Procedura : 2020/2846(RSP)
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B9-0403/2020

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PV 14/12/2020 - 22
CRE 14/12/2020 - 22

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PV 16/12/2020 - 15
PV 17/12/2020 - 9

Testi approvati :

P9_TA(2020)0370

<Date>{09/12/2020}9.12.2020</Date>
<NoDocSe>B9-0403/2020</NoDocSe>
PDF 171kWORD 49k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 222, paragrafo 8, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sull'iniziativa dei cittadini europei intitolata "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa"</Titre>

<DocRef>(2020/2846(RSP))</DocRef>


<Depute>Esteban González Pons, Loránt Vincze</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Juan Fernando López Aguilar, Hannes Heide</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission> 

<Depute>Malik Azmani</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission> 

<Depute>Rasmus Andresen, François Alfonsi, Gwendoline Delbos-Corfield, Bronis Ropė</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission> 

<Depute>Clare Daly</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>


B9-0403/2020

Risoluzione del Parlamento europeo sull'iniziativa dei cittadini europei intitolata "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa"

(2020/2846(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista l'iniziativa dei cittadini europei intitolata "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa" (ECIXXXX),

 visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 3, e l'articolo 11, paragrafo 4,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 19 e 24, l'articolo 53, paragrafo 1, l'articolo 63, l'articolo 79, paragrafo 2, l'articolo 107, paragrafo 3, lettera e), l'articolo 108, paragrafo 4, gli articoli 109 e 118, l'articolo 165, paragrafo 4, l'articolo 167, paragrafo 5, l'articolo 173, paragrafo 3, gli articoli 177 e 178 e l'articolo 182, paragrafo 1,

 visto il regolamento (UE) 2019/788 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, riguardante l'iniziativa dei cittadini europei[1] (in appresso il "regolamento sull'ICE"),

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 10, 21, 22 e 51,

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 1993 in cui sono state stabilite le condizioni che un paese deve soddisfare per poter diventare membro dell'Unione europea (i criteri di Copenaghen),

 visti l'articolo 27 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, entrambi adottati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966,

 visti la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, come pure i pareri degli organi di controllo competenti,

 visti il documento di Copenaghen del 1990 dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e le numerose raccomandazioni e linee guida tematiche sui diritti delle minoranze formulate dall'Alto commissario dell'OSCE per le minoranze nazionali e dall'Ufficio dell'OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR),

 vista la sua risoluzione del 13 novembre 2018 su norme minime per le minoranze nell'UE[2],

 vista la sua risoluzione del 7 febbraio 2018 sulla protezione e la non discriminazione delle minoranze negli Stati membri dell'UE[3],

 vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2018 sull'uguaglianza linguistica nell'era digitale[4],

 vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2013 sulle lingue europee a rischio di estinzione e la diversità linguistica nell'Unione europea[5],

 vista la raccomandazione del Consiglio, del 22 maggio 2019, su un approccio globale all'insegnamento e all'apprendimento delle lingue[6],

 viste le decisioni e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), in particolare nella causa T-646/13 (Minority SafePack – one million signatures for diversity in Europe/Commissione)[7], e nella causa T-391/17 (Romania/Commissione)[8],

 vista la decisione (UE) 2017/652 della Commissione, del 29 marzo 2017, sulla proposta di iniziativa dei cittadini intitolata "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa"[9],

 vista l'audizione pubblica del 15 ottobre 2020 sull'iniziativa dei cittadini europei intitolata "Minority SafePack" organizzata dalla commissione per la cultura e l'istruzione, dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e dalla commissione per le petizioni,

 vista la proposta di iniziativa dei cittadini europei (ICE) intitolata "Minority SafePack" per quanto riguarda gli atti legislativi attesi dalla Commissione sulla base dell'ICE, presentata alla Commissione dopo la trasmissione delle firme e presentata al Parlamento durante l'audizione pubblica,

 visto l'articolo 222, paragrafo 8, del suo regolamento,

A. considerando che, come sancito dall'articolo 2 TUE, l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze;

B. considerando che l'articolo 3, paragrafo 3, TUE stabilisce che l'Unione promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri, nonché rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo;

C. considerando che l'articolo 6 TFUE riconosce che l'Unione ha competenza nei settori della cultura e dell'istruzione per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri; che la Commissione dovrebbe impegnarsi attivamente con gli Stati membri in questi settori, che costituiscono anche un motivo di grande preoccupazione per le persone appartenenti a minoranze;

D. considerando che, a norma dell'articolo 10 TFUE, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione mira a combattere le discriminazioni fondate tra l'altro sulla razza o l'origine etnica;

E. considerando che l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (in appresso "la Carta") stabilisce che è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;

F. considerando che l'articolo 22 della Carta stabilisce che l'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica;

G. considerando che il rispetto della diversità culturale è sancito all'articolo 167 TFUE;

H. considerando che circa l'8 % dei cittadini dell'UE appartengono a una minoranza nazionale e circa il 10 % parlano una lingua regionale o minoritaria; che essi rappresentano un elemento essenziale della ricchezza culturale dell'Unione grazie all'unicità delle loro lingue e culture;

I. considerando che il concetto generale di minoranze in Europa è reso da un'ampia serie di termini nel linguaggio giuridico e accademico; che questi gruppi sociali sono spesso indicati in modo interscambiabile come minoranze nazionali, gruppi etnici, minoranze tradizionali o autoctone, nazionalità, abitanti di regioni costituzionali, minoranze linguistiche, gruppi che parlano lingue meno diffuse, gruppi linguistici, ecc.; che, al fine di superare la difficoltà di riflettere la varietà di termini utilizzati in Europa, il Consiglio d'Europa, nella sua Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, che rappresenta tuttora il più elevato standard internazionale per la protezione delle minoranze in Europa, utilizza il termine "minoranza nazionale"; che l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack" utilizza il termine "minoranze nazionali e linguistiche" per fare riferimento a questi gruppi minoritari;

J. considerando che la maggior parte delle minoranze nazionali e linguistiche sono confrontate a un'accelerazione della tendenza all'assimilazione e alla perdita linguistica, che si traduce in un impoverimento linguistico e culturale nell'UE e nella perdita della sua diversità, un aspetto che l'UE è tenuta a tutelare a norma dei trattati; che l'istruzione è lo strumento principale per la rivitalizzazione e la preservazione delle lingue minoritarie;

K. considerando che l'Atlante internazionale delle lingue in pericolo di estinzione stilato dall'Unesco classifica 186 lingue degli Stati membri dell'UE come vulnerabili o in pericolo e che altre tre lingue sono indicate come estinte;

L. considerando che l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack" è stata presentata alla Commissione il 15 luglio 2013, chiedendo che l'UE intervenga a sostegno delle minoranze nazionali e linguistiche in undici settori;

M. considerando che il 13 settembre 2013 la Commissione ha respinto la registrazione dell'iniziativa dei cittadini europei ritenendo che non fosse sufficientemente fondata; che gli organizzatori dell'iniziativa dei cittadini europei hanno presentato un ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) e che, con sentenza del 3 febbraio 2017, il Tribunale dell'Unione europea ha annullato la decisione della Commissione;

N. considerando che, al fine di prendere i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza del Tribunale, la Commissione ha nuovamente analizzato l'ammissibilità giuridica dell'iniziativa dei cittadini europei e ha deciso[10], il 29 marzo 2017, di registrare l'iniziativa in nove degli undici settori inizialmente richiesti;

O. considerando che, in conformità dell'articolo 15 del regolamento sull'ICE, la verifica dell'ammissibilità giuridica da parte della Commissione è seguita da un esame della sostanza dell'iniziativa dei cittadini dopo la raccolta delle firme; che la Commissione definisce le sue conclusioni giuridiche e politiche relative all'iniziativa dei cittadini europei a norma dei trattati dell'UE;

P. considerando che, con sentenza del 24 settembre 2019 nella causa T-391/17, il Tribunale dell'Unione europea ha confermato la decisione della Commissione di registrare l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack";

Q. considerando che, tra il 3 aprile 2017 e il 3 aprile 2018, sono state raccolte 1 123 422 firme autenticate nell'UE ed è stata raggiunta la soglia minima a livello nazionale in 11 Stati membri;

R. considerando che l'iniziativa dei cittadini europei rappresenta il primo strumento per la democrazia partecipativa transnazionale nel mondo, consentendo ai cittadini di interagire direttamente con le istituzioni dell'UE;

S. considerando che l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack" è la quinta di solamente sei iniziative dei cittadini europei che hanno avuto successo fino ad ora;

T. considerando che, a norma dell'articolo 14 del regolamento (UE) 2019/788, in seguito a un'audizione pubblica, il Parlamento europeo valuta il sostegno politico per le singole iniziative dei cittadini europei; che il Parlamento ha tenuto la sua audizione pubblica il 15 ottobre 2020 in conformità dell'articolo 222 del suo regolamento;

