Procedura : 2021/2878(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0466/2021

Testi presentati :

B9-0466/2021

Discussioni :

PV 14/09/2021 - 9
CRE 14/09/2021 - 9

Votazioni :

PV 16/09/2021 - 15

Testi approvati :


<Date>{14/09/2021}14.9.2021</Date>
<NoDocSe>B9-0466/2021</NoDocSe>
PDF 137kWORD 45k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla situazione in Libano</Titre>

<DocRef>(2021/2878(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Thierry Mariani, Jérôme Rivière, Anna Bonfrisco, Susanna Ceccardi, Marco Campomenosi</Depute>

<Commission>{ID}a nome del gruppo ID</Commission>

</RepeatBlock-By>


B9-0466/2021

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Libano

(2021/2878(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Libano e nel Medio Oriente,

 viste le sue precedenti risoluzioni sul partenariato euromediterraneo,

 visto l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra[1],

 visto l'accordo del Cairo tra il Libano e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina del 1969,

 viste le osservazioni del presidente del Consiglio europeo Charles Michel del 4 agosto 2021 in occasione della conferenza internazionale a sostegno del popolo libanese,

 vista la dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 14 settembre 2021 sulla situazione in Libano,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'esplosione che ha avuto luogo nel porto di Beirut il 4 agosto 2020 ha avuto conseguenze drammatiche sul morale del paese; che dopo l'esplosione nel porto di Beirut, i primi ministri designati Mustapha Adib, Hassan Diab e Saad Hariri non sono mai riusciti a formare un governo; che alcuni mesi dopo, il 10 settembre 2021, il primo ministro designato Najib Mikati ha annunciato la formazione di un nuovo governo;

B. considerando che la svalutazione della sterlina libanese ha provocato una crisi economica e monetaria devastante, che a sua volta ha gravemente compromesso le condizioni sociali in Libano;

C. considerando che la guerra in Siria dura da circa 10 anni, causando un'emigrazione di massa e determinando la presenza di quasi 1,5 milioni di rifugiati siriani sul territorio libanese, 879 000 dei quali sono registrati presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), in un paese che conta meno di 7 milioni di abitanti;

D. considerando che l'Unione europea da sola ha distribuito al Libano oltre 2,3 miliardi di EUR dal 2011, compresi 722 milioni di EUR in finanziamenti umanitari per rispondere a necessità urgenti, di cui hanno beneficiato, per la maggior parte, i rifugiati siriani in Libano;

E. considerando che vi sono ancora più di 170 000 rifugiati palestinesi in Libano, senza contare quelli arrivati recentemente dalla Siria; che l'accordo del Cairo ha contribuito a scatenare la guerra civile libanese;

F. considerando che la proposta, sostenuta da Ban Ki-moon nel 2016, di naturalizzare i rifugiati che non hanno alcuna prospettiva di essere rimpatriati a breve termine è molto preoccupante;

G. considerando che gli attacchi che hanno colpito la città di al-Qaa il 27 giugno 2016, durante i quali quattro attentatori suicidi hanno ucciso cinque persone, avrebbero potuto causare molte altre vittime senza l'azione eroica del sindaco della città, che ha neutralizzato gli aggressori più pericolosi; che gli attentati perpetrati da due attentatori suicidi il12 novembre 2015 a Burj al-Barajneh hanno causato la morte di oltre 40 persone;

H. considerando che le ripetute ingerenze straniere in Libano da parte di numerose potenze regionali e internazionali compromettono tutti i tentativi di raggiungere un equilibrio politico nel paese;

I. considerando che l'8 agosto 2020 il ministro turco degli Affari esteri ha offerto la cittadinanza turca a numerosi cittadini libanesi;

J. considerando che la comunità cristiana in Libano è rappresentata da vari partiti politici, alcuni critici verso il governo e altri suoi alleati; che i diritti politici della comunità cristiana non dovrebbero essere indeboliti;

K. considerando che circolano diverse voci in merito a piani di rinvio delle elezioni legislative e comunali in Libano;

L. considerando che l'Unione europea ha annunciato che si sforzerà di generare investimenti per un valore di 1,5 miliardi di EUR in Libano in tre anni a partire dal 6 aprile 2018;

M. considerando che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha annunciato un regime di sanzioni da parte dell'Unione europea nei confronti del Libano; che le sanzioni recentemente imposte agli Stati del Medio Oriente hanno spesso avuto conseguenze sociali e umanitarie per le popolazioni degli Stati cui erano destinate senza fare alcuna differenza sul piano politico;

1. esprime la propria solidarietà al popolo libanese, in particolare alle vittime dell'esplosione del 4 agosto 2020 e alle vittime dei numerosi episodi di violenza verificatisi nell'estate del 2021 a causa della carenza di carburante;

2. sottolinea che, nonostante la grande resilienza del paese, che è stata costantemente dimostrata durante e dopo la guerra civile in Libano, l'esodo del popolo libanese, e in particolare della sua classe media, porterà a una fuga di cervelli e comprometterà il futuro del paese;

3. sottolinea gli effetti destabilizzanti che la guerra in Siria ha avuto in tutto il Medio Oriente, in particolare a causa della migrazione di siriani verso i paesi vicini; ritiene, a tale proposito, che l'obbligo imposto al Libano dalla comunità internazionale di continuare a ospitare più di un milione di rifugiati siriani sul suo territorio abbia accelerato la crisi economica, il deterioramento delle infrastrutture e le tensioni demografiche nel paese;

4. ritiene che gli aiuti internazionali concessi ai rifugiati siriani debbano essere rivalutati alla luce degli sviluppi economici in Libano e dell'impoverimento delle famiglie libanesi; sottolinea che, sebbene tali aiuti siano distribuiti in dollari, la valuta libanese si sta costantemente deprezzando; osserva che tale situazione alimenta l'inflazione e porta a una situazione in cui le famiglie siriane ricevono più sussidi rispetto alle famiglie libanesi;

5. deplora che, dopo i numerosi errori commessi nell'accoglienza dei profughi palestinesi in Libano, in particolare nel quadro dell'accordo del Cairo, e la creazione delle cosiddette zone extraterritoriali in Libano, la comunità internazionale stia cercando di violare la sovranità libanese, esercitando pressioni sul Libano affinché conceda la cittadinanza libanese a tali rifugiati o incoraggiando la creazione di nuove zone extraterritoriali;

6. ricorda che i rifugiati siriani hanno già commesso attacchi islamisti in Libano, anche nel quadro di cellule provenienti dal campo profughi della città di Arsal, responsabili dell'uccisione di diverse persone nella città cristiana di al-Qaa, o di altre cellule che hanno orchestrato i terribili attacchi di Burj al-Barajneh;

7. esprime preoccupazione per il fatto che il deterioramento della situazione economica e i disordini causati dalla presenza di numerosi rifugiati siriani sono due fattori che creano un ambiente propizio a ogni sorta di ingerenza internazionale in Libano; richiama in particolare l'attenzione sulla crescente influenza turca nel nord del paese, che potrebbe avere gravi conseguenze per il Mediterraneo orientale, in particolare Cipro;

8. ritiene che in tali condizioni sia importante formare un nuovo governo al servizio del popolo libanese e offrire chiarezza alla comunità internazionale in merito al futuro del paese; precisa che il nuovo governo dovrebbe riflettere la volontà del popolo libanese e non dovrebbe essere il risultato di ingerenze internazionali che ne comprometterebbero automaticamente la credibilità; si compiace della formazione di un governo atteso da tempo;

9. ritiene che il mantenimento del ruolo, della rappresentanza e dell'influenza delle comunità cristiane non debba essere sacrificato in Libano, in particolare per quanto riguarda le posizioni politiche; si compiace, a tale proposito, del ruolo di primo piano svolto dal patriarca maronita nel dialogo democratico nel paese;

10. teme che qualsiasi rinvio delle elezioni comunali e legislative in Libano comprometterebbe la credibilità internazionale del paese; sottolinea che, sebbene l'organizzazione delle elezioni sia di fatto una prerogativa sovrana del paese, il loro rinvio costituirebbe una catastrofe per l'immagine del Libano;

11. ritiene che spetti alla Commissione fornire risposte trasparenti in merito alla distribuzione e alla gestione dei fondi dei contribuenti dell'UE che sono stati versati al Libano e ricorda che la lotta contro la corruzione nel paese è al centro delle numerose manifestazioni che hanno avuto luogo in Libano dall'ottobre 2019;

12. ricorda che il Libano ha storicamente beneficiato di relazioni privilegiate con gli Stati membri dell'Unione europea; avverte che la destabilizzazione del paese rappresenta un pericolo per l'UE, in particolare negli ambiti della sicurezza e della migrazione;

13. ritiene che qualsiasi regime di sanzioni nei confronti del Libano richiederebbe la massima prudenza date le conseguenze economiche, sociali e politiche che le sanzioni potrebbero causare nel paese;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo eletto della Repubblica libanese.

[1] GU L 143 del 30.5.2006, pag. 2.

Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2021Note legali - Informativa sulla privacy