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Discussioni
Mercoledì 15 dicembre 1999 - Strasburgo Edizione GU

14. BST
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  Presidente. - L’ordine del giorno reca la discussione sulla relazione (A5-0098/1999), presentata dalla onorevole Keppelhoff-Wiechert a nome della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione sul mercato e all'impiego della somatotropina bovina (BST) e che abroga la decisione 90/218/CEE del Consiglio [COM(1999) 544 - C5-0250/1999 - 1999/0219(CNS)].

 
  
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  Keppelhoff-Wiechert (PPE-DE), relatore. - (DE) Signor Presidente, signor Commissario, il divieto di commercializzare e somministrare la somatotropina bovina (BST) scade alla fine del 1999. Per noi tale questione riveste pertanto un’urgenza particolare. L’attuale proposta della Commissione vieta, in via definitiva, la commercializzazione e la somministrazione di BST alle vacche da latte. La Commissione fa riferimento a studi del Comitato scientifico per la salute e il benessere degli animali che dimostrano come la somministrazione di BST provochi agli animali inutili sofferenze. Come detto nella relazione, rifiuto pertanto la commercializzazione e l’impiego di BST a livello comunitario per ragioni di tutela degli animali. Mi permetto di ricordarvi che tutti gli Stati membri hanno stipulato e ratificato un accordo in materia di protezione degli animali negli allevamenti.

La somministrazione di BST, che accresce nei bovini l’incidenza di mastite clinica e disturbi alle zampe, può anche avere effetti negativi sulla riproduzione degli animali. Sono inoltre ravvisabili perdite in termini di rendimento, soppressioni e decessi prematuri. Le cifre parlano chiaro: la somatotropina bovina aumenta del 25 percento il rischio di mastite, del 18 percento il rischio di sterilità e addirittura del 50 percento quello di paralisi. Tuttavia non vi sono soltanto ragioni di tutela degli animali a dissuadere dall’impiego di BST, ma anche motivi legati alla politica economica e in materia di sanità pubblica.

Anche i consumatori respingono l’impiego di BST. Il suo uso potrebbe portare a modificare le abitudini di consumo e aggravare quindi ulteriormente gli squilibri nel settore del latte, dei prodotti lattiero-caseari e delle carni bovine, il che sarebbe ancora più insensato dal momento che già in condizioni normali si producono eccedenze. La somatotropina bovina non rappresenta uno strumento terapeutico, ma serve soltanto ad aumentare la produzione di latte. Il sistema delle quote latte è stato introdotto proprio per ridurre la produzione di latte ed ora l’impiego di BST creerebbe una situazione assurda. E’ inaccettabile!

Anche le esportazioni ne risentirebbero, dal momento che a livello mondiale nessun grande importatore o produttore di latte e prodotti lattiero-caseari ha autorizzato l’impiego di questo ormone, ad eccezione degli Stati Uniti. Siamo stati eletti in qualità di rappresentanti dei cittadini e quindi anche dei consumatori. Dovremmo pertanto svolgere con serietà il nostro compito ed impegnarci nell’interesse degli elettori. La somatotropina bovina è un ormone ottenuto mediante manipolazione genetica. Sinora nessuno Stato membro ha svolto ricerche sul campo con la somatotropina bovina. La questione delle possibili modifiche nella composizione del latte non è ancora stata chiarita definitivamente, né sono stati valutati gli effetti dell’ingegneria genetica sulla salute umana.

Il fatto che un numero ridotto di paesi abbia autorizzato l’impiego di questo ormone non deve portare ad un indebolimento a livello mondiale delle norme sanitarie. Tuttavia l’aspetto di gran lunga più importante è che i consumatori respingono la somatotropina bovina. Non è un caso che già nel 1994, in seguito ad un sondaggio tra i consumatori, le principali catene di supermercati abbiano dichiarato di non voler commercializzare latte prodotto da vacche trattate con BST, anche in caso di sospensione della moratoria comunitaria.

Tuttavia ciò che non possiamo spiegare ai consumatori è come già adesso in tutti gli Stati membri dell’Unione europea si importino prodotti lattiero-caseari trattati con BST - molti da Stati Uniti, Repubblica ceca, Slovacchia o Bulgaria - e che quindi tali prodotti, come per esempio il formaggio fabbricato con latte trattato, già da tempo finiscano sulla tavola dei consumatori europei. Poiché i paesi terzi in cui tale ormone è autorizzato non sono tenuti a renderlo pubblicamente noto, la Commissione non dispone neanche di una lista esauriente di questi paesi. Anche a tale riguardo, rivolgiamo alla Commissione una richiesta precisa, ossia di valutare innanzitutto gli eventuali danni per la salute umana derivanti dall’impiego di BST e in secondo luogo di esaminare le possibilità che abbiamo di rendere davvero trasparente l’importazione di prodotti trattati con BST. La proposta della Commissione non incide sulla produzione di BST negli Stati membri né sull’importazione di tale prodotto, nella misura in cui, in ambedue i casi, esso sia destinato all’esportazione verso paesi terzi.

Mi sia consentito in conclusione esprimere un’ultima considerazione in qualità di relatrice: incontriamo tutti difficoltà a spiegare ai nostri elettori che la somatotropina bovina viene prodotta in alcuni Stati membri, ma che da noi non se ne fa uso. Non so se non sia il caso di interrogarci criticamente su questo punto, nonostante il problema salvaguardare posti di lavoro. Spero - e su questo punto concordiamo con la Commissione - che sia chiaro che si tratta di una questione urgente e mi auguro che già domani saremo in grado di portare a termine la discussione. Molte grazie a tutti coloro che hanno collaborato!

(Applausi)

 
  
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  McCartin (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, non parlo a nome del mio gruppo, ma voterò con la maggioranza, come sempre faccio quando decide in modo democratico. Temo tuttavia di non condividere il parere della onorevole Keppelhoff-Wiechert. Ella ha esposto la sua tesi molto bene e ha calcato la mano: non vi è argomentazione possibile contro l’uso della sostanza o i potenziali pericoli che essa potrebbe comportare che la relatrice non abbia invocato.

Mi trovo nella stessa posizione in cui mi sono trovato molti anni fa quando, su iniziativa del Parlamento, abbiamo vietato gli ormoni naturali nella produzione della carne bovina. Questa decisione è costata agli allevatori europei circa 12-15 miliardi di euro e non ha aumentato la sicurezza della carne bovina. La nostra decisione si basava infatti su considerazioni di ideologia politica anziché su dati scientifici. La verità è che oggi vietiamo la carne americana perché contiene questi ormoni, ma sappiamo benissimo che, se consentissimo agli americani di vendere la loro carne sui nostri mercati ad un prezzo vantaggioso per i nostri consumatori con l'obbligo però di apporvi un’etichetta segnalando la presenza di queste sostanze, essi continuerebbero a comprarla. Lo sappiamo. Se non lo sapessimo, perché mai dovremmo vietarla? Potremmo dirci: vengano pure con la loro carne e se i nostri consumatori sono così preoccupati non la mangeranno comunque. Ma io non credo che siano poi così preoccupati.

Lo stesso dicasi per il prodotto che proponiamo di vietare oggi: è una posizione motivata da ragioni ideologiche piuttosto che scientifiche. Se non erro, esiste un comitato chiamato CMV, ossia il comitato per i medicinali veterinari, che opera in seno all’Agenzia europea di valutazione dei medicinali. Esso, avendo concluso che la somatotropina bovina è sicura, efficace e di adeguata qualità, ne ha raccomandato l’immissione sul mercato. Esso ha ritenuto dunque che non incide sulla salute animale e che si tratta di un prodotto naturale, non nocivo per la salute umana.

Un altro comitato ha espresso parere diverso. Secondo me, il comitato su cui dobbiamo fare affidamento è quello che ha dato il via libera al prodotto. Vorrei chiedere al Commissario di dirci quale parere intende seguire. Reputa incompetente il comitato di cui respinge il parere? Lo ritiene incapace di giudicare cosa è bene per gli animali o pericoloso per la salute umana? Intende ignorarlo e rifiutare di accoglierne in futuro il parere o le opinioni?

 
  
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  Kindermann (PSE). - (DE) Signor Presidente, oggi ci pronunciamo sul divieto definitivo di impiegare e somministrare BST all’interno dell’Unione europea, nella speranza che si tratti della conclusione di questo processo decennale nel corso del quale la decisione finale è sempre stata rinviata adducendo come motivazione la mancanza di conoscenze scientifiche certe, tali da giustificare il divieto definitivo. Oggi disponiamo di informazioni che dimostrano come l’impiego di questo ormone porti i bovini al limite del loro rendimento fisiologico con conseguenze quali lesioni alle estremità, danni gastrointestinali, riduzione della fertilità, per non parlare dell’aumento dell’incidenza della mastite clinica.

In questo modo vengono inferte ai bovini sofferenze inutili, inaccettabili se consideriamo il nostro obbligo di tutela degli animali. E’ tuttavia escluso qualsiasi rischio per la salute umana? Mi riferisco in tal senso alla presenza di residui di BST nell’organismo, nonché a possibili modifiche nella composizione del latte, per tacere dell’aumento di residui antibiotici usati nel trattamento delle vacche malate. Desidero pertanto sostenere la richiesta della relatrice di intensificare gli sforzi per chiarire in modo definitivo gli effetti della somatotropina bovina sulla salute umana. A nome del gruppo del Partito del socialismo europeo, ringrazio la onorevole Keppelhoff-Wiechert in qualità di relatrice per la rapidità con cui ha elaborato la relazione che gode del nostro pieno sostegno.

 
  
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  Busk (ELDR). - (DA) Signor Presidente, possiamo appoggiare il parere della relatrice, ma vorrei esprimere alcuni commenti. Siamo d’accordo che gli studi condotti sulla salute degli animali sono fondamentali in vista della nostra decisione e sono quindi anche dirimenti in merito al divieto di utilizzo della somatotropina bovina nell’Unione europea. Questo significa che appoggiamo l’articolo 1. Ma se parliamo di sanità pubblica, devo però dire che abbiamo ancora una serie di problemi in merito al risultato dei diciassette studi scientifici che non sono stati in grado di distinguere gli ormoni BST prodotti naturalmente da quelli prodotti artificialmente. Non dobbiamo spingere questi scenari oltre quello che può essere confortato dalle prove scientifiche.

L’articolo 2 e l’articolo 3 riguardano la proroga dell’autorizzazione a produrre l’ormone BST nell’Unione europea. A mio parere, in questo caso siamo molto vicini ad un doppio gioco morale. Quando penso a tutto quello che è stato detto qui questa sera e nel corso degli ultimi mesi sugli ormoni BST, sul conflitto commerciale con gli Stati Uniti, sulla carne agli ormoni americana, ho l’impressione, se questi preparati a base di ormoni vengono prodotti qui in Europa e poi venduti agli Stati Uniti, i quali utilizzano così l’ormone BST, che ci stiamo avvicinando alla doppiezza morale. Per questo, non posso appoggiare la formulazione dell’articolo 2 e dell’articolo 3.

 
  
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  Graefe zu Baringdorf (Verts/ALE). - (DE) Signor Presidente, concordo con le affermazioni della relatrice e dell’onorevole Kindermann e non ritengo necessario ripeterle. Desidero esprimere la mia soddisfazione per essere arrivati finalmente, dopo discussioni protrattesi per anni, al punto di tirare le somme. Vorrei ribadire che occorre la massima prudenza anche nell’utilizzo di medicinali prodotti da sostanze geneticamente modificate con funzione profilattica. A differenza del settore sanitario, in quello agricolo non è tollerabile alcun effetto collaterale legato all’impiego di tali prodotti.

Mi sia consentito esprimere un’ultima considerazione in qualità di presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Abbiamo votato sull’emendamento n. 3. A tale proposito è stato presentato un emendamento orale concordato con la Commissione. Non entro adesso nei dettagli, ma tale emendamento non è stato recepito all’interno della relazione. Desidero sia messa a verbale la mia richiesta di chiarimento affinché domani, al momento di votare, ci venga messa a disposizione la versione definitiva oggetto della votazione. Come ho già detto, tale decisione è stata adottata in accordo con la Commissione.

 
  
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  Redondo Jiménez (PPE-DE). - (ES) Signor Presidente, in primo luogo vorrei congratularmi con la onorevole Keppelhoff-Wiechert per la relazione in sé e per la cura con cui l’ha preparata. Vorrei ribadire alla Commissione - la quale ci trasmette ora un documento redatto alla fine di ottobre - che il Parlamento ha dovuto lottare contro il tempo. Ci rimangono infatti solo pochi giorni prima che scada l’ultima proroga della moratoria del regolamento e dovremo votare sulla possibilità di deroga da parte della Commissione. Il termine in questione scadrà il 1° gennaio dell’anno che sta per cominciare. Pertanto, onde evitare di ripetere tutti gli argomenti già esposti da chi mi ha preceduto, vorrei chiedere alla Commissione di trasmetterci i documenti con maggiore solerzia per non obbligarci a lottare contro il tempo.

Desidero sottolineare ancora una volta che i consumatori respingono la somatotropina bovina. I consumatori non vogliono che le vacche producano maggiori quantità di latte grazie a questo ormone che non viene mai utilizzato a fini terapeutici, ma solo per aumentare la produzione di latte, il che può complicare la situazione dato che la nostra produzione lattiera è già eccedente. Inoltre, a causa delle contraddizioni nei nuovi orientamenti della politica agricola comune, possono manifestarsi problemi ed effetti negativi per l’agricoltura.

Vorrei altresì invitare la Commissione a continuare ad indagare sugli effetti della BST sulla salute dei consumatori. Fino ad ora non è stato dimostrato che sia dannosa, ma neppure che sia innocua.

Pertanto, signor Commissario, da questo Parlamento, che lavora con rigore e che in ogni occasione dimostra un impegno sempre maggiore, le chiediamo di non costringerci a lavorare contro il tempo e di tenere conto delle nostre reazioni e proposte, che spesso finiscono cestinate.

 
  
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  Izquierdo Rojo (PSE). - (ES) Signor Presidente, a mio avviso il problema principale del testo che voteremo domani - l’ho appena ricevuto - risiede nell’articolo 3 della proposta della Commissione in base al quale dovremmo proibire tali sostanze nell’Unione europea. Chiedo alla Commissione di ascoltarmi perché vorrei un chiarimento: a quanto pare, dovremmo votare a favore del divieto delle sostanze in questione nell’Unione europea, ma ammettere che tale divieto non riguarda la loro fabbricazione e commercializzazione nell’Unione europea, dato che le spediremmo ad un altro Stato membro per esportarle poi verso i paesi terzi.

Signor Presidente, mi sembra che ciò sia inammissibile: se proibiamo queste sostanze e la loro commercializzazione nell’Unione europea, come dice il documento, non sarebbe giusto consentirne la spedizione, in seno all’Unione europea, ad un altro Stato membro, né permetterne la produzione in uno Stato membro, come invece stiamo facendo. Le chiedo pertanto di chiarirmi se la situazione è quella descritta dato che, in base al testo e secondo la Commissione, tale divieto non riguarderebbe né la commercializzazione né l’esportazione verso paesi terzi.

Signor Presidente, penso che questa soluzione sarebbe estremamente ipocrita. Ciò che non vogliamo per noi, lo permettiamo invece per altri quando si tratta di guadagnare. Credo che ci sia un limite a tutto. Se abbiamo principi validi per noi, dobbiamo farli valere solidalmente anche per i paesi terzi. Pertanto, nel territorio dell’Unione europea non dovremmo produrre, fabbricare né commercializzare tali sostanze.

 
  
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  Byrne, Commissione. - (EN) Vorrei ringraziare il Parlamento di aver accolto questa proposta come questione urgente, in modo da trattarla entro la fine dell’anno. Come sapete, il Consiglio ha già vietato, nel 1990, l’immissione sul mercato e la somministrazione della BST alle vacche da latte, con decisione 90/218/CEE. Nel 1994, il Consiglio ha esteso la moratoria sino al 31 dicembre 1999 con decisione 94/936/CE.

L’articolo 2 della decisione del Consiglio 94/936/CE prevedeva che la Commissione conferisse ad un gruppo di lavoro di scienziati indipendenti il compito di valutare gli effetti dell’uso della BST. Prima di sottoporre al Consiglio una nuova proposta, la Commissione attendeva i pareri dei due comitati scientifici, trasmessi il 18 marzo 1999. Il Comitato scientifico sulle misure veterinarie attinenti alla sanità pubblica ha riconosciuto la possibilità di un nesso con i tumori alla prostata e al seno, e, data la scarsità di prove, ha indicato la necessità di ulteriori studi.

Sono possibili rischi secondari: reazioni allergiche e un maggior utilizzo di sostanze antimicrobiche. La mancanza di prove costringerà la Commissione a seguire da vicino tutte le ricerche scientifiche sugli eventuali effetti avversi alla salute umana dell’esposizione dietetica a prodotti derivati da vacche trattate con BST e, se necessario, a formulare raccomandazioni per l’adozione di ulteriori misure preventive. Il 10 marzo 1999, il Comitato scientifico per la salute ed il benessere degli animali ha adottato la sua relazione sugli aspetti inerenti al benessere animale dell’utilizzo della somatotropina bovina, concludendo che la BST aggrava il rischio di mastite clinica, nonché la durata dell'intervento terapeutico per ottenere la guarigione dell'animale, accresce l’incidenza dei disturbi alle zampe e può incidere sfavorevolmente sulla riproduzione, oltreché indurre varie reazioni gravi nel punto d’iniezione. Da tale parere del CSSBA risulta che la BST non andrebbe utilizzata sulle vacche da latte.

Il protocollo sulla protezione e il benessere degli animali allegato al Trattato che istituisce la Comunità europea chiede alla Comunità e agli Stati membri di prestare piena attenzione, nel formulare e nell’attuare la politica agricola comune, ai requisiti in materia di salute e benessere animali. Con decisione 78/923/CEE, la Comunità ha approvato la Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti. Tutti gli Stati membri hanno altresì ratificato questa convenzione. La direttiva del Consiglio 98/58/CE riguardante la protezione degli animali negli allevamenti prevede che non vengano somministrate agli animali sostanze, ad eccezione di quelle somministrate a scopi terapeutici o profilattici, a meno che studi scientifici o una comprovata esperienza abbiano dimostrato che la sostanza stessa non ha effetti nocivi per la salute o il benessere degli animali in questione.

La BST non viene utilizzata nel bestiame a scopi terapeutici, bensì solo per accrescere la produzione lattiera, ed ha effetti negativi sugli animali. Alla luce di questo parere del Comitato scientifico per la salute e il benessere degli animali, la Commissione, da me sollecitata nella riunione del 28 ottobre, ha adottato una decisione volta a proporre un divieto permanente della commercializzazione e dell’impiego della BST nella Comunità dal 1° gennaio 2000, conformemente alle disposizioni di cui alla direttiva del Consiglio 98/58/CE riguardante la protezione degli animali negli allevamenti.

A titolo di chiarimento va detto che la BST non è in vendita in Europa, dove viene però prodotta. Vi è una sola società che produce la BST nell’Unione europea, ma è autorizzata unicamente all’esportazione verso i paesi terzi e non alla vendita all'interno dell’Unione. Va anche precisato che ulteriori passi per vietare la produzione di BST destinata alla vendita al di fuori dell’Unione non avrebbero base giuridica ed esulerebbero dalla competenza della Commissione.

 
  
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  Izquierdo Rojo (PSE). - (ES) Signor Presidente, vorrei che il Commissario chiarisse se i dati di cui sono in possesso sono veri, e cioè che tale sostanza viene fabbricata in Austria, che da quel paese passa nei Paesi Bassi e da qui viene poi esportata verso paesi terzi.

Signor Commissario, è vero che fabbrichiamo tale sostanza in Austria, che questa passa poi nei Paesi Bassi e da qui viene infine esportata?

Le parole del Commissario hanno comunque confermato che è vero che nell’Unione europea stiamo fabbricando e commercializzando tale sostanza.

 
  
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  Byrne, Commissione. - (EN) Sì, a titolo di chiarimento posso dire che la sostanza viene prodotta in una fabbrica austriaca. Inoltre, a quanto mi si dice, essa viene confezionata nei Paesi Bassi per l’esportazione verso paesi terzi, ma non per la vendita all’interno dell’Unione. Va tuttavia precisato che nessuna base giuridica impedisce questa particolare fabbricazione o il transito attraverso i Paesi Bassi in vista della vendita in paesi terzi.

 
  
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  Presidente. - La ringrazio, Commissario Byrne.

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, alle 10.00(1).

(La seduta termina alle 22.55)

 
  
  

PRESIDENZA DELLA ON. FONTAINE
Presidente

 
  

(1) Ordine del giorno della prossima seduta: cfr. Processo verbale.

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