Procedura : 2020/2691(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0220/2020

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B9-0220/2020

Discussioni :

PV 08/07/2020 - 21
CRE 08/07/2020 - 21

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<Date>{06/07/2020}6.7.2020</Date>
<NoDocSe>B9‑0220/2020</NoDocSe>
PDF 163kWORD 56k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla strategia dell'UE in materia di sanità pubblica dopo la crisi COVID-19</Titre>

<DocRef>(2020/2691(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Petra De Sutter</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0216/2020

B9‑0220/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sulla strategia dell'UE in materia di sanità pubblica dopo la crisi COVID-19

(2020/2691(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 visti gli articoli 4, 6, 9, 114, 153, 169 e 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 168,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 35,

 vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze[1],

 visto il manifesto dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per una ripresa sana e verde dalla COVID-19[2],

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la COVID-19 ha mostrato l'interdipendenza tra la salute umana e la salute del nostro pianeta, nonché le nostre vulnerabilità; che la comparsa di zoonosi che si trasmettono dagli animali agli esseri umani è aggravata dai cambiamenti climatici di origine antropica, dalla distruzione della biodiversità e dal degrado ambientale;

B. considerando che il manifesto dell'OMS per una ripresa sana e verde dalla COVID-19 definisce sei raccomandazioni per una ripresa sana e verde:

a. tutelare e salvaguardare la fonte della salute umana: la natura;

b. investire nei servizi essenziali, dall'acqua e i servizi igienico-sanitari all'energia pulita nelle strutture sanitarie;

c. garantire una transizione energetica rapida e salubre;

d. promuovere sistemi alimentari sani e sostenibili;

e. costruire città sane e vivibili;

f. smettere di usare il denaro dei contribuenti per finanziare l'inquinamento;

C. considerando che la presente risoluzione si concentrerà sull'ambito più limitato delle politiche in materia di sanità pubblica di cui all'articolo 168 e all'articolo 114 TFUE;

D. considerando che la COVID-19 ha posto in evidenza che l'Unione europea non dispone di strumenti sufficientemente solidi per far fronte a un'emergenza sanitaria come la diffusione di una nuova malattia infettiva che, per sua stessa natura, non conosce frontiere;

E. considerando che il diritto alla salute fisica e mentale è un diritto umano fondamentale; che ogni persona, senza alcuna discriminazione, ha il diritto di avere accesso a un'assistenza sanitaria moderna e globale; che la copertura sanitaria universale è un obiettivo di sviluppo sostenibile che tutti i firmatari si sono impegnati a conseguire entro il 2030;

F. considerando che l'Unione europea ha competenze significative in materia di salute pubblica, ma che i sistemi sanitari rimangono una responsabilità degli Stati membri, con una cooperazione minima a livello di UE;

G. considerando che l'articolo 168 TFUE stabilisce che "nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana" e che la Corte di giustizia dell'Unione europea ha statuito in numerose occasioni che l'UE può perseguire obiettivi in materia di sanità pubblica attraverso misure relative al mercato interno;

H. considerando che la fiducia dei cittadini nell'UE dipenderà dalla volontà e dalla capacità della Commissione, delle agenzie dell'UE e degli Stati membri di collaborare sulle questioni sanitarie;

I. considerando che l'UE regolamenta attualmente i prodotti che hanno un impatto sulla salute e ripercussioni sanitarie, tra cui tabacco, alcol, alimenti e sostanze chimiche, nonché i farmaci e i dispositivi medici;

J. considerando che un regolamento e una politica dell'UE disciplinano le sperimentazioni cliniche e il coordinamento dei sistemi sanitari mediante la direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera[3]; che la proposta relativa alle valutazioni delle tecnologie sanitarie è attualmente oggetto di discussioni;

K. considerando che la ricerca sanitaria è finanziata mediante l'iniziativa Orizzonte 2020 e il futuro programma Orizzonte Europa, il programma Salute e il futuro programma EU4Health, nonché attraverso altri fondi dell'UE;

L. considerando che l'Agenzia europea per i medicinali (EMA), l'Agenzia europea per le sostanze chimiche e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare sono tutte agenzie esecutive con importanti funzioni in materia di salute pubblica;

