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Resoconto integrale delle discussioni
Mercoledì 27 ottobre 1999 - Strasburgo Edizione GU

1. Risultati del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Tampere
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione del Consiglio europeo e la dichiarazione della Commissione sui risultati del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Tampere.

Ho il grande piacere di lasciare la parola al Presidente in carica del Consiglio Lipponen.

 
  
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  Lipponen, Presidente in carica del Consiglio europeo.(FI) Signora Presidente, onorevoli deputati, è per me un grande onore rivolgermi a voi e al Parlamento europeo, per la prima volta in veste di primo ministro della Finlandia. Desidero congratularmi per la vostra scelta e formulare i miei migliori auguri a questa nuova legislatura. Con la signora Presidente abbiamo or ora constatato che c’è un nuovo Parlamento, c’è una nuova Commissione, c’è un nuovo avvio e c’è soprattutto una nuova Presidente. Nel complesso, le circostanze istituzionali sono perciò migliori.

Vorrei ringraziare la signora Presidente dei pareri formulati dal Parlamento ed esposti all’inizio dei lavori del Consiglio europeo di Tampere. Sono convinto del fatto che le decisioni adottate rispondono pienamente alle speranze che il Parlamento aveva riposto nel Vertice. Il Consiglio europeo ha adottato orientamenti politici e azioni concrete che consentiranno all’Unione europea di divenire uno spazio di libertà, di giustizia e di sicurezza, conformemente a quanto disposto dal Trattato di Amsterdam.

Per quanto riguarda le aspettative dei cittadini, ritengo che i risultati del Vertice di Tampere possano essere considerati validi per più ragioni. Certo, le attese non possono sempre concretizzarsi pienamente, fa tuttavia piacere constatare che le ONG, come ad esempio la European Council on Refugees and Exiles, si sono compiaciute di tali risultati. Dopo il Vertice, l’Alto Commissario dell’ONU per le questioni dei profughi, signor Sadako Ogata, mi ha telefonato ed ha espresso la soddisfazione dell’UNHCR per i risultati del Consiglio europeo di Tampere. Da parte mia, ho assicurato al signor Ogata che continueremo la nostra valida cooperazione con l’UNHCR anche nel quadro dell’attuazione delle decisioni.

Per l’Unione europea, il Vertice di Tampere è stato importante per molte ragioni. Esso ha accelerato e concretizzato l’applicazione del Trattato di Amsterdam e ha attribuito un’importanza politica di primo piano alle questioni in materia di giustizia e di affari interni nell’ambito della cooperazione comunitaria. Il Vertice ha significato un importante passo a favore di una cooperazione più intensa fra gli Stati membri e per eliminare gli intralci a quella fra le autorità di polizia e giudiziarie. Gli Stati membri dell’Unione europea hanno chiaramente manifestato la loro volontà di avvicinare le attività comunitarie ai cittadini, affrontando preoccupazioni e carenze comuni nel quadro della cooperazione comunitaria. A Tampere, l’Unione europea ha rafforzato quella base della cooperazione nel campo della giustizia e degli affari interni di cui è parte integrante il rispetto dei Trattati internazionali per i diritti umani, nonché quello dei principi delle libertà del cittadino e dello Stato di diritto.

Vorrei qui di seguito passare brevemente in rassegna quelle dieci basi, così le ha definite il Vertice stesso, che sono i risultati del Consiglio europeo.

A Tampere è stato compiuto un passo verso una politica di asilo e di immigrazione comune. Le richieste di asilo e le questioni concernenti l’immigrazione sono distinte, eppure strettamente connesse: tale è il punto di partenza su cui il Consiglio di Tampere ha posto l’accento. La prima base posta a Tampere è infatti la creazione di una politica comunitaria globale per le questioni concernenti l’immigrazione e le richieste d’asilo. Quel che più conta è affrontare le cause dell’immigrazione, di concerto con i paesi di origine dei flussi migratori. Il Consiglio europeo ha con soddisfazione approvato quanto realizzato dal gruppo di lavoro ad alto livello preposto a elaborare i piani d’azione per intervenire nelle cause dell’immigrazione. Si tratta di un’attivitá che esige un’ampia scelta di strumenti tanto nel settore della politica estera, quanto in quello della cooperazione allo sviluppo, dei diritti umani, della politica commerciale, nonché una prevenzione dei conflitti. Il mandato del gruppo di lavoro è stato prolungato per elaborare nuovi piani d’azione.

Abbiamo stabilito di puntare a un sistema di asilo comune, una decisione che a mio avviso rappresenta una delle maggiori aperture del Consiglio europeo di Tampere. Il Consiglio ha infatti preso ferma posizione a favore del diritto di asilo, subordinando il sistema d’asilo europeo alla piena applicazione della Convenzione di Ginevra. Il principio del non-refoulement, in base al quale non è possibile rimpatriare quanti sono perseguitati nel proprio paese, è stato ulteriormente ribadito a parte.

Mettere a punto un sistema comune richiede naturalmente tempo. Tuttavia, prima della fine di quest’anno, la Commissione sarà invitata a redigere una comunicazione relativa alla creazione di una procedura comune per la richiesta di asilo e a uno status comune per coloro che ottengono l’asilo nell’Unione europea. L’attuazione delle decisioni adottate a Tampere può tradursi in un sensibile miglioramento del funzionamento del sistema di richiesta di asilo europeo e in una sua maggiore equità. La definizione dell’obiettivo di attribuire agli immigranti che risiedono legalmente nel territorio comunitario diritti e doveri pari a quelli dei cittadini dell’Unione è un altro importante traguardo raggiunto a Tampere. E’ in particolare necessario migliorare lo status giuridico di coloro che da lungo tempo risiedono nel territorio comunitario, garantendo ad esempio il diritto di soggiorno, all’istruzione, al lavoro, nonché all’esercizio di una professione.

L’Unione europea deve altresì farsi paladina dei suoi valori più alti, lottando contro l’intolleranza e la discriminazione. A tale questione si attribuisce oggigiorno una grandissima importanza anche in seno al Parlamento europeo. Il Consiglio europeo di Tampere ha posto l’accento sull’intensificazione dell’azione di lotta contro il razzismo e la xenofobia e ha esortato gli Stati membri a redigere appositi piani nazionali.

Sono state prese decisioni significative per quanto riguarda il controllo dei flussi migratori. E’ stato deciso di adottare misure per combattere l’immigrazione clandestina, di irrigidire le pene inflitte per la tratta degli esseri umani e per altre forme di sfruttamento degli immigranti, come d’altronde le misure contro la criminalità organizzata, nel contesto della cooperazione fra gli Stati membri e l’Europol. Vorrei a tal riguardo sottolineare la necessità di garantire nel contempo i diritti delle vittime dei crimini e, in particolare, la condizione delle donne e dei bambini. Grazie fra l’altro ai programmi di scambio e al trasferimento di tecnologia sarà possibile migliorare la cooperazione in materia di sorveglianza delle frontiere sia fra gli Stati membri, sia di concerto con gli Stati candidati all’adesione. E’ in tale contesto opportuno sottolineare l’importanza degli accordi di Schengen e di una sorveglianza professionale delle frontiere esterne di un’Unione in procinto di allargarsi.

A Tampere abbiamo trovato un accordo anche in merito ad azioni concrete che consentiranno di porre in essere un effettivo spazio di giustizia europeo. E’ stato deciso di creare un sistema di informazioni, continuamente aggiornato e di facile utilizzo, che fornisca ai cittadini dati sugli ordinamenti giuridici degli altri Stati membri. Su proposta della Commissione, l’Unione europea adotterà i requisiti minimi per assicurare un’adeguata assistenza giuridica nelle questioni di carattere transfrontaliero. Abbiamo altresì deciso di snellire le procedure concernenti reclami di interesse limitato in materia di tutela dei consumatori, di mantenimento e commerciali. L’approvazione dei requisiti minimi per la tutela delle vittime dei crimini, in particolare per quanto riguarda l’assistenza giuridica e il diritto all’indennizzo dei danni, consentirà di migliorare la posizione delle vittime stesse.

A seguito di un’approfondita discussione, il Consiglio europeo ha approvato il reciproco riconoscimento delle sentenze e delle decisioni, quale prima pietra per edificare uno spazio giuridico. L’adozione del principio del riconoscimento reciproco, quale punto di partenza sia per le questioni che rientrano nel diritto privato, sia per quelle del diritto penale, è a mio giudizio un risultato importante.

La decisione di proseguire sulla via dell’armonizzazione del diritto e della procedura civile, a favore di una migliore cooperazione giuridica e di una maggiore disponibilità di tutela legale, è un altro importante risultato raggiunto a Tampere.

A Tampere è stata effettuata una scrupolosa analisi delle azioni comuni volte a intensificare la lotta alla criminalità nell’Unione europea. Il Consiglio europeo si è all’unanimità dichiarato a favore di pene più severe e di una maggiore responsabilizzazione nei confronti delle azioni commesse nel caso di singoli e di organizzazioni che abusano delle libertà vigenti nel territorio comunitario e violano i diritti dei cittadini. E’ a tal fine necessario intensificare la cooperazione fra le autorità. Il punto di partenza adottato per la lotta alla criminalità è una prevenzione più efficace. Gli Stati membri elaboreranno appositi programmi nazionali, rafforzeranno la cooperazione reciproca e la comparazione delle pratiche migliori. Il Consiglio europeo ha esortato a far luce sulle opportunità di finanziare con risorse comunitarie un programma che ponga innanzitutto l’accento sulla criminalità giovanile, urbana e legata agli stupefacenti, sviluppatasi con maggiore intensità in vari paesi.

Le decisioni adottate a Tampere hanno consentito di contribuire a una cooperazione europea fra le autorità di polizia e giudiziarie degli Stati membri. Il Consiglio europeo ha deciso la costituzione, in un primo momento, di gruppi investigativi comuni per combattere il narcotraffico e la tratta degli esseri umani, nonché il terrorismo. Lo scambio di esperienze e la collaborazione alla programmazione delle azioni operative, insieme all’Europol, avverranno in seno al gruppo d’azione europeo a livello direzionale. L’Europol dovrà essere altresì dotata del potere di chiedere agli Stati membri di dare avvio alle indagini e di poterle coordinare.

La fondazione di un nuovo organo, l’Eurojust, contribuisce anch’essa alla lotta contro la criminalità organizzata. In conformità del loro ordinamento giuridico, gli Stati membri invieranno a tale unità procuratori nazionali, giudici istruttori, nonché autorità di polizia dotate di poteri analoghi. Sarà così possibile vigilare con maggiore efficacia affinché le investigazioni avviate sulla base delle indagini effettuate dall’Europol conducano all’accusa e alla condanna dei criminali. Per la formazione delle più elevate autorità preposte alla sorveglianza della legge sarà fondata un’accademia europea di polizia, aperta altresì alle autorità degli Stati candidati all’adesione.

Il Consiglio europeo ha altresì deciso di dare avvio all’armonizzazione della legislazione in taluni settori dei codici penali nazionali. L’obiettivo è quello di definire di comune accordo reati e accuse, nonché le pene che comportano. In tale attività l’accento sarà agli inizi posto su talune gravi forme di criminalità transfrontaliera, come quella finanziaria, il narcotraffico, la tratta degli esseri umani, specialmente lo sfruttamento della prostituzione, gli abusi sessuali sui bambini, la criminalità connessa con l’utilizzo di alta tecnologia, nonché quella nei confronti dell’ambiente.

Come ultima base è infine necessario menzionare le azioni specifiche contro il riciclaggio del denaro. Si tratta di una decisione che, fra quelle adottate a Tampere, riveste un’importanza di primo piano. A evidenziare l’importanza di tali azioni è il fatto che, all’interno della criminalità organizzata, il riciclaggio del denaro riveste un ruolo fondamentale ed è strettamente connesso, fra l’altro, con il narcotraffico e la tratta degli esseri umani, nonché con il commercio illegale di armi. Vorrei in particolare evidenziare il fatto che, qualora necessitino di informazioni, le autorità giudiziarie e le unità incaricate di indagare sul riciclaggio del denaro possono avere il diritto a ottenerle, indipendentemente dai regolamenti sul segreto bancario e commerciale. L’Europol vedrà le proprie competenze ampliate al riciclaggio del denaro, in generale a prescindere dal tipo di reato a cui le risorse riciclate risalgono. A livello di Stati membri, si dovrà cercare di definire in modo uniforme ed esaustivo l’ambito di quell’attività criminale che costituisce il cosiddetto reato iniziale del ricilaggio del denaro.

Solo un’azione di portata globale può consentire di raggiungere gli obiettivi stabiliti per la cooperazione nell’ambito della giustizia e degli affari interni. A tal fine, il Consiglio europeo ha adottato degli orientamenti politici per rafforzare l’azione esterna dell’Unione europea. I risultati conseguiti nel quadro della cooperazione nell’area del Mar Baltico sono un esempio di azione concreta a livello locale nella lotta contro la criminalità organizzata. A Tampere è stata attribuita un’attenzione particolare all’intensificazione della cooperazione nella regione dei Balcani.

L’esecuzione delle decisioni adottate a Tampere avrà un avvio immediato, ma naturalmente richiederà tempo. I controlli saranno effettuati con un metodo rivelatosi efficace nel quadro della creazione del mercato unico. La Commissione elaborerà la proposta per un quadro di valutazione, uno score board, che consentirà di seguire l’attuazione delle decisioni e il rispetto delle scadenze. Un controllo approfondito dei risultati avverrà nel dicembre del 2001, nel corso del Consiglio europeo della Presidenza di turno belga.

Signora Presidente, desidererei con il Suo permesso esporre brevemente i più importanti obiettivi che vorremmo ancora raggiungere nel corso della Presidenza di turno finlandese. La decisione più importante del Consiglio europeo di Helsinki riguarderà il futuro dell’Europa intera. A Tampere, la mia opinione sul fatto che gli Stati membri condividono un’idea piuttosto omogenea quanto alle modalità per continuare sulla via dell’allargamento dell’Unione europea, ha trovato ulteriore conferma. Lo slancio politico del processo già avviato non deve andare perduto. La Finlandia, nella sua veste di paese che detiene la Presidenza di turno, vuole far sì che tutti gli Stati candidati siano incoraggiati e sostenuti in egual modo negli sforzi che compiono per adempiere i requisiti dell’adesione. In tale processo, ogni paese candidato dovrà procedere sulla base delle proprie risorse e noi desideriamo che, nel corso dei negoziati, quelli meglio preparati procedano più rapidamente degli altri.

Ai paesi candidati vogliamo ricordare che per poter aderire è prima necessario soddisfare i criteri di Copenaghen. Sono convinto del fatto che le raccomandazioni pubblicate dalla Commissione il 13 ottobre consentiranno di adottare a Helsinki delle decisioni basate su una politica globale, credibile e coerente, il che è indispensabile per garantire un impatto positivo del processo di allargamento sulla stabilità dell’Europa.

L’Unione europea necessita anche di riforme. Ne abbiamo discusso stamattina insieme alla signora Presidente. Il processo con cui cerchiamo di rafforzare l’Europa non dovrà riflettersi negativamente su quello decisionale delle istituzioni e, di conseguenza, sulla capacità d’azione dell’Unione europea. Al Consiglio europeo di Helsinki presenterò una relazione sulle riforme istituzionali necessarie che intendiamo adottare nella CIG dell’anno 2000.

In qualità di paese che ha la Presidenza di turno, la Finlandia intende attenersi al mandato del Consiglio europeo e preparare una CIG il cui ordine del giorno sia conciso. Nei prossimi anni sarà tuttavia necessaria una discussione più ampia sul tipo di Unione di cui abbiamo bisogno per essere maggiormente all’altezza delle sfide che si profilano. Non è a tal riguardo mia intenzione formulare previsioni sul momento in cui gli Stati membri saranno pronti a intraprendere dei passi verso una direzione più ambiziosa e a modificare i Trattati di base, per sviluppare ulteriormente l’Unione. La fretta non torna necessariamente a vantaggio di tale questione, ma aumenta la necessità di una riforma più radicale, sia a seguito dell’allargamento che dei cambiamenti all’esterno dell’Unione.

Lo sviluppo di una PESC, nonché dei mezzi per gestire le crisi sono fra i nostri obiettivi più importanti. L’Unione europea dispone di un’ampia scelta di strumenti e di risorse politiche ed economiche è può divenire un protagonista sulla scena internazionale. Attualmente la PESC viene rafforzata mediante strategie comuni. Qualora voglia contribuire in modo credibile al mantenimento della pace e della stabilità, l’Unione deve altresì dotarsi dei mezzi civili e militari per far fronte alle crisi. La relazione che presenteremo al Consiglio europeo di Helsinki analizza i mezzi civili e militari per un approccio integrante nella composizione dei conflitti. Nel quadro della PESC vogliamo realizzare progressi concreti e intraprendere quanto prima passi decisivi.

E’ infine opportuno constatare che, in veste di paese che detiene la Presidenza di turno, la Finlandia desidera migliorare l’efficienza e la trasparenza delle attività comunitarie : si tratta di una questione fondamentale, qualora ci si voglia accaparrare il consenso dei cittadini. Nel corso della nostra Presidenza di turno abbiamo dato avvio alla riforma delle attività del Consiglio, aumentandone la trasparenza, abbiamo migliorato l’accesso ai documenti e ora pubblichiamo i calendari delle riunioni del Consiglio, dei gruppi di lavoro, nonché gli ordini del giorno delle riunioni. L’esame delle altre proposte di riforma a favore di una maggiore trasparenza è attualmente in corso e, probabilmente prima che termini la nostra Presidenza di turno, la Commissione presenterà una proposta di regolamento in materia di trasparenza, ai sensi dell’articolo 255. Mi auguro che anche in tal modo la nostra Presidenza di turno lascerà delle tracce permanenti nelle attività dell’Unione europea.

Signora Presidente, resto a completa disposizione dei deputati al Parlamento per uno scambio di opinioni.

(Applausi)

 
  
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  Vitorino, Commissione.(EN) Innanzitutto, vorrei sottolineare che la Commissione condivide il parere positivo della Presidenza sui risultati del Consiglio europeo di Tampere. Desideriamo esprimere le nostre vive congratulazioni al Primo ministro finlandese sia per i preparativi che hanno preceduto la riunione sia per il modo in cui ha personalmente presieduto l’intero processo.

 
  
  

(EN) Un evento come quello di Tampere, con le aspettative che lo precedono, può talvolta dare l’impressione di essere un fine di per sé. E’ solo l’inizio di un processo. La Commissione ritiene nondimeno che Tampere abbia trasmesso il giusto messaggio a un pubblico numeroso e vario: ai nostri cittadini, innanzitutto, che una questione ai primi posti della loro agenda personale sta rapidamente raggiungendo i primi posti dell’agenda politica dell’Unione; alle amministrazioni nazionali, che non ci sarà alcuna marcia indietro e che i Capi di governo si sono impegnati ad adoperarsi affinché i miglioramenti, tra cui i miglioramenti istituzionali del Trattato di Amsterdam, siano efficaci; al mondo criminale, che l’Unione sta mobilitando tutto il suo potenziale per contrastare le attività illegali, che minacciano la nostra libertà e il nostro benessere, se non addirittura i nostri regimi democratici; infine, al mondo esterno, che un’Unione sicura al suo interno non significa un’Unione fortezza e che i nostri impegni nei confronti di coloro che necessitano di protezione sono sacri. Non è un cattivo inizio.

L’impresa è enorme, non ultimo per la Commissione, alla quale il Consiglio europeo ha affidato numerosi compiti, dimostrando così una fiducia gratificante nel nostro operato. Con l’aiuto e la cooperazione del Parlamento e con le risorse necessarie ad espletare tali compiti sono certo che riusciremo a svolgere il ruolo che ci è stato assegnato a Tampere.

Senza dubbio intendiamo iniziare a studiare il modo in cui creare il quadro di valutazione che ci è stato richiesto come metodo per mantenere vive le pressioni, in primo luogo su noi stessi, ma anche su altri, nonché per assicurare che tutto avvenga nella massima trasparenza possibile in un futuro molto prossimo.

Se voi, in seno al Parlamento, o noi, in seno alla Commissione, dovessimo constatare segni di allontanamento da questa linea, non esiteremo a ricordare ai Capi di Stato e di governo il messaggio da essi lanciato a Tampere. Quando dico “il messaggio lanciato a Tampere”, non intendo solo il messaggio formulato a Tampere, ma anche ciò che potremmo chiamare lo spirito di Tampere.

(Applausi)

 
  
  

(PT) Signora Presidente, onorevoli parlamentari, le conclusioni del Vertice di Tampere uniscono ad un messaggio politico forte sulla priorità conferita alla costruzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, la preoccupazione di definire quelle che sono le priorità incentrate sulle questioni che toccano direttamente la vita quotidiana dei cittadini.

I Capi di stato e di governo hanno pertanto ribadito l’obbligo di rispettare l’impegno solenne assunto a Tampere. La Commissione, sulla base del dialogo e della cooperazione con il Parlamento europeo, è disposta a far di tutto affinché si realizzi uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia che risulti innanzitutto equilibrato nelle sue tre componenti: libertà, sicurezza e giustizia.

La lettera che il Presidente Romano Prodi ha indirizzato al Consiglio europeo sottolineava la nostra preoccupazione primaria di non fare di Tampere un vertice repressivo. Tale obiettivo è stato raggiunto e di ciò la Commissione si congratula in modo particolare. Vorrei, inoltre, mettere in evidenza come l’inequivocabile affermazione della natura intangibile della Convenzione di Ginevra, quale base per la costruzione della politica europea di asilo, meriti il nostro appoggio e il nostro plauso.

Ci congratuliamo per l’impegno assunto al massimo livello di affrontare le questioni legate all’immigrazione in una prospettiva di partenariato con i paesi di origine e di transito. Ci congratuliamo per l’accento posto sulla lotta al traffico di esseri umani, piuttosto che sull’azione repressiva contro le sue stesse vittime, nell’ambito dell’immigrazione clandestina. La Commissione appoggia l’affermazione chiara dell’importanza della prevenzione nella lotta alla criminalità, sia alla criminalità finanziaria, che alla criminalità urbana o a quella giovanile, affermazione nella quale vede riconosciuti i propri sforzi di conferire particolare rilievo ai diritti delle vittime di attività criminose.

La Commissione sottoscrive l’impostazione concreta della proclamazione di un concetto europeo di accesso alla giustizia, quale strumento per l’esercizio del diritto di libera circolazione delle persone, senza ostacoli di ordine legale e amministrativo. E’ inoltre necessario che al diritto della libera circolazione facciano ora seguito le misure legislative indispensabili affinché possa realizzarsi nel minor tempo possibile.

La Commissione si congratula per la proclamazione del principio dell’equiparazione, quanto più ampia possibile, dei diritti dei cittadini provenienti da paesi terzi e residenti stabilmente nell’Unione ai diritti e doveri riconosciuti ai cittadini degli Stati nazionali membri dell’Unione, ed ha intenzione di procedere in tal senso con proposte concrete.

La Commissione desidera, infine, sottolineare come sia positiva la chiarezza con cui viene definita prioritaria la lotta al razzismo, alla xenofobia e a tutte le forme di discriminazione previste all’articolo 13 del Trattato.

Le conclusioni del Vertice di Tampere affrontano, inoltre, in misura adeguata il rafforzamento della cooperazione investigativa e giudiziaria al fine di proteggere e salvaguardare le libertà dei cittadini. E lo fanno in modo da rispondere alle preoccupazioni legittime dei cittadini in materia di sicurezza e garanzia a livello giudiziario dei loro diritti, come è regola all’interno di un’Unione che vuole essere fondata sul principio del primato del diritto e della legge.

Vorrei mettere in evidenza, a tal proposito, il principio di mutuo riconoscimento delle decisioni e delle sentenze, a cui deve contribuire l’adozione, in tutti gli Stati membri, di definizioni e sanzioni comuni contro talune attività criminose di natura transfrontaliera, sia nel campo della criminalità organizzata, del traffico illecito di droga, del traffico di esseri umani che dei reati contro i bambini; allo stesso modo vorrei mettere in rilievo l’istituzione della rete EUROJUST, che rappresenta, senza alcun dubbio, l’inizio della costruzione di una componente giudiziaria dell’Unione europea che sia strumento di appoggio e di controllo dell’azione dell’EUROPOL, a garanzia della sicurezza interna, nonché strumento di difesa dei diritti dei cittadini europei.

La Commissione si propone di agire in modo da adempiere l’ambizioso programma d’azione per la lotta al riciclaggio di denaro, che implica modifiche tanto alla posizione nelle relazioni esterne dell’Unione quanto sul piano legislativo di ciascuno degli Stati membri.

Tuttavia, signora Presidente, onorevoli parlamentari, il Vertice di Tampere non ha risposto integralmente a tutte le aspettative della Commissione. Senza pregiudizio per i risultati positivi già messi in evidenza in larga misura dal Presidente in carica del Consiglio, non posso fare a meno di ammettere che su alcuni punti la Commissione prova una certa delusione. Essa deplora il fatto che il Consiglio europeo non abbia adottato il principio di un sistema unico di asilo, che, a nostro avviso, pur rappresentando un traguardo ambizioso, corrisponde comunque alla necessità urgente di trattare le questioni legate all’asilo in modo collegiale e coerente. La Commissione non mancherà di presentare proposte in grado di fugare gli eventuali timori che un sistema centralizzato di asilo potrebbe suscitare in alcuni Stati membri.

Deploro, inoltre, la riluttanza di alcuni Stati membri nell’appoggiare l’idea di un fondo europeo per i rifugiati, persino dopo che la Commissione aveva messo in chiaro che tale fondo non comportava nessuna spesa nuova o aggiuntiva. La lezione della Bosnia e del Kosovo rafforza la nostra convinzione di quanto sia importante persistere nell’illustrare i nostri intenti, cosa che ci auguriamo possa accadere già alla fine del corrente anno, ovvero nell’ambito della redazione del bilancio per l’anno 2000.

Al Vertice di Tampere non è stato possibile adottare la proposta di un procuratore europeo, seppur limitandone la competenza alla protezione degli interessi finanziari della Comunità. Mi permetto di suggerire che il prossimo dibattito sulla Conferenza intergovernativa potrebbe essere una buona occasione per ritornare su questa nostra idea.

 
  
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  Suominen (PPE).(FI) Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio europeo e primo ministro Lipponen, mi associo all’opinione che attribuisce al Consiglio europeo di Tampere un’importanza storica. E’ stata infatti la prima volta che il Consiglio ha preso in esame la creazione di un’area di libertà, di sicurezza e di giustizia, attribuendole la priorità nell’ordine del giorno dell’Unione europea. Le questioni analizzate rientrano fra quelle che nell’ottica dei comuni cittadini e, perché no?, anche delle imprese, hanno importanza nella vita di ogni giorno. Il Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei prende atto dei progressi conseguiti in taluni ambiti del settore, quantunque non nascondiamo la nostra delusione per la brevità di certi passi.

Nel quadro della creazione di uno spazio di giustizia europeo, la decisione più importante concerne il reciproco riconoscimento delle sentenze e delle decisioni: si tratta della prima pietra di una cooperazione giudiziaria a livello comunitario nell’ambito del diritto civile e penale. Un consenso continuo dei cittadini al principio della libertà di circolazione implica maggiori possiblità di ottenere giustizia in tutto il territorio comunitario. Una migliore cooperazione fra le autorità di polizia e un maggiore sostegno all’Europol tornano a vantaggio delle investigazioni e della prevenzione dei crimini. A tal riguardo, il nostro Gruppo è del parere che alla cooperazione giuridica dovrà essere attribuita una posizione prioritaria nel contesto dell’attività comune e, di conseguenza, plaude a una cooperazione fra procuratori generali nel quadro di Eurojust. Siamo tuttavia delusi dal fatto che le decisioni adottate a Tampere non facciano parola di un procuratore generale europeo il cui campo d’azione avrebbero dovuto essere le frodi ai danni del bilancio europeo.

Al pari del Consiglio, il nostro gruppo ritiene  che l’Unione europea e i suoi Stati membri rafforzeranno l’apertura nei confronti del resto del mondo nel settore delle relazioni personali, culturali, politiche ed economiche. Tale apertura comprende il pieno rispetto del diritto di asilo. Auspichiamo che a lungo andare le decisioni del Consiglio si traducano in una procedura comune di richiesta di asilo e in uno status comune per quanti hanno ottenuto asilo in tutto il territorio dell’Unione europea e aprano così la via che farà dell’Europa un unico territorio nel quadro di tali questioni. Le decisioni adottate dal Consiglio di Tampere non vanno così lontano, ma esse fanno menzione di uno spazio comune.

Il nostro Gruppo ricorrerà ai mezzi di cui dispone per influenzare sul bilancio comunitario, per creare la base per un fondo profughi europeo. A tale questione le decisioni del Consiglio hanno riservato unicamente un cenno, un invito alla Commissione ad analizzare la possibilità di riflettere sulla creazione di una ‘sorta di fondo di riserva per situazioni d’emergenza in cui ingenti gruppi di profughi cerchino una protezione temporanea’. Le decisioni del Consiglio non contengono alcuna menzione quanto alla ripartizione degli oneri finaziari dovuti ai profughi e a quanti fanno richiesta di asilo. Quantunque gli Stati membri dell’Unione europea vogliano in ultima analisi decidere loro stessi chi può stabilirsi sul loro territorio, l’obiettivo deve a lungo andare essere una politica omogenea e una conseguente ripartizione dei costi.

Il nostro Gruppo si compiace della composizione dell’organo da istituirsi per dare corpo a una Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e reputa che la forte dimensione parlamentare in esso presente testimoni, meglio di un’ordinaria CIG, dell’attuazione democratica degli sviluppi dell’Unione europea. Prenderemo pienamente parte ai lavori di tale organo.

Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio europeo, a prescindere da queste osservazioni, i risultati del Vertice di Tampere sono significativi e le nostre critiche mirano a far sì che in futuro il Consiglio si ponga mete comuni ancora più ambiziose. Nondimeno, le decisioni sono solo parole sulla carta ed è a nostro giudizio importante che il Consiglio e la Commissione si incarichino ora di una rapida esecuzione delle decisioni. Se nel passaggio da un livello elevato al grigiore quotidiano dei Consigli ‘Affari interni e giustizia’ le decisioni diventano routine e nel giro di tre-quattro anni non accadrà nulla, quello di Tampere passerà alla storia come il Consiglio delle dichiarazioni non concretizzate. Così accadrà, a prescindere dalla buona idea di adottare uno score board, che il Consiglio ha preso a prestito dal mondo imprenditoriale. In realtà si tratta di una vera e propria balanced score card, signori rappresentanti del Consiglio. Signor Presidente del Consiglio europeo, mantenga il momentum.

(applausi)

 
  
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  Barón Crespo (PSE).(ES) Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero anzitutto congratularmi con la Presidenza finlandese per il successo che ha rappresentato Tampere dando l’avvio ad una nuova tappa nella crescita della cittadinanza europea, nel rispetto del sempre difficile equilibrio tra libertà e sicurezza. Tutto questo non solo conferma che stiamo costruendo un’Unione basata sulla liberalizzazione degli scambi di merci, della prestazione di servizi e dei trasferimenti di capitali, ma dimostra anche che ci preoccupiamo della libertà di stabilimento e di circolazione dei cittadini. Con l’accesso alla giustizia al di là delle frontiere nazionali, grazie al mutuo riconoscimento delle sentenze, e la possibilità di combattere, a livello transnazionale, la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro sporco, è stato fatto un passo avanti nella direzione indicata dalla quarta libertà del Trattato di Roma.

C’è poi un’altra dimensione importante, signora Presidente, e riguarda il fatto che ci troviamo in questo momento alle porte della nuova fase di ampliamento, come ha detto il Presidente in carica del Consiglio, e anche il fatto che stiamo vivendo una serie di risultati elettorali che per noi tutti costituiscono un chiaro segnale della misura in cui determinati atteggiamenti xenofobi e razzisti stanno incidendo sulla popolazione di alcuni dei nostri paesi. È quindi molto importante che, di fronte a questo tipo di reazioni difensive che dimostrano che non tutto è ancora consolidato, siamo capaci di inviare un messaggio di libertà e di progresso.

Questa osservazione riveste particolare importanza da due punti di vista. Il primo è l’asilo. Credo che si tratti di una delle libertà fondamentali che dobbiamo difendere e, in questo senso, un regime unico di asilo è molto importante; lo dico perché vengo da un paese in cui l’asilo politico ha permesso a molti combattenti per la libertà di salvarsi la vita e di continuare la loro attività in altri paesi europei. Il secondo è l’immigrazione. Dobbiamo cercare, in funzione della nostra situazione, di fare in modo che gli immigranti legali abbiano gli stessi diritti e contemporaneamente introdurre una politica di sviluppo congiunto, che eviti l’immigrazione selvaggia che viviamo da molto tempo. In quest’ottica, crediamo che qui si apra un nuovo fronte importante ed appoggiamo – come abbiamo fatto con l’iniziativa del Parlamento – la creazione di un fondo per i rifugiati, che riteniamo possa costituire un elemento decisivo.

Per concludere, signora Presidente, ci sembra chiaro che la Commissione, come ha fatto per il mercato interno, fa nuovamente ricorso ad un sistema di parametri e al meccanismo di emulazione. Tutto questo è positivo. Continuiamo a sollecitare l’istituzione di organi di lotta contro la frode a livello comunitario. Infine, ringrazio il signor Presidente in carica del Consiglio per la sua presenza qui. Deploro che il Consiglio non sia stato sufficientemente presente in sede di commissioni parlamentari, perché questo ci avrebbe aiutato a sviluppare il dibattito e a conoscerci meglio per poter progredire insieme.

 
  
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  Ludford (ELDR).(EN) Signora Presidente, questo Vertice è stato molto significativo e i risultati sono migliori e meno repressivi del previsto. Guardando al passato dobbiamo constatare con stupore che l’Europa ha compiuto progressi di gran lunga maggiori nel ridurre la burocrazia per i prodotti e le imprese di quanto non abbia fatto per le persone. E’ ora di cambiare, e il cambiamento dev’essere rapido. Tuttavia, il Parlamento non è ancora un partner a pieno titolo e questo dev’essere il nostro obiettivo nei prossimi anni.

Non è ammissibile che, nonostante l’accento posto sulla democrazia nelle conclusioni della Presidenza, i rappresentanti d’Europa eletti a suffragio diretto siano emarginati quando si tratta di creare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Vorrei solo affermare la mia ferma convinzione che la voce del Parlamento sarebbe rafforzata dalla capacità di quattro gruppi di accordarsi sulla risoluzione presentata oggi.

Posso toccare solo alcuni punti e vorrei dare la precedenza alla questione dei profughi. Valutiamo positivamente la riaffermazione della piena e globale applicazione della Convenzione di Ginevra, e su questo si deve riconoscere il merito della Presidenza finlandese. È molto importante che il sistema comune di asilo a livello di Unione europea – che dovrebbe tuttavia essere un sistema unico e integrare fondi comunitari – non si basi sul minimo denominatore comune. Dobbiamo anche prestare molta attenzione a non incoraggiare i pregiudizi razzisti e attendiamo fiduciosi la presentazione di proposte basate sull’articolo 13 volte a combattere il razzismo.

Quanto ai diritti individuali, si sono compiuti alcuni progressi, ma non sono ancora sufficienti. Accogliamo con grande favore la reiterazione di quanto sia importante legiferare al fine di riconoscere ai cittadini dei paesi terzi legalmente residenti diritti quanto più possibile analoghi a quelli di cui godono i cittadini dell’Unione. La questione è ora urgente.

Dobbiamo anche compiere progressi concreti in materia di diritto dei cittadini dell’Unione europea di trasferirsi e risiedere liberamente in tutta l’Unione. E’ un peccato che a Tampere non si sia parlato di diritti di accesso a informazioni e documenti, nonostante sia stata riaffermata l’importanza del principio della trasparenza.

Per quanto riguarda l’accesso alla giustizia, è necessario che il principio del reciproco riconoscimento sia integrato dalla fissazione di standard minimi comuni e sarebbe stato bene prevedere un sistema atto a riconoscere il diritto dei cittadini di ottenere la libertà su cauzione qualora siano imputati in attesa di giudizio in uno Stato diverso da quello di residenza.

Attendiamo fiduciosi che l’organo incaricato di preparare la Carta dei diritti fondamentali, la cui presidenza dovrebbe spettare a un rappresentante del Parlamento, produca un documento che abbia efficacia diretta per i cittadini dell’Unione e consenta loro di far valere individualmente i propri diritti dinanzi alla Corte di giustizia europea. E’ opportuno conferire alle autorità pubbliche maggiori poteri transfrontalieri per la lotta contro la criminalità, ma è necessario che il Parlamento europeo e i tribunali europei vigilino sull’uso di tali poteri, onde assicurare che le libertà civili siano rispettate e difese con vigore.

(Applausi)

 
  
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  Boumediene-Thiery (Verts/ALE).(FR) Signora Presidente, onorevoli colleghi, come si poteva supporre dall’opacità dei lavori preparatori, le conclusioni del Consiglio di Tampere restano, per il nostro gruppo, deludenti nelle loro ambizioni e vaghe nei risultati, malgrado qualche interessante passo avanti.

In generale, è significativo che il Vertice abbia fissato un calendario preciso sulle misure riguardanti lo spazio di sicurezza. Le azioni relative allo spazio di libertà, invece, non hanno ancora scadenze chiare. Permane quindi la paura di un’Europa fortezza.

Per quanto riguarda le misure sul diritto d’asilo e l’immigrazione, tali provvedimenti restano del tutto indeterminati e poco vincolanti, con un’unica buona notizia: il rispetto della Convenzione di Ginevra e la conferma della lotta contro il razzismo.

Il nostro gruppo si compiace della volontà manifestata di concedere diritti analoghi ai cittadini di paesi terzi ed ai cittadini europei. E’ invece preoccupato dei punti oscuri che ancora esistono sull’argomento. E’ fondamentale infatti che tale parità sia estesa ai diritti politici, alla libertà di circolazione e al diritto di vivere in famiglia. L’Europa ha il dovere di dare le stesse garanzie a tutte le persone residenti sul proprio territorio.

Ci preoccupiamo inoltre per la dichiarazione del Presidente Lipponen circa il futuro della Carta dei diritti fondamentali. Affermare che essa sarà solo una dichiarazione politica, significa vanificare fin d’ora gli sforzi del gruppo di lavoro. L’aspetto vincolante di tale Carta è indispensabile nella prospettiva della costruzione di un’Europa dei cittadini.

Infine, se il Consiglio ha annunciato l’ampliamento delle competenze e del mandato di Europol, strumento necessario per la lotta contro la criminalità organizzata, che ne è del controllo democratico e giurisdizionale, in particolare per quanto riguarda la creazione di schedari? Tale lacuna contiene il germe di futuri abusi nei confronti delle nostre libertà individuali e collettive.

E’ urgente porvi rimedio con l’istituzione di una commissione per l’informatica e la libertà in Europa.

 
  
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  Di Lello Finuoli (GUE/NGL). – Signora Presidente, non credo di esprimere una posizione isolata dichiarando la mia delusione per i risultati del Vertice di Tampere. E’ vero, poteva finire peggio, molto peggio, specialmente per i cittadini di paesi terzi che si trovano in Europa o che aspirano a venirci perché spinti dal bisogno, ma ciò non toglie che si è persa una buona occasione per iniziare a costruire concretamente uno spazio di libertà, giustizia e sicurezza. Le conclusioni del Vertice sembrano una sintesi dei documenti preparatori che già circolavano da tempo in Parlamento, senza nulla di più specifico: un lungo elenco di buone intenzioni, sulle quali non si può non essere d’accordo. Da alcune decisioni più chiare, però, posso trarre motivo di preoccupazione e perplessità. Farò solo un esempio fra i tanti che si potrebbero fare: la priorità assegnata alla cooperazione contro la criminalità giovanile urbana ci sembra un po’ strana e fuori luogo, dato che, per incidere veramente, gli Stati farebbero meglio a far convergere i loro sforzi di cooperazione per debellare la grande criminalità organizzata, che opera sempre più su basi internazionali. Solo dalle proposte legislative che verranno avanzate potremo capire qualcosa di più. Nel frattempo rinnoviamo la nostra preoccupazione che, alla fine, in concreto, si dia vita a uno spazio di sicurezza interno attraverso una ferrea chiusura verso l’esterno.

 
  
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  Collins (UEN).(EN) Signora Presidente, ritengo che la recente riunione dei leader dell’Unione europea a Tampere in Finlandia abbia avuto esiti molto positivi. E’ stata la prima riunione in seguito alla conferma del nuovo Collegio di Commissari europei da parte del Parlamento europeo e il nuovo Presidente, Romano Prodi, ha più volte confermato il suo sincero impegno nei confronti di un maggiore coinvolgimento del Parlamento nei processi decisionali futuri. Questa nuova impostazione interistituzionale nell’Unione europea si è senza dubbio evidenziata al Vertice di Tampere. I leader dell’Unione l’hanno invitata, signora Presidente, a presenziare alla riunione: un riconoscimento dell’importanza del Parlamento europeo in quanto Istituzione.

Concordo pienamente con la dichiarazione rilasciata dai leader dell’Unione, nella quale hanno espresso profondo rammarico per la mancata ratifica da parte del Senato degli Stati Uniti del Trattato sull’interdizione totale degli esperimenti nucleari. Tale Trattato è la pietra angolare degli impegni in materia di disarmo nucleare e di non proliferazione delle armi nucleari e in sua assenza le prospettive di disarmo si riducono notevolmente. Il Trattato sull’interdizione totale degli esperimenti nucleari è nell’interesse di tutti gli Stati del mondo, e l’Unione europea fa bene a riaffermare il proprio fermo impegno a far entrare in vigore il Trattato quanto prima possibile. Mi compiaccio della conferma da parte del Presidente Clinton del suo impegno a ratificare il Trattato nonché del rinnovato impegno a mantenere in vigore la moratoria degli Stati Uniti sugli esperimenti nucleari.

Mesi fa il Consiglio europeo di Colonia ha deciso di adottare un capitolo sui diritti fondamentali che enunci in un documento completo tutti i diritti fondamentali applicabili a livello di Unione europea al fine di rendere tali diritti più visibili ai cittadini. Il Consiglio di Colonia ha quindi invitato il governo finlandese, cui sarebbe stata affidata la Presidenza successiva, a stabilire le condizioni per la realizzazione di questo progetto in vista del Vertice di Tampere.

 
  
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  Blokland (EDD).(NL) Signora Presidente, di recente avevo affermato che a Tampere non ci saremmo dovuti porre obiettivi utopici ed irraggiungibili, bensì avremmo semplicemente dovuto lavorare sulle questioni concrete e fattibili previste dall’ordine del giorno del Vertice. Alla luce delle relazioni sul Vertice e delle conclusioni tratte dalla Presidenza, posso ora constatare con soddisfazione che il Consiglio ha tenuto conto di quella mia indicazione. Sono state espresse critiche sui risultati ottenuti nella politica di asilo ed immigrazione, giudicati troppo vaghi da alcuni colleghi del Parlamento europeo che forse vorrebbero avere già ora una normativa comune. Personalmente, ritengo invece che proprio il clima di prudenza in cui si sta sviluppando la collaborazione in questo campo sia molto importante ai fini di una politica di asilo ed immigrazione che possa contare su un ampio sostegno.

I risultati di Tampere testimoniano di un atteggiamento costruttivo, dal quale emerge nettamente il desiderio di avviare una collaborazione concreta. Persino il Parlamento sembra colpito dai toni positivi che hanno caratterizzato il Vertice di Tampere e li ha ribaditi nella sua risoluzione. Il fatto che quest’ultima contenga anche accenti critici è legato al sogno di un’Europa unica e comunitaria. Si tratta di un sogno che io non condivido; piuttosto, ciò che auspico è un’Unione i cui Stati membri cerchino di avvicinarsi maggiormente l’uno all’altro in quei settori che hanno una dimensione europea. Possiamo affermare che il Vertice di Tampere ha compiuto un passo importante in quella direzione.

 
  
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  Turco (NI). – Signora Presidente, ancora una volta ci viene sottoposto un documento del Consiglio che opera un divorzio tra la declamazione e la realizzazione di grandi e nobili principi. A Tampere non solo non si costruisce l’Europa per la timidezza e l’insignificanza delle non decisioni prese ma si annuncia la creazione dell’Europa che noi – e crediamo anche i cittadini europei – non vogliono. La tanto proclamata area di libertà, sicurezza e giustizia altro non è che l’affermazione di una concezione burocratica e repressiva della politica in cui si parla tanto di sicurezza e poco di libertà e di giustizia, come dimostrano la fitta serie di conferenze intergovernative, Dublino, EUROPOL, EURODAC, EUROJUST, la mutua assistenza giudiziaria, che escludono il controllo democratico del Parlamento oltre che della Commissione e della Corte di giustizia.

Ancora una volta avete scelto che sia la burocrazia a determinare la politica, e non viceversa come accade nelle grandi democrazie. Poiché avete creato la burocrazia europea del diritto d’asilo con la Convenzione di Dublino e con EURODAC, forse un giorno deciderete finalmente una politica europea dell’asilo e dell’immigrazione. Come potremo combattere la criminalità organizzata attraverso gli strumenti che ci proponete? Innanzi tutto EUROPOL che, per com’è nata e per la sua natura di organo fuori controllo democratico e giudiziario, continua grazie a voi ad assorbire nuove competenze; in questo senso EUROPOL ha le caratteristiche del fenomeno che vuole combattere.

Quanto alle azioni in materia di lotta contro la droga per il periodo 2000-2004, il Consiglio ci esorta ora ad adottare in tutta fretta questo documento mentre, come ammette la stessa Commissione, non è stata fatta nessuna valutazione sistematica e rigorosa dei presunti risultati del piano precedente. La Commissione non solo si spinge ad affermare che l’obiettivo è lontano dall’essere raggiunto, ma constata anche che il traffico e il consumo di sostanze stupefacenti crescono, il che significa che buona parte del denaro finora speso si è rivelato un investimento non già contro la droga ma per la sua diffusione.

E sul fronte delle libertà? Il Consiglio propone di applicare l’articolo 13 del Trattato di Amsterdam nel modo più minimalista possibile, proponendo di affidare ad un organismo extraistituzionale l’elaborazione di una Carta dei diritti fondamentali. Signori del Consiglio, non è questa l’Europa che vogliamo: un’Europa intergovernativa, ademocratica, illiberale che avete il compito istituzionale di rappresentare! Noi vogliamo, con Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli, gli Statiuniti d’Europa federali, dei diritti, della libertà e della democrazia!

 
  
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  Pirker (PPE).(DE) Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Commissario, a nome del mio gruppo vorrei porre tre domande e darvi risposta. Il Vertice di Tampere è stato importante? A questo interrogativo risponderei in modo positivo, per tre motivi. In primo luogo, perché il tema della sicurezza interna è stato dibattuto a livello di Capi di stato e di governo, trasferendolo dall’ambito di competenza prettamente nazionale dei Ministri degli interni e della giustizia. A tale proposito, ringrazio gli ex Presidenti Jacques Santer e José Maria Aznar, presenti al Vertice di Pörtschach, nel corso del quale hanno dato impulso al Vertice sulla sicurezza di Tampere.

In secondo luogo, il Vertice è stato importante perché ha inviato un segnale ai cittadini europei, un messaggio affinché sappiano che stiamo lavorando per la loro sicurezza. Laddove gli Stati membri hanno ormai esaurito le loro possibilità, subentra l’Unione, con la politica in materia di asilo e migrazione, la lotta contro la criminalità organizzata e la cooperazione nel settore della giustizia. In terzo luogo, l’importanza del Vertice risiede nel fatto che sinora abbiamo operato per realizzare un’Unione economica e monetaria, ma tale Vertice straordinario ha costituito il primo passo verso un’Unione sul terreno della sicurezza, verso uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei.

La seconda domanda che ci siamo posti è la seguente: il Vertice è stato un successo? E’ un interrogativo al quale non siamo ancora in grado di rispondere con sicurezza. Nel 2001, quando avremo a disposizione i primi risultati in merito, potremo fare un bilancio, e tra cinque anni sapremo se Tampere abbia rappresentato un successo. Al momento, possiamo però constatare molti piccoli progressi e successi messi a segno. Il primo e più significativo è stato la chiara definizione di obiettivi, responsabilità e tempi. Ciò vuol dire che ora siamo in grado di verificare l’effettivo andamento dei progressi compiuti.

Il secondo aspetto importante, che ha fatto di Tampere un successo, è che per la prima volta è stata operata una netta distinzione tra la politica in materia di asilo, di migrazione di manodopera, e la politica in materia di accoglienza dei rifugiati e dei profughi che necessitano di protezione temporanea, con le prime, concrete misure adottate a seconda dei casi. In materia di politica di asilo è importante dichiararsi senza mezze misure a favore della Convenzione di Ginevra e di celeri procedure comuni, ma anche promuovere la lotta agli abusi. Per quanto riguarda la politica in materia di migrazione, è stata importante la dichiarazione a favore del controllo, ossia della capacità di accoglienza e d’integrazione di uno Stato quale criterio fondamentale per esercitare tale controllo, e il riconoscimento anche in tale ambito della lotta contro gli abusi. Si sono poste le basi per l’adozione di misure ragionevoli volte all’accoglienza dei profughi in transito.

Un altro punto toccato è stato l’adozione di provvedimenti concreti in materia di lotta contro la criminalità organizzata, quali una maggiore competenza operativa per l’EUROPOL, un’accademia europea di polizia o misure più severe contro il riciclaggio di denaro e la cooperazione con i paesi candidati, che spesso sono i paesi di origine della criminalità organizzata. Un ulteriore tema riguarda la cooperazione giudiziaria, introdotta in questo ambito perché solo avvalendosi di tale mezzo è possibile combattere in maniera efficace la criminalità organizzata. In altri termini, si dovrà dare una definizione delle sfere di attività criminose che si configurano come reati, con un’armonizzazione del diritto penale materiale, il riconoscimento reciproco delle sentenze, l’istituzione di EUROJUST e la tutela delle vittime di crimini: una nutrita serie di provvedimenti che denota come si sia conseguito un successo.

Permettetemi di sollevare in breve un’ultima questione, relativa alle osservazioni critiche che si possono avanzare. Dare l’annuncio dei risultati di Tampere, così com’è stato fatto dal Consiglio, rappresenta un’interpretazione assolutamente fuorviante del Trattato di Amsterdam. Cooperare con il Parlamento significa anche cooperare con la commissione competente. In questo caso la commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni non è stata consultata dai Ministri degli affari interni e della giustizia. Ben poco di concreto è emerso in materia di migrazione della manodopera, purtroppo non si è elaborato un sistema unitario in materia di asilo, né si è giunti ad un accordo sulla ripartizione degli oneri.

Nel complesso, devo tuttavia constatare che, malgrado le critiche, alle quali spetta peraltro uno spazio, è stato innanzitutto un successo! Un primo passo avanti verso un’Unione sicura: ora si tratta di metterci all’opera insieme, nell’interesse della sicurezza e dei cittadini d’Europa!

(Applausi)

 
  
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  Myller (PSE).(FI) Signora Presidente, è davvero il caso di congratularsi con il Presidente del Consiglio europeo per la valida organizzazione e per i risultati, maggiori di quanto non ci aspettassimo, del Vertice di Tampere. Il paese che detiene la Presidenza di turno ha avuto un ruolo determinante nel raggiungimento di tali risultati.

L’entità delle sfide comportate dal Consiglio straordinario di Tampere è aumentata dal fatto che solo ora la giustizia e gli affari interni stanno per essere inseriti nell’ordine del giorno dell’Unione europea. A seguito dei Trattati di base, i passi sinora intrapresi sono stati modesti, dato che si tratta di questioni complicate e sovente causa di conflitti. Nondimeno, nelle questioni che influiscono sulla sicurezza dei cittadini, come la lotta alla criminalità, è necessario concentrare gli sforzi sul piano europeo. La fase istruttoria e l’accusa devono avvenire in uno spazio di giustizia europeo effettivo, il che implica il reciproco riconoscimento delle sentenze e dei giudizi, nonché un’attività di armonizzazione dei codici penali, particolarmente necessaria nel settore della criminalità finanziaria.

E’ importante che nella lotta contro la criminalità, alla prevenzione sia stata attribuita un’importanza a livello comunitario. Dobbiamo tener presenti i nostri giovani e investire in posti di lavoro e in formazione scolastica. Il modello sociale europeo deve svilupparsi, divenire più solidale, consentire di prevenire l’emarginazione, incoraggiare l’iniziativa spontanea, nonché sostenere le medesime opportunità per tutti i gruppi sociali, anche per gli immigrati.

I risultati del Consiglio di Tampere hanno altresì rafforzato la nostra convinzione quanto al fatto che non non vogliamo una ‘fortezza’ Europa, bensì essere responsabili. Un approccio nuovo, globale e più solido nei confronti delle questioni concernenti l’emigrazione e l’asilo, nonché l’impegno del Consiglio europeo per una piena applicazione della Convenzione di Ginevra sui profughi e la decisione di mirare a un sistema europeo di asilo, sono passi nella giusta direzione.

Dobbiamo nondimeno essere coscienti del fatto che il nostro lavoro è solo agli inizi e le sfide maggiori si profileranno in futuro. In tale settore è importante tener conto delle questioni concernenti gli Stati candidati all’adesione e la cooperazione regionale. Dinanzi a tali sfide abbiamo assolutamente bisogno di una cooperazione fra le istituzioni. E’ necessario coinvolgere anche i cittadini degli Stati membri e assicurare un consenso maggiore nei confronti delle decisioni adottate a livello comunitario.

 
  
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  Watson (ELDR).(EN) Signora Presidente, desidero congratularmi con il Consiglio e con la Commissione per i progressi compiuti a Tampere in diversi settori e vorrei associarmi alle osservazioni espresse dalla onorevole collega liberaldemocratica, baronessa Ludford.

Nel breve tempo a mia disposizione vorrei toccare due questioni. La prima è la condizione dei cittadini dei paesi terzi, dei diversi milioni di persone che non sono cittadini dell’Unione ma vi risiedono legalmente, o a cui è stato concesso asilo. Mi compiaccio di alcuni progressi compiuti a Tampere: per esempio, in materia di riconoscimento di diritti analoghi a quelli di cui godono i cittadini comunitari e di lotta contro il razzismo e la xenofobia. Se intendiamo creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dobbiamo però riconoscere che queste sono le persone cui la giustizia viene regolarmente negata. Sono ancora troppo spesso associate a criminali. I giovani razzisti delle aree urbane sono un imbarazzo sociale, ma i poliziotti razzisti sono una grave minaccia sociale.

Sono favorevole alla prestazione di assistenza giuridica e a una maggiore diffusione di informazioni sui sistemi giuridici e riconosco che si possono compiere progressi in materia di riconoscimento reciproco delle sentenze. Nondimeno, sono necessari elevati standard comuni di prassi giudiziaria e auspico un proseguimento dei lavori in questo campo. Dobbiamo garantire la protezione delle vittime nonché il diritto al risarcimento, ma è anche necessario riconoscere i diritti degli imputati in attesa di giudizio se vogliamo vivere in una società giusta.

Il secondo punto che vorrei toccare è la partecipazione dei cittadini. Il Presidente in carica del Consiglio ha dato grande risalto alla maggiore efficienza e trasparenza derivanti da Tampere. Ha affermato che si tratta di un aspetto cruciale perché l’Unione conquisti la fiducia dei suoi cittadini. Ha parlato di “aprire” il Consiglio all’esame pubblico e di esaminare altre riforme. A questo proposito si è augurato che la Presidenza finlandese lasci un’impressione durevole sull’Unione.

In veste di presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni, vorrei proporre al Presidente in carica del Consiglio un maggiore riconoscimento del ruolo del Parlamento nei rapporti con i cittadini. Il Parlamento europeo avrebbe potuto essere invitato, a livello di lavoro, a molti altri dibattiti tenutisi ai margini del Vertice di Tampere. La Presidenza avrebbe potuto inviare un rappresentante affinché riferisse gli esiti del Vertice alla nostra commissione. Riconosce la Presidenza la legittimità del Parlamento europeo o ha qualche timore in merito alla nostra partecipazione? Ho un messaggio per la Presidenza: rilassatevi, venite a discutere con noi. Mi auguro che riusciremo a dimostrarvi, con il nostro operato in seno all’organo incaricato di elaborare la Carta dei diritti umani e sociali fondamentali, che la Presidenza e il Parlamento possono instaurare un’ottima collaborazione.

Spero che proseguendo le azioni in questo campo, in cui il Parlamento si trova spesso a lavorare direttamente con il Consiglio, si giunga ad una maggiore e più efficace cooperazione tra le due Istituzioni. Mi auguro che da un metodo di governo basato su incontri al vertice, indubbiamente piuttosto roboante, si passi a sistema più pratico, a livello di lavoro.

(Applausi)

 
  
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  Ceyhun (Verts/ALE).(DE) Signora Presidente, non posso che sostenere l’intervento dell’onorevole Watson e chiarire che, malgrado la pessima preparazione, visto che la Presidenza finlandese ha di fatto escluso il Parlamento e non l’ha tenuto informato, il risultato è comunque degno di lode. Di questo il Parlamento deve ringraziare il Commissario Vitorino, che ha svolto un ruolo decisivo per tale esito. Credo che la Presidenza finlandese debba trarne l’insegnamento che se si è disposti a cooperare si possono conseguire risultati ragionevoli. Ne abbiamo avuto la riprova quando la Commissione si è impegnata in tal senso ed ha salvato buona parte del salvabile. In tal senso – anche se la onorevole Boumediene-Thiery ha già espresso in maniera più che esauriente la posizione del mio gruppo – vorrei aggiungere che, dopo tutto, siamo di fronte ad un buon risultato. Vi sono ancora talune questioni aperte e il 2000/2001 saranno anni decisivi, nei quali si lavorerà molto. Spero che le Presidenze future vorranno tenere informati e sostenere sia Commissione che Parlamento, così da permettere la realizzazione concreta di questo esito positivo.

 
  
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  Frahm (GUE/NGL).(DA) Signora Presidente, sono state scritte molte belle parole dopo il Vertice di Tampere, ma perché le belle parole diventino realtà, perché si rispettino i principi umanistici, è necessario che la gente riesca ad entrare in Fort Europa, è necessario che iniziamo sul serio a condurre una politica che consenta di separare la politica dell’asilo dall’immigrazione, è necessario che iniziamo a svolgere una politica seria nella quale si collabori con l’UNHCR per trovare una soluzione ai problemi dei rifugiati in Europa e nel mondo. Credo che sia ormai giunto il momento di cominciare a valutare se l’Unione europea non debba introdurre una vera e propria politica per l’immigrazione. Vorrei invitare il Consiglio a riflettere in tal senso.

Inoltre, sappiamo che le situazioni speciali richiedono un impegno speciale – e per finanziare questo impegno speciale era necessario un fondo speciale – affinché non siano i progetti già in corso a pagare per le situazioni speciali che si vengono a creare, così come ora c’è il rischio che sia l’Africa a pagare per l’impegno che l’Unione europea vuole mettere in atto in Kosovo.

Vorrei concludere dicendo che non posso sostenere l’idea di un tabellone segnapunti in campo giuridico. L’integrazione così viene fatta passare dalla porta di servizio e tutto il movimento verso la creazione degli stati uniti d’Europa viene fatto passare dalla porta di servizio. E questo non è in linea con l’approccio democratico che mi sembra sia per il resto stato espresso dal Commissario Vitorino. Se vogliamo percorrere questa strada, allora dobbiamo passare dalla porta principale.

 
  
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  Muscardini (UEN). – Signora Presidente, il Vertice di Tampere ha finalmente deciso che è necessario armonizzare le politiche di asilo e di immigrazione, rafforzare la cooperazione investigativa e dare forma ad uno spazio giudiziario europeo. Alleanza Nazionale lo sosteneva in quest’Aula da almeno otto anni e ci fa quindi piacere che i Quindici abbiano trovato un inizio di posizione comune, augurandoci che alle parole seguano anche dei fatti.

E’ evidente che senza sicurezza non c’è pace sociale; la criminalità va combattuta anche attraverso un rigido controllo dell’immigrazione clandestina. L’immigrazione è ormai un fenomeno che investe tutti i paesi europei e, per evitare che esso provochi squilibri e tensioni nelle nostre società nazionali, deve essere regolato e controllato in tutti i suoi aspetti con norme comuni. Dare forma ad uno spazio giudiziario europeo significa eliminare le ineguaglianze tra i sistemi giuridici degli Stati membri e modificare, in questo campo, l’immagine di un’Europa a più velocità. Uno spazio di giustizia darà forma e sostanza al terzo pilastro e permetterà una lotta più intensa alla criminalità organizzata, in tutte le sue tragiche manifestazioni: commercio di donne e bambini, pedofilia, prostituzione minorile, produzione e spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, alimentati tutti in questi ultimi tempi dall’immigrazione clandestina.

Onorevoli colleghi, credo sia difficile immaginare che tutto questo possa avvenire nel breve tempo se non ci sarà un segnale forte anche verso gli Stati nazionali. Soltanto in Italia, nel 1998, ci sono state 130.000 prescrizioni di reati, e gli stessi magistrati affermano che il codice di procedura penale è fallito e il sistema giudiziario italiano è alla bancarotta. O vi saranno leggi comuni, o noi non saremo in grado di dare una mano alla crescita dell’Europa e di impedire che la criminalità dilaghi. A tale scopo dovremo affrontare anche il problema di come evitare che le leggi sulla sicurezza siano in vigore in un paese comunitario e non in un altro, visto che le frontiere sono aperte.

 
  
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  Krarup (EDD).(DA) Ci sono problemi giuridici che sono transnazionali e che richiedono cooperazione. Si tratta soprattutto di problemi tecnici che potremmo tranquillamente fare risolvere dai giuristi. Tuttavia le ambizioni predominanti sia nella proposta di risoluzione sul Vertice di Tampere che nelle comunicazioni della Commissione, si spingono molto oltre. E si spingono molto oltre, perché l’obiettivo occulto non è solo quello di risolvere i problemi tecnici, ma di creare dei sistemi sovranazionali. Si è parlato di “creare un’unione della sicurezza”. E’ un obiettivo che fa parte del progetto dell’Unione, dello sviluppo dell’Unione, e ci si spinge molto più in là del necessario. Quando parliamo di giustizia e affari interni, parliamo di qualche cosa che ci appartiene. Tocchiamo l’essenza stessa del diritto di determinazione nazionale. Parliamo di impegno comune in materia di criminalità, rifugiati e immigrazione, ma la questione è di stabilire quale politica deve essere condotta. Ci sono concezioni molto diverse, per esempio, in materia di narcocriminalità. Esistono tradizioni giuridiche molto diverse, e a livello di politica giuridica si può parlare di una posizione repressiva e di una posizione liberale. Ed è possibile farlo anche quando si parla di rifugiati ed immigrazione. Vorrei mettere in guardia contro la creazione di sistemi sovranazionali. Procediamo con i piedi di piombo e cerchiamo di calmare i bollenti spiriti!

 
  
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  Hager (NI).(DE) Signora Presidente, risentiamo ancora tutti dell’impressione prodotta dalle elezioni di giugno, quando è stata raggiunta una netta maggioranza assoluta, ma purtroppo di astensionisti. Quindi di persone che non sono interessate allo sviluppo dell’Unione europea o che non sono d’accordo su tale sviluppo: forse si tratta di capisaldi della democrazia. Resta da vedere se la definizione di caposaldo coniata a Tampere si possa attribuire alle conclusioni della Presidenza o al risultato del Vertice.

Già ad Amsterdam si è dovuto riconoscere di aver raggiunto il limite della capacità di integrazione. Dopo Amsterdam, prevale il consenso pressoché unanime sul fatto che lo strumento della Conferenza intergovernativa ha esaurito le sue risorse. Analisi confermata in modo impressionante dalla partecipazione penosamente bassa alle elezioni. Ciononostante, in sostanza tutto procede come prima. Se la Conferenza intergovernativa deve cambiare volto, i problemi di fondo rimangono comunque gli stessi. Le dichiarazioni di Tampere sullo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, su un migliore accesso alla giustizia e sugli sforzi volti ad intensificare la lotta contro la criminalità costituiscono senza dubbio gli aspetti più positivi del bilancio. Ben diversa è la valutazione sul versante della politica in materia di asilo e migrazione, poiché laddove si è trattato di anteporre gli interessi comuni a quelli singoli – come nel caso dell’equa ripartizione degli oneri – non è stato possibile raggiungere un’intesa. Ne concludiamo dunque che a Tampere sono stati fatti passi importanti, ma non si è certo trattato di capisaldi.

 
  
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  Brok (PPE).(DE) Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, Tampere ha segnato un importante passo avanti e credo che, con le iniziative volte a creare una vera Europa dei cittadini nell’ambito della politica in materia di giustizia ed affari interni, si sia compiuto un notevole progresso. Dovrete tuttavia constatare che, quando si tratti della loro concreta attuazione, gli obiettivi si possono realizzare solo avvalendosi delle possibilità offerte dal Trattato di Amsterdam di decidere a maggioranza anche su tali questioni. Pertanto si dovrebbe forse tornare ad affrontare tale tema nei lavori preparatori alla Conferenza intergovernativa di Helsinki, poiché il Consiglio può adottare una decisione a maggioranza semplice anche senza Conferenza intergovernativa.

La politica in materia di giustizia ed affari interni assolve due funzioni, ossia offrire sicurezza ai cittadini proteggendoli dalla criminalità, ma anche dagli abusi perpetrati dallo Stato. In una comunità liberale, entrambi i compiti sono di pertinenza della politica in materia di giustizia ed affari interni. In tal senso essi si ricollegano quindi alla decisione scaturita a Tampere di elaborare una Carta dei diritti fondamentali. Desidero ringraziare la Presidenza finlandese per aver avviato la procedura, che ora dovrebbe sviluppare una propria dinamica autonoma e tradursi, in ultima analisi, in obblighi per noi e in diritti per i cittadini. Non deve derivarne un’istanza di revisione dei cataloghi nazionali dei diritti fondamentali, bensì un diritto autonomo dei cittadini in merito all’operato delle istituzioni europee e alla legislazione. Credo che alla lunga dovremo arrivare a questo.

Vorrei inoltre pregare la Presidenza, secondo le modalità previste, di offrire la possibilità alla Commissione di sottoporre la propria proposta nella fase preparatoria della Conferenza intergovernativa, per un’attuazione sensata nel rispetto dei metodi di lavoro. Lo ritengo un modo davvero efficace per compiere progressi.

Signor Presidente in carica del Consiglio, mi permetta un’ultima osservazione in merito alla relazione Pack, su cui oggi voteremo. Il Parlamento europeo non dispone di alcuno schema istituzionale in materia. Vorremmo solo adottare un approccio efficiente e del resto su tale punto vi è ampio consenso. Sotto questo profilo e considerata la decisione del Consiglio europeo relativa alla competenza dell’Agenzia, è auspicabile pervenire ad accordi al fine di ottenere nel tempo una pacificazione di tutta la regione balcanica e assicurare un legame con il Patto di stabilità. Si dovrebbe togliere il ruolo consultivo attribuito al Consiglio di amministrazione nella decisione su singoli progetti inerenti la ricostruzione. In tale contesto raccoglie senz’altro ampi consensi una ripartizione dei lavori tra Pristina e Salonicco volta ad ottenere la maggiore efficienza possibile. Ci sarebbe di grande aiuto se lei volesse pronunciarsi in merito alla questione, di modo da agevolare la decisione che dovremo prendere alle 12.

 
  
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  Berès (PSE).(FR) Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, non so se ci sarà uno spirito di Tampere. Ad ogni modo, sono quasi certa che Tampere costituirà una tappa importante sulla via dell’elaborazione di un’Europa dei cittadini, quella per la quale dobbiamo ormai batterci con determinazione. In questo spazio di giustizia, sicurezza e libertà che noi aspiriamo a realizzare, questi tre termini sono di grande importanza, e Tampere incide su tutti e tre. E poi, signor Commissario, lei ha ormai una grande responsabilità nell’elaborazione del quadro di controllo. Ha lei il timone: e ci aspettiamo molto.

Sulla questione dei diritti fondamentali, la realizzazione di uno spazio che permetta al Parlamento di dare il suo contributo all’elaborazione di una Carta è già qualcosa, ma sulle questioni di fondo si dovrà discutere perché secondo noi tale Carta dovrà avere effetti diretti – vale a dire che i cittadini dovranno potersi rivolgere alla Corte di giustizia – e dovrà fondarsi su diritti nuovi per gli europei del XXI secolo.

Per quanto riguarda l’immigrazione, credo che Tampere segni una tappa significativa giacché prevede quella che si potrebbe definire una strategia di sviluppo comune, riconoscendo che, per risolvere il problema dell’immigrazione, sarà necessario affrontare pienamente le cause che sono all’origine del fenomeno dei rifugiati. Si tratta di una tappa importante e significativa anche per il riconoscimento del diritto alla nazionalità per i cittadini di paesi terzi. Pensiamo inoltre che, in questa battaglia, il contributo francese, tedesco e britannico riguardo al diritto d’asilo e all’immigrazione ci fornisca elementi che bisognerà prendere in maggiore considerazione.

Sotto il profilo della giustizia, attribuiamo particolare importanza al reciproco riconoscimento delle sentenze in materia di diritto civile e penale. Ciò è per noi essenziale, in quanto rappresenta la realtà di un’Europa dei cittadini che permette al diritto della famiglia di essere valido anche per le coppie con due nazionalità diverse e di non costituire solo fonte di difficoltà. Per questo la invitiamo, signor Presidente in carica del Consiglio, ad integrare rapidamente la Convenzione di Bruxelles II perché è un’emergenza oltre che un elemento di diritto atteso da molte famiglie.

Inoltre – non se ne meraviglierà – il Parlamento attribuisce una certa importanza al carattere democratico delle procedure. Chiediamo pertanto che le procedure legislative previste dal Trattato di Amsterdam non vengano aggirate. Chiediamo anche che la cooperazione in materia giudiziaria e di polizia in campo penale possa essere resa comunitaria in futuro.

Infine, se esiste uno spirito di Tampere, chiediamo che il titolo IV del Trattato di Amsterdam possa essere attuato in anticipo. Ciò costituirebbe una prova della buona volontà di tutti i partner.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. WIEBENGA
Vicepresidente

 
  
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  Wuori (V/ALE).(FI) Signor Presidente, il Consiglio europeo di Tampere ha di per sé costituito una vera e propria base sulla via verso un approfondimento della cooperazione e un rafforzamento della solidarietà fra i governi. La volontà concreta si è in primo luogo concentrata sul settore della sicurezza, ragion per cui si può affermare che d’ora innanzi la direzione sarà un po’ incerta, l’andatura potrà essere zoppicante e mancare di equilibrio. Nonostante i molti aspetti positivi, dal punto di vista dei diritti fondamentali e umani i risultati devono essere ritenuti una sorta di vittoria sulle difensive. Dobbiamo essere particolarmente vigili nei confronti dei preparativi futuri, che dovranno essere trasparenti. La via verso Tampere è molto buia. Ci vuole più luce, mehr Licht!

 
  
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  Sylla (GUE/NGL).(FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, Tampere ha deciso l’elaborazione di una Carta europea dei diritti fondamentali.

Si può considerare un significativo progresso il fatto di consultare l’ACNUR in materia di politica d’immigrazione e di asilo. Mi dispiace che le associazioni per la difesa dei diritti umani e antirazziste nonché le parti sociali siano state sin d’ora escluse dal partecipare all’elaborazione di tale Carta. Per quanto mi riguarda, vorrei qui rendere omaggio a questi uomini e donne. La loro dedizione ed il loro lavoro sul campo hanno permesso di ricreare un tessuto sociale facendo regredire, nella vita quotidiana, il razzismo, l’odio e il disprezzo.

Nel trattare le questioni d’immigrazione e di asilo, l’integrazione di tali forze vive nel dibattito renderebbe quest’ultimo finalmente completo in tutte le sue parti. Troppo spesso vengono mescolate disoccupazione, instabilità e immigrazione. Oggi sentir dire che con Eurodac verranno rilevate le impronte digitali dei minori e di coloro che chiedono asilo è inaccettabile, ed è al limite del buonsenso giustificare ciò col fatto che è comunque più facile che rilevare il loro DNA.

Occorre, al contrario, concedere pari diritti e trattare gli immigrati come cittadini a tutti gli effetti. Ciò implica il diritto alla riunificazione delle famiglie, la lotta contro le discriminazioni per quanto riguarda gli alloggi, il lavoro, le attività del tempo libero, il diritto al territorio. Di fronte alle umiliazioni quotidiane inflitte agli immigrati, è giusto e normale concedere loro il diritto di voto. Infine, regolarizzare i clandestini e abolire la doppia pena darebbe senso compiuto a questa Carta.

Una frase importantissima, se permettete, è stata detta a Tampere. La Carta garantirà, contro le spinte degli estremismi…

(Il Presidente interrompe l’oratore.)

 
  
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  Holmes (EDD).(EN) Signor Presidente, le questioni discusse a Tampere rivestono grande importanza per tutte le persone oneste e rispettose della legge: asilo, immigrazione, criminalità transnazionale e non ultimi il commercio di morte e il narcotraffico degli odiosi baroni della droga. Come la malattia, il crimine non conosce confini. Pertanto, non ci possono essere buone ragioni per opporsi alle riunioni dei Capi di stato, come quella di Tampere, in cui si affrontano questi temi. Tuttavia, si deve esprimere una nota di cautela. Sono in molti nel Regno Unito a sospettare che tali questioni e le declamazioni di nobili principi non siano altro che un nuovo e furtivo gioco di potere dell’Unione europea e delle sue Istituzioni.

Lo abbiamo già visto: prima il problema, un problema di interesse enorme, legittimo, pubblico e di grande attualità, poi la riunione e quindi la soluzione. Il punto centrale è che, a prescindere dal problema, la soluzione è sempre la stessa: maggiori poteri all’Unione europea e alle sue Istituzioni ademocratiche. La questione dell’asilo, dell’immigrazione e della criminalità transnazionale e l’amministrazione della giustizia influiscono sulle questioni fondamentali dei diritti umani e delle libertà civili individuali.

Stiamo esaminando la possibilità di conferire poteri ancora maggiori all’Unione europea e ai burocrati non eletti cosicché si assumano il controllo delle nostre stesse libertà, l’organismo che ci ha procurato gli inestimabili benefici della politica agricola comune e della politica comune della pesca. Entrambe si sono rivelate un totale disastro. I pescatori e gli agricoltori britannici sono ora i martiri dell’ambizione irrefrenabile dell’Unione europea. Pertanto, prima ancora di pensare di conferire nuovi poteri all’Unione europea, dobbiamo tenere conto delle sue attività del passato e dei suoi fallimenti. La pesca e l’agricoltura sono state disciplinate dalle politiche comunitarie più collaudate e verificate, politiche sottoposte a prove quasi distruttive.

Dovremmo dimenticare la teoria, onorevoli colleghi. Dimenticare le dichiarazioni solenni e valutare le implicazioni. Se ci fossero premi per la retorica, l’Unione europea sarebbe tra i primi nel mondo. Ma se si guardano i risultati, l’Unione europea è l’ultima della classe quanto ad efficienza. Il divario è enorme, incolmabile. Così, per tornare alle libertà, l’Unione europea non è nemmeno in grado di risolvere la situazione della pesca o di occuparsi dei nostri agricoltori: perché dovremmo affidarle la nostra libertà e la nostra sicurezza? Si può ottenere molto di più facendo ricorso alle istituzioni nazionali esistenti e a un’organizzazione internazionale…

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  de Gaulle (NI).(FR) Signor Presidente, il Generale de Gaulle diceva che una buona politica non è fatta di buoni sentimenti.

A tale proposito, il Consiglio di Tampere rappresenta una nuova tappa verso il rifiuto della realtà. Infatti, a leggere il resoconto di questa Conferenza, le specificità dei popoli europei dovrebbero fondersi in una specie di melting-pot mondiale dove, cito testualmente, “i diritti e gli obblighi degli immigrati dovrebbero essere analoghi a quelli dei cittadini dell’Unione europea e occorre ravvicinare lo status giuridico dei cittadini dei paesi terzi a quello dei cittadini degli Stati membri”, ciò nel nome di un preteso principio di non-discriminazione.

Chiaramente tutti questi buoni sentimenti avranno come unica conseguenza un ulteriore aumento del flusso migratorio, vale a dire disoccupazione e instabilità. Al contrario, una politica realista dell’immigrazione dovrebbe rendere difficile la condizione degli immigrati in Europa, in particolare con la soppressione di qualsiasi aiuto sociale – questa è d’altronde la politica del Congresso americano –, prevedendo la riduzione degli aiuti economici ai paesi che favoriscono l’immigrazione e riaccompagnando sistematicamente gli stranieri alla frontiera.

Ma per fare ciò, bisognerebbe rompere con l’ideologia corrente, censurare i media che, come il canale televisivo ARTE, diffondono tale ideologia e, in generale, non avere più paura della nostra superiorità sociale e culturale. Non possiamo caricarci sulle spalle tutta la miseria del mondo nè l’incapacità di alcuni di organizzarsi né il desiderio di rivalsa dei paesi che sono stati a suo tempo colonizzati. E’ naturale che vi siano gruppi di uomini che cercano di dominarne altri. Spetta ai popoli europei essere i più forti in questa battaglia. Non conducendola, l’Europa, come ogni organismo che smette di combattere, sarà destinata a scomparire nella massa.

 
  
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  Hernández Mollar (PPE).(ES) Signor Presidente, con il Consiglio di Tampere è stato fatto un importante passo avanti per la costruzione europea. Si tratta anche – e questo mi soddisfa come spagnolo – di una conferma dell’impulso che a questo Vertice ha dato il Primo ministro del governo spagnolo, José Mª Aznar. I cittadini europei sono molto sensibili al fatto che la libera circolazione non deve comportare la libertà di movimento di chi la utilizza per attentare alla loro sicurezza. Né i terroristi, né i narcotrafficanti, né i trafficanti di esseri umani o altri criminali devono muoversi liberamente nello spazio europeo facendosi scudo di pastoie poliziesche e giudiziarie.

Mi sembra una buona notizia per la lotta contro il terrorismo, sebbene la risoluzione del Parlamento non lo dica, la soppressione del procedimento formale di estradizione nel caso di persone condannate con sentenza definitiva. Mi sembra anche che la Commissione, nel nuovo spirito di Tampere e in quanto custode dell’ordinamento giuridico comunitario, dovrebbe assicurare il rispetto delle direttive per contrastare il riciclaggio di denaro sporco; questo tipo di inadempienza impedisce una efficace cooperazione giudiziaria, come, per esempio, nel caso di Gibilterra.

Allo stesso modo, la volontà manifestata al Consiglio di lottare contro le reti di immigrazione illegale deve concretizzarsi con urgenza in energiche ed efficaci azioni giudiziarie e di polizia. Lo stretto di Gibilterra e le coste dell’Andalusia sono testimoni muti di tragiche morti di esseri umani. Non una sola morte in più, signor Presidente in carica del Consiglio. Non una sola morte in più.

Il Presidente in carica del Consiglio ha fatto riferimento anche alla cooperazione con i paesi di provenienza attraverso i piani d’azione. Spero che, a partire da adesso, la Presidenza del Consiglio darà esaurienti spiegazioni al Parlamento circa il contenuto degli stessi. Le chiedo, signor Presidente in carica del Consiglio, più chiarezza e trasparenza su questo argomento. Vogliamo sapere quali scadenze sono state previste per gli interventi, con quale copertura finanziaria, e quale sarà la responsabilità della Commissione in questi piani.

Infine, signor Presidente in carica del Consiglio, non riesco a capire come si può estendere il mandato all’avvio di altri piani d’azione quando non si sono ancora neanche messi in moto quelli appena approvati.

 
  
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  Terrón i Cusí (PSE).(ES) Signor Presidente, i risultati del Vertice di Tampere mi sembrano un segnale fondamentalmente positivo per i cittadini dell’Unione europea perché pongono l’accento su questioni che ci riguardano tutti, ma, soprattutto, perché aprono la strada allo sviluppo di quelle politiche che i cittadini stessi reclamano. Voglio interpretare Tampere come un punto di partenza, come una porta che si apre e ci mostra il cammino che potremo percorrere nei prossimi mesi; ci sono tuttavia alcune cose che ancora mi chiedo e che spero si risolvano strada facendo.

In materia di lotta contro la criminalità e di creazione di uno spazio di giustizia, credo che siamo andati avanti e questo è positivo. Ma vorrei affrontare, soprattutto, la questione dell’emigrazione. Penso inoltre che sia stato positivo far fronte alla necessità di una politica comune di asilo, anche se abbiamo bisogno di un finanziamento che la sostenga. Contemporaneamente occorre far fronte alla realtà del fenomeno. Spero che, nei prossimi giorni, avremo più informazioni su cosa intende fare il Consiglio e su come si debbano attuare le misure prese a Tampere.

I piani d’azione che sono stati approvati mi sembrano interessanti. Questa struttura a pilastri apre possibilità che possono portarci a buoni risultati, ma pone anche molte domande su chi e come gestirà questi piani d’azione e se il Consiglio ci darà prima o poi informazioni sui risultati di quello che è già in funzione, cioè il piano d’azione relativo all’Iraq.

Mi sembra anche interessante combattere l’immigrazione illegale. Ma credo che, per riuscirci, dobbiamo fare in modo che sia più interessante rivolgersi a un consolato dell’Unione piuttosto che a una banda di trafficanti. Se vogliamo porre termine all’ignominia delle morti alle nostre frontiere, come diceva l’onorevole Hernández Mollar, dobbiamo offrire una vera politica comune di immigrazione – che non abbiamo visto a Tampere –, offrire nuove iniziative e permettere a quanti vivono nell’Unione di farlo con uguaglianza di diritti.

 
  
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  Krivine (GUE/NGL).(FR) Signor Presidente, al di là di tutte le buone parole che abbiamo sentito, mi pare evidente che la montagna di Tampere ha partorito un topolino. L’unica risoluzione a cui si è pervenuti è stata quella di procedere più tardi a una risoluzione per affrontare i problemi.

La situazione è invece impellente. Mentre a Tampere tutti gli Stati giuravano il loro attaccamento ai diritti umani, il governo belga rispediva in Slovacchia, manu militari e con un volo charter, decine di Rom. In Francia, a causa di alcune modifiche legislative, quasi 70000 immigrati si ritrovano senza permesso di soggiorno, clandestini. A Saint-Denis, nella regione parigina, da più di trenta giorni sei di essi hanno iniziato uno sciopero della fame.

Il problema resta: come obbligare gli Stati membri a rispettare i diritti e la dignità degli immigrati e di coloro che chiedono asilo? In pratica si tratta del diritto di circolare liberamente, del diritto di voto, del diritto di vivere con la propria famiglia, dell’abolizione della doppia pena, della regolarizzazione di coloro che non hanno permesso di soggiorno, della fine di tutte le discriminazioni razziste. Quella di Tampere allora non è la giusta maniera di procedere. Invece di armonizzare le leggi repressive di un’Europa che appare sempre più come una fortezza, introduciamo piuttosto su scala comunitaria uno status giuridico ed autentici diritti per gli immigrati e i richiedenti asilo.

 
  
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  Kirkhope (PPE).(EN) Signor Presidente, tutti, e in particolare gli avvocati come me, sono a favore della giustizia e dei diritti civili. Ogni paese membro o aspirante membro dell’Unione europea dovrebbe già disporre di sistemi di tutela dei cittadini basati sul diritto consuetudinario, sui precedenti e sulla legislazione. Il terzo pilastro è una fonte vitale di prassi nazionali cui si è giunti attraverso un’evoluzione storica e che riflettono le diverse tradizioni culturali e sociali delle nazioni. A mio parere la sua demolizione, oltre ad essere molto triste, è anche un grave errore, proprio nel momento in cui potremmo averne maggiore bisogno.

Quanto alle proposte in materia di immigrazione e asilo, sono stato Ministro nel Regno Unito fino al 1997 e mi occupavo di queste questioni. In base alla mia esperienza, sono ora convinto che la circolazione incontrollata di persone in termini globali nel corso dei prossimi 20-30 anni, sia essa dovuta a motivi economici o climatici, rappresenti una sfida enorme per l’ordine e la democrazia.

Sono certamente a favore della libertà di circolazione all’interno dell’Unione europea, dove esiste uno status giuridico, ma ho qualche dubbio sui paesi candidati e le loro frontiere: dovranno garantire la protezione dell’Unione europea in base a Schengen? Siamo realmente soddisfatti di questi accordi e Tampere affronta davvero il problema? Cosa ne pensano i nostri amici tedeschi? Cosa ne pensano i comuni cittadini dello Yorkshire o di Brentwood nel Regno Unito? La concessione dell’asilo è un dono prezioso di cui non si deve abusare, come sfortunatamente avviene fin troppo spesso. La Convenzione delle Nazioni Unite del 1951 è chiara: va applicata alla lettera, ma non sostituita o integrata da nuovi regolamenti che, a mio parere, possono causare ancor più confusione.

A volte, per essere generosi, per mostrare buon senso, è essenziale essere anche risoluti. Mi rammarico che Tampere non affronti tali questioni con sufficiente fermezza.

 
  
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  Karamanou (PSE).(EL) Signor Presidente, non vi è dubbio che il Vertice di Tampere rappresenti un salto di qualità sul cammino verso l’integrazione europea, cui ha dato un grande contributo la Presidenza finlandese con la quale mi congratulo vivamente. Tampere ha dimostrato che l’Unione ha la volontà per definire politiche comuni in ambiti strettamente connessi con la quotidianità, come il rafforzamento del senso di sicurezza dei cittadini mediante un’efficace lotta alla criminalità organizzata, specie per quel che riguarda gli stupefacenti, il riciclaggio di denaro sporco e la tratta di donne e bambini, il tutto grazie alla collaborazione tra le magistrature e il mutuo riconoscimento delle sentenze.

Personalmente auspico la creazione di un diritto di famiglia comune a livello europeo ed un ulteriore rafforzamento del fronte comune contro razzismo, nazionalismo e xenofobia. La tutela dei diritti fondamentali di tutti – senza fare eccezione per chi è solo di passaggio nell’UE – costituisce una condizione sine qua non per la creazione di un ambito comune di libertà e giustizia. Ritengo positivo il riferimento specifico al memorandum italogreco sul potenziamento della collaborazione nell’Adriatico e nello Ionio ai fini della lotta alla criminalità organizzata.

Il Consiglio si è però rivelato poco coraggioso quando si è trattato di definire lo sviluppo di un sistema comune di asilo in Europa e un fondo per i profughi, come proposto da Parlamento e Commissione, e non una semplice convergenza di norme e procedure. Si osserva anche una certa incapacità da parte dell’UE di elaborare strategie per far fronte a questioni quali le ragioni sociali dell’immigrazione e la concessione di aiuti ai paesi d’origine, al fine di ridurre le pressioni sull’Unione.

Infine, signor Presidente, mi sia consentito esprimere una riserva chiedendo se il Parlamento è davvero convinto che Tampere abbia avviato un processo quinquennale che porterà al rafforzamento del carattere democratico e politico dell’Unione, e non piuttosto alla sua trasformazione in una fortezza inaccessibile per tutti i perseguitati della Terra. Nel dicembre 2001 credo che saremo in grado, sulla base di una valutazione di metà periodo, di giudicare i progressi con cognizione di causa.

 
  
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  Fiori (PPE). – Signor Presidente, gettare le basi per la costruzione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia è stato l’obiettivo del Consiglio europeo di Tampere, obiettivo importante perché investe i valori a fondamento della nostra civiltà occidentale. Attendiamo quindi con impazienza che alle dichiarazioni di buona volontà seguano gli indirizzi politici veri e concreti. Ad esempio, la necessità di istituire una politica comune per l’immigrazione e l’asilo è ormai un comune sentire delle genti d’Europa. L’obiettivo dev’essere un’Unione europea aperta e sicura che allacci partnership con i paesi d’origine dei flussi migratori e individui politiche di sviluppo congiunte con i paesi d’origine e di transito. Occorrono un sistema europeo comune di asilo con condizioni minime di accoglienza comune in un primo tempo e, in seguito, uno Statuto uniforme per i beneficiari dell’asilo.

Mi preoccupa che, parallelamente a norme comuni, non si siano delineate effettive misure di solidarietà fra gli Stati membri quando lo esiga la necessità di far fronte a situazioni di emergenza, come nel caso del massiccio flusso di cittadini albanesi e dei Balcani in Italia a seguito della crisi politica di quei paesi. Pensiamo al Mediterraneo in generale e all’Adriatico in particolare, che costituisce una frontiera esterna dell’Unione e non solo dell’Italia. L’invito alla Commissione a valutare la possibilità di una riserva di bilancio al riguardo sarà importante ma è ancora troppo poco: occorre che l’Unione europea nel suo insieme si faccia carico dell’afflusso straordinario di immigrati extracomunitari con una forte azione di solidarietà nei confronti dei paesi più esposti, in particolare l’Italia. L’azione di solidarietà e il miglior controllo dei flussi migratori sono strumenti importanti per lottare contro il crimine organizzato e, in particolare, contro la tratta degli esseri umani. Il problema delle donne e dei bambini sfruttati ed avviati alla prostituzione e il rapporto di questi mondi con il narcotraffico, oltre ad essere grandi problemi di sicurezza pubblica, sono, dal punto di vista umano, un fatto drammatico e penoso che richiede un nostro preciso intervento.

Tutte queste azioni e altre ancora, che riguardano la sicurezza dei cittadini dell’Unione europea, devono essere intraprese nel pieno rispetto dei diritti fondamentali di quanti vivono nel territorio dell’Unione, perché la chiave di volta del futuro spazio di libertà e sicurezza sono proprio gli irrinunciabili diritti fondamentali.

 
  
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  Van Lancker (PSE).(NL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, se a Tampere è stato ottenuto un risultato, è indubbiamente quello di aver ricordato agli Stati membri che hanno firmato un accordo chiamato Trattato di Amsterdam. Va rilevato, in tutta onestà, che era urgente e necessario farlo poiché occorreva dare una forma precisa allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia previsto appunto dal Trattato. E’ naturale che dal Vertice di Tampere il Parlamento si aspettasse un rinnovato impegno europeo; per parte mia, giudico molto positivamente il fatto che nell’agenda europea siano ora iscritti questi temi così importanti, insieme con un compito preciso da affidare alla Commissione europea e quindi anche con un ruolo preciso da assegnare al Parlamento europeo. Me ne congratulo con la Presidenza e soprattutto con la Commissione.

Tuttavia, non posso non muovere due rilievi critici ai risultati del Vertice. Il primo riguarda i diritti dei cittadini. E’ un bene che il Vertice abbia finalmente stabilito che tutti gli abitanti dell’Unione europea devono avere gli stessi diritti, diritti che spettano anche a chi non possiede la cittadinanza di uno degli Stati europei. Una cittadinanza europea, peraltro, non può fondarsi sull’esclusione e sulla discriminazione. Spero dunque, signor Presidente del Consiglio, che il Consiglio affiderà alla Commissione europea il compito di fissare i diritti dei cittadini originari di paesi terzi, un compito che sarà ispirato dal rispetto del principio di non discriminazione inteso nella sua accezione più ampia e applicato anche nel caso del diritto di voto, anche nel caso del diritto di vivere con la propria famiglia e anche nel caso del diritto delle persone alla libera circolazione, e tutto ciò nonostante il Vertice non abbia detto una sola parola al riguardo.

La mia seconda critica si riferisce alla politica di asilo ed immigrazione, che giudico tuttora poco equilibrata. Da un lato, vengono adottati provvedimenti intergovernativi, immediatamente applicabili grazie ai programmi d’azione ma rivolti principalmente ad isolare gli emigrati; dall’altro lato, si affidano compiti alla Commissione europea, si ricerca una politica comune in materia di asilo e si vogliono tutelare i richiedenti asilo. A nome del mio gruppo sollecito la piena applicazione, in tutti i loro aspetti, dei principi della Convenzione di Ginevra ad entrambe le tematiche connesse con la politica di immigrazione e chiedo un totale coinvolgimento della Commissione e del Parlamento in tutte le fasi di questo processo.

 
  
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  Cederschiöld (PPE).(SV) Signor Presidente, l’obiettivo del vertice di Tampere consisteva proprio nel focalizzare i provvedimenti necessari per poter dar vita a uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La Commissione ha ricevuto, inter alia, il compito di istituire una tavola di ricapitolazione dei risultati da utilizzare come strumento di raffronto sull’attuazione sin qui realizzata. Si tratta di una buona iniziativa, che servirà anche a chiarire in quali settori occorrano iniziative della Commissione. Quella tabella resta però uno strumento di valutazione, e può contribuire solo in misura limitata al raggiungimento dell’obiettivo di un’Unione basata sulla certezza del diritto. Congiuntamente con il rafforzamento dei diritti fondamentali, quella tavola di ricapitolazione dei risultati conseguiti potrà comunque fungere da parametro di convergenza in materia di obiettivi e garanzie in campo giudiziario.

Per poter parlare di uno spazio di giustizia, occorre anzitutto la certezza del diritto. E per poter misurare i progressi compiuti dagli Stati membri occorre stabilire criteri e definire metodi di rilevamento efficaci. Ciò allo scopo di poter raffrontare fra loro i vari sistemi giuridici e consentirne il miglioramento.

Per chiarire le differenze, e per realizzare un’armonizzazione volontaria sotto la spinta della pressione collettiva, il raffronto dovrà assumere una forma trasparente, rappresentata da una tavola di ricapitolazione dei risultati accessibile a tutti. Può essere questa una forza motrice decisiva nel far emergere in tutta l’Unione quello spazio giuridico affidabile che rappresenta il presupposto irrinunciabile perché i cittadini possano circolarvi liberamente all’insegna della sicurezza e della certezza.

Il principio del reciproco riconoscimento accettato a Tampere va tuttavia ora integrato con un certo grado di armonizzazione anche in ambito penale. Al vertice sono state prese iniziative volte a tutelare la posizione delle vittime del crimine e per garantire l’accesso del cittadino alla giustizia. Avrei preferito che gli Stati membri fossero esortati a introdurre nel rispettivo ordinamento un fondo per le vittime del crimine, in modo da garantire ovunque pari condizioni economiche nell’assistenza prestata a queste ultime. Le vittime del crimine devono infatti ricevere assistenza materiale, economica, psicologica e sociale sull’intero territorio dell’Unione, mediante interventi pubblici, volontari o individuali.

Desidero concludere rivolgendo un particolare ringraziamento alla Commissione e al Commissario Vitorino per l’atteggiamento costruttivo tenuto in occasione del vertice.

 
  
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  Swiebel (PSE).(NL) Signor Presidente, la grande novità del Vertice di Tampere è stato l’emergere della volontà politica di giungere ad una politica comune europea. Il ruolo politico della Commissione e del Commissario qui presente ne sono usciti rafforzati. Sono stati poi ribaditi punti essenziali, quali il diritto di asilo e la lotta contro il razzismo e la discriminazione. Tutto ciò è senz’altro di grande importanza, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Infatti, alle decisioni adottate a Tampere occorre adesso dare contenuti concreti, mentre alcune opzioni politiche non hanno trovato accoglienza. Il sistema comune europeo in materia di asilo, così come è stato proposto, è ancora molto lontano dalla concezione di una politica europea integrata. L’idea di una distribuzione degli oneri tra gli Stati membri rimane un tabù. Un approccio europeo al problema della migrazione in quanto tale non è, al momento attuale, una strada praticabile. Una politica di disincentivazione è richiesta a gran voce. Infine, stiamo ancora aspettando di sapere come il Consiglio pensi di tutelare in concreto i diritti dei cittadini di paesi terzi.

Su tutte queste problematiche, la Commissione dovrebbe prendere l’iniziativa e stabilire l’agenda futura; il Parlamento, dal canto suo, dev’essere posto in condizione di svolgere realmente il ruolo che gli spetta. Nella cooperazione in materia di diritto civile e penale, al centro della strategia è stato posto il principio del riconoscimento reciproco: può sembrare un approccio modesto, ma è probabilmente una scelta ragionevole, viste anche l’incredulità e l’ostilità che questa nuova tendenza sembra continuare a suscitare negli ambienti degli esperti e dei giuristi. C’è da fare ancora una grande opera di convincimento.

Dato un simile contesto, l’istituzione di EUROJUST si presenta come un’iniziativa audace, ed è quindi un vero peccato che l’aspetto del controllo parlamentare sia stato accantonato.

Infine, vorrei parlare ancora della Carta dei diritti fondamentali. Ora che è stato deciso come sarà composto il forum che redigerà la Carta, diventa urgente stabilire quale status essa avrà. Finora il Consiglio ha lasciato questo punto nel vago. Ma, se vogliamo che la Carta dei diritti fondamentali abbia un suo valore aggiunto, essa dovrà essere una fonte giuridica vincolante, alla quale tutti i cittadini dell’Unione possano fare appello. A tale scopo, la Carta dovrà essere inserita nei Trattati.

 
  
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  Posselt (PPE).(DE) Signor Presidente, il 3 aprile dello scorso anno il Parlamento ha avuto il merito di approvare a larga maggioranza la mia relazione sull’ampliamento ad Est e la sicurezza interna e nello stesso giorno ha deliberato di istituire un’accademia europea di polizia per la sicurezza interna. Sono molto soddisfatto e grato che a Tampere il Consiglio abbia concretizzato tale decisione istituendo un corso accademico di polizia a livello europeo. Mi compiaccio inoltre del fatto che lunedì il Commissario Vitorino abbia reso noto nell’ambito della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni che la Commissione presenterà quanto prima uno studio focalizzato sulla realizzazione concreta di tale progetto, poiché credo che, in effetti, se la nostra polizia riceve una formazione comune secondo lo spirito europeo e se, come la decisione prevede, anche la polizia dei paesi candidati viene coinvolta sin dal principio in questo progetto, riprendendo quindi la proposta avanzata in Aula, faremo un importante e concreto passo avanti verso un’Europa della giustizia e della sicurezza interna. Sarei molto soddisfatto se l’accademia potesse aver sede nella zona di confine tra l’Unione europea e i paesi candidati, ossia nell’area della Baviera orientale, ove già esistono diverse forme di cooperazione di polizia che ben si prestano ad essere utilizzate per tale progetto.

Vorrei toccare un secondo punto. Ritengo che il Consiglio abbia fatto bene a preparare il terreno per una politica comune in materia di asilo e di rifugiati ma, al contrario di alcuni onorevoli colleghi, non sono così scontento del fatto che rimangano alcuni passi da compiere, considerato che mancano ancora diversi elementi essenziali alla costruzione. Vorrei fare un appunto critico in merito al fatto che non si è ancora giunti ad una ripartizione degli oneri, tanto che pare proiettata in un lontano futuro. Sono tuttavia del parere che, senza tale ripartizione, la politica comune in materia di asilo e di rifugiati sarebbe paragonabile ad un grande tetto sorretto da un unico muro maestro ad un’estremità. Il tetto finirebbe inevitabilmente per crollare. A mio avviso, una politica comune in materia di asilo senza una solida base è impensabile. Dovremmo pertanto sfruttare il tempo per interventi concreti in tale ambito.

 
  
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  Gebhardt (PSE).(DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, possiamo acclamare, accettare oppure ritenere lacunoso il risultato del Vertice di Tampere. Al di là della dicitura sotto la quale lo cataloghiamo, il Vertice di Tampere è stato ed è in ogni caso importante. Tanto più importante perché ha significato un passo avanti verso uno spazio comune di giustizia europeo. La direzione è giusta. Tuttavia, dinanzi al grande obiettivo dello spazio comune di giustizia, Tampere rappresenta soltanto una piccola tappa di un lungo percorso. La gente in Europa si attende di più. Si aspetta che su questo cammino vengano compiuti in rapida successione passi più significativi e soprattutto più coraggiosi. Sono convinto che ne abbia anche diritto.

I cittadini possono senz’altro pretendere che in ciascun Stato membro dell’Unione europea la legge garantisca loro in eguale misura sicurezza, protezione e tutela. Possono aspettarsi che in uno Stato vicino non li si tratti secondo un diverso ordinamento giuridico a loro estraneo. Questo diritto non potrà essere soddisfatto solo da Vertici, più o meno riusciti che siano. Così come non è possibile creare la pace solo perché non si toccano le armi, lo spazio comune di giustizia europeo non potrà nascere solo dalle dichiarazioni di buona volontà formulate da qualche governo. Alla volontà di cooperazione sul piano giudiziario devono seguire norme affidabili sui termini di tale cooperazione. Il Consiglio e i governi non possono delineare da soli tali norme. Il Parlamento deve aiutarli in questo compito. Il Consiglio dovrebbe sapere che, nell’interesse dei cittadini da noi rappresentati in qualità di deputati, siamo pronti a compiere questo passo, e lo faremo.

(Applausi)

 
  
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  Coelho (PPE). – (PT) Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, il 15 e 16 di ottobre, a Tampere, si sono fatti importanti passi avanti per la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia all’interno dell’Unione europea.

In contrapposizione all’idea che la nostra Unione debba essere esclusivamente o principalmente di natura economica, il Consiglio, seguendo la linea che il Parlamento già da molto tempo andava sostenendo, si è schierato con i cittadini, per la loro libertà di circolazione, la loro sicurezza e per il riconoscimento del diritto alla giustizia, diritti che devono essere garantiti non soltanto ai cittadini dell’Unione, bensì a tutti coloro che per circostanze diverse soggiornano legalmente nel nostro territorio. Sono stati concordati priorità e orientamenti politici, e adesso la Commissione dovrà presentare una proposta di scoreboard, un quadro di controllo dei progressi effettuati e del grado di adempimento dei termini fissati dal Trattato di Amsterdam, dal piano d’azione di Vienna e dalle conclusioni stesse di questo Consiglio europeo. Si tratta di un’iniziativa pragmatica che promette buoni risultati, avviata anche grazie all’impegno del Commissario António Vitorino, al quale vanno le mie congratulazioni.

E’ certo che ci sarà più cooperazione e che in alcune aree è stato facile arrivare ad un accordo, come nel caso della creazione dell’EUROJUST, che dovrà entrare in funzione alla fine del 2001, o del rafforzamento del ruolo dell’EUROPOL, o ancora della creazione di una accademia europea di polizia. Ma, in linea generale, è importante riconoscere che invece dell’armonizzazione e dell’uniformazione, laddove potevano e dovevano aver luogo, si sono preferiti la compatibilità, la convergenza ed il riavvicinamento delle prassi in vigore all’interno dei quindici Stati membri. In tal modo è stato posto l’accento sulla convergenza e su regole comuni nella procedura di asilo, sulla creazione – seppure vaga – di uno strumento finanziario destinato a situazioni di protezione temporanea dei rifugiati, sul rafforzamento della cooperazione giudiziaria, sul riconoscimento delle sentenze, eccetera. Sono stati definiti principi nel complesso molto positivi. Adesso attendiamo le decisioni e le iniziative che ci permetteranno di dare un contenuto concreto a quanto stabilito.

 
  
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  Palacio Vallelersundi (PPE).(ES) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, a conclusione degli interventi in Aula mi sembra ci sia una cosa da dire: avete parlato dello spirito di Tampere e io credo ci sia anche un segnale di Tampere: un segnale forte ad indicare che l’Europa ha smesso di essere solo un mercato e che il cittadino europeo non è più solo un consumatore e un lavoratore; che il cittadino, in quanto cittadino, in tutta la sua dimensione, con tutte le sue preoccupazioni, con tutte le sue necessità, con tutte le sue richieste, è al centro della costruzione europea.

E mi sembra importante, riassumendo quanto si è detto qui, segnalare una questione che, a mio modo di vedere, simbolizza questa entrata in scena del cittadino.

A Tampere si è avuto un cambiamento quasi costituzionale, perché il Consiglio ha dato mandato alla Commissione di definire, su sua proposta, norme comuni per l’ammissione e la permanenza, per le cause di modesta entità, e per molte altre questioni.

Si sta così passando da un diritto di iniziativa condiviso a un diritto di iniziativa interamente in mano alla Commissione. Mi sembra che questo, dal punto di vista della costruzione europea, sia di enorme importanza.

Negli ultimi secondi di questo dibattito mi preme sottolineare l’importanza della costruzione giudiziaria: il cittadino infatti vuole sapere che, oltre alla sicurezza, oltre alla polizia, oltre alla lotta contro il crimine, anche la giustizia è sua, che è la sua giustizia, in qualunque punto d’Europa; che, davanti a qualunque giudice, otterrà giustizia. Questo è un altro dei grandi messaggi di Tampere. Signor Commissario, lei ha detto che mancano molte cose a Tampere, ed è vero. Ma c’è – come dicono i francesi – du pain sur la planche. Voi avete, perlomeno, quindici importantissimi mandati da portare a termine.

Il Parlamento aspetta con ansia proposte concrete.

(Applausi)

 
  
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  Lipponen, Presidente in carica del Consiglio europeo.– (FI) Signor Presidente, onorevoli parlamentari, ringrazio tutti voi per i vostri interventi molto concreti. Desidero utilizzare il vostro tempo prezioso per esprimere dapprima alcuni commenti generali, per fornirvi poi risposte dettagliate e per specificare infine come proseguire, attuare e valutare quanto è stato convenuto.

Considero molto significativo l=ultimo intervento da parte dell=onorevole Palacio Vallelersundi, per aver sottolineato il dovere di prefiggerci obiettivi ambiziosi. D=altro canto, in un altro intervento, in quello ad esempio dell=onorevole Holmes, si manifestava preoccupazione per un=armonizzazione e un riavvicinamento delle legislazioni e delle pratiche amministrative che si starebbe verificando troppo velocemente. Il problema di Tampere è stato dover trattare argomenti attinenti alla giustizia e agli affari interni che fanno parte di un settore scarsamente innovativo. Se da un lato vi è la preoccupazione che le pratiche nazionali possano mutare troppo velocemente, dall=altro si avverte una reale urgenza ad esempio nell=intraprendere la lotta alla criminalità, rendere più efficiente la cooperazione tra le forze di polizia e riavvicinare le legislazioni. Non abbiamo ad esempio nei nostri ordinamenti una definizione comune che stabilisca cosa s=intende per criminalità organizzata. Il metodo da noi adottato è lo stesso metodo del mercato comune, ossia stabiliamo in maniera pragmatica e partendo da problemi concreti i settori in cui operare. Una linea d=azione da seguire è il riconoscimento reciproco delle sentenze, mentre un=altra via è individuare i settori dove si richiede un riavvicinamento delle legislazioni.

Intendo trattare per prima cosa l=unità EUROJUST e l=argomento concernente le autorità europee responsabili per l=azione penale. EUROJUST si prefigge come propria finalità non soltanto creare una rete di cooperazione tra le autorità responsabili dell=azione penale, ma mira ad intraprendere le indagini e a svolgere operazioni in seno a squadre investigative. L=argomento in merito all=istituzione di un=autorità responsabile dell=azione penale che salvaguardi l=interesse comunitario è stato sollevato dalla Commissione nelle battute finali del Vertice. Tale questione è di natura leggermente diversa; difatti essa attiene ai reati compiuti in ambito comunitario dove la Comunità ha in giuoco un interesse economico. La maggior parte di questi argomenti si riferisce a questioni trattate in particolare durante la primavera scorsa, ma di essi avremo di sicuro ancora modo di parlare.

Riguardo all=EUROPOL è emersa dal dibattito la preoccupazione sul controllo della sua attività. Sono dell=avviso che si tratti di una preoccupazione fondata, giacché, estendendo il mandato o in particolare le competenze dell=EUROPOL, l=adozione di un tale provvedimento andrà controllata attentamente. A Tampere non è stato tuttavia cambiato il modello fondamentale né tantomeno la natura del funzionamento dell=EUROPOL. Né EUROPOL né i suoi funzionari hanno ricevuto un mandato indipendente, piuttosto dovranno agire in futuro in più stretta collaborazione con gli Stati membri fungendo loro da supporto e d=aiuto. Su tutto ciò dovremo vigilare attentamente.

In vari discorsi è stato approfondito il problema della posizione dei cittadini dei paesi terzi. A Tampere sono state adoperate espressioni quali “comparabile ai cittadini@ ,”comparable”, ossia dovremo orientarci quanto più è possibile verso la concessione dei pieni diritti civili; tuttavia diritti quali ad esempio il diritto di voto nelle elezioni parlamentari incontreranno forse difficoltà a essere accordati. Il diritto di voto nelle elezioni comunali costituisce invece un buon esempio di quello che dovremmo auspicare diventi la pratica europea.

L=argomento sui fondi da stanziare in favore dei rifugiati, la ripartizione degli oneri, ha suscitato polemiche e abbiamo pertanto convenuto di rimandare a una successiva valutazione la questione finanziaria. Dobbiamo avere chiaro in mente l=obiettivo a cui miriamo. Nel caso di un improvviso flusso di profughi che richieda la protezione temporanea, dovremmo essere in grado di offrire un sostegno a quei paesi verso cui si dirige l=ondata migratoria. L=istanza è pienamente legittima e non è da escludersi neanche l=aiuto finanziario; tuttavia l=argomento richiede un=ulteriore lavoro di definizione. Per quanto concerne la ripartizione degli oneri, va detto che in Kosovo abbiamo dimostrato di non essere preparati. Dovremmo riuscire a decidere attraverso quali procedure realizzare l=azione di solidarietà tra gli Stati membri. Non ritengo che sia forse neanche il caso di passare a una ripartizione automatica in base alle quote; tuttavia nell=attuazione delle misure di solidarietà abbiamo bisogno di pratiche migliori. E= indubbio che si dovrà operare in collaborazione con l=ACNUR, così come nel caso del Kosovo. E= l=intero modo di operare della comunità internazionale in casi simili che necessita di un miglioramento.

Desidero ritornare sulla questione della criminalità organizzata su cui è intervenuto l=onorevole Di Lello Finuoli. In realtà a Tampere sono stati posti obiettivi anche molto ambiziosi: il reato del riciclaggio è stato inserito tra le competenze dell=EUROPOL. Sono dell=avviso che l=attività di tale organo sarà potenziata ampiamente in moltissimi settori nel momento in cui vi entreranno a far parte le autorità responsabili dell=azione penale.

Passo adesso ad esaminare altre questioni emerse dal dibattito in Aula. Innanzitutto la Carta dei diritti fondamentali. Mi chiedo se si tratti di un documento politico o se sia il progetto di una nuova costituzione. In qualità di Presidente del Consiglio comunico che intendiamo procedere in base a quanto stabilito a Colonia, ossia considerando la Carta un documento politico; tuttavia ciò non

eviterà che prima o poi dovremo affrontare il problema di dotare l=Unione europea di una Carta di tipo costituzionale in cui dover iscrivere i diritti fondamentali. Si tratta dunque di un processo. A Tampere sono state stabilite la natura dell=incarico e la composizione del gruppo di lavoro che si riunirà per la prima volta già durante il periodo di Presidenza finlandese. Mi auguro che a capo dell=organo sia nominato un Presidente di prestigio.

Nel suo intervento l=onorevole Brok si è tra l=altro soffermato sulla questione concernente la Conferenza intergovernativa. Desidero precisare che tale punto rappresenta un compito specifico della Presidenza affidatagli dal Vertice di Colonia. E= ovvio che noi lavoriamo come di prassi in base a una proposta della Commissione, ma mi auguro che il Parlamento non dimentichi che esistono anche Istituzioni quali il Consiglio e la Presidenza.

L=onorevole Brok ha altresì sollevato argomenti attinenti alla situazione in Kosovo e al Patto di stabilità. Entrambe le questioni sono state oggetto di discussione durante una cena a Tampere. Il Presidente della Repubblica finlandese, Matti Ahtisaari, è intervenuto su di esse affermando di ritenere necessario che il Presidente della Commissione Prodi, l=Alto Rappresentante Solana e il Rappresentante speciale per i Balcani Hombach intraprendano una più efficace collaborazione per garantire da un lato l=attuazione del Patto di stabilità e dall=altro per cercare di portare avanti questioni essenzialmente pratiche quali la cooperazione tra Pristina e Salonicco. Lo Stato che detiene l=attuale Presidenza sta pertanto seguendo con molta attenzione tale problematica. Riguardo al regolamento Obnova, il Consiglio vaglierà in maniera approfondita le proposte di modifica del Parlamento. Ne abbiamo discusso questa mattina con il Presidente, signora Fontaine. Il nostro intento è risolvere la questione non appena il Parlamento europeo avrà approvato il suo parere, e già alla fine di questa settimana il Consiglio vaglierà in quale misura accogliere le modifiche presentate dal Parlamento europeo nella decisione finale concernente il regolamento. Mi auguro che una siffatta decisione rientri tra le questioni affrontate dalla Presidenza finlandese quasi a dimostrazione del fatto che abbiamo superato il periodo di crisi che ha coinvolto le Istituzioni; ed è questo ciò che davvero auspicano i nostri concittadini.

Per quel che riguarda le modalità di partecipazione al processo decisionale da parte del Parlamento europeo e quale siano i risultati raggiunti, nel ruolo di suo rappresentate accolgo le critiche rivolte alla Presidenza. Desidero tuttavia far presente che durante la sessione in settembre nostri tre Ministri, i Ministri della giustizia e degli affari interni e il Ministro degli esteri, hanno riferito sui lavori di preparazione in vista dell=incontro di Tampere , e vi ha preso parte anche una quarta persona, il nostro rappresentante del COREPER. Per quanto ne sappiamo, tutte le informazioni che erano a disposizione dei governi lo erano anche del Parlamento. Nel complesso, se a Tampere abbiamo ottenuto dei risultati ciò è dipeso dall=aver praticato la trasparenza senza ad esempio riservare all=ultimo momento nessuna sorpresa né ai governi, né al Parlamento. Tutto era stato reso pubblico; il progetto di ordine del giorno era a disposizione di chiunque.

Il Parlamento perteciperà d=ora in avanti al processo decisionale e ciò naturalmente in base al Trattato di Amsterdam. Le conclusioni di Tampere offrono al Parlamento opportunità ancora più concrete di partecipazione e di controllo. In esse viene espresso l=impegno al livello politico più elevato di assicurare la trasparenza necessaria e di informare periodicamente il Parlamento europeo. Ho già comunicato ai Ministri che se vi saranno omissioni, è a questa sede che dovranno rivolgersi. Le potenzialità concrete e operative contenute nelle conclusioni di Tampere consentiranno al Parlamento di offrire un contributo migliore alla creazione di un nuovo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. In altre parole, avendo stabiliti con più chiarezza le finalità ed i mezzi sarà più facile contribuire a realizzare gli obiettivi che ci prefiggiamo. La proposta accolta rappresenta uno strumento d=ausilio molto importante a tale scopo. Ringrazio l=onorevole Suominen per l=espressione suggerita che se ricordo era che dovremo realizzare una “balanced score card@. Essa faciliterà altresì il lavoro del Parlamento.

In merito alla trasparenza mi sia concesso farvi notare che il Trattato di Amsterdam contiene una modifica su proposta della Finlandia davvero esemplare. Fino ad allora la regola generale dell=Unione era che i documenti non fossero pubblici ma che vi potessero essere delle eccezioni. La nostra proposta ne ha invertito il principio per cui i documenti sono pubblici, ma sono possibili deroghe a tale regola. Si tratta adesso di far applicare il principio in tutte le Istituzioni nella propria sfera di responsabilità e attendere che la Commissione intenda davvero presentare proposte a tale riguardo. Desidero infine parlare delle modalità di attuazione di quanto convenuto a Tampere, su cui si sono soffermati l=onorevole Suominen e altri onorevoli parlamentari. Il Consiglio @giustizia e affari interni@ intraprenderà un esame sui risultati raggiunti a Tampere e sull=applicazione delle inerenti disposizioni già venerdì di questa settimana. La Presidenza ha provveduto a redigere un documento che possa fungere da programma di lavoro per l=incontro in cui sono state raccolte tutte le misure previste dalle conclusioni di Tampere, specificandone la finalità, chi dovrà provvedere a realizzarle e rispettando quale tabella di marcia. Sono dell=avviso che una volta stabilito il metodo di lavoro verrà resa più agevole anche l=attività del Parlamento.

Desidero ringraziare il Presidente e la Presidenza nonché i relatori per le loro parole positive anche se talvolta critiche; difatti dopo il Vertice di Tampere non possiamo limitarci a esprimere la nostra soddisfazione per i risultati raggiunti; dobbiamo piuttosto conferire la giusta importanza alle decisioni assunte e iniziare a lavorare.

 
  
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  Presidente. – La ringrazio, signor Presidente del Consiglio. Dò infine la parola al Commissario Vitorino, che parlerà a nome della Commissione europea. I tempi di questa discussione si sono un po’ dilatati; mi permetto pertanto di invitare il Commissario, per quanto possibile, a limitare il suo intervento. Signor Commissario, avremo modo anche in futuro di discutere nuovamente con lei. Ha facoltà di parola il Commissario Vitorino.

 
  
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  Vitorino (Commissione) – (FR) Signor Presidente, non considererò il suo avvertimento come una violazione del mio fondamentale diritto di parola, glielo assicuro.

Vorrei semplicemente, a nome della Commissione, ringraziarvi per i contributi offerti al dibattito. Voglio assicurare agli onorevoli deputati, e soprattutto alla onorevole Palacio, che la Commissione è del tutto cosciente della propria responsabilità nell’applicazione delle conclusioni di Tampere.

Tengo a sottolineare che la Commissione non avrebbe potuto svolgere il suo compito senza l’aiuto della Presidenza finlandese, in particolare del Primo ministro Lipponen, che vorrei ringraziare ancora una volta per la sua cooperazione ed il suo lavoro per il successo di Tampere, e senza il sostegno, sempre attento e critico, del Parlamento europeo.

E’ su tale sostegno del Parlamento europeo che la Commissione conta adesso per preparare lo scoreboard. Lo scoreboard infatti non è soltanto uno strumento di programmazione legislativa, ma anche di consolidamento della trasparenza e della responsabilità di tutte le Istituzioni europee di fronte ai cittadini, perché proprio ai cittadini appartiene lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Non si tratta soltanto di un meccanismo di controllo, ma anche di uno strumento di valutazione dei risultati concreti ottenuti man mano che si dà concreta attuazione alle conclusioni di Tampere. I progressi non riguarderanno soltanto il Consiglio, la Commissione ed il Parlamento europeo, ma anche gli Stati membri, a cui verranno affidati alcuni compiti in virtù del principio di sussidiarietà.

Infine, signor Presidente, vorrei sottolineare l’importanza, per la Commissione, delle decisioni prese a Tampere in merito all’elaborazione della Carta dei diritti fondamentali, che saranno oggetto di verifica a Helsinki.

Considero come fondamento politico e filosofico dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia tutte le questioni relative non solo ai diritti fondamentali dei cittadini degli Stati membri dell’Unione, ma anche a quelli dei cittadini di Stati terzi residenti legalmente e stabilmente sul territorio dell’Unione.

Riguardo ai diritti relativi alla lotta alla discriminazione, basati sull’articolo 13 del Trattato, essi saranno discussi al momento del dibattito sulla Carta dei diritti fondamentali. In tale occasione occorrerà dimostrare una chiara volontà affinché il processo di elaborazione della Carta e la Conferenza intergovernativa dell’Unione, che si svolgeranno contemporaneamente, si muovano nella stessa direzione, per assicurare le condizioni dell’ampliamento e consolidare i fondamenti dello Stato di diritto in questa nostra Unione di diritto.

Prima di cedere la parola al collega Michel Barnier che vi esporrà gli obiettivi della Conferenza intergovernativa, voglio ringraziare ancora il Parlamento per il sostegno offerto alla Commissione per questo progetto, il progetto di Tampere, nello spirito e nella lettera di Tampere, ma soprattutto progetto dei cittadini della nostra Unione comune.

(Vivi applausi)

 
  
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  Presidente. – In conclusione di questa dichiarazione, annuncio di aver ricevuto sei proposte di risoluzione ai sensi dell’art. 37, paragrafo 2 del Regolamento.(1)

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà alle 12.00.

 
  

(1) Cfr. Processo verbale

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