Procedura : 2019/2978(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B9-0255/2019

Testi presentati :

B9-0255/2019

Discussioni :

PV 18/12/2019 - 21
CRE 18/12/2019 - 21

Votazioni :

PV 19/12/2019 - 6.6
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2019)0111

<Date>{16/12/2019}16.12.2019</Date>
<NoDocSe>B9-0255/2019</NoDocSe>
PDF 140kWORD 46k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla situazione dei diritti umani e della democrazia in Nicaragua</Titre>

<DocRef>(2019/2978(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Anna Fotyga, Karol Karski, Assita Kanko, Ruža Tomašić, Charlie Weimers, Jadwiga Wiśniewska, Veronika Vrecionová, Valdemar Tomaševski, Alexandr Vondra</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0251/2019

B9-0255/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani e della democrazia in Nicaragua

(2019/2978(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sul Nicaragua, in particolare quelle del 31 maggio 2018[1] e del 14 marzo 2019[2],

 visto l'accordo di associazione del 2012 tra l'UE e l'America centrale,

 visti il documento di strategia nazionale dell'UE e il programma indicativo pluriennale 2014-2020 sul Nicaragua,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,

 vista la Costituzione del Nicaragua,

 vista la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP) del 2007, di cui il Nicaragua è parte,

 viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" sul Nicaragua del 21 gennaio 2019 e del 14 ottobre 2019,

 vista la relazione annuale dell'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, del settembre 2019, sulla situazione dei diritti umani in Nicaragua,

 vista la dichiarazione rilasciata il 10 settembre 2019 da Michelle Bachelet, Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, in occasione della 42a sessione del Consiglio dei diritti umani,

 vista la relazione pubblicata il 19 novembre 2019 dalla commissione ad alto livello sul Nicaragua dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA),

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il Nicaragua è stato travolto da disordini politici dal 18 aprile 2018 e ha subito una crisi dei diritti umani causata dalla brutale repressione esercitata dalle forze statali e dai gruppi armati filogovernativi nel tentativo di reprimere le proteste di massa in tutto il paese;

B. considerando che, secondo i dati della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, a seguito di tali violenze sono morte almeno 328 persone, tra cui 29 bambini e adolescenti, e più di 2 000 sono rimaste ferite, mentre centinaia di sostenitori dell'opposizione sono stati incarcerati e oltre 80 000 persone sono fuggite dal paese;

C. considerando che la maggior parte di tali oppositori politici incarcerati sono stati rilasciati a norma della recente legge d'amnistia, che è, tuttavia, incompatibile con le norme internazionali e perpetua l'impunità, impedendo le indagini su presunti crimini commessi contro i manifestanti;

D. considerando che, in alcuni casi, le autorità penitenziarie hanno ignorato gli ordini di scarcerazione dei giudici, mantenendo gli imputati privati arbitrariamente della libertà, e che ai condannati sono state spesso inflitte pene sproporzionate, pari, in alcuni casi, a oltre 200 anni di carcere, sebbene la Costituzione limiti tali pene detentive ad un massimo di 30 anni;

E. considerando l'assenza di garanzie processuali e la crescente criminalizzazione dei leader dell'opposizione e dei dissidenti politici;

F. considerando che la relazione dell'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani del settembre 2019 sulla situazione dei diritti umani in Nicaragua riferisce di un'ampia gamma di violazioni dei diritti umani nei confronti di giornalisti, difensori dei diritti umani, contadini, persone LGBTI, studenti e membri del clero cattolico, comprese esecuzioni extragiudiziali, violenze perpetrate da gruppi armati filogovernativi, detenzioni arbitrarie, violenze sessuali e torture, sequestro dei beni, intimidazioni, vessazioni e campagne diffamatorie;

G. considerando che la commissione ad alto livello sul Nicaragua dell'OSA ritiene che le azioni intraprese o permesse dal governo nicaraguense dall'aprile 2018 siano incompatibili con i diritti e le garanzie sanciti dalla costituzione nicaraguense del 1987 e stiano portando a un'alterazione del regime costituzionale tale da compromettere gravemente l'ordine democratico in Nicaragua, come indicato all'articolo 20 della Carta democratica interamericana;

H. considerando che lo spazio civile in Nicaragua si è notevolmente ridotto, in quanto l'esercizio del diritto di riunione pacifica è stato ostacolato e il diritto alla libertà di espressione è stato limitato da varie azioni, che vanno dalla chiusura di mezzi di comunicazione indipendenti e la confisca dei loro beni e delle loro attrezzature alla detenzione di giornalisti per diversi mesi;

I. considerando che il governo ha adottato misure de facto e de iure che incidono sulla libertà di associazione; che nel novembre e dicembre 2018 l'Assemblea nazionale ha annullato la regolare registrazione di nove organizzazioni della società civile accusate di aver sostenuto "atti terroristici" durante le proteste del 2018 e che, ad oggi, non è stata ripristinata la registrazione di nessuna di esse e i loro beni e attrezzature non sono stati restituiti;

J. considerando che i passi positivi rappresentati dal rilascio di un numero considerevole di prigionieri politici non sono stati accompagnati dall'attuazione della totalità degli accordi del marzo 2019 tra il governo e l'Alleanza civica, segnatamente per quanto riguarda il ripristino dei diritti civili e politici, e che, dopo mesi di stallo causato da tale inadempienza, il governo del Nicaragua ha deciso unilateralmente di concludere i negoziati il 30 luglio 2019;