1. ribadisce il suo forte sostegno allo strumento ICE e chiede il pieno sfruttamento del suo potenziale; sottolinea che l'ICE offre ai cittadini l'eccezionale opportunità di individuare e articolare le loro aspirazioni, e di chiedere un'azione dell'UE; sottolinea che consentire ai cittadini di svolgere un ruolo attivo nei processi politici che li riguardano è essenziale per portare il progetto di integrazione europea più vicino ad essi;

2. sottolinea che il nuovo regolamento sull'ICE è entrato in vigore il 1° gennaio 2020 e che è di fondamentale importanza che le istituzioni dell'UE e nazionali facciano tutto il possibile per il successo del rilancio di questo strumento di partecipazione dell'UE; evidenzia che la Commissione dovrebbe tenere in debito conto le richieste espresse da oltre 1,1 milioni di cittadini dell'UE attraverso l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack";

3. ricorda che la protezione delle persone appartenenti a minoranze è un esplicito valore fondante dell'UE, insieme alla democrazia, allo Stato di diritto e al rispetto dei diritti umani, come stabilito dall'articolo 2 TUE;

4. ricorda che l'articolo 3, paragrafo 3, TUE afferma che l'Unione deve rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo; sottolinea che le lingue e le culture minoritarie sono parte integrante e inalienabile della cultura e del patrimonio dell'Unione; sottolinea che l'Unione dovrebbe incoraggiare azioni da parte degli Stati membri per garantire la tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze;

5. ribadisce il suo invito alla Commissione[11] di elaborare, in linea con il principio di sussidiarietà, un quadro comune di norme minime dell'UE per la tutela dei diritti delle persone appartenenti a minoranze, che siano saldamente integrate in un quadro giuridico che garantisca la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in tutta l'UE;

6. invita gli Stati membri a prendere tutte le misure necessarie e a sostenere i diritti delle persone appartenenti a minoranze, nonché a garantire che tali diritti siano pienamente rispettati;

7. ritiene che nelle comunità con più lingue ufficiali sia necessario rispettare i diritti linguistici, senza limitare i diritti di una lingua rispetto a un'altra, in linea con l'ordinamento costituzionale di ciascuno Stato membro e con il suo diritto nazionale; ritiene che la promozione delle lingue regionali e la protezione delle comunità linguistiche dovrebbero rispettare i diritti fondamentali di tutte le persone;

8. ritiene che l'UE dovrebbe continuare, attraverso i suoi programmi, a sensibilizzare alla questione del multilinguismo in tutta l'Europa e a promuoverne attivamente i vantaggi;

9. ricorda che non esiste una definizione comune di chi può essere considerato una persona appartenente a una minoranza nazionale o linguistica nell'UE; evidenzia la necessità di proteggere tutte le minoranze, indipendentemente dalla definizione, e sottolinea che qualsiasi definizione dovrebbe essere applicata in modo flessibile, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, proporzionalità e non discriminazione;

10. chiede una cooperazione sinergica tra l'UE e il Consiglio d'Europa nel settore della tutela dei diritti delle minoranze nazionali e linguistiche; sottolinea che una siffatta cooperazione offrirebbe all'UE la possibilità di sfruttare i risultati e l'esperienza del Consiglio d'Europa, consentendo nel contempo a quest'ultimo di rendere più efficace l'attuazione delle sue raccomandazioni formulate in relazione alla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e alla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie;

Sulle nove proposte ICE

11. riconosce che la protezione delle minoranze nazionali e linguistiche è la responsabilità primaria delle autorità degli Stati membri; sottolinea, tuttavia, che l'Unione ha un ruolo importante da svolgere nel sostenere le autorità degli Stati membri in questo sforzo; sottolinea altresì che alcuni dei suoi Stati membri rappresentano esempi positivi di coesistenza rispettosa e armoniosa di comunità diverse, anche nel campo delle politiche di rivitalizzazione linguistica e culturale; invita gli Stati membri a scambiare le migliori prassi in materia di protezione e sostegno dei diritti delle persone appartenenti a minoranze e invita l'UE a facilitare tali scambi;

12. è del parere che le misure di conservazione dell'identità culturale e linguistica a favore delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche debbano mirare ad azioni positive, anche nei settori dell'istruzione, della cultura e dei servizi pubblici;

13. esprime preoccupazione dinanzi all'allarmante aumento dei reati generati dall'odio e dei discorsi di incitamento all'odio, motivati da razzismo, xenofobia o intolleranza e diretti contro persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche in Europa; invita la Commissione e gli Stati membri a lanciare campagne contro l'incitamento all'odio, nonché a combattere il razzismo e la xenofobia nei confronti di persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche;

14. riconosce il contributo delle minoranze nazionali e linguistiche al patrimonio culturale dell'UE, e mette in evidenza il ruolo dei media;

