PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla risposta dell'UE al rincaro dei prezzi dell'energia in Europa
28.9.2022 - (2022/2830(RSP))
a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento
Sira Rego, José Gusmão
a nome del gruppo The Left
B9‑0419/2022
Risoluzione del Parlamento europeo sulla risposta dell'UE al rincaro dei prezzi dell'energia in Europa
Il Parlamento europeo,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[1],
– visto il regolamento (UE) n. 2019/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sul mercato interno dell'energia elettrica[2],
– vista la direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE[3],
– visto il regolamento (UE) 2017/1938 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2017, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas e che abroga il regolamento (UE) n. 994/2010[4],
– vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2022 dal titolo "Piano REPowerEU" (COM(2022)0230),
– visto il piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali,
– vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[5],
– visto il regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("normativa europea sul clima")[6],
– vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare[7],
– vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[8],
– vista la risoluzione del Parlamento europeo del 15 settembre 2022 dal titolo "Le conseguenze della siccità, degli incendi e di altri fenomeni meteorologici estremi: intensificare l'impegno dell'UE per contrastare il cambiamento climatico"[9];
– visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che i prezzi dell'energia, in particolare del gas naturale, hanno iniziato ad aumentare nella primavera del 2021, trainati dall'aumento della domanda dopo la pandemia e dall'aumento del prezzo delle emissioni di CO2, aggravato dalle tensioni geopolitiche;
B. considerando che il prezzo del gas è aumentato drasticamente a seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e della decisione russa di interrompere l'approvvigionamento di gas verso i paesi dell'UE; che in otto mesi di guerra l'Unione europea non ha intrapreso alcuna iniziativa diplomatica significativa per facilitare i negoziati di pace;
C. considerando che tale aumento del prezzo del gas ha determinato un drastico aumento del prezzo dell'energia elettrica; che ciò è strettamente connesso al funzionamento dell'attuale sistema del prezzo marginale istituito dalla legislazione dell'UE;
D. considerando che tale aumento dei prezzi dell'energia ha dato luogo ai tassi di inflazione più elevati[10] dell'ultimo decennio; che tale inflazione erode il potere d'acquisto dei lavoratori e delle famiglie, compromette la competitività delle microimprese e delle piccole e medie imprese (PMI) degli Stati membri e provoca chiusure nonché un aumento della disoccupazione; che i settori ad alta intensità energetica sono particolarmente colpiti da tale situazione e devono far fronte a tagli, riduzioni della produzione, spostamenti della produzione nelle ore notturne o chiusura di siti;
E. considerando che l'aumento dei prezzi dell'energia ha comportato un'impennata dei costi dei trasporti e della mobilità; che tali aumenti dei costi assorbono gran parte del reddito disponibile e, di conseguenza, colpiscono gravemente le famiglie a basso e medio reddito, le microimprese e le piccole imprese, gli utenti vulnerabili dei trasporti, le persone che si trovano o rischiano di trovarsi in condizioni di povertà di mobilità e le persone che vivono in zone rurali, remote, insulari o periferiche;
F. considerando che gli effetti negativi dell'aumento dei prezzi del gas sarebbero stati meno gravi se l'Unione e i suoi Stati membri fossero più indipendenti dal punto di vista energetico e meno dipendenti dalle importazioni di energia, in particolare dalla Russia; che le precedenti decisioni geopolitiche e la crescente dipendenza dal gas come "energia di transizione" si sono rivelate errate; che accelerare rapidamente la diffusione delle energie rinnovabili e aumentare rapidamente l'efficienza energetica nell'Unione e nei suoi Stati membri è indispensabile per garantire prezzi dell'energia inferiori, la sicurezza dell'approvvigionamento e l'autonomia strategica;
G. considerando che tutte le misure adottate finora dall'Unione europea si basano su un approccio temporaneo e limitato; che dall'ottobre 2021 tali misure non hanno né permesso di far fronte alla situazione né condotto a un miglioramento significativo delle condizioni di vita dei cittadini dell'Unione;
H. considerando che gli elevati prezzi dell'energia elettrica mettono a rischio il processo di elettrificazione necessario in quanto motore della decarbonizzazione, che l'UE si è impegnata a realizzare nell'ambito dell'accordo di Parigi sul clima, del Green Deal europeo e del pacchetto di misure "Pronti per il 55 %";
I. considerando che il numero di persone in condizioni di povertà energetica, che era già di circa 36 milioni nel 2020[11], è aumentato negli ultimi mesi e che sempre più persone non sono in grado di pagare le bollette energetiche o sono costrette a scegliere tra mangiare o riscaldare; che, secondo Eurofound, nella primavera del 2022 il 53 % degli europei ha dichiarato che la propria famiglia ha avuto difficoltà ad arrivare a fine mese, con un notevole aumento rispetto al 45 % registrato nel 2021[12]; che l'accesso all'energia dovrebbe essere considerato un diritto umano fondamentale; che il Fondo sociale per il clima non dispone di finanziamenti sufficienti;
J. considerando che il piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali ha fissato l'obiettivo dell'UE di ridurre il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale di almeno 15 milioni entro il 2030;
K. considerando che il diritto dell'UE impone agli Stati membri di utilizzare i loro piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC) e le strategie di ristrutturazione a lungo termine per fissare definizioni e indicatori, tempistiche e politiche volte a ridurre la povertà energetica; che la Commissione ha indicato nei cittadini in condizioni di povertà energetica una delle tre priorità fondamentali dell'ondata di ristrutturazioni e ha pubblicato i suoi orientamenti sulla povertà energetica per stimolare gli Stati membri ad agire;
L. considerando che le società energetiche proprietarie di impianti di energia elettrica inframarginali (come il nucleare o le fonti rinnovabili) hanno beneficiato della struttura del sistema di prezzi marginali e hanno ottenuto enormi profitti imprevisti che non hanno alcun legame con i loro costi di produzione effettivi[13]; che la Presidente della Commissione ha dichiarato che le attuali norme di mercato non sono più "adatte allo scopo"[14];
M. considerando che sono stati generati profitti straordinari per alcune grandi imprese multinazionali in diversi settori[15]; che nel secondo trimestre di quest'anno i pagamenti di dividendi registrerebbero un aumento del 15,5 % rispetto allo stesso trimestre del 2019 prima della pandemia[16]; che i prezzi dei prodotti alimentari in tutto il mondo stanno aumentando vertiginosamente, mentre i primi quattro commercianti mondiali di granaglie, che da decenni dominano il mercato cerealicolo globale, durante questa crisi hanno registrato profitti record; che vi è l'urgente necessità di ridistribuire gli utili straordinari delle maggiori imprese multinazionali;
N. considerando che il legame tra i prezzi del mercato all'ingrosso del gas e i prezzi finali è nascosto ai consumatori; che le informazioni sui prezzi all'ingrosso sono protette dalla legislazione dell'UE; che tale mancanza di trasparenza promuove la speculazione, mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE e mette a repentaglio gli sforzi per assegnare le risorse pubbliche nel modo più efficace possibile;
O. considerando che il sistema del prezzo marginale è stato concepito quando la produzione di energia elettrica era basata su tecnologie con costi variabili elevati e costi fissi bassi; che la liberalizzazione e la deregolamentazione dei mercati dell'energia non sono riuscite a ridurre i prezzi per i consumatori promessi dai loro sostenitori; che tale sistema è attualmente obsoleto e non è in grado di affrontare l'attuale crisi dei prezzi dell'energia e le sfide connesse alla crisi climatica;
P. considerando che il legame tra gli aumenti dei prezzi dell'energia e la speculazione finanziaria è ben noto ed è stato riconosciuto dalla Commissione[17]; che, nel pieno dell'aumento dei prezzi dell'energia, la Commissione ha recentemente approvato un atto delegato per la direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari sull'applicazione dei limiti di posizione ai derivati su merci che non hanno limitato il ruolo delle attività speculative[18]; che la Commissione sta valutando le condizioni alle quali gli scambi a termine sull'energia potrebbero essere temporaneamente sospesi[19];
Q. considerando che, nonostante le disposizioni della direttiva 2018/2001 sulle energie rinnovabili, in molti Stati membri permangono numerosi ostacoli per le comunità energetiche e altre iniziative che impediscono ai cittadini di produrre la propria energia;
R. considerando che il crescente utilizzo del carbone e del gas importato (gas derivante dalla fratturazione idraulica negli Stati Uniti e gas naturale liquefatto (GNL) proveniente da altri paesi terzi) derivante dalla scarsità di gas in Europa e da una pianificazione energetica carente significa che l'UE è lontano dal soddisfare i suoi impegni in materia di clima stabiliti nel Green Deal; che l'Unione e i suoi Stati membri devono accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, garantendo nel contempo l'affidabilità dell'approvvigionamento energetico a medio e lungo termine con l'aumento della quota di fonti energetiche variabili nel sistema energetico;
S. considerando che una strategia di diversificazione dell'approvvigionamento energetico deve basarsi su forme reciprocamente vantaggiose di cooperazione e solidarietà tra i paesi, non deve sostituire le attuali dipendenze da terzi con nuove dipendenze e deve salvaguardare gli aspetti economici, sociali e ambientali che sono importanti per gli Stati e i loro popoli, come il controllo dei prezzi dell'energia e la qualità dei servizi, la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e la sostenibilità ecologica;
T. considerando che, data la sua importanza centrale e la sua natura sensibile, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico non deve dipendere dalle contingenze dei mercati che, come dimostrato dalla realtà, la minacciano e hanno portato ad un aumento accelerato dei prezzi dell'energia;
Riforma del mercato
1. chiede una riforma urgente del sistema del prezzo marginale dell'energia elettrica e il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell'energia elettrica;
2. ritiene che il nuovo sistema dovrebbe riflettere adeguatamente il costo di produzione effettivo di ciascuna tecnologia, nonché il suo effettivo contributo al mix energetico; ritiene che un "tetto sui ricavi" pari a 180 EUR/MWh sia ancora troppo elevato; invita gli Stati membri ad adottare un'imposta sugli utili in eccesso radicale che vada oltre la proposta della Commissione e che includa veri e propri massimali di prezzo senza compromettere la diffusione essenziale e rapida delle energie rinnovabili; ritiene che la pianificazione energetica pubblica e un ruolo di primo piano per le imprese pubbliche contribuirebbero a superare la dicotomia tra massimale e incentivi per gli investimenti privati;
3. chiede l'inversione della privatizzazione e della liberalizzazione, che sta diventando sempre più urgente e necessaria nel contesto attuale, e chiede che gli Stati membri riacquistino quindi il controllo pubblico del settore energetico, compresi la produzione, la distribuzione, le infrastrutture, le reti e le riserve;
4. sottolinea che un rapido aumento dell'efficienza energetica e l'attuazione di misure sul versante della domanda sono importanti per contrastare gli attuali prezzi dell'energia e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico; ribadisce il suo invito agli Stati membri e alla Commissione a intensificare l'azione dell'UE in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento e resilienza agli stessi e insiste sul fatto che le modifiche al sistema energetico devono sostenere gli obiettivi climatici dell'UE;
5. sottolinea che l'uso dell'energia è fortemente correlato alla distribuzione del reddito e della ricchezza e che l'impronta energetica del 10 % più ricco è 20 volte superiore a quella del 10 % più povero a livello mondiale; ricorda che i beni e i servizi di lusso (come l'uso di jet e yacht privati) consumati dalle categorie più ricche della popolazione comportano usi energetici ed emissioni di gas a effetto serra sproporzionati; sottolinea che in quattro ore di volo un jet privato può emettere una quantità di gas a effetto serra pari alla media di un europeo nel corso di un intero anno; invita la Commissione e gli Stati membri a intervenire per regolamentare in via prioritaria tali beni e servizi al fine di limitare il consumo di energia;
6. chiede una maggiore trasparenza nei mercati dell'energia all'ingrosso, in particolare nei mercati del gas; invita la Commissione a presentare modifiche legislative che aumentino la trasparenza di tali mercati ed eliminino le clausole di riservatezza ingiustificate nei contratti; ritiene che i consumatori (cittadini e imprese) abbiano il diritto di conoscere l'evoluzione del prezzo dell'energia lungo tutta la sua catena del valore; ritiene che un audit dei prezzi dell'energia condotto dalle autorità pubbliche in ciascuno Stato membro contribuirebbe a rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese;
7. ricorda che tali cambiamenti essenziali e necessari del mercato sarebbero compromessi se proseguisse la guerra di aggressione russa in Ucraina, a causa dello scostamento delle risorse economiche e del ritorno a mezzi di produzione di energia più inquinanti; chiede che l'Unione europea compia uno sforzo diplomatico deciso per avviare negoziati di pace, parallelamente alle riforme sopra descritte;
8. sottolinea che i diritti dei lavoratori devono essere tutelati in tale contesto, in particolare attraverso la loro integrazione in nuove strutture di approvvigionamento energetico, garantendo i loro contratti di lavoro e salari;
9. condanna la firma di accordi di approvvigionamento energetico che implicano la depredazione di risorse energetiche da parte di un paese dal territorio di un altro paese;
Proventi straordinari
10. invita la Commissione a sospendere in modo permanente gli scambi sui futures in materia di energia e di emissioni di carbonio;
11. ritiene che le imprese energetiche che hanno beneficiato di enormi proventi straordinari debbano contribuire a risolvere la crisi; prende atto delle proposte della Commissione volte a definire il modo in cui possono operare in tal senso; si rammarica del fatto che siano arrivate troppo tardi, nonostante una serie di richieste formulate dal 2020 dal gruppo The Left in seno al Parlamento europeo e da alcuni Stati membri dal 2021; si rammarica inoltre del fatto che le imposte sui proventi straordinari siano proposte solo per le grandi società petrolifere e del gas, lasciando al di fuori del loro ambito di applicazione altri produttori di energia elettrica, sebbene anche questi ultimi traggano profitto durante la crisi;
12. deplora, inoltre, il fatto che le imposte sui proventi straordinari siano limitate al settore dell'energia, mentre altre imprese multinazionali stanno realizzando utili straordinari con la vendita dei loro beni essenziali a prezzi elevati ai consumatori finali, come nel caso, ad esempio, delle quattro principali imprese cerealicole; si rammarica che l'aliquota d'imposta in questione sia piuttosto bassa, di modo che il gettito stimato per l'Unione europea ammonterà a soli 23 miliardi di EUR; deplora il fatto che la struttura dell'imposta tenga conto unicamente dei profitti dichiarati in ciascuno Stato membro, mentre le grandi imprese multinazionali trasferiscono gli utili in paradisi fiscali e potranno così evitare di pagare l'imposta sui proventi straordinari; si rammarica del fatto che l'imposta sui proventi straordinari sia limitata ai soli utili dichiarati nel 2022;
13. invita la Commissione a ridefinire la sua proposta ampliando i settori interessati e proponendo un'aliquota fiscale più elevata; ricorda che la base imponibile dovrebbe basarsi sull'attività reale delle imprese multinazionali in ciascuno Stato membro; ricorda che l'imposta sui proventi straordinari non dovrebbe essere limitata ai profitti del 2022, ma dovrebbe essere concepita come un'imposta permanente che potrebbe essere riattivata in una crisi futura, se le grandi imprese multinazionali dovessero realizzare nuovamente simili proventi straordinari; invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri ad andare oltre la sua proposta, ampliando i settori interessati dall'imposta sui proventi straordinari e applicando un'aliquota fiscale più elevata; invita la Commissione e gli Stati membri a riassegnare i proventi in questione a favore della lotta contro la povertà energetica;
Povertà energetica
14. invita gli Stati membri ad adottare misure immediate per affrontare la povertà energetica; invita la Commissione a sostenere attivamente gli Stati membri in tale compito; ritiene che la produzione, la distribuzione e la commercializzazione di energia siano missioni di servizio pubblico e che l'energia debba essere considerata un bene comune; ribadisce che l'accesso all'energia è un diritto umano fondamentale; chiede che siano vietate in tutta l'UE le interruzioni dell'energia elettrica e che sia chiarito il fatto che i cittadini non sono responsabili dei prezzi elevati dell'energia; invita la Commissione a non bloccare le misure nazionali volte a regolamentare i prezzi all'ingrosso e al consumo dell'energia, fra cui il controllo pubblico delle imprese energetiche;
15. ricorda che la pianificazione pubblica e le imprese di proprietà pubblica sono strumenti fondamentali per contrastare la speculazione e garantire che l'energia sia un diritto pubblico; sottolinea che il loro ruolo non dovrebbe essere limitato a situazioni temporanee o di emergenza e che esse dovrebbero svolgere un ruolo attivo nelle future politiche energetiche strutturali;
16. sottolinea che, in tutti gli Stati membri dell'UE, la classe lavorativa e le famiglie si trovano ad affrontare sfide significative, come la stagnazione o la diminuzione dei salari reali, la diminuzione del potere d'acquisto e l'aumento delle disuguaglianze; sottolinea che in Europa molte persone si trovavano già in situazioni precarie e vulnerabili prima della crisi energetica e della guerra in Ucraina e avverte che l'inflazione correlata, e in particolare l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia, renderanno la situazione insostenibile per queste persone; invita gli Stati membri a garantire l'accesso ai beni essenziali (gas, petrolio ed elettricità), ad affrontare le carenze alimentari e a bloccare l'aumento degli affitti e dei prezzi delle abitazioni; chiede che siano adottate misure, come ad esempio l'indicizzazione automatica dei salari, delle pensioni e delle prestazioni sociali, per garantire che i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie non perdano potere d'acquisto;
17. sottolinea che l'accesso alla mobilità e ai trasporti a zero emissioni e a prezzi accessibili per le famiglie vulnerabili, le microimprese e le piccole imprese vulnerabili e gli utenti vulnerabili dei trasporti dovrebbe essere considerato un bene pubblico;
18. sottolinea l'importanza di reti di trasporto pubblico affidabili e a prezzi accessibili nonché di modi di mobilità a basso impatto ambientale, come gli spostamenti in bicicletta o a piedi, nel fornire un accesso equo e inclusivo ai servizi di trasporto e di mobilità;
Imprese e PMI
19. ricorda che le imprese, in particolare le PMI, hanno subito le conseguenze della pandemia e hanno solamente iniziato il percorso di ripresa; invita gli Stati membri a definire misure incisive per affrontare le conseguenze delle chiusure di imprese a causa dei prezzi elevati dell'energia; invita gli Stati membri ad affrontare l'impatto della crisi energetica sul mercato del lavoro sostenendo i lavoratori che si trovano temporaneamente in "disoccupazione tecnica" perché i loro datori di lavoro sono stati costretti a sospendere la produzione o i servizi, nonché sostenendo i lavoratori autonomi e fornendo assistenza alle piccole imprese affinché mantengano il personale e proseguano la loro attività; ricorda che i regimi di riduzione dell'orario lavorativo si sono dimostrati validi durante la pandemia e dovrebbero essere attuati per evitare la perdita di posti di lavoro, con il sostegno finanziario dell'UE se necessario; invita la Commissione a estendere il sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE);
20. invita la Commissione a definire quanto prima uno statuto speciale per le industrie ad alta intensità energetica, che sono un elemento chiave dell'industria europea e sono spesso ubicate solo in poche regioni, contribuendo in tal modo allo sviluppo regionale;
21. insiste sul fatto che è necessario aumentare le prestazioni sociali per le famiglie a basso reddito e sostenere i salari dei lavoratori, per affrontare la crisi del potere d'acquisto causata da livelli di inflazione senza precedenti;
22. chiede il pieno coinvolgimento, a tutti i livelli, delle parti sociali nell'elaborazione e nell'attuazione di misure anticrisi attraverso il dialogo sociale e la contrattazione collettiva;
Diffusione delle energie rinnovabili, efficienza energetica, impegni in materia di clima
23. invita gli Stati membri a recepire pienamente la direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, in particolare al fine di eliminare gli ostacoli alla creazione di comunità energetiche come alternativa che consente ai cittadini di produrre la propria energia in modo sostenibile ed equo;
24. invita gli Stati membri e la Commissione ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in modo pianificato e sostenibile, essendo questo il modo migliore per porre fine alla dipendenza dai prezzi del gas e per rispettare gli impegni dell'Unione in materia di clima;
25. invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare i fondi per il risanamento energetico degli edifici, in particolare nei quartieri più vulnerabili, fornendo aiuti diretti anziché crediti o prestiti, poiché è questo il modo più efficace per ridurre il consumo energetico a lungo termine; si compiace della decisione di alcuni Stati membri di vietare l'installazione di caldaie a gas nei nuovi edifici; esorta tutti gli Stati membri a emulare tale decisione, se necessario con un adeguato sostegno pubblico;
26. ritiene che la transizione energetica richieda notevoli investimenti pubblici nelle energie rinnovabili e nel miglioramento dell'efficienza energetica al fine di contenere le esigenze di consumo; deplora il fatto che le norme dell'UE in materia di concorrenza abbiano incoraggiato la privatizzazione di imprese strategiche e abbiano impedito agli Stati membri di assumere un ruolo attivo nella produzione di energia; chiede un nuovo approccio alla politica industriale nell'UE, che deve riconoscere il ruolo decisivo svolto dallo Stato nello sviluppo industriale e nella sovranità energetica;
27. invita la Commissione ad avviare la procedura per recedere dal trattato sulla Carta dell'energia, che ipoteca la futura azione degli Stati membri in materia di clima ed energia;
°
° °
28. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.
- [1] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.
- [2] GU L 158 del 14.6.2019, pag. 54.
- [3] GU L 158 del 14.6.2019, pag. 125.
- [4] GU L 280 del 28.10.2017, pag. 1.
- [5] GU L 232 del 16.6.2021, pag. 28.
- [6] GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1.
- [7] GU L 465 del 17.11.2021, pag. 11.
- [8] GU C 270 del 7.7.2021, pag. 2.
- [9] P9_TA(2022)0330
- [10] Eurostat: https://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/14698150/2-16092022-AP-EN.pdf/741bf6b2-1643-6ff0-34e7-31522ce1e252
- [11] https://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document/EPRS_BRI(2022)733583; https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC113953
- [12] https://www.eurofound.europa.eu/publications/blog/energy-poverty-looms-as-cost-of-living-increases-data-behind-the-difficulties
- [13] Risoluzione del Parlamento europeo del 19 maggio 2022 sulle conseguenze sociali ed economiche per l'UE della guerra russa in Ucraina – rafforzare la capacità di agire dell'UE (P9_TA(2022)0219), considerando Q: "considerando che l'Agenzia internazionale per l'energia ha stimato che gli utili in eccesso ammontano a 200 miliardi di EUR nel 2022; che l'Agenzia ha inoltre indicato che misure di bilancio temporanee sui proventi straordinari potrebbero essere messe a disposizione per le entrate pubbliche al fine di compensare parzialmente l'aumento delle bollette energetiche; che la Commissione ha proposto orientamenti sull'introduzione di misure temporanee di carattere fiscale sui proventi straordinari nel marzo 2022".
- [14] https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-state-of-the-european-union-soteu-speech-ukraine-russia-gas-energy-war/https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-state-of-the-european-union-soteu-speech-ukraine-russia-gas-energy-war/
- [15] Alcuni esempi La CMA-CGM (trasporto marittimo) ha realizzato, nei primi sei mesi del 2022, gli stessi utili realizzati nel corso dell'intero 2021, che era già il loro anno migliore in assoluto. Anche BNP Paribas (settore bancario), LVMH (settore del lusso) e Stellantis (industria automobilistica) hanno realizzato profitti straordinari nel primo semestre del 2022.
- [16] https://www.janushenderson.com/en-be/advisor/jh-global-dividend-index/
- [17] Discorso della Presidente von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo sulla preparazione della riunione del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021: "In primo luogo, dobbiamo porre fine alla speculazione sui mercati dell'energia. Per questo motivo stiamo intensificando il nostro monitoraggio dei mercati del gas e del carbonio. Inoltre abbiamo chiesto all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati di esaminare il comportamento in materia di negoziazione riguardo alle quote di emissione".
- [18] https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/B-9-2022-0345_IT.html.
- [19]"Per evitare questo effetto domino, entro giovedì le autorità di regolamentazione proporranno alcuni adattamenti, ampliando tra l'altro i tipi di garanzie che le imprese energetiche possono offrire alle stanze di compensazione come garanzia. La Commissione sta inoltre esaminando le condizioni alle quali gli scambi a termine sull'energia potrebbero essere temporaneamente sospesi e sta progettando di modificare le norme in materia di aiuti di Stato per consentire ai paesi di sostenere i servizi di pubblica utilità a corto di liquidità", citato in "Politico".