Proposta di risoluzione - B8-0451/2017Proposta di risoluzione
B8-0451/2017

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulle priorità del Parlamento europeo per il programma di lavoro della Commissione europea per il 2018

30.6.2017 - (2017/2699(RSP))

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, del regolamento e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea

Bas Eickhout a nome del gruppo Verts/ALE

Procedura : 2017/2699(RSP)
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B8-0451/2017
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B8-0451

Risoluzione del Parlamento europeo sulle priorità del Parlamento europeo per il programma di lavoro della Commissione europea per il 2018

(2017/2699(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea[1], in particolare l'allegato IV,

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle priorità strategiche per il programma di lavoro della Commissione per il 2017[2],

–  visti la comunicazione della Commissione del 25 ottobre 2016 dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2017 – Realizzare un'Europa che protegge, dà forza e difende"[3] e i relativi allegati,

–  vista la dichiarazione comune sulle priorità legislative dell'UE per il 2017[4],

–  visti il Libro bianco sul futuro dell'Europa, presentato dalla Commissione il 1° marzo 2017, e i documenti di riflessione sulla dimensione sociale dell'Europa, la gestione della globalizzazione, il completamento dell'Unione economica e monetaria, la difesa europea e il futuro delle finanze dell'UE,

–  vista la dichiarazione di Roma dei leader dei 27 Stati membri e del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione europea, del 25 marzo 2017,

–  visto l'articolo 37, paragrafo 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il processo di integrazione europea ha portato pace e contribuito per decenni alla sicurezza e alla prosperità in Europa; che i risultati delle consultazioni democratiche di quest'ultimo decennio devono costituire un'occasione per riflettere sul nostro comune progetto europeo, sui suoi effettivi benefici, sulle attuali carenze e su nuove finalità;

B.  considerando che le conseguenze della globalizzazione suscitano sempre più di frequente ansietà ed euroscetticismo tra i cittadini europei; che l'UE dovrebbe fornire rassicurazioni e protezione contro queste conseguenze;

C.  considerando che non è più possibile consentire che l'integrazione si riduca a un mero progetto economico, e che è urgente riconquistare i cuori degli europei al progetto europeo, con un serio cambio di rotta nelle politiche dell'UE;

D.  considerando che, nonostante le sue lacune, il Parlamento riveste una responsabilità particolare nella definizione del nostro interesse comune europeo e dovrebbe contribuire a superare le attuali divisioni in seno al Consiglio, troppo spesso bloccato da mercanteggiamenti nazionali e da mentalità da "gioco a somma zero";

E.  considerando che l'interesse generale dei cittadini europei dovrebbe sempre prevalere sulla difesa degli interessi nazionali o delle imprese;

F.  considerando che, come europei, abbiamo scelto un futuro comune, come una vera comunità basata su valori e obiettivi condivisi; che le identità locali, regionali e nazionali non si escludono a vicenda e contribuiscono alla nostra più ampia identità europea;

G.  considerando che le crisi che si accumulano in questo momento richiedono autentiche soluzioni europee; che vogliamo che l'Unione europea svolga il proprio ruolo e si assuma le proprie responsabilità sulla scena internazionale, impegnandosi a favore della solidarietà, del multilateralismo e dei nostri partenariati esterni e promuovendo una convergenza mondiale su norme più elevate; che vogliamo salvaguardare il nostro progetto comune di pace, prosperità e democrazia condivise, creando un futuro attraente per tutte le generazioni;

Il nostro scenario per l'Europa: uno spazio di libertà, sicurezza, democrazia, giustizia sociale, rispetto dell'ambiente e diritti umani

1.  ritiene che nessuno dei cinque scenari delineati nel Libro bianco della Commissione presenti una visione convincente per il futuro dell'Europa, poiché essi sono tutti ispirati allo stesso schema di riforme che ha dominato nell'Unione europea negli ultimi decenni;

2.  ritiene che il forte accento posto negli ultimi anni sulla disciplina di bilancio e l'austerità, la promozione di formule vuote come "legiferare meglio" o "pensare in grande per le grandi cose e in piccolo per le piccole cose" si siano tradotti soltanto in inefficienza e nell'incapacità di produrre risultati, suscitando in ultima analisi la sfiducia dei cittadini nei confronti dell'UE;

3.  sottolinea pertanto che l'UE deve rivedere profondamente i suoi obiettivi, i suoi metodi di lavoro e la sua organizzazione per far fronte alle sfide del XXI secolo e dare risposte alle preoccupazioni dei suoi cittadini; sottolinea al riguardo che gli obiettivi e la finalità del processo di integrazione europeo dovrebbero essere pienamente ed esplicitamente definiti, condivisi e democraticamente riconosciuti;

4.  ritiene che la prima priorità da affrontare dovrebbe essere l'attuale diffidenza verso l'idea europea; osserva che ciò potrebbe avvenire, in primo luogo, mediante la democratizzazione del processo decisionale europeo e una maggiore inclusione dei cittadini nel nostro comune progetto politico;

5.  ritiene che l'UE dovrebbe divenire uno spazio in cui la ricchezza è distribuita più equamente, dove la costante ricerca di un corretto equilibrio tra la sfera economica, quella ambientale e quella sociale – che costituiscono i tre pilastri dello sviluppo sostenibile – dovrebbe ispirare tutte le politiche pubbliche, e i diritti e le libertà dovrebbero essere ampliati, anziché ristretti;

L'Europa che vogliamo: principali priorità

Migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei

6.  ricorda che l'attuale ripresa economica nell'UE è modesta e ineguale e che numerose regioni dell'Unione registrano tuttora livelli inaccettabili di disoccupazione, povertà e disuguaglianza, con una grave mancanza di prospettive per le giovani generazioni; insiste pertanto sulla necessità che l'agenda economica e sociale di base dell'UE includa misure volte a ridurre le disuguaglianze sociali e a promuovere l'uguaglianza di genere e posti di lavori di qualità per tutti, incrementando al contempo gli investimenti nel sistema di istruzione;

7.  ricorda che la riduzione delle disparità regionali e la promozione della coesione economica, sociale e territoriale tra tutte le regioni dell'UE costituisce uno degli obiettivi del trattato; sottolinea che i preparativi per la politica di coesione post-2020 rappresentano una priorità politica; evidenzia a tale riguardo il ruolo importante della futura settima relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale; invita la Commissione a imprimere un'accelerazione ai propri sforzi e a presentare proposte concrete in tal senso; ritiene che tutte le regioni definite agli articoli 174 e 349 del TFUE debbano beneficiare della politica di coesione;

8.  osserva che la politica di coesione è la principale politica di investimento dell'UE e che essa deve tener conto degli obiettivi politici generali dell'UE, compresi l'agenda digitale, l'Unione dell'energia, la politica per il clima, un elevato livello di protezione dell'ambiente, uno sviluppo economico sano e sostenibile, la parità di genere e il pilastro sociale; sottolinea l'importanza fondamentale della partecipazione e del coinvolgimento delle autorità regionali e locali, delle parti economiche e sociali e della società civile, così come del dialogo con tali istanze, ai fini della qualità di programmi e progetti e del conseguimento degli obiettivi; invita, pertanto, la Commissione a rafforzare in futuro il principio di partenariato, anche attraverso approcci come lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD);

9.  invita la Commissione a migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro, anche mediante l'adeguata applicazione della direttiva sull'orario di lavoro, e a esaminare opportune modalità per colmarne le lacune, nonché a presentare senza indugio un terzo elenco di sostanze, nel quadro della revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni, e a includere valori limite per le sostanze reprotossiche fondati su dati scientifici e tecnici e su una valutazione d'impatto;

10.  prende atto della presentazione del pacchetto sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata; deplora che non vi sia incluso il congedo di maternità; invita la Commissione a garantire che la legislazione e le politiche in materia di equilibrio tra vita professionale e vita privata, compresa la politica attuata in seno alle istituzioni dell'UE, tengano conto delle persone in situazioni vulnerabili, ad esempio i genitori singoli, i genitori con disabilità e i genitori di figli con disabilità; invita la Commissione a garantire che le politiche e le misure pertinenti tengano conto della crescente diversità delle relazioni familiari, compresi le unioni civili e gli accordi tra genitori o nonni, nonché della diversità della società nel suo complesso, in particolare al fine di garantire che un bambino non subisca discriminazioni a causa dello stato civile dei genitori o della composizione della sua famiglia;

11.  invita la Commissione ad affrontare la multidimensionalità della povertà e delle disuguaglianze e a proporre un approccio integrato anti-povertà per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020; raccomanda alla Commissione di promuovere adeguati regimi di reddito minimo in tutti gli Stati membri, sulla base di una valutazione d'impatto e in linea con le leggi e le prassi nazionali, prevedendo nel contempo opportunità per evitare una dipendenza di lungo periodo dal reddito minimo; ribadisce la sua richiesta di un Libro verde sulle disuguaglianze e sul freno che esse rappresentano per la ripresa economica; invita la Commissione a intensificare i suoi lavori sull'attuazione della raccomandazione "Investire nell'infanzia" e il monitoraggio della stessa; rinnova l'invito rivolto alla Commissione e agli Stati membri affinché istituiscano una garanzia per l'infanzia che ponga i minori al centro delle attuali politiche di riduzione della povertà e che garantisca la disponibilità delle risorse ad hoc necessarie alla sua piena attuazione;

Una strategia europea di sviluppo sostenibile

12.  ritiene che i modelli economici basati esclusivamente sulla crescita del PIL, sul costante sovrasfruttamento delle risorse naturali e sulla finanziarizzazione abbiano raggiunto i loro limiti; è del parere che, d'ora in poi, l'UE debba porre la sostenibilità al centro di qualsiasi politica economica sana, orientata al futuro e che consenta di superare le crisi;

13.  rileva le conseguenze umane ed economiche delle catastrofi climatiche in Europa e nel mondo; sottolinea l'importanza di continuare ad affrontare alla radice le cause dei cambiamenti climatici, assicurando nel contempo la competitività della nostra industria, attraverso un'ambiziosa strategia sul clima, coerente con gli impegni assunti dall'Unione a norma dell'accordo di Parigi di proseguire gli sforzi per contenere entro 1,5° C l'aumento della temperatura; sottolinea che occorre aggiornare la normativa e introdurre opportuni strumenti finanziari; invita la Commissione a valutare la coerenza e la conformità delle attuali politiche dell'UE con gli impegni assunti in base all'accordo di Parigi;

14.  appoggia, in tale contesto, l'invito rivolto dal Consiglio alla Commissione affinché quest'ultima presenti una strategia globale dell'UE per la futura politica industriale che affronti priorità centrali quali la transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo energetico e basata sulle fonti rinnovabili, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione, un futuro senza sostanze tossiche, la connettività digitale per tutti, la valorizzazione del potenziale delle industrie creative europee, la maggiore sostenibilità delle città e l'attuazione dell'agenda sull'economia circolare;

15.  esorta la Commissione a cessare di utilizzare fondi UE per sovvenzionare i combustibili fossili e a coordinare gli sforzi degli Stati membri per eliminare gradualmente ma rapidamente le sovvenzioni nazionali ai combustibili fossili; chiede altresì alla Commissione di garantire che non verranno utilizzate sovvenzioni nazionali o dell'UE per finanziare nuovi reattori nucleari e la invita a esortare gli Stati membri ad abbandonare i progetti previsti per l'estensione della durata di vita delle centrali nucleari;

16.  si attende che la Commissione presenti nel 2018 un bilancio del carbonio per l'Unione, che sia in linea con gli impegni assunti in base all'accordo di Parigi; si aspetta che la Commissione sviluppi e attui le pertinenti opzioni politiche per affrontare rapidamente il problema delle emissioni di metano attraverso una strategia dell'Unione; invita la Commissione a identificare e sostenere lo sviluppo di progetti nell'ambito delle energie rinnovabili nel quadro dell'Unione dell'energia per il metano;

17.  rammenta che occorre intensificare gli sforzi per realizzare l'Unione dell'energia, garantendo sicurezza energetica ed energia sostenibile e a prezzi accettabili per tutti i cittadini e le imprese; si aspetta a tale riguardo che la Commissione affronti ulteriormente il problema della povertà energetica mediante un piano d'azione concreto, inteso a eliminare questo tipo di povertà e a garantire che tutti i cittadini dell'Unione dispongano di energia a prezzi accessibili;

18.  reputa essenziale affrontare il problema delle emissioni del settore dei trasporti; esorta la Commissione a ultimare il riesame, già rinviato, della normativa sulle emissioni di CO2 di autovetture, furgoni e veicoli pesanti, e a presentare proposte legislative adeguatamente ambiziose che si prefiggano un obiettivo medio per le emissioni dei veicoli per il 2025, che sia in linea con gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo siglato nel 2013; invita la Commissione a presentare una proposta sui limiti di emissione Euro 7 neutri sotto il profilo tecnologico, applicabili entro il 2025, per tutti i veicoli M1 ed N1 immessi sul mercato dell'Unione, allo scopo di migliorare la qualità dell'aria nell'UE e rispettare i limiti fissati da quest'ultima per la qualità dell'aria ambiente, nonché i livelli raccomandati dall'OMS;

19.  si attende che le proposte della Commissione relative alla politica agricola comune dopo il 2020 si basino su interventi pubblici correttivi, tra l'altro per quanto riguarda la volatilità dei mercati agricoli e prezzi remunerativi equi per i prodotti degli agricoltori, onde garantire un approvvigionamento alimentare sicuro e sano; chiede proposte intese a consentire il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile che garantiscano la vitalità delle zone rurali; invita a concentrarsi maggiormente sul conseguimento degli obiettivi in materia di biodiversità, ambiente e cambiamento climatico, anche privilegiando la transizione verso pratiche agricole sostenibili, che permettano un maggiore assorbimento del carbonio negli ecosistemi terrestri, specie in terreni vivi e sani; limitando le emissioni di gas a effetto serra; arrestando la perdita di biodiversità; perseguendo approcci agroecologici intesi a garantire una fertilità e una biodiversità a lungo termine nonché sostituendo i pesticidi con soluzioni alternative; rinnova l'invito alla Commissione a presentare proposte legislative volte ad affrontare la questione della resistenza antimicrobica, e chiede al Consiglio di accordare nuovamente la priorità ai regolamenti sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati;

20.  si aspetta che la Commissione presenti, nel contesto del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), la proposta per un meccanismo per collegare l'Europa (CEF) nuovo e ambizioso, con sufficiente anticipo nel 2018 onde consentire al Parlamento di emettere un parere, per far sì che il programma possa essere operativo entro il 2021; chiede che il bilancio relativo al CEF-Energia sia destinato a progetti di interesse comune esclusivamente nel settore dell'elettricità (incluse le reti intelligenti) che sostengano l'espansione delle energie rinnovabili e il principio della priorità dell'efficienza energetica ("energy efficiency first"); chiede che la maggior parte degli stanziamenti di bilancio nel settore delle TIC sia destinata al finanziamento dell'infrastruttura a banda larga;

21.  si aspetta che la Commissione chiarisca le sue ambizioni per il prossimo QFP e presenti la sua proposta relativa al nono programma quadro di ricerca (9°PQ) con sufficiente anticipo nel 2018, in modo che il Parlamento possa elaborare la sua posizione e che il 9°PQ sia operativo a partire dal 2021; rammenta che l'UE deve utilizzare appieno il potenziale esistente di R&I di tutti gli Stati membri e offrire pari e adeguate opportunità di sviluppo scientifico a tutti gli scienziati e ricercatori in tutta l'UE; si attende pertanto un aumento dei finanziamenti del 9°PQ;

Politiche fiscali eque per risorse adeguate

22.  sottolinea che non è mai stata avvertita in modo così forte l'urgenza di rafforzare la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscale, che possono sottrarre ai bilanci nazionali centinaia di miliardi di euro all'anno; rileva che tali risorse potrebbero essere utilizzate per investire nel futuro, promuovere l'occupazione e ridurre le disuguaglianze;

23.  reputa essenziale, a tale riguardo, che il Parlamento e il Consiglio conseguano un accordo in tempi rapidi sui requisiti obbligatori di rendicontazione pubblica paese per paese da parte delle imprese multinazionali, senza esenzioni, sulla base della proposta della Commissione del 2016[5]; chiede alla Commissione di destinare risorse aggiuntive alle misure intese a prevenire i reati finanziari, in particolare lo sviluppo di una tabella di marcia dell'UE che elenchi i paesi ad alto rischio di riciclaggio di denaro; chiede alla Commissione di presentare una proposta legislativa che preveda sanzioni rigorose e automatiche nei confronti delle giurisdizioni che non cooperano e che figurano nella lista nera dell'UE;

24.  chiede alla Commissione di presentare una proposta relativa all'esecuzione fiscale, onde promuovere una maggiore cooperazione fiscale tra gli Stati membri, che includa la condivisione di informazioni, al fine di assicurare alla giustizia gli evasori responsabili al di là delle frontiere europee; invita la Commissione a valutare la possibilità di presentare proposte legislative ai sensi dell'articolo 116 TUE, al fine di contrastare le prassi fiscali dannose distorsive della concorrenza;

Rafforzare il bilancio UE e riformare il patto di stabilità e crescita

25.  ribadisce che il QFP per il periodo 2014-2020 si è rivelato troppo modesto e non abbastanza flessibile per consentire all'Unione europea di rispondere alle sfide comuni che deve affrontare; ribadisce la sua posizione secondo cui la durata del QFP dovrebbe essere allineata al ciclo politico del Parlamento e della Commissione, facendo quindi delle elezioni europee una sede di discussione sulle future priorità di spesa;

26.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad astenersi dal definire massimali arbitrari in relazione al QFP post-2020 e a far sì che la sua progettazione si basi piuttosto sulle esigenze e sulle scelte comuni dell'UE nonché sul valore aggiunto di un'azione su ampia scala; evidenzia che il basso massimale attualmente previsto per gli stanziamenti di pagamento continua a pregiudicare la credibilità dell'Unione e la sua capacità di azione; sottolinea che è necessaria una maggiore flessibilità nell'ambito del QFP;

27.  è dell'opinione che il bilancio dell'UE per il periodo successivo al 2020 dovrebbe prevedere un contributo significativo a favore dell'attuazione dell'accordo di Parigi sul clima, sotto il profilo sia delle entrate sia delle spese; ritiene in particolare che una riforma del regime fiscale applicabile alle fonti di gas a effetto serra dovrebbe contribuire alle entrate del bilancio dell'UE e che sarebbe opportuno incrementare il sostegno dell'Unione in modo da favorire la transizione verso un'economia verde; invita la Commissione ad aumentare la quota delle spese connesse con il clima portandola al 40 % per il QFP post-2020;

28.  invita la Commissione a dare seguito al documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE presentando proposte ambiziose, basate sulla relazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, prestando particolare attenzione alle risorse proprie ecologiche, alla tassazione delle transazioni finanziarie e alle imposte sulle società;

29.  auspica la creazione di una capacità di bilancio della zona euro, oltre al pieno utilizzo del Fondo europeo per gli investimenti strategici, nonché dei Fondi strutturali e di investimento europei; ribadisce che la capacità di bilancio della zona euro dovrebbe mirare a promuovere la convergenza socioeconomica verso l'alto e assorbire gli shock economici; rileva che la capacità di bilancio della zona euro dovrebbe includere nuovi strumenti nell'ambito del bilancio dell'Unione (al di sopra dei massimali del QFP dell'UE), nonché un Meccanismo europeo di stabilità riformato, integrato nel quadro giuridico dell'UE e soggetto al controllo democratico; sottolinea che la capacità di bilancio della zona euro dovrebbe essere aperta alla partecipazione di paesi non appartenenti alla zona euro che desiderano aderire;

30.  chiede l'introduzione di una "regola d'oro per gli investimenti", che consenta di distribuire la contabilizzazione delle spese d'esercizio eseguite dal settore pubblico in settori sostenibili sull'intero ciclo di vita di tali investimenti, e l'inclusione di indicatori di sviluppo sostenibile nel Patto di stabilità e crescita, onde garantire un buon livello di investimenti di qualità nella prosperità futura;

L'Europa come attore di primo piano a livello mondiale

31.  ritiene che l'efficacia della politica estera e di sicurezza comune (PESC) dipenda da una cooperazione approfondita tra gli Stati membri e dai loro contributi sia alle missioni civili sia alle operazioni militari; invita gli Stati membri a intensificare la loro cooperazione al fine di generare capacità rilevanti; reputa che una politica maggiormente responsabile in materia di esportazione di armi da parte degli Stati membri contribuirebbe a conseguire gli obiettivi di politica estera dell'Unione e invita gli Stati membri a migliorare in modo significativo la coerenza nell'applicazione della posizione comune 2008/944/CFSP;

32.  ritiene che la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dovrebbe essere resa maggiormente democratica ed efficiente, anche attraverso il meccanismo di cooperazione strutturata permanente e una maggiore messa in comune e condivisione dei progetti tra gli Stati membri; crede che la PSDC potrebbe essere resa più efficace attraverso una pianificazione e una conduzione operativa comuni, anche per quanto riguarda le operazioni militari; ricorda il ruolo cruciale che l'Unione svolge già oggi in termini di prevenzione dei conflitti civili, risoluzione dei conflitti e costruzione della pace in tutto il mondo e chiede all'Unione di promuovere le risorse necessarie; chiede la piena responsabilità democratica e la trasparenza della PSDC;

33.  ricorda la recente dichiarazione della Commissione secondo cui si potrebbero risparmiare tra 25 e 100 miliardi di euro all'anno per quanto riguarda la spesa nel settore della difesa nazionale tra i 28 Stati membri; invita la Commissione ad assistere gli Stati membri per rendere possibili tali risparmi mettendo in comune i bilanci nazionali della difesa, in particolare per quanto riguarda la ricerca, lo sviluppo, gli appalti, la manutenzione e la formazione; ritiene che tali risorse nazionali, se messe in comune, potrebbero essere trasformate in uno o più fondi europei per la difesa;

34.  sollecita la Commissione a focalizzare la sua attenzione in particolare sulla normativa UE applicabile al settore della difesa e sottolinea l'urgente necessità di attuare le pertinenti norme del mercato interno, quali stabilite dalla direttiva sugli appalti pubblici nel settore della difesa, che potrebbe potenzialmente ridurre le inefficienze, la mancanza di trasparenza e la corruzione;

35.  respinge fermamente i molteplici tentativi della Commissione di ridurre e riorientare le risorse finanziarie dalle linee di bilancio e dagli strumenti finanziari civili esistenti dell'UE per finanziare l'industria europea della difesa tramite un futuro Fondo europeo della difesa e il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa; ritiene che siffatti trasferimenti dal settore civile al settore industriale della difesa indeboliranno l'economia europea e, nel contempo, non risolveranno i problemi strutturali del settore industriale della difesa europeo, che è caratterizzato da elevata inefficienza, duplicazione, sovracapacità industriale, scarsa trasparenza e frammentazione; respinge fermamente le proposte presentate dalla Commissione nell'ambito della sua comunicazione sul piano d'azione europeo in materia di difesa del novembre 2016 e nel contesto del pacchetto difesa del 7 giugno 2017 per quanto riguarda l'uso del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dei Fondi strutturali e d'investimento europei (Fondi SIE), del Programma per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese (COSME), del meccanismo per collegare l'Europa, dei programmi europei di navigazione satellitare, del programma europeo di osservazione della Terra, del programma Erasmus + e dei prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI) per rafforzare le capacità industriali della difesa; respinge altresì la proposta della Commissione del 6 luglio 2016 relativa all'utilizzo – nell'ambito dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace – dei fondi a titolo della rubrica 4 del bilancio, in particolare i fondi ENPI e DCI, per programmi di rafforzamento delle capacità militari e per la fornitura di attrezzature militari a paesi terzi;

36.  chiede che gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione siano modernizzati e che le politiche commerciali siano definite in modo coerente rispetto agli obiettivi di sviluppo e climatici, alle priorità ambientali e alle norme in materia di diritti sociali e diritti umani dell'UE; sottolinea il fatto che i cittadini europei sono sempre più critici nei confronti delle reali conseguenze degli accordi di libero scambio, poiché tali accordi possono anche avere conseguenze indesiderate per l'occupazione, la competitività e le norme dell'UE in materia di diritti umani e di sviluppo sostenibile; insiste sulla necessità che siano intrapresi ulteriori passi per accrescere la trasparenza dei negoziati commerciali dell'UE, in consultazione con il Parlamento europeo in tutte le fasi del processo di negoziazione e di attuazione, e che i documenti negoziali siano resi pubblici;

37.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa sulle misure di accompagnamento al regolamento sui minerali dei conflitti;

38.  invita la Commissione a presentare un piano d'azione per combattere l'accaparramento dei terreni nei paesi in via di sviluppo, anche attraverso opzioni concrete per garantire la sicurezza della proprietà fondiaria, in conformità del diritto internazionale in materia di diritti umani e delle norme stabilite nelle linee guida della FAO per quanto riguarda la gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste;

39.  invita la Commissione a presentare un piano d'azione dell'UE sulla deforestazione e il degrado delle foreste, che comprenda misure di regolamentazione specifiche sulle catene di approvvigionamento e sulle transazioni finanziarie;

Elaborare un'autentica politica europea in materia di asilo e di migrazione

40.  è del parere che l'Unione europea debba elaborare soluzioni concrete per far fronte all'emergenza dei rifugiati e dei migranti, in particolare affrontandone le cause profonde, attraverso risposte politiche globali che includano politiche coerenti in materia di sviluppo, commercio, clima e investimenti, garantendo nel contempo un accesso sicuro e legittimo per coloro che chiedono protezione internazionale, nonché canali realistici e accessibili per la migrazione legale;

41.  ritiene opportuno mantenere il reinsediamento come una delle soluzioni durature all'esodo dei rifugiati, nonché come strumento incondizionato di solidarietà internazionale; invita a creare maggiori opportunità di reinsediamento, in modo da consentire il reinsediamento di almeno 500 000 rifugiati all'anno dai paesi di origine e transito, il che si tradurrebbe in cifre assolutamente gestibili per l'UE, se distribuite correttamente;

42.  invita a procedere a una riforma dell'attuale regolamento di Dublino istituendo un nuovo sistema che sia incentrato su un'equa distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri sulla base di criteri oggettivi, che sia fondato sui legami esistenti e sulle preferenze dei richiedenti asilo per taluni Stati membri e che sia vincolante per tutti gli Stati membri e basato su incentivi, anziché su misure coercitive;

43.  chiede un'azione coordinata in materia di migrazione legale finalizzata a predisporre rotte supplementari e più flessibili alla migrazione legale, anche ai fini del ricongiungimento familiare e dell'impiego in settori occupazionali a bassa e media retribuzione, a rafforzare i partenariati per la mobilità con i paesi terzi e a sviluppare pacchetti di mobilità a livello dell'UE prevedendo adeguate garanzie, anche con riferimento alle condizioni di lavoro e di vita;

44.  invita la Commissione a riesaminare il rispetto del diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani da parte di tutti i soggetti impegnati nella sorveglianza delle frontiere esterne dell'Unione, nonché nell'accoglienza dei richiedenti asilo, al fine di difendere i diritti umani e migliorare la protezione delle persone vulnerabili; chiede che sia chiarita la distinzione tra le attività di traffico illegale e le attività di comuni cittadini e organizzazioni della società civile che aiutano le persone bisognose, e chiede altresì che l'assistenza umanitaria non sia mai oggetto di criminalizzazioni;

45.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa inerente ai visti umanitari;

Affrontare le preoccupazioni dei cittadini in materia di sicurezza

46.  invita la Commissione a presentare proposte intese a migliorare lo scambio di informazioni in materia di contrasto e ad accrescere la cooperazione operativa tra gli Stati membri e con le agenzie dell'UE, allo scopo di garantire lo scambio obbligatorio di informazioni ai fini della lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale;

47.  invita la Commissione a valutare l'uso delle deroghe per motivi di "sicurezza interna" o di "sicurezza nazionale" da parte degli Stati membri, in particolare al titolo V TFUE, che esclude la competenza dell'UE e afferma la sovranità degli Stati membri, e che indebolisce ulteriormente l'efficienza dell'UE nella ricerca di soluzioni comuni a un problema comune; invita la Commissione a proporre definizioni dell'UE per le nozioni di "sicurezza nazionale" e di "sicurezza interna", al fine di garantire la certezza del diritto nella lotta contro il terrorismo;

48.  ribadisce che mettere in atto misure repressive, ma in gran parte inefficaci, di sorveglianza di massa e di controllo delle frontiere che minacciano le libertà civili, i diritti fondamentali e il principio della libera circolazione non è la risposta giusta;

49.  pone nuovamente l'accento sull'importanza dello spazio Schengen di libera circolazione; sottolinea la necessità di una gestione efficace delle frontiere esterne dell'Unione, che si basi sul quadro normativo dei diritti umani e sul pieno rispetto del diritto internazionale e dell'UE;

Rafforzare i diritti fondamentali e la democrazia

50.  è preoccupato per il fatto che le crisi che si sono accumulate hanno non soltanto danneggiato la coesione delle società europee, ma anche scosso la fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni democratiche a livello unionale e talvolta nazionale; ritiene pertanto che il rafforzamento della legittimità democratica dell'UE e il ripristino della fiducia nella sua capacità di tutelare gli interessi dei cittadini debbano rappresentare la priorità assoluta dell'Unione;

51.  invita la Commissione a presentare una proposta di patto per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sotto forma di un accordo interistituzionale, in linea con la raccomandazione formulata dal Parlamento nella sua relazione d'iniziativa legislativa[6];

52.  invita la Commissione a provvedere con urgenza a presentare una proposta legislativa per una legislazione a livello dell'UE in materia di protezione degli informatori, dotandola di un vasto ambito di applicazione e di un'adeguata base giuridica, in modo da garantire una tutela orizzontale per tutte le categorie di informatori;

53.  ribadisce il suo invito alla Commissione a presentare una proposta di revisione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini europei, sulla falsariga di quella proposta dal Parlamento nella sua risoluzione del 28 ottobre 2015[7];

54.  si attende che la Commissione modifichi il codice di condotta dei Commissari, come promesso dal Presidente Juncker, relativamente al prolungamento del "periodo di riflessione" per gli ex commissari;

55.  invita la Commissione a presentare un'iniziativa finalizzata a tutelare la libertà e il pluralismo dei media, a contrastare la disinformazione e l'incitazione all'odio e ad alimentare un discorso democratico e basato sui fatti, anche nell'era dei "social media";

56.  invita la Commissione a pubblicare la tanto attesa seconda relazione dell'UE sulla lotta alla corruzione e ad aderire ai meccanismi di controllo anticorruzione della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione e del Gruppo di Stati del Consiglio d'Europa contro la corruzione (GRECO);

57.  invita nuovamente la Commissione ad adottare la proposta di regolamento su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente;

58.  esorta la Commissione a intervenire in maniera più decisa per eliminare le persistenti differenze retributive di genere, proponendo una direttiva che si basi sulla raccomandazione della Commissione del 2014 sulla trasparenza salariale; esorta la Commissione e il Consiglio a intensificare gli sforzi per raggiungere un accordo politico sulla proposta di direttiva riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa[8];

Modalità per migliorare la collaborazione a livello europeo

59.  ricorda che molte delle sfide odierne, dai cambiamenti climatici all'asilo e alla migrazione, dai mercati finanziari alle imprese multinazionali e dalle reti terroristiche agli Stati falliti e agli Stati canaglia, sono di natura transnazionale e senza frontiere e richiedono controbilanciamenti e risposte al livello corrispondente;

60.  chiede programmi che favoriscano il rafforzamento dei contatti e degli scambi culturali tra i cittadini europei; reputa che il dialogo tra le istituzioni europee e i cittadini debba essere ulteriormente intensificato; ritiene che le informazioni in merito alla politica e alle politiche dell'UE debbano essere rese più accessibili e comprensibili per i cittadini di tutta l'Unione; chiede iniziative pertinenti nell'ambito dell'istruzione e dei media per aiutare i cittadini a compiere scelte informate riguardo alle elezioni europee del 2019;

61.  chiede, dal momento che un lobbismo non trasparente e non regolamentato costituisce una minaccia rilevante per l'elaborazione delle politiche e per l'interesse pubblico, che tutte le istituzioni dell’Unione europea si adoperino per raggiungere i massimi standard possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità e lottino senza tregua contro la tendenza a trascurare i conflitti di interesse che pregiudica l'efficienza, la correttezza e l'affidabilità del processo decisionale;

62.  ribadisce che il funzionamento dell'UE può essere notevolmente migliorato sulla base del trattato di Lisbona, in particolare facendo pieno uso della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio; è favorevole, in tal senso, al ricorso generale alla "clausola passerella" di cui all'articolo 48, paragrafo 7, TUE; ricorda che il meccanismo della cooperazione rafforzata può essere utilizzato, in particolare, anche per approfondire l'UEM, per progredire nel campo della PESC e per rafforzare la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni;

63.  sottolinea che il "metodo comunitario" è quello più idoneo al funzionamento dell'Unione, poiché è l'unico che consente trasparenza, efficienza e voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio, nonché la parità di diritti di colegislazione per il Parlamento europeo e il Consiglio, impedendo nel contempo la frammentazione delle responsabilità istituzionali e lo sviluppo di istituzioni concorrenti;

64.  ritiene che la tendenza del Consiglio europeo, negli ultimi anni, a ricorrere a espedienti intergovernativi metta in pericolo il "metodo comunitario" e violi i trattati; ricorda che, in base al trattato di Lisbona, se da una parte i membri del Consiglio europeo sono individualmente responsabili dinanzi ai propri parlamenti nazionali, ma collettivamente responsabili solo verso se stessi, d'altra parte i parlamenti nazionali devono essere consapevoli della loro specifica responsabilità politica di esercitare il pieno controllo democratico nei confronti dei loro rappresentanti in seno al Consiglio europeo;

65.  sottolinea che, in definitiva, per creare le condizioni necessarie per un funzionamento efficace e democratico dell'Unione occorre una vera e propria revisione del trattato;

66.  si impegna a utilizzare tutti gli strumenti e le risorse in suo possesso per svolgere un ruolo trainante nel quadro di un rinnovato processo democratico verso la riforma dell'Unione europea;

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67.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.