Procedura : 2020/2780(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0259/2020

Testi presentati :

B9-0259/2020

Discussioni :

PV 15/09/2020 - 11
CRE 15/09/2020 - 11

Votazioni :

Testi approvati :

P9_TA(2020)0240

<Date>{14/09/2020}14.9.2020</Date>
<NoDocSe>B9‑0259/2020</NoDocSe>
PDF 157kWORD 56k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla Covid-19: coordinamento a livello di UE delle valutazioni sanitarie e della classificazione dei rischi</Titre>

<DocRef>(2020/2780(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Kateřina Konečná</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0257/2020

B9‑0259/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Covid-19: coordinamento a livello di UE delle valutazioni sanitarie e della classificazione dei rischi

(2020/2780(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 visto l'articolo 168 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nonché gli articoli 4, 6, 9, 21, paragrafo 1, 67, paragrafo 2, 114, 153, 169 e 191 del medesimo trattato,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (in appresso "la Carta"), in particolare i suoi articoli 35 e 45,

 visto il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen)[1],

 vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze[2],

 vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulla situazione nello spazio Schengen in seguito alla pandemia di COVID‑19[3],

 vista la sua risoluzione del 10 luglio 2020 sulla strategia dell'UE in materia di sanità pubblica dopo la crisi della COVID-19[4],

 viste le più recenti relazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sulle minacce poste dalle malattie trasmissibili e i suoi orientamenti e protocolli di comunicazione in materia di sanità pubblica relativi alla Covid-19,

 visto il regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91[5],

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la gestione del rischio legata alla pandemia di Covid-19 si è evoluta da una fase acuta a una fase cronica; che sembra probabile che il virus resterà attivo fino a quando un vaccino efficace e sicuro non verrà trovato e distribuito in quantità sufficienti a garantire un'adeguata protezione in gran parte della popolazione mondiale; che ciò significa che continueremo a vivere in circostanze difficili per almeno diversi mesi;

B. considerando che l'intensità della diffusione del virus varia notevolmente da uno Stato membro all'altro e da una regione all'altra all'interno dello stesso Stato membro;

C. considerando che la normale influenza di stagione aumenterà molto probabilmente il numero di persone con sintomi lievi che saranno sottoposte a test;

D. considerando che la capacità di test in alcuni Stati membri non è ancora sufficiente; che talvolta le persone devono aspettare giorni prima di ottenere i risultati dei loro test Covid-19; che ciò incide notevolmente sulla loro capacità di lavorare e viaggiare;

E. considerando che alcuni Stati membri rifiutano di riconoscere qualsiasi tipo di test Covid-19 eseguito in un altro Stato membro; che tale diffidenza complica notevolmente la vita delle persone;

F. considerando che i diversi metodi utilizzati per la raccolta dei dati sulla Covid-19 nell'UE rendono difficile confrontare i dati;

G. considerando che non esiste ancora una metodologia armonizzata per la raccolta e la valutazione del numero di persone infette e neanche una metodologia armonizzata relativa ai "semafori" Covid-19; che, a causa di tale mancanza di armonizzazione, i dati sulle persone infette sono spesso interpretati in tutti gli Stati membri, i quali, di conseguenza, prendono decisioni sbagliate e attuano cambiamenti nei loro "semafori" Covid-19, determinando una indebita discriminazione nei confronti di cittadini di altri Stati membri;

H. considerando che finora la risposta alla pandemia di Covid-19 nell'UE ha messo in luce una mancanza di coordinamento tra gli Stati membri e con le istituzioni dell’Unione in termini di coordinamento delle misure di sanità pubblica, comprese restrizioni imposte alla circolazione delle persone a livello nazionale e transfrontaliero e la sospensione di altri diritti e leggi; che la maggior parte degli Stati membri ha ripristinato i controlli alle frontiere interne o ha chiuso tali frontiere, parzialmente o totalmente, o le ha chiuse a determinati tipi di viaggiatori, compresi cittadini dell'UE e loro familiari e cittadini di paesi terzi residenti nel loro territorio o in quello di un altro Stato membro;

I. considerando che molti europei sono stati sistematicamente soggetti a norme diverse a seconda non solo del loro luogo di residenza, ma anche del luogo in cui si sono recati; che tale mancanza di coordinamento durante il periodo estivo ha comportato una disorganizzazione dei controlli e delle misure alle frontiere, all'interno degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie;