M. considerando che le attuali infrastrutture di risposta alle emergenze, compresi il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la decisione relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero[4] e il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea, sono state messe a dura prova nel corso dell'attuale crisi sanitaria;

N. considerando che gli operatori sanitari sono stati esposti a rischi inaccettabilmente elevati e, in alcuni casi, sono stati costretti a decidere chi avrebbe potuto ricevere assistenza sanitaria o meno;

O. considerando che la crisi COVID-19 ha modificato le condizioni di lavoro di numerosi lavoratori in Europa e ha sollevato nuovi interrogativi sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro;

P. considerando che la crisi sanitaria COVID-19 e la sua diffusione in Europa hanno portato alla luce le diverse capacità dei sistemi sanitari degli Stati membri e hanno dimostrato che questi ultimi dipendono dai paesi vicini con sistemi sufficientemente resilienti;

Q. considerando che la cooperazione transfrontaliera è essenziale, in particolare durante una crisi sanitaria;

R. considerando che, in assenza di un coordinamento a livello europeo, l'accumulo di scorte su scala internazionale potrebbe causare uno squilibrio del mercato ed aggravare le carenze di farmaci essenziali, vaccini e dispositivi di protezione individuale (DPI) lungo le catene di approvvigionamento globali;

S. considerando che le misure adottate dall'UE e dagli Stati membri in tempi di crisi devono rispettare i diritti delle persone con disabilità, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;

T. considerando che i diversi approcci alla raccolta di dati sulla COVID-19 all'interno dell'UE hanno reso difficile confrontare i dati a livello europeo;

U. considerando che alcuni Stati membri risentono notevolmente della fuga di cervelli, dal momento che gli operatori del settore sanitario altamente qualificati scelgono di lavorare in Stati membri dove la retribuzione e le condizioni sono migliori rispetto al proprio paese;

V. considerando che l'aggiudicazione congiunta dell'UE è stata utilizzata con successo per i DPI, i kit di analisi, i ventilatori e taluni medicinali, sebbene il meccanismo si sia dimostrato più lento e meno efficace del necessario;

W. considerando che mediante rescEU sono state costituite scorte di risorse chiave, quali maschere, ventilatori e apparecchiature di laboratorio, da inviare dove più è necessario;

X. considerando che durante la crisi sanitaria della COVID-19 sono state adottate diverse misure ad hoc, tra cui l'istituzione del gruppo di esperti della Commissione, l'elaborazione degli orientamenti per il trattamento dei pazienti e l'invio di operatori sanitari in altri Stati membri;

Y. considerando che la perdita di sovranità e indipendenza dell'Europa sul piano sanitario è legata alla delocalizzazione della produzione; che le catene di approvvigionamento farmaceutiche dipendono da sostanze farmaceutiche attive o da medicinali generici prodotti in paesi terzi, a volte da un unico stabilimento a livello globale; che i divieti di esportazione imposti durante la crisi sanitaria della COVID-19 hanno evidenziato il pericolo di fare affidamento su tali catene di approvvigionamento;

Z. considerando che le implicazioni per la salute mentale di un'epidemia virale sono state ampiamente trascurate dagli Stati membri durante la crisi COVID-19;

AA. considerando che la crisi della COVID-19 e altre sfide sanitarie all'interno dell'UE non implicano che l'UE possa trascurare le proprie responsabilità in materia di salute nei confronti delle persone in stato di necessità, al suo interno e oltre le sue frontiere;

1. ritiene che sia giunto il momento di rafforzare le competenze in materia di sanità pubblica a livello di UE; sottolinea che il rafforzamento della collaborazione dell'UE in ambito sanitario non dovrebbe limitarsi alla preparazione alle crisi; pone in evidenza la necessità che le politiche sanitarie si concentrino sull'interesse pubblico;

2. invita la Commissione a promuovere un approccio che includa "la salute in tutte le politiche", che tenga conto delle ripercussioni delle politiche pubbliche sui sistemi sanitari, dei determinanti della salute, delle disuguaglianze e del benessere e miri a integrare orizzontalmente gli aspetti sanitari in tutte le politiche pertinenti, come l'agricoltura, il commercio, l'ambiente, il clima, i trasporti e la ricerca;

3. invita gli Stati membri a effettuare con urgenza prove di stress dei loro sistemi sanitari onde verificare che siano pronti per un possibile ritorno della COVID-19 e altre crisi sanitarie future; sollecita la Commissione a coordinare tali lavori e a stabilire parametri comuni;

4. invita la Commissione a proporre una direttiva su norme minime per la qualità dell'assistenza sanitaria, sulla base dei risultati delle prove di stress, mantenendo la competenza degli Stati membri nella gestione, l'organizzazione e il finanziamento dei propri sistemi sanitari ma garantendo la sicurezza dei pazienti, norme dignitose in materia di lavoro e occupazione per gli operatori sanitari e la resilienza dell'Europa di fronte alle pandemie e ad altre crisi di sanità pubblica;

5. sollecita la Commissione a istituire un indice europeo relativo all'assistenza sanitaria al fine di monitorare i progressi dei sistemi sanitari nell'UE;

6. invita la Commissione a integrare gli indicatori relativi all'assistenza sanitaria nel quadro del semestre europeo;

7. ritiene che sistemi di assistenza sanitaria più solidi all'interno dell'UE siano fondamentali per potenziare la preparazione alle crisi; reputa che ciò richieda maggiori investimenti nei sistemi sanitari pubblici e migliori condizioni di lavoro e formazione per gli operatori sanitari;

8. invita la Commissione a presentare un meccanismo europeo di risposta sanitaria che dia veste formale alle metodologie di lavoro adottate durante la crisi sanitaria della COVID-19, sulla base delle misure previste dalla direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera e del meccanismo unionale di protezione civile; chiede la creazione di un'unità di gestione delle crisi sanitarie per gestire il meccanismo europeo di risposta sanitaria, coordinato dall'ECDC e guidato dal Commissario per la salute e il Commissario per la gestione delle crisi, insieme all'EMA e al gruppo di esperti; chiede che tale unità disponga di un piano di emergenza per le pandemie per poter reagire in maniera coordinata;

9. chiede un potenziamento della scorta rescEU, tra cui la capacità di accumulo e la capacità delle squadre mediche di emergenza; chiede la creazione di banche dati che riuniscano tutte le informazioni necessarie in merito alle scorte di medicinali, ai posti disponibili nei reparti di terapia intensiva e ai dispositivi medici negli Stati membri; invita gli Stati membri e le regioni di confine ad approfondire la cooperazione transfrontaliera nel settore dell'assistenza sanitaria, eliminando gli ostacoli amministrativi e promuovendo gli accordi tra istituti ospedalieri;

10. invita la Commissione a garantire la trasparenza nel funzionamento di rescEU e nei criteri per la distribuzione delle scorte; esorta la Commissione a elaborare orientamenti volti a garantire che le iniziative nazionali per la costituzione di scorte siano proporzionate alle esigenze e non determinino conseguenze indesiderate negli Stati membri;

11. reputa che l'Unione debba poter contare sulla mobilitazione dei professionisti del settore sanitario mediante il corpo medico europeo, istituito per fornire assistenza medica tempestiva e competenze in materia di salute pubblica in tutti gli Stati membri;

12. invita l'UE a sviluppare e includere piani specifici in collaborazione con gli Stati membri onde mantenere l'accesso alle terapie e alle cure per i pazienti affetti da patologie croniche e le persone con disabilità nell'Unione durante una pandemia; insiste sulla necessità di prestare particolare attenzione alla parità di accesso all'assistenza sanitaria e di garantire che i servizi di assistenza e di sostegno a livello di comunità, di cui le persone con disabilità hanno bisogno ogni giorno, siano finanziati, adeguatamente attrezzati e dotati del personale necessario;

13. invita la Commissione, gli Stati membri e i partner globali a garantire un accesso rapido, equo, a prezzi accessibili e a parità di condizioni per tutti ai vaccini e alle terapie futuri contro la COVID-19, non appena saranno disponibili;

14. sottolinea l'interesse strategico e l'importanza di investire in una rete di produttori e fornitori stabiliti in Europa in cambio di impegni vincolanti su questioni quali trasparenza, tracciabilità e accessibilità, anche dal punto di vista economico, della produzione e della distribuzione in tutta la catena di approvvigionamento, al fine di garantire che i medicinali siano disponibili in egual misura in tutte le regioni a un prezzo equo;

15. insiste affinché ogni ricerca finanziata con fondi pubblici rimanga di dominio pubblico; chiede alla Commissione e alle società farmaceutiche di garantire la piena trasparenza dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo finanziate con fondi pubblici, di modo che le condizioni di concessione di brevetti e licenze assicurino un rendimento sugli investimenti pubblici in ambito sanitario e riflettano la struttura del finanziamento della ricerca e dello sviluppo;

16. invita l'UE e gli Stati membri a sostenere ufficialmente il pool di accesso alle tecnologie relative alla COVID-19 (Technology Access Pool C-TAP) e a subordinare i finanziamenti pubblici alla partecipazione a tale progetto, consentendo la massima condivisione possibile di conoscenze, proprietà intellettuale e dati relativi alle tecnologie sanitarie per la COVID-19, a beneficio di tutti i paesi e i cittadini;

17. invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre in tutte le richieste di finanziamento e investimento attuali e future misure di salvaguardia collettive a favore del pubblico, come la trasparenza per quanto concerne i contributi pubblici, clausole sull'accessibilità, anche dal punto di vista economico, e licenze non esclusive per l'utilizzo dei prodotti finali;

18. esorta gli Stati membri a emettere licenze obbligatorie per i medicinali salvavita, nel caso in cui i paesi terzi non condividano il vaccino e/o le terapie o le rispettive conoscenze;

19. invita la Commissione a valutare l'impatto degli incentivi relativi alla proprietà intellettuale sull'innovazione biomedica in generale e a prendere in considerazione alternative efficaci e credibili alle tutele esclusive per finanziare la ricerca e lo sviluppo in campo medico, come i numerosi strumenti basati sui meccanismi di scorporo;

20. chiede di destinare specificamente finanziamenti supplementari nel quadro dei programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa alle sperimentazioni cliniche e ai nuovi medicinali con un chiaro valore sociale, condividendo pubblicamente i risultati;

21. chiede che la procedura di aggiudicazione congiunta dell'UE sia utilizzata per l'acquisto di vaccini e terapie contro la COVID-19 e che essa sia utilizzata con maggiore regolarità al fine di evitare che gli Stati membri siano in concorrenza tra loro, nonché di garantire un accesso equo e a costi ragionevoli a farmaci e dispositivi medici importanti, in particolare per quanto riguarda i nuovi antibiotici innovativi, i nuovi vaccini e i farmaci curativi, nonché i medicinali per le malattie rare;

22. invita la Commissione a rivedere il meccanismo di aggiudicazione congiunta nel quadro della decisione relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, a proporre un nuovo regolamento che renda l'aggiudicazione congiunta dell'UE più rapida ed efficace nel caso di una crisi sanitaria e a garantire un accesso equo e a prezzi abbordabili alle nuove terapie;

23. invita la Commissione e gli Stati membri a presentare una nuova proposta di revisione della direttiva 89/105/CEE[5] sulla trasparenza dei prezzi, garantendo la trasparenza dei costi di ricerca e sviluppo e ponendo gli Stati membri su un piano di parità nel negoziare con i fabbricanti per i trattamenti che non sono oggetto di aggiudicazione congiunta;

24. chiede la rapida attuazione del regolamento sulla sperimentazione clinica[6], che ha subito forti ritardi, onde garantire la trasparenza dei risultati delle sperimentazioni cliniche e facilitare sperimentazioni cliniche transfrontaliere su più vasta scala;

25. chiede che la strategia farmaceutica per l'Europa affronti i problemi legati alle catene di approvvigionamento farmaceutiche nell'UE e su scala globale, includendo misure legislative, politiche e incentivi volti a incoraggiare la produzione di sostanze farmaceutiche attive e medicinali nell'Unione, al fine di assicurare la fornitura e un accesso a costi ragionevoli in ogni momento, senza arrecare pregiudizio alle azioni intraprese nel quadro dell'approccio strategico riguardo all'impatto ambientale dei farmaci; reputa che la strategia farmaceutica per l'Europa non debba pregiudicare le azioni da intraprendere nel quadro dell'approccio strategico riguardo all'impatto ambientale dei farmaci;

26. invita l'UE a creare catene di approvvigionamento e laboratori pubblici e indipendenti in grado di produrre almeno il 20 % delle sostanze farmaceutiche attive e dei medicinali essenziali, al fine di garantire una rete di sicurezza pubblica nel mercato dei farmaci dell'Unione; è del parere che ciò dovrebbe aiutare l'UE ad essere maggiormente resiliente e a proteggere meglio i cittadini dalle carenze di medicinali e dalle negoziazioni con condizioni stringenti imposte dall'industria farmaceutica; chiede che in ogni Stato membro siano istituiti inventari nazionali obbligatori dei medicinali e dei dispositivi medici e che le informazioni siano comunicate alla Commissione e all'EMA, onde garantire che eventuali carenze possano essere previste e risolte;

27. invita la Commissione a modificare la legislazione in ambito farmaceutico per consentire deroghe all'esclusività dei diritti in materia di dati e commercializzazione laddove si ravvisi un'esigenza di sanità pubblica e laddove sia stata emessa una licenza obbligatoria o pubblica;

28. invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare i loro sforzi in materia di responsabilità dei titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio in relazione all'obbligo della continuità delle forniture stabilito dall'articolo 81 della direttiva 2001/83/CE; invita la Commissione a chiarire gli obblighi relativi agli orientamenti applicabili e a promuovere una maggiore concorrenza e sicurezza dell'approvvigionamento per i vaccini e i medicinali essenziali;

29. sollecita la Commissione a valutare l'impatto del commercio parallelo sulla carenza di medicinali negli Stati membri, compresa la riduzione delle carenze, e ad affrontare adeguatamente i problemi, tra cui eventuali applicazioni illecite di sistemi di quote di fornitura come strumento per introdurre una normativa volta a vietare le esportazioni parallele, adottando le misure necessarie ad assicurare che i farmaci raggiungano tempestivamente tutti i pazienti nell'UE;

30. chiede la revisione del regolamento (CE) n. 141/2000[7] concernente i medicinali orfani al fine di invertire "l'onere della prova" per la clausola relativa all'esclusiva di mercato della durata di dieci anni, cosicché il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio debba dimostrare che il rendimento del prodotto non è sufficiente a coprire i costi di ricerca e sviluppo;

31. invita la Commissione a elaborare orientamenti mirati in merito alla direttiva sugli appalti pubblici[8] in relazione all'aggiudicazione di offerte al settore farmaceutico; chiede che tali orientamenti siano basati sui "criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa" (MEAT), permettendo all'amministrazione aggiudicatrice di tenere conto di criteri che riflettano gli aspetti qualitativi, tecnici e legati alla sostenibilità, nonché il prezzo, delle offerte presentate;

32. invita la Commissione a proporre un mandato rivisto per l'ECDC, al fine di aumentarne considerevolmente il bilancio, l'organico e le competenze, onde consentire al Centro di assicurare una tutela della salute pubblica di prim'ordine in qualsiasi momento, anche durante le epidemie;

33. chiede un ruolo rafforzato per l'EMA nel monitorare ed evitare le carenze di farmaci e nel coordinamento della progettazione e dell'approvazione di sperimentazioni cliniche nell'UE durante le crisi;

34. chiede che il ruolo dell'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro sia rafforzato al fine di garantire che gli operatori sanitari non siano esposti a rischi;

35. chiede che gli orientamenti dell'UE in materia sanitaria siano rafforzati e resi obbligatori in taluni casi, tra cui i piani d'azione dell'UE sulla resistenza antimicrobica e la vaccinazione, che dovrebbero essere potenziati con misure vincolanti, come limitare al minimo indispensabile l'uso di antimicrobici per l'uomo e introdurre un libretto delle vaccinazioni per i cittadini dell'UE; chiede di rendere obbligatori gli orientamenti dell'ECDC relativi alla crisi sanitaria della COVID-19, per esempio per quanto riguarda i metodi di registrazione dei decessi e dei casi di guarigione;

36. invita la Commissione a proporre, in consultazione con la società civile, la creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari, che soddisfi le esigenze dei pazienti e degli operatori sanitari e rispetti appieno il quadro europeo in materia di protezione dei dati, al fine di migliorare la standardizzazione, la condivisione dei dati nonché l'adozione e la promozione di norme internazionali in materia di dati sanitari; sottolinea che la sanità digitale dovrebbe contribuire a un miglioramento della salute per tutti e non dovrebbe inasprire le disuguaglianze;

37. sottolinea che, al fine di ridurre il rischio di future epidemie, è necessario andare oltre l'individuazione precoce e il controllo dei focolai della malattia e ridurre il rischio alla fonte;

38. crede fermamente nell'approccio "One Health", che lega la salute umana, la salute animale e la protezione dell'ambiente; ritiene che affrontare i cambiamenti climatici, il degrado ambientale, la perdita di biodiversità e i metodi di produzione alimentare non sostenibili sia fondamentale per tutelare la salute umana;

39. esorta l'UE e i suoi Stati membri a chiedere alla piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici di avviare una revisione scientifica approfondita del legame tra pandemie come quella da COVID-19, influenza suina, MERS e SARS, causate da agenti patogeni trasmessi dagli animali all'uomo, e il degrado della biodiversità, la deforestazione e altri cambiamenti nell'uso del suolo, al fine di informare i responsabili politici in merito a strategie di biodiversità che riducano al minimo il rischio di tali zoonosi;

40. sottolinea la necessità di dare priorità alla prevenzione, che apporta benefici sia alla salute dei cittadini che ai bilanci sanitari nazionali;

41. invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie ad affrontare i determinanti della salute, quali il fumo, il consumo di alcol, una cattiva alimentazione, l'inquinamento atmosferico, l'esposizione a sostanze chimiche pericolose e le disuguaglianze in materia di salute, al fine di migliorare i risultati in campo sanitario;

42. chiede che le reti di riferimento europee siano ampliate in modo da includere le malattie infettive e le zoonosi;

43. sollecita la Commissione a sviluppare una strategia per un'Europa resiliente, che consista in una mappa di valutazione dei rischi e soluzioni per garantire una gestione solida dei sistemi sanitari, gli investimenti negli stessi e una risposta alla pandemia a livello europeo, comprese catene di approvvigionamento resilienti nell'Unione;

44. chiede un approccio coordinato, collaborativo e aperto nel campo della ricerca, con un ruolo più incisivo per la Commissione in termini di coordinamento della ricerca sanitaria, onde evitare duplicazioni e orientare la ricerca verso i risultati, tra cui i medicinali, i vaccini, i dispositivi medici e le attrezzature necessari;

45. chiede l'istituzione di un Consiglio europeo della ricerca per lo sviluppo e l'attuazione di una tabella di marcia per la ricerca sanitaria e per collegare le conoscenze recentemente acquisite a una politica sanitaria paneuropea;

46. accoglie con grande favore l'incremento del bilancio proposto per il nuovo programma EU4Health;

47. invita la Commissione a presentare un ulteriore aggiornamento del quadro strategico dell'UE per la salute e la sicurezza, compresa la legislazione relativa al diritto di disconnettersi, una nuova direttiva sulle patologie muscolo-scheletriche connesse al lavoro e una nuova direttiva sul benessere mentale sul luogo di lavoro, allo scopo di riconoscere l'ansia, la depressione e il burn-out come malattie professionali;

48. chiede un piano d'azione dell'UE per il periodo 2021-2027 in materia di salute mentale, che dedichi pari attenzione ai fattori biomedici e psicosociali di una cattiva salute mentale; 

49. invita l'Unione a cooperare pienamente con l'OMS e gli altri organismi internazionali al fine di contrastare le malattie infettive, conseguire una copertura sanitaria universale e rafforzare i sistemi sanitari a livello globale;

50. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

[1] Testi approvati, P9_TA(2020)0054.

[3] GU L 88 del 4.4.2011, pag. 45.

[4] GU L 293 del 5.11.2013, pag. 1.

 

[5] GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 8.

[6] GU L 158 del 27.5.2014, pag. 1.

 

[7] GU L 18 del 22.1.2000, pag. 1.

[8] GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65.

 

Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy