Proposta di risoluzione - B9-0455/2023Proposta di risoluzione
B9-0455/2023

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sull'efficacia delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia

6.11.2023 - (2023/2905(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento

Michael Gahler, Andrius Kubilius, Rasa Juknevičienė, Traian Băsescu, Isabel Wiseler‑Lima, Andrzej Halicki, Andrey Kovatchev, Radosław Sikorski, Vladimír Bilčík, Janina Ochojska, Sara Skyttedal, Henna Virkkunen, Arba Kokalari, Alexander Alexandrov Yordanov, Eugen Tomac
a nome del gruppo PPE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0453/2023

Procedura : 2023/2905(RSP)
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B9-0455/2023
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B9‑0455/2023

Risoluzione del Parlamento europeo sull'efficacia delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia

(2023/2905(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, a seguito dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, l'UE e il G7 hanno iniziato ad applicare tre categorie di sanzioni nei confronti della Russia: a) un embargo sulle esportazioni di merci russe al fine di ridurre le entrate che la Russia sta utilizzando per finanziare la sua macchina bellica; b) un embargo sulle esportazioni di prodotti ad alta tecnologia dell'UE affinché la Russia non possa produrre nuove attrezzature militari basate su tecnologie moderne; e c) sanzioni individuali nei confronti degli oligarchi e di altri complici del regime di Putin che sostengono la guerra di aggressione;

B. considerando che nel 2022 la quota dei proventi dalle esportazioni di risorse energetiche ammontava a un terzo delle entrate totali del bilancio della Federazione russa;

C. considerando che, dall'inizio della guerra, la Russia ha ottenuto 532 miliardi di euro di entrate provenienti dalle esportazioni di combustibili fossili, di cui oltre 178 miliardi di euro provengono dagli Stati membri dell'UE[1]; che nel solo 2022 le entrate provenienti dalle risorse energetiche russe ammontavano a 321 miliardi di dollari; che i proventi delle esportazioni russe di petrolio greggio e prodotti petroliferi rappresentano la più elevata fonte di reddito della Federazione russa;

D. considerando che il Consiglio ha già adottato 11 pacchetti di misure restrittive economiche e individuali nei confronti della Russia, tra cui alcune misure nel settore dell'energia, riguardanti, ad esempio, beni e tecnologie specifici necessari per la raffinazione del petrolio, le attrezzature, le tecnologie e i servizi dell'industria energetica, il petrolio greggio e i prodotti petroliferi raffinati, il carbone e altri combustibili fossili solidi;

E. considerando che gli Stati membri dell'UE, insieme alla coalizione per il tetto sui prezzi, hanno introdotto massimali di prezzo per il petrolio greggio trasportato per via marittima, gli oli di petrolio e gli oli di minerali bituminosi provenienti o esportati dalla Russia; che hanno fissato tali massimali di prezzo a 60 dollari al barile per il petrolio greggio, 45 dollari al barile per i prodotti petroliferi negoziati sotto la pari e 100 dollari al barile per i prodotti petroliferi negoziati sopra la pari;

F. considerando che, secondo vari studi[2], i costi di produzione del petrolio greggio russo per barile ammontano a circa 15 dollari e a 20 dollari per il diesel; che pertanto gli attuali massimali di prezzo continuano a consentire profitti significativi per il regime di Putin e la riduzione del massimale sui prezzi del petrolio a 30 dollari non inciderà negativamente sul volume della produzione;

G. considerando che, secondo i dati degli esperti[3], una riduzione di 1 dollaro al barile del prezzo del petrolio russo equivale a una riduzione di 2,7 miliardi di dollari dei proventi annui da esportazione; che, nel febbraio 2023, l'impatto dell'embargo petrolifero dell'UE e del tetto sui prezzi nei confronti della Russia ha comportato una perdita di 220 milioni di euro al giorno di proventi da esportazione di energia da parte della Russia;

H. considerando che un tetto sui prezzi più vicino ai costi di produzione in Russia potrebbe ridurre i profitti delle esportazioni russe di oltre 100 milioni di euro al giorno;

I. considerando che le sanzioni sulle esportazioni di risorse energetiche russe stanno avendo un forte impatto sulle entrate dello Stato russo; che, a seguito dell'introduzione del tetto sui prezzi, il reddito della Russia derivante dall'esportazione di risorse energetiche si è quasi dimezzato nel dicembre 2022 rispetto ai livelli pre-bellici;

J. considerando che il disavanzo di bilancio della Russia nel 2022 (2,3 % del prodotto interno lordo o PIL) era quasi tre volte superiore alle previsioni pre-belliche a causa dell'introduzione del tetto sui prezzi e delle sanzioni dell'UE sulle importazioni di energia dalla Russia;

K. considerando che alcuni Stati membri dell'UE hanno concesso deroghe temporanee per quanto riguarda l'importazione di petrolio greggio trasportato per via marittima e gasolio sotto vuoto dalla Russia;

L. considerando che la Federazione russa beneficia ancora dell'esportazione di beni non soggetti a sanzioni e attraverso canali non soggetti a sanzioni; che dall'agosto 2023 è evidente che la Russia sta trovando nuovi modi per eludere le sanzioni del tetto sui prezzi del petrolio e che i prezzi del petrolio russo sui mercati globali hanno iniziato ad aumentare;

M. considerando che la Russia sta ancora ricavando circa 690 milioni di euro al giorno dalle sue esportazioni di combustibili fossili (dati dell'agosto 2023); che l'UE invia ancora 2 miliardi di euro al mese alla Russia per i combustibili fossili;

N. considerando che, a causa delle continue importazioni di gas da gasdotto e gas naturale liquefatto (GNL), nonché di varie eccezioni ai divieti di importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi, l'UE rimane ancora uno dei maggiori clienti della Russia per i combustibili fossili;

O. considerando che a luglio 2023 l'Ungheria, la Bulgaria, la Slovacchia, la Cechia e la Spagna erano i maggiori importatori dell'UE di combustibili fossili russi, e importavano prevalentemente petrolio greggio mediante oleodotti, GNL e gas da gasdotto dalla Russia;

P. considerando che, nonostante le sanzioni, la Russia ha aumentato le forniture di GNL all'Europa; che, nel primo semestre del 2023, le importazioni russe di GNL nell'UE hanno raggiunto il livello più elevato degli ultimi tre anni;

Q. considerando che il principale fornitore di GNL russo è la società privata Novatek, di proprietà di oligarchi russi vicini a Vladimir Putin; che Novatek sta attuando il progetto Arctic GNL 2, che mira ad aumentare in modo significativo le vendite di GNL russo sui mercati internazionali e potrebbe raddoppiare la capacità di esportazione della società;

R. considerando che le navi di proprietà dell'UE hanno trasportato la quota più elevata di petrolio greggio russo sia nel 2022 sia nel 2023;

S. considerando che la produzione europea di alluminio non è più competitiva, in parte a causa dei prezzi elevati dell'energia e perché parte della quota di mercato è stata rilevata dai produttori russi di alluminio;

T. considerando che Rosatom e il settore dell'energia nucleare russo non sono ancora stati inclusi nei pacchetti di sanzioni, nonostante le violazioni palesi e persistenti della sicurezza nucleare nella centrale nucleare di Zaporizhzhia; che Rosatom, attraverso le sue controllate, ha fornito importazioni critiche di tecnologie e materiali al complesso militare-industriale russo; che Rosatom sta operando come di consueto con le società tecnologiche nucleari europee e continuerà pertanto a fornire la sua licenza ai produttori di combustibile VVER-1000; che, nel corso del 2022 e del 2023, l'UE e i suoi Stati membri hanno compiuto progressi significativi nel ridurre la propria dipendenza dall'industria nucleare russa e che l'UE si trova ora in una posizione molto migliore per adottare sanzioni nei confronti di Rosatom;

U. considerando che vi sono numerose prove[4] del fatto che la Federazione russa sta cercando di eludere le sanzioni sulle esportazioni dell'UE di prodotti ad alta tecnologia e a duplice uso attraverso paesi non UE; che tali paesi non UE hanno notevolmente aumentato i livelli di esportazione degli stessi prodotti dell'UE verso la Russia dall'introduzione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia;

V. considerando che nel dicembre 2022 l'Unione europea ha nominato David O'Sullivan inviato speciale internazionale per l'attuazione delle sanzioni dell'UE;

W. considerando che la Russia ha annunciato che nel 2024 aumenterà il suo bilancio per la difesa di quasi il 70 % e che esso raggiungerà i 107 miliardi di EUR, ossia il 6 % del PIL (rispetto a 63 miliardi di euro, pari al 3,9 % del PIL, nel 2023);

1. invita l'UE e i suoi Stati membri a procedere con l'approfondimento, il rafforzamento e l'ampliamento della portata della politica dell'UE in materia di sanzioni, al fine di ridurre ulteriormente la capacità della Russia di finanziare i suoi sforzi bellici e di utilizzare le tecnologie occidentali per produrre armi;

2. invita l'UE, i suoi Stati membri e la coalizione per il tetto sui prezzi a ridurre ulteriormente il tetto sul prezzo del petrolio greggio dagli attuali 60 dollari al barile a 30 dollari al barile;

3. incoraggia gli Stati membri dell'UE a esaminare la possibilità di imporre un embargo sulle importazioni russe di gas di petrolio liquefatto e GNL dalla Russia nell'Unione europea e, nel frattempo, a valutare la possibilità di bloccare le importazioni russe di GNL in singoli Stati membri;

4. invita gli Stati membri dell'UE e la coalizione per il tetto sui prezzi a introdurre un tetto sui prezzi delle esportazioni russe di concimi azotati;

5. invita la Commissione a proporre un meccanismo di restrizioni alle importazioni di combustibili se questi ultimi sono prodotti da paesi non UE utilizzando petrolio russo;

6. invita i paesi della coalizione per il tetto sui prezzi a vietare il trasbordo di petrolio e GNL russi attraverso le loro acque territoriali e zone economiche esclusive;

7. invita la Commissione a introdurre sanzioni nei confronti delle imprese russe e internazionali che partecipano alla costruzione del terminale Arctic GNL 2 in Russia;

8. invita l'UE a introdurre controlli regolari sulle spedizioni dichiarate come non di origine russa verificando la firma chimica del petrolio; osserva che le spedizioni di petrolio greggio che non forniscono analisi o non partecipano al sistema di verifica sono automaticamente trattate come petrolio russo, devono essere vendute conformemente al tetto sui prezzi (al di sotto dei prezzi di mercato) e non possono essere fornite ai mercati occidentali;

9. invita la Commissione a proporre una restrizione sui servizi alle petroliere e un embargo sulla vendita di petroliere alla Russia, nonché una restrizione dei servizi assicurativi europei per le petroliere, quando queste ultime sono utilizzate per esportare petrolio russo;

10. esorta la Commissione e le altre istituzioni dell'UE a introdurre un controllo rafforzato e centralizzato a livello dell'UE sull'attuazione delle sanzioni sulle esportazioni di risorse energetiche russe, il che impedirebbe alla Russia di cercare e scoprire nuovi modi per eludere le sanzioni;

11. invita la Commissione a estendere le sanzioni nei confronti della Russia sull'alluminio; la esorta inoltre a esaminare in relazione a quali altri tipi di prodotti i produttori russi possano aumentare la loro quota di mercato e ad adottare misure adeguate;

12. invita gli Stati membri dell'UE a introdurre sanzioni nei confronti di Rosatom, della sua leadership e delle sue controllate e pertanto a limitare la possibilità di cooperazione a quanto strettamente necessario per la sicurezza energetica dell'Unione;

13. invita la Commissione e l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom a rivedere l'attuale cooperazione con Rosatom e a fornire sostegno per sostituire i combustibili, i pezzi di ricambio e i servizi russi con possibili alternative, ispirandosi all'esperienza positiva dell'Ucraina;

14. invita la Commissione e gli Stati membri a prendere in considerazione l'introduzione di un divieto sulle importazioni di combustibile nucleare russo come l'uranio e sugli Stati membri dell'UE che cooperano con la Russia in materia di tecnologia nucleare, anche per quanto riguarda le tecnologie di riciclaggio e ritrattamento necessarie nelle centrali nucleari;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a compiere maggiori sforzi per porre fine all'elusione delle sanzioni sulle esportazioni verso la Russia di beni ad alta tecnologia e a duplice uso prodotti nell'UE;

16. invita l'UE e i suoi Stati membri a introdurre sanzioni analoghe sulle esportazioni di merci verso la Bielorussia e ad avvertire i paesi non UE della possibilità di imporre loro sanzioni se non cessano di fornire servizi per il transito di merci oggetto di sanzioni dall'UE alla Russia;

17. esorta l'UE e i suoi Stati membri a introdurre nuove disposizioni per le imprese coinvolte nell'elusione delle sanzioni dell'UE, che escluderebbero tali imprese dalla partecipazione all'attuazione dei progetti dello strumento per l'Ucraina per la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione dell'Ucraina;

18. chiede alla Commissione di valutare l'istituzione di un posto politico di commissario per le sanzioni, per contribuire a coordinare meglio l'attuazione della politica dell'UE in materia di sanzioni;

19. esorta il Consiglio ad ampliare l'elenco delle sanzioni per includervi il Patriarca Kirill, Vassily Nebenzia, rappresentante permanente della Federazione russa presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, primo rappresentante permanente aggiunto della Federazione russa presso le Nazioni Unite, Sergey Karaganov, presidente del comitato editoriale del Consiglio per la politica estera e di difesa, e Dmitry Trenin, professore di ricerca presso la facoltà di economia mondiale e politica mondiale, Scuola superiore di economia dell'Università nazionale di ricerca, che sono in prima linea nella diffusione della disinformazione sulla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e hanno rivolto un invito aperto alla Russia affinché conduca attacchi nucleari nei paesi membri della NATO;

20. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi del G7.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2023
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