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Discussioni
Martedì 13 marzo 2001 - Strasburgo Edizione GU

5. Ammende comminate ai vettori che trasportano nel territorio degli Stati membri cittadini di paesi terzi sprovvisti dei documenti necessari
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  Presidente. - L'ordine del giorno reca la relazione (A5-0069/2001), presentata dall'onorevole Kirkhope a nome della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni, sull'iniziativa della Repubblica francese in vista dell'adozione della direttiva del Consiglio relativa all'armonizzazione delle sanzioni comminate ai vettori che trasportano nel territorio degli Stati membri cittadini di paesi terzi sprovvisti dei documenti necessari per l'ammissione [10701/2000 - C5-0470/2000 + 14074/2000 - C5-0005/2001 - 2000/0822(CNS)].

 
  
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  Kirkhope (PPE-DE), relatore. - (EN) Signor Presidente, la discussione sulla mia relazione si tiene proprio al momento opportuno, due giorni prima del prima riunione formale del Consiglio per la giustizia e gli affari interni sotto Presidenza svedese. All'ordine del giorno di detta riunione del Consiglio ci saranno i progressi sulla direttiva e la decisione quadro che fissa ammende comuni per chi facilita l'ingresso e la residenza nell'UE.

Quando in qualità di Ministro britannico mi occupavo della responsabilità del vettore e di altri temi relativi all'immigrazione, ho sempre pensato che sebbene il Regno Unito disponesse di regole severe in materia di responsabilità del vettore, il sistema era criticabile per una certa mancanza di equilibrio e di equità. Taluni vettori erano esentati dai controlli e in tutta l'UE le discrepanze fra il modo in cui i vari Stati trattavano il tema creava scappatoie e debolezze in quella che avrebbe dovuto essere un'area di cooperazione e coordinamento.

Dato che la ripartizione degli oneri era chiaramente iniqua, la relazione in parola ci offre un'opportunità. La Presidenza francese ha preso l'iniziativa, ma spero che la mia relazione l'abbia migliorata in un modo che verrà giudicato equo e ragionevole nell'affrontare un problema indubbiamente molto difficile.

La mia relazione garantisce che la responsabilità del vettore si estenda a tutti i trasporti verso l'UE di cittadini di paesi terzi sprovvisti dei documenti necessari. E' una misura equa e, sebbene i singoli gruppi di vettori non saranno contenti dell'esistenza stessa della responsabilità, se sarà ripartita fra tutti i vettori responsabili sarà d'aiuto per tutti loro.

Tuttavia credo anche che la responsabilità dei vettori debba essere limitata. Taluni hanno chiesto che vengano obbligati a riportare indietro le persone che hanno trasportato o a trovare un rimedio alla situazione. Si tratterebbe di una misura draconiana ed eccessiva. Ovviamente i vettori dovrebbero denunciare il fatto alla polizia o alle autorità competenti, che a loro volta prenderebbero le misure necessarie.

E' giusto che se un individuo poi si vede accordato l'asilo, al vettore venga rimborsata l'ammenda, cosa che finora non è avvenuta, ma è inclusa nella mia relazione.

L'ultimo punto è che le ammende devono essere ravvicinate in tutta l'Europa. Attualmente alcuni paesi non impongono alcuna ammenda, altri comminano multe minime e in altri paesi ancora le ammende sono forse troppo penalizzanti. Il ravvicinamento delle ammende contribuirà ad arrestare questa attività e favorirà la collaborazione.

E' importante affrontare il problema. Non possiamo lasciare soli i vettori, anche le autorità hanno una responsabilità. Vogliamo essere umani, ma questo è un tema che l'UE tutta può e deve affrontare. E' su questa base che raccomando all'Aula l'adozione della mia relazione.

 
  
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  Hernández Mollar (PPE-DE).(ES) Signor Presidente, la tratta di esseri umani è diventata uno dei reati più efferati che devono essere perseguiti e repressi ai termini di legge e tramite la cooperazione internazionale.

I governi dell’Unione europea si sono impegnati a questo fine negli Accordi di Tampere, e ciò richiede anche la necessaria collaborazione dei paesi d’origine e, soprattutto, dei vettori di trasporto e trasferimento dei viaggiatori.

