PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla necessità di un piano d'azione urgente dell'UE per garantire la sicurezza alimentare all'interno e all'esterno dell'Unione europea alla luce dell'invasione russa dell'Ucraina
16.3.2022 - (2022/2593(RSP))
a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento
Ulrike Müller, Søren Gade, Nils Torvalds
a nome del gruppo Renew
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0160/2022
B9‑0163/2022
Risoluzione del Parlamento europeo sulla necessità di un piano d'azione urgente dell'UE per garantire la sicurezza alimentare all'interno e all'esterno dell'Unione europea alla luce dell'invasione russa dell'Ucraina
Il Parlamento europeo,
– visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il 24 febbraio 2022 la Federazione russa ha lanciato un'invasione non provocata e ingiustificata dell'Ucraina in chiara violazione del diritto internazionale; che i continui ed esecrabili attacchi contro civili ucraini costituiscono una grave violazione della Convenzione di Ginevra e si configurano come crimini di guerra;
B. considerando che la produzione alimentare e l'accesso al cibo non dovrebbero essere utilizzati come arma geopolitica;
C. considerando che gli obiettivi della politica comune della pesca (PCP) e della politica agricola comune (PAC) comprendono, tra l'altro, l'approvvigionamento di prodotti alimentari ad alto valore nutrizionale sul mercato dell'UE, la riduzione della dipendenza del mercato dell'UE dalle importazioni alimentari e la garanzia che i prodotti alimentari raggiungano i consumatori a prezzi ragionevoli; che la pandemia di COVID-19 e ora l'invasione russa dell'Ucraina hanno reso ancora più evidente la necessità che l'UE rafforzi la propria sicurezza alimentare e riduca la sua dipendenza da fattori di produzione importati da un unico fornitore o da un numero troppo esiguo di fornitori esterni all'UE;
D. considerando che tale situazione e le sanzioni legittime imposte alla Russia comporteranno una significativa perturbazione cumulativa dei mercati mondiali dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, in aggiunta alla crisi della COVID-19 e ai recenti significativi aumenti dei costi dei fattori di produzione, in particolare in relazione ai mercati dei cereali e dell'olio vegetale, dato che l'Ucraina e la Russia rappresentano circa il 30 % del commercio mondiale di frumento, il 32 % dell'orzo, il 17 % del granturco e oltre il 50 % dell'olio di semi di girasole e il 20 % dei semi di girasole, nonché in termini di accesso ai fertilizzanti e ai fattori di produzione necessari per la produzione di fertilizzanti;
E. considerando che l'UE è particolarmente dipendente dall'Ucraina per la fornitura di granturco, colza, frumento, semi di girasole e panelli di girasole, mentre la Russia è anche un'importante fonte per le importazioni di frumento, panelli di colza, semi di girasole e panelli di girasole, la maggior parte dei quali è utilizzata come materia prima per il settore zootecnico;
F. considerando che diversi Stati membri hanno segnalato che, ai tassi attuali, corrono il rischio di esaurire le scorte di mangimi prima di Pasqua;
G. considerando che l'Ucraina e la Russia sono fornitori ancora più importanti di prodotti alimentari di base per i paesi dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente, in particolare l'Egitto, che importa oltre il 50 % del totale dei suoi cereali per il pane, e l'India, che importa quasi due terzi della sua domanda di oli commestibili dal mercato mondiale; che qualsiasi aumento dei prezzi in tali paesi, indipendentemente dalla sua entità, avrà un notevole impatto sull'approvvigionamento di prodotti alimentari di base per la popolazione in generale; che questo non è solo un problema di sicurezza alimentare, ma può anche condurre a una crisi sociale nel vicinato meridionale dell'UE;
H. considerando che l'invasione russa dell'Ucraina avrà un impatto diretto sulle crisi alimentari in corso in tutto il mondo; che oltre la metà del frumento utilizzato dal Programma alimentare mondiale proviene unicamente dall'Ucraina;
I. considerando che, oltre alla forte dipendenza dell'UE dalle importazioni di fertilizzanti dalla Russia, la dipendenza dell'Unione dalle importazioni di energie fossili per la produzione di fertilizzanti e dal cloruro di potassio dalla Bielorussia comporterà una significativa perturbazione degli approvvigionamenti in un momento in cui i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati del 142 % nell'ultimo anno e l'energia e i fertilizzanti rappresentano il 20 % dei costi di produzione degli agricoltori[1]; che il gas rappresenta dal 60 % all'80 % dei costi di produzione degli importanti concimi azotati[2]; che i prezzi elevati del gas hanno già portato alla chiusura temporanea di alcuni impianti dell'industria dei fertilizzanti; che già si registrano casi in cui le imprese produttrici di fertilizzanti hanno respinto gli ordini degli agricoltori a causa della mancanza di materie prime;
J. considerando che vi sono molti fertilizzanti derivati da fonti organiche di nutrienti e che tali prodotti non sono attualmente utilizzati come sostituti dei fertilizzanti chimici; che aumentare il loro utilizzo potrebbe essere una soluzione per ridurre la dipendenza dell'Unione dai fertilizzanti chimici, conseguendo nel contempo gli obiettivi del Green Deal;
K. considerando che il prezzo del carburante è aumentato considerevolmente nell'Unione europea, raggiungendo un massimo storico in molti Stati membri; che il proseguimento di tale traiettoria porterà a una situazione economica insostenibile per gli agricoltori e i pescatori, come ad esempio i pescherecci impossibilitati a prendere il mare e a ottenere ricavi superiori ai costi delle operazioni di pesca;
L. considerando che i settori della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione dell'UE forniscono prodotti ittici di alta qualità, svolgendo un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare globale; che il settore della pesca contribuisce da tempo a fornire ai consumatori europei prodotti di alta qualità che soddisfano elevati standard nutrizionali e di sicurezza alimentare ed è diventato un settore leader nel mondo in termini di sostenibilità;
M. considerando che l'impatto sui prezzi al consumo dei prodotti alimentari deve essere visto nel contesto dell'impatto della pandemia di COVID-19 che ha già contribuito agli aumenti dei prezzi prima dell'inizio della guerra; che nel gennaio 2022 il costo dei prodotti alimentari nell'UE era superiore del 4,7 % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente[3]; che molti Stati membri, e in particolare i paesi dell'Europa centrale e orientale, si trovano ad affrontare aumenti ancora più elevati dei prezzi dei prodotti alimentari;
N. considerando che la Russia è il sesto partner commerciale dell'Europa in termini di valore delle esportazioni agroalimentari dell'UE[4]; che le perturbazioni commerciali e le sanzioni imposte richiederanno misure di attenuazione, compresa la creazione di mercati alternativi per i prodotti agricoli dell'UE;
O. considerando che l'invasione russa dell'Ucraina ha un impatto sul mercato del lavoro, il che potrebbe incidere ulteriormente sulla produzione alimentare;
P. considerando che il 9 marzo 2022 la Commissione ha tenuto la prima riunione del gruppo di esperti sul meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare (EFSCM), di recente istituzione, per discutere della sicurezza alimentare, dell'impatto degli aumenti dei prezzi dell'energia e dei fattori di produzione e dell'impatto della guerra in Ucraina; che tale meccanismo mira ad aumentare la preparazione alle crisi migliorando il coordinamento e lo scambio delle migliori pratiche;
Q. considerando che, a seguito dell'annessione della Crimea da parte della Russia e delle successive sanzioni, la Commissione e gli Stati membri hanno adottato diverse misure per contrastare gli effetti negativi sui mercati dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura dell'UE;
1. esprime profonda preoccupazione per l'impatto che questa perturbazione dei processi agricoli, della pesca e dell'acquacoltura avrà sulla sicurezza alimentare per la popolazione ucraina ed esorta la Commissione e la comunità internazionale a coordinare e a fornire a tutte le regioni e città colpite un solido programma di aiuto alimentare umanitario a lungo termine, attraverso tutte le sedi possibili, come il Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, al fine di compensare la mancata produzione alimentare ucraina e l'interruzione della catena alimentare;
2. sottolinea l'importanza di porre fine alla guerra istigata dalla Russia, garantire la pace e ripristinare la stabilità in Ucraina, in modo che il settore agricolo ucraino possa riprendersi e la sicurezza alimentare del paese possa essere garantita; invita l'UE a compiere ogni sforzo, nei limiti del possibile, per sostenere la ripresa agricola dell'Ucraina e garantire la semina ininterrotta in Ucraina attraverso la fornitura di sementi e fertilizzanti scarsi;
3. osserva con profonda preoccupazione che il protrarsi di questa guerra potrebbe porre i paesi che dipendono da esportazioni di frumento a prezzi accessibili dall'Ucraina dinanzi a gravi carenze nei prossimi mesi, in particolare nei paesi partner in via di sviluppo e meno sviluppati che già erano colpiti da malnutrizione acuta prima di questa nuova crisi; invita la Commissione e gli Stati membri ad agire per sostenere urgentemente tali paesi nel breve periodo, sostenendo le comunità locali, le autorità e le ONG al fine di mitigare l'urgente necessità di cibo e continuare a rafforzare il sostegno a tali paesi al fine di evitare maggiori carenze alimentari nelle regioni esposte, con particolare attenzione alle comunità più vulnerabili, e al fine di migliorare la resilienza delle loro catene di approvvigionamento alimentare a medio e lungo termine potenziando il loro settore agricolo attraverso l'approccio del nesso tra politiche umanitarie e politiche di sviluppo dell'UE; invita la comunità internazionale, compresi gli Stati membri, a condividere le informazioni sulle scorte, i raccolti e la disponibilità di cibo nel tentativo di compensare i problemi di approvvigionamento a livello mondiale ed evitare una crisi alimentare globale;
4. sottolinea che i paesi situati in prossimità della zona di conflitto, quelli con economie in via di sviluppo fragili e quelli che accolgono la maggior parte dei rifugiati ucraini saranno i più colpiti dalla guerra in Ucraina; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere tali paesi e a garantire la disponibilità di forniture alimentari sufficienti;
5. sottolinea l'urgente necessità di rivedere l'approccio dell'UE alla sicurezza alimentare, ridurre la dipendenza complessiva del sistema alimentare dell'UE, rafforzare la resilienza nella catena di approvvigionamento alimentare, in particolare a livello di accesso ai fattori di produzione, e affrontare le debolezze che hanno messo a nudo l'eccessiva dipendenza dalle importazioni di energia, mangimi e fertilizzanti da singoli fornitori o da un numero troppo esiguo di fornitori e la mancanza di diversificazione delle catene di approvvigionamento; osserva che dovrebbero essere prese in considerazione misure lungo l'intera filiera alimentare, al di là del livello di produzione adeguato, per affrontare l'impatto sul prezzo delle materie prime e sull'accessibilità economica dei prodotti alimentari;
6. insiste sul fatto che le finalità e gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" e del più ampio Green Deal non dovrebbero essere compromessi nelle azioni immediate volte ad aumentare la resilienza e a consolidare l'autosufficienza in relazione ai fattori di produzione; sottolinea che le misure volte ad aumentare l'efficienza dell'uso dei fattori di produzione e la disponibilità di alternative e pratiche più sostenibili e di misure volte ad affrontare lo spreco alimentare, come stabilito nella strategia "Dal produttore al consumatore" e nel Green Deal, riducendo in tal modo la dipendenza da fattori di produzione quali i prodotti fitosanitari nocivi e i fertilizzanti chimici, sono gli elementi costitutivi per garantire un settore agricolo e una filiera agroalimentare dell'UE solidi nel medio e lungo periodo;
7. ricorda, tuttavia, che gli obiettivi e i traguardi della strategia "Dal produttore al consumatore" devono prima essere sottoposti a una valutazione d'impatto globale e che, nell'attuare le tabelle di marcia che portano agli obiettivi "Dal produttore al consumatore", i colegislatori avranno la responsabilità di stabilire le condizioni per evitare qualsiasi calo dei livelli di produzione agricola in Europa o la rilocalizzazione delle emissioni; sottolinea che, alla luce della guerra in corso in Ucraina e dell'ulteriore pressione sulle catene alimentari dell'UE nei settori dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, è aumentata l'urgenza di studiare tutti questi impatti e occorre valutare attentamente i potenziali impatti sulla sicurezza alimentare e commissionare altresì uno studio completo sulla dipendenza del nostro sistema alimentare dai fattori di produzione e dalle loro fonti;
8. invita il gruppo di esperti dell'EFSCM ad accelerare i suoi lavori strutturali sulla mappatura dei rischi e della vulnerabilità della filiera alimentare dell'UE e delle sue infrastrutture critiche e chiede la messa a punto di canali di comunicazione e informazioni chiari e rapidi sulla pianificazione di emergenza per garantire il pieno potenziale dell'UE in materia di approvvigionamento alimentare e sicurezza alimentare e ridurre la dipendenza dell'agricoltura dell'UE dalle importazioni e dai fattori di produzione, fornendo nel contempo un contributo positivo alla bilancia commerciale complessiva dell'Unione;
9. invita la Commissione a elaborare senza indugio un piano d'azione dettagliato per garantire la sicurezza alimentare all'interno dell'UE, tenendo conto, ove opportuno, degli insegnamenti tratti dal piano di emergenza presentato nel novembre 2021, e ad affrontare le debolezze manifestatesi con l'eccessiva dipendenza dalle importazioni di energia, mangimi e fertilizzanti da singoli fornitori o da un numero troppo esiguo di fornitori e con la mancanza di diversificazione delle catene di approvvigionamento;
10. osserva che questo piano d'azione offre l'opportunità di accelerare il conseguimento degli obiettivi del Green Deal, che rafforzerà la solidità delle catene di approvvigionamento alimentare dell'UE nell'ambito di un'economia circolare verde e offrirà incentivi agli agricoltori, ai pescatori e alle parti interessate lungo la filiera alimentare affinché si orientino verso metodi e strumenti di produzione più sostenibili, efficienti e autosufficienti ricorrendo maggiormente a strumenti innovativi, tecnologie di coltivazione e processi e pratiche sostenibili, che contribuiranno a ridurre la dipendenza dell'UE dai fattori produttivi importati, anche mediante investimenti a breve termine per aumentare l'adozione di tecnologie e pratiche volte a conseguire gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore";
11. invita gli Stati membri ad attuare misure e ad avvalersi degli strumenti disponibili per rafforzare le loro catene di approvvigionamento alimentare; insiste sul fatto che le misure adottate non devono compromettere l'integrità del mercato unico, pregiudicare le misure volte ad aumentare la resilienza della filiera alimentare in tutta l'UE o aumentare la dipendenza energetica dalle risorse russe;
12. insiste sull'importanza di affrontare a breve termine il problema degli sprechi alimentari in tutte le fasi della filiera, al fine di ridurre la pressione sull'approvvigionamento alimentare in Europa; ribadisce il suo invito ad adottare le misure necessarie per conseguire l'obiettivo della riduzione degli sprechi alimentari nell'UE del 30 % entro il 2025 e del 50 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 2014[5];
13. esprime preoccupazione per il fatto che la situazione attuale sottoporrà alcuni produttori a pressioni sia finanziarie che pratiche nel conseguimento degli obiettivi e degli obblighi legislativi esistenti a causa della mancanza di investimenti, della riduzione della liquidità e dell'incertezza del mercato; osserva, a tale proposito, che potrebbe essere necessario un approccio pragmatico ai controlli;
14. sottolinea che, a livello di produzione, saranno necessari misure e incentivi più forti per sviluppare la resilienza, ad esempio aumentando la circolarità e l'autosufficienza dei fattori di produzione senza compromettere la capacità produttiva e la competitività dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura dell'UE, strumenti quali il passaggio all'agricoltura di precisione, lo sviluppo e un rapido accesso ai mercati di proteine alternative, fertilizzanti organici, protezione microbica delle colture e nuove tecniche di genomica in linea con gli obiettivi del Green Deal, e consentendo, durante questo anno di transizione della PAC, una maggiore flessibilità temporanea e a breve termine con condizionalità e deroghe, accelerando le procedure amministrative per ottenere tale flessibilità;
15. sottolinea che il deficit proteico nell'UE rimane una grave carenza e chiede un approccio rafforzato e impegnato per aumentare la produzione di proteine vegetali dell'UE in modo sostenibile attraverso i piani strategici della PAC e altre misure;
16. riconosce l'urgente necessità di introdurre misure temporanee e reversibili per aumentare la produzione dell'UE nella stagione di raccolta 2022, al fine di contribuire alla sicurezza alimentare dell'UE; invita la Commissione, alla luce della necessità di superare l'immediata carenza di colture proteiche, ad accelerare le procedure amministrative affinché sia possibile, durante l'anno di transizione della PAC, utilizzare i terreni messi a riposo per la produzione di tali colture destinate al consumo umano o animale e senza aumentare la dipendenza dai fattori di produzione; chiede, a tale proposito, che sia data priorità alle colture proteiche che richiedono un apporto nullo o molto basso di pesticidi;
17. osserva che, al fine di ridurre la dipendenza dai fertilizzanti chimici, è opportuno avvalersi quanto prima di fonti organiche alternative di nutrienti e della circolazione degli elementi nutritivi; invita la Commissione ad affrontare gli ostacoli legislativi e pratici che si frappongono al raggiungimento di tale soluzione al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti, in primo luogo passando ai fertilizzanti organici nel breve termine e, in secondo luogo, aumentando il sostegno alla ricerca e all'innovazione a livello di UE; chiede in particolare alla Commissione di adottare le misure necessarie, anche di natura legislativa, per rafforzare l'uso di fertilizzanti organici ottenuti da fanghi di depurazione e stallatico trasformato in sostituzione dei fertilizzanti chimici, purché ciò non sia contrario agli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore";
18. invita la Commissione a valutare la possibilità e la fattibilità di mobilitare un sostegno finanziario supplementare per i settori più colpiti e ad adottare misure urgenti per aiutare gli agricoltori ad attenuare gli effetti del forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti;
19. pone l'accento sull'interconnessione tra sostenibilità e maggiore circolarità in agricoltura con l'abbandono della dipendenza dai combustibili fossili, dalle importazioni di energia e dai fertilizzanti chimici a favore di alternative più verdi e rinnovabili;
20. sottolinea la necessità e l'opportunità per gli agricoltori dell'UE di aumentare la produzione e l'uso di bioenergia come il biogas e i biocarburanti, nonché di energia rinnovabile come le celle solari, quale strumento per attenuare l'impennata dei prezzi dell'energia; osserva che tali misure sono vantaggiose per il clima in termini di diversificazione e la loro produzione può anche essere una fonte di reddito supplementare per gli agricoltori;
21. invita la Commissione ad attenuare l'impatto su agricoltori e produttori della perdita di mercati a seguito delle misure di ritorsione adottate dalla Russia in risposta alle sanzioni dell'UE, a prendere in considerazione misure per aiutarli, compreso il risarcimento, e ad assisterli nella ricerca di mercati di esportazione alternativi per i loro prodotti;
22. invita la Commissione ad applicare misure eccezionali, compresi gli aiuti all'ammasso privato, per i prodotti agricoli che si trovano ad affrontare problemi di mercato; prende atto della sua intenzione di mettere tali aiuti a disposizione del settore delle carni suine; esorta la Commissione a creare un meccanismo che consenta alle organizzazioni non governative e ad altri organismi di accedere ai prodotti provenienti dall'ammasso privato per contribuire a garantire la sicurezza alimentare in Ucraina; ritiene che tale meccanismo potrebbe essere utilizzato anche attraverso il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) negli Stati membri che accolgono rifugiati, al fine di rispondere all'urgente necessità di fornire cibo supplementare;
23. ritiene che il settore europeo della pesca rivesta un'importanza cruciale per la sicurezza alimentare europea e si rammarica che la situazione si sia notevolmente deteriorata a fronte del rapido aumento dei prezzi globali dei principali prodotti di base per il settore e, in particolare, del vertiginoso aumento dei prezzi dei carburanti, che hanno reso le operazioni di pesca non più redditizie dal punto di vista economico; ritiene che la situazione richieda un'assistenza urgente, compresi aiuti diretti; sottolinea che tale assistenza deve garantire la continuità delle operazioni delle flotte pescherecce dell'UE e, per estensione, il proseguimento delle operazioni lungo la catena di approvvigionamento dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura; invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere questa difficile situazione per il settore della pesca e ad affrontarla adeguatamente nelle prossime azioni; osserva che, per far fronte all'aumento dei prezzi del carburante, nel lungo termine è importante stimolare lo sviluppo e l'uso di metodi e tecniche di pesca innovativi e selettivi con una maggiore efficienza dei carburanti;
24. invita la Commissione ad adoperarsi per garantire che le disposizioni in materia di aiuti di Stato per l'agricoltura, la pesca e l'acquacoltura, comprese le disposizioni de minimis, consentano agli Stati membri di fornire un sostegno rapido e flessibile agli operatori al fine di compensare i maggiori costi connessi alla guerra in Ucraina; sottolinea, a tale proposito, che gli Stati membri, nell'ambito del loro quadro nazionale, dovrebbero anche prendere in considerazione la possibilità di fornire assistenza, tra l'altro, riducendo i contributi di sicurezza sociale, sospendendo o riducendo determinate imposte e prorogando i prestiti per la COVID-19; invita la Commissione a garantire che gli aiuti di Stato non comportino distorsioni della concorrenza e che sia garantita la parità di condizioni tra gli Stati membri;
25. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il nuovo FEAMPA sia operativo quanto prima e chiede alla Commissione di prendere in considerazione misure che consentano di attivare gli aiuti di emergenza a titolo del fondo anche in tempi di crisi, come la guerra in Ucraina; sollecita la mobilitazione di tutti i fondi rimanenti a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca ed esorta vivamente la Commissione e gli Stati membri ad accelerare l'attuazione della riserva di adeguamento alla Brexit al fine di garantire che gli aiuti raggiungano più rapidamente le zone interessate dalla Brexit;
26. osserva la necessità di prendere in considerazione misure lungo l'intera filiera alimentare per garantire che tutte le parti interessate svolgano un ruolo nel rafforzamento della resilienza del settore agroalimentare e acquatico e che tali misure contribuiscano agli scopi e agli obiettivi della transizione dell'UE verso la neutralità climatica entro il 2050; ritiene che, in linea con la rapida attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali, occorra prestare particolare attenzione alla redditività dell'agricoltura e al ruolo significativo dei dettaglianti nel determinare un equo rendimento per i produttori, in particolare alla luce delle pressioni derivanti dall'aumento del costo dei fattori di produzione, ma in egual misura, alla loro responsabilità di garantire che gli alimenti rimangano accessibili, anche economicamente, per i consumatori;
27. invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare attentamente i mercati dei prodotti agricoli e acquatici, prestando particolare attenzione alle speculazioni sui prezzi e ricorrendo, se del caso, agli strumenti previsti dal regolamento (UE) n. 1308/2013, garantendo nel contempo l'integrità del mercato unico;
28. ricorda che diversi porti ucraini sul Mar Nero sono stati chiusi, perturbando il commercio internazionale di prodotti alimentari, e invita la Commissione e gli Stati membri a consentire trasporti sicuri e corridoi alimentari da e verso l'Ucraina attraverso porti alternativi, nonché attraverso il trasporto ferroviario e stradale;
29. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.
- [1] Indice dei prezzi Eurostat per i mezzi di produzione agricoli (T3 2020-T3 2021).
- [2] Concimi in Europa: Priorità politiche, competitività dell'industria, costo dell'energia, https://www.fertilizerseurope.com/industry-competitiveness/energy-cost/ (data della consultazione: 16 marzo 2022).
- [3] Eurostat, strumento di monitoraggio dei prezzi dei prodotti alimentari, https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/prc_fsc_idx/default/table?lang=en
-
[4] Commissione europea (DG AGRI), Agri-Food Trade Statistical Factsheet. Unione europea – Ucraina, https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/food-farming-fisheries/farming/documents/agrifood-ukraine_en.pdf
- [5] https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2021-0425_IT.html