15. sottolinea che la diversità linguistica è una componente preziosa della ricchezza culturale dell'Europa, che dovrebbe essere protetta in modo da garantire che le lingue regionali o minoritarie possano trasmettersi di generazione in generazione; esprime forte preoccupazione per le lingue regionali o minoritarie a rischio di estinzione; sottolinea la necessità di intraprendere maggiori azioni in questo settore; invita quindi la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'apprendimento delle lingue in tutta l'UE, compreso l'apprendimento delle lingue minoritarie; osserva che l'ICE chiede l'istituzione di un centro europeo per la diversità linguistica, con l'obiettivo di proteggere la ricca diversità delle lingue europee;

16. invita l'UE e gli Stati membri a tenere conto delle esigenze delle minoranze nazionali o linguistiche al momento di elaborare i suoi programmi di finanziamento; ritiene che la tutela del multilinguismo e della diversità culturale sia un motore di sviluppo regionale e di innovazione, e che pertanto i Fondi strutturali e di investimento europei e i Fondi di coesione dovrebbero tenere conto di tale aspetto; ritiene che i finanziamenti di Orizzonte Europa per lo studio della diversità culturale e linguistica e dei suoi effetti sullo sviluppo economico delle regioni dell'UE consentirebbero di orientare meglio le politiche pubbliche a favore delle minoranze nazionali e linguistiche;

17. riconosce il ruolo della lingua nella cultura; teme che gli operatori culturali attivi nelle lingue regionali o minoritarie possano dover raccogliere un'ulteriore sfida nel raggiungere il vasto pubblico e nell'accedere a risorse finanziarie e amministrative; invita gli Stati membri a tenere conto delle situazioni regionali e a sviluppare misure per aiutare gli operatori culturali a esprimere la libertà della cultura, indipendentemente dalle loro specificità linguistiche o di altro tipo;

18. ritiene che ogni cittadino dell'UE dovrebbe poter godere della cultura e dell'intrattenimento nella propria lingua; fa notare che le minoranze linguistiche sono spesso troppo piccole o mancano del sostegno istituzionale necessario per costruire un sistema completo di servizi mediatici propri; invita, a tale proposito, la Commissione a procedere a una valutazione e ad adottare le misure più appropriate per sostenere lo sviluppo di detti servizi mediatici; osserva che, dalla presentazione dell'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack" alla Commissione nel 2013, i colegislatori hanno già adottato proposte essenziali riguardanti i diritti d'autore e i servizi di media audiovisivi; prende atto della comunicazione della Commissione adottata di recente sulla prima revisione a breve termine del regolamento sui blocchi geografici (COM(2020)0766), in cui la Commissione propone di fare il punto della situazione entro il 2022, quando saranno apparsi chiaramente tutti gli effetti del regolamento; accoglie con favore il piano della Commissione di avviare un dialogo con le parti interessate sui contenuti audiovisivi nell'ambito del suo piano d'azione per i media e gli audiovisivi; sottolinea la necessità di garantire che le preoccupazioni relative alle lingue minoritarie siano prese in considerazione nei futuri regolamenti;

19. sottolinea che un gran numero di apolidi nell'Unione europea appartiene a minoranze nazionali e linguistiche; ritiene che, tenendo debitamente conto della sovranità e delle competenze degli Stati membri, si potrebbero adottare e si stanno adottando misure positive al riguardo; sottolinea che la concessione o la revoca della cittadinanza è di competenza nazionale;

20. esprime il proprio sostegno all'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa"; invita la Commissione ad agire sulla base di tale iniziativa e a proporre atti giuridici basati sui trattati e sul regolamento sull'ICE, nonché conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità; sottolinea che l'iniziativa registrata dalla Commissione chiede proposte legislative in nove settori distinti e ricorda la richiesta contenuta nell'iniziativa di verificare e valutare ogni singola proposta in base ai suoi meriti;

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° °

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

[1] GU L 130 del 17.5.2019, pag. 55.

[2] GU C 363 del 28.10.2020, pag. 13.

[3] GU C 463 del 21.12.2018, pag. 21.

[4] GU C 433 del 23.12.2019, pag. 42.

[5] GU C 93 del 9.3.2016, pag. 52.

[6] GU C 189 del 5.6.2019, pag. 15.

[7] ECLI:EU:T:2017:59.

[8] ECLI:EU:T:2019:672.

[9] GU L 92 del 6.4.2017, pag. 100.

[10] Decisione della Commissione (UE) 2017/652.

[11] Risoluzione del Parlamento europeo del 13 novembre 2018 su norme minime per le minoranze nell'UE.

Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy