla base del loro orientamento sessuale effettivo o presunto, considerandoli reati generati dall'odio, e chiede che tutti i detenuti siano immediatamente rilasciati senza accuse;

4.  condanna la minaccia del presidente ceceno Ramzan Kadyrov di "eliminare" la comunità LGBTI nella regione "entro l'inizio del Ramadan", così come la sua incapacità di impedire la persecuzione dei gay da parte delle autorità soggette al suo controllo;

5.  ricorda al governo russo che, pur nel rispetto della giurisdizione e dei costumi nazionali, ha la responsabilità di tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini e di garantire che ogni individuo sia protetto da tutte le forme di discriminazione e violenza;

6.  osserva che il presidente Putin si è impegnato a chiedere al procuratore generale russo e al ministro dell'Interno di esaminare le accuse, e insiste affinché eventuali indagini di questo tipo siano approfondite, indipendenti, credibili e vengano effettuate con la massima urgenza;

7.  insiste affinché tutte le persone coinvolte nelle sparizioni forzate, nelle detenzioni senza accuse, nelle torture e negli omicidi dei gay in Cecenia siano chiamate a rispondere dei crimini commessi e ricevano pene adeguate conformemente alla legge;

8.  ricorda alla Russia e alle autorità cecene le loro responsabilità derivanti dal diritto regionale, nazionale e internazionale; ricorda inoltre al governo russo le convenzioni internazionali sull'uguaglianza e la lotta contro la discriminazione di cui è parte contraente;

9.  chiede la liberazione immediata e senza accuse degli attivisti arrestati a San Pietroburgo e a Mosca mentre cercavano di fare opera di sensibilizzazione e chiedevano un'indagine sulla persecuzione dei gay in Cecenia;

10.  deplora profondamente che, in sede di Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, la Federazione russa abbia votato contro la risoluzione del giugno 2016 sulla protezione contro la violenza e la discriminazione fondate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere;

11.  ritiene che le relazioni tra l'UE, gli Stati membri e la Federazione russa potranno migliorare solo se quest'ultima porrà fine all'annessione illegale della Crimea e agli interventi aggressivi nell'Ucraina orientale, in Georgia, in Moldova e in altre aree della regione, e adotterà misure urgenti per tutelare i propri cittadini nel pieno rispetto dei principi in materia di diritti umani e delle convenzioni internazionali;

12.  ricorda alle autorità russe e cecene che i sistemi di valori regionali, culturali e religiosi non dovrebbero essere utilizzati come pretesto per tollerare o compiere discriminazioni, violenze, torture e/o detenzioni di individui o gruppi, comprese quelle fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere;

13.  esprime preoccupazione per il fatto che l'impunità continua a essere un fattore importante nella violazione dei diritti umani, anche in Russia, in seguito a sparizioni forzate, detenzioni senza accuse, discriminazioni, torture e uccisioni;

14.  esprime preoccupazione per l'aumento della violenza e delle discriminazioni omofobiche e transfobiche in Russia, anche tramite l'applicazione di leggi promulgate di recente;

15.  è fautore della cooperazione internazionale per sensibilizzare in merito alla violenza e alla discriminazione nei confronti delle persone sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere, nonché per affrontare le cause di tali azioni e offrire protezione alle vittime degli abusi;

16.  condanna i casi riportati di intimidazioni e minacce di morte contro i difensori dei diritti umani, i giornalisti e quanti cercano di denunciare episodi di discriminazione e violenza a danno delle persone LGBTI nella Federazione russa, Cecenia compresa, e offre il suo sostegno per portare avanti tali attività e per fornire assistenza alle vittime;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al presidente della Federazione Russa, ai membri della Duma russa nonché al presidente e al governo della Repubblica di Cecenia.

(1)

GU C 93 del 24.3.2017, pag. 21.

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