Procedura : 2018/2559(RSP)
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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5.2.2018
PE614.389v01-00
 
B8-0080/2018

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Venezuela (2018/2559(RSP))


Francisco Assis, Ramón Jáuregui Atondo, Elena Valenciano a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela (2018/2559(RSP))  
B8-0080/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  vista la Carta democratica interamericana adottata l'11 settembre 2001,

–  vista la Costituzione del Venezuela, in particolare l'articolo 298,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Venezuela, in particolare quelle del 27 febbraio 2014 sulla situazione in Venezuela(1), del 18 dicembre 2014 sulla persecuzione dell'opposizione democratica in Venezuela(2), del 12 marzo 2015 sulla situazione in Venezuela(3), dell'8 giugno 2016 sulla situazione in Venezuela(4) e del 27 aprile 2017 sulla situazione in Venezuela(5),

–  vista la dichiarazione rilasciata il 12 luglio 2017 dai presidenti della commissione per gli affari esteri, della delegazione per le relazioni con il Mercosur e dell'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana sull'attuale situazione in Venezuela,

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2017 sulle relazioni politiche dell'UE con l'America latina(6),

–  vista la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE sull'adesione di taluni paesi terzi in relazione alle misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela, del 7 dicembre 2017,

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 13 dicembre 2017, sul Venezuela,

–  visto il regolamento di esecuzione (UE) 2018/88 del Consiglio, del 22 gennaio 2018, che attua il regolamento (UE) 2017/2063 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela(7),

–  vista la IV dichiarazione del gruppo di Lima del 23 gennaio 2018,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 26 gennaio 2018 dall'alto rappresentante a nome dell'UE sui recenti sviluppi in Venezuela,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il 23 gennaio 2018 l'Assemblea nazionale costituente (ANC) del Venezuela ha annunciato di aver approvato un decreto in cui chiedeva al Consiglio elettorale nazionale (CNE) di indire le elezioni presidenziali prima del 30 aprile 2018;

B.  considerando che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, il decreto dell'ANC che chiede di indire le elezioni entro la fine di aprile 2018 viola l'articolo 298 della Costituzione venezuelana, il quale indica chiaramente che la legge che disciplina i processi elettorali non può essere in alcun modo modificata nel periodo compreso tra il giorno delle elezioni e i sei mesi immediatamente precedenti;

C.  considerando che il 23 gennaio 2018 il gruppo di Lima ha rilasciato una dichiarazione che respinge la decisione unilaterale di indire le elezioni nel primo trimestre del 2018; che l'UE non ha riconosciuto l'ANC;

D.  considerando che la Corte suprema del Venezuela ha vietato alla principale coalizione di opposizione, Mesa de Unidad démocratica (MUD), di candidarsi alle prossime elezioni; che a Leopoldo López ed Henrique Capriles è vietato presentarsi come candidati alle elezioni; che la MUD ha ricevuto il premio Sacharov 2017 del Parlamento europeo per la libertà di pensiero;

E.  considerando che la data delle elezioni e il processo che condurrà ad esse sono stati due dei temi principali trattati durante i colloqui di Santo Domingo tra il governo e l'opposizione; che tutte le principali decisioni politiche, come ad esempio la decisione di indire elezioni anticipate, dovrebbero essere adottate nel quadro di un dialogo nazionale; che la partecipazione a tali elezioni dovrebbe avvenire in condizioni di parità, equità e trasparenza, sotto la supervisione di un CNE equilibrato e con sufficienti garanzie per tutti i partecipanti, compresa la presenza di osservatori internazionali indipendenti;

F.  considerando che dal dicembre 2017 il governo venezuelano e frange dell'opposizione perseguono un dialogo nella Repubblica dominicana, alla presenza di osservatori internazionali di alto livello e del presidente dominicano, con l'obiettivo di trovare una soluzione alla crisi politica in Venezuela; che è attualmente in corso un nuovo ciclo di colloqui nella medesima località;

G.  considerando che il 5 agosto 2017 il Mercosur ha applicato la sua clausola democratica e ha sospeso il Venezuela dal blocco; che, dopo le elezioni dell'ANC, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio al Venezuela; che anche il Canada e il Messico hanno imposto sanzioni nei confronti di funzionari venezuelani; che il 22 gennaio 2018 l'UE ha approvato sanzioni mirate contro sette alti funzionari del governo del Venezuela;

H.  considerando che il governo venezuelano ha reagito alle sanzioni dell'UE espellendo l'ambasciatore spagnolo a Caracas;

I.  considerando che la situazione umanitaria continua a peggiorare; che quasi 2 milioni di venezuelani sono fuggiti dal paese; che i paesi di accoglienza sono sottoposti a una pressione crescente in termini di fornitura di assistenza e servizi ai nuovi arrivati;

J.  considerando che, secondo la Caritas Venezuela, la malnutrizione acuta presente nel paese costituisce ora un'emergenza umanitaria; che 15 bambini su 100 sono gravemente malnutriti; che, secondo le stime, la carenza di medicinali sarebbe dell'ordine del 91-95 %; che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha indicato che il Venezuela è il principale responsabile del carico di malaria nelle Americhe; che si assiste alla ricomparsa della difterite e che i pazienti con HIV non hanno accesso ad alcun tipo di farmaci;

1.  esprime solidarietà e pieno sostegno al popolo del Venezuela che sta subendo gli effetti di una grave crisi umanitaria; invita il governo e l'opposizione a concordare senza indugio un piano di accesso in caso di emergenza umanitaria per il paese; chiede alle istituzioni dell'UE di adoperarsi al massimo per garantire che l'assistenza dell'Unione sia fornita in loco;

2.  ribadisce, ferme restando le sanzioni dell'UE adottate a seguito dell'istituzione dell'ANC non riconosciuta, che l'unico modo per uscire dalla crisi è attraverso il dialogo e i negoziati; esprime sostegno a favore di una soluzione politica negoziata quale unico modo per garantire una stabilità sostenibile al paese e consentirgli di far fronte alla crisi profonda e alle necessità urgenti della popolazione;

3.  plaude al dialogo in corso nella Repubblica dominicana e sostiene pienamente gli sforzi di mediazione; chiede all'UE di favorire il processo di negoziazione internazionale ed evidenzia di essere disposto a considerare la possibilità di fornire sostegno parlamentare alla mediazione onde consolidare gli sforzi in atto nell'ambito di un approccio dell'UE coerente e globale;

4.  deplora la decisione unilaterale di indire le elezioni durante il primo trimestre del 2018; rammenta l'importanza di concordare una data e le condizioni delle elezioni presidenziali nel contesto dei negoziati in corso a Santo Domingo; sottolinea la necessità di garantire elezioni libere, trasparenti e credibili;

5.  insiste sul fatto che non dovrebbero essere imposti vincoli o condizioni alla partecipazione dei partiti politici; ricorda che per garantire un processo elettorale credibile è necessario rispettare le seguenti condizioni: un calendario elettorale concordato, una composizione equilibrata del CNE e la supervisione del processo da parte di osservatori internazionali; ribadisce la sua disponibilità a inviare una missione di osservazione elettorale in Venezuela qualora le autorità venezuelane lo richiedano;

6.  chiede che il governo venezuelano ripristini immediatamente la normalità nelle sue relazioni diplomatiche con la Spagna; rammenta che l'UE e i suoi Stati membri hanno espresso la loro solidarietà e ritengono che questo atto di aggressione contro uno Stato sia un atto di aggressione contro l'UE nel suo complesso;

7.  ribadisce il suo precedente invito a rilasciare tutti i prigionieri politici, rispettare gli organi democraticamente eletti, difendere i diritti umani e, soprattutto, alleviare le sofferenze del popolo venezuelano;

8.  invita il governo del Venezuela a garantire che quei venezuelani che sono fuggiti dal paese abbiano accesso ai diritti di sicurezza sociale, come le pensioni;

9.  chiede all'UE di aiutare i paesi limitrofi, in particolare la Colombia, a far fronte alla situazione dei rifugiati venezuelani; ribadisce la sua richiesta ai governi degli Stati membri di esaminare con la massima generosità e rapidità le domande di permesso di soggiorno nell'UE presentate da cittadini venezuelani;

10.  rinnova la richiesta di inviare quanto prima una propria delegazione in Venezuela affinché sia avviato un dialogo con tutte le parti coinvolte nel conflitto;

11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al governo e all'Assemblea nazionale della Repubblica bolivariana del Venezuela, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana nonché al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani.

(1)

GU C 285 del 29.8.2017, pag. 145.

(2)

GU C 294 del 12.8.2016, pag. 21.

(3)

GU C 316 del 30.8.2016, pag. 190.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2016)0269.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2017)0200.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2017)0345.

(7)

GU L 16I del 22.1.2018, pag. 6.

Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy