Procedura : 2021/2523(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0164/2021

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B9-0164/2021

Discussioni :

PV 10/03/2021 - 12
CRE 10/03/2021 - 12

Votazioni :

PV 11/03/2021 - 11
PV 11/03/2021 - 18

Testi approvati :

P9_TA(2021)0090

<Date>{03/03/2021}3.3.2021</Date>
<NoDocSe>B9-0164/2021</NoDocSe>
PDF 181kWORD 66k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B9-XXXX/2021</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 136, paragrafo 5, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sui diritti dei minori alla luce della strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori</Titre>

<DocRef>(2021/2523(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Juan Fernando López Aguilar</Depute>

<Commission>{LIBE}a nome della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni</Commission>

</RepeatBlock-By>


B9-0164/2021

Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti dei minori alla luce della strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori

(2021/2523(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, del 20 novembre 1989,

 viste le osservazioni generali del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia[1]:

 visti gli orientamenti delle Nazioni Unite sull'assistenza alternativa ai minori[2],

 visto lo studio globale delle Nazioni Unite sui minori privati della libertà del luglio 2019,

 visti il documento strategico delle Nazioni Unite del 15 aprile 2020 dal titolo "The impact of COVID-19 on children" (L'impatto della COVID-19 sui minori) e la risposta positiva condotta congiuntamente dall'UE e dal gruppo dei paesi dell'America latina e dei Caraibi (GRULAC) e firmata da 173 paesi,

 vista la risposta strategica dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in data 19 ottobre 2020 dal titolo "What is the impact of the COVID-19 pandemic on immigrants and their children?" (Qual è l'impatto della pandemia di COVID-19 sugli immigrati e i loro figli?),

 vista la dichiarazione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 1° febbraio 2021 sulla recrudescenza dell'antiziganismo e della violenza razzista nei confronti dei rom in Europa,

 visto l'articolo 3, paragrafi 3 e 5, del trattato sull'Unione europea,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

 vista la direttiva n. 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile[3],

 visti gli orientamenti dell'UE in materia di diritti procedurali[4],

 vista la raccomandazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, intitolata "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale "[5],

 visti l'Anno internazionale dell'eliminazione del lavoro minorile 2021 e l'approccio di tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile adottato dalla Commissione,

 vista la comunicazione della Commissione del 12 aprile 2017 sulla protezione dei minori migranti[6],

 viste le conclusioni del Consiglio dell'8 giugno 2017 sulla protezione dei minori migranti,

 viste le comunicazioni della Commissione adottate allo scopo di creare un'Unione per l'uguaglianza, in linea con gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2019-2024[7],

 vista la comunicazione della Commissione, del 24 giugno 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sui diritti delle vittime (2020-2025)"[8],

 vista la sua risoluzione del 26 novembre 2019 sui diritti del bambino in occasione del 30° anniversario della Convenzione sui diritti del fanciullo[9],

 vista la sua risoluzione del 3 maggio 2018 sulla protezione dei minori migranti[10],

 vista la sua risoluzione del 12 febbraio 2019 sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo[11],

 vista la sua risoluzione del 17 settembre 2020 sull'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom: combattere gli atteggiamenti negativi nei confronti delle persone di origine romanì in Europa[12],

 vista l'interrogazione alla Commissione sui diritti dei minori alla luce della strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori (O-000007 – B9-0000),

 visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

 vista la proposta di risoluzione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

A. considerando che un minore è innanzitutto tale, indipendentemente dalla sua origine etnica, dal suo genere, dalla sua nazionalità o dal suo contesto sociale ed economico, dalla sua abilità, dal suo status in termini di cittadinanza o residenza, necessita di una protezione speciale e gli spettano tutti i diritti sanciti nella convenzione delle Nazioni Unite dei diritti del fanciullo;

B. considerando che l'interesse superiore del minore deve sempre essere considerato preminente in tutte le misure e decisioni che lo riguardano come pure il suo benessere psicofisico;

C. considerando che i bambini hanno diritto a un'istruzione della prima infanzia inclusiva e a prezzi accessibili, a un'assistenza di buona qualità e al tempo libero;  che i minori, in particolare quelli provenienti da contesti svantaggiati, hanno diritto alla protezione dalla povertà e a misure specifiche per migliorare la parità di opportunità e combattere la discriminazione e la segregazione nell'istruzione; che gli investimenti nello sviluppo della prima infanzia generano rendimenti elevati da un punto di vista economico e sociale;

D. considerando che, prima della pandemia di COVID-19, i minori avevano il doppio delle probabilità, rispetto agli adulti, di vivere in condizioni di estrema povertà[13]; che, come conseguenza della pandemia, si stima che il numero di bambini che vivono al di sotto delle rispettive soglie di povertà nazionale potrebbe crescere di ben 117 milioni, mentre il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà multidimensionale è aumentato di circa 150 milioni[14]; che l'attuale pandemia ha acuito ulteriormente le disuguaglianze, e ha aumentato il rischio per i minori di ritrovarsi in una condizione di povertà estrema rispetto al periodo precedente alla pandemia di COVID-19, quando in Europa già un minore su quattro era a rischio di povertà;

E. considerando che, in tutto il mondo, fino a 1,6 miliardi di minori sono stati interessati dalla chiusura delle scuole a causa dell'attuale pandemia di COVID-19 e che si stima che i conseguenti abbandoni scolastici potrebbero essere almeno 24 milioni[15]; che 370 milioni di bambini nel mondo, molti dei quali dipendono dall'alimentazione scolastica quale principale fonte nutritiva della giornata, hanno perso in media il 40 % dei pasti scolastici da quando le restrizioni legate alla COVID-19 hanno causato la chiusura delle scuole[16]; che i bambini, in particolare le ragazze e i bambini con disabilità, provenienti da contesti svantaggiati dal punto di vista socioeconomico sono particolarmente colpiti dall'impatto delle chiusure scolastiche e delle misure che hanno limitato l'accesso all'istruzione, sia nelle scuole che con l'apprendimento a distanza;

F. considerando che il diritto all'istruzione ha risentito fortemente a causa della pandemia di COVID-19; che, sebbene la politica dell'istruzione rimanga competenza degli Stati membri, la pandemia di COVID-19 e le disparità nell'istruzione che essa ha causato rappresentano una sfida comune che richiede un approccio, politiche e strumenti comuni a livello dell'Unione;

G. considerando che, secondo le ricerche di Eurostat[17], nel 2018 l'88,3 % dei bambini nell'UE di età compresa tra i tre anni e l'età minima dell'obbligo scolastico ha usufruito di servizi formali di assistenza all'infanzia, il che dimostra la crescente necessità di creare più strutture di assistenza diurna per i bambini quale importante strumento per lo sviluppo cognitivo e sociale dei bambini fin dalla più tenera età;

H. considerando che la didattica a distanza non è ancora un'opzione per più di due terzi dei bambini in tutto il mondo a causa della mancanza di accesso a Internet; che la didattica a distanza ha evidenziato il divario educativo e digitale esistente in molti Stati membri dell'Unione europea così come a livello mondiale, che si ripercuote sulle opportunità di vita dei minori e sulla loro salute fisica e mentale, e che le ragazze e i giovani in situazioni vulnerabili e appartenenti a gruppi razziali sono particolarmente interessati dal divario digitale;

I. considerando che, a livello mondiale, una ragazza su quattro di età compresa tra i 15 e i 19 anni non lavora e non partecipa ad alcun ciclo di istruzione o formazione, mentre solo un ragazzo su 10 si trova in tale situazione; che la promozione dell'uguaglianza di genere e dell'emancipazione delle ragazze è fondamentale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile[18];

J. considerando che i bambini sembra siano stati risparmiati dagli effetti più gravi sulla salute dell'attuale pandemia mondiale; che la crisi della COVID-19, tuttavia, sta avendo un costo enorme per i minori e rappresenta una minaccia crescente e diretta per il loro benessere e il loro sviluppo, anche per quanto riguarda la loro salute mentale; che sono particolarmente colpiti i minori provenienti da contesti svantaggiati, i minori non accompagnati e i minori appartenenti a minoranze come i bambini rom; che ad oggi si stima che 1,2 milioni di bambini e 56 700 madri potrebbero morire entro 6 mesi a causa dell'interruzione di prestazioni di base come la copertura dei servizi sanitari di routine; che un accesso insufficiente ai servizi sanitari può avere ripercussioni in tutti gli ambiti della vita[19];

K. considerando che in molti Stati membri dell'Unione europea si è registrato un aumento del tasso di suicidi; che quasi uno su cinque dei partecipanti a un recente sondaggio tra i giovani di tutta l'Unione ha indicato di soffrire di problemi di salute mentale o di sintomi quali depressione o ansia[20]; che le Nazioni Unite hanno lanciato l'allarme paventando una crisi globale per la salute mentale e indicando che la mancanza di misure potrebbe avere un costo sociale ed economico a lungo termine devastante per la società, con i bambini e gli adolescenti tra le categorie più a rischio[21];

L. considerando che le carenze nei sistemi nazionali di protezione dei minori e la mancanza di meccanismi di cooperazione transnazionale tra gli Stati membri possono contribuire ulteriormente all'esclusione sociale e allo sfruttamento dei minori, in particolare dei minori in transito; che sono state segnalate alcune discriminazioni a seguito delle procedure e delle pratiche adottate dalle autorità nelle controversie familiari transfrontaliere che coinvolgono minori[22]; che le linee telefoniche di pronto intervento segnalano inoltre un aumento del numero di chiamate relative a casi di sottrazione di minori, soprattutto negli ultimi mesi, a causa dell'aggravarsi dei conflitti familiari internazionali esistenti;

M. considerando che, secondo l'ultima relazione della Commissione sui progressi compiuti nella lotta contro la tratta di esseri umani[23], i minori rappresentano quasi un quarto di tutte le vittime registrate in tutti gli Stati membri;

N. considerando che il fenomeno del lavoro minorile interessa, a livello mondiale, 152 milioni di minori e che circa 73 milioni di tali minori sono soggetti a una delle forme peggiori di lavoro minorile: schiavitù, lavoro coatto, lavoro pericoloso o sfruttamento sessuale[24]; che la Commissione ha dichiarato una "tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile" una priorità politica che deve essere rispettata;

O. considerando che una ragazza su tre è vittima di mutilazioni genitali femminili e una su cinque si sposa ancora bambina; che la mutilazione genitale femminile è riconosciuta a livello internazionale come una violazione dei diritti umani; che il matrimonio infantile è ancora un problema in alcuni Stati membri e ha un impatto devastante sui diritti e sulla salute delle ragazze e delle donne;

P. considerando che a seguito delle misure di confinamento la violenza domestica e di genere e, secondo l'ultima relazione dell'Europol[25], gli abusi sessuali sui minori online sono aumentati nell'Unione europea; che una percentuale compresa tra il 70 % e l'85 % dei minori vittime di abusi conosce il proprio aggressore e la stragrande maggioranza è vittima di persone di cui ha fiducia[26]; che anche altri rischi legati all'aumento del tempo trascorso online, come il cyberbullismo, sono aumentati a causa di tali misure;

Q. considerando che i minori con disabilità sono vulnerabili e possono essere vittime di esclusione sociale, emarginazione, discriminazione e accesso ridotto ai servizi; che è più probabile che siano trascurati, sfruttati o vittime di abusi sessuali; che i minori con disabilità hanno maggiori necessità di assistenza sanitaria e una maggiore dipendenza dai servizi di prossimità[27];

R. considerando che nel 2019 il 30 % dei richiedenti asilo era costituito da minori, il che corrispondeva a 207 215 minori nell'UE; che il 7,1 % di tali minori erano non accompagnati[28]; che molti minori sono esposti a situazioni umanitarie inaccettabili alle frontiere esterne dell'UE o al di fuori dell'UE; che i minori non accompagnati rappresentano un gruppo estremamente vulnerabile e vanno incontro a vari rischi, tra cui il rischio di essere vittime di reti criminali, violenza, abuso e sfruttamento, lungo le rotte migratorie verso l'UE e al suo interno[29]; che ai minori migranti è spesso negato l'accesso alle misure di integrazione e inclusione, alla protezione e alla sicurezza sociale; che i minori non accompagnati richiedenti asilo che compiono 18 anni si trovano ad affrontare sfide particolari, dal momento che spesso devono lasciare il loro alloggio specifico per minori; che i minori che presentano domanda di protezione internazionale potrebbero subire ritardi nell'adozione della decisione finale;

S. considerando che vi sono notevoli lacune e carenze nell'attuazione delle garanzie speciali e delle garanzie procedurali per i minori stabilite nel sistema europeo comune di asilo, con differenze tra gli Stati membri, ad esempio per quanto riguarda la possibilità per i minori di rimanere con i loro familiari e/o tutori in un contesto non detentivo, e in particolare nel ricongiungimento familiare in linea con la direttiva 2003/86/CE del Consiglio, le condizioni di accoglienza, la nomina di rappresentanti legali e tutori e l'accesso a informazioni a misura di minore, servizi sanitari e sociali e istruzione;

T. considerando che vi sono ancora bambini apolidi alla nascita, anche all'interno dell'UE, i quali continuano ad essere esclusi dall'accesso ai diritti di base; che, secondo le stime, 200 milioni di bambini nel mondo non dispongono di un certificato di nascita, il che aumenta il rischio di apolidia e li mette in grave svantaggio nell'accesso ai diritti e ai servizi; che il diritto del minore di acquisire una cittadinanza e di essere registrato immediatamente dopo la nascita è sancito dall'articolo 7 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo;

U. considerando che i bambini sono tra i più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, che incidono sulla loro speranza di vita, sulla loro salute, sul loro diritto all'istruzione e sul diritto di essere protetti, e stanno causando spostamenti nelle regioni soggette a catastrofi naturali; che una su quattro morti infantili è da ricondurre ai rischi ambientali[30];

V. considerando che la partecipazione dei minori all'elaborazione delle politiche interne ed esterne dell'UE è ancora scarsa; che dovrebbero essere attuate modalità sistemiche per integrare la partecipazione dei minori basata sui diritti nell'elaborazione delle politiche a livello unionale, nazionale e locale; che i minori hanno il diritto di partecipare alla vita democratica e alle decisioni che li riguardano direttamente o indirettamente; che i gruppi più emarginati ed esclusi hanno ancora meno opportunità di partecipare ai processi politici e decisionali;

W. considerando che un numero significativo di minori è ancora detenuto nell'UE; che il comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha chiarito che i minori non dovrebbero mai essere detenuti per motivi di immigrazione e che la detenzione non può mai essere giustificata in quanto nell'interesse superiore del minore, in linea con la dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti del 19 settembre 2016; che gli Stati membri devono fornire alternative adeguate, umane e non privative della libertà alla detenzione, anche garantendo che le misure relative alla Covid-19 non conducano mai alla detenzione dei minori; che gli Stati membri dovrebbero raccogliere sistematicamente dati disaggregati sulla detenzione di minori nel contesto della migrazione, mentre la Commissione dovrebbe incoraggiare la comparabilità di tali dati tramite Eurostat;

X. considerando che i bambini collocati in strutture chiuse sono stati particolarmente colpiti dalla pandemia; che le misure di confinamento aggravano la vulnerabilità dei minori che vivono in istituti psichiatrici e sociali, orfanotrofi, campi profughi, centri di detenzione e altre strutture chiuse; che è probabile che i casi di violenza contro i minori confinati in tali luoghi non vengano scoperti e che i servizi sociali di assistenza ai minori e alle famiglie siano sovraccarichi e le loro attività siano perturbate;

Y. considerando che il regolamento generale sulla protezione dei dati[31] riconosce che i minori meritano una protezione specifica per quanto riguarda i loro dati personali e che richiedono che le informazioni sui loro dati siano loro presentate in un linguaggio a misura di minore; che l'accesso dei minori alle piattaforme dei social media deve andare di pari passo con una migliore comprensione delle tecnologie digitali; che la promozione dell'istruzione, dell'alfabetizzazione e delle competenze digitali è fondamentale per contrastare la scorretta utilizzazione dei social media, in particolare nel caso di utenti minorenni che accedano a piattaforme che non richiedono una verifica dell'età, al fine di proteggere i gruppi vulnerabili, in particolare i minori;

1. accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di elaborare una nuova strategia globale sui diritti dei minori, dieci anni dopo il programma UE per i diritti dei minori, del 2011; chiede adeguate proposte legislative e non legislative e strumenti dell'UE vincolanti e non vincolanti per affrontare le sfide che i minori devono affrontare;

2. sottolinea che un minore è innanzitutto tale, indipendentemente dalla sua origine etnica, dal suo genere, dalla sua nazionalità o dal suo contesto sociale ed economico, dalle sue attitudini, dal suo status in termini di migrazione o residenza, e che tutte le politiche, le procedure e le azioni dell'UE relative ai minori devono essere improntate all'interesse superiore del minore;

3. invita nuovamente la Commissione a includere nella strategia dell'UE sui diritti dei minori tutte le disposizioni contemplate nella risoluzione del Parlamento europeo del 26 novembre 2019 sui diritti del bambino in occasione del 30° anniversario della Convenzione sui diritti del fanciullo;

4. sottolinea che la strategia dell'UE deve adottare un approccio equilibrato sotto il profilo del genere, che integri una prospettiva di genere in tutti i settori di programmazione, miri al benessere e all'emancipazione delle ragazze, affronti le loro esigenze specifiche e riconosca i loro diritti;

5. sottolinea che la strategia dovrebbe invitare gli Stati membri a stanziare tutte le risorse necessarie per l'efficace attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo; invita, inoltre, gli Stati membri ad affrontare le disuguaglianze strutturali e a dare la priorità agli investimenti pubblici nell'istruzione, nell'assistenza sanitaria, negli alloggi, nel sostegno alle famiglie e nell'assistenza all'infanzia, nonché ad investire in servizi universali di alta qualità che raggiungano tutti i bambini; invita gli Stati membri a rafforzare le capacità della forza lavoro dei servizi sociali al fine di sostenere i bambini e le famiglie che affrontano sfide particolari e sostenere gli operatori in prima linea nei servizi di protezione dei minori;

6. invita gli Stati membri a garantire a ogni minore il diritto all'istruzione e ad istituire misure volte a contrastare e a prevenire l'abbandono scolastico precoce e a garantire un accesso equo in termini di genere a un'istruzione di qualità e inclusiva, dalla prima infanzia all'adolescenza, anche per i bambini rom,  i minori con disabilità, i minori apolidi e migranti e quelli che vivono in aree colpite da emergenze umanitarie;

7. sottolinea che l'istruzione digitale non dovrebbe mai sostituire in modo permanente l'apprendimento in presenza, in particolare quando l'accesso alle tecnologie è limitato, e dovrebbe essere utilizzata solo in periodi di grande difficoltà come le pandemie o in modo complementare all'apprendimento in presenza; invita la Commissione ad effettuare una valutazione approfondita del modo in cui la crisi ha colpito il diritto all'istruzione e a proporre raccomandazioni agli Stati membri sulla base dei risultati di tale analisi;

8. invita gli Stati membri ad avviare operazioni ad hoc "scuole sicure" comprendenti la fornitura di dispositivi igienici e la diffusione di informazioni a misura di bambino sul lavaggio delle mani e sulle altre misure igieniche durante la pandemia di COVID-19;

9. invita gli Stati membri a garantire il diritto a un'istruzione inclusiva e a garantire l'accesso a informazioni complete e adeguate all'età in merito al sesso e alla sessualità, nonché l'accesso all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e all'educazione affettiva; ricorda che l'istruzione in questo settore è necessaria per garantire la piena istruzione e protezione dei minori, conformemente all'ultima relazione della Commissione;

10. ribadisce il suo invito all'UE a intensificare la sua azione per porre fine a tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti dei minori, comprese la violenza fisica, sessuale, economica e psicologica, le lesioni, gli abusi, l'abbandono, i maltrattamenti e lo sfruttamento perpetrati online e offline, i matrimoni forzati, la tratta, l'abuso e lo sfruttamento dei minori migranti, la tortura, i delitti d'onore, le mutilazioni genitali femminili, l'incesto, l'abbandono scolastico forzato e l'uso di bambini come soldati; sottolinea che, a fini di coerenza per quanto riguarda la protezione dei minori dalla violenza, dalla tratta e dallo sfruttamento, è necessario che tutte le iniziative legislative e non legislative concernenti i diritti dei minori tengano conto della strategia dell'UE sui diritti dei minori; invita la Commissione a pubblicare un calendario relativo a tali proposte, garantendo nel contempo l'attuazione delle sue raccomandazioni attraverso un meccanismo di monitoraggio adeguato ed efficiente;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a porre fine, nel diritto e nei fatti, a tutto il lavoro minorile e a tutte le altre forme di lavoro che possano nuocere alla salute e alla sicurezza dei bambini; sottolinea l'urgente necessità di affrontare tale questione, considerando l'impatto della crisi della Covid-19 sulle persone più vulnerabili che sono state colpite da shock di reddito e dalla mancanza di accesso alla protezione sociale, con la conseguenza che un maggior numero di minori è costretto a lavorare; invita pertanto la Commissione a integrare i diritti dei minori nel prossimo quadro di governance sostenibile dell'UE, compresi i requisiti obbligatori dell'UE in materia di dovere di diligenza, e a sostenere i paesi terzi nell'eliminazione del lavoro minorile attraverso programmi di cooperazione; raccomanda di adottare un dovere di diligenza intersettoriale obbligatorio e di garantire che tutte le politiche dell'UE siano a misura di minore, impegnandosi a effettuare controlli ex ante ed ex post in materia di diritti umani;

12. invita la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR)  ad intensificare gli sforzi per prevenire e far cessare le gravi violazioni a danno dei minori coinvolti in conflitti armati; è profondamente preoccupato per il fatto che l'associazione di minori con gruppi armati e il loro reclutamento negli stessi avvengano spesso quando i bambini non hanno altre opzioni; sottolinea l'importanza di portare avanti l'agenda dei bambini nei conflitti armati (CAAC) nell'azione esterna dell'UE e nelle politiche antiterrorismo e di sicurezza, in linea con il piano d'azione dell'UE sui diritti umani e la democrazia, integrandola nei dialoghi politici, nelle missioni e operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nelle riforme del settore della sicurezza e nella mediazione; invita la Commissione e il VP/AR a prevedere nelle delegazioni dell'UE funzionari e unità specializzati nella protezione dell'infanzia; invita gli Stati membri a proteggere i cittadini minori che possono essere detenuti per reati in materia di sicurezza o per associazione a gruppi armati, e a facilitarne il ritorno nel paese di origine per la riabilitazione, il reinserimento e/o il perseguimento, se del caso, nel pieno rispetto del diritto internazionale;

13. sottolinea che la protezione dei minori dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali è essenziale; deplora il fatto che la direttiva sulla lotta contro l'abuso sessuale dei minori[32] non sia ancora stata attuata da 23 Stati membri; prende atto dell'accento posto dal Consiglio d'Europa sulla cooperazione multilaterale quale base per la risposta all'abuso sessuale su minori online, che comprende le autorità di contrasto, le autorità nazionali, i meccanismi di segnalazione e i fornitori/industria dei servizi; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di proporre un quadro legislativo più duraturo per combattere l’abuso sessuale sui minori nel primo semestre del 2021; ribadisce il proprio sostegno alla creazione di un centro europeo per la prevenzione e il contrasto degli abusi sessuali sui minori, possibilità attualmente in fase di valutazione da parte della Commissione; accoglie con favore il lavoro di prevenzione svolto da Europol, in particolare le sue campagne di sensibilizzazione volte a prevenire lo sfruttamento sessuale dei minori online[33],[34];

14. sottolinea che la violenza e gli abusi contro i minori sono aumentati in misura preoccupante, mentre i servizi sociali e le istituzioni di protezione sono diventati estremamente inaccessibili durante la pandemia di Covid-19; sottolinea l'importanza di sviluppare politiche preventive per contrastare la violenza contro i minori a livello di UE; sottolinea il ruolo delle agenzie e degli organismi dell'UE nell'attuazione del quadro legislativo dell'UE in materia di diritti dei minori; invita la Commissione a integrare, nella strategia, un piano d'azione dell'UE contenente norme e parametri di riferimento per i fornitori di servizi online e le imprese tecnologiche al fine di garantire la sicurezza dei minori online, oltre a proteggerli dall'essere oggetto di contenuti illegali e a tutelarli dai contenuti nocivi; invita pertanto gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto a criminalizzare l'adescamento online e lo stalking online;

15. invita la Commissione a garantire che la strategia dell'UE sia coerente con le priorità e le proposte legislative enunciate nella recente strategia dell'UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali sui minori, il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, la strategia dell'UE per la parità di genere e la strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025;

16. ritiene fondamentale integrare nella strategia dell'UE misure concrete per investire nei bambini, al fine di eradicare la povertà infantile, anche mediante l'istituzione di una garanzia europea per l'infanzia dotata di risorse adeguate; invita la Commissione a presentare la sua proposta per l'istituzione di una garanzia europea per l'infanzia nel primo trimestre del 2021, in linea con il suo impegno, e invita gli Stati membri ad accelerarne l'attuazione e ad investire tutte le risorse possibili, compresi i fondi dell'UE, quali il Fondo sociale europeo Plus (FSE +), l'assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa (ReactEU), il dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), InvestEU, Erasmus + e il Fondo Asilo e migrazione (AMF) nella lotta contro la povertà minorile e l’esclusione sociale;  sottolinea che gli Stati membri dovrebbero stabilire sia strategie nazionali pluriennali per affrontare la povertà e l'esclusione sociale infantile che piani d'azione nazionali relativi alla garanzia per l'infanzia;

17. è preoccupato per il fatto che, nel contesto della ripresa dalla crisi Covid-19, aumenterà la necessità di affrontare la povertà minorile e che la povertà avrà un impatto sempre maggiore sui minori in quanto gruppo più vulnerabile tra i più svantaggiati; chiede che la strategia dell’UE sia integrata da una strategia globale anti-povertà comprendente misure che garantiscano alloggi dignitosi e a prezzi accessibili e che affrontino il problema dei senzatetto; ricorda che qualsiasi strategia per eliminare la povertà infantile deve tener conto della realtà dei genitori soli e delle famiglie con numerosi figli, dato che le famiglie monoparentali e quelle con numerosi figli rientrano tra i gruppi vulnerabili;

18. sottolinea l'importanza che la strategia dell'UE introduca misure per garantire un buon accesso all'assistenza sanitaria per i minori e le famiglie, in linea con il programma EU4Health, tenendo conto delle difficoltà che i minori hanno nell'accedere a questo diritto;

19. sottolinea che è importante che la strategia dell'UE introduca misure per aggiornare l'attuale quadro d'azione dell'UE in materia di salute e benessere mentale, che dovrebbe essere pienamente inclusivo, al fine di soddisfare anche le esigenze dei minori in situazioni vulnerabili e provenienti da gruppi emarginati e razzializzati; invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nella salute mentale e nei servizi psicosociali per i minori e le famiglie, in particolare nei paesi a basso e medio reddito e in contesti umanitari fragili; invita gli Stati membri a mettere in atto meccanismi per l'individuazione precoce dei problemi di salute mentale; chiede la piena integrazione del sostegno psicosociale e per la salute mentale nei sistemi nazionali e transnazionali di protezione dell'infanzia, nonché la formazione dei professionisti sui bisogni specifici dei minori;

20. ribadisce la sua richiesta di garantire un sistema giudiziario a misura di minore con procedimenti adeguati e inclusivi che tengano conto delle esigenze di tutti i minori; sottolinea l'importanza di garantire il diritto dei minori di essere ascoltati e pienamente informati in modo consono alla loro età in tutte le fasi dei procedimenti in ambito giudiziario, conformemente agli articoli 4 e 16 della direttiva (UE) 2016/800 e agli articoli 22 e 24 della direttiva 2012/29/UE, anche per i minori migranti, con particolare attenzione ai minori non accompagnati; invita gli Stati membri a recepire e applicare rapidamente le direttive; invita gli Stati membri a garantire che i tribunali per l'infanzia e la famiglia funzionino come un servizio essenziale, continuando a tenere udienze di emergenza e a eseguire le ordinanze del tribunale per la cura e la protezione dei minori che sono a rischio immediato di trascuratezza o abuso; ricorda che dovrebbero essere messe in atto garanzie specifiche per i minori che entrano in contatto con qualsiasi procedimento giudiziario o connesso e sottolinea la necessità di formare personale specializzato;

21. osserva con rammarico che 11 Stati membri su 27 non hanno fornito l'accesso a informazioni mirate online per i minori in merito al sistema giudiziario, come l'educazione interattiva sui diritti legali, e invita tutti gli Stati membri a garantire che i minori siano in grado di accedere a tali informazioni in un modo consono alla loro età, tenendo conto di eventuali disabilità che potrebbero impedire l'accesso[35];

22. sottolinea l'importanza dell'interesse superiore del minore nelle controversie familiari transfrontaliere; invita gli Stati membri a garantire l'adempimento degli obblighi previsti dal regolamento Bruxelles II bis[36] e invita le autorità nazionali a riconoscere ed eseguire le sentenze emesse in un altro Stato membro nei casi relativi ai minori, come le sentenze di custodia, i diritti di visita e le obbligazioni alimentari; sottolinea l'importanza di una stretta cooperazione e di una comunicazione efficace tra le diverse autorità nazionali e locali coinvolte nei procedimenti relativi ai minori; invita gli Stati membri a rispettare il diritto dei minori a vedere i loro genitori nonostante le misure restrittive legate alla pandemia, purché ciò non metta in pericolo la loro sicurezza e la loro salute;

23. invita l'UE, le sue agenzie e gli Stati membri a porre fine all'apolidia infantile sia all'interno che all'esterno dell'UE, anche migliorando la capacità dei funzionari in prima linea di identificare, registrare e rispondere adeguatamente all'apolidia nel contesto della migrazione e dell'asilo, promuovendo e garantendo l'accesso universale alla registrazione e alla certificazione delle nascite indipendentemente dallo status dei genitori, anche per le famiglie LGBTQI+, introducendo, migliorando e attuando garanzie giuridiche per prevenire l'apolidia infantile e introducendo e migliorando le procedure di determinazione dell'apolidia basate sui diritti dei minori al fine di soddisfare gli obblighi internazionali nei confronti delle persone apolidi in un contesto migratorio, in linea con l'interesse superiore del minore e il suo diritto ad acquisire la cittadinanza;

24. sottolinea che nella strategia dell'UE devono essere incluse misure per migliorare la situazione dei minori migranti e per proteggere i loro interessi sia all'interno che all'esterno dell'UE e in ogni fase delle procedure di asilo; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione delle garanzie e dei diritti procedurali per i minori nel sistema europeo comune di asilo, prestando particolare attenzione a processi rapidi di ricongiungimento familiare in linea con la direttiva 2003/86/CE del Consiglio, all'accesso a condizioni di accoglienza adeguate, all'assistenza sociale e medica, alla nomina tempestiva di rappresentanti legali e tutori qualificati per i minori non accompagnati e all'accesso a informazioni a misura di minore;

25. sottolinea l'importanza dell'integrazione e dell'inclusione dei minori migranti e rifugiati; ribadisce l'importanza di rimuovere tutte le barriere all'accesso ai servizi di base e alle misure di integrazione e inclusione, compreso il sostegno psicosociale e per la salute mentale, e di fornire ai minori opportunità per aumentare l'inclusione sociale; invita la Commissione a intraprendere azioni urgenti per aumentare la consapevolezza dell'importanza di cambiare le narrazioni sulla migrazione e di combattere gli stereotipi negativi;

26. ritiene che la strategia dovrebbe stabilire come priorità i diritti dei minori per quanto riguarda la privazione della libertà, in linea con quelli delineati nello studio globale delle Nazioni Unite sui minori privati della libertà; esorta l'UE e gli Stati membri a intensificare le azioni per porre fine al trattenimento dei bambini, in particolare nel contesto della migrazione, e a elaborare alternative al trattenimento adeguate e incentrate sulle comunità che rispondano all'interesse superiore del minore e consentano ai minori di rimanere con i loro familiari e/o tutori in un contesto non detentivo mentre il loro status migratorio viene risolto;

27. ritiene che la strategia dell'UE dovrebbe integrare e promuovere i diritti dei minori vulnerabili in tutti i settori politici e adottare un approccio intersezionale che prenda in considerazione le molteplici forme di discriminazione subite, tra gli altri, da minori che sono appartenenti a gruppi razzializzati, portatori di disabilità, privi di cure parentali o a rischio di perderle, affidati ad istituti, LGBTIQ, appartenenti a minoranze etniche, migranti e rifugiati, apolidi e senza documenti, vittime di violenza e abusi sessuali, coinvolti direttamente o indirettamente nei sistemi giudiziari, con problemi di salute mentale, senza casa, figlie e figli di genitori incarcerati; ricorda che i servizi sociali e il sostegno alle famiglie sono essenziali per evitare la separazione familiare e l'esclusione sociale;

28. sottolinea che i minori rom, in particolare le ragazze rom, in tutta Europa devono affrontare il peso aggiuntivo del razzismo e della discriminazione di genere, che li spinge ai margini delle loro società; sottolinea che i bassi livelli di istruzione, gli alti tassi di frequenza irregolare e di abbandono scolastico, i sistemi scolastici non inclusivi, gli alti tassi di disoccupazione e le scarse opportunità di lavoro privano i ragazzi e le ragazze rom di possibilità realistiche di integrazione e di piena partecipazione alla società; ricorda che, a causa della mancanza di documenti di identità, molte ragazze hanno difficoltà ad accedere all'istruzione, all'assistenza sanitaria e ad altri servizi correlati, e ricorda inoltre che l'aumento del razzismo e dell'antiziganismo incide sulla sicurezza delle ragazze rom, rendendole sempre più vulnerabili all'esclusione sociale, allo sfruttamento, alla tratta e alla violenza[37];

29. ritiene che la strategia dell'UE debba proporre un approccio inclusivo per proteggere i minori più vulnerabili, in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e i commenti generali del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, nonché gli obiettivi di sviluppo sostenibile e i relativi traguardi riguardanti i minori, senza lasciare indietro nessuno; ribadisce l'importanza di creare un ambiente sicuro per i minori vulnerabili e le loro famiglie attraverso investimenti sociali e riconosce che le condizioni abitative dei minori e delle famiglie dovrebbero essere riconosciute e integrate nella definizione di vulnerabilità; sottolinea l'importanza di sviluppare e rafforzare sistemi integrati nazionali e transnazionali di protezione dell'infanzia corredati di risorse e di meccanismi di attuazione e monitoraggio;

30. sottolinea che è importante che l'UE affronti nelle sue politiche interne ed esterne le barriere fisiche (infrastrutture carenti e geografia), tecnologiche (dispositivi a bassa funzionalità), culturali (norme sociali e di genere, pratiche culturali e disabilità o status di minoranza) e socioeconomiche che si frappongono alle tecnologie digitali;

31. sottolinea l'importanza per l'UE di investire nell'alfabetizzazione digitale al fine di garantire il libero accesso all'alfabetizzazione e all'istruzione digitali per tutti i minori, in particolare quelli provenienti da comunità poco servite o emarginate, concentrandosi sulla costruzione della loro resilienza e offrendo sostegno psicosociale; osserva che questi investimenti potrebbero essere effettuati come parte della nuova agenda delle competenze per l'Europa dello spazio europeo dell'istruzione e potrebbero beneficiare dei fondi di sviluppo e umanitari dell'UE; sottolinea che gli investimenti per garantire che i sistemi educativi possano fornire istruzione, alfabetizzazione e competenze digitali a tutti i minori sono fondamentali per promuovere la loro comprensione delle tecnologie digitali, superare le disuguaglianze, migliorare l'inclusione digitale, responsabilizzare e proteggere i minori e tutelare i loro diritti online e offline; ricorda che lo sviluppo dell'istruzione, dell'alfabetizzazione e delle competenze digitali dovrebbe fornire ai minori gli strumenti per combattere i pericoli dello spazio digitale e per gestire le loro responsabilità quando interagiscono al suo interno;

32. invita la Commissione a includere le opinioni dei minori stabilendo meccanismi formali di dialogo e consultazione e garantendo la loro piena e significativa partecipazione al processo decisionale, prestando particolare attenzione alle opinioni dei più vulnerabili, come le ragazze, i minori che vivono in povertà, i minori sfollati e migranti e quelli con disabilità;

