Procedura : 2021/2671(RSP)
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B9-0303/2021

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PV 09/06/2021 - 16
PV 10/06/2021 - 2

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P9_TA(2021)0282

<Date>{02/06/2021}2.6.2021</Date>
<NoDocSe>B9-0303/2021</NoDocSe>
PDF 171kWORD 56k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sul conflitto di interessi del primo ministro della Repubblica ceca</Titre>

<DocRef>(2021/2671(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Monika Hohlmeier</Depute>

<Commission>{CONT}a nome della commissione per il controllo dei bilanci</Commission>

</RepeatBlock-By>

EMENDAMENTI

B9-0303/2021

Risoluzione del Parlamento europeo sul conflitto di interessi del primo ministro della Repubblica ceca

(2021/2671(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visti l'articolo 310, paragrafo 6, e l'articolo 325, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visto l'articolo 61 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione[1] ("il regolamento finanziario"),

 visto il documento di orientamento della Commissione sulla prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse a norma del regolamento finanziario[2],

 viste le sue precedenti decisioni e risoluzioni sulla concessione del discarico alla Commissione per gli esercizi 2014, 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019,

 viste le sue risoluzioni del 13 dicembre 2018 sul conflitto di interessi e la protezione del bilancio dell'UE in Repubblica ceca[3] e del 19 giugno 2020 sulla riapertura dell'indagine a carico del primo ministro della Repubblica ceca sull'uso improprio di fondi UE e potenziali conflitti d'interessi[4],

 viste le missioni d'informazione effettuate in Repubblica ceca dalla commissione per il controllo dei bilanci il 26 e 27 marzo 2014 e dal 26 al 28 febbraio 2020,

 vista la relazione finale, del novembre 2019, dell'audit relativo al funzionamento dei sistemi di gestione e controllo in atto per evitare conflitti di interesse in Cechia, effettuato dalle Direzioni generali Politica regionale e urbana (DG REGIO) e Occupazione, affari sociali e inclusione (DG EMPL) della Commissione, relazione che è stata pubblicata il 23 aprile 2021,

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione[5],

 vista la relazione sullo Stato di diritto 2020 della Commissione, segnatamente il capitolo sulla situazione dello Stato di diritto in Cechia (SWD(2020)0302),

 vista la relazione interlocutoria di conformità sulla Repubblica ceca redatta dal gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) e adottata dal gruppo durante la sua 84riunione plenaria nel dicembre 2019,

 vista la relazione per paese 2020 sulla Repubblica ceca del 26 febbraio 2020 (SWD(2020)0502) che accompagna la comunicazione della Commissione dal titolo "Semestre europeo 2020: valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e risultati degli esami approfonditi a norma del regolamento (UE) n. 1176/2011" (COM(2020)0150),

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

 vista la proposta di risoluzione della commissione per il controllo dei bilanci,

A. considerando che gli articoli 61 e 63 del regolamento finanziario, l'articolo 24 della direttiva 2014/24/UE sulle norme in materia di appalti pubblici per la prevenzione dei conflitti di interesse, gli articoli 144 e 145 del regolamento (UE) n. 1303/2013 recante disposizioni comuni sui fondi a gestione concorrente, la giurisprudenza della Corte di giustizia e la legge ceca n. 159/2006 sui conflitti di interesse, quale modificata il 29 novembre 2016, prevedono obblighi specifici e forniscono strumenti per affrontare efficacemente le situazioni di conflitto di interesse;

B. considerando che Agrofert è un conglomerato fondato e istituito dal primo ministro ceco Andrej Babiš e composto da oltre 230 società; che il primo ministro Babiš si è rivelato essere uno dei titolari effettivi di Agrofert, società che controlla il gruppo Agrofert, il quale comprende tra l'altro vari importanti organi di informazione cechi, mediante i fondi fiduciari AB Private Trust I e AB Private Trust II, di cui Babiš è parimenti il titolare effettivo;

C. considerando che, nei mesi di gennaio e febbraio 2019, vari servizi della Commissione – DG REGIO/DG EMPL e DG AGRI come DG associata – hanno svolto un audit coordinato e completo sull'applicazione del diritto unionale e nazionale; che vi è un audit della DG AGRI in corso relativamente a presunti conflitti di interesse nell'attuazione della politica agricola comune in Cechia;

D. considerando che, nell'aprile 2021, la Commissione ha pubblicato una versione debitamente riformulata della relazione finale di audit sull'attuazione giuridica dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE), sulla base delle verifiche condotte dalla DG EMPL e dalla DG REGIO; che la seconda relazione di audit della DG AGRI non è ancora stata pubblicata;

E. considerando che la relazione di audit pubblicata evidenzia gravi carenze nel sistema di gestione e controllo[6] in vigore nella Repubblica ceca, nonché lacune che devono essere affrontate mediante rettifiche finanziarie;

F. considerando che la relazione di audit della DG REGIO ha individuato tre sovvenzioni erogate a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale in violazione del diritto ceco e del regolamento recante disposizioni comuni dell'UE;

G. considerando che l'indagine penale nei confronti del primo ministro Babiš, avviata a seguito della relazione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) sull'uso irregolare delle sovvenzioni dell'UE destinate alle piccole imprese, inizialmente chiusa e poi riaperta, di cui tratta la risoluzione del Parlamento del 19 giugno 2020, è tuttora in corso;

H. considerando che, a distanza di un anno, la Commissione non ha ancora fornito una risposta esauriente alla richiesta del Parlamento di quantificare l'importo totale delle sovvenzioni ricevute dalle entità appartenenti al gruppo Agrofert;

I. considerando che, dopo le risoluzioni del Parlamento del dicembre 2018 e del giugno 2020 sul conflitto di interessi del primo ministro Babiš e più di due anni dopo l'inizio degli audit della Commissione, la situazione relativa al conflitto di interessi del primo ministro Babiš rimane irrisolta;

J. considerando che una sana gestione finanziaria può essere garantita dagli Stati membri solo se le autorità pubbliche agiscono in conformità della legge, sia nazionale che dell'UE, e se i casi di illecito penale scaturiti da conflitti di interesse gestiti in modo improprio sono perseguiti efficacemente dalle autorità inquirenti e giudiziarie;

K. considerando che, a norma dell'articolo 3, lettera b), del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092, il fatto di non garantire l'assenza di conflitti di interesse può essere indicativo di violazioni dei principi dello Stato di diritto;

L. considerando che il fatto di disporre di politiche e norme dettagliate in merito alla prevenzione e alla gestione dei conflitti di interesse, reali e percepiti, è un elemento essenziale della buona governance e della sana gestione finanziaria;

M. considerando che la missione effettuata dalla commissione per il controllo dei bilanci nel febbraio 2020 ha rivelato l'esistenza di limiti preoccupanti del quadro giuridico che impediscono un funzionamento efficiente ed efficace dell'istituto supremo per la revisione contabile nazionale, non essendo riconosciuto a tale istituto il diritto di verificare la regolarità e i risultati della spesa pubblica a livello regionale e locale o di eseguire controlli in loco dei beneficiari finali;

1. si compiace della pubblicazione, a seguito dei ripetuti inviti del Parlamento, della relazione finale di audit della DG REGIO e della DG EMPL sul funzionamento dei sistemi di gestione e controllo posti in essere per evitare conflitti di interesse in Cechia, che conferma l'esistenza di un conflitto di interessi tuttora in corso del primo ministro Babiš in relazione al gruppo Agrofert, confermando così la posizione espressa dal Parlamento in alcune sue precedenti risoluzioni e relazioni sul discarico;

2. valuta positivamente il fatto che la DG REGIO e la DG EMPL riconoscano il notevole interesse pubblico nei confronti della trasparenza e dell'informazione in merito a questa situazione eccezionale come motivo ragionevole per la pubblicazione; deplora tuttavia che le conclusioni siano state pubblicate solo nell'aprile 2021, sebbene la relazione finale di audit sia stata inviata alle autorità ceche nel novembre 2019 e le risposte siano pervenute alla Commissione nel maggio 2020; esorta la DG AGRI ad accelerare la sua procedura di audit e il relativo follow-up e a pubblicare la sua relazione finale di audit senza indebiti ritardi; chiede che sia prestata una particolare attenzione ai pagamenti effettuati a società direttamente o indirettamente di proprietà del primo ministro ceco o di altri membri del governo ceco;

3. deplora il fatto che le procedure di revisione contabile e di contraddittorio, nonché le procedure relative all'applicazione della rettifica finanziaria, attualmente si protraggano per vari anni; esorta la Commissione a rivedere le norme in materia di audit e le procedure di rettifica finanziaria per consentire conclusioni più tempestive e il recupero dei fondi dell'UE erogati indebitamente; ribadisce il suo invito alla Commissione a pubblicare tutti i documenti relativi al caso del conflitto di interessi del primo ministro ceco;

4. è profondamente preoccupato per le conclusioni della relazione di audit, da cui risulta che:

 i fondi SIE sono stati concessi indebitamente a entità appartenenti al gruppo Agrofert,

 il primo ministro è il titolare effettivo del gruppo Agrofert e, dal febbraio 2017, dei fondi fiduciari AB Private Trust I e AB Private Trust II, che egli controlla, mantenendo un interesse economico diretto nel successo di Agrofert,

 il primo ministro Babiš ha partecipato attivamente all'esecuzione del bilancio dell'UE nella Repubblica ceca ed era in condizioni di poter esercitare un'influenza su organismi quali il consiglio per i fondi SIE e l'autorità nazionale di coordinamento, partecipando nel contempo alle decisioni riguardanti il gruppo Agrofert,

 i progetti individuati hanno ricevuto sovvenzioni in violazione dell'articolo 4 quater della legge ceca riveduta in materia di conflitto di interessi e del regolamento finanziario dell'UE,

 durante il periodo oggetto dell'audit, l'esercizio imparziale e obiettivo delle funzioni di Andrej Babiš in veste di primo ministro, presidente del consiglio per i fondi SIE, ministro delle Finanze e vice primo ministro dell'Economia era compromesso;

5. insiste sul fatto che un conflitto di interessi al più alto livello di governo di uno Stato membro, ora confermato con la pubblicazione, il 23 aprile 2021, della relazione finale della Commissione sull'audit del funzionamento dei sistemi di gestione e controllo posti in essere per evitare conflitti di interesse nella Repubblica ceca, non può essere tollerato e deve essere pienamente affrontato mediante:

a) l'adozione di misure tali da garantire che il primo ministro Babiš non abbia più interessi economici o di altro tipo che rientrino nel campo di applicazione dell'articolo 61 del regolamento finanziario dell'UE o della legge ceca sul conflitto di interessi in relazione al gruppo Agrofert, o

b) provvedimenti atti a garantire che le entità commerciali controllate dal primo ministro Babiš cessino di ricevere finanziamenti a titolo di fondi dell'UE, sovvenzioni pubbliche o finanziamenti distribuiti da tutti i livelli delle autorità pubbliche dell'Unione, o

c) l'astensione totale dalla partecipazione a qualsiasi processo decisionale dell'UE che possa riguardare, direttamente o indirettamente, gli interessi del gruppo Agrofert; sottolinea, tuttavia, che, alla luce delle funzioni e dei poteri del primo ministro e dei membri del suo governo, sembra improbabile che mediante tale misura sia possibile affrontare adeguatamente il conflitto di interessi nella pratica, se le persone in questione continuano a esercitare le loro funzioni pubbliche, e che le dimissioni dall'incarico pubblico rappresentano pertanto un mezzo più adeguato per affrontare alla radice il conflitto di interessi;

6. deplora il fatto che le conclusioni dell'audit confermino l'esistenza di gravi carenze sistemiche nel funzionamento del sistema di gestione e controllo, con particolare riferimento all'individuazione dei conflitti di interesse; deplora il fatto che l'inefficacia dei controlli incrociati e l'opacità dei processi e delle strutture ostacolino l'affidabilità di qualsiasi misura di prevenzione e individuazione dei conflitti di interesse nella Repubblica ceca;

7. è profondamente preoccupato per il fatto che anche dopo l'entrata in vigore, nel 2018, degli articoli 61 e 63 del regolamento finanziario, le carenze dei sistemi di gestione e controllo – per quanto riguarda la prevenzione dei conflitti di interesse – persistano e che le autorità ceche abbiano adottato misure scarse e insufficienti per garantire la conformità;

8. deplora i presunti tentativi del governo ceco di legalizzare il conflitto di interessi del primo ministro Babiš mediante una legge, proposta all'inizio della crisi della COVID nel marzo 2020, anziché risolvere il conflitto di interessi in sé;

9. si attende che le autorità nazionali attuino tutte le raccomandazioni richieste, volte, tra l'altro, a migliorare il sistema di gestione e controllo e a verificare tutte le sovvenzioni concesse dopo il 9 febbraio 2017, che potrebbero violare la legge sui conflitti di interesse;

10. chiede alla Commissione di informare il Parlamento in merito all'attuazione da parte del governo ceco delle raccomandazioni dell'audit, con particolare riferimento al controllo di tutti i fondi concessi al gruppo Agrofert che non facevano parte del campione di audit;

11. è profondamente preoccupato per le carenze del quadro normativo generale, che rendono difficile individuare sistematicamente i titolari effettivi delle entità che ricevono fondi dell'UE; ricorda che la Commissione ha confermato di aver effettuato pagamenti nell'ambito della PAC a favore di società appartenenti al gruppo Agrofert, come pure a favore di altre società il cui titolare effettivo è il primo ministro Babiš in diversi altri Stati membri, ma non è in grado di identificare in modo esaustivo tutti gli operatori economici che ne hanno beneficiato; insiste sul fatto che la Commissione dovrebbe fornire all'autorità di discarico un quadro completo e affidabile di tutti i pagamenti effettuati alle società del gruppo Agrofert e alle società che hanno lo stesso titolare effettivo in tutti gli Stati membri per gli esercizi 2018 e 2019; invita la Commissione a includere anche le informazioni relative all'esercizio 2020; ritiene che ciò dimostri la necessità urgente che la Commissione, in collaborazione con le agenzie nazionali, elabori un formato standardizzato e pubblicamente accessibile per divulgare i nominativi dei beneficiari finali dei pagamenti versati a titolo della PAC;

12. prende atto della recente correzione dei dati iscritti nel registro della titolarità effettiva delle società (Transparenzregister), che ora elenca il primo ministro Babiš come titolare e azionista di una controllata di Agrofert in Germania; ribadisce che il primo ministro Babiš figura tuttora fra le sei persone attive che esercitano un'influenza o un controllo significativi sugli amministratori fiduciari di un fondo collegato alla controllata di Agrofert denominata GreenChem Solutions Ltd, nel Regno Unito; invita tutti gli Stati membri in cui sono attive società controllate di Agrofert a rivedere il registro della titolarità effettiva in tal senso;

13. deplora il fatto che entità appartenenti al gruppo Agrofert continuino a ricevere pagamenti nell'ambito del primo pilastro della PAC; ricorda che la legge ceca sui conflitti di interesse vieta di concedere sovvenzioni, compresi i pagamenti diretti della PAC, a un'impresa in cui un funzionario pubblico o un'entità controllata da un funzionario pubblico detiene una quota pari o superiore al 25 %; sottolinea l'esistenza di seri dubbi riguardo all'indipendenza delle autorità ceche che decidono in merito all'ammissibilità e al controllo dei pagamenti agricoli diretti; individua indicatori di rischio nel fatto che società appartenenti al gruppo Agrofert continuino a ricevere tali fondi in violazione della legge ceca sui conflitti di interesse;

14. osserva che l'attuale legislazione ceca in materia di conflitti di interessi, in vigore dal 2006, presenta gravi lacune e mancanze significative in termini attuativi che hanno consentito la nascita e lo sviluppo di profonde strutture oligarchiche; si rammarica del fatto che la missione della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo del febbraio 2020 abbia messo in luce gravi carenze a livello sistemico per quanto riguarda la prevenzione, l'individuazione e la risoluzione dei conflitti di interessi in Cechia;

15. esprime stupore per il fatto che le DG REGIO ed EMPL e la DG AGRI abbiano adottato approcci apparentemente diversi per simili violazioni della legge ceca sui conflitti di interessi e dell'articolo 61 del regolamento finanziario: mentre le DG REGIO ed EMPL ritengono che un'infrazione della legge ceca sui conflitti di interessi costituisca una violazione dell'articolo 61, paragrafo 2, del regolamento finanziario, la DG AGRI non sembra applicare lo stesso ragionamento; sottolinea inoltre che i controlli di ammissibilità per i pagamenti basati sui diritti acquisiti (pagamenti diretti) includono altresì un elemento decisionale nell'ambito delle verifiche; evidenzia che tale decisione di verifica potrebbe essere influenzata da un conflitto di interessi; invita la Commissione a fornire al Parlamento una spiegazione giuridica dettagliata del differente impatto delle violazioni della legislazione nazionale in materia di conflitti di interessi e dell'articolo 61 del regolamento finanziario, nonché a spiegare nel dettaglio in che modo la Commissione garantisce che le decisioni di verifica per i pagamenti basati sui diritti acquisiti non siano influenzate da un conflitto di interessi;

16. esprime stupore per la valutazione della Commissione secondo cui il ministro ceco dell'Agricoltura, che è responsabile della programmazione e dell'attuazione dei programmi agricoli nell'ambito della PAC, non si trova in una situazione di conflitto di interessi nonostante la sua famiglia riceva sovvenzioni agricole di importo considerevole; chiede che la Commissione condivida tale valutazione con il Parlamento; invita la Commissione a garantire che l'articolo 61 del regolamento finanziario sia interpretato e applicato in maniera uniforme;

17. chiede alla Commissione di valutare l'efficacia dell'articolo 61 del regolamento finanziario nel prevenire o nel rivelare e risolvere con successo i casi di conflitto di interessi ove presenti e, se del caso, di avanzare proposte nel contesto della prossima revisione del regolamento finanziario per rafforzare ulteriormente le norme che disciplinano i conflitti di interessi, prestando particolare attenzione alle definizioni, all'ambito di applicazione (i soggetti coperti), all'identificazione di funzioni o attività sensibili a rischio, alle "situazioni che possono oggettivamente essere percepite come comportanti un conflitto di interessi" e agli obblighi in caso di conflitto di interessi; rammenta che l'articolo 61 del regolamento finanziario non distingue tra diversi tipi di pagamenti a titolo del bilancio dell'UE e che la mera possibilità di ricorrere a una posizione derivante da un conflitto di interessi è un indicatore sufficiente;

18. esprime preoccupazione per l'interpretazione restrittiva dell'articolo 61 del regolamento finanziario da parte dell'organismo pagatore ceco per l'agricoltura (il Fondo statale di intervento agricolo), secondo cui l'articolo non è applicabile ai membri del governo; ribadisce le preoccupazioni già espresse in merito alla serie di lacune identificate nella gestione dell'organismo pagatore ceco per l'agricoltura, in particolare per quanto riguarda la mancanza di indipendenza del consiglio di vigilanza, come sottolineato nella relazione sulla missione in Repubblica ceca del febbraio 2020[7]; esorta la Commissione ad avviare una procedura di audit onde garantire la sana gestione dell'organismo;

19. ritiene che gli orientamenti della Commissione sulla prevenzione e sulla gestione dei conflitti d'interessi a norma del regolamento finanziario costituiscano un importante strumento per rafforzare ulteriormente le misure volte a tutelare il bilancio dell'UE da frodi e irregolarità; chiede alla Commissione di creare maggiore consapevolezza e di promuovere un'interpretazione e un'applicazione uniformi delle norme in materia di prevenzione dei conflitti di interessi, anche per quanto riguarda i pagamenti diretti nell'ambito del primo pilastro della PAC, e di monitorare il funzionamento indipendente degli organismi pagatori e delle strutture di audit a tale riguardo; invita la Commissione a fornire alle autorità degli Stati membri interessati ulteriori esempi pratici, suggerimenti e raccomandazioni per aiutarli a evitare i conflitti di interessi;

20. ribadisce che i cittadini e i contribuenti cechi non dovrebbero pagare o subire le conseguenze derivanti dal conflitto di interessi del primo ministro Babiš, e che le società appartenenti al gruppo Agrofert dovrebbero restituire la totalità delle sovvenzioni illecitamente ricevute dal bilancio dell'UE o da quello nazionale ceco; esorta le autorità ceche a recuperare tutte le sovvenzioni indebitamente versate agli organismi del gruppo Agrofert;

21. insiste sulla necessità di interrompere qualsiasi ulteriore versamento di fondi, a titolo del bilancio dell'UE o di quello nazionale ceco, alle società in ultima analisi controllate dal primo ministro Babiš o da membri del governo ceco fino a quando non saranno del tutto risolti i casi di conflitto di interessi;

22. esorta il governo ceco a migliorare l'equità complessiva della ripartizione delle sovvenzioni dell'UE e a istituire un sistema che garantisca la piena e completa trasparenza nella ripartizione dei fondi dell'UE; osserva con preoccupazione che, secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, da quando nel 2014 è stato creato il sistema ceco dei pagamenti diretti non è sopraggiunta alcuna decisione destinata a modificarlo o a creare un meccanismo efficace contro i conflitti di interessi;

23. ricorda che, nell'ambito del progetto "Stork Nest" (Nido della cicogna), Agrofert ha creato artificialmente una società di medie dimensioni, che è rimasta sotto il controllo di Agrofert, al fine di ottenere fondi destinati a piccole e medie imprese per un importo complessivo di circa 2 milioni di EUR; reputa inaccettabile il fatto che, alla luce delle gravi irregolarità emerse dalle indagini sul progetto "Stork Nest", le autorità ceche abbiano ritirato il progetto dai finanziamenti dell'UE allo scopo di finanziarlo a titolo del bilancio nazionale, ponendo l'onere finanziario sui contribuenti cechi; ritiene che ciò sia la riprova del fatto che le autorità ceche non sono state in grado di convincere la Commissione della legalità e della regolarità di tali pagamenti; si rammarica del fatto che ciò significa che l'OLAF non ha più il diritto di condurre indagini al riguardo e che solo la procura nazionale è in grado di sporgere denuncia; esprime seria preoccupazione per il fatto che la procura ceca abbia temporaneamente archiviato il procedimento per poi riaprirlo in un secondo momento; invita le autorità ceche a informare quanto prima le istituzioni dell'UE in merito ai risultati dell'inchiesta "Stork Nest";

24. manifesta profonda preoccupazione per le pressioni politiche esercitate nei confronti dei media indipendenti e delle istituzioni indipendenti in Repubblica ceca, recentemente messe in luce dalle dimissioni del procuratore generale, il quale ha addotto come motivo le pressioni ricevute dalla ministra della Giustizia;

25. chiede alla Commissione di indagare sulle vulnerabilità del sistema giudiziario ceco e di intraprendere le azioni necessarie; invita la Commissione a esaminare e valutare attentamente se siano stati ritirati o archiviati prematuramente altri casi relativi a membri del governo ceco, potenzialmente a seguito di pressioni; chiede alla Commissione di tenerlo informato senza indebito ritardo sulle conclusioni e i risultati emersi;

26. esprime preoccupazione per le segnalazioni secondo cui il governo ceco avrebbe già trasferito oltre 150 milioni di CZK dal bilancio nazionale ceco ad Agrofert durante il periodo sottoposto a audit[8]; chiede alla Commissione di condurre un'indagine esaustiva su tali casi di finanziamento a titolo del bilancio nazionale e di informarlo sulle relative conclusioni e sulle misure adottate, trattandosi di casi che potrebbero costituire aiuti di Stato illeciti e compromettere la concorrenza leale nel mercato unico dell'UE, come pure la sua integrità;

27. condanna la pratica di ritirare i progetti destinati al finanziamento dell'UE per finanziarli a titolo del bilancio nazionale a seguito dell'individuazione di irregolarità da parte della Commissione o della Corte dei conti europea; chiede alla Commissione di monitorare attentamente tali casi e di procedere a una scrupolosa analisi giuridica, prestando particolare attenzione alle possibili violazioni delle norme in materia di aiuti di Stato;

28. deplora le dichiarazioni pubbliche rese dal primo ministro Babiš in risposta alla pubblicazione della relazione finale di audit delle DG REGIO ed EMPL[9]; reputa inaccettabile che i revisori contabili della Commissione vengano definiti "mafiosi" da un membro del Consiglio europeo;

29. condanna le affermazioni diffamatorie del primo ministro Babiš nei confronti delle organizzazioni giornalistiche che riferiscono del suo conflitto di interessi e delle operazioni della sua attività imprenditoriale; segnala, a tale riguardo, i commenti negativi espressi contro Deník Referendum presso il parlamento ceco nel novembre 2020;

30. manifesta profonda preoccupazione per lo scarso livello di conformità alle raccomandazioni del GRECO contenute nella relazione sul quarto ciclo di valutazioni, dal momento che è stata attuata in maniera soddisfacente solo una raccomandazione su 14, sette sono state attuate parzialmente, mentre le restanti sei non lo sono state affatto;

31. esorta tutti gli Stati membri a evitare che nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) si verifichino casi di pagamenti di centinaia di milioni di euro versati sotto forma di sovvenzioni a singole persone fisiche, nonché ad allinearsi alla posizione del Parlamento che consiste nel garantire la piena trasparenza e la possibilità di aggregare i pagamenti e le procedure di monitoraggio e audit digitali oltre i confini degli Stati membri all'interno dei programmi in regime di gestione concorrente;

32. invita il Consiglio a prestare debita attenzione, nell'ambito dei negoziati in corso sul regolamento relativo alla PAC, all'incidenza di bilancio e a una ripartizione più giusta e trasparente dei pagamenti diretti, in modo da allinearsi alla posizione del Parlamento per quanto riguarda la definizione di massimali specifici per le persone fisiche per entrambi i pilastri della PAC, nonché in materia di degressività, massimali obbligatori e pagamenti ridistribuivi, al fine di garantire una percezione complessivamente positiva della PAC da parte dei cittadini dell'UE; sottolinea che i negoziati in sede di Consiglio non devono essere influenzati dai conflitti di interessi e che nessuno ministro, membro o rappresentante di un governo nazionale deve partecipare ai negoziati qualora sia interessato da un conflitto di interessi; ritiene inaccettabile che il primo ministro Babiš, titolare effettivo del gruppo Agrofert, abbia preso parte ai negoziati sulla PAC opponendosi all'introduzione di massimali per le sovvenzioni; evidenzia con decisione che i massimali per le persone fisiche per il primo e il secondo pilastro della PAC devono essere applicabili in maniera uniforme anche ai membri dei governi nazionali, in modo da evitare che questi ultimi partecipino ai negoziati in sede di Consiglio difendendo i propri interessi;

33. disapprova fermamente le strutture oligarchiche che attingono ai fondi agricoli e di coesione dell'UE, nell'ambito delle quali una piccola minoranza di beneficiari riceve la stragrande maggioranza dei fondi dell'UE, e invita la Commissione, il Consiglio e il Consiglio europeo a evitare la promozione di tali strutture, che riducono la competitività dei piccoli e medi agricoltori e delle aziende agricole a conduzione familiare, che dovrebbero essere i principali beneficiari della PAC;

34. evidenzia la propria profonda preoccupazione per il fatto che il primo ministro Babiš, pur trovandosi in una situazione di conflitto di interessi, partecipi al processo decisionale sull'allineamento della PAC agli obiettivi europei di politica climatica, dal momento che gli interessi aziendali del gruppo Agrofert potrebbero prevalere sull'interesse pubblico per quanto riguarda il sostegno a un'agricoltura più sostenibile e la limitazione degli impatti negativi dei cambiamenti climatici;

35. ritiene che la mancanza di azione da parte del governo ceco nell'affrontare il conflitto di interessi del primo ministro Babiš abbia un impatto negativo sul funzionamento delle autorità statali ceche, incluse le autorità preposte all'applicazione della legge e i sistemi di gestione e controllo, nonché sulla conformità alla legislazione dell'UE;

36. invita la Commissione a valutare la situazione di cui trattasi, oltre che l'influenza del primo ministro Babiš sui media cechi e sul sistema giudiziario, al fine di individuare eventuali violazioni dello Stato di diritto e, se confermate e sulla base dei risultati ottenuti, attivare a tempo debito il meccanismo di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione;

37. continua a essere preoccupato per la crescente concentrazione della proprietà dei media nelle mani di pochi oligarchi[10];

38. osserva che sono in corso indagini e audit a livello nazionale ed europeo su potenziali conflitti di interessi e sull'uso dei fondi dell'UE; è preoccupato per i timori espressi nella relazione sullo Stato di diritto 2020 della Commissione, secondo cui i casi di corruzione ad alto livello non sarebbero sufficientemente perseguiti e sarebbero state individuate alcune lacune nei quadri di integrità applicabili ai membri del parlamento;

39. invita il Consiglio e il Consiglio europeo ad adottare tutte le misure necessarie e appropriate per prevenire i conflitti di interessi, in linea con l'articolo 61, paragrafo 1, del regolamento finanziario; è preoccupato per il fatto che il primo ministro ceco abbia partecipato e continui a partecipare attivamente ai negoziati relativi al bilancio dell'UE e ai programmi dell'Unione pur essendo coinvolto in un conflitto di interessi; chiede al Consiglio e al Consiglio europeo di riferire al Parlamento come intendono tenere conto della partecipazione del primo ministro Babiš al processo decisionale relativo alla PAC e al bilancio dell'UE, e in che modo intendono intervenire, alla luce delle conclusioni delle relazioni di audit della Commissione;

40. ritiene che il caso del conflitto di interessi del primo ministro Babiš sia inoltre una conferma della necessità urgente di istituire un sistema digitale interoperabile di segnalazione e monitoraggio per le finanze dell'UE; deplora fortemente il fatto che i colegislatori non abbiano raggiunto un accordo soddisfacente riguardo alle disposizioni che stabiliscono l'interoperabilità dei sistemi informatici, il che consentirebbe di ottenere segnalazioni standardizzate e uniformi e promuoverebbe la cooperazione; chiede che tutti gli attori pertinenti si impegnino a favore di soluzioni altrettanto efficaci ai fini di una migliore rendicontabilità;

41. invita la Commissione a garantire che le disposizioni del regolamento finanziario sui conflitti di interessi, ivi compreso nel caso del conflitto di interessi del primo ministro Babiš, siano pienamente applicate nell'attuazione del QFP 2021-2027 e di Next Generation EU, in modo che non siano effettuati pagamenti a società detenute direttamente o indirettamente dal primo ministro Babiš[11]; chiede un maggiore controllo di qualsiasi eventuale conflitto di interessi nonché di altri elementi relativi allo Stato di diritto nei piani nazionali per la ripresa;

42. sottolinea con vigore che i deputati al Parlamento europeo devono essere in grado di esercitare la loro attività senza essere soggetti a minacce e che i governi nazionali sono responsabili di garantire la loro protezione nei rispettivi paesi di origine;

43. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio nonché al governo e ad entrambe le camere del parlamento della Repubblica ceca.

 

 

[1] GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.

[2] GU C 121 del 9.4.2021, pag. 1.

[3] GU C 388 del 13.11.2020, pag. 157.

[4] Testi approvati, P9_TA(2020)0164.

[5] GU L 433I del 22.12.2020, pag. 1.

[6] La relazione finale di audit ha rilevato gravi carenze nel modo in cui è concepito il sistema di controllo volto a evitare conflitti di interesse, come dimostrano le sette violazioni dell'articolo 4 quater della legge ceca sui conflitti di interesse e l'elevato tasso di errore (pari al 96,7 %) rilevato nel campione sottoposto ad audit.

[7] Relazione sulla missione d'informazione della commissione per il controllo dei bilanci (CONT) in Repubblica ceca, dal 26 al 28 febbraio 2020.

[8] iROZHLAS, Penam, Lovochemie, Cerea. Česko vyplatilo Agrofertu podle Bruselu na dotacích neoprávněně 155 milionů, 27 aprile 2021.

[9] Euractiv, Czech PM slams EU Commission auditors as "mafia", 26 aprile 2021.

[10] Reporter senza frontiere, Repubblica ceca, https://rsf.org/en/czech-republic [accesso effettuato in data 2.6.2021].

[11] L'elenco delle società e dei progetti approvati dal governo ceco per i quali presentare domanda di finanziamento a titolo del Fondo per una transizione giusta prevede oltre 6 miliardi di CZK per Lovochemie, società parte del gruppo Agrofert e precedentemente gestita dall'attuale ministro ceco per l'Ambiente Richard Brabec.

Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2021Note legali - Informativa sulla privacy