Procedura : 2021/2611(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0219/2021

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B9-0219/2021

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PV 28/04/2021 - 13
CRE 28/04/2021 - 13
PV 29/04/2021 - 4
CRE 29/04/2021 - 4

Testi approvati :

P9_TA(2021)0148

<Date>{21/04/2021}21.4.2021</Date>
<NoDocSe>B9-0219/2021</NoDocSe>
PDF 154kWORD 49k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo Stato di diritto a Malta</Titre>

<DocRef>(2021/2611(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Vladimír Bilčík</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Katarina Barley</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

<Depute>Fabienne Keller, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Moritz Körner, Yana Toom, Jan-Christoph Oetjen, Olivier Chastel, Hilde Vautmans, Maite Pagazaurtundúa, Malik Azmani, Sophia in ’t Veld, Dragoş Tudorache</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Nicolaus Fest</Depute>

<Commission>{ID}a nome del gruppo ID</Commission>

<Depute>Gwendoline Delbos-Corfield, Sven Giegold, Saskia Bricmont, Alice Kuhnke, Sylwia Spurek, Rosa D’Amato, Francisco Guerreiro, Viola Von Cramon-Taubadel, Heidi Hautala, Daniel Freund, Ignazio Corrao, Tineke Strik</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

<Depute>Patryk Jaki</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

<Depute>Konstantinos Arvanitis</Depute>

<Commission>{The Left}a nome del gruppo The Left</Commission>

<Depute>Laura Ferrara, Sabrina Pignedoli</Depute>

</RepeatBlock-By>

EMENDAMENTI

B9-0219/2021

Risoluzione sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo Stato di diritto a Malta

(2021/2611(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visti gli articoli 2, 4, 5, 6, 9 e 10 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 visto l'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visti gli articoli 6, 7, 8, 10, 11, 12 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

 viste le sue risoluzioni del 15 novembre 2017[1], 28 marzo 2019[2] e 16 dicembre 2019[3] sullo Stato di diritto a Malta,

 visti le audizioni, gli scambi di opinione e le visite di delegazione tenuti dal gruppo di monitoraggio della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni sin dal 15 novembre 2017,

 visti gli scambi di lettere intrattenuti tra il presidente del gruppo di monitoraggio della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali e il primo ministro maltese, l'ultimo dei quali risale ad aprile 2021;

 vista la risoluzione 2293(2019) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 26 giugno 2019, dal titolo "Daphne Caruana Galizia's assassination and the rule of law in Malta and beyond – ensuring that the whole truth emerges" (L'assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo Stato di diritto a Malta e oltre – garantire che emerga tutta la verità),

 vista la relazione sul seguito dallo alla risoluzione 2293(2019) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, sostenuta dalla commissione dell'Assemblea parlamentare per gli affari giuridici e i diritti umani l'8 dicembre 2020,

 visto il parere della commissione di Venezia, dell'8 ottobre 2020, relativo alle dieci leggi e progetti di legge di trasposizione delle proposte legislative enunciate nel parere CDL-AD(2020)006,

 vista la relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; che tali valori sono universali e comuni agli Stati membri;

B. considerando che lo Stato di diritto e il rispetto della democrazia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché dei valori e dei principi sanciti dai trattati dell'UE e dagli strumenti internazionali in materia di diritti umani sono obblighi che incombono all'Unione e ai suoi Stati membri che devono quindi essere ottemperati; che, conformemente all'articolo 2, all'articolo 3, paragrafo 1, e all'articolo 7 TUE, l'Unione ha la possibilità di agire per tutelare i valori comuni su cui si fonda;

C. considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è una fonte di diritto primario dell'UE; che la libertà di espressione così come la libertà e il pluralismo dei media sono sanciti dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali e dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU);

D. considerando che l'indipendenza della magistratura è sancita dall'articolo 19, paragrafo 1, TUE, dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali e dall'articolo 6 della CEDU ed è un requisito essenziale del principio democratico della separazione dei poteri;

E. considerando che il rifiuto sistematico da parte di uno Stato membro di rispettare i valori fondamentali dell'Unione europea e i trattati ai quali ha liberamente aderito ha ripercussioni sull'Unione europea nel suo complesso;

F. considerando che Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa e blogger maltese impegnata nella lotta alla corruzione, è stata assassinata in un attentato con autobomba il 16 ottobre 2017; che ha subito vessazioni e numerose minacce sotto forma di telefonate, lettere e messaggi minatori, nonché un incendio doloso alla sua abitazione e l'uccisione del suo cane; che il 16 marzo 2021 il sicario dichiaratosi colpevole dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia ha testimoniato in tribunale che, due anni prima della sua morte, vi era un distinto e precedente piano per assassinarla con un fucile d'assalto AK-47;

G. considerando che le indagini sull'omicidio condotte dalle autorità maltesi con il supporto di Europol hanno portato all'identificazione, all'incriminazione e al processo, ancora in corso, di varie persone sospettate e di uno dei potenziali ideatori dell'omicidio, segnatamente il proprietario della società 17 Black Ltd., con sede a Dubai, ed ex membro del consiglio di amministrazione della società Electrogas Malta Ltd.; che anche il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha preso parte alle indagini;

H. considerando che uno dei presunti complici e alcune registrazioni presentate nei procedimenti giudiziari hanno rivelato che l'ex capo di Gabinetto del Primo ministro maltese è implicato nella pianificazione e nel finanziamento dell'omicidio;

I. considerando che l'ex capo di Gabinetto del Primo ministro ha rassegnato le dimissioni il 26 novembre 2019 a seguito di un interrogatorio di polizia sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia; che il 20 marzo 2021, insieme a diversi soci d'affari, è stato arrestato e accusato di riciclaggio, frode, corruzione e falsificazione in un caso distinto, di cui si era occupata Daphne Caruana Galizia; che il 5 aprile 2021 gli è stata concessa la libertà condizionale, ottenendo la revoca della custodia cautelare;

J. considerando che l'allora ministro maltese del Turismo, ex ministro dell'Energia, ha rassegnato le dimissioni il 26 novembre 2019; che un consorzio di giornalisti d'inchiesta ha pubblicato una relazione dettagliata sui legami commerciali tra una famiglia cinese e l'ex ministro dell'Energia nonché l'ex capo di Gabinetto del primo ministro[4]; che la famiglia cinese avrebbe svolto un ruolo centrale nei negoziati che hanno portato la società statale cinese Shanghai Electric Power a investire 380 milioni di EUR nella società elettrica statale maltese Enemalta; che tale famiglia possiede le società Dow's Media Company e Macbridge, la seconda delle quali intendeva versare fino a 2 milioni di USD alle società panamensi controllate dall'ex ministro dell'Energia e l'ex capo di Gabinetto del primo ministro; che le indagini sulle suddette transazioni commerciali erano al centro del lavoro di Daphne Caruana Galizia quando è stata assassinata;

K. considerando che un'indagine pubblica indipendente sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia è iniziata alla fine del 2019 ed è ancora in corso;

L. considerando che uno degli indagati nel processo in corso sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia ha ottenuto la grazia presidenziale per il suo coinvolgimento in un caso distinto e ha reso testimonianza sotto giuramento; che ha insinuato che l'ex ministro dell'Economia potrebbe essere implicato nel tentativo di cospirazione volto a uccidere un giornalista e che un ministro in carica era coinvolto in un grave crimine, scatenando speculazioni su una tentata rapina alla sede della banca HSBC a Qormi nel 2010 che ha portato a una sparatoria con la polizia;

M. considerando che l'ex Segretaria parlamentare per i diritti civili e le riforme presso il ministero maltese della Giustizia, delle pari opportunità e della governance avrebbe accettato una somma di denaro in contanti dalla persona accusata di aver commissionato l'omicidio di Daphne Caruana Galizia, dopo aver dichiarato di aver agito come intermediaria in un progetto di vendita immobiliare nel 2019; che tale vendita non ha mai avuto luogo;

