PROPOSTA DI RISOLUZIONE sull'efficacia delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia
6.11.2023 - (2023/2905(RSP))
presentata a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento
Bernard Guetta, Petras Auštrevičius, Olivier Chastel, Katalin Cseh, Vlad Gheorghe, Karin Karlsbro, Georgios Kyrtsos, Nathalie Loiseau, Karen Melchior, Javier Nart, Urmas Paet, Dragoş Pîslaru, Dragoş Tudorache
a nome del gruppo Renew
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0453/2023
B9‑0454/2023
Risoluzione del Parlamento europeo sull'efficacia delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia e l'Ucraina, in particolare a seguito dell'escalation della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina nel febbraio 2022,
– viste la vasta condanna internazionale della guerra illegale di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e la perdita di vite umane e la distruzione che essa ha provocato in Ucraina,
– vista la decisione (UE) 2022/2332 del Consiglio, del 28 novembre 2022, relativa al riconoscimento della violazione delle misure restrittive dell'Unione come una sfera di criminalità che risponde ai criteri di cui all'articolo 83, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 1[1],
– visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che dal 24 febbraio 2022, quando la Russia ha rilanciato la sua guerra di aggressione non provocata, ingiustificata e illegale contro l'Ucraina, la situazione geopolitica in Europa è cambiata radicalmente;
B. considerando che le forze russe hanno condotto attacchi indiscriminati contro zone residenziali e infrastrutture civili, uccidendo migliaia di civili ucraini, deportando con la forza e imprigionando illegalmente cittadini ucraini in Russia e nei territori ucraini occupati dalla Russia e compiendo atti di terrorismo in tutto il paese;
C. considerando che, dal 17 marzo 2014, l'UE ha imposto alla Russia 11 pacchetti di sanzioni volti a indebolire la sua base economica e a limitare la sua capacità bellica, tra cui misure restrittive nei confronti di quasi 1 800 persone ed entità responsabili della guerra in Ucraina o in essa coinvolte, un divieto di numerosi beni e servizi importati dalla Russia, come petrolio e materie prime, e un divieto di esportazione verso la Russia di attrezzature o componenti militari;
D. considerando che la misurazione dell'impatto delle sanzioni presenta numerose sfide, tra cui la mancanza di dati e statistiche affidabili; che l'impatto delle sanzioni dell'UE non può essere facilmente separato dall'impatto delle sanzioni statunitensi e di altri paesi, dalle controsanzioni russe o dall'impatto della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; che, sebbene le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia siano senza precedenti, l'impatto sull'economia russa sembra finora essere inferiore a quanto inizialmente previsto da alcune delle proiezioni e che vi sono segnali preoccupanti dell'efficacia delle sanzioni; che le sanzioni contro la Russia hanno costretto e continuano a costringere i bersagli a cercare costantemente soluzioni costose per eluderle;
E. considerando che i proventi delle esportazioni russe di petrolio e gas sono diminuiti del 38 % tra gennaio 2022 e gennaio 2023; che la quota della Russia nella domanda europea di gas è scesa dal 23 % nel 2022 a meno del 10 % nel gennaio 2023; che, secondo il servizio federale di statistica dello Stato russo (Rosstat), la produzione totale di gas in Russia è diminuita del 12 % nel 2022, mentre il volume della produzione di gas naturale liquefatto è aumentato dell'8,1 %, raggiungendo livelli record; che, nonostante l'embargo dell'UE sull'industria carboniera, la produzione russa di carbone è aumentata dello 0,3 % rispetto al 2021 e ha raggiunto un livello record;
F. considerando che, secondo dati ufficiali russi, l'economia russa si sarebbe ridotta solo del 2,1 % nel 2022, molto meno del previsto malgrado la guerra di aggressione contro l'Ucraina e le sanzioni internazionali; che il Fondo monetario internazionale prevede, sulla base dei dati ufficiali russi, che l'economia russa crescerà del 2,2 % nel 2023 e dell'1,1 % nel 2024;
G. considerando che il 3 dicembre 2022 il Consiglio, insieme agli Stati Uniti, al Regno Unito, al Canada, al Giappone e all'Australia, ha deciso di fissare un tetto al prezzo del petrolio a 60 USD al barile; che, nell'ottobre 2023, il prezzo medio mensile del greggio Urals, il principale marchio russo di esportazione del petrolio, era superiore a 75 USD al barile, nonostante il tetto sui prezzi del G7 di 60 USD; che i proventi del petrolio della Russia sono aumentati nel primo semestre del 2023, raggiungendo il livello più elevato dal novembre 2022;
H. considerando che la Russia è stata in grado di riorientare le esportazioni di petrolio greggio dall'Europa verso mercati alternativi come l'India, la Cina e la Turchia; che le importazioni dell'UE dall'India e da altre nazioni di prodotti petroliferi fabbricati con il petrolio russo sono aumentate drasticamente, creando una scappatoia per il petrolio russo e compromettendo l'impatto delle sanzioni dell'UE;
I. considerando che gli acquisti, da parte degli Stati membri dell'UE, di gas naturale liquefatto (GNL) russo o di petrolio originario della Russia da paesi terzi non sono soggetti a restrizioni e sono attualmente ben al di sopra dei livelli osservati prima del febbraio 2022; che la Russia è il secondo maggiore fornitore di GNL dell'UE, dietro solo agli Stati Uniti; che l'aumento delle importazioni di GNL dalla Russia è in contrasto con l'obiettivo dell'UE di porre fine alla sua dipendenza dai combustibili fossili russi;
J. considerando che le importazioni dell'UE dalla Russia sono diminuite dal febbraio 2022; che, nonostante le sanzioni, alcuni Stati membri hanno di fatto aumentato gli scambi commerciali con la Russia dal febbraio 2022;
K. considerando che diverse imprese dell'UE beneficiano di deroghe a norma del regolamento (UE) n. 269/2014[2] del Consiglio e, pertanto, continuano a svolgere attività commerciali con entità russe soggette a sanzioni finanziarie e commerciali; che la competenza di concedere deroghe spetta alle autorità nazionali e che le istituzioni dell'UE sono semplicemente informate delle deroghe concesse, senza la possibilità di contestarle; che il Parlamento e altre istituzioni non hanno accesso a tali informazioni essenziali; che tale pratica derogatoria riduce notevolmente l'impatto desiderato delle sanzioni dell'UE, privando così di efficacia e credibilità uno dei principali strumenti di politica estera dell'UE;
L. considerando che, nel tentativo di contrastare le sanzioni, la Russia si è rivolta ai paesi che non applicano sanzioni in cerca di tecnologie e altri prodotti; che gli scambi commerciali della Russia con la Cina hanno raggiunto un livello record nel 2022, con un aumento del 30 % rispetto al 2021, e sono ulteriormente cresciuti del 36,5 % da gennaio a luglio 2023; che la Cina rappresenta attualmente circa la metà delle importazioni russe, rispetto a un quarto prima della guerra; che anche il volume degli scambi commerciali della Russia con l'India e la Turchia ha registrato un aumento significativo;
M. considerando che diverse analisi delle armi russe sequestrate hanno dimostrato che la Russia continua a importare componenti occidentali critici grazie alla sua capacità di trovare fornitori alternativi, con importazioni di prodotti chiave come i semiconduttori addirittura superiori ai livelli pre-sanzioni;
N. considerando che diversi paesi che non applicano sanzioni, come la Turchia, il Kazakhstan, il Kirghizistan, alcuni paesi del Caucaso meridionale e la Serbia sono diventati poli attraverso i quali imprese private dirottano verso la Russia i prodotti che importano dall'UE;
O. considerando che il 2 dicembre 2022 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione[3] al fine di agevolare le indagini, l'azione penale e la repressione delle violazioni delle sanzioni dell'UE in tutti gli Stati membri;
1. riafferma con la massima fermezza la sua condanna della guerra di aggressione russa non provocata, illegale e ingiustificata nei confronti dell'Ucraina; ribadisce l'invito alla Russia a porre immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina e a ritirare incondizionatamente tutte le forze e le attrezzature militari dall'intero territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale;
2. ricorda che l'efficacia delle sanzioni internazionali dipende dalla fermezza, dalla coesione, dalla cooperazione, dall'onestà e dal rispetto degli impegni degli Stati che le hanno adottate;
3. invita gli Stati membri a individuare chiaramente i beni esteri russi oggetto di sanzioni detenuti nelle loro giurisdizioni e a garantire che siano effettivamente sottratti alla portata delle entità russe;
4. chiede all'UE e ai suoi Stati membri di rafforzare e centralizzare, a livello dell'Unione, il controllo dell'attuazione delle sanzioni e di sviluppare un meccanismo di prevenzione e monitoraggio dell'elusione delle sanzioni per limitare la capacità della Russia di eludere le sanzioni; invita le autorità degli Stati membri a cooperare più strettamente nelle indagini sulle violazioni o sull'elusione delle sanzioni e a dimostrare le conseguenze di tali violazioni prevenendo e/o perseguendo in modo dinamico e risoluto le violazioni delle sanzioni dell'UE; chiede, a tale riguardo, che le istituzioni dell'UE raggiungano rapidamente un accordo su una direttiva ambiziosa relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione; invita il Consiglio europeo ad adottare una decisione che ampli le competenze della Procura europea al fine di includere il reato di violazione delle misure restrittive dell'Unione, il che consentirebbe una maggiore armonizzazione e una persecuzione coerente e uniforme di tali reati in tutta l'UE;
5. invita l'UE e i suoi Stati membri a istituire sistemi che permettano di condividere in maniera più efficace le informazioni sulle transazioni al fine di migliorare l'applicazione delle sanzioni relative ai prodotti militari e a duplice uso; invita le autorità degli Stati membri a fornire le informazioni e l'assistenza necessarie alle imprese al fine di migliorare il rispetto delle sanzioni dell'UE e a collaborare con le imprese i cui prodotti sono esportati in Russia per ridurre al minimo il rischio di violazione involontaria dei controlli sulle esportazioni;
6. invita gli Stati membri a estendere i controlli sulle esportazioni a categorie più ampie, ad armonizzare i controlli sulle esportazioni tra le varie giurisdizioni e ad applicare misure in modo coerente per colmare le lacune;
7. invita l'UE e i suoi Stati membri ad adottare misure particolari per impedire che i prodotti tecnologici avanzati esportati in paesi terzi finiscano in Russia, e a monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in modo da identificare il funzionamento dei sistemi di elusione delle sanzioni e adeguare di conseguenza i regimi sanzionatori;
8. invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare e aumentare il coordinamento per quanto riguarda l'applicazione delle sanzioni esistenti sulle esportazioni di petrolio russo; invita l'UE e i suoi Stati membri a chiudere completamente il mercato dell'UE per i combustibili fossili provenienti dalla Russia;
9. invita l'UE e i suoi Stati membri a garantire un pieno allineamento delle sanzioni e delle regolamentazioni del mercato interno dell'UE, a migliorare la comunicazione strategica dell'Unione sulle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia e a combattere la disinformazione al riguardo;
10. esorta le imprese dei paesi europei e in via di adesione a ritirare le loro attività dalla Russia; ritiene che le imprese che si avvalgono di deroghe all'applicazione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia e mantengono pertanto attività commerciali con la Russia non dovrebbero beneficiare di alcun finanziamento dell'UE, né dell'assistenza tecnica o della partecipazione a progetti finanziati dall'UE; ritiene che tali imprese dovrebbero essere automaticamente inserite nel sistema di individuazione precoce e di esclusione e che il loro status nello strumento di valutazione del rischio Arachne dovrebbe essere aggiornato di conseguenza;
11. ritiene che lo stesso principio dovrebbe applicarsi, mutatis mutandis, agli appalti pubblici, per cui gli enti pubblici o le autorità locali non dovrebbero essere autorizzati ad acquistare lavori, beni o servizi da imprese che derogano alle sanzioni dell'UE a norma del regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio;
12. condanna il comportamento degli Stati, delle entità, dei fornitori di servizi giuridici e degli individui che aiutano la Russia a evitare gli effetti delle sanzioni dell'UE; ricorda che la violazione delle sanzioni rappresenta un reato a livello dell'UE e ha gravi ripercussioni sugli interessi finanziari di quest'ultima; invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, compreso l'inviato speciale internazionale per l'attuazione delle sanzioni dell'UE, a intensificare il loro lavoro per limitare l'evasione e l'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; sottolinea che i beni confiscati a seguito di violazioni delle sanzioni devono essere utilizzati per il risarcimento delle vittime dell'aggressione russa, nonché per la ricostruzione delle infrastrutture e le riforme (nell'ambito dello strumento per l'Ucraina);
13. invita l'UE e gli Stati membri a riesaminare le loro relazioni con i paesi che non compiono sforzi sufficienti per limitare l'evasione e l'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia, compresa l'assistenza finanziaria fornita a tali paesi e qualsiasi accesso preferenziale ai mercati dell'UE;
14. invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a preservare l'unità dell'Unione e a esercitare una maggiore pressione sulla Russia e sui suoi alleati, anche attraverso ulteriori pacchetti di sanzioni volti a limitare strategicamente la capacità della Russia di sostituire le proprie attrezzature militari distrutte e finanziare la propria campagna bellica;
15. invita l'UE e i suoi Stati membri a collaborare con il G7 per abbassare il tetto al prezzo del petrolio e dei prodotti petroliferi russi, a imporre un embargo sulle importazioni russe di GNL nell'UE e sulle importazioni di combustibili e altri prodotti petroliferi da paesi terzi se tali prodotti sono stati fabbricati utilizzando petrolio russo, nonché a vietare il trasporto di esportazioni russe di GNL attraverso il territorio dell'UE; invita l'UE a introdurre massimali di prezzo e di volume per le importazioni di fertilizzanti russi e bielorussi nell'UE;
16. invita l'UE e i suoi Stati membri a imporre sanzioni a tutte le grandi società petrolifere russe, a Gazprombank, alle loro filiali, nonché ai loro consigli di amministrazione e ai loro dirigenti;
17. invita la Commissione e gli Stati membri ad estendere le sanzioni al fine di includere un divieto totale di commercializzazione e taglio dei diamanti di origine russa o riesportati dalla Russia nell'UE;
18. accoglie con favore l'annuncio del governo belga sulla tassazione dei proventi ottenuti dai beni immobili di proprietà russa detenuti da Euroclear; invita la Commissione e gli Stati membri a trovare vie legali che consentano la confisca dei beni russi congelati e il loro utilizzo per far fronte alle varie conseguenze dell'aggressione russa contro l'Ucraina, compresi la ricostruzione dell'Ucraina e il risarcimento delle vittime dell'aggressione russa;
19. chiede un rafforzamento delle misure restrittive nei confronti del regime in Bielorussia, dal momento che quest'ultimo ha fornito un sostegno politico, finanziario, operativo e logistico costante a Mosca nella sua aggressione contro l'Ucraina;
20. ribadisce la sua posizione sul mantenimento di una solida cooperazione transatlantica tra l'UE e gli Stati Uniti in materia di sanzioni, colmando tutte le lacune che potrebbero permettere alla Russia di eludere le sanzioni e razionalizzando i controlli sulle esportazioni;
21. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Presidente, al governo e alla Verkhovna Rada dell'Ucraina nonché alle autorità russe e bielorusse.
- [1] GU L 308 del 29.11.2022, pag. 18.
- [2] Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio, del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina (GU L 78 del 17.3.2014, pag. 6).
- [3] Commissione europea, Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell'Unione, COM(2022) 0684 final.