Procedura : 2018/2770(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-0320/2018

Testi presentati :

B8-0320/2018

Discussioni :

Votazioni :

PV 05/07/2018 - 6.13
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0313

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 172kWORD 53k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0315/2018
2.7.2018
PE621.748v01-00
 
B8-0320/2018

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla crisi migratoria e la situazione umanitaria in Venezuela e ai confini del paese (2018/2770(RSP))


Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi migratoria e la situazione umanitaria in Venezuela e ai confini del paese (2018/2770(RSP))  
B8‑0320/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali,

–  visti lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e quanto dichiarato l'8 febbraio 2018 dal procuratore della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda,

–  vista la dichiarazione sul Venezuela rilasciata il 31 marzo 2017 dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani,

–  vista la relazione dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), del 22 giugno 2018, dal titolo "Human Rights violations in the Bolivarian Republic of Venezuela" (Violazioni dei diritti umani nella Repubblica bolivariana del Venezuela),

–  vista la dichiarazione dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS), del 20 aprile 2018, sull'aggravarsi della situazione umanitaria in Venezuela,

–  viste la relazione pubblicata il 12 febbraio 2018 dalla Commissione interamericana dei diritti dell'uomo (IACHR), dal titolo "Democratic Institutions, the Rule of Law and Human Rights in Venezuela" (Istituzioni democratiche, Stato di diritto e diritti umani in Venezuela), nonché la risoluzione dell'IACHR del 14 marzo 2018,

–  viste le dichiarazioni sui recenti sviluppi in Venezuela rilasciate dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) il 26 gennaio 2018, 19 aprile 2018 e 22 maggio 2018,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 13 novembre 2017, del 22 gennaio 2018, del 28 maggio 2018 e del 25 giugno 2018,

–  vista la missione ufficiale in Colombia di Christos Stylianides, commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, nel marzo 2018,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che negli ultimi anni oltre 2 milioni di persone hanno lasciato il Venezuela;

B.  considerando che, secondo l'UNHCR e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), il numero totale di venezuelani che hanno lasciato il paese è in drastico aumento ed è passato dalle 437 000 unità nel 2005 a oltre 1,6 milioni nel 2017; che tale andamento lascia inoltre presagire che il numero di persone in fuga dal paese aumenterà radicalmente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi;

C.  considerando che questo esodo è riconducibile alla crisi politica, sociale, economica e umanitaria senza precedenti che ha colpito il Venezuela, il cui governo non è in misura di garantire ai suoi cittadini l'esercizio di diritti umani fondamentali come l'accesso al cibo, ai medicinali, all'assistenza sanitaria o a posti di lavoro dignitosi; che la situazione dei diritti umani in Venezuela continua a deteriorarsi;

D.  considerando che, di conseguenza, un numero crescente di persone in Venezuela, compresi bambini, soffre di malnutrizione a causa del limitato accesso a servizi sanitari di qualità, medicinali e cibo;

E.  considerando che, purtroppo, il governo venezuelano continua a negare con ostinazione il problema, evita e vieta qualsivoglia riferimento a una "crisi umanitaria" e rifiuta di ricevere qualsiasi tipo di aiuti umanitari internazionali, nonostante la comunità internazionale sia pronta a offrire il suo aiuto;

F.  considerando che, in una relazione dell'OHCHR pubblicata il 22 giugno 2018, si evidenzia l'incapacità delle autorità venezuelane di assicurare alla giustizia i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui omicidi, uso eccessivo della forza contro i manifestanti, detenzioni arbitrarie, maltrattamenti e torture; che anche gli agenti delle forze di sicurezza sospettati di uccisioni extragiudiziali di manifestanti sembrano godere diffusamente di impunità; che tali elementi dimostrano un ulteriore inasprimento della situazione già tesa nel paese;

G.  considerando che la crisi in atto in Venezuela, in tutti i suoi molteplici aspetti, sta provocando uno dei più grandi spostamenti della popolazione mai registrati nella regione;

H.  considerando che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), la Colombia accoglie il maggior numero di sfollati, ospitando oltre 820 000 venezuelani nel proprio territorio;

I.  considerando che le autorità nazionali e locali della Colombia si stanno adoperando in modo encomiabile per garantire alle persone in fuga dal Venezuela, indipendentemente dal loro status, l'esercizio di diritti umani fondamentali come l'accesso all'istruzione primaria e a servizi sanitari di base; che tali autorità stanno altresì lavorando per mettere in luce il lavoro dei migranti irregolari e per integrarli nel mondo del lavoro colombiano, concedendo nel contempo permessi speciali a coloro che vivono in regioni di frontiera e che intendono vivere da pendolari tra il Venezuela e la Colombia;

J.  considerando che le comunità locali, gli istituti religiosi e la gente comune della Colombia, senza distinzioni, accolgono i migranti venezuelani in uno spirito di fraternità, dimostrando forte resilienza e grande solidarietà; che tali comunità stanno tuttavia subendo forti pressioni e si trovano ad affrontare sfide crescenti in ragione dell'ingente numero di persone in stato di bisogno che fuggono verso il loro paese;

K.  considerando che la città di Cúcuta, al confine con il Venezuela, è interessata da un forte afflusso di persone che spesso versano in drammatiche condizioni sanitarie e di denutrizione; che questa crisi umanitaria si sta altresì ripercuotendo, in misura variabile, su tutte le altre regioni della Colombia, inclusa la capitale;

L.  considerando che, benché stia compiendo progressi in vista di una situazione più stabile e pacifica, la Colombia continua ad avere problemi interni imputabili, ad esempio, alla presenza di gruppi armati, ai traffici illeciti, alle attività mineraria illecite e al contrabbando; che tali sfide interessano perlopiù le regioni di confine; che la crisi umanitaria che sta colpendo i migranti venezuelani rischia di aggravare e accrescere tali problemi e di contribuire al deterioramento dei diritti umani in tali regioni;

M.  considerando che anche Brasile, Cile, Perù, Ecuador, Argentina e Panama stanno conoscendo un grande afflusso di rifugiati; che i paesi di accoglienza sono sottoposti a una pressione crescente in termini di fornitura di assistenza ai nuovi arrivati;

N.  considerando che il 17 marzo 2018 l'UE ha stanziato un pacchetto di aiuti umanitari pari a 31 milioni di EUR a favore dell'America latina e dei Caraibi, di cui 6 milioni di EUR destinati alla Colombia e altri 2 milioni di EUR alle persone colpite dalla crisi in Venezuela; che il 7 giugno 2018 la Commissione ha annunciato un pacchetto di 35,1 milioni di EUR in aiuti di emergenza e assistenza allo sviluppo a sostegno della popolazione venezuelana e dei paesi limitrofi colpiti dalla crisi; che nel 2018 sono stati stanziati 5 milioni di EUR attraverso lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP) per attività volte a prevenire i conflitti alle frontiere di Brasile e Colombia;

1.  esprime profondo sgomento e preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria in Venezuela, che ha provocato vittime e ha dato luogo a un afflusso di persone senza precedenti nei paesi limitrofi e non solo; esprime solidarietà a tutti i venezuelani costretti ad abbandonare il proprio paese in cerca delle condizioni di vita fondamentali, tra cui l'accesso al cibo, ai servizi sanitari di base e ai medicinali;

2.  si congratula con il governo colombiano, le autorità locali, la società civile, le autorità religiose e tutta la popolazione della Colombia per la reattività e la solidarietà dimostrate nonché per l'aiuto e il sostegno costantemente forniti a tutti i cittadini venezuelani in arrivo nel paese; si compiace dell'impegno profuso dai governi di altri paesi limitrofi e dalle organizzazioni regionali e internazionali;

3.  accoglie con favore il pacchetto dell'UE di aiuti umanitari pari a 31 milioni di EUR a favore dell'America latina e dei Caraibi, di cui 6 milioni di EUR destinati alla Colombia e altri 2 milioni di EUR alle persone colpite dalla crisi in Venezuela, come pure i 5 milioni di EUR stanziati nel 2018 attraverso l'IcSP per attività volte a prevenire i conflitti alle frontiere di Brasile e Colombia; si compiace inoltre del pacchetto annunciato dalla Commissione pari a 35,1 milioni di EUR in aiuti di emergenza e assistenza allo sviluppo a sostegno della popolazione venezuelana e dei paesi limitrofi colpiti dalla crisi;

4.  invita le autorità nazionali e locali dei paesi limitrofi a vigilare continuamente sulla situazione in modo da anticipare eventuali tensioni tra la popolazione locale e i cittadini venezuelani che fuggono verso il loro territorio; invita in particolare a monitorare attivamente la situazione onde prevenire l'inasprimento di sentimenti xenofobi;

5.  esprime profonda preoccupazione per il considerevole numero di minori non accompagnati che attraversano le frontiere, ma plaude agli sforzi compiuti dalle autorità colombiane, dalle organizzazioni internazionali e dalle comunità religiose per offrire loro cibo e assistenza sanitaria e per integrarli nel sistema scolastico; invita le autorità nazionali e locali a intensificare i sforzi al riguardo;

6.  è allarmato per la diffusione di fenomeni quali il lavoro e la prostituzione forzati in alcune regioni di frontiera e invita le autorità colombiane ad attuare misure continuative per porre fine a tali pratiche e garantire posti di lavoro dignitosi ai migranti venezuelani nonché la totale integrazione di questi ultimi nel mercato del lavoro;

7.  invita le autorità nazionali e locali dei paesi limitrofi ad attuare misure speciali per quanto concerne la situazione specifica delle popolazioni autoctone binazionali che vivono ai confini del paese;

8.  denuncia l'aggravarsi della crisi umanitaria in Venezuela, il ritorno di malattie come il morbillo, la malaria e la difterite, la mancanza di diritti umani fondamentali per la popolazione venezuelana, quali il diritto al cibo e all'istruzione o l'accesso ai medicinali e ai servizi sanitari di base, nonché l'assenza di lavoro dignitoso;

9.  esorta le autorità venezuelane a riconoscere la crisi umanitaria in corso, a prevenirne un ulteriore deterioramento e a promuovere soluzioni politiche ed economiche al fine di garantire la sicurezza di tutti i civili e la stabilità del paese e della regione;

10.  sollecita fortemente le autorità venezuelane a intervenire immediatamente in difesa dei diritti umani della popolazione del Venezuela, segnatamente il diritto al cibo, alla salute e a condizioni di vita dignitose;

11.  esorta le autorità venezuelane ad autorizzare con urgenza l'ingresso senza restrizioni di aiuti umanitari nel paese e a concedere l'accesso alle organizzazioni internazionali che intendono prestare assistenza a tutti i settori della società colpiti, in modo da prevenire un inasprimento della crisi umanitaria e sanitaria; chiede che sia definita rapidamente una risposta a breve termine per contrastare la malnutrizione tra i gruppi più vulnerabili, come i bambini;

12.  ricorda che le eventuali sanzioni adottate dalla comunità internazionale dovrebbero essere mirate e reversibili, senza nuocere in alcun modo alla popolazione venezuelana;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al governo e all'Assemblea nazionale della Repubblica bolivariana del Venezuela, al governo e al Congresso della Repubblica di Colombia, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani.

 

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018Note legali - Informativa sulla privacy