Procedura : 2018/2900(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-0552/2018

Testi presentati :

B8-0552/2018

Discussioni :

Votazioni :

PV 29/11/2018 - 8.10
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0475

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 206kWORD 59k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0551/2018
27.11.2018
PE631.545v01-00
 
B8-0552/2018

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sullo scandalo "cum-ex": criminalità finanziaria e lacune del vigente quadro giuridico (2018/2900(RSP))


Pervenche Berès, Peter Simon, Jeppe Kofod a nome del gruppo S&D
Miguel Urbán Crespo, Dimitrios Papadimoulis a nome del gruppo GUE/NGL
Sven Giegold a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sullo scandalo "cum-ex": criminalità finanziaria e lacune del vigente quadro giuridico (2018/2900(RSP))  
B8-0552/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 4 e 13 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 115 e 116 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista l'Unione dei mercati dei capitali, uno dei cui obiettivi primari è quello di garantire "l'integrità, la trasparenza, l'efficienza e il regolare funzionamento dei mercati finanziari",

–  visto l'articolo 1, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati)(1) ("regolamento ESMA"), che impone a quest'ultima di contribuire all'integrità, alla trasparenza, all'efficienza e al regolare funzionamento dei mercati finanziari,

–  visto l'articolo 9 del regolamento ESMA, che attribuisce a quest'ultima un ruolo guida nella promozione della trasparenza e dell'equità sui mercati finanziari, nel monitoraggio delle attività finanziarie, nella formulazione di raccomandazioni, nell'emissione di segnalazioni e nel proibire o limitare temporaneamente tali attività qualora mettano a repentaglio gli obiettivi di cui all'articolo 1,

–  visti l'articolo 22, paragrafo 4, del regolamento ESMA, e l'articolo 22, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1093/2010(2), del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità bancaria europea (ABE), i quali prevedono che, su richiesta del Parlamento, l'ESMA possa "condurre un'indagine su un tipo particolare di attività finanziaria, su un tipo di prodotto o su un tipo di condotta allo scopo di valutare le potenziali minacce per l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario e raccomandare interventi appropriati alle autorità competenti interessate",

–  visto l'articolo 31 del regolamento ESMA, in virtù del quale l'ESMA "esercita una funzione di coordinamento generale tra le autorità competenti, in particolare nei casi in cui gli sviluppi negativi potrebbero compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario nell'Unione",

–  visto l'articolo 40 del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari(3), che conferisce all'ESMA il potere di vietare o limitare temporaneamente la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di determinati strumenti finanziari o determinati tipi di attività o pratiche finanziarie allorché a) la misura proposta è volta a fronteggiare una minaccia significativa al all'ordinato funzionamento e all'integrità dei mercati finanziari o dei mercati delle merci o alla stabilità dell'insieme o di una parte del sistema finanziario dell'Unione, b) i requisiti normativi applicabili allo strumento finanziario o all'attività in questione non fanno fronte alla minaccia e c) le autorità competenti non hanno adottato misure per affrontare la minaccia o le misure adottate non sono sufficienti per farvi fronte,

–  viste le rivelazioni "cum-ex" rilasciate da un consorzio di giornalisti investigativi guidati dall'organizzazione mediatica tedesca senza scopo di lucro, CORRECTIV, il 18 ottobre 2018,

–  vista la Quarta commissione d'inchiesta del Bundestag sullo scandalo in questione, conclusasi con una relazione(4) nel giugno 2017,

–  viste le indagini condotte dalle autorità fiscali tedesche e danesi,

–  viste le sue risoluzioni del 25 novembre 2015(5) e del 6 luglio 2016(6) sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto,

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione(7),

–  vista la sua raccomandazione del 13 dicembre 2017 al Consiglio e alla Commissione a seguito dell'inchiesta in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale(8),

–  vista la sua decisione del 1° marzo 2018(9) sulla costituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato della commissione speciale sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale (TAX3),

–  vista la sua discussione in Aula del 23 ottobre 2018 sullo scandalo "cum-ex",

–  vista la riunione congiunta delle sue commissioni ECON/TAX3 del 26 novembre 2018,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che nell'ambito delle operazioni "cum-ex" banche e agenti di borsa negoziano rapidamente azioni con ("cum") e senza ("ex") diritti sui dividendi, allo scopo di poter occultare l'identità del proprietario effettivo; che tali sistemi hanno permesso a entrambe le parti di ottenere sgravi fiscali sull'imposta sulle plusvalenze che era stata versata una sola volta;

B.  considerando che, sebbene sia difficile calcolare l'entità massima del danno arrecato, dal momento che molte azioni sono state avviate alla fine degli anni '90 e ormai da tempo in prescrizione, il danno totale dello scandalo "cum-ex" per gli Stati membri interessati è stimato ad almeno 55 miliardi di EUR, che corrispondono a circa un terzo del bilancio totale dell'UE per il 2017;

C.  considerando che tali operazioni sarebbero state concepite dall'avvocato tedesco, Hanno Berger, il quale ha impugnato le accuse secondo cui le operazioni "cum-ex" sulle quali lavorava erano illegali; che Hanno Berger è stato accusato da un tribunale di Wiesbaden per il presunto ottenimento di rimborsi illeciti su operazioni del valore di 15,8 miliardi di EUR (18 miliardi di USD), il che, secondo il capo d'accusa, sarebbe costato alle autorità fiscali 106 milioni di EUR; che i pubblici ministeri tedeschi starebbero indagando sul ruolo svolto in siffatte operazioni da decine di banche, società di intermediazione, studi di consulenza contabile e studi legali;

D.  considerando che i fascicoli "cum-ex" dimostrano la presenza di una criminalità finanziaria organizzata professionale su una scala senza precedenti in Europa e che gli individui coinvolti avrebbero approfittato delle lacune fiscali transfrontaliere e delle pratiche commerciali legali che permettono agli azionisti di rivendicare una doppia proprietà delle stesse azioni;

E.  considerando che, secondo le segnalazioni, tali pratiche criminali coinvolgono istituti finanziari tedeschi e di altri Stati membri dell'UE, tra cui diverse grandi banche commerciali prestigiose;

F.  considerando che nel 2016 è emerso che le autorità fiscali danesi non avevano dato seguito a numerose segnalazioni secondo cui società straniere hanno abusato della normativa tributaria danese e falsificato documenti per richiedere illecitamente rimborsi di imposte sui dividendi, un abuso che secondo le stime sarebbe costato al fisco danese oltre 1,5 miliardi di EUR(10);

G.  considerando che il governo tedesco sarebbe stato a conoscenza da anni di tali pratiche fiscali fraudolente, ma ne ha informato altri Stati membri soltanto nel 2015; che il ministero delle Finanze tedesco avrebbe dichiarato di essere stato a conoscenza di 418 diversi casi di frode fiscale del tipo "cum-ex", per un valore complessivo di 5,7 miliardi di EUR;

H.  considerando che la relazione finale della Quarta commissione d'inchiesta del Bundestag ha constatato, alla stregua dei tribunali tedeschi, come le operazioni del tipo "cum-ex", che comportano vendite allo scoperto, siano illegali e che l'Associazione delle banche tedesche ha aggravato il problema invece di contribuire a risolverlo;

I.  considerando che l'influenza della lobby degli affari, come dimostrato dal caso in ispecie e da altri, è profondamente radicata nelle istituzioni nazionali ed europee, viste le segnalazioni secondo cui i gruppi consultivi della Banca centrale europea sono dominati da rappresentanti del settore bancario(11) e che le principali società di revisione concorrono strettamente alla definizione delle politiche dell'UE(12);

