Procedura : 2017/2699(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0450/2017

Testi presentati :

B8-0450/2017

Discussioni :

PV 04/07/2017 - 11
CRE 04/07/2017 - 11

Votazioni :

PV 05/07/2017 - 8.9
CRE 05/07/2017 - 8.9
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0434/2017
30.6.2017
PE605.574v01-00
 
B8-0450/2017

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, del regolamento e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea


sul programma di lavoro della Commissione per il 2018 (2017/2699(RSP))


Anthea McIntyre a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sul programma di lavoro della Commissione per il 2018 (2017/2699(RSP))  
B8‑0450/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la dichiarazione del Consiglio europeo del 19 febbraio 2016 sulla competitività,

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea,

–  vista la relazione finale, del 24 luglio 2014, del "High Level Group of Independent Stakeholders on Administrative Burdens" (gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi), intitolata "Cutting Red Tape in Europe – Legacy and Outlook" (Alleggerire le formalità amministrative in Europa – Bilancio e prospettive),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 dal titolo "Verso una migliore normativa sul mercato unico"(1),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sulle relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità(2),

–  visto l'articolo 37, paragrafo 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il miglior contributo economico e sociale che gli Stati membri dell'Unione europea possono offrire ai propri cittadini per migliorare la qualità della vita è un'economia in crescita caratterizzata da bassa inflazione, elevati tassi di occupazione e salari crescenti in grado di generare le risorse per finanziare investimenti futuri, infrastrutture e servizi pubblici migliori;

B.  considerando che gli Stati membri dell'Unione europea stanno affrontando importanti sfide economiche in un mercato globale complesso che possono essere superate soltanto creando economie dinamiche e competitive con livelli crescenti di produttività e innovazione;

C.  considerando che il tema della sicurezza desta profonda preoccupazione in un'era caratterizzata da minacce nazionali e internazionali;

D.  considerando che l'opinione pubblica è sempre più diffidente nei confronti di un'Unione europea che sembra assumersi poteri e responsabilità che sono più opportunamente esercitati a livello degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali e dei cittadini stessi;

E.  considerando che i cittadini dell'UE auspicano chiaramente un'Unione "leggera", che faciliti la cooperazione tra gli Stati membri nei settori in cui ciò può apportare un valore aggiunto, ma che soprattutto rispetti i principi fondamentali di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione;

PARTE 1 L'EUROPA È IN UNA FASE CRITICA

 

Principi generali di orientamento del programma di lavoro per il 2018

 

1.  sottolinea il fatto che gli Stati membri rappresentano il fondamento democratico dell'UE e che nelle sue proposte per il 2018 la Commissione deve dare la debita importanza al coinvolgimento dei governi nazionali e regionali nel suo operato;

2.  invita la Commissione a mantenere al minimo le nuove proposte nel 2018 concentrandosi nei settori dove la cooperazione europea può apportare un valore aggiunto in linea con i principi di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione;

3.  chiede di ridisegnare le politiche e i programmi dell'UE al fine di concedere agli Stati membri un maggiore controllo locale e più flessibilità nelle modalità con cui si adoperano per conseguire gli obiettivi europei concordati;

4.  insiste affinché la Commissione accresca il livello di consultazione sulle possibili proposte future con gli Stati membri, gli enti locali e regionali, e direttamente i cittadini; sottolinea l'importanza di prevedere tempi sufficienti per il riscontro nonché l'impiego di più "libri bianchi" e "libri verdi" per definire le varie diverse opzioni;

5.  evidenzia l'importanza di ottimizzare le risorse e di perseguire una politica di tolleranza zero nei casi di cattiva gestione e frode;

6.  sottolinea l'importanza per l'UE di essere aperta verso l'esterno e di sviluppare relazioni economiche, commerciali e strategiche strette con gli amici e gli alleati, specialmente con i propri vicini;

Priorità per il 2018

7.  invita la Commissione a dare priorità nel 2018 a quelle misure che consentiranno all'UE di sostenere gli Stati membri nelle riforme delle loro economie con l'obiettivo di conseguire nel lungo termine e in modo sostenibile crescita, creazione di posti di lavoro e prosperità;

8.  ritiene che, a livello di UE, l'avanzamento dell'agenda "Legiferare meglio" rappresenti uno strumento essenziale per migliorare le prospettive economiche; chiede, pertanto, alla Commissione di sviluppare l'agenda con ambizione, in particolare:

–  i "test PMI" e i test di competitività come parte delle valutazioni di impatto,

–  la fissazione di obiettivi di riduzione degli oneri amministrativi,

–  "l'indagine annuale sugli oneri", e

–  il lavoro del comitato per il controllo normativo;

e invita la Commissione a garantire che le microimprese siano esentate, per quanto possibile, da tutte le proposte legislative in modo da incoraggiare le nuove start up e gli imprenditori;

9.  chiede di continuare a focalizzarsi su un risanamento di bilancio favorevole alla crescita; ritiene che il rilancio degli investimenti non debba essere considerato un'alternativa alle necessarie riforme strutturali;

10.  sottolinea l'importanza dell'attuazione della politica di concorrenza nel creare condizioni di parità che favoriscano l'innovazione, la produttività, la creazione di posti di lavoro e gli investimenti da parte di tutti gli attori del mercato unico e per tutti i modelli aziendali, incluse le PMI;

11.  evidenzia l'importanza di compiere progressi nella gestione della crisi migratoria secondo modalità che dimostrino molta più sensibilità ai timori diffusi negli Stati membri circa flussi migratori incontrollati e questo fornendo suggerimenti di politiche fattibili, e che rispettino le prerogative degli Stati membri sovrani in questo campo;

12.  invita la Commissione a dare precedenza alla negoziazione di nuovi accordi commerciali con paesi terzi al fine di garantire prezzi inferiori per i consumatori europei e mercati più grandi per i produttori europei, generando così nuovi posti di lavoro e maggiore prosperità;

13.  sottolinea l'importanza di attuare politiche economiche circolari con particolare attenzione alla lotta contro lo spreco alimentare; invita la Commissione a incoraggiare la cooperazione e lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri;

14.  ribadisce la necessità di tutelare i diritti delle persone con disabilità conformemente alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità; rimarca l'autentica importanza di conseguire la piena accessibilità di prodotti, servizi e ambienti quale requisito essenziale per garantire loro la piena partecipazione alla società;

15.  ricorda la necessità di promuovere l'equilibrio tra vita professionale e vita privata per le persone badanti senza qualifica ufficiale che si prendono cura di familiari dipendenti a carico (anziani, bambini, persone con disabilità) e non hanno un'occupazione ufficiale;

16.  mette in rilievo la necessità di portare a termine in modo positivo e amichevole i negoziati della Brexit, riconoscendo il grande contributo che per 40 anni il Regno Unito ha dato all'UE, al fine di assicurare per il futuro un solido partenariato economico e politico tra l'Unione e il Regno Unito nel rispetto dei ragionevoli requisiti e interessi di tutte le parti;

PARTE 2: PROPOSTE SPECIFICHE PER IL PROGRAMMA DI LAVORO VOLTO AL CONSEGUIMENTO DELLE DIECI PRIORITÀ

1.  "Un nuovo impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti"

Legiferare meglio

17.  ricorda alla Commissione che tutte le proposte legislative dovrebbero essere soggette a un'approfondita valutazione di impatto e all'analisi costi/benefici; chiede alla Commissione di garantire che ogni valutazione di impatto sia mirata in modo da dimostrare i possibili effetti sulle imprese e sul mercato, e che le proposte siano fatte soltanto laddove l'effetto desiderato sia proporzionato;

18.  sottolinea l'importanza dell'inclusione da parte della Commissione dei "test PMI" e di competitività in tutte le valutazioni di impatto dato che ciò assicurerà che le imprese, in particolare le PMI, non debbano sopportare un onere legislativo eccessivo; invita la Commissione a introdurre l'uso del "test PMI" in tutte le DG e a cooperare in maniera più sistematica con il comitato per il controllo normativo al fine di assicurare un'applicazione più strutturata del test allo stesso modo come è stato eseguito nel regolamento (UE) n. 910/2014 e nella direttiva 2011/7/UE;

19.  raccomanda vivamente alla Commissione di avviare una pausa di riflessione dopo la conclusione dei negoziati tripartiti sul completamento di una valutazione di impatto e dell'analisi della sussidiarietà; invita la Commissione a prevedere una valutazione, e un possibile seguito, dell'indipendenza del comitato per il controllo normativo nell'adempiere il proprio ruolo di supervisione e di prestazione di pareri obiettivi sulle rispettive valutazioni di impatto; invita la Commissione a riconoscere che l'agenda "Legiferare meglio" presenta una dimensione locale/regionale che non viene necessariamente affrontata attraverso la sussidiarietà, estendendo la sua valutazione dell'impatto della regolamentazione (in quanto diversa dalle "valutazioni dell'impatto territoriale") al fine di analizzare l'impatto finanziario e amministrativo delle norme attuali e delle nuove norme sugli enti locali e regionali;

20.  sottolinea l'importanza che riveste "l'indagine annuale sugli oneri" concordata nel quadro dell'AII "Legiferare meglio", quale strumento vitale per identificare e monitorare, in maniera chiara e trasparente, i risultati degli sforzi dell'Unione volti a evitare e ridurre l'eccessiva regolamentazione e gli oneri amministrativi, soprattutto alla luce del loro effetto sulle PMI; ritiene che "l'indagine annuale sugli oneri" debba essere utilizzata per individuare gli oneri imposti sia dalle singole proposte legislative e dagli atti della Commissione che dal recepimento e dall'interpretazione della legislazione da parte degli Stati membri, ovvero le cosiddette "orpellature" o gold plating;

21.  invita la Commissione a dare seguito alle raccomandazioni definite nelle relazioni annuali del 2012, 2013 e 2014 in materia di sussidiarietà e proporzionalità; osserva, in particolare, gli appelli espressi nelle relazioni per un'analisi supportata dai fatti di tutte le proposte avanzate dalla Commissione dal punto di vista della sussidiarietà e della proporzionalità; chiede di considerare la proporzionalità (in aggiunta alla sussidiarietà) nei pareri motivati dei parlamenti nazionali, che richiederebbe una revisione dei trattati, di valutare il numero necessario di parlamenti nazionali per far scattare il cartellino giallo nonché di estendere i termini entro cui i parlamenti nazionali possono presentare i pareri in materia di sussidiarietà;

22.  evidenzia gli inviti contenuti nelle relazioni affinché le valutazioni di proporzionalità della Commissione respingano le proposte che prevedono oneri sproporzionati sulla competitività e le PMI; rammenta la richiesta di un cartellino verde per i parlamenti nazionali e che il Parlamento ha chiesto alla Commissione di procedere all'analisi della sussidiarietà e alla valutazione di impatto completa al termine dei negoziati legislativi al fine di assicurare il rispetto della sussidiarietà e della proporzionalità una volta modificate le proposte;

23.  invita la Commissione, a norma dei relativi provvedimenti del nuovo AII, a presentare con urgenza proposte finalizzate alla fissazione di obiettivi di riduzione degli oneri amministrativi nei settori fondamentali; chiede alla Commissione di puntare a una riduzione del 25 % entro il 2020 dei costi economici connessi agli oneri normativi per le imprese in ciascun ambito d'intervento, con l'obiettivo a lungo termine di dimezzare gli oneri connessi alle vigenti regolamentazioni dell'Unione entro il 2030; incoraggia vivamente la Commissione ad applicare immediatamente la formula secondo cui "per ogni nuova norma che viene creata sono abrogate due norme precedenti", valutando i benefici legati all'introduzione della compensazione normativa, in virtù della quale possono essere imposte nuove norme che aggiungono oneri amministrativi e normativi solo se è possibile ridurre del doppio gli oneri esistenti;

24.  invita la Commissione (e il Parlamento) a riconoscere che gli enti locali e regionali democraticamente eletti, nonché le loro associazioni rappresentative, sono parte del processo legislativo europeo; chiede specificamente che siano esentati dagli obblighi relativi al registro per la trasparenza, come avviene già per le singole regioni;

25.  invita la Commissione a prestare la massima attenzione al fine di garantire la trasparenza e la separazione dei poteri, attraverso una maggiore conformità con le disposizioni dell'articolo 290 del TFUE e, pertanto, a non ricorrere ad atti delegati per varare autentiche misure legislative che dovrebbero essere adottate nel quadro della procedura legislativa ordinaria;

26.  sottolinea l'importanza che continuano a rivestire l'agenda REFIT e le successive proposte legislative a seguito della valutazione dell'impatto cumulativo; chiede alla Commissione di includere la direttiva Seveso III all'interno del programma modulato REFIT e di concentrarsi primariamente sull'impatto sulle imprese, in particolare sulle PMI, e sulla loro capacità di realizzare investimenti a lungo termine, nonché sul suo potenziale effetto in termini di delocalizzazione della produzione chimica presente nell'UE;

27.  osserva le proposte della Commissione sul pilastro europeo dei diritti sociali volte a rafforzare la dimensione sociale dell'UE; invita la Commissione, a tal proposito, a garantire nel conseguimento delle sue priorità che tutte le iniziative avviate sotto l'egida del pilastro europeo dei diritti sociali rispettino pienamente i principi di sussidiarietà e proporzionalità;

28.  chiede alla Commissione di riesaminare sistematicamente l'acquis sociale che consta di oltre 50 direttive sviluppate a partire dal 1958, e di individuare le possibilità per semplificare e ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi anche, ove opportuno, attraverso il ritiro o il rigetto della legislazione;

29.  riconosce che le donne continuano a essere sottorappresentate nel mercato del lavoro; ritiene, in tal senso, che i contratti di lavoro flessibili, compresi i contratti temporanei e a tempo parziale, possano svolgere un ruolo importante per aumentare la partecipazione di quei gruppi che, altrimenti, potrebbero essere esclusi dal mercato del lavoro; ritiene pertanto inopportuno che la Commissioni presenti proposte legislative, inclusa una direttiva quadro sul lavoro dignitoso, volte a limitare il ricorso a tali contratti negli Stati membri;

30.  ricorda l'articolo 155 del TFUE; invita le parti sociali, nel contesto degli accordi quadro attuali e futuri, ad adottare gli strumenti di una migliore regolamentazione, a ricorrere più spesso alle valutazioni di impatto e a sottoporre tutti gli accordi contenenti proposte di azioni legislative al comitato per il controllo normativo della Commissione;

Mezzi finanziari

31.  rileva che la Commissione deve pubblicare la sua proposta relativa al nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) anteriormente al 1° gennaio 2018, come previsto dall'articolo 25 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013; ritiene che il prossimo QFP debba indicare un percorso verso un bilancio dell'UE moderno e in grado di affrontare in modo adeguato le sfide attuali quali la crisi dei migranti e dei rifugiati, la minaccia del terrorismo e il ritiro del Regno Unito dall'Unione; è del parere che la Commissione dovrebbe pertanto avviare a una revisione globale della spesa, prima di procedere ai negoziati sul prossimo QFP, al fine di valutare in modo sistematico ogni settore delle politiche nell'ambito del bilancio dell'UE in termini di efficienza, valore aggiunto e contribuzione alle priorità generali dell'UE; sollecita, inoltre, la Commissione ad allineare il prossimo QFP ai cicli politici della Commissione e del Parlamento al fine di migliorare il coinvolgimento politico e, per esteso, la responsabilità del bilancio pluriennale dell'Unione; ritiene che i massimali del QFP concordati nel 2013 dovrebbero essere mantenuti;

32.  osserva che la Commissione esaminerà le proposte del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, comprese le nuove proposte di risorse proprie; esorta la Commissione a non chiedere poteri di imposizione fiscale per l'UE; auspica che non si abbandonino gli orientamenti definiti relativi all'attuale sistema di risorse proprie, quali l'equilibrio tra il bilancio e le attuali risorse proprie tradizionali (ad esempio le tariffe e i contributi sullo zucchero), oppure quelli sulle risorse proprie basate sul reddito nazionale lordo (RNL); ritiene che le risorse proprie dovrebbero essere presentate in modo chiaro e uniforme nei bilanci nazionali al fine di garantire la trasparenza e la comparabilità del gettito fiscale dell'UE;

33.  è del parere che la Commissione dovrebbe sviluppare un sistema migliore di controllo dei bilanci che sia proporzionato ai vantaggi ottenuti tramite i finanziamenti dell'UE; considera che una parte integrale di tale sistema dovrebbe essere costituita dalla sua rendicontazione che dovrebbe essere sufficientemente trasparente e dettagliata, inclusa la segnalazione delle informazioni sui beneficiari dei fondi UE e sulla puntualità dei pagamenti; ritiene che il rendimento, l'efficacia in termini di costi e i risultati ottenuti grazie ai finanziamenti dell'UE dovrebbero essere esaminati al fine di accertare gli effetti sostenibili e a lungo termine delle spese dell'UE; ricorda la richiesta del Parlamento di un commissario dedicato per il controllo dei bilanci, in sostituzione di uno degli attuali commissari, per lavorare insieme agli Stati membri alla risoluzione dei casi di frode e cattiva gestione; chiede la preparazione di proposte volte a riformare la Corte dei conti affinché funzioni sia da autorità di controllo che di valutazione, svolgendo o commissionando valutazioni indipendenti dei programmi dell'Unione;

Trasporti

34.  sottolinea la necessità di proseguire a titolo prioritario nello sviluppo della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) e dei corridoi della rete centrale, al fine di collegare le reti di trasporto di tutte le regioni dell'UE e risolvere problemi quali la mancanza di infrastrutture adeguate, l'accessibilità e la scarsa interoperabilità tra le aree orientali e occidentali dell'UE; evidenzia la necessità di una sinergia tra le risorse finanziarie del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) e i Fondi strutturali e d'investimento europei al fine di assicurare il miglior uso di tutti i finanziamenti UE disponibili; evidenzia comunque che, mentre l'attenzione del CEF 2.0 dovrebbe essere rivolta agli strumenti di finanziamento innovativi e alla combinazione di vari tipi d risorse, una quota sufficiente delle sue sovvenzione dovrebbe essere stanziata a favore dei progetti di infrastrutture di trasporto che altrimenti non attirerebbero investimenti privati date le diverse condizioni di mercato nelle varie parti dell'UE;

Ricerca

35.  invita la Commissione, nel suo riesame intermedio e dato il livello di dettaglio richiesto in una proposta di progetto Orizzonte 2020, a introdurre criteri di selezione più rigorosi nella prima fase della richiesta, dato che un numero cospicuo di richiedenti stanno investendo tempo ed energia per presentare una proposta completa per la seconda fase con scarse probabilità o speranza di successo; esprime preoccupazione per questo problema, particolarmente grave per le PMI;

36.  sottolinea la necessità della ricerca applicata, in particolare di quella ricerca che produce migliori conoscenze, competenze e prassi, al fine di assicurare il miglior utilizzo possibile delle nuove tecnologie; chiede alla Commissione di equilibrare meglio le necessità della ricerca e dello sviluppo di base, applicati e traslazionali, con il proposito di garantire la rapida ed efficiente traslazione delle nuove scoperte in tecnologie e prodotti concreti;

Competenze e programmi di istruzione

37.  evidenzia che il quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET2020) e la nuova agenda per le competenze della Commissione dovrebbero integrare le azioni nazionali e sostenere gli Stati membri nel loro impegno volto a sviluppare sistemi di istruzione e formazione formale e informale, nell'ottica di migliorare soprattutto le competenze di lettura, scrittura e calcolo;

38.  invita la Commissione a garantire che la comunità di esperti e le parti interessate pertinenti, comprese le organizzazioni dei genitori, siano attivamente coinvolte nell'elaborazione delle politiche;

39.  chiede alla Commissione di accertare l'efficacia e il valore aggiunto dei programmi educativi e culturali dell'UE, dedicando particolare attenzione al programma "Europa per i cittadini", e a promuovere la semplificazione delle procedure e la sana gestione finanziaria a tutti i livelli;

Sviluppo regionale e politica di coesione

40.  invita la Commissione a fornire un orientamento netto sulle sue aspettative in termini di finanziamento e organizzazione della politica di coesione dopo il 2020 e su qualsiasi riforma del sistema attuale; ritiene che il dialogo tra tutte le istituzioni debba avere la precedenza al fine di creare un processo decisionale trasparente; sottolinea la necessità di esprimere i massimali degli stanziamenti di impegno e di pagamento indicati nella sottorubrica 1b come rapporto del PIL dell'UE sul bilancio totale dell'Unione;

41.  chiede alla Commissione di condurre altri studi al fine di assicurare che la politica di coesione abbia l'impatto desiderato a livello del beneficiario o del progetto; reputa che ciò sia di particolare rilevanza tenuto conto del fatto che, secondo le stime, soltanto un 25 % del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del CEF, per il periodo di programmazione 2014-2018, sarà stanziato entro la fine del 2018;

42.  riconosce che il regolamento "omnibus" ha apportato una serie di cambiamenti importanti in termini di semplificazione, razionalizzazione e flessibilità; è del parere che si possa fare di più per garantire che l'assistenza tecnica sia opportunamente mirata, monitorata e valutata; ritiene, inoltre, che la Commissione dovrebbe responsabilizzare gli attori locali affrontando problematiche quali le complesse procedure di approvazione, i ritardi nei pagamenti ai beneficiari e le questioni relative alla combinazione delle risorse di finanziamento, nonché promuovendo gli approcci territoriali come lo sviluppo locale di tipo partecipativo;

2.  "Un mercato unico digitale connesso"

43.  invita la Commissione a presentare proposte volte a stabilire il principio generale di libera circolazione dei dati e a rimuovere le restrizioni alla localizzazione dei dati in tutta l'UE;

3.  "Un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici"

44.  invita la Commissione a controllare le conseguenze socioeconomiche del nuovo assetto del mercato dell'energia elettrica, in particolare nell'Europa centro-orientale, dove la transizione energetica avrà probabilmente costi più elevati rispetto ad altri Stati membri dell'UE;

45.  esprime preoccupazione per l'attuazione della direttiva sull'efficienza energetica e invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri seguendo orientamenti coerenti al fine di assicurare un'attuazione efficace; sostiene il principio dell'"efficienza energetica al primo posto", se del caso, e ritiene che gli obiettivi dovrebbero essere proporzionati e realistici;

4.  "Un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida"

46.  invita la Commissione a presentare proposte basate sulla propria valutazione della direttiva assicurazione autoveicoli (direttiva 2009/103/CE), in particolare sulla risoluzione delle problematiche affrontate dagli utilizzatori dei veicoli derivanti dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa Vnuk contro Triglav, e a prendere in considerazioni altri miglioramenti per i cittadini che contraggono un'assicurazione come il riconoscimento di periodi senza richieste di indennizzi assicurativi negli Stati membri diversi dallo Stato dove l'assicurazione è contratta, al fine di consentire ai cittadini di beneficiare delle offerte disponibili per i consumatori di questi Stati membri;

47.  esorta la Commissione, in sede di elaborazione della revisione della direttiva relativa ai lavoratori distaccati (direttiva 96/71/CE), a tenere in considerazione sia il corretto funzionamento del mercato interno che il principio di libertà della libera prestazione dei servizi; sollecita la Commissione, in sede di elaborazione delle norme di diritto civile sulla robotica, a tenere in considerazione l'approccio specifico per il settore proposto dal Parlamento al fine di incoraggiare l'innovazione e il rispetto dei differenti livelli di sviluppo della robotica tra i vari settori e tra gli Stati membri;

48.  chiede, facendo seguito ai risultati della Commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico, l'adozione rapida del terzo e quarto pacchetto sulle emissioni reali di guida con l'obiettivo di stabilire una definizione precisa delle condizioni alle quali gli attuali limiti di CO2 e NOx devono essere rispettati;

49.  osserva che le principali disposizioni del regolamento sui biocidi concernenti il riconoscimento dei fornitori e la registrazione di principi attivi utilizzati per gli articoli trattati destano preoccupazioni significative in materia di conformità dovute alla scarsa consapevolezza tra le imprese interessate; esorta fermamente la Commissione a proseguire nel lavoro già svolto nell'ambito del recente controllo di idoneità della normativa più rilevante in materia di sostanze chimiche (fatta eccezione per il REACH), nonché negli aspetti correlati della legislazione applicati alle industrie a valle, e a includere il regolamento nella sua agenda REFIT del 2018, con particolare riguardo agli oneri finanziari e amministrativi che le PMI e le microimprese devono sostenere quando compilano i dossier per l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA);

50.  prende atto delle sfide finanziarie e normative per gli Stati membri nel conformarsi alla direttiva nitrati (direttiva 91/676/CEE), che spesso è considerata un cattivo esempio di una legislazione UE efficace, con numerosi casi di violazione ancora in corso; sottolinea la necessità di armonizzare il suo ciclo di rendicontazione con quello della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE) in modo che gli stessi dati di monitoraggio possano essere utilizzati per la revisione di entrambe le direttive, nonché per limitare e semplificare i requisiti in materia di pianificazione dei nitrati, che si sono rivelati un onere burocratico superfluo per il settore agricolo; sollecita la Commissione a riprendere il lavoro svolto nel suo controllo di idoneità del 2012 della politica sull'acqua dolce dell'UE e a includere una revisione sistematica della direttiva nitrati nella sua agenda REFIT del 2018 al fine di alleggerire procedure farraginose e di ridurre i costi di adeguamento alla normativa;

51.  osserva che gli attuali quadri operativi e gli strumenti di dati inerenti alle norme applicabili alle vitamine e ai minerali, impiegati come ingredienti degli integratori alimentari ai sensi dalla direttiva relativa agli integratori alimentari (2002/46/CE), vengono spesso menzionati quale esempio di legislazione europea debole e obsoleta, caratterizzata da numerosi divari di armonizzazione in tutta l'UE, e questo non solo in termini di settori normativi e cooperazione tra agenzie, ma anche delle divergenze nazionali relative all'ampia gamma di nutrienti e ingredienti che possono essere presenti negli alimenti; invita la Commissione a riesaminare il lavoro già svolto e a cooperare strettamente con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) nell'esame dello stato attuale del mercato europeo dei prodotti alimentari sani ricorrendo in modo opportuno alla ricerca scientifica;

52.  sottolinea la necessità di garantire la continuità degli investimenti nel ciclo creativo e nell'accesso a contenuti dei media audiovisivi di alta qualità per i consumatori, migliorando nel contempo la protezione dei minori e sostenendo la produzione e la distribuzione delle opere europee; chiede alla Commissione, a tal proposito, di tener fede al suo impegno di condurre le valutazioni di impatto e adottare misure basate sulle prove, e di incoraggiare la condivisione delle migliori prassi tra gli Stati membri e nell'industria ricordando al tempo stesso il principio della sovranità culturale;

Pesca

53.  accoglie con favore i progressi compiuti dalla flotta peschereccia dell'UE nel conseguimento delle finalità e degli obiettivi della politica comune della pesca (PCP), in special modo dell'articolo 2 concernente la sostenibilità a livello ambientale della pesca; chiede alla Commissione di sostenere e continuare a promuovere l'ecoetichettatura in quanto meccanismo di riconoscimento della buona qualità del pesce catturato in modo sostenibile e di garanzia della tracciabilità dall'acqua al piatto; invita la Commissione a garantire che la PCP e l'obbligo di sbarco siano attuati in modo corretto entro tempi realistici; chiede alla Commissione di continuare a lavorare a stretto contatto con pescatori e scienziati per identificare e prevedere l'insorgenza di eventuali "choke species" e sviluppare soluzioni di ricerca quali tecniche di pesca innovative, come per esempio la pesca con impiego di corrente elettrica;

54.  evidenzia la necessità che la Commissione riesamini il regolamento (CE) n. 1967/2006 (il regolamento sul Mediterraneo), segnatamente alla parte che fa riferimento al divieto di utilizzare alcuni attrezzi tradizionali e ai provvedimenti relativi alle caratteristiche specifiche degli attrezzi da pesca; nutre timori in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di piccoli pelagici nel mare Adriatico e per le attività di pesca che sfruttano tali stock, che contiene il nuovo quadro di gestione;

55.  chiede alla Commissione di trovare una soluzione pragmatica relativamente all'industria della pesca al fine di regolare e limitare la prassi di sfruttare risorse ittiche preziose per le farine di pesce, soprattutto quando si tratta dei vulnerabili ecosistemi del Mar Baltico; chiede alla Commissione di riesaminare l'attuale legislazione per sostenere anzitutto la pesca artigianale e per svilupparne la definizione; sottolinea la necessità che la Commissione riesamini l'attuale legislazione nell'ottica di introdurre il periodo di fermo stagionale della pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico in modo da limitare la pesca del novellame di merluzzo;

Agricoltura

56.  valuta positivamente la consultazione pubblica durata dodici settimane tenuta dalla Commissione e il fatto che il presidente Juncker e il commissario Hogan hanno riconosciuto che la PAC necessita di essere rivitalizzata e di ricevere finanziamenti sufficienti; si augura che i contributi ricevuti da agricoltori, cittadini e organizzazioni durante questa consultazione daranno forma alla PAC futura; sottolinea che la PAC dovrebbe garantire ai contribuenti di ricevere un valore adeguato rispetto a quanto investono nell'agricoltura, nell'ottica di procedere verso la perequazione dei pagamenti diretti tra gli Stati membri e assicurare la capacità dell'UE di mantenere e incrementare il suo potenziale in termini di produzione alimentare;

57.  esprime disappunto per la mancanza di azione nell'assicurare un utilizzo più efficiente di sostanze nutritive quali azoto, fosforo e potassio che migliorerebbero la produzione alimentare ed energetica; osserva che il degrado del suolo continua a rappresentare un ostacolo importante nella produzione agricola dell'UE;

58.  esprime preoccupazione per la modalità con cui la Commissione ha gestito una serie di atti delegati; rammenta alla Commissione che gli atti delegati dovrebbero trattare gli adeguamenti di ordine tecnico e amministrativo anziché introdurre nella PAC misure agricole di natura politica aggirando così la procedura legislativa ordinaria;

59.  sottolinea che un numero maggiore di strumenti volontari deve essere messo a disposizione degli agricoltori dell'UE, in conformità del secondo pilastro, al fine di consentire loro di affrontare volatilità più elevate dei prezzi e periodi prolungati caratterizzati da prezzi bassi; invita la Commissione a lavorare con gli Stati membri allo sviluppo di uno strumentario dell'UE per la gestione dei rischi; osserva che i pagamenti diretti previsti dal primo pilastro sono lo strumento principale di stabilizzazione dei redditi per gli agricoltori; chiede alla Commissione di esplorare misure in grado di assicurare la trasparenza del mercato lungo l'intera catena di approvvigionamento alimentare;

60.  invita la DG AGRI a lavorare a stretto contatto con le DG EMPL e GROW al fine di garantire una vera concentrazione sul settore agroalimentare; rileva che, affinché il settore agroalimentare dell'UE sia competitivo sul mercato mondiale, le energie devono essere concentrate su creazione di posti di lavoro, crescita e investimenti in tutte le aziende indipendentemente dalla tipologia e dalla dimensione in modo da massimizzare il potenziale produttivo; evidenzia che se l'Europa intende sviluppare metodi propri di agricoltura e agro-tecnologie di precisione, la Commissione dovrebbe lavorare con gli Stati membri alla pianificazione di investimenti nella formazione e nella istruzione agricola tecnica o di livello superiore;

5.  "Un'Unione economica e monetaria più profonda e più equa"

61.  sottolinea l'importanza della realizzazione dell'Unione dei mercati dei capitali; evidenzia, tuttavia, che ogni ulteriore proposta legislativa dovrebbe vedere la luce soltanto laddove gli effetti auspicati non possano essere conseguiti dagli strumenti non legislativi;

62.  sottolinea che le misure non legislative, inclusa la promozione di soluzioni orientate al mercato e l'applicazione efficace della legislazione in materia di concorrenza e mercato unico, potrebbero offrire la migliore soluzione in alcuni settori;

63.  invita la Commissione a riconoscere che le diversità in termini di modelli aziendali e mercati finanziari esistenti tra gli Stati membri possono rappresentare un punto di forza che merita di essere tutelato nell'interesse dell'intera Europa;

64.  evidenzia l'importanza di modificare il regolamento per allinearlo agli accordi internazionali, ad esempio agli impegni esistenti presi a Basilea;

65.  valuta positivamente l'operato della Commissione e degli Stati membri per promuovere attivamente la lotta contro la frode e l'evasione fiscali, la pianificazione fiscale aggressiva e il ricorso ai paradisi fiscali, attingendo alle competenze dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) per incoraggiare una buona governance fiscale;

66.  chiede una rigorosa osservanza della clausola di non salvataggio (no-bail-out) quale opzione lodevole per riformare il quadro della governance economica;

67.  sottolinea l'importanza di monitorare l'attuazione della legislazione sull'unione bancaria in vigore e di rafforzare il dialogo con gli esperti del settore per valutare l'impatto e l'efficacia della legislazione adottata;

6.  "Commercio"

68.  sostiene gli impegni costanti della Commissione per negoziare provvedimenti specifici volti a migliorare la capacità delle piccole e medie imprese di intraprendere scambi e investimenti; riconosce la proliferazione di catene logistiche globali integrate nei flussi commerciali mondiali; chiede alla Commissione di perseguire una strategia di commercio digitale che tenga conto delle opportunità offerte alle piccole e medie imprese agevolando l'accesso ai mercati globali; raccomanda che questa strategia cerchi di migliorare la connettività e la creazione di capacità per l'e-commerce rimuovendo le restrizioni ingiustificate ai flussi di dati transfrontalieri, a condizione di porre in essere norme adeguate per la promozione di un commercio digitale aperto, affidabile e sicuro; incoraggia la Commissione a far avanzare l'agenda del commercio digitale nei negoziati in corso e futuri sugli accordi di libero scambio (ALS) e in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in quanto l'organizzazione deve continuare a rappresentare una sede flessibile e dinamica per i negoziati;

69.  invita la Commissione a rivedere l'attuale quadro commerciale dell'accordo ACP-UE regolamentato dall'accordo di Cotonou che scadrà nel 2020; osserva che questa è una buona opportunità per fare una valutazione delle relazioni e lavorare a un nuovo modello che tenga in considerazione i risultati basati sulle prove in termini di impatto, efficacia, valore aggiunto per l'UE e cambiamenti in corso nel contesto internazionale; ritiene che il nuovo orientamento dovrebbe puntare a sostenere la crescita economica nei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e la loro integrazione nell'economia globale; chiede pertanto alla Commissione di elaborare una politica commerciale chiara e forte che includa, non solo, lo sviluppo del settore privato, le agevolazioni degli scambi e la liberalizzazione reciproca; invita in tal senso la Commissione a procedere in linea con il principio di coerenza delle politiche per lo sviluppo;

70.  riconosce e sostiene l'approccio delineato nella strategia "commercio per tutti", vale a dire l'inserimento di disposizioni anticorruzione nei futuri accordi commerciali, visto il ruolo ben noto che la corruzione svolge nell'agevolare il commercio illegale; chiede alla Commissione di perseguire una politica commerciale che affronti il commercio illegale in sede di negoziazione con i partner commerciali; raccomanda di procedere in tal senso in linea con i quadri del commercio internazionale già esistenti negoziati a livello multilaterale;

7.  "Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia"

71.  ritiene che una piena interoperabilità delle banche dati dell'UE nel settore della giustizia e degli affari interni, alle quali le autorità nazionali competenti hanno adeguato accesso, compresi i dati biometrici, sia essenziale per una lotta più efficace contro il crimine organizzato e il terrorismo; sollecita la Commissione a sviluppare standard per le banche dati attuali e future che includano i principi di "sicurezza sin dalla progettazione" e, ove applicabile, la limitazione predefinita delle finalità; reputa, inoltre, che i sistemi dell'UE e gli Stati membri debbano essere in grado di utilizzare e scambiare le informazioni provenienti dalle banche dati internazionali come quelle gestite dall'Interpol; sollecita la Commissione a lavorare con gli Stati membri per garantire l'aggiornamento permanente e di qualità delle banche dati dell'UE con le informazioni rilevanti;

