Procedura : 2017/2727(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0411/2017

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B8-0411/2017

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PV 15/06/2017 - 7.8
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0407/2017
12.6.2017
PE605.524v01-00
 
B8-0411/2017

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione umanitaria nello Yemen (2017/2727(RSP))


Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Pier Antonio Panzeri a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione umanitaria nello Yemen (2017/2727(RSP))  
B8-0411/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quella del 25 febbraio 2016(1) sulla situazione umanitaria nello Yemen e quella del 9 luglio 2015(2) sulla situazione nello Yemen,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 3 aprile 2017 sullo Yemen,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sullo Yemen, in particolare le risoluzioni 2216 (2015), 2201 (2015) e 2140 (2014),

–  vista la conferenza internazionale ad alto livello dei donatori (Pledging Event) per la crisi umanitaria nello Yemen, tenutosi a Ginevra, in Svizzera, il 25 aprile 2017,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'attuale crisi nello Yemen è il risultato dell'incapacità dei governi che si sono succeduti di rispondere alle legittime aspirazioni del popolo yemenita alla democrazia, allo sviluppo economico e sociale, alla stabilità e alla sicurezza; che tale incapacità ha creato le condizioni per lo scoppio di un violento conflitto, in quanto non si è riusciti a dare vita a un governo inclusivo e a garantire un'equa ripartizione dei poteri e si sono sistematicamente ignorate le numerose disuguaglianze e la diffusa insicurezza nel paese;

B.  considerando che le conseguente del conflitto in corso sono devastanti per il paese e la sua popolazione; che, nonostante gli inviti della comunità internazionale a trovare una soluzione politica alla crisi, le parti del conflitto non sono riuscite a trovare un accordo e i combattimenti proseguono;

C.  considerando che il numero delle vittime civili continua a crescere e che le istituzioni e le infrastrutture civili dello Yemen sono state pesantemente colpite dalla guerra e sono sempre meno in grado di fornire servizi di base; che il sistema sanitario è sull'orlo del collasso e che il personale medico in prima linea non è pagato da mesi;

D.  considerando che nello Yemen è scoppiata una seconda epidemia di colera e diarrea acquosa acuta, il che ha comportato oltre 100 000 casi sospetti di colera e ha provocato la morte di quasi 800 persone tra il 27 aprile e l'8 giugno 2017 nell'intero paese;

E.  considerando che la situazione nello Yemen comporta gravi rischi per la stabilità della regione, in particolare nel Corno d'Africa, nel Mar Rosso e nel resto del Medio Oriente; che al-Qaeda nella penisola araba (AQPA) è riuscita ad approfittare del deterioramento della situazione politica e di sicurezza nello Yemen, ampliando la propria presenza e intensificando il numero e la portata degli attentati terroristici; che l'AQPA e il cosiddetto Stato islamico (ISIS)/Daesh hanno consolidato la loro presenza nello Yemen e compiuto attentati terroristici, uccidendo centinaia di persone;

F.  considerando che la situazione umanitaria in Iraq è catastrofica; che nel febbraio 2017 l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha dichiarato che quella nello Yemen è "la più grave crisi alimentare al mondo"; che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), al maggio 2017 erano 17 milioni le persone nello Yemen che necessitavano di assistenza alimentare, 7 milioni delle quali versavano in una situazione d'emergenza per quanto riguarda la sicurezza alimentare; che 2,2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e che ogni dieci minuti muore un bambino per cause prevenibili;

G.  considerando che il petrolio rappresenta pressoché il 90 % delle esportazioni del paese; che il conflitto in atto ha gravemente pregiudicato le importazioni commerciali e impedito alle forniture di aiuti umanitaria di raggiungere lo Yemen, soprattutto in ragione di ciò che costituisce a tutti gli effetti il blocco del porto di Hodeida; che la violenza nel paese e la diffusa carenza di carburante hanno perturbato le reti interne di distribuzione dei generi alimentari;

H.  considerando che, nonostante la conferenza internazionale ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen, tenutasi a Ginevra in aprile e durante la quale diversi paesi e organizzazioni hanno assunto impegni per un importo di 1,1 miliardi di USD, al 9 maggio 2017 i donatori avevano versato fondi pari ad appena il 18,3 % dei 2,1 miliardi di USD richiesti nell'appello umanitario lanciato dalle Nazioni Unite per lo Yemen nel 2017;

I.  considerando che, in una sua precedente risoluzione, il Parlamento ha chiesto l'avvio di un'iniziativa intesa a imporre un embargo dell'Unione europea sulle armi destinate all'Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionali in materia di diritti umani a carico di tale paese nello Yemen e conformemente alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell'8 dicembre 2008; che i ribelli houthi sono sostenuti dall'Iran;

1.  esprime profonda preoccupazione per l'allarmante deterioramento della situazione umanitaria nello Yemen, caratterizzata da una diffusa insicurezza alimentare e una grave malnutrizione, da attacchi indiscriminati contro civili, personale medico e operatori umanitari, dalla distruzione delle infrastrutture civili e mediche, dai continui attacchi aerei, combattimenti a terra e bombardamenti, nonostante i ripetuti appelli a una nuova cessazione delle ostilità; deplora profondamente la perdita di vite umane causata dal conflitto e le sofferenze delle persone rimaste coinvolte negli scontri, ed esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime; ribadisce il proprio impegno a continuare a sostenere lo Yemen e il popolo yemenita;

2.  esprime profonda preoccupazione per i continui attacchi aerei e i combattimenti di terra, che hanno provocato la morte di migliaia di civili, lo sfollamento della popolazione e la perdita dei mezzi di sussistenza, mettendo così a rischio altre vite, hanno ulteriormente destabilizzato lo Yemen, ne stanno distruggendo le infrastrutture fisiche, hanno generato un'instabilità di cui hanno approfittato le organizzazioni terroristiche ed estremiste, quali l'ISIS/Daesh e l'AQPA, aggravando una situazione umanitaria già critica;

3.  condanna con la massima fermezza tutti gli attentati terroristici e le violenze contro i civili; esorta il governo yemenita ad assumersi le proprie responsabilità nella lotta contro l'ISIS/Daesh e l'AQPA, che stanno traendo vantaggio dell'attuale instabilità; sottolinea la necessità che tutte le parti belligeranti agiscano con risolutezza contro tali gruppi, le cui attività rappresentano una grave minaccia per il raggiungimento una soluzione negoziata e per la sicurezza della regione e non solo;

4.  ricorda che non può esservi una soluzione militare al conflitto nello Yemen e che la crisi può essere risolta soltanto attraverso un processo negoziale inclusivo a guida yemenita, che veda il coinvolgimento di tutte le parti in causa e la piena e significativa partecipazione delle donne, che sfoci in una soluzione politica inclusiva; ribadisce il proprio sostegno agli sforzi del Servizio europeo per l'azione esterna volti ad agevolare una ripresa dei negoziati ed esorta tutte le parti belligeranti a rispondere a tali sforzi in maniera costruttiva e senza fissare condizioni preliminari; sottolinea che l'attuazione di misure miranti a rafforzare la fiducia, quali provvedimenti immediati per un cessate il fuoco duraturo, un meccanismo di ritiro controllato delle forze, la facilitazione dell'accesso umanitario e commerciale e la liberazione dei prigionieri politici, è indispensabile per favorire il ritorno al percorso politico;

5.  invita tutte le parti a trovare urgentemente un accordo sulla cessazione delle ostilità, che dovrà essere monitorato dalle Nazioni Unite, quale primo passo verso la ripresa dei negoziati di pace sotto l'egida dell'ONU; invita altresì tutti gli attori internazionali e regionali a dialogare in maniera costruttiva con le parti yemenite per consentire un'attenuazione del conflitto e una soluzione negoziata che rispetti l'indipendenza, l'unità, la sovranità e l'integrità territoriale dello Yemen; sottolinea, in tale contesto, il ruolo cruciale che può svolgere in particolare l'Unione europea per facilitare gli sforzi verso un processo di pace, come pure nella situazione postbellica;

6.  condanna fermamente gli attacchi contro la popolazione civile, tra cui i bombardamenti, l'uso di munizioni a grappolo, di razzi e di artiglieria, i tiri di cecchini, gli attacchi missilistici e il presunto ricorso alle mine antipersona, nonché gli attacchi che provocano la distruzione di infrastrutture civili, tra cui scuole, strutture sanitarie, zone residenziali, mercati, impianti idrici, porti e aeroporti; rinnova con urgenza l'appello rivolto a tutte le parti belligeranti affinché garantiscano la tutela della popolazione civile e rispettino il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani; chiede un'indagine internazionale indipendente su tutte le accuse di abusi, torture, uccisioni mirate di civili e altre violazioni del diritto internazionale in materia di diritti umani e del diritto internazionale umanitario; sottolinea che, per giungere a una soluzione duratura del conflitto, è indispensabile accertare la responsabilità delle violazioni;

7.  invita tutte le parti belligeranti ad adoperarsi per eliminare qualsiasi ostacolo logistico e finanziario all'importazione e alla distribuzione di generi alimentari e forniture mediche ai civili in situazione di bisogno; esorta in particolare le parti a garantire il pieno ed efficace funzionamento dei principali punti di ingresso commerciali, quali i porti di Hodeida e Aden, di cui sottolinea l'importanza vitale per l'accesso degli aiuti umanitari e dei rifornimenti essenziali; chiede la riapertura dell'aeroporto di Sana'a ai voli commerciali, in modo da consentire l'arrivo di medicinali e prodotti di base di urgente necessità e la partenza dei cittadini yemeniti che necessitano di cure mediche;

8.  è preoccupato per il fatto che il conflitto abbia provocato un aumento degli incidenti lungo la costa del Mar Rosso dello Yemen, mettendo a repentaglio il commercio marittimo; invita tutte le parti a garantire la libertà di navigazione lungo questa fondamentale rotta di navigazione internazionale;

9.  invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nelle pertinenti linee guida dell'Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che l'Unione applichi rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sull'esportazione di armi; sottolinea l'importanza di sostenere gli attuali meccanismi di responsabilità, quali la relazione d'indagine dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani e il meccanismo delle Nazioni Unite per la compilazione di elenchi di minori e di conflitti armati;

10.  esorta tutte le parti a impegnarsi per l'istituzione di una Banca centrale dello Yemen unificata e pienamente operativa e sottolinea che i fondi di aiuto internazionali dovrebbero essere destinati a sostenere le riserve di valuta estera del paese, onde facilitare le importazioni di generi alimentari e medicinali;

11.  sottolinea l'importanza di responsabilizzare gli enti locali e rafforzarne la capacità di prestare servizi, nonché di coinvolgere la diaspora yemenita e le ONG internazionali nel sostenere i settori dei servizi essenziali; sottolinea, in particolare, l'urgente necessità che l'Unione europea e gli altri attori internazionali affrontino il problema dell'epidemia di colera e sostengano il sistema sanitario onde evitarne il tracollo, anche agevolandone l'approvvigionamento e il pagamento degli stipendi del personale medico in prima linea, la cui presenza è fondamentale per la risposta umanitaria;

12.  invita i paesi e le organizzazioni che si sono impegnati in occasione della conferenza internazionale ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen, tenutasi a Ginevra nell'aprile 2017, a onorare senza indugio gli impegni assunti e a intensificarli, onde garantire il finanziamento integrale del piano di risposta umanitaria presentato dalle Nazioni Unite;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al governo dello Yemen.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0066.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0270.

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