Procedura : 2020/2779(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0274/2020

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B9-0274/2020

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PV 15/09/2020 - 7
CRE 15/09/2020 - 7

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Testi approvati :

P9_TA(2020)0231

<Date>{14/09/2020}14.9.2020</Date>
<NoDocSe>B9-0274/2020</NoDocSe>
PDF 148kWORD 50k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla situazione in Bielorussia</Titre>

<DocRef>(2020/2779(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Kati Piri, Tonino Picula, Norbert Neuser, Robert Biedroń</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0271/2020

B9-0274/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Bielorussia

(2020/2779(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Bielorussia, in particolare quelle del 4 ottobre 2018 sul deterioramento della libertà dei media[1], del 19 aprile 2018 sulla Bielorussia a seguito delle elezioni locali del 18 febbraio 2018[2], del 24 novembre 2016 sulla situazione in Bielorussia a seguito delle elezioni parlamentari dell'11 settembre 2016[3] e dell'8 ottobre 2015 sulla pena di morte[4],

 viste le conclusioni del Presidente del Consiglio europeo a seguito della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo del 19 agosto 2020,

 viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante, a nome dell'Unione europea, dell'11 agosto 2020 sulle elezioni presidenziali e dell'11 settembre 2020 sull'escalation di violenze e intimidazioni nei confronti dei membri del Consiglio di coordinamento,

 viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante/vicepresidente, in particolare quelle del 7 agosto 2020 in vista delle elezioni presidenziali e del 14 luglio 2020 sulla mancata registrazione dei candidati alla presidenza, la dichiarazione congiunta dell'alto rappresentante/vicepresidente e del Ministro degli Affari esteri del Canada del 26 agosto 2020, nonché la dichiarazione congiunta dell'alto rappresentante/vicepresidente e del commissario per la politica di vicinato e l'allargamento del 10 agosto 2020 sulle elezioni presidenziali,

 viste le dichiarazioni del portavoce del SEAE, in particolare quelle del 19 giugno 2020 sui recenti sviluppi in vista delle elezioni presidenziali e del 18 novembre 2019 sulle elezioni parlamentari in Bielorussia,

 vista la decisione del Consiglio, del 17 febbraio 2020, di prorogare l'embargo dell'UE del 2004 nei confronti della Bielorussia riguardante le armi e le attrezzature che potrebbero essere utilizzate a fini di repressione interna[5],

 vista la dichiarazione dell'ODIHR, del 15 luglio 2020, sul mancato invio di una missione di osservazione elettorale in Bielorussia in assenza di un invito,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il 9 agosto 2020 si sono svolte in Bielorussia elezioni presidenziali, il cui periodo pre-elettorale è stato caratterizzato da una repressione su scala nazionale nei confronti di manifestanti pacifici, attivisti della società civile, blogger e giornalisti, nonché da dure intimidazioni nei confronti degli attivisti politici, da persistenti ostacoli alla registrazione dei candidati e alla formazione di commissioni elettorali, dalla mancata registrazione e dalla detenzione di candidati, come anche del personale addetto alla loro campagna elettorale e di loro sostenitori;

B. considerando che il processo elettorale non ha potuto essere osservato da una missione di osservazione elettorale dell'ODIHR a causa della deliberata mancanza di un invito in tempo utile da parte delle autorità bielorusse ed è stato accompagnato da un ingente numero di segnalazioni di gravi violazioni del processo elettorale, che testimoniano la deliberata falsificazione dei risultati;

C. considerando che la campagna elettorale e le elezioni presidenziali si sono svolte durante la pandemia di COVID-19, i cui effetti sono stati sistematicamente negati dalla leadership politica e dalle autorità bielorusse, con la conseguenza che giornalisti, personale medico e ordinari cittadini si sono mobilitati per condividere informazioni fondamentali sulla pandemia e le necessarie misure precauzionali, dimostrando in tal modo l'impegno sociale della popolazione e la vitalità della società civile bielorussa;

D. considerando che alcuni candidati alla presidenza, così come il personale addetto alla loro campagna elettorale e loro sostenitori, sono stati arrestati sulla base di accuse pretestuose, mentre altri candidati presidenziali si sono visti respingere dalla Commissione elettorale centrale numerose firme a sostegno delle loro candidature;

E. considerando che la giornata elettorale si è svolta pacificamente, ma è stata immediatamente seguita da proteste, pacifiche e ordinate, di dimensioni e portata senza precedenti nella capitale Minsk e in molte altre città del paese contro le gravi violazioni del processo elettorale e in risposta alle credibili notizie sulla massiccia falsificazione dei risultati elettorali;

F. considerando che i manifestanti pacifici hanno chiesto nuove elezioni, che dovrebbero essere libere ed eque ed essere svolte sotto osservazione elettorale internazionale, rivendicando il loro diritto alla rappresentanza democratica e alla partecipazione politica;

G. considerando che, secondo i risultati ufficiali delle elezioni comunicati dalla Commissione elettorale centrale della Bielorussia il 10 agosto, Alexander Lukashenko ha ottenuto l'80,10 % dei voti popolari e Svetlana Tikhanovskaya il 10,12 %, e che l'affluenza alle urne è stata dell'84,17 %; che informazioni credibili a livello nazionale e iniziative di base sui social media dimostrano brogli elettorali su vasta scala a favore di Alexander Lukashenko; che l'UE, nelle sue conclusioni del Consiglio del 19 agosto 2020, ha respinto i risultati ufficiali delle elezioni;

H. considerando che le autorità bielorusse hanno reagito alle proteste legittime e pacifiche con violenze sproporzionate, repressioni inaccettabili e trattamenti disumani, tra cui torture e violenze sessuali nei confronti di persone fermate durante le proteste; che centinaia di manifestanti pacifici sono stati malmenati, migliaia sono stati arrestati e almeno tre persone sono state uccise; che le autorità bielorusse hanno tentato ulteriormente di soffocare le proteste attraverso una graduale escalation di arresti dei leader delle proteste;

I. considerando che i lavoratori di alcune imprese bielorusse, comprese le principali imprese statali di vari settori economici, hanno avviato azioni collettive e istituito comitati di sciopero a sostegno delle proteste popolari contro i brogli elettorali, la violenza e la repressione da parte delle autorità statali; che, da allora, numerosi leader dei comitati di sciopero sono stati soggetti a vessazioni, interrogati o arrestati e molti di essi rimangono in detenzione;

J. considerando che è stato istituito un Consiglio di coordinamento per fornire un partner istituzionale temporaneo per un processo di dialogo nazionale volto a organizzare nuove elezioni, che si terrebbero secondo le norme internazionali e nel quadro dell'osservazione elettorale dell'ODIHR;

K. considerando che diverse migliaia di persone hanno da allora presentato domanda di adesione al Consiglio di coordinamento o espresso il loro sostegno alle sue richieste di nuove elezioni e che tutti i principali membri del Consiglio di coordinamento sono stati soggetti a vessazioni, interrogati o arrestati; che le continue vessazioni e minacce hanno portato i principali membri dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya e Veronika Tsepkalo, a cercare rifugio nell'Unione europea; che l'8 settembre un'altra leader, Maria Kalesnikova, è stata sequestrata da uomini mascherati in un furgone privo di identificazione; che Svetlana Alexievich, vincitrice del premio Nobel, è l'unico membro del Presidium del Consiglio di coordinamento che rimane in Bielorussia e si trova in libertà; che persistono gravi preoccupazioni in merito alla sua sicurezza;

L. considerando che il 27 agosto il presidente della Federazione russa ha espresso il proprio sostegno alle autorità bielorusse nella loro repressione del legittimo malcontento civico, offrendo lo spiegamento di forze di polizia speciali; che il 21 agosto Lukashenko ha annunciato la sostituzione dei giornalisti in sciopero e dimissionari che lavoravano per i media di Stato con specialisti mediatici russi; che la Russia, la Cina e la Turchia sono state tra i primi Stati a congratularsi con Lukashenko per la sua vittoria elettorale fraudolenta;

M. considerando che le autorità bielorusse continuano a reprimere violentemente i giornalisti bielorussi indipendenti e i cittadini giornalisti e si adoperano deliberatamente per ostacolare le segnalazioni oggettive al fine di soffocare le preoccupazioni e le condanne nazionali e internazionali, anche attraverso il ritiro, il 29 agosto, dell'accreditamento giornalistico di oltre una dozzina di reporter internazionali;

N. considerando che continuano a verificarsi proteste pacifiche su vasta scala nella capitale e in tutto il paese, nonostante i numerosi arresti di membri di spicco dell'opposizione politica e del movimento di protesta civica nonché di ordinari cittadini, il che dimostra il livello senza precedenti di malcontento e di mobilitazione della società bielorussa, che chiede diritti democratici e il rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani espressi dai suoi rappresentanti, tra cui Svetlana Tikhanovskaya e gli altri membri del Consiglio di coordinamento;

1. condanna con la massima fermezza le autorità bielorusse per la loro brutale repressione delle proteste pacifiche per la giustizia, la libertà e la democrazia a seguito delle fraudolente elezioni presidenziali del 9 agosto; chiede che le autorità bielorusse pongano immediatamente fine all'uso della forza, della violenza e della repressione nei confronti dei loro concittadini e si astengano da qualsiasi azione che si discosti dall'inevitabile percorso verso il necessario dialogo tra i cittadini e i loro rappresentanti legittimi, compresi il Consiglio di coordinamento, la società civile, le autorità e i rappresentanti politici delle autorità;

2. chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici e di tutte le persone detenute per aver partecipato alle proteste contro i risultati elettorali o contro le violenze messe in atto dalle autorità o per aver espresso sostegno nei confronti di tali proteste;

3. respinge i risultati delle elezioni presidenziali bielorusse del 9 agosto e ribadisce l'appello rivolto dal popolo bielorusso affinché si svolgano quanto prima nuove elezioni libere ed eque, nel rispetto delle norme internazionali e sotto l'osservazione elettorale dell'ODIHR;

4. esprime il proprio inequivocabile sostegno al popolo bielorusso nelle sue legittime richieste e aspirazioni a nuove elezioni libere ed eque, alle libertà fondamentali e ai diritti umani, alla rappresentanza democratica, alla partecipazione politica, alla comunicazione onesta dei risultati elettorali e alla fine della repressione autoritaria; invita la Commissione, il VP/AR e il Consiglio a fornire assistenza, se ciò è loro richiesto, all'opposizione democratica della Bielorussia, compreso il Consiglio di coordinamento guidato da Svetlana Tikhanovskaya, in quanto legittimo rappresentante delle richieste del popolo bielorusso;

5. chiede che siano condotte indagini rapide ed efficaci su tutti i responsabili delle brutalità senza precedenti commesse nei confronti dei manifestanti, dei loro sostenitori e dei semplici passanti e che siano perseguiti in modo coerente tutti gli autori delle violenze perpetrate dalle autorità politiche, dalle forze di polizia e dalle forze speciali bielorusse; esprime la propria preoccupazione per le notizie attendibili riguardo alla presenza di contingenti in tenuta civile o mascherati e con uniformi prive di identificazione e di veicoli privi di identificazione operanti sul territorio bielorusso, che partecipano alla repressione interna e a sequestri di persone; invita le autorità bielorusse e le altre autorità competenti a fornire chiarezza fattuale in merito alla loro identità, al loro ruolo e alla loro presenza sul territorio bielorusso;  condanna la repressione in atto nei confronti di giornalisti bielorussi e internazionali indipendenti; esorta le autorità bielorusse a rilasciare immediatamente tutti i giornalisti e i cittadini giornalisti illegalmente detenuti e a ripristinare il pieno accreditamento giornalistico a quanti ne sono stati privati; sottolinea il diritto del popolo bielorusso a disporre di informazioni obiettive riguardo agli eventi che si svolgono nel loro paese; denuncia il dispiego di specialisti mediatici russi presso i media statali bielorussi;

6. esorta le autorità bielorusse a rispettare gli impegni internazionali del paese, in particolare gli impegni assunti in qualità di Stato partecipante all'OSCE di tenere elezioni realmente democratiche e di sostenere la libertà di espressione e di riunione pacifica, sia sul piano del diritto che nella pratica;

7. sottolinea la propria ferma volontà di sostenere risolutamente il popolo bielorusso nella sua lotta per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani;

8. esprime apprezzamento per l'importante contributo apportato dalle coraggiose donne della Bielorussia, guidate da Svetlana Tikhanovskaya, Veronika Tsepkalo e Maria Kalesnikova e dai loro sostenitori nell'esprimere e rappresentare le legittime richieste del popolo bielorusso; osserva che molti bielorussi considerano Svetlana Tikhanovskaya la vincitrice delle elezioni presidenziali; sottolinea il ruolo cruciale svolto dalle donne, dagli studenti e dai giovani nelle proteste politiche di base in corso;

9. osserva con preoccupazione che, ad eccezione di Svetlana Alexievich, tutti i membri del Presidium del Consiglio di coordinamento sono stati illegalmente arrestati o costretti all'esilio; chiede il rilascio immediato di Maxim Znak, Maria Kalesnikova, Siarhei Dyleusky e Liliya Ulasova; insiste sul fatto che qualsiasi dialogo nazionale deve svolgersi con la partecipazione, piena e senza ostacoli, del Consiglio di coordinamento; accoglie con favore la protezione estesa a Svetlana Alexievich da parte dei rappresentanti degli Stati membri dell'UE;

10. riconosce che l'attuale movimento di protesta in Bielorussia non è guidato da una persona o da uno specifico gruppo di persone appartenenti all'opposizione politica, ma si basa sull'opposizione generale all'attuale regime e sulla legittima richiesta che il popolo bielorusso goda degli stessi diritti fondamentali di democrazia e libertà di tutti gli altri cittadini del continente europeo;

11. esprime il proprio massimo sostegno al popolo bielorusso, che è sceso in strada subito dopo le elezioni presidenziali e non ha sospeso le proteste nonostante gli spregevoli atti di violenza, repressione e trattamento disumano da parte delle autorità bielorusse e ha continuato a marciare nelle strade di Minsk e di molte altre città in tutto il paese sin dalle elezioni;

12. prende atto dei contributi decisivi di numerosi lavoratori di imprese statali di vari settori economici, che hanno avviato azioni collettive e istituito comitati di sciopero, rischiando così l'arresto, il licenziamento e il mancato rinnovo dei contratti a breve termine; chiede il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori bielorussi di scioperare senza rischio di licenziamento, arresto o altre rappresaglie, in linea con le convenzioni 87 e 98 dell'OIL; si unisce alle manifestazioni di solidarietà della Confederazione europea dei sindacati e sostiene l'appello rivolto dalla Confederazione internazionale dei sindacati all'Organizzazione internazionale del lavoro affinché intervenga con urgenza contro gli arresti e le condanne dei leader dei comitati di sciopero e degli attivisti sindacali indipendenti al fine di tutelare la loro libertà di riunione e di associazione; esprime il proprio sostegno al ruolo di coordinamento svolto dal Congresso bielorusso dei sindacati democratici;

13. esorta il Consiglio e l'alto rappresentante a mantenere una posizione ferma e di principio nei confronti delle autorità bielorusse, basata sull'impegno dell'UE a difendere i principi della democrazia e dello Stato di diritto, del rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani universali e delle libertà fondamentali quali la libertà di espressione, di riunione e di associazione, e su un'azione risoluta nei confronti dei responsabili di violazioni di tali principi, valori e diritti;

