Procedura : 2018/2853(RSP)
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B8-0449/2018

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P8_TA(2018)0383

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0444/2018
1.10.2018
PE624.127v01-00
 
B8-0449/2018

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nello Yemen (2018/2853(RSP))


Marietje Schaake, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Gérard Deprez, Martina Dlabajová, María Teresa Giménez Barbat, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Ilhan Kyuchyuk, Patricia Lalonde, Louis Michel, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Carolina Punset, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Jasenko Selimovic, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Ivo Vajgl, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nello Yemen  (2018/2853(RSP))  
B8-0449/2018

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sullo Yemen, comprese quelle del 30 novembre 2017 sulla situazione nello Yemen(1), del 15 giugno 2017 sulla situazione umanitaria nello Yemen(2), del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen(3) e del 9 luglio 2015 sulla situazione nello Yemen(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2018, del 3 aprile 2017, del 16 novembre 2015 e del 20 aprile 2015 sullo Yemen,

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 4 agosto 2018 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, e dal Commissario Christos Stylianides sugli attacchi aerei sferrati contro Hodeidah,

–  vista la dichiarazione del portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna sulla situazione nello Yemen, del 10 agosto 2018,

–  vista la dichiarazione del presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 15 marzo 2018,

–  vista la dichiarazione dell'inviato speciale per lo Yemen del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 6 settembre 2018,

–  vista la relazione del 28 agosto 2018 elaborata dal presidente del gruppo delle Nazioni Unite di eminenti esperti internazionali e regionali sullo Yemen, Kamel Jendoubi, al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, sulla situazione dei diritti umani nello Yemen,

–  visti i negoziati in corso al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sul rinnovo del mandato del gruppo di eminenti esperti,

–  vista la dichiarazione del direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale, del 19 settembre 2018,

–  vista la conferenza ad alto livello dei donatori organizzata dalle Nazioni Unite, dalla Svezia e dalla Svizzera il 3 aprile 2018, che ha raccolto 2 miliardi di dollari USA, ma che ha lasciato un deficit di finanziamento di quasi 1 miliardo di dollari,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sullo Yemen,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il conflitto in atto nello Yemen è giunto al quarto anno e che il paese sta affrontando la peggiore crisi umanitaria, politica e di sicurezza della sua storia moderna; che il conflitto armato è entrato in una fase di frammentazione più profonda, che rischia di far precipitare il paese in una guerra interminabile; che l'attuale frammentazione del conflitto è un chiaro segno dell'erosione dell'unità di Stato; che la situazione nello Yemen comporta anche gravi rischi per la stabilità della regione;

B.  considerando che l'accesso limitato alle zone colpite e le restrizioni alla raccolta di dati rendono difficile seguire in tempo reale l'aumento delle esigenze umanitarie; che lo spazio umanitario continua a ridursi, che il numero di violazioni del diritto internazionale umanitario sta tragicamente aumentando, che l'impatto del conflitto sui civili si sta accentuando, che le restrizioni alle importazioni commerciali e le ripercussioni della crisi economica si sono aggravate, e che gran parte dei servizi pubblici continua ad essere al collasso;

C.  considerando che il 9 agosto 2018 un attacco aereo sferrato dalla coalizione guidata dai sauditi ha colpito uno scuolabus in un mercato nella provincia settentrionale di Saada, uccidendo varie decine di persone tra cui almeno 40 bambini, la maggior parte dei quali di età inferiore ai 10 anni; che due settimane dopo, il 24 agosto, la coalizione guidata dai sauditi ha lanciato un nuovo attacco in cui hanno perso la vita 27 civili, per la maggior parte bambini, che stavano fuggendo dalle violenze nella città assediata di Hodeidah, nel sud del paese; che, secondo le Nazioni Unite, quasi 470 000 persone sono fuggite dal governatorato di Hodeidah dall'inizio di giugno 2018;

D.  considerando che la campagna guidata dai sauditi e gli intensi bombardamenti aerei, compresi gli attacchi indiscriminati in zone densamente popolate, aggravano l'impatto umanitario della guerra attraverso un blocco;

E.  considerando che le leggi di guerra vietano attacchi deliberati e indiscriminati contro i civili e obiettivi civili quali scuole e ospedali; che, alla luce delle conclusioni del gruppo di eminenti esperti, detti attacchi possono costituire crimini di guerra e che le persone che li commettono possono essere per tale motivo perseguite; che le indagini della coalizione guidata dai sauditi sui presunti crimini di guerra nello Yemen sono state poco credibili e non sono riuscite a far ottenere giustizia alle vittime civili;

F.  considerando che oltre 22 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, mentre 8,4 milioni, per la metà bambini, sono sull'orlo della fame; che malattie come la difterite si stanno diffondendo e che si corre il grave rischio di un'importante epidemia di colera; che gli sfollati interni sono più di 2 milioni; che le donne e i bambini risentono in modo particolare delle ostilità in corso; che, secondo l'UNICEF, quasi due milioni di bambini non sono scolarizzati, il che compromette il futuro di un'intera generazione di bambini yemeniti come conseguenza dell'accesso limitato o nullo all'istruzione, rendendo tali bambini vulnerabili al reclutamento militare e alla violenza sessuale e di genere;

G.  considerando che le organizzazioni per i diritti umani hanno documentato decine di casi di appartenenza al movimento Ansarul Allah, noto anche come Houthi, e alle forze fedeli al defunto presidente Ali Abdullah Saleh che perpetrano detenzioni arbitrarie e abusive, nonché sparizioni forzate e torture; che anche gli Emirati arabi uniti (EAU), attori "proxy" degli EAU e le forze governative yemenite hanno arbitrariamente arrestato, torturato e fatto sparire con la forza decine di persone nel corso del conflitto yemenita;

H.  considerando che nel 2017 i Paesi Bassi e il Canada hanno cercato di istituire una commissione d'inchiesta indipendente presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per indagare sulle atrocità in corso; che la risoluzione successivamente adottata è stata fortemente attenuata a seguito delle pressioni di Arabia Saudita, Regno Unito e Francia, ma ha istituito il gruppo di eminenti esperti; che nella sua risoluzione del 24 settembre 2018 sulla situazione dei diritti umani nello Yemen, il Consiglio dei diritti umani ha deciso di prorogare il suo mandato per un ulteriore periodo di un anno, rinnovabile con autorizzazione di detto Consiglio;

I.  considerando che Kamel Jendoubi, presidente del gruppo di eminenti esperti, che il 28 agosto 2018 ha presentato al Consiglio dei diritti umani una relazione sulla situazione dei diritti umani nello Yemen, è vittima di una campagna denigratoria volta a intimidire il gruppo di eminenti esperti e a sollevare dubbi sulle sue conclusioni; che nel 2018 il gruppo di eminenti esperti ha concluso che l'Ansarul Allah, noto anche come Houthi, ha commesso atti che possono equivalere a crimini di guerra, compresi trattamenti crudeli e torture e oltraggi alla dignità personale; che gli esperti hanno documentato che l'Ansarul Allah, noto anche come Houthi, detiene studenti, difensori dei diritti umani, giornalisti, presunti oppositori politici e membri della comunità Baha'i, e maltratta e tortura i detenuti, anche presso l'Ufficio per la sicurezza nazionale e l'Ufficio per la sicurezza politica; che gli esperti hanno inoltre rilevato che le forze yemenita, saudita e degli Emirati arabi uniti sono molto probabilmente coinvolte nell'abuso di detenuti, che potrebbe costituire un crimine di guerra;

J.  considerando che il Regno dell'Arabia Saudita ha più volte esercitato pressioni sugli Stati membri dell'UE, altri paesi e organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, rispetto alla loro posizione critica riguardo alle azioni dell'Arabia Saudita nel conflitto nello Yemen;

K.  considerando che sono detenuti nello Yemen cittadini dei paesi appartenenti alla coalizione guidata dai sauditi;

L.  considerando che il crollo ormai prossimo dell'economia dello Yemen è motivo di preoccupazione; che, di fatto, fino a 1,4 milioni di dipendenti pubblici yemeniti non appartenenti al settore militare non percepisce più regolarmente lo stipendio dalla fine del 2016; che il governo legittimo versa selettivamente le pensioni nei governatorati del sud a scapito di tutti i pensionati dei governatorati del nord; che sono decine di migliaia gli anziani senza fonte di reddito di base e che oltre il 33 % di essi dipende da farmaci sempre più costosi;

M.  considerando che è in vigore un embargo internazionale sulle armi nei confronti dell'Ansarul Allah, noto anche come Houthi, sostenuto dall'Iran; che, secondo la 18a relazione annuale dell'UE sulle esportazioni di armi, da quando il conflitto si è inasprito alcuni Stati membri dell'UE, in particolare il Regno Unito, la Francia e la Germania, hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi verso l'Arabia Saudita; che tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari(5), che esclude esplicitamente il rilascio di licenze di esportazione qualora esista un rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possono essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali; che il Parlamento ha ripetutamente chiesto al VP/AR di avviare un'iniziativa finalizzata all'imposizione di un embargo dell'UE sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita, in linea con la posizione comune 2008/944/PESC;

N.  considerando che dal gennaio 2017 si assiste a un drammatico aumento del numero di operazioni extraterritoriali letali condotte dagli Stati Uniti nello Yemen; che, a causa di tali operazioni antiterrorismo letali, vari civili, tra cui donne, bambini e anziani, sono stati uccisi, gravemente feriti o traumatizzati, e che sono state espresse preoccupazioni riguardo al fatto che dette operazioni violano i principi consolidati del diritto internazionale dei diritti umani; che vi è un'urgente necessità di effettuare indagini indipendenti e imparziali su siffatte operazioni letali condotte dalle forze di coalizione, che hanno provocato morti potenzialmente illecite in base al Protocollo di Minnesota; che esistono prove del fatto che alcuni Stati membri dell'UE sostengono sia direttamente che indirettamente tali operazioni letali fornendo informazioni di intelligence e altro sostegno operativo;

O.  considerando che la maggioranza degli attacchi condotti dalle forze statunitensi nello Yemen sono attacchi letali eseguiti con droni; che la decisione di aggiungere talune persone alle liste di obiettivi delle operazioni con droni è spesso adottata senza alcun mandato od ordinanza di un tribunale; che la definizione di taluni individui come obiettivi e la loro successiva uccisione sono eseguite senza giusto processo e possono pertanto, in alcune circostanze, essere considerate come esecuzioni extragiudiziali;

P.  considerando che, nonostante le pressioni internazionali per conseguire una soluzione politica stabile e inclusiva della crisi, le parti in conflitto e i loro sostenitori regionali e internazionali, tra cui l'Arabia Saudita e l'Iran, non hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco né alcun tipo di soluzione, e che i combattimenti e i bombardamenti indiscriminati proseguono senza sosta; che nessuna delle due parti ha ottenuto una vittoria militare né probabilmente la otterrà in futuro; che la ricerca di una soluzione politica al conflitto, sotto l'egida dell'iniziativa di pace delle Nazioni Unite nello Yemen, dovrebbe essere prioritaria per l'Unione europea e per la comunità internazionale nel suo insieme;

Q.  considerando che l'Unione europea è impegnata a favore di un approccio globale strategico che coinvolga tutti i pertinenti attori regionali; che l'Unione rimane impegnata a fornire aiuti salvavita a tutte le persone in stato di bisogno nello Yemen;

1.  condanna con la massima fermezza le continue violenze perpetrate nello Yemen e tutti gli attacchi nei confronti dei civili e delle infrastrutture civili; sottolinea la propria preoccupazione per il conflitto, che continua a degenerare e sta diventando una delle più gravi crisi umanitarie, politiche ed economiche dei nostri tempi; ricorda a tutte le parti coinvolte, compresi i rispettivi sostenitori regionali e internazionali, che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, tra cui gli ospedali e il personale medico, gli impianti idrici, i porti, gli aeroporti e i mercati, costituiscono una grave violazione del diritto internazionale;

2.  invita tutte le parti a rispettare i principi del diritto umanitario internazionale e, in particolare, i principi di proporzionalità e di distinzione tra civili e infrastrutture civili e combattenti e obiettivi militari, nonché il diritto internazionale in materia di diritti umani, il diritto penale internazionale e il diritto internazionale dei rifugiati, al fine di intraprendere azioni serie per proteggere i civili;

3.  ribadisce che l'unica soluzione al conflitto nello Yemen è di natura politica; deplora il fallimento del primo ciclo di consultazioni svoltosi a Ginevra (6-9 settembre 2018) ed esorta tutte le parti interessate a porre fine all'attuale escalation e a riprendere colloqui di pace costruttivi e misure di rafforzamento della fiducia sotto gli auspici dell'inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths; invita il VP/AR e tutti gli Stati membri dell'UE a fornire sostegno politico all'inviato speciale Griffiths, al fine di raggiungere una soluzione negoziata e inclusiva;

4.  ricorda a tutte le parti in conflitto che, in base al diritto internazionale, sono responsabili di eventuali crimini commessi; esorta la comunità internazionale a prevedere azioni penali nazionali o internazionali nei confronti di individui, gruppi e organizzazioni sospettati di tali violazioni;

5.  invita tutte le parti impegnate in operazioni militari nello Yemen ad aumentare le proprie misure di salvaguardia e a garantire la protezione dei civili; invita gli Stati Uniti e i loro partner a sottoporre il loro programma con droni al controllo giurisdizionale e a garantire che non venga effettuata alcuna esecuzione tramite attacchi con droni senza un giusto processo;

6.  invita tutte le parti in conflitto a cessare immediatamente ogni ostilità; condanna fermamente la ripresa dei combattimenti e degli attacchi e ribadisce il suo impegno a continuare a seguire da vicino gli sviluppi nello Yemen, in particolare le segnalazioni riguardo a un'ulteriore intensificazione delle operazioni militari nella città di Hodeidah; mette in guardia contro le conseguenze della rinnovata offensiva militare a Hodeidah; sottolinea che Hodeidah è l'unico porto d'ingresso ancora aperto per gli alimenti, le forniture mediche e l'assistenza umanitaria per vaste zone del paese; invita tutte le parti in conflitto a garantire il pieno ed effettivo funzionamento di porti e aeroporti e a facilitare un accesso sicuro, rapido e senza restrizioni per gli aiuti umanitari e le forniture alimentari, commerciali e mediche; esprime preoccupazione in relazione al fatto che ulteriori disordini porterebbero a sofferenze umane intollerabili, alla fame e allo sfollamento di un gran numero di civili, fra cui bambini;

7.  esorta l'Arabia Saudita e altri attori coinvolti a revocare nuovamente il blocco in atto sullo Yemen; invita tutti gli Stati direttamente o indirettamente coinvolti e gli attori interessati ad esercitare la massima pressione su tutte le parti affinché si adoperino per ridurre la tensione e cessino immediatamente di fornire sostegno politico, militare e finanziario agli attori militari sul terreno, direttamente o per delega;

8.  si compiace della recente visita dell'inviato speciale delle Nazioni Unite a Sana'a il 16 settembre 2018, allo scopo di riprendere i colloqui di pace e le misure di rafforzamento della fiducia, come ad esempio la completa riapertura dell'aeroporto di Sana'a ai voli passeggeri e commerciali, e di incoraggiare il governo a pagare gli stipendi dei funzionari pubblici in tutte le zone dello Yemen; prende atto delle recenti segnalazioni in merito alla proposta di aprire corridoi umanitari tra Hodeidah e Sana'a;

9.  invita tutte le parti interessate a consentire un immediato e completo accesso umanitario alle zone colpite dal conflitto al fine di assistere la popolazione in stato di bisogno; invita il Consiglio e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in sede di attuazione della risoluzione 2216 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a individuare coloro i quali ostacolano la fornitura di assistenza umanitaria nello Yemen e a imporre sanzioni mirate nei loro confronti;

10.  chiede la rapida liberazione delle persone detenute arbitrariamente, la fine delle sparizioni forzate e l'avvio di indagini e procedimenti giudiziari efficaci e credibili nei confronti dei responsabili di tutte le violazioni e gli abusi dei diritti umani, comprese le violenze sessuali e di altro tipo contro donne, uomini, ragazze e ragazzi, conformemente alle norme internazionali; sostiene il lavoro del gruppo di eminenti esperti internazionali e regionali indipendenti delle Nazioni Unite e chiede che il mandato della commissione internazionale d'inchiesta sia rinnovato e rafforzato per includere la raccolta di prove dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità commessi nello Yemen, al fine di perseguire e punire i responsabili di tali violazioni; chiede che la situazione nello Yemen sia deferita alla Corte penale internazionale (CPI); esorta lo Yemen ad aderire alla CPI, il che consentirebbe di perseguire tutti i responsabili dei crimini commessi durante il conflitto, in assenza di un deferimento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

11.  invita tutte le parti in conflitto a porre fine al reclutamento e/o all'impiego di bambini come soldati e alle altre gravi violazioni commesse nei confronti dei minori in spregio al diritto e alle norme internazionali applicabili; invita tutte le parti a liberare i bambini che sono stati già reclutati e a cooperare con le Nazioni Unite in vista della loro riabilitazione e del loro reinserimento nelle comunità rispettive;

12.  esprime profonda preoccupazione per la crescente presenza nello Yemen di gruppi criminali e terroristici, tra cui Al Qaeda nella penisola arabica e l'ISIS/Da'esh; condanna la presenza di combattenti stranieri e chiede l'allontanamento di tutti questi combattenti dallo Yemen;

13.  deplora il drammatico aumento del numero di operazioni antiterrorismo letali nello Yemen; esorta il Consiglio, il VP/AR e gli Stati membri a opporsi alle esecuzioni extragiudiziali, compreso l'uso di droni, a riaffermare la posizione dell'UE in virtù del diritto internazionale e a garantire che gli Stati membri non commettano o agevolino operazioni letali illecite o non vi prendano altrimenti parte;

14.  rinnova la sua richiesta al VP/AR di avviare un'iniziativa finalizzata all'imposizione di un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita; rammenta la sua risoluzione del 15 giugno 2017, dove si ribadisce che le esportazioni verso l'Arabia Saudita violano almeno due criteri in relazione al coinvolgimento del paese in gravi violazioni del diritto umanitario, come accertato dalle autorità competenti delle Nazioni Unite; invita, in tale contesto, tutti gli Stati membri dell'UE ad astenersi dal vendere armi e attrezzature militari all'Arabia Saudita, agli Emirati arabi uniti e a qualsiasi membro della coalizione internazionale, nonché al governo yemenita, mantenendo così l'attuale embargo sulle armi nei confronti di tutte le parti in conflitto; invita il VP/AR a elaborare una strategia globale dell'UE per lo Yemen al fine di svolgere un ruolo significativo nel porre fine al conflitto nel paese, nonché a fornire chiari orientamenti sull'attuale frammentazione esistente tra le posizioni e le azioni intraprese dai diversi Stati membri dell'UE, tra cui il fatto di votare contro le risoluzioni di altri Stati membri nelle sedi internazionali;

15.  si compiace del fatto che l'UE continuerà a fornire assistenza allo sviluppo allo Yemen, dando la priorità agli interventi volti a stabilizzare il paese, e collaborerà nelle zone stabili con le autorità locali per promuovere la resilienza, contribuire a mantenere la fornitura dei servizi di base e promuovere mezzi di sussistenza sostenibili per le comunità; ricorda che l'UE ha stanziato 233,7 milioni di EUR in aiuti umanitari attraverso le organizzazioni partner;

16.  accoglie con favore il piano delle Nazioni Unite di risposta umanitaria a favore dello Yemen per il 2018 e la conferenza ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen, durante la quale i donatori internazionali si sono impegnati a stanziare oltre 2 miliardi di dollari USA; deplora, tuttavia, che esista ancora una carenza di finanziamenti per lo Yemen; valuta positivamente il fatto che l'Unione europea si sia impegnata ad assistere le persone colpite dal conflitto nello Yemen e abbia stanziato 107,5 milioni di EUR; invita tutti i donatori a mantenere rapidamente i loro impegni; decide di rimanere aggiornata sulla questione fino a quando non sarà raggiunta una soluzione negoziata; incarica la sottocommissione per i diritti umani di seguire gli sviluppi della situazione dei diritti umani nello Yemen;

17.  chiede all'UE di erogare rapidamente fondi per assistere gli sfollati interni nello Yemen, il cui numero sarebbe destinato ad aumentare notevolmente qualora la situazione a Hodeidah dovesse peggiorare;

18.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al governo dello Yemen.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2017)0473.

(2)

GU C 331 del 18.9.2018, pag. 146.

(3)

GU C 35 del 31.1.2018, pag. 142.

(4)

GU C 265 dell'11.8.2017, pag. 93.

(5)

GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99.

Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2018Note legali - Informativa sulla privacy