Procedura : 2019/2956(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0045/2020

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B9-0045/2020

Discussioni :

Votazioni :

PV 15/01/2020 - 10.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2020)0005

<Date>{10/01/2020}10.1.2020</Date>
<NoDocSe>B9-0045/2020</NoDocSe>
PDF 221kWORD 61k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sul Green Deal europeo</Titre>

<DocRef>(2019/2956(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Iratxe García Pérez, Miriam Dalli</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0040/2020

B9-0045/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sul Green Deal europeo

(2019/2956(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

 visti l'agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

 vista la Convenzione sulla diversità biologica,

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP21) svoltasi il 12 dicembre 2015 a Parigi (accordo di Parigi),

 viste la relazione speciale del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) sul riscaldamento globale di 1,5 ºC, la sua quinta relazione di valutazione (AR5) e la relativa relazione di sintesi, la relazione speciale dell'IPCC in materia di cambiamenti climatici e suolo e la relazione speciale dell'IPCC sull'oceano e la criosfera in un clima che cambia,

 vista la relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IBPES) del 31 maggio 2019,

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[1],

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. accoglie con favore la comunicazione della Commissione sul Green Deal europeo e ne sostiene l'obiettivo di trasformare l'UE in un'economia più sostenibile e una società più giusta e prospera, procedendo al più presto all'eliminazione graduale dei combustibili fossili e raggiungendo la neutralità climatica in Europa entro il 2050;

2. sottolinea con forza che il Green Deal e il modello che esso presenta per le nostre società dovrebbero basarsi su tre pilastri interconnessi che si rafforzano reciprocamente: un pilastro verde per conseguire gli obiettivi climatici, la conservazione della natura e un ambiente sano, un pilastro rosso per garantire una forte dimensione sociale per il Green Deal e un pilastro finanziario, nel quadro del quale dovrebbero essere fornite risorse finanziarie sufficienti per conseguire tali obiettivi;

3. evidenzia che l'Europa ha urgentemente bisogno di un nuovo modello economico sostenibile che unisca il progresso sociale e ambientale, riduca le disuguaglianze e migliori il benessere di tutti, non lasciando indietro nessuna persona e nessun luogo;

4. ricorda e ribadisce gli obiettivi dell'accordo di Parigi, la Convenzione sulla diversità biologica, gli OSS e il pilastro europeo dei diritti sociali; ribadisce che il Green Deal europeo dovrebbe avviare l'Europa sul percorso verso la crescita, la prosperità e il benessere sostenibili a lungo termine, assicurando che le nostre politiche ambientali, economiche e sociali siano sviluppate al fine di garantire una transizione giusta e preparare il terreno per un cambiamento sociale, industriale ed economico positivo e sostenibile, creando e mantenendo posti di lavoro di elevata qualità, diminuendo le disuguaglianze sociali, riducendo gli squilibri tra gli Stati membri e le disparità nei loro livelli di sviluppo economico, nonché eliminando le disparità geografiche e le disparità tra generi e tra generazioni;

5. ricorda che l'emergenza climatica e ambientale rappresenta una delle sfide più importanti per l'umanità e che tutti i paesi e gli attori a livello mondiale devono fare il possibile per contrastarla; sottolinea il ruolo dell'UE come leader globale nell'azione per il clima, specialmente alla luce del ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi, nonché del fallimento dei negoziati alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25) svoltasi a Madrid;

6. ribadisce che gli OSS devono guidare tale trasformazione affinché l'UE superi un modello economico che promuove gli sprechi e l'esaurimento delle risorse e favorisca invece un modello di sviluppo umano compatibile con un pianeta sano; sottolinea, a tale riguardo, che il Green Deal europeo deve portare avanti una nuova rivoluzione industriale che unisca in sé i diritti sociali più solidi, l'integrità ambientale, la coesione regionale, la sostenibilità e industrie adeguate alle esigenze future e competitive a livello mondiale, a vantaggio di molti e non di pochi;

7. ribadisce che la transizione verso un'economia a impatto climatico zero e una società sostenibile deve essere realizzata unitamente all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, in modo da creare un'Europa che abbia al centro la coesione sociale, dove i salari, le condizioni di lavoro e i diritti sociali siano migliorati e non erosi, e nella quale la competizione a livello mondiale avvenga sulla base della conoscenza, della sostenibilità e dell'innovazione e non di salari più bassi, diritti ridotti e condizioni di lavoro più precarie; chiede che tutte le iniziative adottate nell'ambito del Green Deal europeo siano pienamente compatibili con il pilastro europeo dei diritti sociali e misurate sulla base di indicatori ambientali e sociali completi;

Rendere più ambiziosi gli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e il 2050

8. chiede una normativa europea sul clima che preveda un obiettivo giuridicamente vincolante per l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra al più tardi entro il 2050 e un obiettivo intermedio almeno pari al 55 % per il 2030, nonché la definizione di un obiettivo per il 2040; chiede alla Commissione di presentare tutte le necessarie proposte legislative e non legislative nei prossimi due anni, facendo in modo che tutti i settori contribuiscano al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni; chiede al Consiglio di adottare l'obiettivo del 2030 in linea con l'accordo di Parigi prima di giugno 2020; si attende che le discussioni su tutte le questioni in sospeso del regolamento di Parigi, compreso l'articolo 6 dello stesso, siano chiuse in sede di COP26 a Glasgow;

9. ritiene che, affinché tali obiettivi abbiano un effetto significativo sul prezzo del carbonio, il sistema europeo di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) debba essere rivisto di conseguenza, in particolare attraverso l'aumento del fattore di riduzione lineare e la diminuzione dell'assegnazione gratuita di quote di emissioni, al fine di tenere conto del progresso tecnico;

10. ritiene che anche la tassazione rivesta un ruolo importante nel conseguimento dei nuovi obiettivi; invita, in particolare, la Commissione e il Consiglio a rivedere la direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici[2] e a porre fine alle esenzioni fiscali per i combustibili nel settore del trasporto aereo e marittimo; chiede alla Commissione di assicurare che tale revisione eviti un aumento delle disuguaglianze e costi aggiuntivi per le fasce più povere della società;

11. ribadisce che tutti i pertinenti strumenti politici connessi al clima devono essere riveduti e allineati il prima possibile con l'accresciuta ambizione dell'UE in materia di clima al fine di realizzare l'ulteriore riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;

12. chiede la rapida adozione di un ambizioso meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, compatibile con le norme dell'OMC, al fine di potenziare l'azione globale per il clima e creare condizioni di parità per le industrie europee, assicurando al contempo la condivisione degli oneri tra le maggiori economie mondiali e tenendo conto degli impatti di tali misure sui paesi in via di sviluppo; accoglie con favore il punto di vista della Commissione secondo cui tale meccanismo costituirebbe un'alternativa alle misure relative alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio attualmente previste dall'EU ETS; invita la Commissione ad assicurare la coerenza di tutti i meccanismi di protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio al fine di evitare una protezione duplicata, inefficiente o insufficiente;

13. chiede una nuova e più ambiziosa strategia dell'UE in materia di adattamento ai cambiamenti climatici che risponda in modo adeguato all'emergenza climatica mondiale; sottolinea che l'attuale strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici ha aiutato i decisori politici a concentrarsi sulla necessità di prepararsi ai rischi climatici e ha contribuito a garantire che le politiche e i bilanci a livello di UE integrino considerazioni relative ai cambiamenti climatici; ricorda, tuttavia, che occorrono maggiori sforzi in merito all'immunizzazione dagli effetti del clima, al rafforzamento della resilienza, alla prevenzione e alla preparazione nell'UE e negli Stati membri;

14. sottolinea che il patto europeo per il clima deve riunire cittadini, regioni, comunità locali, società civile, sindacati e industria in quanto attori del movimento verso la neutralità climatica, sulla base di un dialogo autentico e di un processo partecipativo, anche nella progettazione e nell'attuazione delle politiche, in cui tutti i soggetti interessati abbiano voce in capitolo, a livello locale, regionale o nazionale; ritiene importante cooperare con i portatori di interesse dei settori ad alta intensità energetica e le pertinenti parti sociali, specialmente i lavoratori, le ONG e il mondo accademico, nell'elaborare patti per il clima specifici per settore in grado di contribuire alla ricerca di soluzioni sostenibili nella transizione verso economie neutre in termini di emissioni di carbonio;

15. ribadisce che è essenziale garantire che i cittadini dell'UE abbiano il reale accesso alla giustizia garantito dalla convenzione di Aarhus, consentendo a membri del pubblico di contestare dinanzi ai tribunali dell'UE la legittimità delle decisioni adottate dalle istituzioni dell'UE che presentano effetti sull'ambiente; ritiene pertanto che il regolamento di Aarhus debba essere rivisto e che la non conformità dell'UE alla convenzione debba essere corretta;

Rafforzare la dimensione sociale del Green Deal

16. sottolinea che il Green Deal europeo dovrebbe contribuire attivamente al conseguimento degli OSS in linea con gli obiettivi dell'Unione europea, compresi il benessere delle persone, lo sviluppo sostenibile, la parità tra donne e uomini e la solidarietà tra generazioni; sottolinea che il Green Deal deve essere un accordo per i cittadini che garantisca una transizione giusta, nonché l'uso sostenibile e la distribuzione equa delle risorse;

17. chiede in tale contesto un patto per lo sviluppo sostenibile che ponga gli obiettivi sociali e ambientali sullo stesso livello di quelli economici; ritiene che il nuovo patto debba integrare il Patto di stabilità e crescita, risolvendo al contempo le sue notevoli contraddizioni in termini di giustizia sociale e ambientale;

18. sottolinea la necessità di riformare il processo del semestre europeo e di trasformarlo in un processo del semestre europeo della sostenibilità, coordinando le politiche economiche, sociali e ambientali per realizzare gli OSS; evidenzia che tale riforma deve porre su un piano di parità gli indicatori ambientali, sociali ed economici;

19. è consapevole che la transizione alla neutralità in termini di emissioni di carbonio comporterà notevoli cambiamenti nei modelli di produzione, consumo e lavoro in Europa; chiede pertanto un piano d'azione globale per attuare i principi del pilastro europeo dei diritti sociali a livello dell'UE, che comprenda l'attuazione di una garanzia europea per l'infanzia, salari dignitosi, il rafforzamento della contrattazione collettiva, un'iniziativa per gli alloggi a prezzi accessibili, il contrasto della povertà energetica e l'introduzione di una direttiva su condizioni di lavoro dignitose e di un quadro giuridico per i diritti del lavoro digitali, quali il diritto di disconnettersi; esorta, al contempo, gli Stati membri ad attuare il pilastro europeo dei diritti sociali a livello nazionale per garantire pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione in un mondo in rapido mutamento;

20. chiede che la responsabilità sociale delle imprese sia resa obbligatoria, al fine di migliorare la sostenibilità dell'azione delle imprese; sottolinea la necessità di un notevole rafforzamento della democrazia sul luogo di lavoro al fine di migliorare le condizioni di lavoro e assicurare il corretto coinvolgimento dei lavoratori nei processi di ristrutturazione; evidenzia che l'attuazione del Green Deal europeo deve coinvolgere le parti sociali e la società civile per conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio in modo equo, inclusivo e socialmente sostenibile;

Garantire l'approvvigionamento di energia pulita, economica e sicura

21. ricorda che il principio dell'"efficienza energetica al primo posto" è fondamentale per ridurre la dipendenza energetica dell'UE e le emissioni derivanti dalla produzione di energia, fornendo al contempo posti di lavoro a livello locale nell'ambito della ristrutturazione a fini di efficienza energetica e riducendo le bollette energetiche dei cittadini; chiede di rivedere la direttiva sull'efficienza energetica[3] e la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia[4] e di potenziarne l'attuazione, prestando particolare attenzione ai cittadini vulnerabili;

22. ricorda che la strategia europea di sicurezza energetica dovrebbe essere pienamente in linea con l'obiettivo del conseguimento della neutralità climatica entro il 2050, garantendo al contempo la sicurezza dell'approvvigionamento; invita la Commissione ad affrontare i rischi connessi alle interruzioni dell'approvvigionamento e a ridurre l'utilizzo di costosi combustibili importati, l'esposizione agli shock dei prezzi e gli aumenti sistemici dei prezzi; invita inoltre la Commissione ad adeguare la strategia per tenere conto della crescente necessità di energia elettrica derivante da sforzi di decarbonizzazione quali l'elettrificazione dei processi industriali e dei trasporti, nonché dall'aumento dei consumi energetici connessi alla diffusione dell'internet delle cose;

23. sottolinea che il futuro sistema energetico dell'UE dovrebbe basarsi su fonti di energia rinnovabili con una rapida eliminazione dei combustibili fossili, tenendo conto delle differenze tra Stati membri, a cominciare dall'eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili entro il 2020; sottolinea che per conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di clima e di sostenibilità tutti i settori devono aumentare il loro utilizzo di energia rinnovabile;

24. accoglie con favore l'impegno della Commissione ad affrontare la povertà energetica con l'elaborazione di orientamenti per gli Stati membri nel 2020; chiede azioni mirate in stretta cooperazione con gli Stati membri e lo scambio di buone prassi allo scopo di ridurre la povertà energetica, sostenendo al contempo il pari accesso ai finanziamenti per le ristrutturazioni a fini di efficienza energetica;

25. prende atto dell'intenzione della Commissione di proporre una nuova iniziativa sulla ristrutturazione e di promuovere un'ondata di ristrutturazioni di edifici pubblici e privati; accoglie con favore, in particolare, l'attenzione rivolta alla ristrutturazione dell'edilizia sociale, per aiutare le famiglie in condizione di povertà energetica, e alla ristrutturazione di scuole e ospedali; chiede pari accesso agli strumenti di finanziamento per le ristrutturazioni a fini di efficienza energetica;

26. esprime riserve sulla potenziale inclusione delle emissioni degli edifici nell'EU ETS; sottolinea che, in ogni caso, la potenziale inclusione delle emissioni degli edifici nell'EU ETS non dovrebbe spostare l'onere della decarbonizzazione sui nostri cittadini;

27. invita la Commissione a rivedere con urgenza il quadro normativo per le infrastrutture energetiche, compreso il regolamento RTE-E[5], in vista dell'obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050; sottolinea che il regolamento RTE-E dovrebbe essere rivisto prima che sia ultimato il nuovo QFP 2021-2027; evidenzia l'importanza del completamento del mercato europeo delle energie rinnovabili e dell'aumento dell'efficienza mediante il rafforzamento delle interconnessioni;

Mobilitare l'industria a favore di un'economia pulita e circolare

28. si compiace dell'attenzione rivolta dalla Commissione all'economia circolare e attende con interesse il nuovo piano d'azione sull'economia circolare; sottolinea la necessità di disporre di un approccio e azioni globali per trasformare l'economia europea in un modello realmente sostenibile e circolare, con l'integrazione della circolarità in tutti i settori strategici;

29. conviene che sono necessarie azioni rapide, in particolare nei settori ad alta intensità di risorse, compresi il settore tessile e l'edilizia; chiede proposte ambiziose per contrastare ulteriormente l'uso di plastiche e microplastiche, comprese le microplastiche non intenzionali e gli imballaggi di plastica; sostiene l'approccio alla progettazione circolare e la definizione di requisiti minimi per evitare che prodotti dannosi per l'ambiente siano immessi sui mercati dell'UE, ma sottolinea che tali requisiti devono essere rigorosi e in linea con le ambizioni dell'UE in materia di clima e di ambiente; invita la Commissione ad assicurare cicli di materiali non tossici intensificando la sostituzione delle sostanze estremamente preoccupanti, facilitando la circolarità e riducendo al minimo gli effetti delle sostanze chimiche sulla salute umana e sull'ambiente;

30. evidenzia l'importanza del rispetto della gerarchia dei rifiuti; chiede obiettivi ambiziosi sulla prevenzione e sul riuso dei rifiuti, compreso il dimezzamento degli sprechi alimentari entro il 2030; sostiene l'intenzione della Commissione di porre fine alle esportazioni di rifiuti dall'UE;

31. accoglie con favore l'intenzione di presentare una nuova proposta legislativa intesa a garantire una catena del valore sicura, circolare e sostenibile per tutte le batterie; sottolinea la necessità di creare un cluster forte e sostenibile per le batterie e lo stoccaggio in Europa, dal momento che lo stoccaggio dell'energia presenta un grande potenziale di riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e marittimo, nonché nei sistemi elettrici e nel riscaldamento; evidenzia che l'uso di energia connesso alla produzione e all'utilizzo delle batterie dovrebbe essere in linea con gli obiettivi relativi alla riduzione delle emissioni di CO2 e all'aumento dell'uso delle fonti energetiche rinnovabili;

32. invita la Commissione a istituire un quadro giuridico per promuovere il consumo sostenibile, segnatamente al fine di aumentare i cicli di vita dei prodotti, introdurre il diritto alla riparazione per i consumatori e vietare l'obsolescenza programmata dei dispositivi; sottolinea inoltre che i consumatori dovrebbero avere accesso a informazioni affidabili e chiare sull'impronta ambientale e sociale dei prodotti;

33. esorta la Commissione a proporre una nuova strategia industriale europea per un'industria a impatto climatico zero, mantenendo e sviluppando al contempo la competitività internazionale ed evitando la delocalizzazione delle industrie europee; sottolinea che tale strategia dovrebbe porre l'accento sullo sviluppo e la creazione di catene del valore per prodotti, processi e modelli imprenditoriali sostenibili, anche sul piano economico, comportando una reale trasformazione della produzione industriale intesa a conseguire la neutralità climatica e la circolarità, con la mobilitazione di investimenti privati e pubblici;

34. ritiene che tale strategia industriale debba integrare, come proposto, la trasformazione verde e digitale, prestando anche la dovuta attenzione alla transizione energetica e agli effetti sulla forza lavoro, nonché alla riqualificazione e al miglioramento delle competenze dei lavoratori; invita la Commissione a esaminare attentamente la dimensione regionale di tale strategia e della cosiddetta strategia di "specializzazione intelligente" finora seguita; insiste affinché la strategia includa un dialogo sociale rinnovato e rafforzato, nell'ambito del quale i lavoratori siano pienamente coinvolti nella progettazione e nella definizione della strategia;

35. invita la Commissione a incoraggiare e sensibilizzare in merito a nuovi modelli imprenditoriali sostenibili basati sul cambiamento dei comportamenti riguardo al noleggio e alla condivisione di beni e servizi, mantenendoli al contempo economicamente accessibili e garantendo un elevato livello di protezione dei consumatori e dei lavoratori; sottolinea il potenziale degli appalti pubblici verdi e sociali nella transizione a un'economia sostenibile; si compiace, a tale riguardo, del fatto che la Commissione si sia impegnata a proporre ulteriori atti legislativi e orientamenti sugli appalti pubblici verdi, ma sottolinea anche l'importanza della piena applicazione dei criteri sociali e relativi all'innovazione;

Accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente

36. ritiene fondamentale realizzare una transizione globale del settore dei trasporti verso una mobilità a zero emissioni sostenibile, tutelando al contempo i diritti dei lavoratori e le loro condizioni sociali, nonché garantendo una mobilità a costi accessibili per tutti; sottolinea che dovrebbe essere rispettato il principio "chi inquina paga", in particolare nell'ambito di azioni quali la tariffazione stradale;

37. invita la Commissione a elaborare una strategia olistica a lungo termine per i trasporti al fine di conseguire i nostri obiettivi climatici garantendo al contempo un mercato interno ben funzionante; insiste sulla necessità di ulteriori azioni per contrastare le emissioni prodotte dal settore dei trasporti, in particolare i settori aereo e marittimo; è favorevole, a tale riguardo, alla riduzione delle quote gratuite concesse alle compagnie aeree nell'ambito dell'EU ETS; chiede inoltre la tempestiva inclusione del settore marittimo nell'ETS, accompagnata da proposte ambiziose per l'ecologizzazione dei porti; evidenzia che qualsiasi azione, o mancanza di azione, a livello globale non dovrebbe ostacolare la capacità dell'UE di intraprendere azioni più ambiziose; riconosce il potenziale che i carburanti sostenibili per l'aviazione presentano per la riduzione delle emissioni del trasporto aereo e chiede misure legislative a sostegno dell'utilizzo di soluzioni esistenti e future;

38. insiste parimenti affinché le norme in materia di carburanti contribuiscano a una transizione che non può essere sostenuta esclusivamente da un sistema basato sul mercato; esorta pertanto la Commissione a proporre altre misure, compreso il miglioramento della qualità dei carburanti nel trasporto marittimo mediante il divieto di utilizzo di oli combustibili pesanti nelle acque dell'UE e il divieto di scarico di residui di depurazione in acque aperte;

39. si oppone fermamente all'estensione dell'ETS al trasporto stradale; ritiene che la legislazione specifica sui livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni debba essere rafforzata, così come le norme sulle emissioni di CO2 per gli autocarri, non menzionati nella comunicazione della Commissione; accoglie con favore anche l'intenzione di rivedere le norme sulle emissioni di inquinanti atmosferici dei veicoli; sottolinea l'urgente necessità di norme Euro 7 rigorose per le autovetture, i furgoni e i veicoli pesanti, al fine di ridurre gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana e sull'ambiente;

40. invita la Commissione a formulare obiettivi vincolanti e applicabili al fine di preparare il terreno per l'elettrificazione del trasporto stradale; sottolinea che qualsiasi iniziativa che aumenti la produzione e la diffusione dei carburanti alternativi sostenibili non dovrebbe basarsi sull'utilizzo di biocarburanti non sostenibili e non dovrebbe contribuire all'effetto di dipendenza dal carbonio;

41. sottolinea la necessità di un'urgente revisione della direttiva sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi[6] e la necessità di obiettivi vincolanti per gli Stati membri; considera fondamentale assicurare investimenti sufficienti nello sviluppo di infrastrutture adeguate per la mobilità a zero emissioni, comprese piattaforme intermodali; evidenzia il ruolo del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) nel sostenere la transizione verso una mobilità, intelligente, sostenibile e sicura nell'UE;

42. invita la Commissione a intensificare gli sforzi intesi a migliorare la connettività della rete ferroviaria europea – in particolare i collegamenti internazionali – per rendere più attraente il trasporto passeggeri mediante ferrovia per gli spostamenti su medie e lunghe distanze; chiede inoltre miglioramenti della capacità di trasporto di merci mediante ferrovia e vie navigabili interne;

"Dai campi alla tavola": concepire un sistema alimentare equo, sano ed ecocompatibile

43. invita la Commissione a utilizzare la strategia "Dai campi alla tavola" per costruire una visione realmente a lungo termine per un sistema alimentare europeo sostenibile e competitivo, in grado di garantire l'accesso a prodotti sani e di alta qualità attraverso obiettivi vincolanti per l'agricoltura in materia di biodiversità, clima, inquinamento atmosferico, inquinamento idrico, uso di pesticidi e degrado del suolo, affrontando le questioni di sostenibilità legate al consumo, alla salute e al commercio e salvaguardando un elevato livello di salute e benessere degli animali, nonché promuovendo al contempo la reciprocità delle norme di produzione dell'UE con tutti i partner commerciali;

44. sottolinea l'importanza degli agricoltori e dei pescatori europei nella gestione della transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente in cui siano garantiti i mezzi di sussistenza e un reddito equo per gli agricoltori e i pescatori;

45. ricorda che, sebbene l'agricoltura sia responsabile di circa il 10 % delle emissioni di gas a effetto serra nell'UE, essa può aiutare l'Unione a ridurre le proprie emissioni attraverso una buona gestione del suolo, l'agroforestazione, la protezione della biodiversità e altre tecniche di gestione del territorio; riconosce che l'agricoltura globale può realizzare risparmi annuali di emissioni di circa 3,9 gigatonnellate di CO2 equivalente entro il 2050, il che rappresenta circa l'8 % delle attuali emissioni globali di gas a effetto serra;

46. sottolinea che la politica agricola comune (PAC) e la strategia "Dai campi alla tavola" devono essere stabilite congiuntamente a livello europeo, al fine di integrarsi a vicenda e preservare un giusto equilibrio tra produzione, salute dei consumatori e ambiente, e devono ricevere risorse adeguate per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare;

47. è a favore di una PAC sostenibile ed efficiente che incoraggi attivamente gli agricoltori a realizzare maggiori benefici ambientali e climatici, anche mediante norme comuni rafforzate e requisiti obbligatori, in particolare per i regimi ecologici, fornendo agli agricoltori un'ampia gamma di strumenti adeguati alle specifiche condizioni nazionali, allo scopo di utilizzare in modo più efficiente le risorse e i mezzi essenziali nella produzione alimentare, migliorare la biodiversità e i terreni, aumentare il sequestro del carbonio, preservare gli habitat sensibili, contribuire all'economia circolare, ridurre i rifiuti nel ciclo di produzione e abolire le sovvenzioni dannose per il clima;

48. ribadisce che la riduzione dell'uso di pesticidi è uno degli obiettivi altamente prioritari per un'agricoltura sostenibile che mira ad arrestare la diffusa contaminazione delle risorse alimentari, del suolo e dell'acqua e il declino della biodiversità, nonché gli impatti negativi sulla salute umana; invita pertanto la Commissione a introdurre, a livello europeo, un obiettivo obbligatorio di breve, medio e lungo termine per ridurre la frequenza nell'uso di pesticidi;

49. sottolinea che, al fine di garantire alimenti di alta qualità e nutrienti sufficienti per una popolazione in crescita, nonché di ridurre la perdita di cibo e gli sprechi alimentari, sono necessari investimenti nell'innovazione, in tecniche agricole intelligenti e in metodi di produzione agroecologici, come la cattura del metano dal letame e un uso più efficiente dei fertilizzanti, mirando a un sistema agricolo dell'UE neutro dal punto di vista delle emissioni di carbonio;

50. sottolinea che, del 30 % del bilancio del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) per il periodo 2021-2027 che è riservato all'azione per il clima, almeno il 25 % dovrebbe essere utilizzato per la protezione dell'ambiente marino; riconosce il potenziale del settore della pesca nel contribuire a un'alimentazione più sana e rispettosa del clima; sottolinea con forza la necessità che il settore sia in linea con gli obiettivi ambientali, climatici e di sostenibilità dell'UE, in virtù dei quali la protezione degli ecosistemi marini e la sostenibilità degli stock ittici sono garantiti; evidenzia l'importanza di garantire un adeguato sostegno per i pescatori europei, sia uomini che donne, nella loro transizione verso attività di pesca sostenibili;

51. chiede una revisione del regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori[7], al fine di introdurre un sistema di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio a livello di Unione europea, per evitare la frammentazione del mercato unico e fornire un'etichettatura nutrizionale obiettiva, trasparente e favorevole ai consumatori, esposta al loro primo sguardo su tutti i prodotti, tenendo conto della ricerca condotta sui consumatori stessi; chiede inoltre un miglioramento dell'etichettatura obbligatoria indicante il paese d'origine e informazioni chiare sull'impronta ambientale degli alimenti onde consentire ai consumatori di fare scelte più rispettose dell'ambiente; chiede altresì un'etichettatura relativa al metodo di produzione; ricorda l'importanza di fornire indicazioni trasparenti e favorevoli al consumatore direttamente sull'etichetta degli alimenti e ritiene che gli strumenti di informazione digitali possano integrare ma non sostituire le informazioni indicate sull'etichetta;

52. invita la Commissione a continuare ad affrontare il problema delle differenze di qualità dei prodotti alimentari nel mercato interno per garantire che tutti gli europei abbiano accesso ad alimenti della stessa qualità; mette in evidenza il ruolo fondamentale dell'educazione e della sensibilizzazione nel promuovere il consumo di alimenti sani e sostenibili;

Preservare e ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità

53. valuta positivamente l'impegno a presentare una nuova strategia in materia di biodiversità per il 2030 in vista della 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica; sottolinea che l'UE dovrebbe fare pressione per un accordo ambizioso sul quadro post-2020 in materia di biodiversità, con un obiettivo e traguardi chiari; ritiene fondamentale arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, sia all'interno dell'UE che a livello globale;

54. si rammarica profondamente del fatto che l'UE non stia rispettando gli impegni che ha contratto in materia di biodiversità, quali stabiliti con gli obiettivi di Aichi o l'attuale strategia sulla biodiversità; sottolinea che la strategia dell'UE in materia di biodiversità per il 2030 deve contenere obiettivi giuridicamente vincolanti per l'Unione e i suoi Stati membri, ed essere accompagnata da risorse e strumenti sufficienti per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, nonché il miglioramento significativo dello stato della biodiversità e dell'ambiente;

55. sottolinea che è importante aumentare le aree protette e migliorare la loro connettività e gestione sulla terraferma e in mare; prende atto dei piani della Commissione volti a individuare misure per migliorare e ripristinare gli ecosistemi danneggiati e a proporre un piano di ripristino della natura; sottolinea l'importanza di far rientrare in tale piano tutti gli ecosistemi e di predisporre strumenti e obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino;

56. ricorda che le foreste sono indispensabili per il nostro pianeta e la biodiversità; si compiace dell'intenzione della Commissione di preparare una nuova strategia forestale e di affrontare la deforestazione globale; chiede una nuova, ambiziosa strategia forestale e misure di imboschimento che siano basate sulla sostenibilità e proteggano e ripristinino la biodiversità, oltre a mitigare il cambiamento climatico; sottolinea inoltre la necessità di porre in atto azioni e misure di prevenzione degli incendi boschivi;

57. sottolinea che sono necessarie solide misure di regolamentazione adottate sulla base della dovuta diligenza per garantire che nessun prodotto che entra nel mercato dell'UE contribuisca alla deforestazione, alla perdita di biodiversità, al degrado dell'ambiente o alle violazioni dei diritti umani, in qualsiasi fase della catena di approvvigionamento; è del parere che l'azione dell'UE contro la deforestazione dovrebbe affrontare le sue principali cause, tra cui l'olio di palma, la soia, la carne bovina e il cacao; chiede alla Commissione di eliminare gradualmente, non appena possibile, i biocarburanti ad alto rischio ILUC utilizzati nell'UE;

58. sottolinea che l'8° Programma d'azione per l'ambiente deve riflettere l'ambizione presentata nel Green Deal europeo, essere pienamente allineato all'attuazione degli SDG e portarla avanti;

Obiettivo "inquinamento zero" per un ambiente libero da sostanze tossiche

59. sottolinea che il Piano d'azione per l'inquinamento zero di aria, acqua e suolo deve costituire una strategia globale e trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale e dall'inquinamento; sottolinea altresì che tale strategia dovrebbe passare dalla riduzione alla prevenzione dell'inquinamento e, in ultima analisi, al suo azzeramento, come anche ad affrontare l'inquinamento derivante da un'ampia gamma di attività umane, come l'industria, la casa, i trasporti, il turismo e le fonti agricole;

60. ribadisce che l'UE deve allineare pienamente gli standard di qualità dell'aria ai più recenti consensi scientifici internazionali e alle raccomandazioni dell'OMS; ritiene che gli obiettivi fissati nel quadro della direttiva sui limiti di emissione nazionali[8] debbano essere rafforzati stabilendo obiettivi di riduzione delle emissioni di metano, nerofumo e mercurio, al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente; ribadisce che, nel frattempo, la legislazione orizzontale esistente in materia di qualità dell'aria deve essere pienamente attuata;

61. sottolinea che la revisione della direttiva relativa alle emissioni industriali[9] dovrebbe porre l'accento sulla prevenzione dell'inquinamento, la coerenza con le politiche sull'economia circolare e la decarbonizzazione; evidenzia, a questo proposito, che le norme sulle emissioni industriali devono essere rielaborate per dare priorità alla produzione di energia pulita, alla qualità e all'approvvigionamento dell'acqua, alla gestione delle risorse e alla sostituzione delle sostanze chimiche che destano preoccupazione; ribadisce che le fonti di inquinamento non ancora trattate a livello dell'UE, come le emissioni inquinanti delle navi nei porti e degli aerei negli aeroporti, devono essere affrontate;

62. si attende che la nuova strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità fornisca un quadro generale a lungo termine per una politica in materia di sostanze chimiche che affronti orizzontalmente vari atti legislativi e politiche pertinenti, tra cui l'identificazione, il controllo e la graduale eliminazione delle sostanze chimiche che destano preoccupazione, in particolare gli interferenti endocrini (IE), le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR), le sostanze chimiche persistenti, i neurotossici e gli immunotossici contenuti in tutti i prodotti di consumo, soprattutto là dove esistono alternative più sicure, garantendo nel contempo un ambiente non tossico per le generazioni attuali e future, e soprattutto per le popolazioni vulnerabili;

63. sottolinea che l'adozione dei criteri orizzontali per l'identificazione degli IE in tutti i settori e l'effettiva riduzione dell'esposizione complessiva degli esseri umani e dell'ambiente agli IE sono di fondamentale importanza; invita pertanto la Commissione a rivedere la legislazione dell'UE sui giocattoli e i cosmetici per trattare gli IE alla stregua delle sostanze CMR e a rivedere la legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti per sostituire gli IE che sono ancora utilizzati; sottolinea inoltre che il nuovo quadro globale sugli IE deve garantire che si tenga conto degli effetti derivanti dalle miscele e delle esposizioni combinate;

64. invita la Commissione ad adottare un'azione legislativa chiara che affronti il problema dei prodotti farmaceutici nell'ambiente, come risultato sia del processo di fabbricazione che del loro uso e smaltimento;

Finanziare il Green Deal europeo e garantire una transizione giusta

65. sottolinea che le nuove iniziative devono essere finanziate con fondi supplementari; considera che solo un piano di finanziamento globale basato su un insieme coerente di proposte che mirino a stimolare gli investimenti pubblici e privati a tutti i livelli (europeo, nazionale, regionale, locale) fornirebbe gli investimenti aggiuntivi necessari per attuare il Green Deal europeo; è fermamente convinto che il principio di una transizione giusta e inclusiva dovrebbe essere al centro di questo piano per affrontare i problemi ambientali, sociali ed economici in modo coerente e integrato; ritiene che il piano di investimenti per un'Europa sostenibile dovrebbe contribuire a finanziare la transizione verso un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio, aiutando nel contempo i lavoratori, le comunità e le autorità locali, e affrontando le crescenti disuguaglianze tra persone e luoghi;

66. sottolinea che sono necessari 260 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati supplementari l'anno per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici attualmente concordati per il 2030 e che questa cifra rappresenterebbe, secondo la stessa Commissione, una stima conservativa; sottolinea che la Corte dei conti valuta che sarebbe necessario investire un totale di 1 115 miliardi di EUR l'anno per raggiungere gli obiettivi attualmente concordati per il clima e l'energia per il 2030, e ritiene pertanto che l'obiettivo della Commissione dovrebbe essere rivisto al rialzo;

67. chiede una revisione dell'attuale quadro di bilancio europeo per garantire un adeguato finanziamento del Green Deal europeo; accoglie favorevolmente l'intenzione della Commissione di lavorare con gli Stati membri in vista di un'impostazione ecologica dei bilanci nazionali, ma teme che ciò non sia all'altezza delle aspettative e delle necessità dei cittadini e dei territori europei; chiede la revisione dell'attuale clausola sugli investimenti nell'ambito del Patto di stabilità e crescita e l'introduzione di una regola d'oro nel quadro di bilancio europeo, che escluda dal calcolo dei disavanzi pubblici degli Stati membri gli investimenti pubblici volti a mitigare i cambiamenti climatici o ad adattarsi ad essi in modo giusto e inclusivo;

68. accoglie con favore l'adozione, il 14 novembre 2019, da parte del Consiglio di amministrazione della BEI, di una nuova politica di prestiti per l'energia quale contributo positivo alla realizzazione del Green Deal europeo; chiede un'ulteriore revisione della politica di investimento della BEI per fornire in via prioritaria finanziamenti mirati alle iniziative del Green Deal, tenendo conto dell'addizionalità che i finanziamenti della BEI possono fornire combinati con altre fonti; sottolinea che il coordinamento con altri strumenti di finanziamento è fondamentale, dato che il gruppo BEI non può finanziare da solo tutte le iniziative del Green Deal europeo; chiede una revisione del quadro di governance della BEI per rafforzare la sua responsabilità democratica;

69. sottolinea che l'attuale squilibrio del mercato tra la bassa offerta e l'alta domanda di prodotti finanziari sostenibili deve essere affrontato; accoglie con favore, a questo proposito, l'accordo raggiunto tra il Parlamento e il Consiglio sulla tassonomia, inteso a garantire che gli investimenti sostenibili siano realmente tali e a incoraggiare gli investimenti privati in queste attività; insiste sul fatto che non ci si può aspettare che il settore privato raggiunga da solo la massa critica necessaria, nonché sul fatto che il settore pubblico dovrebbe rafforzare il suo ruolo nei mercati finanziari sostenibili;

70. ritiene che la prevista revisione delle norme sugli aiuti di Stato dovrebbe mirare a rafforzare e semplificare la capacità di investimento in soluzioni sostenibili e strumenti concreti per le autorità nazionali, regionali e locali, il cui ruolo sarà determinante per un'attuazione efficace e innovativa del Green Deal europeo; mette tuttavia in guardia contro il fatto che detta revisione non dovrebbe essere utilizzata per indebolire il solido insieme di regole di concorrenza dell'UE, bensì per consentire un'azione legittima nell'attuazione del Green Deal e della transizione giusta;

71. prevede una progressiva revisione del semestre europeo che integri gli SDG, per fare di tale processo un potente motore di cambiamento verso un benessere sostenibile per tutti in Europa; chiede quindi un approccio più olistico alla misurazione dell'impatto delle politiche verso la realizzazione degli SDG al di là del PIL, spostando in particolare l'attenzione sul benessere delle persone; chiede inoltre l'integrazione di obiettivi e indicatori di benessere nell'intero ciclo del semestre europeo, ossia l'analisi annuale della crescita, la relazione sul meccanismo di allerta, la relazione congiunta sull'occupazione e le raccomandazioni specifiche per paese;

72. valuta molto positivamente l'impegno della Commissione a favore del meccanismo per una transizione giusta a seguito delle ripetute richieste del Parlamento volte a far sì che detto meccanismo garantisca che nessuno sia lasciato indietro; sottolinea l'importanza di una transizione giusta verso un'economia neutra dal punto di vista climatico e la necessità di un approccio proattivo e partecipativo inteso a garantire che tutte le fasce della società traggano beneficio dalla transizione e a sostenere regioni, segnatamente quelle carbonifere e quelle ad alta intensità di carbonio, comunità e forza lavoro di tutti i settori maggiormente colpiti dalla decarbonizzazione, anche favorendo lo sviluppo di nuovi progetti e di nuove tecnologie per tali comunità; riconosce che i fondi di indennizzo non garantiscono da soli una transizione giusta e che una strategia globale dell'UE basata su un dialogo autentico con le persone e le comunità interessate, per lo sviluppo e la modernizzazione di queste regioni parallelamente alla riconversione dei siti, alla creazione di posti di lavoro di alta qualità e sostenibili, e a misure sociali che includano la riqualificazione e l'aggiornamento delle competenze, dovrebbe essere al centro di qualsiasi politica di transizione; insiste sul fatto che il Fondo per una giusta transizione deve essere finanziato con fondi supplementari, avere carattere complementare e non andare a scapito di altre politiche comunitarie di lungo termine;

73. ribadisce il suo sostegno inequivocabile al principio dell'integrazione delle questioni climatiche nel QFP, che deve andare oltre i livelli delle quote di spesa mirate, come indicato nella relazione interlocutoria sul QFP e dalla Commissione; sottolinea inoltre l'importanza di integrare la dimensione climatica e sociale nel processo decisionale riguardo a tutti i principali programmi del QFP e lungo l'intero ciclo di politica; chiede inoltre, in tale contesto, una metodologia più trasparente, rigorosa e globale, compresi indicatori di performance riformati per la definizione e il monitoraggio delle spese relative al clima e alla biodiversità, la prevenzione del sostegno finanziario per le misure dannose e il monitoraggio dell'impatto a medio e lungo termine dell'integrazione delle questioni climatiche per quanto concerne la mitigazione e l'adattamento;

74. ricorda che è importante introdurre nuove risorse proprie per il bilancio dell'UE, segnatamente generate dall'attuazione di iniziative dell'Unione per la protezione dell'ambiente, come sottolineato dal Parlamento in diverse occasioni, senza compromettere il principio dell'universalità del bilancio; accoglie con favore, come punto di partenza per i negoziati, la proposta della Commissione del 2018 riguardante l'introduzione di risorse proprie basate sui proventi delle aste dell'EU ETS e di una tassa sugli imballaggi in plastica non riciclati; ritiene che qualsiasi nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera dovrebbe contribuire al finanziamento del bilancio dell'UE;

75. chiede una dotazione finanziaria ambiziosa per la politica di coesione, con una chiara attenzione per le sfide ambientali e con almeno il 30 % delle risorse assegnato all'obiettivo strategico di un'economia più verde e a basse emissioni di carbonio, in transizione verso un'economia a zero emissioni nette di carbonio e un'Europa resiliente; sottolinea la necessità di una piena attuazione dei concetti di crescita sostenibile e di immunizzazione dagli effetti del clima nella politica di coesione per tutto il periodo successivo al 2020, compreso l'obiettivo di non utilizzare i fondi di coesione per investimenti legati alla produzione, alla trasformazione, al trasporto, alla distribuzione, allo stoccaggio o alla combustione di combustibili fossili; ricorda l'importanza degli investimenti pubblici nella politica di coesione;

Mobilitare la ricerca e promuovere l'innovazione

76. sottolinea la necessità di mantenere per Orizzonte Europa una dotazione ambiziosa di 120 miliardi di EUR a prezzi correnti, al fine di raccogliere le considerevoli sfide dell'innovazione per una transizione digitale e industriale verso la neutralità climatica, tenendo conto del fatto che almeno il 35 % del bilancio di Orizzonte Europa dovrebbe contribuire agli obiettivi climatici; chiede alla Commissione di massimizzare le opportunità derivanti dal contesto più ampio dell'innovazione basato sulla scienza e la conoscenza, dato che alcune nuove tecnologie abilitanti fondamentali come l'apprendimento automatico, la tecnologia del registro distribuito, le tecnologie, rispettose dell'ambiente, a basse emissioni di carbonio e dell'economia circolare, la low tech, le reti 5G e l'informatica quantistica saranno fondamentali per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050;

77. chiede un adeguato finanziamento della ricerca e una più intensa collaborazione interdisciplinare per la sostituzione delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose – comprese quelle utilizzate nei materiali, nei processi o nelle tecnologie – e la progettazione di alternative più sicure sulla base dei loro rischi, delle loro prestazioni e della loro vitalità economica, al fine di evitare che una sostanza chimica tossica sia sostituita con un'altra che desta pari o maggiore preoccupazione; chiede alla Commissione e agli Stati membri di facilitare partenariati trasparenti di investimento pubblico-privato per sostenere la ricerca di alternative più sicure e fornire sostegno tecnico alle PMI, in particolare per quanto riguarda la fattibilità tecnica delle alternative;

78. sottolinea l'importanza della complementarità e delle sinergie tra i fondi e gli altri strumenti dell'Unione, così come l'importanza di rafforzare la ricerca e l'innovazione e il trasferimento tecnologico dei risultati nei settori della mitigazione dei cambiamenti climatici, dell'adattamento, della protezione e del ripristino della biodiversità, dell'efficienza delle risorse e della circolarità, delle tecnologie a basse emissioni di carbonio e a zero emissioni, e della raccolta di dati a sostegno della realizzazione degli obiettivi del Green Deal europeo; sottolinea che le esistenti tecnologie innovative rispettose dell'ambiente e del clima devono essere sostenute in vista della commercializzazione, in particolare nei settori dell'accrescimento di scala, dello sviluppo delle infrastrutture e dei sistemi di prezzi;

79. insiste sull'importanza di sostenere l'immissione sul mercato, che è un fattore chiave per trasformare il cospicuo capitale di conoscenze dell'UE in innovazioni;

80. sottolinea, inoltre, l'importanza di creare un ambiente che sia favorevole alla ricerca e all'innovazione, così come un ecosistema di ricerca e innovazione che favorisca lo sviluppo di tecnologie innovative e renda possibile la sperimentazione di tecnologie e prodotti, ad esempio attraverso zone di prova meno regolamentate e/o laboratori di prova, una maggiore accettazione del fallimento nella ricerca e nell'innovazione, e un sostegno finanziario semplificato;

"Non nuocere" – Integrare la sostenibilità in tutte le politiche dell'UE

81. insiste su un approccio congiunto per quanto concerne l'attuazione dell'Accordo di Parigi, della Convenzione sulla diversità biologica e dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sia nelle politiche interne che in quelle esterne; sottolinea che è importante utilizzare soluzioni basate sulla natura che contribuiscano sia alla protezione della biodiversità che alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi; sottolinea che il principio di precauzione dovrebbe guidare le azioni dell'UE in tutti i settori di politica insieme al principio del "non nuocere", nel massimo rispetto del principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, in particolare in termini di sviluppo, commercio, agricoltura, energia e clima;

82. sottolinea la necessità di integrare l'ambizione climatica e ambientale in tutte le politiche dell'UE, compresa la politica commerciale; invita la Commissione a garantire che tutti i futuri accordi commerciali e di investimento firmati dall'UE siano pienamente compatibili con l'Accordo di Parigi e gli SDG e che le disposizioni ambientali e climatiche siano giuridicamente vincolanti e applicabili; chiede alla Commissione di effettuare e pubblicare una valutazione globale della coerenza degli accordi esistenti e futuri con l'Accordo di Parigi;

83. chiede alla Commissione di realizzare lo scenario 1 del documento di riflessione intitolato "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030", come chiesto dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 14 marzo 2019 dal titolo "Relazione strategica annuale sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile"[10], scenario che richiede, tra l'altro, che il principio "sustainability first" (privilegiare la sostenibilità) sia integrato nell'Agenda "Legiferare meglio" dell'UE e dei suoi Stati membri;

84. sottolinea che i capitoli relativi al commercio e allo sviluppo sostenibile negli accordi commerciali dell'UE devono includere l'impegno di ciascuna delle parti a ratificare e attuare le otto convenzioni principali e le quattro convenzioni prioritarie dell'OIL, come anche gli accordi internazionali multilaterali sull'ambiente, fornendo una tabella di marcia per la ratifica prima della conclusione dei negoziati; mette in evidenza che i capitoli relativi al commercio e allo sviluppo sostenibile devono includere misure deterrenti efficaci in caso di gravi e comprovate violazioni degli impegni ambientali, comprese sanzioni commerciali, e devono essere coperti dai meccanismi generali di risoluzione delle controversie, su un piano di parità con le altre parti dell'accordo;

85. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di promuovere catene di approvvigionamento sostenibili al fine di aumentare i benefici dell'economia circolare a livello nazionale e globale; sottolinea che ciò può essere realizzato solo attraverso obblighi vincolanti relativi al dovere di diligenza in conformità delle linee guida OCSE che rispettano pienamente le norme ambientali, sociali e di sicurezza, nonché attuando integralmente i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; si aspetta che la Commissione presenti un'iniziativa legislativa sulla dovuta diligenza, che comprenda l'introduzione di un sistema obbligatorio, trasparente e funzionante di tracciabilità sociale e ambientale, lungo tutta la catena di produzione;

L'UE in quanto leader globale

86. sostiene con fermezza il proseguimento e l'ulteriore rafforzamento dell'opera di sensibilizzazione politica dell'UE sulla base della "diplomazia del Green Deal", che è essenziale per mobilitare l'azione per il clima e la protezione dell'ambiente nei paesi partner e influenzare l'opinione pubblica mondiale; incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad affrontare la diplomazia climatica e ambientale dell'UE in modo olistico creando collegamenti tra cambiamento climatico, protezione della biodiversità, sviluppo sostenibile, agricoltura, risoluzione dei conflitti, migrazione e preoccupazioni umanitarie, al fine di agevolare la transizione globale verso l'azzeramento delle emissioni nette, la resilienza climatica, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare e idrica;

87. sottolinea che tutti gli strumenti di politica esterna dovrebbero essere pienamente in linea con gli obiettivi dell'UE in materia di clima, biodiversità e ambiente; ricorda la posizione del Parlamento secondo cui, nel prossimo periodo di programmazione finanziaria, le azioni nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA III) dovrebbero contribuire almeno per il 16 % della loro dotazione finanziaria complessiva agli obiettivi climatici, mentre le azioni nell'ambito del regolamento che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) dovrebbero contribuire per il 45 % della loro dotazione finanziaria complessiva agli obiettivi climatici, alla gestione e alla protezione dell'ambiente, alla biodiversità e alla lotta contro la desertificazione, con il 30 % delle risorse finanziarie complessive del NDICI destinato alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi;

88. ribadisce la necessità di affrontare le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici sullo sviluppo economico di lungo termine dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei paesi meno sviluppati (PMS) e dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS); chiede pertanto che si investa maggiormente in infrastrutture resilienti nei paesi in via di sviluppo per rispondere all'intensificarsi dei disastri naturali;

89. sottolinea che, secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, le conoscenze autoctone e tradizionali rappresentano una risorsa importante nella prevenzione dei cambiamenti climatici, in particolare per il fatto che i territori delle popolazioni indigene comprendono circa l'80 % della biodiversità che ancora rimane nel mondo; mette in evidenza la necessità di affrontare l'interdipendenza delle dimensioni climatica, ambientale, economica e sociale, e in particolare gli effetti diretti che i cambiamenti climatici hanno sulle comunità indigene e la profonda minaccia esistenziale che molte di esse, comprese le comunità incontattate, subiscono;

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90. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

[1] Testi approvati, P9_TA(2019)0078.

[2] GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.

[3] GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1.

[4] GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.

[5] GU L 115 del 25.4.2013, pag. 39.

[6] GU L 307 del 28.10.2014, pag. 1.

[7] GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18.

[8] GU L 344 del 17.12.2016, pag. 1.

[9] GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.

[10] Testi approvati, P9_TA(2019)0220.

Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2020Note legali - Informativa sulla privacy