Procedura : 2017/2849(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0652/2017

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B8-0652/2017

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PV 29/11/2017 - 22
CRE 29/11/2017 - 22

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PV 30/11/2017 - 8.22
CRE 30/11/2017 - 8.22
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P8_TA(2017)0473

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0649/2017
22.11.2017
PE614.264v01-00
 
B8-0652/2017

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))


Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Knut Fleckenstein a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))  
B8-0652/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sullo Yemen, in particolare quelle del 15 giugno 2017(1) e del 25 febbraio 2016(2), sulla situazione umanitaria nello Yemen, e quella del 9 luglio 2015, sulla situazione nello Yemen(3),

–  vista la dichiarazione di Federica Mogherini, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 21 novembre 2017, sulla situazione nello Yemen,

–  vista la dichiarazione rilasciata l'11 maggio 2015 da Christos Stylianides, Commissario UE per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, sulla situazione umanitaria nello Yemen,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 3 aprile 2017 sulla situazione nello Yemen,

–  vista la dichiarazione congiunta del Programma alimentare mondiale (PAM), del Fondo per l'infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) e dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), del 16 novembre 2017, che chiede l'immediata revoca del blocco umanitario nello Yemen,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) sullo Yemen, in particolare le risoluzioni 2216, 2201 e 2140,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la violenza e gli attacchi aerei hanno subito una costante intensificazione, soprattutto da marzo 2015; che la situazione umanitaria nello Yemen continua ad essere catastrofica; che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha dichiarato che quella nello Yemen "è la crisi alimentare più grave al mondo"; che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), 17 milioni di persone nello Yemen necessitano di assistenza alimentare, 7 milioni delle quali versano in "situazione d'emergenza in materia di sicurezza alimentare"; che 2,2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e che ogni dieci minuti muore un bambino per cause prevenibili; che nello Yemen vi sono 2 milioni di sfollati interni e un milione di rimpatriati;

B.  considerando che, secondo l'ONU, vi sono oltre 925 000 casi sospetti di colera nello Yemen, con oltre 2 200 decessi ad esso riconducibili;

C.  considerando che il conflitto in corso sta avendo conseguenze sulle importazioni alimentari da cui dipende pesantemente lo Yemen, ma anche in materia di trasporti, infrastrutture e produzione alimentare locale, che è già scarsa; che la popolazione rurale dello Yemen era già molto vulnerabile prima del conflitto; che gli aiuti da soli non potranno soddisfare il fabbisogno alimentare dei 28 milioni di yemeniti e che occorre trovare soluzioni sostenibili a lungo termine per il fabbisogno in materia di sviluppo e agricoltura e rafforzare la capacità di ripresa della popolazione;

D.  considerando che la situazione umanitaria nello Yemen è stata ulteriormente acuita dall'imposizione da parte della coalizione a guida saudita di un blocco delle frontiere terrestri, marittime e aeree del paese il 6 novembre 2017; che il porto marittimo di Aden e il valico terrestre di al-Wadea al confine saudita-yemenita sono stati riaperti; che però sono ancora sottoposti al blocco i porti di Hodeida e Saleef, nonché l'aeroporto di Sanaa, conquistati dai ribelli huthi nel marzo 2015, attraverso i quali entra nello Yemen circa l'80% delle importazioni, compresi i beni commerciali e umanitari;

E.  considerando che il protrarsi del blocco colpisce prevalentemente i civili e che i combattenti huthi sono i meno colpiti; che beni essenziali come alimenti e forniture mediche non possono entrare nel paese; che il protrarsi del blocco comporterebbe l'esaurimento, entro gennaio 2018, delle scorte alimentari gestite dal Programma alimentare mondiale per 7 milioni di persone a rischio di carestia e il ribaltamento dei progressi compiuti nella lotta contro il colera e metterebbe a repentaglio la fornitura di interventi chirurgici salvavita e dell'assistenza sanitaria di base;

F.  considerando che Mark Lowcock, coordinatore ONU per i soccorsi di emergenza, ha espresso serie preoccupazioni per il deterioramento della crisi umanitaria nello Yemen chiedendo il ripristino immediato del pieno e illimitato accesso;

G.  considerando che la risoluzione 2216 UNSC prevede esplicitamente che il comitato per le sanzioni classifichi determinate persone come "ostacolo alla fornitura di assistenza umanitaria nello Yemen"; che il 17 agosto 2017 l'UNSC ha riconosciuto questo conflitto come una delle principali cause di carestia;

H.  considerando che gli attacchi aerei guidati dalla coalizione a Sanaa e nei suoi dintorni si sono intensificati nelle ultime settimane, provocando vittime tra i civili e la distruzione delle infrastrutture; che ne è seguito il lancio da parte dei ribelli huthi di missili balistici sul principale aeroporto civile internazionale di Riad il 4 novembre 2017; che quest'anno altre decine di razzi sono state lanciate sul territorio saudita; che le leggi di guerra vietano attacchi deliberati, indiscriminati e sproporzionati contro i civili; che tali attacchi sono considerati crimini di guerra e chi li commette può essere perseguito per tali crimini;

I.  considerando che la guerra nello Yemen è una conseguenza del più ampio conflitto tra Arabia Saudita e Iran; che i conflitti locali e regionali sono estremamente interconnessi e che la situazione nello Yemen potrebbe avere maggiori ramificazioni regionali e comporta gravi rischi per la stabilità della regione, in particolare nel Corno d'Africa, nel Mar Rosso e nel resto del Medio Oriente; che al-Qaeda nella penisola araba (AQAP) è riuscita ad approfittare del deterioramento della situazione politica e di sicurezza nello Yemen, ampliando la propria presenza e intensificando il numero e la portata degli attacchi terroristici; che l'AQAP e il cosiddetto Stato islamico (ISIS/Daesh) hanno consolidato la loro presenza nello Yemen e compiuto diversi attentati terroristici, uccidendo centinaia di persone;

J.  considerando che esiste un embargo internazionale sulle armi contro le forze huthi/Saleh; che nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016 il Parlamento ha chiesto l'avvio di un'iniziativa finalizzata all'imposizione di un embargo UE sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita, in linea con la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell'8 dicembre 2008 sulle esportazioni di armi;

K.  considerando che i finanziamenti UE destinati allo Yemen per il periodo 2018-2020 ammontano a 150 milioni di EUR, sono focalizzati sulla resilienza nei settori più critici della sicurezza alimentare e della nutrizione e affrontano questioni fondamentali di governance, il ripristino delle istituzioni statali e la ripresa della fornitura di servizi pubblici di base;

1.  esprime profonda preoccupazione per l'allarmante deterioramento della situazione umanitaria nello Yemen, caratterizzata da una situazione di diffusa insicurezza alimentare e grave malnutrizione, dallo scoppio del colera, da attacchi indiscriminati contro civili, personale medico e operatori umanitari, dalla distruzione delle infrastrutture civili e mediche nonché dai continui attacchi aerei, lanci di missili balistici, combattimenti a terra e bombardamenti, nonostante i ripetuti appelli a una nuova cessazione delle ostilità;

2.  esprime preoccupazione per la crescente tensione tra Arabia Saudita e Iran; chiede la riapertura immediata di tutti i porti e frontiere terrestri e aeree del paese, comprese quelle nelle zone in mano all'opposizione, al fine di consentire l'esecuzione urgente di attività salvavita; sottolinea che il blocco ha ampiamente e fortemente esacerbato la già catastrofica situazione umanitaria;

3.  ritiene che le misure adottate dalla coalizione per riprendere le operazioni nel porto di Aden e aprire il valico di frontiera di al-Wadea costituiscano un passo nella giusta direzione; esorta la coalizione a garantire la ripresa immediata delle attività dei porti di Hodeida e Saleef e l'apertura delle frontiere terrestri per gli aiuti umanitari e la fornitura di beni commerciali di base;

4.  ricorda che i ribelli huthi e le forze fedeli all'ex presidente Ali Abdallah Saleh hanno anche violato le leggi di guerra con il blocco degli aiuti umanitari ai civili, incrementando in modo significativo il danno subito dalla popolazione civile;

5.  invita tutte le parti interessate a consentire l'accesso umanitario immediato e completo alle zone colpite dal conflitto al fine di poter raggiungere coloro che hanno bisogno; invita il Consiglio e l'UNSC, nell'attuazione della risoluzione 2216 UNSC, ad individuare coloro i quali ostacolano la fornitura di assistenza umanitaria nello Yemen e a imporre sanzioni mirate nei loro confronti;

6.  condanna con la massima fermezza le continue violenze e tutti gli attacchi e le azioni mirate contro i civili ad opera di tutte le parti belligeranti, compresi i loro sostenitori regionali e internazionali; condanna gli attacchi missilistici indiscriminati contro le città saudite, in particolare quello al principale aeroporto internazionale civile di Riad del 4 novembre 2017, da parte delle forze huthi/Saleh; condanna altresì gli indiscriminati e sproporzionati attacchi aerei guidati dalla coalizione che comportano vittime civili e la distruzione di infrastrutture civili e sanitarie;

7.  esprime viva preoccupazione in quanto il protrarsi degli attacchi aerei e dei combattimenti di terra ha provocato instabilità nello Yemen di cui hanno approfittato le organizzazioni terroristiche ed estremiste, quali l'ISIS/Daesh e l'AQPA; esorta il governo yemenita ad assumersi le proprie responsabilità nella lotta contro l'ISIS/Daesh e l'AQPA; sottolinea la necessità che tutte le parti belligeranti agiscano con decisione contro tali gruppi, le cui attività rappresentano una grave minaccia per una soluzione negoziata e per la sicurezza della regione e non solo;

8.  sottolinea che la rappresaglia e il protrarsi degli attacchi aerei non faranno che peggiorare la crisi umanitaria e la sofferenza dei civili e chiede un immediato cessate il fuoco; invita nuovamente tutte le parti e i loro sostenitori regionali e internazionali a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall'attaccare direttamente le infrastrutture civili, in particolare le strutture sanitarie e gli impianti idrici; ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, equivalgono a una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale ad adottare provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale; sostiene pienamente a tale proposito la decisione del Consiglio per i diritti umani di svolgere un'indagine approfondita sui crimini commessi durante il conflitto nello Yemen; sottolinea che, per approdare a una soluzione duratura del conflitto, è indispensabile garantire l'accertamento delle responsabilità delle violazioni commesse;

9.  ribadisce che non può esservi una soluzione militare al conflitto nello Yemen e che la crisi può essere risolta soltanto attraverso un processo negoziale inclusivo a guida ONU, che veda il coinvolgimento di tutte le parti in causa e la piena e significativa partecipazione delle donne, in modo da sfociare in una soluzione politica inclusiva; ribadisce il proprio sostegno agli sforzi del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), volti ad agevolare la ripresa dei negoziati, ed esorta tutte le parti belligeranti a rispondere a tali sforzi in modo costruttivo e senza fissare pregiudiziali; sottolinea che l'attuazione di misure miranti a rafforzare la fiducia, come il rilascio dei detenuti politici, provvedimenti immediati per un cessate il fuoco sostenibile, un meccanismo di ritiro delle forze monitorato dalle Nazioni Unite, la facilitazione dell'accesso umanitario e commerciale, iniziative "track II" che coinvolgano gli attori politici, della sicurezza e della società civile, è indispensabile per favorire il ritorno al giusto percorso politico;

10.  invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell'Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell'Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio e cessino tutte le vendite di armi ad ogni parte belligerante nello Yemen; ricorda a tal proposito il suo appello per un'iniziativa che imponga da parte dell'UE un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che continuare a rilasciare licenze di vendita di armi all'Arabia Saudita costituirebbe quindi una violazione della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio;

11.  invita il SEAE e la Commissione, in coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali, a contribuire alla riattivazione della Banca centrale di Sanaa per consentirle di svolgere il suo ruolo neutrale e indipendente, sotto amministrazione imparziale, in modo da garantire stabili condizioni di vita della popolazione yemenita;

12.  si compiace del fatto che l'UE e i suoi Stati membri siano pronti a intensificare l'assistenza umanitaria alla popolazione in tutto il paese, al fine di rispondere ai crescenti bisogni, e a mobilitare i loro aiuti allo sviluppo per finanziare progetti in settori cruciali; accoglie con favore gli impegni assunti in occasione della conferenza ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen e sottolinea la necessità di un'azione umanitaria coordinata sotto la guida delle Nazioni Unite per alleviare le sofferenze della popolazione yemenita; ribadisce il suo invito a tutti i paesi a soddisfare gli impegni assunti in occasione dell'evento dei donatori, al fine di contribuire a rispondere alle esigenze umanitarie;

13.  accoglie con favore il recente lancio di progetti della FAO e della Banca mondiale per fornire assistenza immediata alla popolazione povera e senza certezza del cibo nello Yemen e aumentare la resilienza agricola a lungo termine; sottolinea che si dovrebbe fare di più, dal punto di vista finanziario e politico, per fornire aiuti umanitari immediati, ma anche per sostenere gli sforzi di risoluzione dei conflitti nonché lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare in quanto unico mezzo per una pace a lungo termine e duratura nello Yemen;

14.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al governo dello Yemen.

(1)

Testi approvati: P8_TA(2017)0273.

(2)

Testi approvati: P8_TA(2016)0066.

(3)

Testi approvati: P8_TA(2015)0270.

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