Proposta di risoluzione - B9-0588/2021/REV1Proposta di risoluzione
B9-0588/2021/REV1

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto in Slovenia, in particolare i ritardi nella nomina dei procuratori europei

15.12.2021 - (2021/2978(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento

Cyrus Engerer, Simona Bonafè, Birgit Sippel, Katarina Barley, Elena Yoncheva, Juan Fernando López Aguilar
a nome del gruppo S&D
Sophia in ’t Veld, Anna Júlia Donáth, Fabienne Keller, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Moritz Körner
a nome del gruppo Renew
Tineke Strik
a nome del gruppo Verts/ALE
Konstantinos Arvanitis
a nome del gruppo The Left


Procedura : 2021/2978(RSP)
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B9-0588/2021
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B9-0588/2021
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B9-0588/2021

Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto in Slovenia, in particolare i ritardi nella nomina dei procuratori europei

(2021/2978(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 2,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 86,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la "Carta"),

 vista la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE),

 viste la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e la relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH),

 viste le relazioni della Commissione sullo Stato di diritto 2020, del 30 settembre 2020 (COM(2020)0580), e 2021, del 20 luglio 2021, (COM(2021)0700),

 vista la sua risoluzione del 24 giugno 2021 sulla relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2020[1],

 visto il regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO")[2],

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione ("regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto")[3],

 vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2020 sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali[4],

 visto il resoconto di missione del 17 novembre 2021 redatto dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni a seguito della visita effettuata da una delegazione ad hoc in Slovenia dal 13 al 15 ottobre 2021 per valutare il rispetto dei valori dell'UE e dello Stato di diritto,

 visto il lavoro svolto dal gruppo di monitoraggio della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

 visto il dibattito tenutosi in seno al Parlamento europeo in occasione della seduta plenaria del 25 novembre 2020 sull'interferenza ungherese nei media in Slovenia e Macedonia del Nord,

 viste le lettere inviate dalla Commissione al ministro della Giustizia in data 15 febbraio, 29 aprile e 23 giugno 2021, nelle quali si esprimeva preoccupazione per la finalizzazione della procedura nazionale in corso per la nomina dei due procuratori europei delegati e si manifestava il timore che la procedura nazionale non fosse stata seguita correttamente,

 vista la lettera inviata dal ministro degli Affari esteri della Repubblica di Slovenia al commissario per la Giustizia, in data 4 maggio 2020, in risposta alla preparazione della prima relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto,

 vista la lettera inviata dal primo ministro della Repubblica di Slovenia alla Presidente della Commissione, in data 23 febbraio 2021, in preparazione della presidenza slovena del Consiglio dell'UE,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, a norma dell'articolo 2 TUE, l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, valori comuni a tutti gli Stati membri che devono essere rispettati dall'Unione, come da ogni singolo Stato membro, in tutte le loro politiche;

B. considerando che lo Stato di diritto è uno dei valori comuni su cui si fonda l'Unione; che la Commissione, di concerto con il Parlamento e il Consiglio, è tenuta in virtù dei trattati a garantire il rispetto dello Stato di diritto quale valore fondamentale dell'Unione, come pure ad assicurare il rispetto e l'osservanza del diritto, dei valori e dei principi dell'UE;

C. considerando che un sistema giudiziario efficace, indipendente e imparziale è essenziale per garantire lo Stato di diritto e la tutela dei diritti fondamentali e delle libertà civili dei cittadini nell'Unione;

D. considerando che il regolamento che istituisce l'EPPO sulla base di una cooperazione rafforzata tra 22 Stati membri, inclusa la Slovenia, è stato adottato il 12 ottobre 2017 ed è entrato in vigore il 20 novembre 2017; che l'EPPO, in quanto procura indipendente e decentrata dell'Unione europea, ha la competenza di individuare, perseguire e rinviare a giudizio gli autori di reati a danno del bilancio dell'UE, come la frode, la corruzione o le gravi frodi transfrontaliere in materia di IVA;

E. considerando che l'EPPO è organizzata a livello sia centrale che nazionale; che il livello decentrato è costituito dai procuratori europei delegati nei paesi dell'UE partecipanti, i quali si occupano dei casi e svolgono le indagini e l'azione penale nei loro Stati membri di origine; che i procuratori europei delegati sono una parte integrante dell'EPPO e, in quanto tali, sono funzionalmente e giuridicamente indipendenti nell'indagare e perseguire i reati di competenza dell'EPPO;