14. esorta il Consiglio, la Commissione e l'alto rappresentante a continuare a seguire da vicino la situazione in Bielorussia per quanto riguarda le libertà fondamentali e i diritti umani; li invita a cogliere ogni opportunità per esortare le autorità bielorusse a porre immediatamente fine alla violenza, alla repressione e al trattamento disumano, a rilasciare tutti i prigionieri politici e tutte le persone detenute arbitrariamente negli ultimi mesi e settimane, a indagare e perseguire le persone responsabili di brogli elettorali, violenze, repressioni e torture e a tenere quanto prima nuove elezioni nel rispetto delle norme internazionali e nel quadro dell'osservazione elettorale dell'ODIHR; invita l'OSCE a collaborare con le ONG internazionali per i diritti umani e con la società civile indipendente bielorussa nel documentare ogni singolo caso di violazione dei diritti umani, al fine di facilitare in futuro il pieno perseguimento di tutti i responsabili;

15. invita gli Stati membri e i loro uffici consolari in Bielorussia a sostenere le vittime della violenza e della repressione e le loro famiglie, concedendo visti per motivi umanitari ed educativi; invita, a tale proposito, la Commissione a procedere rapidamente all'effettiva attuazione dell'assistenza finanziaria dell'UE a sostegno delle vittime della repressione e della società civile e a mobilitare maggiori risorse per il loro sostegno fisico, psicologico e materiale;

16. invita il Consiglio ad attuare senza indugio, in stretto coordinamento con i partner internazionali, sanzioni ampie ed efficaci nei confronti di tutti i bielorussi responsabili di brogli elettorali, di violenze e di repressione, in numero almeno equivalente al numero di quanti sono stati depennati dalle sanzioni il 25 febbraio 2016; chiede che tra i soggetti sanzionati figuri Alexander Lukashenko; invita il Consiglio a seguire l'esempio di diversi Stati membri confinanti con la Bielorussia, che hanno incluso Lukashenko nel loro elenco di sanzioni, e ad ampliare il gruppo di persone oggetto di sanzioni inizialmente proposto in modo da includervi un numero rilevante di funzionari di alto e medio livello, nonché di imprenditori noti per il loro sostegno al regime o per il licenziamento di loro dipendenti a causa della loro partecipazione agli scioperi; invita il Consiglio a imporre sanzioni nei confronti di qualsiasi persona o entità responsabile di ingerenze esterne in Bielorussia; esorta tutti i membri del Consiglio a dare priorità, nella loro decisione sull'imposizione di sanzioni, ai diritti democratici del popolo bielorusso rispetto a preoccupazioni di sicurezza di altra natura; invita la Commissione e il VP/AR a rendere rapidamente operativo e ad attuare il regime di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani;

17. plaude alla disponibilità dell'UE, espressa dal VP/AR, ad adottare ulteriori misure restrittive ove necessario; invita il Consiglio, qualora sanzioni mirate contro gli autori di brogli elettorali, violenze e repressioni producano risultati insufficienti, a prendere in considerazione l'imposizione di sanzioni economiche più ampie nei confronti della Bielorussia, con particolare riguardo alle imprese statali maggiormente connesse agli interessi commerciali delle autorità; ribadisce la propria posizione secondo cui tali sanzioni non possono in alcun caso avere effetti negativi sulla popolazione bielorussa e sullo sviluppo della sua società civile democratica;

18. invita la Commissione, il SEAE e l'alto rappresentante a rivedere le relazioni UE-Bielorussia e a passare da un "impegno critico" a una "riesame critico", anche attraverso il riesame del ruolo della Bielorussia nel partenariato orientale, tenendo conto in tal modo dei seguenti aspetti: coordinamento con i partner internazionali, dialogo sulle riforme necessarie, sostegno socioeconomico alla popolazione, sviluppo di capacità per la società civile, prosecuzione dei contatti interpersonali; ribadisce il proprio impegno a favore del pieno sostegno politico, tecnico e finanziario necessario per agevolare la transizione politica democratica della Bielorussia, ove richiesto, anche attraverso un rafforzamento delle relazioni commerciali, un'assistenza coordinata a livello internazionale per le riforme economiche e il pieno sostegno all'ulteriore sviluppo della società civile indipendente della Bielorussia;