J.  considerando che, secondo l'indagine del consorzio di giornalisti europei, la Germania, la Danimarca, la Spagna, l'Italia e la Francia sarebbero i principali mercati di riferimento per le pratiche commerciali del tipo "cum ex", seguiti dalla Norvegia, dalla Finlandia, dalla Polonia , dalla Danimarca, dai Paesi Bassi, dall'Austria e dalla Repubblica ceca e che le pratiche in questione coinvolgono potenzialmente un numero imprecisato di Stati membri dell'UE e di paesi dell'Associazione europea di libero scambio (ad esempio, la Svizzera);

K.  considerando che le istituzioni pubbliche non hanno potuto o voluto indagare in maniera approfondita sulle informazioni condivise tra i pubblici ministeri degli altri Stati membri riguardo allo scandalo "cum-ex";

L.  considerando che l'arbitraggio sui dividendi emerso con lo scandalo "cum-ex" evidenzia che gli istituti finanziari, i fondi speculativi, gli equity trader, gli avvocati e le grandi società internazionali di consulenza fiscale, alcune delle quali grandi e importanti attori del mercato europeo dei capitali, hanno attivamente incoraggiato tali pratiche;

M.  considerando che le società veicolo sono al centro dello scandalo, dal momento che le banche d'investimento e i fondi speculativi strutturano le società veicolo che i trader vendono poi a investitori, mentre le banche concedono prestiti, moltiplicando fino a 20 volte il volume degli scambi;

N.  considerando che il diritto degli investitori stranieri di recuperare le ritenute alla fonte sui dividendi svolge un ruolo centrale nello scandalo;

O.  considerando che nel dicembre 2017 la Commissione ha proposto nuovi orientamenti sulle ritenute alla fonte per semplificare le procedure per gli investitori transfrontalieri nell'UE, incoraggiando gli Stati membri ad adottare sistemi di esenzione dalla ritenuta alla fonte; che il nuovo codice di condotta sulla ritenuta alla fonte(13), che menziona appena il rischio di frode e propone di porvi rimedio mediante sistemi informatici o l'esenzione alla fonte, accelera le procedure nazionali di approvazione dei recuperi delle ritenute alla fonte;

P.  considerando che la Commissione sottolinea che il nuovo codice di condotta sulla ritenuta alla fonte eliminerebbe il rischio di comportamenti fraudolenti, come le doppie domande di rimborso e le richieste ingiustificate di sgravi o le domande di esenzione; che, tuttavia, nell'ambito dello scandalo "cum ex" appare evidente che il sistema di esenzione alla fonte accrescerà il rischio di doppia non imposizione o di imposizione zero;

Q.  considerando che l'uso delle ritenute alla fonte è uno strumento fondamentale di cui possono avvalersi gli Stati membri per contrastare unilateralmente l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili e dovrebbero essere utilizzati di conseguenza dagli Stati membri;

R.  considerando che il ruolo degli informatori negli ultimi 25 anni si è dimostrato importante per svelare informazioni sensibili che sono al centro dell'interesse pubblico;

S.  considerando che nelle attribuzioni della commissione speciale sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale (TAX3) rientrano esplicitamente gli eventuali sviluppi pertinenti di sua competenza che dovessero emergere durante il suo mandato;

1.  condanna fermamente la frode fiscale, la sottrazione di denaro dei contribuenti europei e le pratiche di elusione fiscale che caratterizzano i sistemi di arbitraggio dei dividendi rivelati nell'ambito dello scandalo "cum-ex", che hanno compromesso la base imponibile di diversi Stati membri privando i cittadini di beni pubblici e prestazioni sociali di grande necessità;

2.  sottolinea che, conformemente alla direttiva UE antiriciclaggio(14), "i reati fiscali" relativi alle imposte dirette e indirette rientrano nella definizione generale di "attività criminale" e sono considerati reati presupposto al riciclaggio di denaro;

3.  osserva con preoccupazione che lo scandalo "cum-ex" ha minato la fiducia dei cittadini nei sistemi fiscali nazionali e dell'UE e sottolinea l'importanza di ripristinare la fiducia del pubblico e assicurare che qualsiasi danno arrecato non si ripeta;