F. considerando che l'EPPO ha assunto i compiti di indagine e azione penale conferitile in virtù del regolamento (UE) 2017/1939 il 1° giugno 2021; che entro tale data avrebbero dovuto essere stati nominati almeno due procuratori europei delegati per ciascuno Stato membro; che la Slovenia, ultimo paese partecipante e con un ritardo significativo, ha nominato due procuratori delegati il 22 novembre 2021; che, secondo il governo sloveno, tali nomine erano solo temporanee, in attesa della conclusione della procedura di selezione nazionale; che il 24 novembre 2021 il collegio dell'EPPO ha nominato due procuratori europei delegati provenienti dalla Slovenia per un periodo di cinque anni; che uno Stato membro non può rimuovere dall'incarico un procuratore europeo delegato o adottare provvedimenti disciplinari nei suoi confronti per motivi connessi alle responsabilità che gli derivano dal regolamento EPPO senza il consenso del procuratore capo europeo;

G. considerando che in seguito alla nomina dei due procuratori delegati dell'EPPO, il ministro della Giustizia ha annunciato un emendamento legislativo, redatto dall'ufficio del primo ministro e approvato con una procedura accelerata senza le consuete consultazioni degli esperti, che conferisce al ministro della Giustizia il potere discrezionale di proporre candidati nell'eventualità in cui un numero insufficienti di candidati risponda all'invito pubblico, trasferendo così il potere dal Consiglio delle procure dello Stato al governo;

H. considerando che tale emendamento legislativo prevede inoltre disposizioni transitorie che consentirebbero di sostituire i procuratori delegati dell'EPPO entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge;

I. considerando che i procuratori pubblici sono una parte integrante del sistema giudiziario e svolgono un ruolo di primo piano in termini di salvaguardia dello Stato di diritto; che è essenziale che i procuratori pubblici siano indipendenti e in grado di assolvere le loro funzioni e responsabilità senza interferenze o pressioni ingiustificate; che in Slovenia, al momento, sono occupati solo 206 dei 258 posti per procuratori disponibili; che almeno 15 procuratori di Stato eletti sono in attesa di essere nominati dal governo; che, nel capitolo della relazione sullo Stato di diritto 2021 dedicato alla Slovenia, la Commissione ha affermato che le nomine dei procuratori di Stato avevano subito ritardi ingiustificati;

J. considerando che la libertà dei media è uno dei pilastri e delle garanzie di una democrazia funzionante e dello Stato di diritto; che la libertà, il pluralismo e l'indipendenza dei media nonché la sicurezza dei giornalisti sono elementi fondamentali del diritto alla libertà di espressione e di informazione e sono essenziali per il funzionamento democratico dell'UE e dei suoi Stati membri;

K. considerando che la Slovenia ha perso quattro posizioni nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo di Report senza frontiere, passando dalla 32a posizione dello scorso anno[5] al 36° posto (18° nell'UE) nel 2021; che, secondo la relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2021, ciò significa che il paese sta registrando un deterioramento in termini di libertà dei media e protezione dei giornalisti; che, nel suo memorandum del 4 giugno 2021, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha osservato che la Slovenia presenta un panorama mediatico e una società civile dinamici e che i diritti civili e politici, incluso il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica, sono generalmente protetti nel diritto e nella pratica; che la commissaria per i diritti umani ha inoltre preso atto del deterioramento delle condizioni alla base della libertà dei media in Slovenia nell'ultimo anno e del fatto che, negli ultimi 13 mesi, sono state pubblicate 13 segnalazioni concernenti la Slovenia sulla piattaforma del Consiglio d'Europa; che ciò rappresenta un notevole aumento rispetto agli anni scorsi[6];

L. considerando che l'Agenzia di stampa slovena (STA), organo d'informazione nazionale e pubblico, ricopre un ruolo importante nel garantire la libertà e il pluralismo dei media nel paese; che l'indipendenza dell'agenzia – la quale deve essere libera da ingerenze politiche e finanziata in modo stabile – è fondamentale per il servizio pubblico da essa offerto; che l'articolo 3 della legge sulla STA stabilisce chiaramente il dovere dello Stato di garantire l'autonomia istituzionale, l'indipendenza redazionale e l'adeguato finanziamento della STA ai fini dell'esercizio della sua funzione di servizio pubblico;

M. considerando che, secondo la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, la pertinente legislazione slovena non affronta la questione dei conflitti di interessi tra i proprietari di organi di comunicazione e i partiti politici; che la mancanza di trasparenza e di specifici obblighi per gli organi statali di rendere conto degli importi spesi dallo Stato o dalle imprese statali per le inserzioni pubblicitarie nei media solleva la questione della potenziale strumentalizzazione politica della pubblicità statale; che è in corso una revisione della legislazione sui media e i servizi audiovisivi; che, secondo la relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2021, l'approvazione dei progetti di modifica della legge sui mass media, pubblicati dal governo nel luglio 2020, migliorerebbe la trasparenza in materia di proprietà dei media;

N. considerando che, nonostante l'obbligo giuridico di versare una sovvenzione statale, nel 2021 il governo sloveno ha trattenuto per 312 giorni i finanziamenti destinati alla STA per la fornitura del servizio pubblico; che la STA ha adito la giustizia per chiedere l'esecuzione del pagamento relativo alla fornitura del servizio pubblico; che l'8 novembre 2021 la STA e l'Ufficio comunicazioni del governo (UKOM) hanno sottoscritto un contratto di servizio pubblico per la prestazione di servizi pubblici per i mesi di novembre e dicembre 2021; che il 17 novembre 2021 l'UKOM ha versato 676 000 EUR per il servizio pubblico fornito dalla STA nel periodo gennaio-aprile; che sono inoltre stati pagati 140 000 EUR per il servizio pubblico della STA per il mese di agosto; che resta ancora da effettuare il pagamento di almeno 507 000 EUR per coprire le richieste di finanziamento per la prestazione di servizi pubblici;

O. considerando che l'Associazione dei giornalisti sloveni, in collaborazione con la STA, ha raccolto 385 132 EUR nell'ambito di due campagne di crowdfunding, dal titolo "#zaobSTAnek[7]", organizzate nel 2021 per evitare la bancarotta, dal momento che la sopravvivenza di questa agenzia professionale e autonoma e circa 100 posti di lavoro erano a serio rischio;

P. considerando che il contratto di servizio pubblico per il 2022 è attualmente oggetto di negoziati tra la STA e l'UKOM; che il 12 novembre 2021, in una dichiarazione congiunta[8] firmata dal Centro europeo per la libertà di stampa e dei media (ECPMF), dalla Federazione europea dei giornalisti (EFJ), da Free Press Unlimited (FPU), dall'International Press Institute (IPI) e da OBC Transeuropa (OBCT), il meccanismo Media Freedom Rapid Response ha lanciato un monito circa la sostenibilità finanziaria a lungo termine della STA e ha espresso preoccupazione per il fatto che la nuova supervisione dell'UKOM sulle attività finanziarie della STA possa violare l'indipendenza redazionale di quest'ultima, aggiungendo che le condizioni commerciali pattuite indeboliscono la sostenibilità del modello commerciale della STA nel quadro del contratto attuale, dal momento che è cruciale garantire finanziamenti adeguati ed equi nonché l'autonomia redazionale, come previsto dalla legge;

Q considerando che le vessazioni online, le minacce e le azioni legali nei confronti dei giornalisti, e in particolare delle giornaliste, ad opera di personaggi di spicco della scena politica e pubblica, tra cui membri del governo, continuano ad aumentare in Slovenia; che sono stati segnalati casi di interferenza politica nei media in Slovenia; che l'accesso dei giornalisti a informazioni e documenti pubblici continua a essere ostacolato;

R. considerando che non esiste un insieme chiaro e trasparente di principi che regolino la distribuzione della pubblicità agli organi di comunicazione da parte delle autorità nazionali, regionali e locali; che la situazione dei media locali presenta particolari carenze in termini di trasparenza; che la situazione economica dei media in Slovenia è peggiorata durante la pandemia di COVID-19 e non sono state adottate misure specifiche per attenuare il suo impatto sugli organi di comunicazione;

S. considerando che la relazione dell'Osservatorio del pluralismo dei media 2021 dell'Istituto universitario europeo e diverse parti interessate hanno manifestato preoccupazione circa la situazione finanziaria dell'emittente nazionale RTV Slovenia e le pressioni politiche alle quali è esposta; che l'EFJ e Media Freedom Rapid Response hanno espresso preoccupazione per le modifiche proposte alla programmazione delle notizie sul canale televisivo pubblico sloveno RTV Slovenia, il che potrebbe ridurre la capacità dell'emittente di informare il pubblico ed esercitare il controllo su coloro che occupano posizioni di potere[9];

T. considerando che la Slovenia, come alcuni altri Stati membri, non ha ancora attuato integralmente la direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva (UE) 2018/1808) e il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (direttiva (UE) 2018/1972), in particolare con riguardo all'indipendenza dell'autorità nazionale di regolamentazione del mercato dei media e alle norme rafforzate per combattere l'istigazione alla violenza o all'odio, o per promuovere un panorama audiovisivo più sicuro, più equo e diversificato;

U. considerando che sono state segnalate continue preoccupazioni in merito alle pressioni sulle istituzioni pubbliche indipendenti e sui media, tra cui campagne diffamatorie, calunnie, indagini penali, nonché azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica promosse da personalità pubbliche e politici di spicco, compresi membri del governo; che la Slovenia non ha completamente depenalizzato la diffamazione, il che può avere un effetto deterrente sulla libertà di espressione e sulla segnalazione di abusi da parte di coloro che ricoprono cariche pubbliche, e può condurre all'autocensura;

V. considerando che le misure restrittive per combattere la diffusione della pandemia di COVID-19 sono state per lo più adottate in forma di ordinanze e decreti, e con minore frequenza mediante leggi e atti; che numerosi decreti e disposizioni giuridiche del governo sloveno relativi a misure restrittive sono stati dichiarati incostituzionali dalla Corte costituzionale, sia perché violano il principio di proporzionalità, sia perché privi di base giuridica;

W. considerando che, nel capitolo dedicato alla Slovenia della relazione sullo Stato di diritto del 2020 e del 2021, la Commissione ha rilevato che la messa a disposizione di risorse adeguate per il Consiglio giudiziario e il Consiglio delle procure dello Stato è una condizione importante per il funzionamento indipendente ed efficace di tali organismi di autogoverno;

X. considerando che un numero record di cause è stato portato dinanzi alla Corte costituzionale; che diverse sentenze della Corte costituzionale non sono state attuate entro i termini previsti;

Y. considerando che sono state segnalate presunte interferenze politiche nell'attività delle autorità inquirenti e giudiziarie, in particolare presso l'Ufficio investigativo nazionale (NBI); che a ottobre 2020 il tribunale amministrativo si è pronunciato per l'illegittimità del licenziamento dell'ex direttore dell'NBI e contro tale sentenza pende il giudizio di appello; che, secondo il capitolo relativo alla Slovenia contenuto nella relazione della Commissione sullo Stato di diritto del 2021, mancano risultati concreti nelle indagini dell'Ufficio sui casi di corruzione ad alto livello;

Z. considerando che il governo ha emanato una nuova legge modificata sull'organizzazione e l'attività della polizia, in vigore dal 13 novembre 2021, comprendente disposizioni transitorie che stabiliscono la cessazione immediata delle funzioni per gli ufficiali di polizia di alto livello, mettendo in tal modo fine all'impiego di circa 130 capi di polizia, tra cui i direttori della polizia in uniforme e giudiziaria, i direttori di tutte le otto amministrazioni di polizia e 110 comandanti di stazioni di polizia; che le modifiche della legge sulla polizia modificano le procedure che disciplinano l'avvio temporale dell'azione penale da parte del pubblico ministero, il che potrebbe incidere sull'indipendenza degli uffici delle procure; che tre direttori dell'NBI sono stati licenziati nel 2021 e vi sono stati molteplici cambiamenti significativi nei più alti gradi della polizia, tra cui il licenziamento illegittimo del direttore dell'unità di polizia nazionale; che il ministro dell'Interno e il direttore generale della polizia non hanno finora dato attuazione alla sentenza n. 82/2020-33 relativa a tale licenziamento illegittimo[10];

AA. considerando che, secondo il capitolo relativo alla Slovenia nella relazione della Commissione sullo Stato di diritto del 2021, lo spazio dedicato alla società civile si è ridotto; che sono state segnalate campagne diffamatorie contro le organizzazioni non governative (ONG), in particolare attraverso l'utilizzo dei social media; che le organizzazioni della società civile che si occupano di migranti, alfabetizzazione mediatica o tratta di esseri umani sono state particolarmente colpite da tali campagne; che, secondo i dati ottenuti dalla rete nazionale di coordinamento delle ONG slovene CNVOS, solo le ONG cui è stato concesso lo status di operatori di interesse pubblico riescono a ottenere fondi pubblici; che vi è stato un aumento dei finanziamenti a favore delle ONG da 372 milioni di EUR nel 2019 a 416 milioni di EUR nel 2020, e il governo ha attuato diverse modifiche legislative per sostenere le ONG durante la pandemia[11];

AB. considerando che la Corte suprema slovena ha constatato che il comportamento della polizia slovena nel caso di un richiedente asilo vittima di una catena di respingimento è illegale e viola il divieto di espulsioni collettive, il divieto di tortura e il diritto del richiedente di accedere alle procedure di asilo[12];

AC. considerando che una delegazione del gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali (DRFMG) si è recata in visita in Slovenia dal 13 al 15 ottobre 2021 e ha concluso che, nel complesso, le istituzioni pubbliche funzionano bene, in particolare la Corte costituzionale, il Commissario per la protezione dei dati e il Procuratore supremo di Stato; che, nel contempo, ha espresso profonda preoccupazione per altre questioni affrontate nella presente risoluzione;

1. reputa fondamentale garantire il pieno rispetto dei valori comuni europei enunciati all'articolo 2 TUE;

2. esprime profonda preoccupazione per il livello del dibattito pubblico, il clima di ostilità, la sfiducia e la profonda polarizzazione in Slovenia, che ha eroso la fiducia negli enti pubblici e tra di essi; sottolinea che personalità pubbliche e politici di spicco, compresi i membri del governo, devono dare l'esempio e garantire un dibattito pubblico rispettoso e civile, libero da intimidazioni, attacchi, denigrazioni e vessazioni;

3. accoglie con favore, dopo un ritardo di sei mesi, la nomina avvenuta il 24 novembre 2021 dei due procuratori delegati della Slovenia al collegio dell'EPPO; ciò significa che la Procura europea è ora pienamente costituita e i procuratori delegati sono stati nominati da tutti gli Stati membri partecipanti; ritiene che una Procura europea pienamente funzionante sia fondamentale per tutelare l'integrità del bilancio dell'Unione e garantire il perseguimento dei reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE; esprime preoccupazione per le modifiche proposte dal ministero della Giustizia alla legislazione sui procuratori di Stato, che consentirebbero modifiche retroattive dei criteri di nomina dei procuratori e comporterebbero il rischio di destituire i due procuratori delegati dell'EPPO recentemente nominati dalla Slovenia[13]; invita il governo sloveno a garantire l'effettivo funzionamento strutturale della Procura europea in Slovenia, conformemente alle norme stabilite nel regolamento EPPO;

4. invita il governo a concludere quanto prima la procedura di nomina dei procuratori nazionali, attualmente in attesa di conferma; prende atto dell'aumento delle risorse per il Consiglio giudiziario e il Consiglio delle procure dello Stato e sottolinea l'importanza dell'autonomia finanziaria di tali organi di autogoverno e della loro adeguata dotazione di risorse;

5. prende atto della ripresa dei pagamenti statali a favore dell'agenzia di stampa slovena STA; sottolinea l'importanza della sostenibilità finanziaria a lungo termine dell'Agenzia per consentirle di svolgere la sua funzione in modo indipendente;

6. invita il governo a riprendere il finanziamento statale a favore della STA, al quale è legalmente tenuto, e a effettuare tali pagamenti regolarmente e in piena conformità del diritto nazionale; invita il governo a garantire l'indipendenza editoriale dell'Agenzia;

7. esprime preoccupazione per tutti gli attacchi, le campagne diffamatorie, le calunnie, le indagini penali o azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica promosse da personalità pubbliche e politici di spicco, compresi membri del governo, in particolare quando provengono da autorità e funzionari pubblici, e invita tutti gli attori a porre fine a tali azioni; invita il governo sloveno a garantire finanziamenti sufficienti per la televisione pubblica RTV Slovenia, a porre fine a qualsiasi interferenza politica e pressione sulla sua politica editoriale e a salvaguardare l'indipendenza di tale emittente; invita le autorità a migliorare la trasparenza sulla proprietà dei media, a stabilire norme chiare sugli importi spesi per la pubblicità da parte delle imprese statali o di proprietà statale, e a garantire che il pubblico e i giornalisti possano avere un accesso adeguato alle informazioni pubbliche;

8. prende atto degli emendamenti presentati dal governo a luglio 2020, che dovrebbero essere adottati entro la fine del 2021 e che, in caso di adozione, aumenterebbero la trasparenza sulla proprietà dei media; invita il governo, l'Assemblea nazionale e il Consiglio nazionale sloveni ad accelerare le loro deliberazioni in merito alla legge sui media di massa, attualmente in via di adozione; sottolinea, inoltre, la necessità di norme chiare sulla ripartizione della pubblicità pubblica al fine di garantire un accesso effettivo alle informazioni pubbliche per il pubblico e i giornalisti;

9. esprime preoccupazione per la perdurante pratica di governo per decreto, e pertanto senza controllo parlamentare, ed esprime particolare inquietudine in merito alla necessità e alla proporzionalità delle attuali misure straordinarie nel contesto della pandemia di COVID-19; osserva che molti decreti governativi difettano di una base giuridica chiara e spesso non sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale;

10. osserva che il quadro giuridico e istituzionale per la prevenzione e la lotta alla corruzione ha continuato a migliorare, il che si riflette in particolare nelle modifiche legislative che hanno migliorato l'indipendenza, l'organizzazione e il funzionamento della Commissione per la prevenzione della corruzione, sebbene le risorse umane di tale organismo restino limitate, e che ha rafforzato il quadro giuridico in materia di lobbying, protezione degli informatori e dichiarazione dei beni; osserva che la precedente strategia è stata ampiamente attuata, ma continua a esprimere preoccupazione per la mancanza di un'applicazione efficace delle norme anticorruzione e per il fatto che alcune azioni sono ancora in sospeso e non è stato adottato alcun nuovo piano, nonché per la capacità di svolgere indagini efficaci e per il basso numero di condanne per casi di corruzione, in particolare per quelli di alto livello;

11. invita il governo sloveno a garantire che le modifiche alla legge sulla polizia non comportino in alcun modo indebite ingerenze politiche o compromettano la capacità delle forze di polizia e/o il ruolo e l'indipendenza dell'ufficio del pubblico ministero; invita il governo sloveno a fornire finanziamenti sufficienti per consentire alle autorità di svolgere pienamente i loro compiti senza indebiti ostacoli;

12. raccomanda alle autorità di intensificare gli sforzi per affrontare le principali questioni relative ai diritti umani che interessano i richiedenti asilo e i migranti, i rom, le persone "cancellate" e le persone che vivono in condizioni di povertà[14];

13. accoglie con favore il nuovo accreditamento del mediatore per i diritti umani come istituzione nazionale in materia di diritti umani di categoria A, conformemente ai principi di Parigi, a seguito degli sforzi compiuti dal 2015 per ottenere tale status;

14. invita il governo a rispettare pienamente la Costituzione slovena e il diritto e gli obblighi dell'Unione e internazionali;

15. ritiene che tutti gli Stati membri debbano rispettare pienamente il diritto dell'Unione nelle loro prassi legislative e amministrative, nonché rispettare pienamente lo Stato di diritto e il principio della separazione dei poteri;

16. invita la Slovenia a recepire senza ritardo nel diritto nazionale la direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva (UE) 2018/1808) e il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (direttiva (UE) 2018/1972); invita inoltre la Slovenia a recepire nel diritto nazionale la direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (direttiva sulla protezione degli informatori dell'UE);

17. invita il governo sloveno a dare piena e rapida attuazione alle sentenze della Corte costituzionale; invita il governo sloveno a garantire finanziamenti sufficienti per il Consiglio giudiziario e il Consiglio delle procure di Stato, la Corte costituzionale e la Corte suprema, e a rispettarne l'autonomia finanziaria affinché tali organi di autogoverno e istituzioni indipendenti possano funzionare in modo indipendente ed efficace;

18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, al Presidente, al governo e al parlamento della Slovenia nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2021
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