K. considerando che il persistente rifiuto di riprendere il dialogo con l'opposizione trasmette un segnale negativo riguardo alla volontà del governo del Nicaragua di adoperarsi a favore di una via d'uscita pacifica e democratica dalla crisi;

L. considerando che l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha invitato il Nicaragua a porre fine alla continua repressione dei dissidenti e alla pratica ricorrente dell'arresto arbitrario, nonché ad astenersi dal criminalizzare e attaccare i difensori dei diritti umani, gli oppositori politici e qualsiasi altra voce di dissenso dopo gli arresti, con accuse infondate, di manifestanti che hanno cercato di fornire assistenza umanitaria a scioperanti della fame in una chiesa di Masaya, tra cui la cittadina belga Amaya Coppens, arrestata nel settembre 2018, rilasciata nel giugno 2019 e nuovamente detenuta;

M. considerando che Daniel Ortega, presidente dal suo ritorno al potere nel 2007, sua moglie Rosario Murillo, vicepresidente dal 2016, e la sua famiglia sono accusati di nepotismo, e che gli Stati Uniti hanno recentemente adottato sanzioni contro i suoi figli, accusati di riciclaggio e corruzione;

N. considerando che il 14 ottobre 2019 il Consiglio ha adottato un quadro per misure restrittive mirate in considerazione della situazione in Nicaragua;

1. sostiene le aspirazioni della maggioranza dei nicaraguensi, che desiderano un paese libero, stabile, prospero, inclusivo e democratico che rispetti i propri impegni nazionali e internazionali in materia di diritti umani e libertà fondamentali;

2. chiede la piena attuazione degli accordi del 29 marzo 2019 per rafforzare le garanzie e i diritti civili e politici, compresi il ripristino delle libertà politiche e dello status giuridico delle organizzazioni della società civile vietate, il ritorno volontario e in sicurezza degli esuli, il rilascio dei restanti prigionieri politici e la fine delle vessazioni e delle intimidazioni nei confronti dei prigionieri politici liberati e delle loro famiglie;

3. invita il governo nicaraguense a riprendere un dialogo nazionale significativo, orientato ai risultati e inclusivo, che ponga fine alla repressione in corso e stabilisca condizioni concrete per una transizione democratica, compreso un sincero processo di riforma elettorale in conformità delle norme internazionali e che si traduca in una legislazione che garantisca elezioni libere ed eque;

4. chiede il rilascio immediato di tutti i prigionieri arrestati nel quadro delle proteste dell'aprile 2018 e di tutti coloro che sono accusati di presunti reati di diritto comune come ritorsione per la continua partecipazione a manifestazioni civiche, nonché il pieno ripristino dei diritti e delle libertà delle persone rilasciate, insieme alla chiusura delle loro cause, all'annullamento delle condanne, alla restituzione dei beni confiscati e alla garanzia della loro sicurezza e integrità fisica;

5. chiede un riesame indipendente delle condanne e delle sentenze al fine di riformare il sistema giudiziario, comprese le nomine, in linea con le norme internazionali, quali i principi fondamentali sull'indipendenza della magistratura e le linee guida sul ruolo dei procuratori;

6. invita il governo del Nicaragua a disarmare e smantellare i gruppi armati filogovernativi che minacciano e attaccano i nicaraguensi;

7. insiste sulla restituzione dei beni confiscati e sul ripristino delle licenze sospese alle agenzie di stampa e insiste affinché queste ultime possano svolgere il loro lavoro senza ostacoli o ritorsioni;

8. insiste sulla piena cooperazione con gli organismi internazionali per i diritti umani, tra cui l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani e la Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, e che sia loro concesso di fare ritorno in Nicaragua;

9. chiede che la legge sull'amnistia e la legge sull'assistenza globale alle vittime siano riviste al fine di garantire il diritto delle vittime alla verità, alla giustizia e a un adeguato risarcimento;

10. esorta il Nicaragua ad attuare immediatamente misure volte a proteggere le popolazioni indigene e gli afro-discendenti, vittime di molestie e uccisioni in diverse regioni del paese, e sottolinea che lo Stato del Nicaragua deve proteggere urgentemente tali comunità da attacchi violenti e invasione delle terre;

11. rammenta che, alla luce dell'accordo di associazione tra l'UE e i paesi dell'America centrale, il Nicaragua deve rispettare e consolidare i principi dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani e chiede, stanti le circostanze attuali, l'attivazione della clausola democratica dell'accordo di associazione con la sospensione del Nicaragua dall'accordo;

12. esorta l'UE e gli Stati membri a continuare a monitorare la situazione in Nicaragua e a considerare con urgenza l'attuazione di sanzioni mirate nei confronti del governo del Nicaragua e di quanti sono responsabili delle violazioni dei diritti umani; sottolinea che le misure restrittive dell'UE sono concepite in modo da non danneggiare la popolazione del Nicaragua;

13. esorta l'UE e gli Stati membri a congelare i fondi e le risorse economiche di determinate persone fisiche o giuridiche ed entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, abusi o atti di repressione della società civile e dell'opposizione democratica in Nicaragua;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, nonché al governo e al parlamento della Repubblica di Nicaragua.

[1] Testi approvati, P8_TA(2018)0238.

[2] Testi approvati, P8_TA(2019)0219.

Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2019Avvertenza legale - Informativa sulla privacy