<Date>{20/07/2021}20.7.2021</Date>
<NoDocSe>B9‑0417/2021</NoDocSe>
PDF 126kWORD 43k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 143 del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>per scongiurare un utilizzo improprio del certificato COVID digitale dell'UE da parte di alcuni Stati membri, per restringere l'accesso dei cittadini a determinati servizi e deprimere la ripresa economica</Titre>


<Depute>Simona Baldassarre, Mara Bizzotto, Paolo Borchia, Marco Campomenosi, Susanna Ceccardi, Rosanna Conte, Francesca Donato, Danilo Oscar Lancini, Elena Lizzi, Antonio Maria Rinaldi, Annalisa Tardino, Stefania Zambelli, Marco Zanni</Depute>


B9‑0417/2021

Proposta di risoluzione del Parlamento europeo per scongiurare un utilizzo improprio del certificato COVID digitale dell'UE da parte di alcuni Stati membri, per restringere l'accesso dei cittadini a determinati servizi e deprimere la ripresa economica

Il Parlamento europeo,

 visto il regolamento (UE) 2021/953,

 visto l'articolo 143 del suo regolamento,

A. considerando che il regolamento UE sul certificato COVID digitale dell'UE si basa sull'articolo 21 TFUE[1] e si prefigge esclusivamente l'obiettivo di agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19 nello spazio Schengen;

B. considerando che il principio di non discriminazione è un valore fondamentale sancito nel TFUE e che la libertà di circolazione è essenziale;

C. considerando che diversi Stati hanno introdotto una differenziazione dell'accesso allo spazio pubblico tramite l'obbligo di esibizione di un pass sanitario;

D. considerando che sono numerose le categorie di persone che per motivi diversi non si vaccinano;

1. sottolinea che il certificato UE non può essere utilizzato per fini diversi da quelli stabiliti dal regolamento (UE) 2021/953, e che gli Stati, qualora volessero farlo, dovrebbero dotarsi di un'apposita base giuridica nazionale;

2. esorta gli Stati membri a scongiurare un utilizzo distorto del certificato UE tale da limitare le libertà fondamentali;

3. esorta la Commissione a vigilare affinché gli Stati non richiedano il certificato UE per l'accesso a servizi essenziali; 

4. invita gli Stati a farsi carico dei costi sostenuti dai cittadini per eseguire i tamponi.

[1] Regolamento UE su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19.

Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2021Note legali - Informativa sulla privacy