72.  ritiene che al lavoro sulle banche dati nuove o aggiornate dovrebbe essere data priorità, compresi il sistema di ingressi/uscite (EES), il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), il pacchetto SIS II, l'Eurodac, l'indice europeo dei casellari giudiziali (EPRIS) e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che dovrebbero essere resi disponibili finanziamenti adeguati per attuarli; esorta la Commissione a seguire con continuità gli sviluppi tecnologici al fine di migliorare i sistemi informativi tenendo conto dell'importanza che la velocità e l'affidabilità hanno per la loro utilizzabilità;

73.  sostiene la prossima revisione della strategia per la cibersicurezza; invita la Commissione a esaminare l'attuale legislazione in materia di cibercriminalità e a presentare una proposta che istituisca un quadro chiaro per la relazione tra le aziende private e le autorità preposte all'applicazione della legge nella lotta contro la criminalità organizzata e la radicalizzazione online, prendendo in considerazione al contempo la sicurezza del trattamento dei dati personali e il rischio di violazione dei dati;

74.  chiede un lavoro più intenso per contrastare la propaganda online, in particolare quella che promuove ideologie estremiste, ma anche quella il cui obiettivo è la destabilizzazione, come nel caso delle attività propagandistiche coordinate dalla Russia; chiede finanziamenti più adeguati per l'unità dell'Europol addetta alle segnalazioni su Internet;

75.  invita la Commissione a coordinare lo scambio delle migliori prassi in materia di lotta alla radicalizzazione nelle carceri dell'UE;

8.  "Verso una nuova politica in materia di migrazione"

76.  invita la Commissione a compiere sforzi maggiori per concludere un accordo con tutte le parti coinvolte in Libia al fine di fermare l'ingresso illegale di cittadini di paesi terzi nel territorio dell'UE;

77.  incoraggia la Commissione a portare avanti i negoziati con i paesi terzi sugli accordi di rimpatrio e riammissione in quanto elementi essenziali di un sistema di asilo equo, nonché a rivedere la direttiva rimpatri (direttiva 2008/115/CE) per valutare se rappresenti ancora un quadro giuridico adeguato per la politica di rimpatrio dell'UE; ritiene che il reinsediamento volontario a livello di Stato membro possa essere utilizzato quale strumento per offrire protezione internazionale;

78.  sostiene l'obiettivo di instaurare procedure e condizioni rigorose in materia di asilo negli Stati membri; è del parere, tuttavia, che gli Stati membri debbano rimanere in ultima istanza responsabili delle proprie frontiere, delle politiche del mercato del lavoro e dell'accesso alla protezione sociale, all'assistenza sanitaria, all'alloggio e all'istruzione;

79.  ritiene che sia necessario un maggiore impegno per garantire il sostegno all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, compresa la condivisione di risorse in vista dei nuovi compiti importanti, tra cui la futura unità centrale dell'ETIAS;

9.  "Un ruolo più incisivo a livello mondiale"

80.  chiede revisioni periodiche della politica europea di vicinato (PEV) per garantire che essa affronti la situazione in continua evoluzione alle frontiere orientali e meridionali dell'UE; insiste inoltre affinché l'operato e il bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna siano debitamente analizzati e giustificati; ritiene che tale valutazione non dovrebbe limitarsi ad appurare se i fondi siano utilizzati correttamente o meno, ma anche verificare che gli obiettivi della PEV siano stati raggiunti;

81.  incoraggia la cooperazione tra l'UE, i suoi Stati membri e le organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, la NATO e il Commonwealth, per garantire il riconoscimento di una politica estera globale condivisa, delle sfide umanitarie e in materia di sicurezza e delle competenze nazionali in questi settori;

82.  insiste affinché la promozione dei diritti umani continui a essere una dimensione importante degli obiettivi di politica estera dell'UE e di tutte le sue relazioni con i paesi terzi, compresi ambiti quali la libertà di religione, la libertà di espressione, la libertà politica, i diritti delle donne, dei bambini e delle persone con disabilità e i diritti delle minoranze, incluse le persone LGBTI;

83.  chiede il mantenimento della pressione diplomatica, anche ricorrendo a sanzioni mirate nei confronti di individui, di gruppi e del governo russo, allo scopo di risolvere pacificamente il conflitto in Ucraina; insiste su una rigorosa adesione alla politica di non riconoscimento della Crimea occupata dai russi;

84.  incoraggia la prosecuzione della cooperazione internazionale per trovare una soluzione negoziata al conflitto israelo-palestinese, affinché uno Stato di Israele sicuro e universalmente riconosciuto possa esistere accanto a uno Stato palestinese sovrano e autosufficiente;

Sicurezza

85.  riconosce nella NATO il fondamento della politica europea in materia di difesa e sicurezza e si oppone a qualsiasi misura che rechi pregiudizio ai legami dell'UE con i partner internazionali nel settore della difesa; esorta la Commissione a lavorare insieme agli Stati membri per conseguire il traguardo di spesa del 2 % del PIL per la difesa fissato per i membri della NATO;

86.  invita la Commissione a esaminare gli obiettivi e l'efficacia in termini di costi delle missioni civili dell'UE nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nell'ottica di sviluppare più efficacemente un'area di complementarietà reale e utile con il ruolo di altre organizzazioni;

87.  incoraggia, in quanto maggiore contribuente dell'azione internazionale contro le mine terrestri antipersona, una revisione degli obiettivi e dei fondi dell'azione antimine dell'UE per portare con successo detta azione a termine nell'intervallo temporale più breve possibile;

88.  propone di individuare fondi di ricerca e azioni concrete nel campo della cibersicurezza, specialmente della protezione delle infrastrutture e del potenziamento della resilienza nazionale, al fine di stabilire dove risieda il maggior valore aggiunto, tenendo conto del lavoro condotto da altre organizzazioni;

Sviluppo

89.  ritiene che il ruolo del settore pubblico sia indispensabile per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM); è del parere che, in un contesto di scambi liberi ed equi, il settore privato sia il motore della creazione della ricchezza e dello sviluppo economico in tutte le economie di mercato, generando il 90 % dei posti di lavoro e del reddito nei paesi in via di sviluppo; osserva che, secondo le Nazioni Unite, il settore privato rappresenta l'84 % del PIL nei paesi in via di sviluppo e ha la capacità di fornire una base sostenibile per ridurre la dipendenza dagli aiuti e mobilitare le risorse interne;

90.  invita la Commissione europee a stabilire un quadro chiaro, strutturato, trasparente e responsabile che disciplini i partenariati e le alleanze con il settore privato nei paesi in via di sviluppo; invita altresì a istituire a livello UE piattaforme settoriali e multilaterali che riuniscano il settore privato, organizzazioni della società civile, ONG, gruppi di riflessione, governi partner, donatori e altri portatori d'interesse, al fine di fornire informazioni sulle opportunità di partecipare a partenariati pubblico-privato (PPP), scambiare le migliori pratiche e fornire assistenza tecnica riguardo al quadro giuridico e alle sfide previste derivanti da interventi collaborativi di sviluppo;

91.  valuta positivamente il ruolo svolto dalla BEI nello sviluppo del settore privato locale; sottolinea il fatto che il sostegno della BEI alla microfinanza ha già registrato particolare successo, con circa 184 milioni di EUR in microcrediti che finanziano 230 500 posti di lavoro nelle microimprese di tutto il mondo, e che questi microcrediti presentano una marcata prospettiva di genere laddove generano per le donne il doppio dei posti di lavoro che per gli uomini; invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere il successo delle politiche in materia di microfinanziamenti tramite un aumento delle risorse finanziari disponibili; rileva che la BEI dedica risorse aggiuntive alla microfinanza attraverso il mandato di finanziamento esterno dell'UE in tutti i paesi in via di sviluppo dove è attiva;

92.  ricorda che il terzo obiettivo di sviluppo sostenibile afferma chiaramente che entro il 2030 ciascuno dovrebbe essere in grado di godere di buona salute mentale e fisica durante la propria vita; evidenzia il fatto che, ogni anno, 100 milioni di persone diventano indigenti a causa di costi dell'assistenza sanitaria sproporzionati rispetto ai loro redditi e che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), più di un terzo della popolazione mondiale, e oltre il 50 % in Africa, non ha accesso ai medicinali a causa di ineguaglianze quali livelli inferiori di istruzione e reddito, accesso limitato alle informazioni, infrastrutture carenti e accesso ristretto alle strutture mediche nelle aree rurali, con conseguente mancanza di diagnosi che ha per effetto un'assenza di trattamenti e un accesso minimo alla medicazione;

93.  rammenta che l'obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere le persone che necessitano di assistenza sanitaria ovunque e ogniqualvolta lo necessitino, con il dovuto rispetto per la sovranità dei paesi terzi interessati, riconoscendo al contempo che la disponibilità di medicinali nonché tutti gli aspetti dei sistemi sanitari risentono dei conflitti e delle crisi; ritiene che in questi casi si rendano necessari programmi di emergenza per prevenire e/o rispondere efficacemente ai possibili focolai;

10. "Un'Unione di cambiamento democratico"

94.  invita la Commissione ad avviare un AII nell'ottica di consentire il coinvolgimento reale della rete dei parlamenti nazionali al processo legislativo dell'UE, in conformità dei principi inseparabili di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità; invita la Commissione a tal proposito a;

–  estendere di fatto il periodo di controllo, entro il quale i parlamenti nazionali possono emettere un parere motivato, da otto a dodici settimane;

–  incoraggiare ed esaminare i pareri motivati di propria iniziativa dei parlamenti nazionali che suggeriscono alla Commissione di avviare un atto legislativo nella sua sfera di competenza ("cartellino verde");

–  considerare "politicamente vincolante" ogni parere motivato sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte un progetto di atto legislativo dell'Unione qualora abbia raggiunto la soglia prevista di un terzo dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, e procedere di conseguenza alla rimozione istantanea e completa del progetto di atto impugnato;

–  valutare positivamente la parlamentarizzazione e modernizzazione del compromesso di Lussemburgo relativamente ai pareri motivati emessi dai parlamenti nazionali sulle questioni da essi considerati di "massima importanza nazionale" che si oppongono all'adozione o alla partecipazione a un determinato progetto di atto, e invitare il Consiglio a condurre ampie discussioni al fine di arrivare a un consenso;

–  accogliere con favore il diritto dei parlamenti nazionali di richiamare e rivedere gli atti di esecuzione o delegati adottati dalla Commissione, nonché il loro diritto a una piena cooperazione sulle richieste avanzate da qualsiasi commissione di inchiesta di un parlamento nazionale laddove si tratti di una materia europea;

–  rivedere qualsiasi direttiva o regolamento se i parlamenti nazionali lo hanno richiesto;

–  introdurre una clausola di durata massima automatica per determinati atti dopo cinque o dieci anni;

–  avviare il rimpatrio delle cosiddette competenze condivise se i parlamenti nazionali che raggiungono un terzo dei voti ritengono che, alla luce delle esperienze, gli obiettivi non siano stati sufficientemente realizzati tramite la procedura legislativa ordinaria e che sarebbe più opportuno restituire le competenze agli Stati membri e/o agli enti regionali e locali;

95.  invita la Commissione ad avviare una procedura ordinaria di revisione del trattato a norma dell'articolo 48 TUE al fine di proporre le modifiche all'articolo 341 TFUE e al protocollo n. 6 necessarie per consentire al Parlamento di decidere l'ubicazione della propria sede e organizzazione interna;

96.  invita la Commissione a presentare una proposta di modifica dello statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea affinché qualsiasi giudice che ha preso parte all'esame di una causa possa allegare alla sentenza il suo parere separato, concordante o discordante, o una semplice dichiarazione di dissenso;

o

o

97.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Consiglio europeo, nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0105.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0103.

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