N. considerando che persistono serie preoccupazioni per quanto riguarda la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata a Malta, come rilevato dalla relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020; che le attuali norme in materia prevenzione, indagine e azione penale sono chiaramente inadeguate; che ciò rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche, il che potrebbe condurre a pericolose interconnessioni tra gruppi criminali e autorità pubbliche; che la criminalità organizzata è principalmente favorita dalla corruzione; che è stato avviato un progetto di riforma strutturale per colmare le lacune e rafforzare il quadro istituzionale anticorruzione, anche per quanto riguarda le attività di contrasto e l'azione penale;

O. considerando che i giornalisti, soprattutto i giornalisti investigativi, ma non solo essi, si trovano sempre più spesso ad affrontare cosiddette "cause strategiche per scoraggiare la partecipazione pubblica" (SLAPP, dall'acronimo inglese) intentate nei loro confronti unicamente per frustrarne il lavoro, evitare qualsiasi controllo pubblico e impedire che le autorità rispondano del loro operato, creando un effetto dissuasivo sulla libertà dei media; che all'epoca del suo assassinio i beni di Daphne Caruana Galizia erano stati congelati da mandati cautelari emessi in relazione a quattro azioni per diffamazione intentate dall'ex ministro dell'Economia maltese e dal suo assistente; che tali cause rientravano tra i 42 procedimenti civili per diffamazione aperti nei suoi confronti all'epoca della sua morte, tra cui uno avviato dall'allora Primo ministro, due dal ministro del Turismo e due dal capo di Gabinetto dell'allora Primo ministro;

1. esprime profonda preoccupazione per le ultime rivelazioni nelle indagini sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia, in particolare per quanto riguarda il possibile coinvolgimento di ministri del governo e membri di nomina politica; riconosce i progressi compiuti nelle indagini sull'omicidio, ma ribadisce che le recenti rivelazioni sollevano nuovi interrogativi sul caso e sulle indagini a esso relative;

2. esorta il governo maltese ad attivare tutte le risorse necessarie per assicurare alla giustizia non solo tutte le persone coinvolte nell'omicidio, ma anche quelle coinvolte in tutti gli altri casi attualmente oggetto di indagini o di cronaca che Daphne Caruana Galizia aveva fatto emergere prima di essere assassinata; ritiene che il lavoro di Daphne Caruana Galizia sia stato essenziale per denunciare la corruzione a Malta e che gli ultimi sviluppi delle indagini correlate confermino l'importanza fondamentale di media indipendenti e di una società civile attiva quali pilastri fondamentali della giustizia, della democrazia e dello Stato di diritto;

3. chiede nuovamente che Europol sia coinvolta pienamente e costantemente in tutti gli aspetti dell'indagine sull'omicidio e in tutte le indagini connesse; chiede che il coinvolgimento di Europol venga rafforzato, in considerazione dei risultati prodotti;

4. plaude alla prosecuzione dell'inchiesta pubblica indipendente sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia; invita il governo maltese e le autorità competenti a dare piena attuazione a tutte le raccomandazioni che scaturiranno dall'inchiesta;

5. esprime preoccupazione per l'offerta e la concessione reiterata della grazia presidenziale nel contesto del processo per omicidio; sottolinea che le testimonianze in relazione ad altri reati dovrebbero essere valutate molto attentamente e non dovrebbero essere utilizzate per sfuggire in parte alla giustizia per l'omicidio; osserva, tuttavia, che una grazia presidenziale e un patteggiamento sono stati due degli elementi che hanno portato all'arresto, nel novembre 2019, di una delle persone sospettate di aver commissionato l'omicidio;

6. riconosce i progressi compiuti, anche se con molto ritardo, in alcune delle indagini nei casi collegati di riciclaggio di denaro e corruzione, soprattutto per quanto riguarda l'ex capo di Gabinetto del Primo ministro; sottolinea tuttavia che le testimonianze e rivelazioni più recenti hanno portato alla luce nuovi fatti sospetti e potenziali reati, e invita pertanto le autorità maltesi ad avviare e portare avanti senza indugio le indagini anche su questi casi;

7. ritiene che tutte le accuse di corruzione e frode, soprattutto ad alto livello politico, dovrebbero essere oggetto di indagini ed essere perseguite con il giusto rigore e al livello adeguato, anche in relazione al possibile coinvolgimento di attori stranieri; si chiede se sia appropriato che le accuse contro l'ex Segretario parlamentare per i diritti civili e le riforme siano oggetto di indagine solo da parte del Commissario per gli standard nella vita pubblica;

8. sottolinea nuovamente che il governo maltese deve considerare la lotta contro la criminalità organizzata, la corruzione e l'intimidazione dei giornalisti come una priorità assoluta;

9. si rammarica profondamente per come gli sviluppi registrati a Malta nel corso degli anni abbiano portato a gravi e persistenti minacce allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti fondamentali, comprese le questioni relative alla libertà dei media, all'indipendenza delle autorità di contrasto e della magistratura da interferenze politiche e alla libertà di riunione pacifica; ritiene che le garanzie costituzionali in materia di separazione dei poteri debbano essere ulteriormente rafforzate; osserva che, con l'attuazione di alcune delle raccomandazioni della Commissione, del Consiglio d'Europa e della Commissione di Venezia, il governo di Malta ha compiuto progressi in relazione allo Stato di diritto; incoraggia il governo di Malta a continuare a proseguire gli sforzi volti al rafforzamento delle sue istituzioni;

10. è profondamente preoccupato per alcune delle conclusioni della relazione 2020 della Commissione sullo stato dello Stato di diritto a Malta, in particolare per quanto riguarda le "pratiche radicate di corruzione"; accoglie nondimeno con favore l'avvio di un progetto di riforma strutturale; invita nuovamente la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti e le procedure a sua disposizione al fine di garantire il pieno rispetto del diritto dell'UE per quanto riguarda il funzionamento efficiente del sistema giudiziario, la lotta contro il riciclaggio di denaro, la vigilanza bancaria, gli appalti pubblici e la pianificazione e lo sviluppo urbani;

11. riconosce che l'assassinio di Daphne Caruana Galizia ha innescato riforme volte a migliorare la protezione dei giornalisti e a difendere la libertà dei media; sottolinea tuttavia che le autorità maltesi dovrebbero compiere ulteriori passi dimostrabili, adottando misure legislative e politiche a lungo termine in grado di garantire il contesto per un giornalismo critico e indipendente a Malta e di assicurare che politici e funzionari rispondano del loro operato; invita il governo maltese a rispondere alle preoccupazioni esistenti relative alla libertà dei media, all'indipendenza dei mezzi di comunicazione pubblici dalle interferenze politiche e al crescente ricorso all'incitamento all'odio sui social media;

12. osserva che la protezione dei giornalisti investigativi e degli informatori è di interesse vitale per la società; rileva il ruolo chiave delle organizzazioni della società civile e dei giornalisti, a Malta così come a livello internazionale, nel proseguimento delle indagini di Daphne Caruana Galizia; invita le autorità maltesi a garantire ad ogni costo e in ogni momento la protezione della sicurezza personale e dei mezzi di sussistenza dei giornalisti e degli informatori, e quindi la loro indipendenza; invita le autorità maltesi ad attuare rapidamente la direttiva 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione[5];

13. invita la Commissione europea a proporre una legislazione dell'UE anti SLAPP per proteggere i giornalisti da azioni legali vessatorie; sottolinea che, nel contesto della lotta alla corruzione e alla cattiva amministrazione, il giornalismo investigativo dovrebbe essere oggetto di particolare considerazione nonché essere sostenuto finanziariamente o fiscalmente in quanto strumento al servizio del bene pubblico; pone l'accento sulla necessità di meccanismi di risposta rapida per le violazioni della libertà di stampa e dei media, così come del fondo per il giornalismo investigativo transfrontaliero;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e al Presidente della Repubblica di Malta.

 

 

 

[1] GU C 356 del 4.10.2018, pag. 29.

[3] Testi approvati, P9_TA(2019)0103.

[4] "Special Report: Money trail from Daphne murder probe stretches to China" (Relazione speciale: l'indagine sull'omicidio di Daphne fa risalire la pista di denaro fino alla Cina), Reuters, 29 marzo 2021.

[5] GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17.

Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2021Note legali - Informativa sulla privacy