Il problema è rappresentato dalla difficoltà di armonizzare gli ordinamenti degli Stati membri e di individuare formule per il ravvicinamento legislativo. Non c’è dubbio, infatti, che i vettori di trasporto devono assumersi la responsabilità di verificare che gli stranieri che fruiscono di questo servizio soddisfino i requisiti per l’ammissione nel paese. –non pare quindi fuori luogo, a tal fine, la formula proposta nella presente iniziativa, volta ad istituire un’ammenda minima non inferiore a 5.000 euro per persona trasportata - per quanto sarebbe necessario altresì imporre, non come opzione, ma come sanzione vera e propria, il sequestro dei veicoli e dei mezzi di trasporto utilizzati dal vettore.

Inoltre non deve considerarsi sanzionabile il trasporto di persone che, in virtù della Convenzione di Ginevra, rientrino nelle condizioni per cui possa essere accolta successivamente una loro richiesta d’asilo.

In definitiva, signor Presidente, onorevoli colleghi, i governi dell’Unione sono chiamati a fare tutto quello che è in loro potere affinché i vettori di trasporto, la polizia di frontiera e le dogane possano svolgere il loro lavoro in maniera debitamente coordinata ed evitare così la tratta di esseri umani da parte di reti mafiose.

Non è però questo l’unico modo che abbiamo per combattere questo fenomeno. Dobbiamo assumerci congiuntamente la responsabilità di questo grave problema, a cui l’insieme delle società europee è chiamato a far fronte.

Pertanto, onorevoli colleghi, è urgente che questa iniziativa, in discussione ormai da molti mesi, diventi realtà quanto prima.

 
  
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  Cerdeira Morterero (PSE). - (ES) - Signor Presidente, vorrei anzitutto esprimere il mio apprezzamento per il lavoro e gli sforzi profusi dal collega Kirkhope. Sappiamo infatti delle difficoltà che egli ha incontrato nel suo lavoro in merito alla presente iniziativa. Mi sembra tuttavia di capire che la mancanza di criterio che c’è stata e le difficoltà che il collega Kirkhope ha riscontrato siano riconducibili, in gran parte, alla scarsa chiarezza e ai cambiamenti apportati al testo da parte del Consiglio, il quale ha ribadito in tal modo che non c’è unanimità sulla questione. Questa circostanza ha reso il lavoro estremamente complicato, non solamente per il collega Kirkhope, ma per tutta l’Assemblea, come del resto anche per la commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, di cui faccio parte e che ha cercato di apportare miglioramenti al testo.

Conviene ricordare che il Consiglio europeo, nella sua sessione di Tampere dell’ottobre 1999 ha convenuto – come sappiamo – che le questioni, distinte ma pur sempre strettamente collegate, dell’asilo e dell’immigrazione richiedono lo sviluppo di una politica comune nel contesto dell’Unione europea. In quell’occasione ne sono stati pertanto stabiliti gli elementi, che avrebbero dovuto comprendere la collaborazione con i paesi d’origine, un sistema europeo comune in materia d’asilo, un trattamento equo per i cittadini di paesi terzi e la gestione dei flussi migratori.

E’ stata inoltre sottolineata la necessità di adottare un’impostazione di largo respiro nella gestione o regolamentazione dei flussi migratori, integrandovi questioni politiche, diritti umani, orientamenti per lo sviluppo e, naturalmente, la lotta contro l’immigrazione illegale e la tratta di persone, con la collaborazione dei paesi d’origine e di transito.

Per tutti questi motivi, ritengo che sia imprescindibile che, non solo per quanto concerne quest’iniziativa, ma anche altre che vedremo in seguito durante il dibattito odierno e di cui, indubbiamente, continueremo a discutere nei prossimi anni, l’Unione europea adotti principi chiari ed equi, conformi, naturalmente, alla Convenzione di Ginevra delle Nazioni Unite del 1951.

La risposta dell’Unione europea all’immigrazione clandestina non deve limitarsi esclusivamente al suo controllo in senso stretto. Non dobbiamo infatti eludere le nostre responsabilità in materia di difesa e promozione dei diritti umani, diritti che devono essere ripresi nella presente iniziativa. Dobbiamo impiegare tutti i mezzi a nostra disposizione per disciplinare il flusso migratorio, riconoscendo però al contempo che possiamo accogliere ogni anno un numero di persone sufficiente per evitare il ricorso alla clandestinità e tenere a bada le organizzazioni criminali.