J. considerando che la crisi della Covid-19 ha avuto, e sta ancora avendo, gravi ripercussioni sulla salute e, in molti casi, conseguenze negative molto marcate sui diritti fondamentali e sugli scambi economici, scientifici, turistici e culturali;

K. considerando che la prestazione di assistenza sanitaria è, anzitutto, una competenza nazionale, mentre la sanità pubblica è una competenza concorrente degli Stati membri e dell'Unione;

L. considerando che esiste ancora un margine di manovra per l'Unione europea per ottenere migliori risultati in materia di politica sanitaria nel rispetto dei parametri dei trattati; che le disposizioni in materia di sanità pubblica previste dai trattati sono ancora ampiamente sottoutilizzate per quanto riguarda gli obiettivi che potrebbero essere raggiunti;

M. considerando che le minacce transfrontaliere possono essere affrontate soltanto insieme e che, per fare ciò, sono necessarie cooperazione e solidarietà all'interno dell'Unione;

N. considerando che le misure adottate dagli Stati membri, compresi i controlli alle frontiere interne, incidono sui diritti e sulle libertà delle persone sanciti dal diritto dell'Unione; che le misure adottate dagli Stati membri o dall'Unione dovrebbero sempre rispettare i diritti fondamentali; che tali misure dovrebbero essere strettamente necessarie, proporzionate, temporanee e di portata limitata; che la solidarietà tra gli Stati membri non è un'opzione, bensì un obbligo previsto dai trattati;

O. considerando che può essere molto complicato trovare informazioni corrette e aggiornate sulle misure, le restrizioni e i tassi di infezione a livello nazionale, regionale e locale, in particolare per le persone che non parlano la lingua nazionale dello Stato membro; che l'ECDC sta cercando di rendere più accessibili tali informazioni, ma che esse non sono molto note al pubblico;

P. considerando che la Commissione ha già intrapreso un'azione iniziale adottando vari pacchetti di misure, comunicazioni e strategie, tra cui la recente proposta di raccomandazione del Consiglio, del 4 settembre 2020, per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia di COVID-19 (COM(2020)0499);

Q. considerando che il Consiglio dovrebbe appoggiare tale raccomandazione e stabilire le misure necessarie affinché gli Stati membri coordino le relative decisioni e azioni volte a fermare o limitare la diffusione del virus;

R. considerando che il ritorno a uno spazio Schengen pienamente operativo è della massima importanza per tutelare il principio della libera circolazione quale uno dei principali successi dell'integrazione europea e una condizione fondamentale per la ripresa economica dell'UE dopo la pandemia di Covid-19;

S. considerando che il Parlamento europeo, in quanto colegislatore e unica istituzione eletta direttamente dai cittadini europei, deve essere incluso come parte integrante ed essenziale di tutte le discussioni sul coordinamento dell'UE per affrontare questa crisi sanitaria;

T. considerando che l'UE non sembra aver fatto tesoro degli insegnamenti che risalgono all'inizio della crisi;

U. considerando che la COVID-19 ha dimostrato le interdipendenze tra la salute umana e la salute del nostro pianeta; che la comparsa di malattie zoonotiche, quelle trasmesse dagli animali agli esseri umani, è aggravata dai cambiamenti climatici e dal degrado ambientale;

V. considerando che l'interruzione della libera circolazione delle merci ha messo a repentaglio la fornitura delle necessarie attrezzature mediche in tutta l'Unione;

W. considerando che le diverse restrizioni di viaggio hanno determinato, per molti cittadini, la cancellazione dei loro voli, per i quali non sono ancora stati rimborsati;

1. è preoccupato per gli impatti dell'epidemia di Covid-19 e le sue conseguenze a lungo termine sul benessere delle persone in tutto il mondo, in particolare sui gruppi più vulnerabili e le persone in situazioni vulnerabili come gli anziani e coloro che già soffrono di problemi di salute; esprime profonda preoccupazione per la recente recrudescenza del coronavirus e per l'elevato numero di nuovi casi segnalati negli Stati membri; chiede una costante cautela in ogni previsto allentamento delle misure sanitarie; sottolinea che la protezione e la promozione della salute dovrebbero rimanere l'obiettivo politico più importante;

2. sottolinea con forza la necessità di una gestione sanitaria coordinata per combattere efficacemente questa pandemia; pone l'accento sull'importanza rassicurare i cittadini circa la coerenza delle misure adottate dai vari Stati membri;

3. ricorda che la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione è un diritto fondamentale sancito dai trattati dell'UE e dalla Carta;

4. sottolinea che tale diritto può essere limitato solo per un motivo specifico e limitato di interesse pubblico, vale a dire la protezione dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica;

5. insiste sul fatto che tali restrizioni andrebbero applicate nel rispetto del codice frontiere Schengen e dei principi generali del diritto dell'UE, in particolare della proporzionalità e della non discriminazione;

6. sottolinea che la nozione di "ultima istanza" del codice frontiere Schengen richiede una verifica per stabilire se altre misure possano essere ugualmente o meglio idonee a conseguire l'obiettivo ed esorta gli Stati membri ad agire di conseguenza e ad adottare solo misure necessarie, coordinate e proporzionate come ultima istanza nel momento in cui si proceda a limitazioni dei viaggi o all’introduzione di controlli alle frontiere interne;

7. sottolinea che l'ECDC sta svolgendo un lavoro impareggiabile e che dovrebbe ricevere immediatamente maggiori risorse, compreso un volume maggiore di personale permanente, per continuare a lavorare sulla Covid-19 e poter proseguire e riprendere la propria attività su altre malattie; invita la Commissione a proporre un mandato rivisto per l'ECDC al fine di aumentare considerevolmente il suo bilancio, il suo organico e le sue competenze a lungo termine, onde consentire al Centro di poter assicurare una tutela della salute pubblica di prim'ordine in qualsiasi momento, anche durante le epidemie;

8. osserva che l'ECDC continua a sottolineare le disparità nella raccolta e nella comunicazione dei dati da parte degli Stati membri; considerando che, in alcuni casi, è difficile distinguere chiaramente le regioni più colpite in alcuni Stati membri sulla base dei dati nazionali;

9. deplora il fatto che tale mancanza di armonizzazione ci impedisca di avere un quadro chiaro e completo della diffusione del virus in Europa e delle regioni che devono essere evitate;

10. osserva che ciascuno Stato membro ha seguito la raccomandazione del proprio comitato scientifico senza coordinarsi con gli altri Stati membri o la Commissione;

11. invita gli Stati membri a investire maggiormente nello scambio reciproco di conoscenze e migliori pratiche, anche tra i rispettivi consigli scientifici, e invita la Commissione ad agevolare tali scambi;

12. invita la Commissione a promuovere una metodologia comune per la raccolta dei dati sanitari e per il conteggio e la comunicazione del numero di decessi;

13. esorta gli Stati membri ad adottare la stessa definizione di caso positivo di Covid-19 e di decesso per Covid-19 e di guarigione dall'infezione;

14. riconosce l'importanza dei tassi di incidenza nella valutazione della diffusione del virus, ma insiste anche sulla necessità di valutare la situazione tenendo conto di altri criteri sanitari quali il tasso di positività dei test, i tassi di ricoveri ospedalieri e i tassi di occupazione delle unità di terapia intensiva;

15. sottolinea che tali criteri sanitari comuni consentiranno agli Stati membri e alla Commissione di condurre un'analisi comune del rischio epidemiologico a livello dell'UE;

16. ritiene che l'ECDC dovrebbe essere in grado di valutare in modo adeguato ed efficace il rischio di diffusione del virus e di pubblicare settimanalmente una mappa aggiornata del rischio basata su un codice cromatico comune, stabilita in base alle informazioni raccolte e fornite dagli Stati membri;

17. appoggia la proposta di codice cromatico avanzata dalla Commissione nella sua ultima proposta di raccomandazione del Consiglio; ritiene che le soglie e i colori proposti (verde, arancione, rosso e grigio) faciliteranno la circolazione all'interno dell'UE e garantiranno ai cittadini una maggiore trasparenza delle informazioni e una migliore prevedibilità;

18. accoglie con grande favore l'approccio regionale proposto dalla Commissione; ritiene che la mappatura dei rischi dell'ECDC vada effettuata a livello regionale e non solo a livello nazionale; invita pertanto gli Stati membri a trasmettere all'ECDC i dati raccolti dalle autorità pubbliche regionali;

19. invita gli Stati membri ad adottare in futuro misure sanitarie e sociali più mirate, applicabili a livello regionale, comprese le regioni transfrontaliere e le euroregioni; sottolinea che, nelle situazioni sanitarie emergenti, la strategia per la salute pubblica dovrebbe essere coordinata non solo tra gli Stati membri, ma anche con le autorità regionali e locali;

20. rammenta che l'ECDC ha raccomandato agli Stati membri di adottare misure minime di base per evitare la diffusione del virus, quali misure di igiene, distanziamento fisico e limitazione degli assembramenti, utilizzo di mascherine in contesti specifici, telelavoro, test su vasta scala, isolamento dei casi, quarantena dei contatti stretti e protezione delle popolazioni vulnerabili;

21. invita gli Stati membri a seguire le suddette raccomandazioni dell'ECDC e a definire un quadro comune di misure sanitarie che le autorità pubbliche nelle zone colpite dovrebbero adottare al fine di arrestare la diffusione della pandemia;

22. riconosce che le autorità pubbliche dovrebbero prendere in considerazione e condividere misure supplementari qualora il tasso di trasmissione aumenti, compresi interventi che limitino gli spostamenti della popolazione, riducano il numero di contatti per persona, evitino assembramenti, rivolgendo particolare attenzione alle zone ad alto rischio, chiudano le scuole o raccomandino alle persone di "rimanere in casa";

23. ritiene che tale quadro rafforzerebbe la fiducia reciproca tra gli Stati membri e tra le zone colpite ed eviterebbe conseguenti misure restrittive; invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle specificità delle regioni transfrontaliere e a insistere sulla necessità di cooperare a livello locale e regionale;

24. ritiene che, in caso di una zona di diffusione transfrontaliera attiva, le autorità pubbliche dovrebbero istituire, congiuntamente, meccanismi sanitari per il coordinamento e lo scambio di informazioni in tempo reale;

25. sottolinea che l'applicazione coordinata delle misure sanitarie su entrambi i lati delle frontiere è essenziale per garantire che esse siano coerenti, efficaci e sostenute della popolazione;

26. chiede l'adozione e l'attuazione di una strategia comune in materia di test in tutti gli Stati membri, in particolare nelle regioni transfrontaliere;

27. ritiene che gli Stati membri dovrebbero accordarsi circa il numero minimo di test giornalieri da effettuare in base al colore della zona interessata;

28. sottolinea che la comparabilità dei risultati dei test consentirà il riconoscimento reciproco da un paese all'altro;

29. ritiene inaccettabile che gli Stati membri non accettino, come prova di non infettività, i test realizzati in un altro Stato membro, sebbene effettuati solo 1 o 2 giorni prima o poco oltre la frontiera, e che insistano sul fatto che un test debba invece essere praticato nei propri laboratori; invita gli Stati membri a riconoscere reciprocamente i test Covid-19 e i relativi risultati, effettuati dagli organismi sanitari certificati in altri Stati membri, e invita la Commissione ad agevolare tale armonizzazione;

30. invita gli Stati membri a fornire adeguate capacità di test, compresi i laboratori, per garantire che chiunque debba sottoporsi a un test possa farlo senza tempi di attesa sproporzionati;

31. invita gli Stati membri e la Commissione a concordare un periodo comune di quarantena, tenendo conto del parere dell'ECDC;

32. invita gli Stati membri ad adottare un protocollo comune per il monitoraggio dei pazienti asintomatici e misure relative all'isolamento dei pazienti risultati positivi alla Covid-19;

33. ribadisce la sua richiesta di un attento monitoraggio di tutte le misure adottate sulla base della raccolta di dati personali ed esorta le autorità ad applicare adeguatamente le norme esistenti in materia di protezione dei dati;

34. insiste sul fatto che qualsiasi misura che limiti la privacy e la protezione dei dati debba essere legittima, efficace per far fronte al rischio per la vita e la salute pubblica, rigorosamente proporzionata e utilizzata solo a fini di sanità pubblica, nonché soggetta a limiti di tempo rigorosi; sottolinea che le iniziative di emergenza non devono portare alla sorveglianza di massa dopo la crisi e chiede garanzie in tal senso;

35. sottolinea che la metodologia e i criteri comuni adottati e le mappe elaborate dall'ECDC dovrebbero facilitare un approccio coordinato per quanto riguarda i processi decisionali degli Stati membri e garantire che qualsiasi decisione presa dagli Stati membri sia coerente e ben coordinata;

36. invita la Commissione a rispettare la promessa di accesso universale a un vaccino efficace e sicuro e a rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale, facendo in modo che un futuro vaccino contro la Covid-19 sia un bene pubblico e garantendo il diritto alla cura e ponendo la salute pubblica prima dei profitti privati;

37. sottolinea l'importanza dell'acquisizione di autonomia dei pazienti e di un approccio orientato al paziente; esorta la Commissione e gli Stati membri a migliorare la rappresentanza dei pazienti e il loro contributo al processo decisionale in merito alle politiche relative all'assistenza sanitaria;

38. ricorda che fornire al pubblico informazioni chiare, tempestive e complete è fondamentale per limitare l'impatto di eventuali restrizioni alla libera circolazione poste in essere e per garantire la prevedibilità, la certezza del diritto e il rispetto da parte dei cittadini;

39. invita la Commissione a dedicare una parte del suo sito web alla presentazione di una panoramica di tutte le regioni infette, utilizzando una codifica cromatica armonizzata, a fornire informazioni su tutte le misure e restrizioni di viaggio in vigore a livello nazionale, regionale e locale e a chiarire dove le persone possono essere sottoposte a test o ricevere assistenza sanitaria, al fine di garantire che tutti i cittadini e i viaggiatori dell'UE possano facilmente trovare le informazioni pertinenti per le loro destinazioni di viaggio;

40. sottolinea l'importanza di informazioni chiare, accessibili e comprensibili sul numero di infezioni, sui sistemi sanitari, sulle misure in vigore e sulle restrizioni di viaggio a livello europeo, nazionale, regionale e locale; sottolinea che tali informazioni fondamentali devono essere disponibili in tutte le lingue ufficiali e nelle lingue utilizzate da una parte significativa della popolazione per includere persone provenienti da un contesto migratorio;

41. sottolinea che tutte le informazioni devono essere facilmente comprensibili per l'intera popolazione, comprese le persone scarsamente alfabetizzate, grazie a colori chiari e armonizzati e a simboli comprensibili nelle informazioni pubbliche, e comprese le persone con un accesso limitato o senza accesso a Internet fornendo tali informazioni anche in formato analogico nei luoghi idonei;

42. ritiene che un rapido ritorno ad uno spazio Schengen pienamente operativo sia della massima importanza e invita con urgenza gli Stati membri a discutere, insieme al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione, un piano di ripresa per Schengen, che comprenda le modalità e i mezzi per ritornare, quanto prima possibile, ad un spazio Schengen pienamente funzionante senza controlli alle frontiere interne e piani di emergenza, al fine di evitare che i controlli temporanei alle frontiere interne divengano semipermanenti a medio termine; condanna il ricorso a restrizioni discriminatorie al diritto di ingresso da parte delle autorità ungheresi e invita la Commissione ad intervenire in modo adeguato sulla questione quanto prima possibile;

43. ricorda che è stata introdotta una restrizione temporanea dei viaggi che si applica a tutti i viaggi non essenziali dai paesi terzi verso lo spazio Schengen; sottolinea la necessità che tutte le decisioni di respingimento alle frontiere esterne siano conformi alle disposizioni del codice frontiere Schengen, compreso in particolare il rispetto dei diritti fondamentali come sancito all'articolo 4;

44. esprime rammarico per il fatto che, durante il confinamento per contenere la diffusione del coronavirus, diversi Stati membri abbiano chiuso ai prodotti le loro frontiere interne, mettendo così a repentaglio la fornitura di prodotti medici e di dispositivi di protezione essenziali; invita gli Stati membri a dare prova di solidarietà nei confronti degli Stati membri più duramente colpiti da un'eventuale futura ondata della pandemia e a evitare che i consumatori perdano la fiducia nel funzionamento della libera circolazione delle merci;

45. chiede un migliore scambio di informazioni sulle restrizioni alla libera circolazione delle merci al fine di evitare future carenze di beni essenziali in tutta Europa;

46. invita le compagnie aeree a rimborsare quanto prima i passeggeri i cui voli sono stati cancellati a causa della pandemia e a rispettare gli obblighi di cui al regolamento (CE) n. 261/2004; chiede alla Commissione di indagare sulle violazioni diffuse dei diritti dei passeggeri durante questa pandemia;

47. sostiene la richiesta della Commissione di un approccio regionale e chiede agli Stati membri di prestare particolare attenzione alle regioni e ai lavoratori frontalieri che lavorano in settori essenziali, in particolare, ad esempio, introducendo le cosiddette "corsie verdi" per tali lavoratori;

48. osserva che durante la crisi pandemica molti consumatori europei hanno dovuto far fronte a prodotti di protezione non conformi e a truffe sui mercati online; invita la Commissione a utilizzare la prossima legge sui servizi digitali per migliorare la responsabilità dei mercati online in cui tali prodotti sono spesso venduti direttamente ai consumatori;

49. sottolinea che la crisi della Covid-19 e il rigore delle misure adottate dagli Stati membri hanno avuto conseguenze disastrose sui lavoratori delle piattaforme, in quanto non protetti da alcuna rete di sicurezza finanziaria; invita gli Stati membri a compensare finanziariamente tali lavoratori e a garantire che le piattaforme che si avvalgono dei loro servizi paghino la loro parte dei sistemi di indennizzo;

50. osserva che la crisi della Covid-19 ha dimostrato la dipendenza dell'Europa dai produttori di dispositivi medici e di protezione personale di paesi terzi; chiede la ri-europeizzazione della produzione medica al fine di servire l'interesse pubblico e di istituire un efficace controllo dell'epidemia adeguato alle esigenze future;

51. ricorda che il rafforzamento dell'offerta pubblica relativa all'assistenza sanitaria universale è il modo migliore per contrastare le epidemie globali e proteggere le nostre società; evidenzia che la prevenzione è la cura migliore; chiede la piena attuazione del principio "One Health", il quale riconosce che la salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse; ricorda l'importanza della salute in tutte le politiche; constata con preoccupazione come l'aumento delle temperature globali, la distruzione degli habitat e della biodiversità possano esacerbare notevolmente il rischio di malattie zoonotiche per la salute pubblica; sottolinea la necessità di intensificare drasticamente gli sforzi per arrestare il riscaldamento globale, la perdita di biodiversità e di habitat; chiede che le reti di riferimento europee siano ampliate in modo da includere le malattie infettive e le zoonosi; sottolinea che le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della salute per una ripresa salubre ed ecologica dalla Covid-19 devono essere attuate integralmente a livello dell'UE e nazionale;

52. avverte che la difesa della salute pubblica non si coniuga con il perseguimento del profitto, che sarà sempre ottenuto a spese del benessere delle persone; è del parere che i servizi sanitari pubblici debbano essere gratuiti, di qualità e universali; ritiene essenziale che gli Stati membri e l'UE aumentino il bilancio relativo alla sanità da parte degli Stati membri; esprime profondo rammarico per i drastici tagli proposti dal Consiglio al programma EU4Health e lo esorta a riconsiderare la propria posizione e a garantire che il programma riceva finanziamenti sufficienti per contribuire ad aumentare la resilienza dei sistemi sanitari pubblici e per contribuire alla prevenzione e alla lotta contro la malattia in Europa; reputa che sia necessario rafforzare i sistemi sanitari pubblici nella loro dimensione curativa e preventiva affinché siano meglio attrezzati e finanziati per affrontare future crisi sanitarie;

53. invita la Commissione a elaborare una strategia per una "Europa resiliente", che consista in una mappa della valutazione dei rischi e in opzioni per una gestione sana dei sistemi sanitari e investimenti efficaci negli stessi nonché per una risposta alla pandemia a livello europeo, incluse catene di approvvigionamento resilienti nell'UE;

54. ritiene che il rafforzamento delle risorse umane, con vincoli di lavoro efficaci, salari equi e condizioni di lavoro e di protezione adeguate, nei sistemi sanitari nazionali degli Stati membri sia essenziale e fornirebbe loro la formazione necessaria per rispondere alle esigenze sanitarie immediate e per rafforzare livelli di risposta adeguati al fine di garantire l'assistenza sanitaria in generale; chiede che il ruolo dell'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro sia rafforzato al fine di garantire che gli operatori sanitari non siano esposti a rischi;

55. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai parlamenti degli Stati membri.

[1] GU L 77 del 23.3.2016, pag. 1.

[2] Testi approvati, P9_TA(2020)0054.

[3] Testi approvati, P9_TA(2020)0163.

[4] Testi approvati, P9_TA(2020)0205.

[5] GU L 46 del 17.2.2004, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy