Procedura : 2017/2699(RSP)
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B8-0456/2017

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PV 04/07/2017 - 11
CRE 04/07/2017 - 11

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PV 05/07/2017 - 8.9
CRE 05/07/2017 - 8.9
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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30.6.2017
PE605.580v01-00
 
B8-0456/2017

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 37, paragrafo 3, del regolamento e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea


sul programma di lavoro della Commissione per il 2018 (2017/2699(RSP))


Rosa D’Amato, Laura Agea, Marco Valli, Isabella Adinolfi, Dario Tamburrano, Rolandas Paksas a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sul programma di lavoro della Commissione per il 2018 (2017/2699(RSP))  
B8-0456/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea(1), in particolare l'allegato IV,

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea, del 13 aprile 2016(2),

–  vista la dichiarazione comune del 13 dicembre 2016 sulle priorità legislative dell'UE per il 2017,

–  vista la relazione di sintesi della Conferenza dei presidenti di commissione, che fornisce un contributo complementare alla presente risoluzione dal punto di vista delle commissioni parlamentari e che la Commissione dovrebbe tenere in debito conto al momento di elaborare e adottare il suo programma di lavoro per il 2018,

–  visto l'articolo 37, paragrafo 3, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea sta ancora affrontando la peggiore crisi economica, sociale e politica dai tempi della sua fondazione;

B.  considerando che gli Stati membri sono alle prese con la recessione, la deflazione e la disoccupazione;

C.  considerando che le soluzioni proposte dalle istituzioni dell'UE stanno aggravando ulteriormente la crisi economica, democratica e sociale in atto nell'UE;

D.  considerando che la crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro di qualità, socialmente sostenibili e ben retribuiti potrebbero essere le principali priorità del bilancio dell'UE, nel rispetto del principio di sussidiarietà;

E.  considerando che, in tempi di austerità per tutti i cittadini, non soltanto è tassativo ridurre i costi amministrativi dell'Unione, ma è anche necessario, in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), eliminare i programmi che non hanno dimostrato alcun valore aggiunto;

F.  considerando che il tasso di errori e di frodi del bilancio dell'UE rimane a un livello elevato senza alcuna riduzione significativa e che, per 22 anni consecutivi, i pagamenti sono stati inficiati da errori, data l'efficacia parziale dei sistemi di supervisione e controllo;

G.  considerando che l'iniziativa dei cittadini europei è uno strumento tutt'altro che efficiente, che non è stata pienamente attuata e che le norme per il suo funzionamento non sono né chiare né trasparenti, come dimostrato dalla recente sentenza del Tribunale riguardante l'iniziativa dei cittadini europei "STOP TTIP";

H.  considerando che il parere del Servizio giuridico del Consiglio n. 5151/17, dell'11 gennaio 2017, sulla proposta della Commissione relativa a un accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio afferma che le istituzioni non possono ricorrere a un accordo interistituzionale per disciplinare una materia per la quale i trattati conferiscono alle istituzioni poteri legislativi attraverso un'esplicita base giuridica sostanziale e che gli accordi interistituzionali vincolano soltanto le istituzioni partecipanti e non possono creare obblighi per i terzi;

I.  considerando che la protezione delle persone che denunciano o rivelano pubblicamente attività criminali o fraudolente all'interno di istituzioni pubbliche o di società è di fondamentale importanza nella lotta contro la corruzione e i reati dei "colletti bianchi";

J.  considerando che recenti studi della Commissione dimostrano che la direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale(3) (direttiva sulla responsabilità ambientale) è stata attuata con modalità molto diverse negli Stati membri e che persistono problemi in relazione all'applicazione della direttiva agli incidenti su vasta scala e all'insolvenza degli operatori economici responsabili;

K.  considerando che i valori limite dell'UE per alcuni inquinanti atmosferici sono meno severi di quelli suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS);

L.  considerando che i cittadini che vivono nelle vicinanze della più grande area di discariche legali e illegali in Europa, la Terra dei fuochi (Napoli), e del sito industriale ILVA di Taranto sono esposti a livelli molto elevati di rischio cancerogeno;

M.  considerando che la Commissione stessa ha affermato che la direttiva 89/105/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, riguardante la trasparenza delle misure che regolano la fissazione dei prezzi delle specialità medicinali per uso umano e la loro inclusione nei regimi nazionali di assicurazione malattia(4), non rispecchia più l'accresciuta complessità delle procedure di fissazione dei prezzi e di rimborso per i prodotti medicinali negli Stati membri;

N.  considerando che la Commissione continua ad autorizzare la commercializzazione di alimenti e mangimi geneticamente modificati nonostante la mancanza di consenso tra gli Stati membri;

O.  considerando che non tutte le fonti di energia considerate rinnovabili nell'ambito del quadro legislativo vigente hanno un impatto ambientale, sanitario e sociale migliore delle fonti fossili equivalenti;

P.  considerando che sono necessari maggiori sforzi per conseguire una società digitale inclusiva che sia in grado di cogliere le opportunità e di affrontare le sfide della digitalizzazione, sia per i cittadini sia per le imprese;

Q.  considerando che la digitalizzazione delle industrie potrebbe contribuire ad aumentare la resilienza, l'efficienza energetica e delle risorse e la sostenibilità in materia di innovazione delle nostre economie; che l'UE sta fronteggiando numerose sfide poste dal commercio, dalla globalizzazione e dall'innovazione tecnologica;

R.  considerando che la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nel procedimento di parere 2/15(5) del 21 dicembre 2016 chiarisce le competenze dell'UE nei negoziati commerciali;

S.  considerando che dovrebbe essere attribuita un'importanza maggiore al diritto di petizione, poiché esso rappresenta un pilastro della democrazia partecipativa, nella quale ciascun cittadino dovrebbe godere del diritto di svolgere un ruolo diretto nella vita democratica dell'Unione; che una reale governance democratica e partecipativa dovrebbe garantire l'efficace protezione dei diritti fondamentali, la piena trasparenza e il coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali;

T.  considerando che i firmatari sono cittadini che si impegnano per la tutela dei diritti fondamentali e per il miglioramento del benessere presente e futuro delle nostre società; che il trattamento delle petizioni è estremamente importante per la percezione delle istituzioni dell'UE da parte dei cittadini e per il rispetto del diritto di petizione sancito dal diritto dell'UE;

U.  considerando che, per promuovere la buona governance e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione devono svolgere il loro lavoro in modo da applicare i massimi livelli di trasparenza e democrazia;

V.  considerando che è necessario tutelare la proprietà e l'effettivo controllo da parte degli Stati membri e/o dei cittadini degli Stati membri sulle imprese europee;

W.  considerando che gli aeroporti locali si trovano ad affrontare molte difficoltà economiche ed è necessario garantire collegamenti adeguati per tutti i cittadini europei, in particolare da e verso le aree remote e isolate delle regioni ultraperiferiche;

X.  considerando che si sono riscontrate numerose difficoltà nell'applicazione della legislazione dell'UE in materia di cabotaggio, con il conseguente aggravarsi del fenomeno del dumping sociale negli Stati membri; che è necessario garantire la concorrenza leale nel mercato del trasporto di merci su strada, tutelando i diritti dei lavoratori;

Y  considerando che alcune delle principali piattaforme pagano in Europa imposte irrisorie rispetto ai loro profitti;

Z.  considerando che l'attuale frammentazione delle procedure di controllo doganale, che variano notevolmente tra gli Stati membri, e le differenze tra le sanzioni creano importanti disparità di mercato per gli operatori economici e orientano i flussi commerciali verso il più agevole punto di entrata;

AA.  considerando che il 25 ottobre 2016 il Parlamento ha adottato, a larga maggioranza, una risoluzione sulla responsabilità delle imprese per gravi violazioni dei diritti umani nei paesi terzi(6), invitando la Commissione a svolgere numerose azioni, e sta tuttora attendendo un seguito da parte della stessa Commissione; che l'11 aprile 2017 il relatore della relazione originale ha rivolto un'interrogazione orale alla Commissione nel quadro della riunione della sottocommissione per i diritti dell'uomo (DROI), al fine di verificare se tale seguito fosse stato presentato al Parlamento, e non ha ricevuto una risposta soddisfacente; che, lo stesso giorno, ha rivolto una domanda identica al commissario Mimica, nel quadro del dialogo strutturato con la commissione per lo sviluppo (DEVE), e anche in quel caso non ha ricevuto una risposta soddisfacente;

Priorità chiave

1.  sottolinea che la moneta unica ha un impatto asimmetrico e distruttivo sulle economie più deboli, che si vedono costrette ad attuare un difficile adeguamento della svalutazione interna a causa di una valuta sopravvalutata rispetto alle loro economie, consentendo al contempo alle imprese multinazionali negli Stati membri più forti della zona euro di sfruttare un vantaggio concorrenziale sleale dovuto a una sottovalutazione della loro valuta rispetto ai loro concorrenti negli altri Stati membri, fatto che genera disuguaglianze e squilibri macroeconomici all'interno dell'UE;

2.  invita gli Stati membri a decidere democraticamente in merito al recepimento del patto di bilancio nel diritto nazionale, al fine di evitare gli effetti negativi delle misure di austerità sulle economie reali;

3.  sottolinea la necessità urgente di restituire agli Stati membri la responsabilità finanziaria delle loro azioni, affinché possano utilizzare appieno i loro strumenti di politica monetaria e di bilancio per sostenere efficacemente la ripresa economica e assicurare la legittimità democratica e politica delle decisioni economiche fondamentali;

4.  sottolinea la necessità urgente di pianificare una dissoluzione ordinata dell'Unione monetaria e di approntare immediatamente meccanismi democratici per l'uscita volontaria di un paese dalla zona euro;

5.  invita a dare impulso ai negoziati sulla riforma strutturale del settore bancario, fondata su una separazione chiara e obbligatoria delle attività di investimento e commerciali, essenziale per tutelare i depositanti e i risparmiatori, per evitare l'aumento del rischio sistemico e per preservare la stabilità finanziaria;

6.  ritiene che si debba porre fine alle misure di austerità e ripristinare la responsabilità degli Stati membri in materia finanziaria, al fine di rispondere in modo adeguato ed efficace a diverse crisi nello stesso momento; chiede una revisione completa degli attuali programmi per eliminare quelli che non offrono un vero valore aggiunto; sottolinea che, in alcuni casi, i programmi possono essere meglio finanziati e attuati a livello nazionale, in linea con il principio di sussidiarietà;

7.  sottolinea che i fondi dell'UE non devono essere utilizzati per finanziare progetti controversi o dispendiosi;

8.  ribadisce la necessità di utilizzare meglio il denaro dei contribuenti; sottolinea l'importanza di ridurre i costi amministrativi dell'UE, in particolare in tempi di crisi persistente; chiede tagli ponderati sostanziali per eliminare lo spreco di denaro e risparmiare senza incidere sull'attività legislativa;

9.  chiede che il bilancio dell'UE sia sottoposto a un miglior controllo e a una migliore revisione contabile; ribadisce la sua richiesta di conseguire una dichiarazione di affidabilità (DAS) positiva dalla Corte dei conti; si rammarica del tasso di errore e di frode del bilancio dell'UE, con particolare riferimento agli appalti pubblici, e insiste sulla pressante necessità di combattere la corruzione e la criminalità organizzata a livello transnazionale; sottolinea l'importanza di una maggiore trasparenza della spesa dell'UE e chiede che siano pubblicate e messe a disposizione tutte le informazioni relative all'esecuzione dei fondi europei;

10.  esorta ad adottare misure volte a contrastare la povertà e le disuguaglianze; ribadisce il suo invito a effettuare una valutazione ulteriore delle disuguaglianze e del modo in cui queste frenano la ripresa economica;

11.  condanna tutti gli atti legislativi dell'UE che impongono oneri amministrativi inutili e comportano ulteriori ostacoli burocratici per le PMI, le quali rappresentano una fonte primaria di crescita e occupazione; sottolinea che occorre sostenere maggiormente le PMI, garantendo nel contempo un'adeguata protezione sociale;

12.  invita a migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro per i lavoratori e a valutare le opportune modalità per colmare le lacune, nonché a presentare senza indugio un terzo elenco di sostanze nel quadro della revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni e a includere valori limite per le sostanze reprotossiche, sulla base di dati scientifici e tecnici, così come una valutazione d'impatto, al fine di garantire un adeguato controllo parlamentare;

13.  sottolinea che, al fine di consentire ai cittadini di beneficiare dei loro diritti nella loro vita quotidiana, la legislazione deve mirare a combattere in modo coerente ed efficace la precarietà, la disoccupazione, le disuguaglianze economiche e sociali, la discriminazione e la povertà, garantendo in tal modo i massimi livelli di giustizia sociale; chiede che tutti i processi decisionali a livello dell'UE siano pienamente trasparenti, imparziali e indipendenti;

14.  invita la Commissione a occuparsi tempestivamente della corretta attuazione delle disposizioni della direttiva 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE, con l'obiettivo di fornire ai lavoratori una tutela giuridica completa ed effettiva dei loro diritti e di affrontare in modo adeguato gli abusi, le discriminazioni, le carenze e le lacune;

15.  si oppone alle condizionalità macroeconomiche e sottolinea che la sospensione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) a seguito del mancato rispetto dei requisiti di governance economica penalizza doppiamente le regioni dell'UE, vanifica gli sforzi per la ripresa socioeconomica, e dovrebbe quindi essere interrotta, anche in considerazione del fatto che le sanzioni previste dall'attuale regolamento non solo perturberebbero la pianificazione finanziaria a livello di programma, ma potrebbero anche tradursi in un'interruzione dei progetti sul campo;

16.  invita la Commissione a riesaminare la clausola sugli investimenti per far sì che gli investimenti regionali e nazionali cofinanziati attraverso i fondi SIE restino esclusi dal calcolo dei disavanzi pubblici nazionali nel quadro del semestre europeo;

17.  si oppone a tutti i programmi dell'UE volti a sostenere le riforme strutturali, soprattutto se finanziati attraverso i fondi strutturali e di investimento europei;

18.  chiede che le eventuali ulteriori proposte relative ai fondi SIE siano presentate il prima possibile, al fine di garantire tempi adeguati per il controllo parlamentare;

19.  è del parere che non sia possibile ritardare ulteriormente una proposta di modifica del regolamento (UE) n. 211/2011 riguardante l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), dal momento che tale strumento necessita di un'urgente riforma;

20.  ritiene che sia necessario procedere tempestivamente a una revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 riguardante l'iniziativa dei cittadini europei, al fine di ovviare a tutte le sue carenze proponendo soluzioni efficaci volte a garantire che le procedure e le condizioni necessarie per l'ICE siano realmente chiare, semplici, di facile applicazione e proporzionate;

21.  chiede l'istituzione di un registro per la trasparenza obbligatorio, dal momento che la proposta di accordo interistituzionale su tale questione, conformemente ai trattati e secondo il parere del servizio giuridico del Consiglio, avrebbe solo un effetto limitato e non potrebbe creare obblighi per i terzi, indipendentemente dal fatto che si tratti di altre istituzioni, Stati membri o persone;

22.  sottolinea che è necessario adottare misure per migliorare considerevolmente il funzionamento democratico dell'UE, attribuendo a qualunque cittadino un diritto generale a partecipare alla vita democratica, come ribadito anche dal Tribunale della Corte di giustizia dell'UE nella sua sentenza del 10 maggio 2017 relativa all'iniziativa dei cittadini europei "Stop TTIP"(7);

23.  sottolinea l'urgente necessità di misure più incisive per la protezione degli "informatori", al fine di concedere a queste persone, e in particolare alle loro famiglie, un'adeguata protezione dalle ritorsioni;

24.  esprime preoccupazione in merito all'attuazione della direttiva sulla responsabilità ambientale (2004/35/CE), la quale non comprende tutti i tipi di danni nocivi per gli esseri umani e per l'ambiente naturale;

25.  invita la Commissione a chiarire quali azioni intende adottare per quanto riguarda il mercato unico digitale; sottolinea la necessità di promuovere la concorrenza leale su tale mercato per garantire che non vi siano abusi di potere da parte delle società multinazionali;

26.  sottolinea che il regolamento (CE) n. 1049/2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione(8) si basa sul principio dell'accesso "più ampio possibile"; ritiene che la totale trasparenza e il pieno accesso ai documenti detenuti dalle istituzioni dell'UE debba costituire la regola, per assicurare che i cittadini possano esercitare pienamente i propri diritti democratici; deplora che la revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001 sia bloccata; ritiene che occorra compiere progressi senza ulteriore indugio, in quanto tale regolamento non rispecchia più la situazione giuridica e le prassi istituzionali attuali;

27.  esprime profonda preoccupazione per la mancanza di responsabilità d'impresa delle società europee transnazionali in materia di violazioni dei diritti umani connesse alle loro attività nei paesi in via di sviluppo; osserva che ciò può portare a una mancanza di tutela, accesso alla giustizia e risarcimento per le vittime di tali abusi;

28.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la Commissione non abbia dato seguito ai vari inviti rivoltile dal Parlamento nella risoluzione sulla responsabilità delle imprese per gravi violazioni dei diritti umani nei paesi terzi(9) e deplora la sua inattività in questo settore negli ultimi otto mesi; chiede di assicurare un seguito completo;

29.  constata con preoccupazione come le attuali iniziative volontarie per la promozione della sostenibilità della catena di fornitura globale nel settore dell'abbigliamento si siano rivelate inefficaci nel far fronte ai problemi di diritti del lavoro e di diritti umani nel settore;

30.  ritiene che l'attuale sistema di scambio di quote di emissione (ETS) non sia adeguato allo scopo e necessiti di una revisione urgente;

31.  pone l'accento sulla relazione dell'OMS in merito alla necessità di allineare i valori limite degli inquinanti atmosferici a concentrazioni più rigorose;

32.  critica le politiche dell'UE che, in ragione della domanda di biocarburanti in Europa, costituiscono la principale causa all'origine della deforestazione e ne chiede la revisione;

33.  chiede l'istituzione di un inventario pubblico dei diversi tipi, impieghi e gradi di penetrazione del mercato dei nanomateriali sul mercato europeo, in conformità della risoluzione del Parlamento del 24 aprile 2009(10) e invita ad affrontare la questione dei nanomateriali nell'ambito del regolamento REACH (regolamento (CE) n. 1907/2006)(11);

34.  chiede che si proceda a un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) al fine di valutare se i fondi europei destinati a bonificare la terra dei fuochi e il sito industriale dell'ILVA di Taranto siano stati utilizzati in conformità della legge; chiede altresì lo svolgimento di un audit interno per verificare se i progetti finanziati abbiano prodotto i risultati attesi;

35.  chiede una maggiore trasparenza delle misure che regolano la fissazione dei prezzi delle specialità medicinali per uso umano e la loro inclusione nei regimi nazionali di assicurazione malattia, al fine di sostituire la direttiva 89/105/CEE del Consiglio(12), con l'obiettivo di garantire controlli efficaci e la piena trasparenza delle procedure utilizzate per stabilire il prezzo e il rimborso dei medicinali in tutti gli Stati membri;

36.  chiede la predisposizione di un quadro strategico globale per la lotta alla malattia di Lyme, tenendo conto delle diverse politiche e sfide specifiche di ciascuno Stato membro;

37.  sottolinea la cruciale importanza di garantire l'interoperabilità delle banche dati per combattere il terrorismo e, più in generale, la criminalità; chiede che i benefici dei sistemi di informazione esistenti siano massimizzati al fine di garantire che gli Stati membri cooperino per contrastare il terrorismo e le forme gravi di criminalità;

38.  ricorda che gli Stati membri dovrebbero recepire e attuare gli strumenti disponibili a livello internazionale nella lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro;

39.  pone l'accento sulla grave crisi migratoria in corso che interessa tutti gli Stati membri in Europa; ritiene, in particolare, che la Grecia e l'Italia siano colpite in misura sproporzionata da tale crisi; chiede una migliore cooperazione internazionale per contribuire ad alleviare la situazione;

40.  sottolinea la necessità di monitorare e garantire una maggiore trasparenza in merito all'erogazione di risorse del Fondo Asilo, migrazione e integrazione e del Fondo Sicurezza interna, nonché di sottoporre a un controllo rigoroso e a una valutazione periodica l'uso dei fondi dell'UE assegnati alla Turchia nel quadro dell'accordo UE-Turchia e tutti i cosiddetti "patti sulla migrazione" con i paesi terzi;

41.  ritiene fondamentale, nel caso dell'Italia, affrontare i casi specifici delle centrali geotermoelettriche in cui le emissioni di CO2 equivalente sono superiori a quelle di una centrale elettrica di pari potenza alimentata a gas e in cui altre emissioni inquinanti estremamente nocive, fra le quali l'idrogeno solforato, l'arsenico e il mercurio, sono superiori a quelle di una centrale a carbone di pari potenza; invita la Commissione, in tale contesto, a elaborare soluzioni concrete per definire norme sulle emissioni per le centrali geotermiche e i relativi criteri di sostenibilità per poter considerare l'energia geotermica una fonte rinnovabile, riducendo al minimo, nel contempo, l'impatto sull'ambiente e sulla salute umana in Italia;

42.  ribadisce che le opportunità di digitalizzazione dovrebbero tradursi innanzitutto in vantaggi per i cittadini e che sono necessari ulteriori sforzi per affrontare il divario digitale e di connettività tra le regioni, migliorare l'accesso alla connettività senza fili e promuovere l'alfabetizzazione digitale; esorta, in proposito, ad adoperarsi maggiormente a favore della ricerca e dell'applicazione delle tecnologie 5G, promuovendo nel contempo una concorrenza efficace a beneficio degli utenti finali e dello sviluppo delle imprese;

43.  ritiene prioritario creare un ambiente favorevole alle imprese che aiuti le start-up, le piccole e medie imprese e le microimprese a sviluppare e sfruttare pienamente le opportunità di innovazione e di digitalizzazione; chiede pertanto che, per mezzo dei pertinenti strumenti dell'UE, sia fornito a tali attori un sostegno dedicato, adeguato e facilmente accessibile;

44.  ritiene che vi sia la necessità di una riforma equilibrata, efficace, equa, trasparente e proporzionata degli strumenti di difesa commerciale, al fine di tutelare i produttori, gli importatori e i consumatori europei;

45.  sollecita un'iniziativa in materia di reciprocità nelle pratiche commerciali con l'impegno di far progredire le discussioni e chiede soluzioni efficaci per quanto riguarda la regolamentazione dei mercati degli appalti e degli investimenti con i partner commerciali europei; sottolinea, a tale proposito, la necessità di rivedere la proposta di regolamento sugli strumenti per gli appalti internazionali (COM(2012)0124) e di avviare un meccanismo per il controllo degli investimenti esteri in settori strategici con il coinvolgimento diretto della società civile; ribadisce che occorre trovare un equilibrio per evitare il protezionismo e, nel contempo, rafforzare la reciprocità;

46.  chiede di monitorare con maggiore efficacia l'evoluzione degli investimenti esteri diretti, in particolare quelli destinati ad attività o imprese strategiche o ad alta tecnologia in Europa, al fine di individuare un terreno comune per l'attuazione delle diverse pratiche nazionali, lo scambio di informazioni e un migliore coordinamento, onde evitare la concorrenza sleale o un approccio distorto all'acquisizione di società e imprese che rivestono un'importanza strategica a livello nazionale e internazionale in materia di sicurezza;

47.  ribadisce la sua profonda preoccupazione per la possibilità che le trattative commerciali tra UE e Stati Uniti riprendano senza che vi sia una modifica del mandato attuale; invita la Commissione a tenere conto della recentissima pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea nel procedimento di parere 2/15 e a mantenere tutti gli accordi in forma mista, al fine di evitare mandati specifici sui capitoli relativi agli investimenti e l'inserimento della Corte internazionale per gli investimenti nell'ambito di tutti i negoziati di libero scambio;

48.  chiede di ampliare l'elenco delle indicazioni geografiche (IG) negoziato con la Cina per tutelare i prodotti agricoli e i vini locali e regionali; sottolinea la necessità di collaborare con l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per definire e riconoscere un elenco delle IG non agricole da aggiungere ai futuri accordi commerciali;

49.  ribadisce la sua preoccupazione per il capitolo sui flussi di dati presente negli accordi di libero scambio; sottolinea l'importanza di garantire la riservatezza dei consumatori e di creare piattaforme digitali eque intese a stimolare lo sviluppo e le attività commerciali delle PMI europee; osserva che una proposta equilibrata sulla strategia di commercio digitale potrebbe rappresentare uno strumento utile a ridurre le pratiche sleali e il terrorismo informatico e combattere il commercio di beni illegali e contraffatti su Internet;

50.  ribadisce l'importanza e il valore delle colture proteiche nella rotazione delle colture, i loro effetti sulla fertilità dei suoli, sul ridotto utilizzo di nutrienti e la minore invasione di erbe infestanti nonché sui micronutrienti; evidenzia la necessità di aumentare la produttività e il contenuto proteico nell'Unione, attraverso una strategia ad hoc;

51.  chiede che sia fornito maggiore sostegno agli apicoltori per garantire la sostenibilità del settore, come pure alle attività degli agricoltori più giovani nel settore; esprime preoccupazione per l'aumento sul mercato di prodotti contraffatti che contengono solo una piccola percentuale di miele;

52.  rammenta l'importanza di portare avanti la discussione sul regolamento in materia di clonazione approvato a larga maggioranza dal Parlamento; sottolinea la necessità di tutelare i consumatori e i produttori in un'economia globalizzata e di garantire una concorrenza leale con i partner dell'UE;

53.  chiede alla Commissione di portare avanti un'agenda commerciale che offra opportunità di esportazione ai produttori europei; invita la Commissione a fornire un sostegno adeguato ai produttori di prodotti agricoli più sensibili nell'ambito degli attuali negoziati in materia di libero scambio con il Mercosur;

54.  ribadisce che la gestione dei rischi dovrebbe essere ulteriormente rafforzata nella futura politica agricola comune (PAC), in modo da non occuparsi solo dei rischi legati al clima, ma anche di quelli connessi con il mercato e la biosicurezza;

55.  condanna le politiche dell'UE che hanno avuto un effetto negativo sul benessere degli animali; fa riferimento, ad esempio, a programmi come REACH, il quale ha creato uno dei più grandi sistemi al mondo di sperimentazione animale; fa altresì riferimento alle dannose norme dell'UE che consentono di esportare gli animali vivi, per cui questi ultimi possono essere trasportati in tutta Europa per periodi di otto ore o più in condizioni pessime; chiede una drastica revisione di tali politiche e della pertinente normativa;

56.  ritiene che le opinioni espresse dai cittadini europei nelle petizioni presentate al Parlamento siano di fondamentale importanza e debbano essere prese in considerazione in via prioritaria dai legislatori europei; rammenta che il principio della democrazia è uno dei valori fondamentali degli Stati membri e che qualsiasi atto giuridico volto a modificare l'ordinamento giuridico dell'UE deve essere oggetto di un dibattito inclusivo e partecipativo nel contesto di una governance migliorata, in grado di garantire la piena trasparenza e il coinvolgimento diretto di tutti i cittadini;

57.  riconosce che le petizioni costituiscono una fonte di informazioni estremamente importante per quanto riguarda non solo le violazioni e le carenze nell'applicazione del diritto dell'UE negli Stati membri, ma anche le possibili violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini; sottolinea che il trattamento adeguato delle petizioni deve essere accompagnato da una maggiore capacità di reazione e di risoluzione dei problemi connessi con l'opportuna tutela dei diritti fondamentali dei cittadini;

58.  invita a procedere tempestivamente alla pubblicazione dei nomi di tutti i funzionari coinvolti nei casi di "porte girevoli" e a garantire la piena trasparenza di tutte le informazioni in merito; è fermamente convinto che tutte le istituzioni e agenzie europee debbano fare altrettanto; chiede la pubblicazione proattiva e la totale trasparenza per quanto riguarda le occupazioni post-mandato degli ex commissari e tutte le relative informazioni; si rammarica profondamente per la nomina dell'ex presidente della Commissione Barroso a consigliere e presidente non esecutivo di Goldman Sachs International; sottolinea che il caso Barroso ha accresciuto la sfiducia dei cittadini nei confronti della Commissione riguardo alla sua credibilità e indipendenza dagli interessi finanziari privati;

59.  sottolinea che la legislazione attuale in materia di pratiche sleali e aiuti di Stato non è né sufficiente né efficace; chiede pertanto un'ulteriore revisione delle norme vigenti; prende atto degli orientamenti interpretativi sul regolamento (CE) n. 1008/2008(13) ed evidenzia la necessità di mantenere il massimale del 49% per i paesi terzi e i loro cittadini nelle imprese dell'UE, assicurando la titolarità e un controllo efficace da parte degli Stati membri e dei loro cittadini;

60.  chiede un maggiore sostegno a favore della sostenibilità economica, finanziaria e operativa degli aeroporti regionali attraverso procedure adeguate e trasparenti, nel rispetto di una giusta concorrenza fra tutte le imprese di trasporto aereo, assicurando opportunità identiche e accessibili a tutti i vettori;

61.  prende atto del pacchetto sulla mobilità adottato dalla Commissione; ritiene necessario esaminare ulteriormente tutte le soluzioni più adeguate per contrastare il cabotaggio irregolare, tenendo presente che sarebbe possibile effettuare controlli efficaci impiegando strumenti moderni come i sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) per tracciare i veicoli pesanti a fini commerciali;

62.  sottolinea la necessità di rivedere le norme sociali applicabili al settore dei trasporti su strada, allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra la protezione sociale dei lavoratori del settore dei trasporti su strada e la libera prestazione di servizi transfrontalieri da parte degli operatori dei trasporti;

63.  chiede una verifica e il chiarimento dell'applicazione delle normative nazionali in materia di salario minimo per gli autisti in Germania e Francia;

64.  è fermamente convinto che la decisione del Consiglio, del 14 aprile 2014, relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del trattato di Marrakech volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa(14) debba essere approvata senza indugio;

65.  chiede che siano attuate le necessarie misure volte ad assicurare la piena applicazione delle norme in materia di accessibilità del web ai siti web di tutte le istituzioni dell'UE, nonché a fornire, nelle interazioni ufficiali, informazioni tramite l'uso della lingua dei segni, il braille e la comunicazione aumentativa e alternativa, oltre ad altri mezzi, modalità e formati comunicativi accessibili alle persone con disabilità, ivi compresi i formati di facile lettura; evidenzia che l'Unione deve compiere progressi verso l'adozione di una proposta di direttiva relativa all'accessibilità dei siti web degli enti pubblici(15);

66.  ritiene opportuno fornire un maggiore sostegno alle microimprese e alle piccole e medie imprese del settore culturale e creativo; osserva che i problemi incontrati da tali imprese sono stati aggravati dalle politiche di austerità dell'UE; si rammarica del fatto che tutte le misure finora adottate dall'Unione abbiano mancato l'obiettivo di migliorare sensibilmente le condizioni del settore culturale e creativo e ritiene che gli attuali meccanismi di finanziamento dell'UE non siano ancora efficaci nel rispondere alle esigenze del settore;

67.  è fermamente convinto che le politiche di austerità dell'Unione siano alla base del deterioramento costante dei settori dell'istruzione e della cultura; sottolinea che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) è estremamente deleterio per il settore dell'istruzione;

68.  esprime preoccupazione per la mancata attuazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, ricorda che, ai sensi dell'articolo 46, paragrafo 1, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, le alte parti contraenti hanno assunto senza riserve l'impegno solenne e vincolante, nel quadro dello Stato di diritto, di conformarsi alle sentenze definitive della Corte sulle controversie nelle quali sono parti; deplora i ritardi nell'attuazione e, in determinate circostanze, la mancanza di volontà politica di applicare alcune sentenze della Corte;

69.  invita gli Stati membri a rispettare i loro obblighi internazionali e a garantire che i diritti civili e politici non siano violati; esorta la Commissione ad assicurare il rispetto dei diritti umani, delle libertà civili e politiche e dei principi della democrazia nei paesi in cui tali valori vengono ignorati.

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70.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47.

(2)

GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.

(3)

GU L 143 del 30.4.2004, pag. 56.

(4)

GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 8.

(5)

ECLI:EU:C:2016:992.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2016)0405.

(7)

Sentenza del Tribunale del 10 maggio 2017, Efler e altri/Commissione, T-754/14, ECLI:EU:T:2017:323.

(8)

GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2016)0405.

(10)

GU C 184 E dell'8.7.2010, pag. 82.

(11)

GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(12)

GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 8.

(13)

GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3.

(14)

GU L 115 del 17.4.2014, pag. 1.

(15)

COM(2012)0721.

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