19. insiste sul fatto che qualsiasi assistenza finanziaria dell'UE dovrebbe andare esclusivamente a beneficio della popolazione bielorussa, ma non dell'attuale regime, e contribuire ad alleviare le conseguenze socioeconomiche per la popolazione della pandemia di COVID-19 , fornire sostegno umanitario d'urgenza alle vittime di violenza e repressione e ai loro familiari, rafforzare la società civile e alimentare i contatti interpersonali; esorta la Commissione a cessare immediatamente qualsiasi erogazione diretta di sostegno finanziario alle autorità bielorusse e a riorientare tutto il sostegno finanziario al popolo bielorusso nonché ai giornalisti indipendenti, alle ONG e alle organizzazioni internazionali;

20. sottolinea gli appelli dei cittadini bielorussi e della comunità internazionale a favore di un processo di dialogo nazionale inclusivo che porti a nuove elezioni e a una rappresentanza realmente democratica; invita la Federazione russa a sfruttare i suoi stretti legami politici con la leadership bielorussa e a incoraggiarla a impegnarsi in un processo di dialogo libero, equo e inclusivo, garantendo il pieno rispetto dei diritti democratici del popolo bielorusso ai sensi del diritto internazionale, con l'obiettivo di organizzare quanto prima nuove elezioni conformemente alle norme internazionali e nel quadro dell'osservazione elettorale dell'ODIHR; accoglie con grande favore la proposta del presidente in carica dell'OSCE, in coordinamento con il suo successore, di assistere la Bielorussia nell'organizzazione di un processo di dialogo e plaude altresì alla disponibilità dell'ODIHR ad assistere le autorità bielorusse nell'intraprendere le riforme urgenti necessarie per allineare le leggi e le pratiche bielorusse alle norme democratiche internazionali e agli obblighi in materia di diritti umani; insiste affinché le autorità bielorusse accettino l'offerta ad esse estesa dall'attuale e dal futuro presidente in carica dell'OSCE; invita pertanto la Commissione e il SEAE a definire, congiuntamente con l''OSCE, l'assistenza concreta che l'UE potrebbe apportare a un ruolo di mediazione guidato dall'OSCE ed esprime la propria disponibilità a contribuire a una futura missione di osservazione elettorale dell'ODIHR con l'invio di una delegazione del PE;

21. respinge fermamente gli interventi in corso e le interferenze esterne dello Stato russo e di attori prossimi a tale Stato, in particolare nei media statali e nelle forze di sicurezza bielorusse; esprime il proprio incrollabile sostegno a favore dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale della Bielorussia e del popolo bielorusso; ricorda che le proteste bielorusse sono di natura filodemocratica piuttosto che geopolitica; esorta la Federazione russa a rispettare il diritto internazionale, la sovranità della Bielorussia e il proprio stesso appello ad astenersi da qualsiasi interferenza in Bielorussia; invita invece la Federazione russa a sostenere gli sforzi avviati dall'OSCE volti ad aiutare la Bielorussia a rispettare i suoi obblighi nazionali e internazionali in materia di democrazia, libertà fondamentali e diritti umani;

22. invita il Consiglio a istituire un meccanismo di sanzioni efficace e ad ampio raggio a livello di UE, che consenta di concentrarsi sulle persone, gli attori statali e non statali e altre entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani o in esse coinvolti;

23. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e alle autorità bielorusse.

[1] GU C 11 del 13.1.2020, pag. 18.

[2] GU C 390 del 18.11.2019, pag. 100.

[3] GU C 224 del 27.6.2018, pag. 135.

[4] GU C 349 del 17.10.2017, pag. 41.

[5] GU L 45 del 18.2.2020, pag. 3.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy