Procedura : 2018/2869(RSP)
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B8-0483/2018

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PV 25/10/2018 - 13.12
CRE 25/10/2018 - 13.12
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P8_TA(2018)0428

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0481/2018
17.10.2018
PE624.174v01-00
 
B8-0483/2018

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sull'aumento della violenza neofascista in Europa (2018/2869(RSP))


Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sull'aumento della violenza neofascista in Europa (2018/2869(RSP))  
B8-0483/2018

Il Parlamento europeo,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,

–  vista la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 2, 3, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(1) (direttiva sulla parità di trattamento indipendentemente dalla razza),

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(2),

–  vista la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee(4),

–  vista l'istituzione, nel giugno 2016, del Gruppo ad alto livello dell'Unione europea sulla lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza,

–  vista la risoluzione del Consiglio d'Europa del 30 settembre 2014 sulla lotta contro le manifestazioni del neonazismo e dell'estremismo di destra,

–  visto il Codice di condotta UE sulla disinformazione,

–  visto il Codice di condotta della Commissione europea per contrastare l'illecito incitamento all'odio online,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, come sancito dall'articolo 2 TUE, l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; che tali valori sono comuni a tutti gli Stati membri;

B.  considerando che la mancanza di un'azione seria nei confronti dei gruppi neofascisti e neonazisti ha consentito il verificarsi dell'attuale fiammata xenofoba in Europa;

C.  considerando che i gruppi e i partiti politici apertamente neofascisti, neonazisti, razzisti e xenofobi hanno incitato l'odio e la violenza nella società;

D.  considerando che, come riferito da Europol nella sua relazione sulla situazione e le tendenze del terrorismo nell'Unione europea (TESAT) del 2018(5), il commissario alla sicurezza, Sir Julian King, intervenendo nel corso di una manifestazione svoltasi il 22 marzo 2017 a commemorazione degli attentati compiuti a Bruxelles nel 2016, ha sottolineato la crescente minaccia dell'estremismo violento di destra, affermando di non essere a conoscenza di un solo Stato membro dell'UE che non sia stato colpito in qualche modo dal fenomeno, citando in particolare gli attentati compiuti in Norvegia nel 2011, l'assassinio della deputata britannica Jo Cox e gli attacchi ai centri di asilo e alle moschee di tutta Europa, per evidenziare quanto, ha avvertito, costituisce una minaccia "meno segnalata" per la sicurezza;

E.  considerando che i gruppi neofascisti e neonazisti si manifestano in varie forme; che gran parte di questi gruppi si richiama al principio della libertà di parola; che il diritto alla libertà di parola non è assoluto;

F.  considerando che l'articolo 30 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo stabilisce chiaramente che "Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati";

G.  considerando che la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale afferma che gli Stati contraenti condannano ogni propaganda ed organizzazione che s'ispiri a concetti ed a teorie basate sulla superiorità di una razza o di un gruppo di individui di un certo colore o di una certa origine etnica;

H.  considerando che la promozione del fascismo è bandita in diversi Stati membri in conformità delle rispettive legislazioni nazionali;

I.  considerando che la relazione TESAT 2018 di Europol ha registrato quasi un raddoppio del numero di persone arrestate per reati di estremismo di destra nel 2017;

J.  considerando che il 22 luglio 2011 sono state uccise 77 persone e altre 151 ferite negli attacchi compiuti in Norvegia;

K.  considerando che il 16 giugno 2016 Jo Cox, deputata al Parlamento britannico, è stata brutalmente assassinata a Birstall nel Regno Unito;

L.  considerando che, secondo la relazione del 2017 sulla protezione della Costituzione (Fatti e tendenze) del Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), nel 2017 sono stati commessi in Germania 1 054 atti di violenza di estrema destra(6);

M.  considerando che, secondo la relazione TESAT 2018 di Europol, nel 2017 si sono registrati cinque attacchi terroristici sventati, falliti o realizzati, attribuiti a individui dell'estrema destra(7);

N.  considerando che il 21 settembre 2018, Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, e il suo assistente Antonio Perillo, sono stati aggrediti dopo una dimostrazione antifascista tenutasi a Bari, in Italia;

O.  considerando che il servizio di intelligence francese ha espresso preoccupazione per il crescente numero di membri delle forze militari e di contrasto che aderiscono a gruppi violenti dell'estrema destra(8);

P.  considerando che la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d'Europa, in una relazione pubblicata il 15 maggio 2018(9) ha manifestato allarme per l'aumento dell'estremismo di destra e del neofascismo in Croazia;

1.  condanna e deplora vivamente gli attacchi terroristici, gli omicidi, la violenza psicologica, le aggressioni fisiche violente e le marce delle organizzazioni neofasciste e neonaziste che si sono registrati in vari Stati membri dell'UE;

2.  è profondamente preoccupato per la crescente normalizzazione del fascismo, del razzismo, della xenofobia e di altre forme di intolleranza nell'UE;

3.  è particolarmente preoccupato per la violenza neofascista che colpisce la società nel suo insieme ed è rivolta a particolari minoranze come i neri europei/le persone di origine africana, gli ebrei, i musulmani, i rom, i cittadini di paesi terzi, le persone LGBTI e i disabili;

4.  condanna fermamente tutti gli attacchi violenti dei gruppi neofascisti contro politici e membri dei partiti politici segnalati in alcuni Stati membri;

5.  è seriamente preoccupato per l'impunità con la quale agiscono i gruppi neofascisti e neonazisti in alcuni Stati membri e sottolinea che questo senso di impunità fa parte dei motivi che spiegano l'allarmante aumento delle azioni violente da parte di certe organizzazioni di estrema destra;

6.  prende atto della preoccupante tendenza dei gruppi neofascisti e neonazisti ad utilizzare i social media e internet per organizzare e pianificare strategie in tutta l'Unione europea;

7.  chiede agli Stati membri di condannare e punire esplicitamente i reati di odio, i discorsi di incitamento all'odio e la tendenza a cercare capri espiatori da parte di politici e funzionari pubblici a tutti i livelli e su tutti i tipi di media, in quanto normalizzano direttamente e rafforzano l'odio e la violenza nella società;

8.  invita gli Stati membri ad adottare ulteriori misure per prevenire, condannare e contrastare i discorsi di incitamento all'odio e i reati generati dall'odio;

9.  invita gli Stati membri a indagare e perseguire i reati di odio e a condividere le migliori pratiche per individuare e indagare i reati di odio, compresi quelli motivati specificamente dalle varie forme di xenofobia;

10.  invita gli Stati membri a prevedere e fornire un sostegno adeguato per le vittime di reati di stampo razzista o xenofobo e di reati di odio e la protezione di tutti i testimoni contro i responsabili dei reati;

11.  chiede agli Stati membri di istituire presso le forze di polizia unità di contrasto ai reati di incitamento all'odio; invita le forze di polizia a garantire che il proprio personale non eserciti alcuna forma di atto razzista, xenofobo o discriminatorio e che qualsiasi atto di questo genere sia oggetto di indagine e i responsabili siano consegnati alla giustizia;

12.  esorta la Commissione a lanciare un appello alle organizzazioni della società civile a monitorare e a denunciare i discorsi di incitamento all'odio e i reati generati dall'odio negli Stati membri;

13.  sostiene, elogia e chiede la protezione dei gruppi comunitari e delle organizzazioni della società civile che combattono il fascismo, il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza;

14.  chiede un consolidamento della legislazione UE in materia di lotta contro la discriminazione, compresi il recepimento e l'attuazione della legislazione vigente e l'adozione di nuove leggi, fra cui la direttiva sulla parità di trattamento;

15.  ricorda che la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, il cui termine di attuazione era fissato per novembre 2010, fornisce una base giuridica per imporre sanzioni alle persone giuridiche che incitano pubblicamente alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di minoranza;

16.  sollecita la Commissione ad aggiornare la sua relazione del 2014 sull'attuazione della citata decisione quadro del Consiglio e ad avviare procedimenti di infrazione contro gli Stati membri che non hanno rispettato le disposizioni della decisione;

17.  chiede la piena e sollecita cooperazione tra agenzie di contrasto, agenzie di intelligence, magistratura e organizzazioni della società civile nella lotta contro il fascismo, il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza;

18.  invita gli Stati membri a seguire le raccomandazioni del Consiglio d'Europa sulla lotta contro le manifestazioni del neonazismo e dell'estremismo di destra;

19.  invita gli Stati membri a predisporre una formazione interna obbligatoria, ispirata ai diritti umani e improntata al servizio, destinata agli agenti delle forze dell'ordine e ai funzionari del sistema giudiziario a tutti i livelli;

20.  incoraggia gli Stati membri a predisporre una formazione per coloro i quali operano nel settore della radiodiffusione pubblica e nei media, onde sensibilizzarli in merito alle sfide e alle discriminazioni cui sono esposte le vittime dei gruppi neofascisti e neonazisti;

21.  invita gli Stati membri a mettere in atto programmi nazionali di "uscita" per i gruppi violenti neofascisti e neonazisti; sottolinea che tali programmi dovrebbero andare ben oltre gli interventi individuali e dovrebbero comportare un sostegno a lungo termine per coloro che hanno difficoltà a trovare un impiego, a trasferirsi e a sviluppare nuove e sicure reti sociali;

22.  sottolinea che la conoscenza della storia è uno dei presupposti per impedire l'insorgere di questi reati in futuro e svolge un importante ruolo di sensibilizzazione delle giovani generazioni; evidenzia che sminuire i crimini nazisti rappresenta un primo passo verso il risveglio di idee di quell'epoca;

23.  invita gli Stati membri a condannare e contrastare ogni forma di diniego dell'Olocausto, comprese la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini dei nazisti e dei loro collaboratori; evidenzia che la verità sull'Olocausto non deve essere banalizzata dalla narrativa politica o mediatica;

24.  sollecita una cultura comune della memoria che respinga i crimini fascisti del passato; è profondamente preoccupato che le giovani generazioni in Europa e altrove si sentano sempre meno interessate alla storia del fascismo e, di conseguenza, rischino di diventare indifferenti alle nuove minacce;

25.  incoraggia gli Stati membri a promuovere l'istruzione attraverso la cultura tradizionale sulla diversità della nostra società e sulla nostra storia comune, comprese le atrocità della Seconda guerra mondiale, come l'Olocausto, e la sistematica deumanizzazione delle sue vittime in atto da alcuni anni;

26.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle Nazioni Unite.

(1)

GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.

(2)

GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.

(3)

GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57.

(4)

GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1.

(5)

https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/european-union-terrorism-situation-and-trend-report-2018-tesat-2018

(6)

https://www.verfassungsschutz.de/en/download-manager/_annual-report-2017-summary.pdf

(7)

https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/european-union-terrorism-situation-and-trend-report-2018-tesat-2018

(8)

https://www.mediapart.fr/journal/france/090418/forces-de-l-ordre-liees-l-ultra-droite-violente-la-dgsi-s-inquiete?onglet=full

(9)

https://rm.coe.int/fifth-report-on-croatia/16808b57be

Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018Note legali - Informativa sulla privacy