Proposta di risoluzione - B9-0148/2020Proposta di risoluzione
B9-0148/2020

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze

14.4.2020 - (2020/2616(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento

Manon Aubry, Martin Schirdewan
a nome del gruppo GUE/NGL

Procedura : 2020/2616(RSP)
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B9-0148/2020
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B9-0148/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze

(2020/2616(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la valutazione dei rischi dell'epidemia di COVID-19 svolta dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) la quale ha dichiarato che il rischio di diffusione e il rischio di impatto della COVID-19 a livello mondiale sono "molto elevati" e che l'epidemia può essere caratterizzata come pandemia,

 visto il piano strategico di preparazione e risposta dell'OMS relativo al nuovo coronavirus,

 vista la valutazione rapida dei rischi relativa alla pandemia di coronavirus elaborata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e i relativi aggiornamenti,

 viste le più recenti relazioni dell'ECDC sulle minacce poste dalle malattie trasmissibili e i suoi orientamenti in materia di sanità pubblica relativi alla COVID-19,

 vista la decisione n. 1082/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE[1],

 vista la decisione n. 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, su un meccanismo unionale di protezione civile[2],

 vista la Carta sociale europea riveduta del Consiglio d'Europa del 3 maggio 1996,

 visto il pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione nel novembre 2017,

 vista la dichiarazione dei ministri delle Finanze del 23 marzo 2020 sul patto di stabilità e di crescita alla luce della crisi della Covid-19,

 vista la proposta di regolamento del Consiglio, del 2 aprile 2020, che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE) a seguito della pandemia di COVID-19, presentata dalla Commissione europea (COM(2020) 139),

 vista la nota di valutazione preliminare dell'Organizzazione mondiale del lavoro dal titolo "COVID-19 and the World of Work: Impacts and Responses" (la COVID-19 e il mondo del lavoro: ripercussioni e risposte),

 visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria (Patto di bilancio),

 viste le dichiarazioni della Banca centrale europea del 12 e del 18 marzo 2020[3],

 vista la riduzione dei tassi d'interesse deciso dalla Federal Reserve il 3 marzo 2020[4],

 vista la dichiarazione dell'Eurogruppo del 4 marzo 2020[5],

 vista la dichiarazione del Consiglio europeo del giovedì 26 marzo 2020[6],

 vista la valutazione economica intermedia dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico del 2 marzo 2020[7],

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

 vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla solidarietà globale nella lotta contro la malattia da coronavirus 2019,

 vista la relazione di aggiornamento della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo dal titolo "The COVID-19 Shock to Developing Countries" (lo shock per i paesi in via di sviluppo dovuto alla COVID-19),

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[8],

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il nuovo coronavirus, segnalato per la prima volta a Wuhan nel dicembre 2019 e attualmente noto come grave sindrome respiratoria acuta da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) si è ora diffuso, assieme alla malattia associata COVID-19, in tutto il mondo ed è ufficialmente caratterizzato come pandemia;

B. considerando che i sistemi di assistenza sanitaria pubblica sono sottoposti a forti pressioni per garantire un'assistenza adeguata a tutti i pazienti; che tali sistemi ricevono sempre meno finanziamenti e sono trascurati, da un lato, a causa dei processi di liberalizzazione e di privatizzazione e, dall'altro, a causa delle misure di austerità di destra; che essi, di conseguenza, sono meno in grado di funzionare sia in situazioni normali che anormali, compresa l'attuale epidemia COVID-19; che in tutti gli Stati membri si registra una preoccupante carenza di letti nei reparti di terapia intensiva, di dispositivi di protezione individuale, di medicinali e di dispositivi medici; che questa scarsità varia notevolmente da paese a paese;

C. considerando che la pandemia COVID-19 ha messo a nudo le conseguenze delle politiche neoliberiste dell'UE e l'assenza di coordinamento e solidarietà tra gli Stati membri nei periodi di crisi sanitaria, che hanno anche ritardato le misure necessarie per sostenere gli Stati membri in gravi difficoltà e stimolare la ripresa economica e sociale; considerando che l'UE non è riuscita a promuovere una strategia comune di lotta al virus per evitare la concorrenza tra Stati membri nell'ottenere risorse sanitarie scarse;

D. considerando che l'OIL ha affermato che la crisi economica e del lavoro, accelerata dalla pandemia di COVID-19, potrebbe portare a una perdita globale di occupazione pari a 195 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel secondo trimestre del 2020;

E. considerando che la pandemia COVID-19 ha avuto un impatto massiccio e dirompente sui sistemi economici degli Stati membri provocando perturbazioni nella società, in particolare per quanto riguarda i gruppi vulnerabili e i redditi e i diritti dei lavoratori; che la copertura della contrattazione collettiva sta diminuendo in tutta l'Unione;

F. considerando che la Banca centrale europea si è impegnata a mettere a punto un Programma di acquisto per l'emergenza pandemica di 750 miliardi di EUR per l'acquisto di titoli del settore privato e pubblico, destinato ad alleviare parzialmente il debito pubblico durante la crisi, nonché di 120 miliardi di EUR per misure di allentamento monetario e di 20 miliardi di EUR per acquisti del debito;

G. considerando che la Commissione ha deciso di attivare la "clausola di salvaguardia generale" prevista nelle norme sul disavanzo del patto di stabilità e di crescita nel tentativo di incoraggiare la spesa pubblica da parte degli Stati membri, ma non ha abolito il patto;

H. considerando che sia l'epidemia che la conseguente crisi economica e sociale rappresentano problemi globali; che ora più che mai la concorrenza deve essere sostituita dalla solidarietà e dalla cooperazione a livello globale;

I. considerando che i cambiamenti climatici e la continua perdita di biodiversità e la distruzione di habitat naturali a livello mondiale aumentano notevolmente il rischio di malattie zoonotiche; che l'epidemia di COVID-19 non deve in alcun modo preso impropriamente a pretesto per giustificare ritardi nella lotta contro l'emergenza climatica e ambientale; che è urgente la necessità di una ricostruzione verde e sociale della nostra società e dell'economia dopo l'epidemia;

J. considerando che le misure adottate dai governi dovrebbero sempre rispettare i diritti fondamentali di tutti gli individui; che tali misure dovrebbero essere necessarie, proporzionate e temporanee;

K. considerando che il 30 marzo il parlamento ungherese ha approvato una legge che ha conferito a Viktor Orbán e al suo governo un mandato parlamentare per governare per decreto a tempo indeterminato e la possibilità di irrogare sanzioni fino a cinque anni di reclusione ai giornalisti che si occupano della pandemia;

L. considerando che l'introduzione o la proroga di controlli alle frontiere interne incide sul diritto alla libera circolazione e sullo spazio Schengen nel suo complesso; che le restrizioni dei viaggi non devono pregiudicare il diritto di chiedere asilo e devono rispettare gli obblighi relativi all'accesso alla protezione internazionale, in particolare il principio di non respingimento, e i diritti fondamentali, come stabilito all'articolo 4 del codice frontiere Schengen;

M. considerando che dal 17 marzo i campi delle cinque isole dell'Egeo sono in stato di confinamento, intrappolando circa 40 000 richiedenti asilo in centri gravemente sovraffollati e in condizioni disumane e degradanti ed esponendoli in tal modo a un maggiore rischio di contrarre la COVID-19; che la COVID-19 pone anche gravi rischi per le persone che si trovano nei centri di detenzione pre-allontanamento per migranti; considerando che i migranti privi di documenti sono tra i più esposti alla COVID-19 e tra i meno protetti poiché nella maggior parte degli Stati membri l'assistenza sanitaria di base non è accessibile ai migranti in situazione irregolare;

CRISI SANITARIA

Garantire cure e forniture essenziali

1. deplora le morti imputabili al COVID-19, esprime le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime, la propria vicinanza ai pazienti attualmente colpiti dal coronavirus e alle persone in quarantena e in autoisolamento e la propria solidarietà nei confronti dei paesi e delle regioni più colpiti in tutto il mondo;

2. loda e ringrazia i professionisti del settore sanitario che hanno lavorato instancabilmente e in condizioni particolarmente difficili per combattere la diffusione del virus e curare i pazienti affetti da COVID-19; invita gli Stati membri a garantire risorse, attrezzature di protezione e personale sufficienti in tutti i loro sistemi di assistenza sanitaria; apprezza e loda tutti gli altri lavoratori essenziali che hanno mantenuto in funzione la nostra società mettendo a repentaglio la propria salute e quella dei loro cari; riconosce che in molti casi si tratta delle stesse persone che da molti anni subiscono avversità, attacchi ai loro redditi e ai loro diritti, anche attraverso le raccomandazioni e le politiche neoliberiste dell'UE, e una mancanza di riconoscimento; chiede che si presti un'attenzione particolare all’agricoltura e al settore alimentare che dipende fortemente dal lavoro stagionale dei migranti; chiede la difesa dei diritti e un aumento delle retribuzioni e della protezione sociale per tutti i lavoratori, in linea con lo sviluppo della tecnologia e della produzione;  chiede un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori e delle loro famiglie;

3. deplora i ritardi da parte dell’UE nell'affrontare la pandemia ed è profondamente preoccupato per la mancanza di solidarietà da parte di alcuni Stati membri e della stessa UE nei confronti delle popolazioni più colpite dalla crisi; sottolinea la necessità di un coordinamento e di una pianificazione efficaci a livello dell'UE che prevedano una migliore ripartizione delle risorse esistenti per aiutare i paesi più bisognosi, la mobilitazione del settore privato e pubblico per produrre e condividere mascherine, ventilatori, test e medicinali al fine di invertire le dipendenze che sono state messe a nudo nel contesto dell'epidemia e fornire sostegno ai sistemi sanitari nazionali nelle varie fasi della pandemia, compresi orientamenti sulle misure che devono adottare le autorità nazionali, regionali e locali; invita tutti gli Stati membri che ne hanno la capacità a inviare medici, infermieri e risorse mediche alle regioni più colpite e a ricevere pazienti da tali regioni;

4. esprime profonda preoccupazione per la mancanza, a livello globale, europeo e nazionale, di forniture di dispositivi per la protezione individuale (DPI), kit di analisi, dispositivi medici e medicinali come conseguenza delle politiche di basse scorte e di esternalizzazione della produzione al di fuori dell'Unione europea e dei singoli Stati membri;  sottolinea che tale mancanza di forniture è particolarmente deplorevole nel caso dei professionisti del settore medico e sociale che si trovano in prima linea nella lotta e a contatto diretto con i pazienti, nonché nel caso dei gruppi economicamente vulnerabili; invita gli Stati membri a dar prova di solidarietà e garantire la disponibilità di DPI per il personale sanitario in tutta l'UE; accoglie con favore le procedure di appalto congiunte e accelerate avviate dalla Commissione con gli Stati membri e invita la Commissione e gli Stati membri a presentare un piano per sviluppare i settori produttivi strategici di ciascuno Stato membro in modo coordinato e coerente; invita gli Stati membri a nazionalizzare o requisire i siti di produzione in caso di necessità per poter produrre tutti i dispositivi medici necessari; invita la Commissione ad avvalersi pienamente di tutte le possibilità previste dai meccanismi di protezione civile dell'Unione per garantire un approvvigionamento adeguato in futuro;

5. sottolinea l'importanza di una rapida consegna di tutti i prodotti e dispositivi medici; chiede l'immediata attuazione ai valichi di frontiera di corsie prioritarie per gli automezzi pesanti e gli autocarri adibiti al trasporto di tali prodotti e dispositivi medici e a dare a tali veicoli la precedenza assoluta senza ritardi;

6. esprime preoccupazione per la protezione dei lavoratori non essenziali che dovrebbero smettere di lavorare durante il confinamento; invita gli Stati membri a sospendere le attività non essenziali; invita la Commissione a coordinare un approccio comune tra gli Stati membri e un elenco delle attività essenziali da svolgersi in quarantena con sufficienti dispositivi di protezione individuale e a raccomandare a tutti gli altri lavoratori di rimanere a casa;

7. chiede un approccio coordinato post-confinamento all'interno dell'UE per evitare una recrudescenza del virus; esorta gli Stati membri a elaborare congiuntamente criteri per revocare le misure di quarantena e altre misure di emergenza e ad allentare tali misure in modo coordinato, sulla base della preservazione della vita umana;

8. invita gli Stati membri ad adoperarsi per una migliore cooperazione, pianificazione e interconnessione tra loro per quanto riguarda i sistemi di assistenza sanitaria; propone l'attuazione di un più forte sistema di riconoscimento reciproco dei pagamenti diretti tra i diversi sistemi sanitari degli Stati membri; chiede l'istituzione di un quadro coordinato in materia di sanità per garantire la cooperazione tra gli Stati membri e l'attuazione di politiche solide; invita l'UE a fornire sostegno ai sistemi sanitari pubblici nazionali, nel rispetto delle competenze e della sovranità nazionali; invita la Commissione a coordinare un approccio comune per superare le carenze dei sistemi di assistenza sanitaria che la crisi della COVIDI-19 ha messo in luce contribuendo, tra l'altro, allo sviluppo di solide norme comuni in materia di assistenza sanitaria; chiede la creazione di un fondo sanitario volto a migliorare il sostegno a favore delle migliaia di responsabili politici regionali e locali che hanno difficoltà nel fornire servizi di sanità pubblica a livello locale;

9. esprime profonda preoccupazione per il modo in cui la pandemia di COVID-19 ha perturbato l'accesso ai servizi essenziali per la salute sessuale e riproduttiva e ha ostacolato la capacità delle autorità degli Stati membri di rispondere alla violenza di genere;

10. chiede agli Stati membri di prendere atto che molti operatori sanitari potrebbero essere traumatizzati dagli eventi in corso li invita a garantire loro un'adeguata assistenza; invita la Commissione a fornire i fondi necessari per rafforzare la protezione delle strutture e delle unità di assistenza sanitaria fisica e mentale e a condurre campagne di informazione e sensibilizzazione pubblica per sostenere tutti i cittadini, in particolare i gruppi vulnerabili esposti all'incertezza, all'isolamento e alla violenza;

11. sottolinea l'importanza del lavoro svolto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA);  invita la Commissione europea e gli Stati membri a garantire ora e nel quadro del futuro QFP risorse sufficienti all'ECDC e all'EMA, in particolare per quanto riguarda il loro personale;  ribadisce che i tagli precedenti di 20 dipendenti a tempo pieno presso l'ECDC dovrebbero, quanto meno, essere annullati immediatamente;  sottolinea che il personale dovrebbe essere di preferenza statutario e non contrattuale; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il ruolo e le competenze dell'ECDC al fine di garantire una migliore adozione delle sue raccomandazioni e orientamenti;

12. sottolinea la necessità di una valutazione approfondita dell'epidemia di COVID-19 e della risposta a livello mondiale, dell'UE e degli Stati membri alla pandemia per trarre insegnamenti dal fallimento delle politiche neoliberiste e di austerità e rafforzare i sistemi sanitari pubblici nella loro dimensione sia curativa che preventiva affinché siano meglio attrezzati e sufficientemente finanziati per affrontare una futura epidemia; sottolinea l'importanza di raccogliere dati non personali aggiornati e pertinenti al riguardo;

13. si compiace dei 47,5 milioni di EUR destinati alla ricerca urgente per lo sviluppo di un vaccino e di una cura contro la COVID-19 e la diagnostica finalizzata a impedire la diffusione del coronavirus; sottolinea l'importanza di fondi UE sufficienti per la preparazione e la risposta all'epidemia di COVID-19, come ad esempio l'Archivio europeo sui virus – GLOBAL (EVAg), il progetto PREPARE e la rete di collaborazione mondiale nella ricerca in materia di capacità di gestione delle malattie infettive (GloPID-R);

14. invita la Commissione a garantire che, quando sono investiti fondi pubblici dell'UE nella ricerca, i risultati di tale ricerca non siano protetti da diritti di proprietà intellettuale e che i prodotti sviluppati abbiano prezzi accessibili per i pazienti; sottolinea l'importanza delle attività e delle istituzioni pubbliche nel campo della ricerca e dello sviluppo e della cooperazione a livello internazionale, pur esprimendo preoccupazione per il ruolo dominante delle multinazionali nel settore farmaceutico; esorta tutte le aziende farmaceutiche a mettere in comune i loro dati e le loro conoscenze nello sforzo collettivo teso a individuare, testare, sviluppare e produrre cure per arginare la malattia;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a evitare gli errori del passato, vale a dire l'accantonamento della ricerca di un vaccino dopo l'epidemia di SARS, quando invece un proseguimento di tale ricerca avrebbe potuto accelerare notevolmente gli attuali sforzi per trovare un vaccino, poiché i due virus sono strettamente correlati; chiede che venga garantito che l'attuale ricerca in materia di vaccini non sarà interrotta una volta conclusa l'epidemia di COVID-19;

16. sottolinea che il rafforzamento dell'offerta pubblica di assistenza sanitaria universale è il modo migliore per contrastare le epidemie globali e proteggere le nostre società e sottolinea che la sanità pubblica dovrebbe essere nelle mani del settore pubblico o del settore non profit per non dipendere dal mercato; chiede la costituzione di società farmaceutiche pubbliche; chiede la salvaguardia dei sistemi sanitari pubblici e un aumento sostanziale dei loro finanziamenti per garantire l'accesso universale a ospedali, strutture di assistenza per gli anziani, servizi sanitari locali e farmaci di buona qualità nonché il rispetto dei diritti delle persone con disabilità; deplora che il patto di stabilità e crescita e le raccomandazioni specifiche per paese nell'ambito del semestre europeo abbiano indotto gli Stati membri a tagliare i finanziamenti destinati ai loro sistemi sanitari per raggiungere criteri di convergenza nominali; invita tutti gli Stati membri a porre fine ai tagli di bilancio e a investire massicciamente nei loro sistemi sanitari pubblici, anche in un contesto di ulteriore deterioramento della crisi economica;

CRISI FINANZIARIA

Salvare l'occupazione, i redditi e la protezione sociale

17. prende atto della proposta di regolamento del Consiglio sul SURE presentata dalla Commissione europea il 2 aprile 2020; chiede che il nuovo strumento garantisca l'occupazione, le retribuzioni e i diritti dei lavoratori; deplora, tuttavia, che SURE resti un meccanismo volontario e che il suo finanziamento avvenga soltanto sotto forma di prestiti anziché di sovvenzioni pubbliche, reperiti sui mercati finanziari, che consentiranno alle banche private di trarre profitto dalla crisi e aggraveranno l'indebitamento degli Stati membri; evidenzia che l'impiego di tale strumento non dovrebbe comportare una perdita di reddito per i lavoratori;

18. invita gli Stati membri ad avvalersi pienamente del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per attenuare le ricadute della crisi sui lavoratori licenziati e sui gruppi più vulnerabili; invita la Commissione a predisporre senza indugio misure di emergenza per evitare la chiusura di programmi nell'ambito del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione il 31 dicembre 2020 qualora non si trovi per tempo un accordo sul QFP;

19. invita gli Stati membri a investire nei servizi pubblici di interesse generale, in particolare la sanità, l'istruzione, la cura dell'infanzia, l'assistenza agli anziani e le case di riposo, come pure i servizi di assistenza per i senzatetto e gli alloggi, onde attenuare la crisi sociale e migliorare la vita dei gruppi svantaggiati, tra cui i soggetti a rischio di povertà o di esclusione sociale;

20. chiede agli Stati membri di vietare gli sfratti e consentire a tutti i disoccupati e ai mutuatari a basso e medio reddito di sospendere il rimborso dei mutui e il pagamento dei canoni di affitto per la durata della crisi, in caso di difficoltà finanziarie, e senza commissioni bancarie supplementari;

21. invita gli Stati membri a promuovere il dialogo sociale e la contrattazione collettiva nell'affrontare la crisi del COVID-19, nonché a garantire il pieno coinvolgimento delle parti sociali nella concezione e nell'attuazione delle misure adottate; li invita inoltre ad adottare le misure necessarie per preservare l'occupazione, le condizioni di lavoro e le retribuzioni, tra cui misure a favore della riduzione dell'orario di lavoro, meccanismi di compensazione per la perdita di reddito e misure analoghe; denuncia i tentativi di alcuni Stati membri e imprese di trarre vantaggio dalla situazione, attaccando i diritti dei lavoratori e le condizioni di lavoro; invita gli Stati membri a consultare i sindacati e i lavoratori in sede di definizione delle misure per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro contro la diffusione dell'epidemia di CODID-19 e all'atto di arrestare le attività non essenziali onde tutelare i lavoratori dal contagio;

22. chiede agli Stati membri di prorogare la durata e di sospendere le condizionalità per beneficiare delle prestazioni di disoccupazione fino alla completa ripresa dell'economia; considera necessario prestare particolare attenzione alla tutela dei soggetti più lontani dal mercato del lavoro;

23. invita gli Stati membri, a determinate condizioni sociali e ambientali, ad assumersi la responsabilità di pagatori di ultima istanza coprendo direttamente le fatture delle PMI e finanziando misure per salvare i posti di lavoro e tutelare i redditi, quali ad esempio le integrazioni salariali; lì invita altresì a sovvenzionare i regimi di disoccupazione parziale a garanzia della piena retribuzione nonché a concedere una proroga del congedo di malattia retribuito e le riduzioni dell'orario di lavoro per i lavoratori che si occupano dei figli e dei familiari a carico, mantenendo nel contempo la retribuzione a tempo pieno; invita gli Stati membri a bloccare le attività delle piattaforme digitali e a estendere le misure di tutela ai lavoratori autonomi fittizi e a tutti gli altri lavoratori atipici, compresi i lavoratori delle piattaforme, allo scopo di compensare tutti i mancati guadagni;

24. sottolinea che tutti gli aiuti finanziari a favore di imprese private dovrebbero essere subordinati all'impegno di non licenziare nessun lavoratore e di tutelare gli attuali livelli delle condizioni di lavoro; esorta gli Stati membri a vietare temporaneamente il pagamento di dividendi agli azionisti da parte delle società e a congelare qualsiasi aumento del reddito degli amministratori delegati e premi per il management; è del parere che quando soccorre società private in settori strategici, lo Stato dovrebbe diventarne comproprietario e ciò allo scopo di assicurare sostenibilità ed efficienza e garantire che il denaro dei contribuenti possa essere recuperato dopo la crisi;

25. insiste sulla necessità che i salvataggi siano soggetti a rigorose condizioni in termini di norme ambientali, sociali e fiscali, dovere di diligenza in materia di diritti umani in tutte le catene di approvvigionamento e trasparenza fiscale; sottolinea che nessuna sovvenzione deve essere destinata ai combustibili fossili o a progetti altamente inquinanti;

26. invita gli Stati membri e le parti sociali a garantire, ove opportuno e a titolo temporaneo, che tutti i lavoratori abbiano la possibilità di telelavorare e dispongano degli strumenti a tal fine; esprime preoccupazione, a tale proposito, per il divario digitale e chiede una revisione del piano europeo per la diffusione di Internet affinché sia garantita ovunque la parità di accesso universale alla rete 4G;

27. insiste sulla necessità di prestare particolare attenzione ai lavoratori distaccati bloccati in un altro Stato membro, senza la possibilità di autoisolamento e che spesso non possono beneficiare dell'indennità di disoccupazione parziale né di un'assicurazione sanitaria; esorta gli Stati membri a garantire la sicurezza e l'assistenza sanitaria per i lavoratori distaccati che si trovano sul loro territorio; chiede l'abrogazione della direttiva sul distacco dei lavoratori[9];

28. denuncia lo sfruttamento dei fenomeni della scarsità e del mercato nero e l'impennata dei prezzi di disinfettanti, salviette igienizzanti e maschere; invita gli Stati membri a regolamentare i prezzi dei prodotti essenziali e sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo e la rendicontabilità delle piattaforme online, di cui va riconosciuta la corresponsabilità per l'offerta di prodotti non conformi e fraudolenti; invita la Commissione ad aggiungere alla direttiva sulle pratiche commerciali[10] sleali il prezzo astronomico dei prodotti essenziali, onde prevenire il rincaro repentino dei prezzi sui mercati online di prodotti essenziali; deplora le azioni di alcune compagnie di assicurazione che si sono rifiutate di versare l'indennizzo per interruzione di attività;

29. esorta la Commissione a offrire un sostegno finanziario ai settori culturali e creativi, anche mediante l'Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e invita gli Stati membri a garantire l'accesso alle misure di indennizzo a tutti i professionisti della cultura, tra cui i giornalisti indipendenti;

Ripresa e giustizia sociale

30. invita gli Stati membri e la Commissione a eliminare tutti gli ostacoli alla contrattazione collettiva e ad affrontare il problema del calo continuo della copertura dei contratti collettivi; è del parere che la contrattazione collettiva e/o gli accordi tripartiti siano di gran lunga i migliori strumenti per garantire una ripresa democratica e socialmente equa, in cui "nessuno sia lasciato indietro", grazie alla creazione di posti di lavoro di qualità e al passaggio a modalità di lavoro a tempo indeterminato;

31. invita la Commissione a introdurre una chiara esenzione per i lavoratori autonomi fittizi, come i lavoratori delle piattaforme, dalle norme dell'UE in materia di concorrenza onde permettere a tali lavoratori di negoziare collettivamente senza essere considerati un cartello;

32. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che tutti i pacchetti di incentivi e i salvataggi siano mirati a risolvere i problemi della perdita di reddito, della tutela sociale e dei diritti pensionistici per le donne in ragione dell'onere dell'assistenza; invita gli Stati membri e le parti sociali ad adottare modalità di lavoro che promuovano la redistribuzione dell'onere dell'assistenza all'interno delle famiglie senza perdita di reddito o diminuzione del livello delle retribuzioni;

33. invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali a definire misure di salute e sicurezza sensibili alla dimensione di genere sul luogo di lavoro, espressamente mirate ai settori in prima linea onde prevenire futuri focolai; ricorda che la maggior parte delle professioni in prima linea sono caratterizzate da una sovrarappresentanza femminile, quali infermiere e altre professioniste del settore sanitario, farmaciste, cassiere, insegnanti, personale per la cura dell'infanzia e degli anziani, nonché addette alle pulizie;

34. invita la Commissione a presentare una proposta relativa a un regime europeo permanente di riassicurazione contro la disoccupazione, basato su sovvenzioni e sul principio della condivisione dei rischi e non sulla condizionalità dei prestiti; insiste sulla necessità che le iniziative intraprese in tal senso garantiscano una graduale convergenza dei diritti lavorativi, rifiutando qualsiasi armonizzazione che inneschi una corsa al ribasso delle condizioni di vita e di lavoro;

35. invita l'UE ad aderire alla Carta sociale europea riveduta e ad adottare misure immediate per la sua attuazione; chiede a tutti gli Stati membri di ratificare la Carta riveduta;

CRISI ECONOMICA

Assistenza economica essenziale

36. deplora la tardiva e inadeguata risposta dell'Eurogruppo alla crisi, il 9 aprile e rileva che tale riunione mette in luce le contraddizioni esistenti all'interno dell'UE, nonché la terribile mancanza di solidarietà e di misure commisurate all'entità dei problemi che gli Stati membri e i cittadini si trovano ad affrontare; ritiene che l'intero pacchetto di 500 miliardi di EUR sia estremamente esiguo rispetto alla crescita del fabbisogno; è contrario alla ridotta portata, alla capacità limitata, alla condizionalità e alla sorveglianza associate ai 240 miliardi di EUR previsti a titolo del Meccanismo europeo di stabilità (MES); deplora che la soluzione presentata sia un fondo per la ripresa non meglio definito e vago;

37. plaude alla decisione di attivare la "clausola generale di salvaguardia" del Patto di stabilità e crescita; chiede l'abrogazione definitiva del patto nonché l'abrogazione dell'intero quadro di governance economica dell'UE, tra cui il Semestre europeo e il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, che vincolano e condizionano il margine di manovra degli Stati nel promuovere le loro strategie di sviluppo sociale, pubblico e produttivo; ritiene inopportuno che le istituzioni dell'UE formulino raccomandazioni specifiche per paese nel mezzo di una crisi senza precedenti, in particolare in relazione alle posizioni di bilancio che riguardano la spesa per i servizi sociali e sanitari negli Stati membri; chiede la sostituzione del Patto di stabilità e crescita con un Patto per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione dopo la crisi;

38. chiede la sospensione immediata e definitiva della procedura per gli squilibri macroeconomici, affinché i governi possano spendere (e prendere a prestito) l'importo necessario per far fronte a questa sfida senza timore di subire sanzioni;

39. invita gli Stati membri a fare tutto il necessario per difendere l'occupazione e i redditi e a garantire l'accesso universale ai servizi pubblici, in particolare ai servizi sociali e sanitari, anche se ciò dovesse implicare, in ultima analisi, l'impossibilità di raggiungere gli obiettivi di bilancio a medio termine;

40. chiede alle istituzioni dell'UE, in particolare alla Banca centrale europea (BCE), di agire con urgenza per evitare l'insorgere di una nuova crisi finanziaria e del debito sovrano; insiste, a tale proposito, sulla necessità che la BCE si impegni ad agire come prestatore di ultima istanza per gli Stati membri, e non solo per le banche, garantendo che i propri programmi di acquisto di titoli sovrani siano incondizionati, illimitati e basati sul fabbisogno di spesa degli Stati membri e non sull'attuale criterio per la sottoscrizione di capitale;

41. invita la BCE a individuare e acquistare tutti i titoli sovrani legati al COVID-19 e ad annullare integralmente il debito da coronavirus emesso dagli Stati membri durante l'epidemia di COVID-19 e durante il periodo di risposta alle sue incidenze economiche e sociali;

42. chiede l'immediata creazione di obbligazioni CODVID-19 e obbligazioni del Green Deal dell'UE emesse dalla BCE o garantite da un suo programma di acquisti, che siano senza condizioni e che consentano agli Stati membri di riprendersi rapidamente dalla crisi e di trasformare le loro economie senza lasciare indietro nessuno; sottolinea che le obbligazioni COVID-19 dovrebbero essere perpetue e senza interessi, al fine di garantire una creazione permanente di denaro in grado di compensare uno shock economico straordinario; è del parere che tali obbligazioni possano essere emesse anche dal futuro Fondo europeo per la ripresa o dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), purché siano emesse senza condizionalità macroeconomiche o di altro tipo e immediatamente acquistate dalla BCE,

43. sottolinea che, poiché le attuali linee di credito del MES negli Stati membri sono soggette a condizioni analoghe ai salvataggi e ai memorandum della troika, si ravvisa la necessità di un nuovo meccanismo che consenta di offrire linee di credito incondizionato e a tasso zero agli Stati membri che necessitano di finanziamenti;

44. chiede che la BCE riorienti le sue politiche di allentamento quantitativo, in particolare il suo programma di acquisto per il settore societario, al fine di subordinarlo all'impegno delle imprese a favore della piena tutela dell'occupazione, dei diritti e dei redditi dei lavoratori e degli obiettivi dell'accordo di Parigi;

45. invita la BCE a prendere in considerazione la necessità di fornire liquidità direttamente alle piccole e medie imprese e ai cittadini senza ricorrere all'intermediazione bancaria; insiste sulla necessità che la BCE individui gli insegnamenti tratti dalla crisi e chieda alla Commissione di proporre una revisione del suo statuto onde accrescere la capacità della banca di sostenere la spesa pubblica;

46. chiede una regolamentazione più rigorosa dei mercati finanziari per prevenire attacchi speculativi e insiste sulla necessità di vietare la vendita allo scoperto e di proibire temporaneamente in tutto il mercato unico la distribuzione di dividendi, di premi e di riacquisti (buy-back);

47. prende atto della creazione del Fondo di garanzia paneuropeo della BEI, con una dotazione di 200 miliardi di EUR; chiede che la BEI utilizzi le sue massime potenzialità per sostenere le imprese pubbliche e per offrire finanziamenti alle microimprese e alle piccole e medie imprese, subordinatamente al loro impegno a favore della tutela dell'occupazione, dei diritti e dei redditi;

48. chiede la mobilitazione immediata dei 4 miliardi di EUR a titolo dei margini non assegnati e dei meccanismi di flessibilità che restano disponibili nel bilancio 2020;

49. insiste affinché la Commissione adotti tutte le misure necessarie per assegnare i 3 miliardi di EUR disponibili a titolo dell'eccedenza del bilancio 2019, destinandoli alla lotta al COVID-19 e alle sue ricadute economiche sociali;

50. ricorda la necessità di mantenere i principi della politica di coesione durante la crisi del coronavirus, garantendo la massima flessibilità e l'assenza di trasferimenti dalle regioni in transizione o meno sviluppate verso altre regioni;

51. chiede il potenziamento, la mobilitazione e il riorientamento senza indugio dei fondi; insiste sul fatto che, per intensificare lo sforzo di bilancio, gli Stati membri devono poter beneficiare immediatamente dei fondi strutturali dell'UE, tra cui il Fondo europeo di solidarietà, per rispondere alla crisi; sottolinea la necessità di incrementare l'attuale bilancio dell'UE e di riorientare ulteriori fondi verso i finanziamenti per la politica di coesione che possono essere utilizzati dagli Stati membri in funzione delle necessità;

52. chiede l'attuazione di controlli sui movimenti di capitali, ove necessario, al fine di rallentare la massiccia fuga di capitali dai paesi in via di sviluppo e dalle economie emergenti verificatasi dall'inizio della pandemia;

53. chiede l'adozione immediata di un'eccezione sanitaria in tutti gli accordi commerciali riguardanti l'accesso ai brevetti sugli apparecchi medicali e i medicinali, e che gli Stati membri abbiano la possibilità, senza restrizione alcuna, di intervenire nel settore della sanità pubblica; chiede il congelamento immediato di tutti i nuovi negoziati su accordi di libero scambio e di programmare la revisione di quelli già entrati in vigore, allo scopo di rispondere alle sfide attuali, tra cui l'inclusione di un capitolo aggiuntivo che autorizzi gli aiuti di Stato per far fronte alla pandemia;

Ripresa verde e socialmente giusta

54. invita la Commissione, nella sua revisione delle norme sugli aiuti di Stato, a prevedere la possibilità di un intervento pubblico e democratico dello Stato nell'economia, che promuova lo sviluppo, la giustizia sociale e il soddisfacimento dei bisogni sociali, tra cui tutte le misure necessarie per una ripresa giusta dal punto di vista ambientale e sociale;

55. insiste sul fatto che la pandemia ha dimostrato l'estrema vulnerabilità dell'economia globalizzata con le sue lunghe catene commerciali controllate dalle multinazionali e da chi specula sui prezzi, come pure la dipendenza dell'economia dell'UE dalla produzione nei paesi terzi; fa osservare l'assoluta necessità di rilocalizzare la produzione e l'industria in ciascuno Stato membro, promuovendo lo sviluppo dei comparti produttivi di ogni paese con un forte settore pubblico, in particolare nel caso dei comparti strategici che sono troppo importanti per essere lasciati al mercato, come i medicinali, i prodotti igienico-sanitari, i DPI e i presidi medici; invita la Commissione ad rafforzare sensibilmente il sostegno al finanziamento pubblico, alla ricerca e all'innovazione in tali settori;

56. evidenzia la necessità che l'epidemia di COVID-19 non funga in alcun modo da pretesto per giustificare ritardi nella lotta all'emergenza climatica e ambientale; invita la Commissione e il Consiglio a lavorare instancabilmente e velocemente a una legge sul clima veramente ambiziosa e al Piano d'azione per l'economia circolare, oltre a continuare ad adoperarsi affinché tutte le diverse parti del Green Deal europeo siano ambiziose, come la strategia "dai campi alla tavola", la strategia per la biodiversità e le proposte legislative annunciate; sottolinea che tali strategie e normative dovrebbero essere pubblicate senza indebiti ritardi;

57. constata con preoccupazione come l'aumento delle temperature globali, la distruzione degli habitat e della biodiversità e le attuali modalità di allevamento, commercializzazione e consumo degli animali da parte dell'uomo possano esacerbare notevolmente il rischio di malattie zoonotiche; sottolinea la necessità di intensificare drasticamente gli sforzi per arrestare il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità e di habitat; invita la Commissione a includere, nella legge sul clima, l'obiettivo di ridurre al 70 % le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, a raggiungere la neutralità carbonica prima del 2040 e a eliminare rapidamente i sussidi ai combustibili fossili; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile; chiede agli Stati membri di investire massicciamente nell'ampliamento delle riserve naturali, dei parchi e degli spazi verdi e aperti, anche all'interno delle città e intorno alle stesse;

58. rileva la stretta interconnessione tra pandemia del COVID-19 e la conseguente recessione economica, l'emergenza climatica e l'estrema disuguaglianza; invita la Commissione a portare a 2 miliardi di EUR la dotazione del piano per gli investimenti sostenibili, un importo che sarà destinato a finanziare un Patto sociale e verde europeo progressista inteso a creare milioni di nuovi posti di lavoro, rafforzare la coesione sociale e la preparazione dei sistemi sanitari alle future pandemie, nonché ad affrontare l'emergenza climatica; sottolinea che il danaro pubblico dovrebbe essere destinato a progetti pubblici e essere di beneficio per la collettività;

59. sottolinea che la nostra società deve uscire da questa crisi con una maggiore resilienza, per poter far fronte a shock futuri; evidenzia che ciò è possibile solo attraverso una transizione del tutto giusta verso una società e un'economia sostenibili; invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi in maniera inequivocabile a favore di un rilancio verde della nostra società e ad assicurare che il Green Deal dell'Unione fornisca un piano realmente verde per far ripartire la nostra economia in un modo che tuteli la salute pubblica, salvaguardi il benessere e assicuri un futuro sostenibile per tutti;

60. chiede la protezione degli habitat selvatici al fine di limitare il rischio di perdita di biodiversità e il controllo della contaminazione tra animali e l'uomo; chiede un attento monitoraggio delle malattie emergenti, soprattutto quelle causate da un microbioma animale, compresi importanti vettori di patogeni di rilievo per l'uomo e in campo veterinario; chiede studi continuativi sulle epidemie recenti e passate; chiede studi sull'impatto delle attività umane sui cambiamenti del microbioma animale;

61. invita la Commissione a proporre un nuovo, ambizioso QFP 2021-2027 che preveda maggiori fondi a favore delle politiche in materia di coesione, clima e salute, osservando che né la proposta della Commissione dell'1,11 % del reddito nazionale lordo dell'UE-27 né l'1,3 % proposto dal Parlamento sono sufficienti a far fronte all'attuale crisi; chiede che gli aumenti delle dotazioni per il controllo delle frontiere e la difesa siano interamente ridiretti verso la politica di coesione;

62. chiede che la Commissione inizi immediatamente a lavorare a un piano di emergenza del QFP nuovo e riorientato, elaborando un bilancio per gli imprevisti, valido per almeno un anno a partire da gennaio 2021 che preveda il raddoppiamento delle risorse rispetto agli stanziamenti di impegno dell'anno in corso; sottolinea che tale bilancio dovrebbe prendere in esame nuovi modi di ampliare le nostre risorse e trovare modi e strumenti nuovi per superare l'imminente recessione causata dalla COVID-19, esso dovrebbe inoltre rispettare le norme di flessibilità e la concentrazione di risorse per la politica di coesione stabilite per il bilancio 2020; pone l'accento sul ruolo istituzionale del Parlamento quale colegislatore, contro ogni tentativo di compromettere tale ruolo;

63. chiede alla BEI di attuare un piano europeo per gli investimenti avente come principale obiettivo quello di rilanciare l'economia attraverso un Green Deal sociale, nonché un programma per lo sviluppo dell'infrastruttura sociale;

64. chiede un processo di ristrutturazione del debito per gli Stati membri altamente indebitati, affinché dispongano di un margine di bilancio sufficiente per promuovere gli investimenti necessari per contrastare la recessione economia e rafforzare i servizi pubblici;

65. sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri dovranno creare nuove risorse per finanziare la ripresa; sottolinea che la ripresa sarà socialmente giusta solo se sarà finanziata mediante risorse di bilancio progressive e ridistributive; chiede un aumento delle imposte che interessi sia le grandi aziende sia i soggetti privati facoltosi; invita a tale proposito gli Stati membri ad aumentare le aliquote d'imposta sul reddito delle società, prevedendo aliquote maggiori per le società più redditizie, specialmente nel settore finanziario che hanno tratto vantaggio da transazioni a breve termine e speculative, nonché a introdurre un'imposta sull'eccedenza di profitto; invita gli Stati membri a creare una nuova imposta sul patrimonio netto che interessi i soggetti privati più facoltosi;

66. invita il Consiglio a impegnare fondi dell'Unione supplementari per collegare in modo produttivo il Fondo per la ripresa a un QFP 2021-2027 avanzato, migliorato e riorientato, e a mettere a disposizione orientamenti per il Fondo, che fornirà risorse agli Stati membri, alle regioni e agli individui più vulnerabili per consentire loro di far fronte in modo sostenibile alle crescenti divergenze e disuguaglianze sociali e tra paesi e regioni;

67. invita la Commissione a sospendere in parte le procedure di infrazione in relazione alle norme IVA dell'UE per consentire agli Stati membri di ridurre le aliquote IVA per i prodotti essenziali o di aggiungere tali prodotti all'elenco dei prodotti ad aliquota zero o esenti; invita la Commissione a proporre una revisione della direttiva IVA[11] al fine di dotare le norme UE in materia di IVA di maggiore progressività; 

68. esorta gli Stati membri che partecipano alla procedura di cooperazione rafforzata ad accordarsi sull'adozione di un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF); sottolinea che una soluzione globale che coinvolga tutta l'Unione sarebbe la più adeguata ed invita pertanto la Commissione a proporre una nuova ITF per tutti gli Stati membri;

69. pone l'accento sulla solidarietà internazionale che sta emergendo in questo periodo di crisi, come dimostrato, tra l'altro, dalla Cina, da Cuba e dal Venezuela, e chiede che tale solidarietà sia estesa anche in tempi di altre crisi, quali lo sfollamento indotto dal clima e le catastrofi naturali; ritiene che la comunità internazionale debba mostrare la stessa solidarietà verso i paesi terzi, in particolare per compensare eventuali perdite e danni, sostenere l'adeguamento ai cambiamenti climatici e fornire finanziamenti per il clima, come pure altre richieste di solidarietà da parte del Sud del mondo; chiede, per tali ragioni, l'immediata cessazione delle sanzioni e dei blocchi economici applicati ai paesi terzi che compromettono la salute e il benessere delle persone durante la pandemia;

70. invita gli Stati membri a onorare il loro impegno collettivo e a fornire aiuto pubblico allo sviluppo ai paesi in via di sviluppo; chiede lo stanziamento di fondi supplementari a favore di tutti gli strumenti dell'Unione in materia di aiuto allo sviluppo, aiuti esterni e aiuti umanitari , nonché di un bilancio che assista i paesi in via di sviluppo nell'attuazione delle politiche volte a rafforzare il sistema sanitario pubblico e che fornisca tutto il sostegno materiale, medico, umano e tecnico necessario per far fronte alla diffusione del coronavirus; chiede che sa fornito sostegno ai paesi in via di sviluppo per la produzione di attrezzature mediche; sottolinea la necessità di modificare il nuovo QFP in funzione di questi bisogni urgenti e di stanziare maggiori risorse; invita l'UE a sostenere un alleviamento del debito sul piano bilaterale, multilaterale e commerciale e la rinuncia ai pagamenti degli interessi per un periodo di due o tre anni per tutti i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi africani a basso e medio reddito;

71. sottolinea che il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale devono garantire ai paesi in difficoltà finanziarie l'accesso ai finanziamenti senza discriminazioni e senza condizionalità, come pure senza i "programmi di adeguamento strutturale" che indeboliscono i sistemi sanitari e impediscono agli Stati di reagire alle crisi; sottolinea che l'FMI e la Banca mondiale sono tenuti ad annullare il pagamento dei debiti e a istituire meccanismi per la cancellazione dei debiti, in particolare con i paesi impoveriti che necessitano di tutte le risorse per garantire il diritto alla salute e ad altri diritti umani e nei casi di debito odioso;

72. invita la Commissione a guidare i lavori per intensificare tutti gli sforzi internazionali a favore di una cooperazione sanitaria globale realmente giusta e solidale, adeguata alle sfide del nostro tempo, con meccanismi efficaci e preventivi per l'allerta in caso di pandemie, la prevenzione delle crisi sanitarie e meccanismi per la condivisione di brevetti, vaccini e attrezzature mediche;

73. chiede che l'OMS faciliti l'emergere a livello internazionale, nonché a livello della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo e dell'Organizzazione mondiale del commercio, di un'iniziativa speciale di cooperazione internazionale per l'accesso ai medicinali, all'assistenza sanitaria pubblica, ai prodotti alimentari e all'acqua per tutti, in quanto diritto fondamentale; invita la Commissione a procedere a un coordinamento con le Nazioni Unite, attraverso il loro fondo multidonatore per il coronavirus, al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo che hanno sistemi sanitari deboli a far fronte alla crisi;

CRISI DEMOCRATICA

Tutela dei diritti fondamentali

74. sottolinea che i cittadini hanno diritto alla tutela dei loro diritti fondamentali in qualsiasi momento, anche in casi di emergenza, compreso il diritto fondamentale di un accesso libero e paritario a servizi sanitari pubblici di elevata qualità; ricorda che l'OMS ha dichiarato che i principi fondamentali dei diritti umani e della salute comprendono, tra l'altro, l'uguaglianza e la non discriminazione, e impone lo scrupoloso rispetto di tali principi a tutti i suoi Stati membri;

75. invita gli Stati membri a garantire a tutti l'accesso all'assistenza sanitaria preventiva e terapeutica, indipendentemente dal loro status di immigrazione o dal loro livello di reddito; invita gli Stati membri ad adottare ulteriori misure di protezione sociale a sostegno di coloro che sono colpiti in modo sproporzionato dalla crisi, comprese le donne, che sono già in una posizione socioeconomica svantaggiata, sostengono un onere in termini di assistenza ancora maggiore e vivono con un maggiore rischio di violenza di genere, accordando priorità alla violenza domestica in tutte le parti della loro politica pubblica; ribadisce il suo invito al Consiglio a concludere con urgenza la ratifica della Convenzione di Istanbul da parte dell'UE; invita gli Stati membri ad adottare misure per proteggere le vittime di violenza domestica, in particolare le donne e i bambini, istituendo sistemi di allerta, linee di assistenza telefonica e servizi di emergenza, creando canali sicuri attraverso cui le donne possano cercare sostegno e garantendo effettivamente strutture di protezione dalla violenza e centri di accoglienza; invita gli Stati membri a garantire in modo efficace l'accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva per tutte le donne e le ragazze durante la pandemia di COVID-19, in particolare l'accesso sicuro all'aborto, e respinge con fermezza qualsiasi tentativo di arretramento per quanto riguarda i diritti delle persone LGBTI; condanna, in tale contesto, i tentativi di criminalizzare ulteriormente l'assistenza all'aborto in Polonia, come pure l'attacco contro i diritti delle persone transgender in Ungheria;

76. invita gli Stati membri ad adottare misure proporzionate, necessarie e non discriminatorie per combattere la COVID-19, che dovrebbero essere di natura temporanea, con limiti temporali chiari e obbligatori e soggette a controllo parlamentare, e che non dovrebbero fungere da copertura per un'azione repressiva con il pretesto della protezione della salute;

77. condanna fermamente la legge di emergenza adottata dal parlamento ungherese il 30 marzo 2020, che conferisce poteri illimitati a Víktor Orbán e al suo governo e dà loro carta bianca per limitare i diritti fondamentali; esorta la Commissione e il Consiglio ad agire immediatamente contro tali sviluppi e a ricorrere a tutti gli strumenti e le procedure a loro disposizione per garantire la piena conformità dell'Ungheria all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE); esorta il Consiglio a tenere una riunione straordinaria ad aprile al fine di discutere questo argomento specifico e di garantire che tale situazione sia immediatamente affrontata nel quadro di audizioni a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE;

78. esprime forti preoccupazioni in merito all'adozione di misure di sorveglianza per contrastare la diffusione del virus, tra cui la raccolta dei dati sull'ubicazione forniti dagli operatori delle telecomunicazioni o dalle applicazioni per smartphone al fine di monitorare i movimenti della popolazione o individuare le persone potenzialmente positive; esorta la Commissione a monitorare attentamente le misure nazionali che possono avere un impatto negativo sulla privacy e sulla protezione dei dati e a consultare il Garante europeo della protezione dei dati prima di adottare qualsiasi iniziativa in tale settore; sottolinea che qualsiasi misura che limiti la privacy e la protezione dei dati deve essere legittima, efficace per far fronte al rischio per la vita e la salute pubblica, rigorosamente proporzionata e utilizzata solo a fini di sanità pubblica, nonché soggetta a limiti di tempo rigorosi; sottolinea che le iniziative di emergenza non devono portare alla sorveglianza di massa dopo la crisi e chiede garanzie in tal senso; sottolinea inoltre che tale sostegno digitale nella lotta contro il virus può essere efficace solo se integrato da tamponi su larga scala;

79. esorta tutti gli Stati membri a garantire il diritto di asilo e ad offrire strutture di accoglienza adeguate e dignitose per i richiedenti asilo che consentano di adottare tutte le misure di prevenzione, compreso il distanziamento sociale, a sospendere tutte le decisioni di rimpatrio e le deportazioni, a porre fine alla detenzione dovuta allo status di immigrazione e a prorogare automaticamente i permessi di soggiorno e concedere permessi di soggiorno temporanei ai migranti privi di documenti, com'è avvenuto in Portogallo, nonché a prorogare i termini vigenti sanciti dalla legge sugli stranieri; esorta la Commissione a includere tali richieste negli orientamenti agli Stati membri e a collaborare con le autorità greche per evacuare i campi sulle isole greche, anche attraverso la ricollocazione e il ricongiungimento familiare dei richiedenti asilo verso altri Stati membri;

80. esprime forti preoccupazioni in merito alla decisione delle autorità italiane e maltesi di utilizzare la pandemia di COVID-19 per dichiarare i loro porti "non sicuri"; è allarmato per il fatto che tali autorità non abbiano aiutato le persone in pericolo nelle loro zone SAR nonostante gli inviti ad agire; ricorda che occorre trovare soluzioni per proteggere la vita e la salute sia delle persone in pericolo in mare che della popolazione a terra; invita gli Stati membri a rispettare il loro obbligo sancito dal diritto internazionale di assistere le navi in difficoltà e di fornire un luogo per lo sbarco delle persone salvate in mare, anche da imbarcazioni della società civile e navi mercantili; ribadisce il suo invito all'UE a istituire un'operazione proattiva di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale;

81. esorta gli Stati membri ad adottare soltanto misure necessarie, coordinate e proporzionate quando limitano i viaggi o introducono e prolungano i controlli alle frontiere interne, dopo un'attenta valutazione della loro efficacia nell'affrontare la questione della salute pubblica e sulla base delle disposizioni giuridiche esistenti, segnatamente il codice frontiere Schengen e la direttiva sulla libera circolazione, e nel pieno rispetto della Carta dei diritti fondamentali; ricorda che le persone bisognose di protezione internazionale sono escluse dall'elenco dei cittadini di paesi terzi non autorizzati ad entrare nello spazio Schengen ed esorta gli Stati membri e la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che ciò avvenga nella pratica; esorta la Commissione a monitorare la legalità, la proporzionalità e la coerenza di tutte le misure adottate e a garantire almeno la loro valutazione ex post, al fine di ritornare a uno spazio Schengen pienamente operativo e al pieno rispetto del diritto alla libera circolazione;

82. è preoccupato per la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione, dove la salute di oltre 1,5 milioni di persone in Europa è in pericolo; sollecita il consolidamento dell'assistenza medica e la promozione dell'adozione delle misure raccomandate dall'OMS e dal Comitato del Consiglio d'Europa per la prevenzione della tortura; esorta gli Stati membri a consentire la rapida liberazione dei detenuti, in particolare di quelli a basso rischio, degli anziani e dei più vulnerabili, e ad aumentare il ricorso a misure non detentive; invita gli Stati membri ad adottare le misure precauzionali appropriate per garantire il rispetto del diritto dei detenuti di comunicare con le loro famiglie;

83. evidenzia che la pandemia di COVID-19 ha portato a un aumento dei casi di razzismo e discriminazione nell'UE; si rammarica per i molti casi di ricerca di capri espiatori da parte di rappresentanti politici e per le politiche razziste in diversi Stati membri, che hanno portato a un aumento della violenza nei confronti di migranti, rifugiati e minoranze; evidenzia la necessità di affrontare la questione dei reati generati dall'odio, promuovendo un quadro legislativo efficace in ogni Stato membro; esorta la Commissione e il suo Presidente a condannare la violenza nei confronti dei rom da parte degli enti locali e regionali in diversi Stati membri, comprese le espulsioni collettive, durante la pandemia;

84. sottolinea che tutte le misure attuate dalla Commissione devono essere sottoposte a controllo parlamentare; sottolinea la necessità che il Parlamento sia coinvolto nei processi decisionali e chiede pertanto l'annullamento delle decisioni prese per bloccare i suoi rappresentanti;

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85. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea nonché ai governi, ai parlamenti e alle parti sociali degli Stati membri.

Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2020
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