Autorità europee di vigilanza

4.  invita l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e l'Autorità bancaria europea (ABE) a condurre un'inchiesta, a norma dell'articolo 22 dei regolamenti ESMA e ABE, sul ricorso a disposizioni finanziarie complesse per elusione ed evasioni fiscali aggressive, compresa qualsiasi forma di arbitraggio dei dividendi, al fine di valutare la minaccia che possono rappresentare per l'integrità dei mercati finanziari e per la stabilità dei sistemi finanziari;

5.  raccomanda che l'indagine stabilisca le mancanze nell'ambito del coordinamento e della sorveglianza delle autorità di vigilanza finanziaria, delle borse valori e delle autorità fiscali in tutti gli Stati membri, che hanno consentito ai suddetti regimi di furto fiscale di continuare per anni, pur essendo stati individuati;

6.  raccomanda che l'indagine analizzi, misuri, descriva e individui il ruolo dei diversi operatori del mercato — banche, società di investimento, gestori di patrimoni, assicuratori, hedger, depositari e garanti— e la loro quota nella catena del valore generata da tali operazioni;

7.  raccomanda che l'indagine stabilisca la natura giuridica dei fondi utilizzati a tal fine, rintracciando la loro origine e i titolari finali effettivi, ed esamini le licenze dei partecipanti al mercato coinvolti in tali pratiche commerciali fraudolente;

8.  suggerisce che l'indagine comprenda raccomandazioni relative alle azioni che le autorità competenti dovrebbero intraprendere e ai risultati e alle conclusioni dell'indagine, che dovrebbero essere resi accessibili al pubblico;

9.  chiede al Consiglio di attivare l'articolo 18 dei regolamenti ESMA e ABE al fine di garantire una risposta europea rapida e coordinata, con l'impegno dell'ESMA e dell'ABE di intervenire dinanzi alla minaccia continua all'integrità del sistema finanziario europeo, data la natura principalmente transfrontaliera di tali accordi;

10.  chiede un'indagine paneuropea coordinata sullo scandalo, che garantisca lo scambio di informazioni e, se del caso, indagini congiunte tra le amministrazioni fiscali, le autorità preposte all'applicazione della legge e le autorità preposte all'esercizio dell'azione penale degli Stati membri interessati;

11.  invita a conferire alle autorità di vigilanza nazionali ed europee un mandato per esaminare le pratiche di elusione fiscale, poiché costituiscono un rischio per la stabilità finanziaria e l'integrità del mercato interno;

Indagini e sanzioni

12.  invita gli Stati membri individuati come i presunti principali mercati di riferimento per le pratiche di arbitraggio dei dividendi, ovvero Germania, Danimarca, Spagna, Italia, Francia, Finlandia, Polonia, Paesi Bassi, Austria, Norvegia e la Repubblica ceca, a continuare a indagare su potenziali frodi e altre pratiche messe in atto da istituzioni finanziarie, avvocati, contabili e consulenti fiscali nelle loro giurisdizioni;

13.  esorta tutti gli Stati membri a indagare e analizzare in modo approfondito le pratiche di pagamento dei dividendi nelle rispettive giurisdizioni, a individuare le lacune nelle loro legislazioni fiscali che generano opportunità che possono essere sfruttate da autori di frodi fiscali ed elusione, ad analizzare la potenziale dimensione transfrontaliera di tali pratiche e a porre fine a tutte le pratiche fiscali dannose;

14.  incoraggia le Corti dei conti nazionali a eseguire verifiche delle procedure di rimborso dell'imposta sulle plusvalenze per quanto riguarda le operazioni sui dividendi e le azioni, al fine di individuare gli eventuali danni imputabili allo scandalo "cum ex" e le lacune esistenti a livello nazionale;

15.  incoraggia le autorità competenti ad avviare indagini penali, a congelare temporaneamente le attività sospette, a sottoporre i consigli di amministrazione potenzialmente coinvolti in questo scandalo ad avviare un'indagine, a imporre pene e sanzioni adeguate nei confronti delle parti coinvolte e ad adottare le misure necessarie per recuperare tutti i beni sottratti alle casse pubbliche;

16.  sottolinea la necessità di un'azione coordinata tra le autorità nazionali al fine di garantire il recupero di tutti i beni sottratti alle casse pubbliche;

17.  ritiene che sia gli autori che i facilitatori di tali reati, che comprendono non solo i consulenti fiscali, ma anche gli avvocati, i contabili e le banche, dovrebbero essere consegnati alla giustizia senza ulteriori indugi e dovrebbero essere passibili di sanzioni penali; sottolinea l'urgente necessità di porre fine all'impunità dei "colletti bianchi" e di garantire una migliore applicazione della regolamentazione finanziaria;

Fiscalità

18.  esorta gli Stati membri a rivedere e ad aggiornare gli accordi fiscali bilaterali tra gli Stati membri e con i paesi terzi per colmare le lacune che incentivano le pratiche di scambio di titoli dettate da ragioni fiscali ai fini dell'elusione fiscale;

19.  invita la Commissione a valutare la situazione di tutti gli accordi fiscali potenzialmente dannosi e ogni possibile lacuna nelle norme dell'UE in materia di tassazione comune delle società madri e delle loro controllate, a proporre nuove misure politiche migliorate per contrastare le pratiche di arbitraggio dei dividendi e ad adottare le misure necessarie per impedire agli operatori di sfruttare le lacune della normativa fiscale;

20.  invita la Commissione a cessare di incoraggiare gli Stati membri ad adottare sistemi di esenzione dalla ritenuta alla fonte;

21.  chiede alle autorità europee di vigilanza di prendere in considerazione il divieto di strumenti, attività o pratiche finanziarie indotti da ragioni fiscali, in particolare per quanto concerne l'arbitraggio dei dividendi, se i loro autori non riescono a dimostrare che questi complessi accordi finanziari hanno una finalità economica sostanziale diversa dall'elusione fiscale;

22.  invita a svolgere indagini sul ruolo delle società veicolo (SPV) e delle società a destinazione specifica (SPE) e chiede alla Commissione di valutare la possibilità di limitare l'uso di tali strumenti, tenendo conto del fatto che una quota elevata del loro utilizzo nei flussi di investimenti diretti esteri è risultata essere un indicatore di pianificazione fiscale aggressiva(15);

23.  osserva che il Senato francese, nel tentativo di combattere la pratica dell'arbitraggio dei dividendi, ha presentato un emendamento al progetto di legge di bilancio che consentirebbe di trattenere il 30 % del valore dell'operazione che coinvolge un beneficiario estero, da rimborsare a posteriori qualora dimostri di essere il titolare effettivo finale; invita i legislatori europei a valutare la possibilità di attuare tale misura a livello dell'UE;

Cooperazione e scambio di informazioni

24.  si rammarica del fatto che queste nuove rivelazioni sembrano indicare eventuali carenze negli attuali sistemi di scambio di informazioni e di cooperazione tra le autorità degli Stati membri nei settori della fiscalità e della criminalità finanziaria; ricorda agli Stati membri il loro obbligo, a norma dell'articolo 4, paragrafo 3, del TUE, di cooperare in modo sincero, leale e rapido; invita le autorità fiscali nazionali a sfruttare appieno il potenziale dello scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, come previsto nelle modifiche consecutive alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale(16);

25.  si rammarica del fatto che la direttiva (UE) 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018 (DAC6)(17), di recente adozione, non avrebbe consentito lo scambio di informazioni sulle transazioni cum-ex, in quanto non sarebbero state considerate operazioni da segnalare, e chiede la modifica della DAC6 al fine di imporre la divulgazione obbligatoria degli schemi di arbitraggio dei dividendi, compresa la concessione di rimborsi dell'imposta sui dividendi e sulle plusvalenze;

26.  esorta tutte le autorità fiscali degli Stati membri a nominare i punti di contatto unici in linea con la task force congiunta internazionale in materia di intelligence condivisa e collaborazione dell'OCSE, e invita la Commissione a garantire e ad agevolare la cooperazione tra di essi, al fine di garantire una condivisione rapida ed efficiente delle informazioni tra gli Stati membri in merito ai casi con rilevanza transfrontaliera;

27.  invita gli Stati membri a intensificare la loro cooperazione in materia fiscale mediante lo scambio automatico di informazioni, e a intensificare la cooperazione tra le unità nazionali di informazione finanziaria tramite FIU.net, migliorando così la trasparenza, la cooperazione amministrativa, il coordinamento e lo scambio di informazioni; chiede alla Commissione di prendere in considerazione una proposta legislativa per quanto concerne un'unità di informazione finanziaria dell'UE, un polo europeo per un'attività investigativa congiunta e un meccanismo di allerta precoce;

28.  ribadisce il suo appello per la creazione di un centro dell'UE per la coerenza e il coordinamento delle politiche fiscali (EUTPCCC) nell'ambito della struttura della Commissione(18), il quale garantirebbe una cooperazione efficace e rapida tra gli Stati membri e faciliterebbe l'allerta precoce in casi come lo scandalo cum-ex; esorta gli Stati membri a sostenere tale appello e la Commissione a presentare una proposta legislativa in merito a tale meccanismo;

Miglioramento della regolamentazione dei mercati finanziari

29.  sottolinea che i facilitatori e i promotori di frodi fiscali dovrebbero essere tenuti legalmente corresponsabili dell'elaborazione di operazioni cum-ex e di piani fiscali aggressivi comparabili; rileva che, qualora si rendano complici di una frode, essi dovrebbero essere sistematicamente passibili di sanzioni penali e di misure disciplinari;

30.  sollecita la Commissione a valutare la necessità di un quadro europeo per la tassazione dei redditi di capitale che riduca gli incentivi atti a destabilizzare i flussi finanziari transfrontalieri, a generare una concorrenza fiscale tra gli Stati membri e a minare le basi imponibili che garantiscono la sostenibilità degli stati sociali europei;

31.  esorta gli Stati membri che partecipano alla procedura di cooperazione rafforzata ad accordarsi quanto prima possibile su un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF); sottolinea che, se fosse in vigore un'ITF, questo tipo di pratica sarebbe stata scoraggiata e non sarebbe stata così redditizia per gli autori di frodi fiscali;

Aumento delle risorse per combattere la criminalità finanziaria

32.  deplora che la crisi finanziaria abbia determinato una riduzione generalizzata di risorse e personale nelle amministrazioni fiscali dell'UE; invita gli Stati membri a investire, modernizzandoli, negli strumenti a disposizione delle autorità fiscali e delle FIU e a destinare a tale compito le risorse umane necessarie, in modo da migliorare la vigilanza e a ridurre le lacune temporali e informative tra le amministrazioni e i soggetti passivi, al fine di garantire per quanto possibile che le richieste relative ai rimborsi fiscali non possano essere presentate e rimborsate senza la prova che le imposte siano state effettivamente versate;

33.  invita la Commissione, l'ESMA e l'ABE ad aumentare in maniera sostanziale le loro risorse umane e finanziarie nella lotta contro la criminalità finanziaria;

Accelerare l'adozione di altre norme dell'UE

34.  deplora il fatto che diversi fascicoli legislativi, come quelli sulla comunicazione pubblica paese per paese e sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), volti a garantire una maggiore coerenza tra le norme fiscali, una maggiore trasparenza e un maggiore scambio di informazioni, siano attualmente bloccati dagli Stati membri in seno al Consiglio; invita gli Stati membri a conseguire un accordo rapido su tali fascicoli; chiede altresì che si ponga fine alla regola dell'unanimità per le questioni relative alla fiscalità in seno al Consiglio;

35.  sottolinea la necessità di tutelare gli informatori che divulgano informazioni sulle frodi fiscali e sull'evasione fiscale ad esempio a livello nazionale e dell'UE; invita chiunque abbia informazioni utili per l'interesse pubblico a segnalarle, internamente o esternamente, alle autorità nazionali, oppure al pubblico ove necessario; chiede che la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2018, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (COM(2018)0218), sia adottata rapidamente tenendo conto dei pareri espressi dalle pertinenti commissioni del Parlamento europeo;

36.  ricorda che il pagamento delle imposte rappresenta sia un contributo essenziale delle imprese alla società sia uno strumento per la buona governance, e pertanto è un requisito per le pratiche commerciali responsabili; sottolinea la necessità di includere le pratiche fiscali dannose nell'ambito della responsabilità sociale delle imprese (RSI);

37.  ricorda che sia gli enti creditizi e finanziari sia i consulenti fiscali, i contabili e gli avvocati, sono considerati "soggetti obbligati" ai sensi della direttiva antiriciclaggio e sono pertanto tenuti a rispettare una serie di obblighi volti a prevenire, individuare e segnalare attività di riciclaggio di denaro;

38.  accoglie con favore la proposta della Commissione del 12 settembre 2018 di modificare, tra gli altri regolamenti, il regolamento che istituisce l'ABE al fine di rafforzare il ruolo dell'ABE nella vigilanza antiriciclaggio del settore finanziario (COM (2018)0646); sottolinea che, conformemente al meccanismo di vigilanza unico, la BCE ha il compito di attuare le azioni di intervento precoce previste dalla normativa dell'Unione in materia; è del parere che la BCE dovrebbe svolgere un ruolo nell'allertare le autorità nazionali competenti e dovrebbe coordinare qualsiasi azione relativa al sospetto di inosservanza delle norme antiriciclaggio nelle banche o nei gruppi vigilati;

Seguito istituzionale

39.  invita la commissione speciale TAX3 a effettuare le proprie valutazioni sulle rivelazioni cum-ex e a includere i risultati e le eventuali raccomandazioni pertinenti nella sua relazione finale;

40.  ribadisce che dovrebbe essere istituita quanto prima una sottocommissione permanente sulla lotta all'evasione fiscale, all'elusione fiscale e al riciclaggio di denaro, facendo seguito alle raccomandazioni approvate in Aula il 13 dicembre 2017(19);

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea, all'Autorità bancaria europea e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.

 

 

(1)

GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.

(2)

GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12.

(3)

GU L 173 del 12.6.2014, pag. 84.

(4)

Deutscher Bundestag, Drucksache 18/12700, 20.6.2017.

(5)

GU C 366 del 27.10.2017, pag. 51.

(6)

GU C 101 del 16.3.2018, pag. 79.

(7)

GU C 399 del 24.11.2017, pag. 74.

(8)

GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 132.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2018)0048.

(10)

Rete europea sul debito e lo sviluppo, Tax Games - the Race to the Bottom

https://eurodad.org/tax-games-2017

(11)

Haar, Kenneth, Open door for forces of finance at the ECB, ottobre 2017 https://corporateeurope.org/sites/default/files/attachments/open_door_for_forces_of_finance_report.pdf

(12)

Accounting for influence: How the Big Four are embedded in EU policy-making on tax avoidance, Osservatorio europeo delle imprese, luglio 2018

https://corporateeurope.org/power-lobbies/2018/07/accounting-influence

(13)

Comunicato stampa della Commissione europea, Capital Markets Union: Commission announces new tax guidelines to make life easier for cross-border investors (Unione dei mercati dei capitali: la Commissione annuncia nuovi orientamenti in materia fiscale per semplificare la vita agli investitori transfrontalieri), 11 dicembre 2017:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-5193_en.htm

(14)

Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).

(15)

IHS, Aggressive tax planning indicators, documento preparato per la Commissione, Taxation Papers della DG TAXUD, documento di lavoro n. 71, ottobre 2017.

(16)

GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1.

(17)

GU L 139 del 5.6.2018, pag. 1.

(18)

Si veda la risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2016 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto, GU C 101 del 16.3.2018, pag. 79.

(19)

GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 132.

Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2018Note legali - Informativa sulla privacy