33. invita la Commissione e gli Stati membri a porre in essere meccanismi specifici per valutare l'impatto della COVID-19 su tutti i minori, al fine di raccogliere dati che permettano di migliorare la concezione dei piani d'azione nazionali per affrontare le problematiche che riguardano i minori sulla base delle loro opinioni; invita gli Stati membri ad adottare un approccio ai diritti dei minori nella definizione dei loro piani nazionali per la ripresa;

34. invita il Consiglio ad adottare conclusioni sulla strategia dell'UE che stabiliscano un nuovo quadro vincolante per le istituzioni e gli Stati membri dell'Unione, sul modello del consenso europeo in materia di sviluppo, e che garantiscano l'attuazione di sistemi nazionali e transnazionali integrati di protezione dei minori ben concepiti, completi e adeguatamente finanziati;

35. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i diritti dei minori siano prioritari e integrati in tutte le politiche, azioni e programmi interni ed esterni dell'UE che riguardano direttamente o indirettamente i minori, e ad assicurare la coerenza tra tutti i diversi strumenti;

36. invita la Commissione a mettere a punto un indicatore relativo all'infanzia nell'assegnazione delle sue dotazioni che consenta alle istituzioni e ai partner dell'Unione di misurare e monitorare gli investimenti dell'Unione a favore dei minori attraverso la raccolta di dati disaggregati e specifici, in modo da identificare gli scollamenti tra politica e impegni finanziari, fornendo così una stima dell'entità del sostegno dell'UE ai diritti dei minori;

37. invita gli Stati membri a elaborare un piano d'azione annuale per attuare quanto enunciato nella strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori e integrare i loro piani d'azione nazionali nel piano dell'UE per la ripresa e la resilienza;

38. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la strategia dell'UE sui diritti dei minori sia adeguatamente finanziata, assicurando che gli strumenti di finanziamento interni ed esterni dell'UE, così come i bilanci nazionali, sostengano l'attuazione delle priorità stabilite nella strategia;

39. invita la Commissione a garantire un adeguato monitoraggio dell'attuazione della strategia dell'UE da parte degli Stati membri; ricorda la necessità di garantire una partecipazione significativa e inclusiva dei minori basata sui diritti durante l'intero processo di creazione e attuazione della strategia e di utilizzare parametri di riferimento e indicatori per monitorare meglio i progressi;

40. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

 

[1] In particolare, l'osservazione generale n. 5 sulle misure generali di attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo; n. 6 sul trattamento dei minori non accompagnati e separati dalle famiglie al di fuori del loro paese di origine; n. 10 sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in materia di giustizia minorile; n. 12 sul diritto del minore a essere ascoltato; n. 13 sul diritto del minore alla libertà da ogni forma di violenza; n.14 sul diritto del minore a che il suo interesse superiore sia considerato preminente; n. 15 sul diritto del minore al miglior stato di salute possibile e n. 16 sugli obblighi dello Stato per quanto riguarda l'impatto del settore imprenditoriale sui diritti dei minori.

[2] Come sancito nella risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU A/RES/64/142 del 24 febbraio 2010.

[3] GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1.

[4] In particolare la direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali (GU L 132 del 21.5.2016, pag. 1), la direttiva n. 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (GU L 280 del 26.10.2010, pag. 1) e la direttiva n. 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all'informazione nei procedimenti penali (GU L 142 del 1.6.2012, pag. 1).

[5] GU L 59 del 2.3.2013, pag. 5.

[7] In particolare le comunicazioni del 24 novembre 2020 dal titolo "Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027" (COM(2020)0758), del 18 settembre 2020 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025" (COM(2020)0565), del 5 marzo 2020 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020)0152) e del 12 novembre dal titolo "Unione dell'uguaglianza: strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025" (COM(2020)0698).

[9] Testi approvati, P9_TA(2019)0066.

[10] GU C 41 del 6.2.2020, p. 41.

[11] GU C 449 del 23.12.2020, pag. 2.

[12] Testi approvati, P9_TA(2020)0229.

[14] Opuscolo dell'Unicef, "Impact of COVID-19 on multidimensional child poverty" (Impatto della COVID-19 sulla povertà multidimensionale infantile), settembre 2020; https://data.unicef.org/resources/impact-of-covid-19-on-multidimensional-child-poverty/

[16] Documento di lavoro dell'Unicef Office of Research – Innocenti e del Programma alimentare mondiale dal titolo: "COVID-19: Missing More than a Classroom. The impact of school closures on children’s nutrition" (COVID-19: perdere più di una lezione. L'impatto della chiusura delle scuole sull'alimentazione infantile), gennaio 2021.

[17]Eurostat, "Living conditions in Europe" (Condizioni di vita in Europa), 2018.

[19] FAO, IFAD, UNICEF, PAM e OMS, "The State of Food Security and Nutrition in the World 2020" (Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo), 2020.

[20] ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, UNICEF e World Vision, "Our Europe. Our Rights. Our Future (La nostra Europa. I nostri diritti. Il nostro futuro), gennaio 2021.

[29] Quarta relazione annuale di attività del Centro europeo sul traffico di migranti.

[31] GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1.

[32] Direttiva 2011/93/UE.

[36] Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, GU L 338 del 23.12.2003, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2021Note legali - Informativa sulla privacy