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Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 7 settembre 2000 - Strasburgo Edizione GU

8. Centrale nucleare di Temelin
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta, le seguenti proposte di risoluzione:

- B5-0708/2000, presentata dalla onorevole McNally e altri a nome del gruppo PSE, sulla centrale nucleare ceca di Temelin;

- B5-0723/2000, presentata dagli onorevoli Flemming e Chichester, a nome del gruppo PPE-DE, sul reattore di Temelin;

- B5-0732/2000, presentata dall’onorevole Echerer e altri, a nome del gruppo Verts/ALE, sulla centrale nucleare di Temelin;

- B5-0745/2000, presentata dagli onorevoli Papayannakis e Sjösted, a nome del gruppo GUE/NGL, sulla centrale nucleare di Temelin.

 
  
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  Adam (PSE). - (EN) Signor Presidente, intervengo al posto della onorevole McNally, la quale è dovuta partire per il Regno Unito questo pomeriggio. L’Unione europea, con il sostegno del Parlamento, ha già fatto molto per elevare la sicurezza tecnica e operativa dei reattori nucleari di tipo sovietico e per creare delle autorità indipendenti di controllo. Per quanto è di mia conoscenza, ciò che viene fatto a Temelin è già stato fatto in Finlandia e, con il sostegno di un finanziamento EURATOM, un analogo intervento di adeguamento è in corso d’opera a Kozloduy in Bulgaria.

Gradirei perciò che la Commissione, se possibile, confermasse che le operazioni condotte a Temelin seguono le raccomandazioni espresse dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica dopo dodici ispezioni e che, dopo tali operazioni, la centrale di Temelin sarà dotata di livelli di sicurezza equivalenti a quelli imposti agli Stati membri. Sono queste le garanzie e le rassicurazioni di cui ha bisogno l’opinione pubblica europea. Nel corso della settimana, abbiamo ricevuto molte comunicazioni dalle autorità ceche. Esse sostengono che la gran parte delle operazioni da noi richieste con la risoluzione in esame sono state effettuate e che quelle che ancora restano da fare sono già state avviate. E’ in grado la Commissione di confermare oggi queste affermazioni e, in caso contrario, ha intenzione di presentare con sollecitudine il proprio punto di vista in materia alla commissione per l’industria, il commercio estero, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo?

 
  
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  Flemming (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, molti Stati membri dell'Unione europea hanno rapporti di amicizia, se non di parentela con la Repubblica ceca. Ritengo però che proprio in una famiglia armoniosa sia anche possibile dire cose non gradite. Le centrali nucleari dell'Unione europea hanno i migliori standard di sicurezza al mondo, ed un paese che vuole aderire all'Unione e che intende mettere in funzione una nuova centrale, deve rispettarli.

E' vero che la valutazione del livello di sicurezza della centrale di Temelin compete all'autorità di controllo nucleare ceca. Però è anche vero che la Commissione ha indicato come priorità del processo di adesione della Repubblica ceca l'applicazione delle disposizioni comunitarie nel campo della valutazione di impatto ambientale, anche a causa di Temelin. Ciononostante, la Repubblica ceca ha firmato nel 1993, ma non ha ancora ratificato, la Convenzione sulla VIA nelle aree transfrontaliere, la cosiddetta Convenzione di Espoo. Ora, in pochi giorni e in tutta fretta, si vuole avviare la prova di funzionamento a Temelin, senza che paesi confinanti come la Germania e l'Austria abbiano ottenuto le informazioni che avevano chiesto e senza aver dato alle loro preoccupate popolazioni la possibilità di pronunciarsi e di esprimere le proprie obiezioni alle autorità ceche. Ma se è proprio questo il contenuto della Convenzione di Espoo! E' questo il diritto comunitario!

Chiedo al governo ceco, anzi lo imploro, di prendere sul serio i timori della popolazione degli Stati limitrofi e anche della propria. I reattori di Temelin sono di costruzione sovietica, del tipo VVER 1000, questo è un fatto che non può essere cambiato nemmeno dalla Westinghause. Pensate a Cernobil!

Rivolgo ancora un appello al governo ceco: agite adesso come dovreste agire se foste già oggi membri dell'Unione europea, membri della nostra grande famiglia europea.

 
  
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  Echerer (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, dapprima vorrei ringraziare gli onorevoli colleghi per la collaborazione costruttiva e concreta che ha permesso di produrre questa proposta di risoluzione comune.

In ben 13 modifiche di progetto non si è tenuta in nessun conto la VIA. Come ha detto l'onorevole Flemming: la Convenzione di Espoo è stata firmata da tempo. Avrebbe dovuto essere ratificata all'inizio dell'anno dal parlamento ceco e avrebbe così potuto essere applicata, ma la ratifica è stata rimandata a tempo indefinito senza spiegazione alcuna.

Le preoccupazioni per la sicurezza che vengono costantemente espresse sia a livello di opinione pubblica, sia tramite i mezzi d'informazione sia in privato, non vengono prese sul serio. Nell'ultimo incontro tra esperti cechi, austriaci e tedeschi, il 2 e 5 settembre di quest'anno, si è constatato ancora una volta che Temelin non corrisponde agli standard di sicurezza tedeschi e perciò non verrebbe autorizzato in Germania.

Quarto: l'energia elettrica prodotta da Temelin non è destinata al consumo interno; si tratta di elettricità destinata all'esportazione, oltretutto a prezzi di dumping.

Quinto: la sicurezza dei cittadini europei e la responsabilità nei loro confronti dovrebbero essere più che sufficienti per motivare un intervento.

La Commissione afferma che giuridicamente non abbiamo nessuna possibilità di intervento in questa faccenda, ma questo le era noto già da tempo. Che cosa si aspettava la Commissione, che qualcuno tirasse magicamente fuori dal cappello una misura giuridica al momento giusto? Non è così! Come tutti sapete, la posizione del gruppo Verts/ALE è che sicurezza e centrali nucleari sono due concetti incompatibili. In Europa abbiamo una realtà fatta di centrali nucleari dell'est e centrali dell'ovest. Anche in questo si manifesta una doppia morale alla quale deve essere posta fine. Con le sole misure giuridiche, cara Commissione, non si possono risolvere tutti i problemi del mondo.

Mi aspetto quindi dalla Commissione e dal Consiglio la dimostrazione di una forte e comune volontà politica, come fa il Parlamento europeo con questa proposta di risoluzione.

Consentitemi ancora di parlare di un emendamento del gruppo TDI, che non contiene richieste né giuste né nuove e risponde a finalità non confessate. Non possiamo accettare questo modo di fare politica! Non si può rimediare ad anni di incapacità o di disinteresse della politica rispetto a questo problema con una demagogica minaccia di veto. Non è in questo modo che possiamo avvicinarci al nostro obiettivo e creare una base costruttiva su cui negoziare!

La sicurezza dei cittadini europei e la fiducia nell'Unione, ad essa legata, devono essere per noi le priorità assolute. La nostra risoluzione ha un importante significato per le popolazioni europee, ma soprattutto per l'opinione pubblica ceca. Spero che non le deluderemo!

 
  
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  Chichester (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, questo tema non dovrebbe neppure essere argomento di discussione urgente. Deploro il fatto che il gruppo Verts/ALE l’abbia cinicamente strumentalizzato, presentandolo in maniera scorretta. Interferire negli affari interni di un paese che ha fatto domanda di ammissione all’Unione europea imponendo un ricatto politico, ovvero la minaccia di porre il veto all’ammissione nell’Unione, è inaccettabile. Mi rammarico che l’opinione pubblica austriaca si sia lasciata guidare dalle emozioni e non da considerazioni scientifiche razionali. I cechi si stanno comportando in maniera responsabile, in armonia con gli standard internazionalmente riconosciuti a tutti i livelli; dovremmo permettere loro di continuare a farlo. Benché abbia sottoscritto la mozione comune secondo le indicazioni del mio gruppo, intendo votare contro la risoluzione.

 
  
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  Scheele (PSE).(DE) Signor Presidente, essendo la terza austriaca che interviene, temevo che non mi rimanesse più niente da dire. Dopo l'intervento dell'onorevole Chichester, però, vale la pena di ribadire che è necessario prendere sul serio le esigenze e le preoccupazioni della popolazione europea, ma anche austriaca, sulla questione dell'energia nucleare, in particolare in relazione alla centrale nucleare di Temelin. Il mio gruppo approva la proposta di risoluzione su Temelin per ragioni di principio, perché noi prendiamo sul serio le preoccupazioni della gente e perché molti di noi sono attivi da anni nella lotta contro l'energia nucleare sia ad est come ad ovest.

Io stessa mi sono formata nella lotta politica condotta in Austria contro la centrale nucleare di Zwentendorf e quindi per me non è stata necessaria l’opera di persuasione effettuata dai conservatori nei mass-media austriaci, che negli ultimi giorni mi ha fatto sorridere, ma mi ha anche sorpreso.

Come l'onorevole collega che mi ha preceduto, anch'io sono contraria alla formulazione poco incisiva dell'unico emendamento, perché ritengo che l'espressione "alto livello" non significhi niente, dato che anche la Repubblica ceca è consapevole della necessità di garantire un elevato livello di sicurezza. Perciò sono pienamente favorevole alla proposta di risoluzione, e sono contraria all’emendamento.

 
  
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  Olsson (ELDR).(SV) signor Presidente, desidero far sapere ai colleghi di sentirmi combattuto davanti a questo argomento: da un lato sono un oppositore di antica data del nucleare, per molti anni sono stato membro della direzione dell'Ispettorato all'energia atomica svedese; dall'altro, sono presidente della delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Repubblica ceca.

Desidero per questo fare tre rapide considerazioni. In primo luogo, l'inquietudine verso il nucleare fa sì che il livello di sicurezza non possa soltanto essere buono, ma che debba essere sempre il migliore possibile in ogni situazione. In secondo luogo alla Repubblica ceca si applicano le stesse regole in vigore per gli altri paesi candidati e, a scadenza, le stesse regole in vigore per gli Stati membri. In terzo luogo, questa risoluzione va vista come un tassello in un franco dialogo con i cechi, un dialogo condotto nel quadro della commissione parlamentare mista, ma che potrebbe essere condotto anche nei rispettivi parlamenti.

Occorre ampliare questo dibattito, poiché fa parte della nostra democrazia. Ciò non può tuttavia condurre ad animosità fra la Repubblica ceca e gli Stati membri dell'Unione. Spero che i cechi potranno rispondere costruttivamente a tutti gli interrogativi, e che questo tema trovi così uno sbocco positivo.

 
  
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  Raschhofer (NI).(DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo la catastrofe di Cernobil si potrebbe pensare che se non altro tutti hanno imparato la lezione. Allora, la contaminazione radioattiva non rimase confinata all'Ucraina e non fu nemmeno possibile ridurla alla dimensione di un problema bilaterale. So bene che sulla questione dell'energia nucleare in Europa c'è una contrapposizione di schieramenti e manca una linea unitaria. Ma soprattutto manca un'insieme di norme comuni per la sicurezza delle centrali nucleari. Urge intervenire, anche nell'interesse della nostra credibilità.

Tuttavia, vorrei sapere se dopo l'esperienza di Cernobil è accettabile che a Temelin, nel cuore dell'Europa, si metta in funzione una centrale nucleare che presenta ancora notevoli deficienze sul piano della sicurezza. Con l'attivazione di Temelin la Repubblica ceca cerca di metterci davanti al fatto compiuto. Questo modo di procedere non ha niente a che fare con un rapporto costruttivo tra partner. Edmund Stoiber lo ha detto bene oggi: è necessario attenersi alle regole.

Martedì di questa settimana, nel parlamento austriaco è stata adottata una decisione da parte di tutti - sottolineo tutti - i partiti. In essa si afferma che la conclusione del negoziato di adesione potrà essere approvata solo se verrà migliorata la sicurezza a Temelin. Lasciatemi chiarire una cosa: siamo favorevoli all'adesione della Repubblica ceca all'Unione europea. Ma le condizioni devono essere quelle giuste. Chiedo quindi all'Aula di sostenere la nostra proposta di risoluzione, il cui contenuto corrisponde alla decisione dei quattro partiti del parlamento austriaco. In fin dei conti l'obiettivo di tutti noi deve essere quello di garantire il massimo livello di sicurezza per le centrali nucleari.

 
  
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  Linkohr (PSE).(DE) Signor Presidente, io voterò a favore di questa risoluzione perché la ritengo giusta. Se potrà contribuire a ridurre il tono della guerra di parole tra i due schieramenti, avrà già soddisfatto il suo scopo. E' un peccato che la Repubblica ceca non abbia qui modo di difendersi e di esporre la propria posizione: in questioni complicate come questa sarebbe sempre bene poter ascoltare entrambe le parti.

Con la stessa franchezza vorrei anche dire che non mi sembra positivo che il governo austriaco e il Parlamento europeo pongano qui una specie di ultimatum. Non è questo il modo in cui abbiamo lavorato finora nell'Unione europea. E' chiaro che esiste un problema. Ma se iniziamo con gli ultimatum, finiremo per avere la visita di una delegazione che ci dirà che la Repubblica ceca diventerà membro dell'Unione europea solo quando verranno ritirati i decreti Benesch. Poi arriverà un altro gruppo per chiedere un'altra cosa, e così via. Stiamo attenti con gli ultimatum! Esistono altre possibilità di risolvere problemi come questo. Comunque, vorrei anche raccomandare alla Repubblica ceca di prendere seriamente le preoccupazioni, in particolare quella espressa dalla popolazione tedesca, per la sicurezza della centrale nucleare.

L'ultimo importante punto del mio intervento riguarda la Commissione. Si parla sempre della sostenibilità ambientale, ed è una cosa giusta. Ma noi abbiamo anche un Trattato EURATOM, nel quale c'è l'articolo 97. Esso dispone che la Commissione deve venire informata in merito a qualunque progetto di sviamento di materiali radioattivi. Inoltre la Commissione ha l'obbligo di valutare la possibilità che le acque, il terreno o l'atmosfera di un altro Stato membro venga inquinato.

So che la Repubblica ceca non è ancora membro dell'Unione europea. Però mi interesserebbe sapere quale sia la posizione della Commissione su questo articolo, e se essa ritiene che la Repubblica ceca ne rispetti le disposizioni. Sarebbe interessante sapere, come ha chiesto anche l'onorevole Adam, che cosa pensi la Commissione della VIA.

 
  
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  Flemming (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, è necessaria una rettifica a quanto detto dall'onorevole Linkohr. Metto volentieri a vostra disposizione il testo della decisione del parlamento austriaco, che non contiene né un ultimatum né un ricatto. Anch'io ho detto esplicitamente che non dobbiamo né vogliamo costringere nessuno. Rivolgiamo un appello, una preghiera, al governo ceco di comportarsi secondo i dettami del diritto comunitario, attenendosi alla Convenzione di Espoo, anche se non l'ha ancora ratificata.

 
  
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  Nielson, Commissione. - (EN) La Commissione ha seguito il dibattito politico sulla centrale nucleare di Temelin con estrema attenzione. Ha spesso evidenziato l’importanza del rispetto di alti livelli di sicurezza nucleare da parte dei paesi candidati, in armonia con le risoluzioni del Consiglio sull’argomento. La Commissione partecipa attivamente alle delibere del Consiglio che si prefiggono di valutare e assicurare che l’alto livello di sicurezza nucleare nei paesi candidati sia un requisito fondamentale per l’adesione all’Unione Europea.

La responsabilità della certificazione della sicurezza delle centrali nucleari spetta all’ente ceco per il nucleare. La Commissione ha collaborato con le autorità ceche allo scopo di aumentare le competenze di tale ente. Le autorità ceche hanno assicurato che l’autorizzazione all’apertura dell’unità 1 della centrale nucleare di Temelin non sarà rilasciata finché non saranno risolte tutte le questioni aperte secondo il parere dell’ente per il nucleare.

Sulla base delle leggi vigenti nella Repubblica ceca, la concessione dell’autorizzazione è subordinata ad una valutazione dell’impatto ambientale. La Commissione ritiene che le autorità ceche rispetteranno tale disposizione. L’onorevole Adams chiede se i cechi abbiano tenuto in considerazione le ispezioni e le opinioni dell’AIEA. La risposta è “sì”. L’AIEA ha riesaminato le modifiche apportate ai sistemi di sicurezza dai cechi sulla base dei programmi dell’agenzia. L’AIEA ha concluso che i cechi hanno affrontato le questioni delicate in maniera appropriata.

Queste sono le informazioni che sono in grado di fornire sull’argomento.

 
  
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  Presidente. – La discussione congiunta è chiusa.

La votazione avrà luogo tra qualche minuto, alle 17.30.

 
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