Vorrei richiamare alla memoria dell’Assemblea l’articolo 13 della Convenzione di Ginevra, che evoca la fattispecie di un timore reale e fondato di persecuzione come motivo giustificante l’ingresso clandestino nel territorio di un paese d’asilo.

In simili circostanze può darsi che la persona in oggetto ricorra a documenti falsi come unica possibilità per sfuggire a una minaccia imminente per la sua vita o la sua libertà. Pertanto, nel caso dei richiedenti asilo dev’essere garantita l’esenzione dalle ammende per i vettori, al fine di favorire la costituzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

Il nostro obiettivo è quello di migliorare la gestione dei movimenti migratori nel quadro di una stretta collaborazione con i paesi d’origine e di transito. Inoltre vogliamo rafforzare la lotta all’immigrazione clandestina e combattere la criminalità organizzata che vi si dedica, offrendo al contempo garanzie per i diritti delle vittime.

Purtroppo questo testo, presentato dalla Presidenza svedese, non presenta alcun progresso significativo rispetto al precedente testo dell’iniziativa francese. Per nostra sfortuna, la realtà dell’immigrazione va affrontata con iniziative globali, coerenti e coordinate, piuttosto che con azioni circoscritte come quella attuale che, in sostanza, costituisce una puntualizzazione dell’articolo 26 della Convenzione di Schengen in senso restrittivo. E’ imprescindibile salvaguardare l’istituto dell’asilo. E’ necessaria un’esenzione dalle ammende per i vettori che trasportano cittadini stranieri, qualora questi presentino richiesta d’asilo una volta giunti nel paese d’accoglienza. E ciò anche se tale richiesta dovesse venire respinta in un secondo momento, perché non possiamo imporre ai vettori l’obbligo di esaminare i motivi del richiedente in sostituzione alle funzioni dello Stato.

Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto necessario chiedere che il testo in oggetto venga ritirato, nell’intento di ottenere un’iniziativa migliore che contribuisca all’elaborazione di un vera politica comunitaria in materia.

 
  
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  Wiebenga (ELDR). - (NL) Signor Presidente, due sono gli elementi importanti della proposta in oggetto: un primo elemento è la lotta al contrabbando di esseri umani nell'ambito della grande criminalità. Quasi tutti concordano che si debba fare il possibile per controbattere l'immigrazione clandestina sistematica. Troppo spesso leggiamo e vediamo in che modo disumano si gioca con le vite umane. Un esempio anche troppo amaro è quello dei Cinesi a Dover.

Il secondo elemento è il diritto d'asilo. Non possiamo rimproverare niente a chi fugge dalla povertà, dalla miseria o dalla guerra. Cosa faremmo noi se ci trovassimo nelle stesse circostanze? L'Europa ha da sempre una tradizione umanitaria che deve rimanere intatta e quindi occorre trovare un equilibrio fra il rispetto della Convenzione di Ginevra da un lato e la lotta alla criminalità dall'altro. In relazione alla proposta in oggetto c'è un altro elemento da prendere in considerazione: in questo caso non si tratta dell'introduzione o meno di ammende per i vettori. Tutti i paesi Schengen da molti anni hanno introdotto una tale norma e la applicano diligentemente. Ma anche i paesi che non fanno parte di Schengen, ad esempio la Gran Bretagna come diceva il relatore, e il Canada dispongono di un meccanismo di ammende.

Tutto sommato, signor Presidente, il gruppo ELDR è dell'opinione che si debba ricercare un equilibrio migliore fra i suddetti due elementi e pertanto abbiamo presentato l'emendamento n. 11 dell'onorevole Watson e della Baronessa Ludford, volto a prevenire l'applicazione del sistema di ammende nel caso dei richiedenti asilo. Speriamo che questo emendamento venga accolto e concordiamo con l'idea dell'armonizzazione in generale.

 
  
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  Sörensen (Verts/ALE). - (NL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto attiene alla relazione Kirkhope desidero rilevare che il problema deve effettivamente essere affrontato, ma che il mio gruppo e la sottoscritta nutriamo alcune perplessità: dobbiamo evitare che persone innocenti ne facciano le spese, cioè i vettori e gli spedizionieri in generale, che spesso vengono sottoposti a grosse pressioni sociali, devono rispettare determinate scadenze e inoltre spesso ignorano di star trasportando persone.

I vettori possono agire da intermediari che collaborano nella rete criminale, e in tal caso devono essere puniti per tratta e contrabbando di esseri umani. Tuttavia possono anche collaborare alla lotta contro la rete criminale denunciando che nei loro camion vengono trasportati immigrati clandestini. I vettori tuttavia possono anche agire da tassisti che a Sangatte o nel centro di Calais fanno salire a bordo delle persone per fare loro attraversare la frontiera. Sono forse tenuti a controllare i loro documenti?

Inoltre a volte possono verificarsi problemi anche in caso di persone che viaggiano con i documenti possono incontrare problemi, documenti difficili da controllare. E poi c'è anche il caso di chi accompagna qualcun altro e dichiara di voler richiedere asilo, ma invece di presentare subito la domanda sparisce nella clandestinità. Vorrei che si facesse luce su chi in futuro sarà preposto al controllo di tutti questi documenti. Credo che il personale disponibile non sia sufficiente per eseguire tutti i controlli sui documenti.

 
  
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  Frahm (GUE/NGL).(DA) Signor Presidente, la proposta in esame è una proposta per curare i sintomi di una malattia straordinariamente grave. Purtroppo si tratta di una proposta che, non soltanto trascura la malattia, ma addirittura la peggiora e ne peggiora i sintomi. L’idea sarebbe quella di produrre un effetto deterrente, ma vorrei proprio sapere chi pensiamo di intimidire. Chi pensiamo si farà intimorire dalla proposta in esame? Ebbene, saranno le organizzazioni umanitarie, chi lavora per le varie organizzazioni religiose, le persone di cuore e che sono tenute a rendere conto di chi le finanzia e di come usano tali finanziamenti. Chi invece se ne avvantaggerà? La mafia, la gente senza scrupoli.

Prendiamo l’esempio dell'Afghanistan, un paese ormai quasi completamente isolato alle frontiere. Il Pakistan non è più disposto ad accogliere altri rifugiati. Non c’è posto per altri campi nelle zone limitrofe, come le definiamo. Non possono ospitarne più, ma continuano a esserci persone costrette a pagare per lasciare il paese. Chi vogliamo che paghino? La mafia o le organizzazioni religiose e umanitarie? Se imponiamo un'ammenda, il prezzo è destinato a salire. Queste persone in fuga pagheranno cara la proposta che stiamo esaminando. Un'ammenda più salata significa anche che il numero degli offerenti sul mercato diminuirà. Saranno meno coloro che si offriranno di aiutare chi vuole fuggire. Rimarrà la mafia, che può fissare il prezzo che vuole e poco a poco avrà il monopolio in questo campo. Ho capito che alcuni Stati membri sono molto preoccupati di questa proposta. Ho capito che la Presidenza svedese è molto inquieta per questa proposta. Li invito caldamente ad avvalersi del loro diritto di veto al Consiglio per bloccarla.

Raccomando, altresì, nell’esame della proposta di garantire almeno due aspetti. Innanzi tutto occorre operare un distinguo tra organizzazioni che agiscono per interesse finanziario, che agiscono a scopo di lucro, e organizzazioni che agiscono per motivi umanitari e di solidarietà. Tale distinguo è fondamentale ai fini della situazione che creeremo per le persone in cerca di fuga. In secondo luogo ritengo che sia importante non abdicare la nostra responsabilità a vettori che si trovano coinvolti per caso. Non è giusto che un qualunque impiegato della Sabena, dell’Air France o della SAS debba avere la responsabilità di decidere in merito a un caso d’asilo. Questa è una responsabilità che tocca a noi.

(Applausi)

 
  
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  Andrews (UEN) . - (EN) Signor Presidente, il mondo è pieno di conflitti e dittature, difficoltà e povertà e a pagarne il prezzo sono le vittime innocenti. La criminalità organizzata e le sue bande, con immense risorse a disposizione, operano nell'impunità. Occorre maggiore cooperazione internazionale fra le forze dell'ordine.

Non è un segreto che in alcuni paesi i politici e la polizia traggono profitto dal traffico di esseri umani e informano i trafficanti quando si organizzano operazioni contro di loro.

Molti dei temi in discussione oggi, quali l'immigrazione, la protezione temporanea per gli sfollati e il livello di ammende armonizzate da comminare ai vettori che trasportano persone sprovviste dei documenti necessari, sono legati a questo oscuro mondo di conflitti e opportunismo criminale.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una crescita senza precedenti delle migrazioni forzate e volontarie in tutto il mondo. I conflitti nella ex Yugoslavia e in Kossovo, così come in altre parti del mondo, hanno generato grandi movimenti improvvisi di popolazioni e la necessità di una protezione temporanea. Nel contempo i temi relativi all'asilo stanno acquistando importanza. L'anno scorso 390.000 persone hanno fatto richiesta di asilo nell'Unione europea. Le Nazioni Unite stimano che la tratta degli schiavi moderna abbia un valore di 5 miliardi di lire sterline e il 10 percento degli immigrati illegali entra in Europa attraverso rotte che passano per i Balcani.

Stando all'UNHCR il mio paese, l'Irlanda, è al terzo posto in Europa dopo Slovenia e Belgio per numero di richiedenti asilo accolti l'anno scorso, in proporzione al numero di abitanti. I richiedenti asilo in Europa provenivano principalmente dalla Repubblica federale di Yugoslavia, dall'Iraq e dall'Afganistan. Il numero di domande di asilo di Iraniani è più che raddoppiato e queste persone in Irlanda non ricevono la calda accoglienza che ci si potrebbe immaginare, specialmente considerando il nostro passato di emigrazione.

Seppur con riluttanza devo ammettere che gli Irlandesi non sono stati certo generosi nell'accettare i movimenti di popolazioni che li hanno riguardati. Per noi si tratta di un fenomeno nuovo, ma mi rattrista vedere persone di cui sono convinto che sono rispettabili e compassionevoli comportarsi da razzisti e xenofobi - e ciò include molti dei membri del mio distretto elettorale. Lo dico con profondo rammarico.

 
  
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  Turco (TDI). - Signor Presidente, intervengo a nome dei deputati eletti della Lista Bonino per annunciare il nostro voto contrario sulla relazione Kirkhope e sulla proposta della Presidenza francese, ovvero su un'ennesima proposta repressiva in tema di immigrazione.

Non v'è dubbio che le considerazioni espresse dalle colleghe Cerveira, Sörensen e Frahm, nonché dall'ultimo intervento abbiano una loro solidità, ma per entrare nel merito di questa relazione e di questa proposta occorre tener conto di una questione di principio, e cioè che sul problema delle politiche d'immigrazione siamo giunti alla parcellizzazione, perché altrimenti dovremmo dichiarare, anzi soprattutto il Consiglio dovrebbe dichiarare di non essere stato in grado di governare questo fenomeno, ovvero di non essere stato in grado di prevedere quello che sarebbe potuto accadere, di non essere stato in grado di prevenire e di non essere ancora oggi in grado di provvedere con delle proposte di governo.

Noi siamo bombardati dalle proposte del Consiglio e dei singoli Stati membri che, da una parte, sostengono di voler costruire una politica dell'immigrazione comune e globale mentre, dall'altra, integrano ed armonizzano segmenti di diritto repressivo, senza definire in alcun modo i contenuti e i criteri che saranno - o meglio, che dovrebbero essere - alla base della futura politica europea dell'immigrazione.

Noi non crediamo che questa relazione e questa proposta possano in alcun modo contribuire ad addivenire a una politica sull'immigrazione; pensiamo invece che siano proprio queste proposte che contribuiscono al verificarsi di eventi come quello di Dover, dove vi sono state vittime umane. In questo modo si contribuisce all'arricchimento delle mafie.

 
  
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  Klamt (PPE-DE) . - (DE) Signor Presidente, vorrei ricordare ancora una volta che l'iniziativa francese oggi in discussione si prefigge la lotta contro l'immigrazione illegale e vorrei ringraziare espressamente l'onorevole Kirkhope per la sua equilibrata relazione. L'idea è quella di reprimere sul nascere - generalmente già nel paese di provenienza - il tentativo di immigrazione illegale. Attualmente le imprese di trasporto alimentano indirettamente l'immigrazione illegale astenendosi dall'effettuare qualsiasi controllo dei documenti di viaggio. Il tentativo di immigrazione illegale può dunque venire constatato soltanto al momento dell'arrivo in uno Stato membro dell'Unione europea da parte delle autorità di frontiera.

La Commissione propone a tale proposito una soluzione semplice ed efficiente. I vettori dovrebbero controllare già alla partenza se i passeggeri dispongono dei documenti di viaggio necessari, ivi compresi i visti d'ingresso ed eventualmente negare l'accesso sui mezzi di trasporto. Al fine di garantire tali controlli e di contrastare gli incentivi deliberati all'immigrazione illegale, devono essere introdotte ammende uniformi a livello dell'UE. Solo in tal modo si potrà garantire una posizione comune e coerente contro l'immigrazione illegale. La proposta di sospendere tali ammende in caso di presentazione di richiesta d'asilo è invece controproducente, visto che una tale richiesta viene presentata quasi sempre. Pertanto il rimborso dell'importo della multa al vettore deve avvenire soltanto nel caso la richiesta d'asilo venga accolta.

Al vettore deve essere senz'altro richiesto di controllare, oltre ai biglietti aerei e di viaggio, anche i documenti necessari per l'ingresso nel paese di destinazione. Tale norma deve valere per tutti i mezzi di trasporto, comprese le ferrovie. Alle imprese di trasporto non deve essere imposto, invece, di provvedere a ricondurre i passeggeri cui è stato negato l'ingresso, compito che compete alle forze di polizia nazionali o ad altre forze dell'ordine. Solo in questo modo si può assicurare che i passeggeri vengano ricondotti regolarmente ed effettivamente. Anche questa proposta, tuttavia, risulta in parte criticabile: aspetti importanti di una politica comune d'immigrazione e d'asilo dovrebbero essere ponderati nel quadro di una impostazione complessiva e non introdotti prima del dovuto e in modo dissimulato nella procedura legislativa come misure isolate.

(Applausi)

 
  
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  Terrón i Cusí (PSE).(ES) Signor Presidente, anzitutto vorrei associarmi alla preoccupazione espressa dal nostro gruppo in merito al proliferare di misure parziali e frammentarie, difficilmente compatibili, a volte, con i Trattati e quasi mai con la logica comunitaria. E non è ben chiaro se queste misure provengano dagli Stati membri o dal Consiglio. Si tratta di risposte che mi sembrano pericolose, come dimostrano alcuni degli ultimi interventi, in quanto forniscono soluzioni false, in apparenza semplici, a problemi reali e complessi.

Credo che questo tipo di proposte – e ne vedremo ancora nel corso della mattinata – siano irrealizzabili in assenza di un quadro globale che dia attuazione alle decisioni del Consiglio di Tampere - a tutte le decisioni, beninteso, come sta cercando di fare la Commissione.

La tendenza del Consiglio a sviluppare aspetti repressivi senza avere ancora ben chiaro il quadro di riferimento di una imprescindibile politica comune dell’immigrazione costituisce un problema, signor Presidente.

La Commissione ci ha presentato un documento che intende affrontare il problema della tratta di esseri umani. Vorrei che, in aggiunta, la Commissione ci presentasse anche un documento che definisca non solo il reato del traffico di persone, ma anche le sanzioni comuni - il tutto inserito in una politica comune dell’immigrazione.

Signor Presidente, si propone di comminare ammende ai vettori che trasportano persone sprovviste dei documenti necessari. Benissimo. Ma tutti i trafficanti di clandestini sono consapevoli del fatto che stanno commettendo un reato. Lo sanno perfettamente, e non credo proprio che riusciremo a fermarli con questo tipo di misure.

Mi rammarica la posizione del relatore, perché di solito la nostra commissione dà prova di una certa compattezza nel respingere questo tipo di proposte. Riguardo alla presente, nutro inoltre alcune preoccupazioni specifiche, che sono già state messe in risalto: l’accresciuta responsabilità di controllo da parte di privati e il problema, serio e reale, dei rifugiati. I vettori di trasporto non sono certo angeli custodi e non si rassegneranno all’idea di una possibile ammenda per aver aiutato persone che sono veramente in pericolo. Di questo, credo, dobbiamo tenere conto.

Per questi motivi, signor Presidente, nel mio gruppo esiste una maggioranza decisa a chiedere la reiezione di questa proposta. Invitiamo inoltre la Presidenza francese e svedese a chiedere alla Commissione di presentare una proposta globale per una futura politica comune dell’immigrazione per l’Unione europea.

 
  
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  Lambert (Verts/ALE). - (EN) Signor Presidente, innanzi tutto debbo dire che di per sé non sono contraria alla cooperazione contro la criminalità organizzata e l'immigrazione illegale, tuttavia sono radicalmente contraria al principio della responsabilità del vettore. Credo che sia una forma di privatizzazione nascosta delle procedure di immigrazione e, come hanno rilevato anche altri colleghi, trasferisce sul personale del check-in e sui conducenti la responsabilità di controllare i documenti invece di lasciarla al personale ufficiale di immigrazione che dovrebbe essere formato a operare in modo non razzista e umano. E' un peccato che questo servizio sia stato lasciato fuori dal campo di applicazione dell'articolo 13 della direttiva sulla non-discriminazione.

Mi oppongo con forza all'approccio che sostiene i vincitori, cioè che prevede il rimborso per chi ha trasportato qualcuno che ha ottenuto l'asilo. Alla stregua di altri colleghi, anch'io credo che questa sia un'iniziativa sbagliata in termini pragmatici in quanto fa parte di un approccio frammentato per la creazione di una politica comune in materia di immigrazione, di cui abbiamo visto fin troppi esempi in questo Parlamento finora. Occorre attendere prima il quadro giuridico per poi decidere quale sia il metodo migliore di applicarlo. Questo approccio frammentato non è né coerente né ragionevole.

Raccomando all'Aula di votare a favore degli emendamenti che hanno ricevuto il sostegno di tre gruppi: gli emendamenti nn. 10, 11 e 13. Ce ne sono anche altri che vale la pena prendere in considerazione. Personalmente voterò a favore dell'emendamento n. 12.

 
  
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  Kaufmann (GUE/NGL) . - (DE) Signor Presidente, la relazione Kirkhope è tutt'altro che un contributo ad una politica comune progressista in materia d'asilo e di rifugiati. Essa propone di estendere e intensificare una prassi prevista dall'accordo di Schengen, ossia l'obbligo di provvedere a ricondurre i passeggeri ai quali è negato l'ingresso, già fallita e condannata molto giustamente dalle organizzazioni religiose e dei diritti dell'uomo. In tal modo fin da ora ai dipendenti delle compagnie aeree viene imposto il ruolo di aiutanti delle forze di polizia. Gli Stati membri creano così le condizioni per garantire alle cosiddette "bande di passatori" i propri profitti.

Se in futuro i vettori che non assolvono a quelli che vengono definiti i loro obblighi dovranno pagare un'ammenda fino a 5.000 euro, si può immaginare fin da ora quali saranno le conseguenze. L'Unione europea sarà sempre di più una comunità a compartimenti stagni. Non può essere questo il modo in cui ci accingiamo a trattare in futuro i rifugiati e gli immigrati. Secondo stime dell'organizzazione antirazzista per i diritti umani UNITED l'anno scorso sono state oltre 2.000 le persone che hanno perso la vita lungo le frontiere esterne dell'Unione europea. Si tratta di una situazione assolutamente intollerabile.

Se vogliamo imboccare la strada verso una legislazione quadro europea in materia di asilo, dobbiamo adoperarci affinché i richiedenti asilo possano venire nei nostri paesi. Altrimenti qualsiasi direttiva, anche qualora si richiami formalmente alla Convenzione di Ginevra, rimarrà soltanto cartastraccia e ne tradirà sostanzialmente lo spirito.

Mi sia consentita, in conclusione, un'osservazione relativa al mio paese. Purtroppo il ministro tedesco degli Interni è attualmente uno dei principali protagonisti di questa politica europea dei compartimenti stagni.

(Applausi)

La Germania blocca in quasi tutti i settori una umanizzazione della politica in materia di rifugiati e immigrazione. Qualsiasi proposta della Commissione che va in questa direzione viene respinta dal ministro tedesco degli Interni. Una proposta quale quella che ci viene presentata quest'oggi verrebbe senz'altro approvata incondizionatamente dal ministro Schily, che vi respira lo spirito di rifiuto e di intensificazione dei controlli.

Esorto pertanto tutti i presenti a non consentire che prevalga questo spirito di difesa ad oltranza dell'Europa e di rifiuto delle persone che cercano aiuto. Votate contro la relazione Kirkhope!

 
  
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  Ceyhun (PSE) . - (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, è fuori discussione che tutti siamo favorevoli a una ragionevole regolamentazione e al controllo dell'immigrazione, contando anche sulla sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione. Credo che questo punto sia incontestabile e raccolga unanime consenso. D'altra parte, siamo altrettanto concordi, almeno credo - e proprio l'onorevole Kirkhope in qualità di ex ministro degli Interni britannico ne converrà con me - che con tutte queste misure isolate, in fin dei conti, non otterremo granché e che ci stiamo occupando di un ambito nel quale, pur non intendendo risolvere i problemi fondamentali, vorremmo almeno, gradualmente, ottenere qualche risultato.

Se così stanno le cose, è evidente che dobbiamo discutere in modo il più possibile non ideologico. Se conveniamo anche sulla necessità di discutere in modo non ideologico, e sappiamo che l'immigrazione illegale non può comunque mai venire impedita completamente - ossia a prescindere dalle misure adottate, l'immigrazione illegale esisterà sempre - dobbiamo ammettere che, in fin dei conti, con le sole ammende per i vettori otterremo ben poco. Se tutti conveniamo su questo punto dobbiamo anche riconoscere, onorevole Kirkhope, che se vogliamo fare qualcosa dobbiamo dialogare proprio con i vettori.

Attualmente sto conducendo dei colloqui con i rappresentanti dei sindacati internazionali del settore dei trasporti e ritengo che vi siano ancora margini di manovra per la ricerca di soluzioni comuni. Ma proprio parlando con queste imprese si può constatare che le sue proposte, onorevole Kirkhope, non sono di alcun aiuto e che lei vuole rendere ancor più restrittiva l'iniziativa francese, che del resto viene respinta dalle imprese di trasporto già in partenza. Mi chiedo pertanto che senso abbia occuparsi di una relazione che non raccoglie il consenso di nessuno.

 
  
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  Schröder, Ilka (Verts/ALE) . - (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, non tutto ciò che è legale è anche legittimo e non tutto ciò che è illegale è illegittimo. Oggi in questa sede si è già parlato molto di crimini. Tuttavia a mio parere non è un crimine aiutare persone bisognose di aiuto che lo desiderano a entrare nell'Unione europea solo perché irregolari. Considero piuttosto un crimine la politica di chiusura dell'Unione europea. La considera tale persino l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che in uno studio sul "contrabbando di esseri umani", ha constatato che il problema risiede proprio nella politica di chiusura dell'UE e che la situazione potrà essere cambiata soltanto a patto che le frontiere vengano aperte ulteriormente e non con misure contro chi aiuta i clandestini a passare le frontiere.

Un secondo problema che vorrei sollevare in relazione a questo testo che propone di assegnare ai vettori maggiori responsabilità è il seguente: in Germania il fatto che le autorità abbiano sollecitato i tassisti ad assumere comportamenti razzisti ha determinato il diffondersi di comportamenti razzisti. E' stato detto ai tassisti: "Voi siete in grado di riconoscere se un passeggero che si trova alla frontiera fra Germania e Polonia e vi chiede di essere trasportato è clandestino o meno!", benché i tassisti non abbiano legalmente la possibilità di verificare i documenti di queste persone. Ma è stato loro detto che questa gente può essere riconosciuta! Nessun essere umano è illegale e non è possibile stabilire se una persona sia stata resa "illegale" o meno.

Un ultimo punto che mi rende alquanto scettica è il fatto che quando esistevano ancora la RDT e la RFT, ossia la divisione fra le due Germanie, negli anni settanta, la Corte costituzionale tedesca una volta ha emesso una sentenza che affermava che aiutare le persone a passare clandestinamente la frontiera è legittimo - confermando cioè quanto ho appena detto - e che è persino legittimo pretendere del denaro in cambio. Ciò significa che aiutare a fuggire in cambio di denaro, atto pesantemente criminalizzato in questa sede, allora veniva considerato un gesto encomiabile. Temo pertanto che l'intero tema sia oggetto di strumentalizzazione e che, non osando procedere contro i profughi e contro i clandestini, si abbia bisogno di nuove vittime. Per questo puntate il dito contro chi aiuta a emigrare illegalmente, a prescindere che venga pagato o meno per farlo. Sono proprio loro ad aver bisogno del nostro appoggio, affinché un maggior numero di persone possa attraversare le frontiere a prezzi più bassi.

 
  
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  Vitorino, Commissione. - (EN) Signor Presidente, mi sia consentito iniziare con un'osservazione sulla procedura. Queste discussioni in Plenaria su iniziative degli Stati membri sono in un certo senso incomplete in quanto c'è un pezzo che manca. L'autore dell'iniziativa non interviene e non reagisce alle argomentazioni del Parlamento.

(Applausi)

Debbo dirvi francamente che la Commissione si trova in una situazione alquanto imbarazzante in discussioni come quella odierna, in quanto non siamo noi i responsabili di queste iniziative. Non abbiamo nemmeno il diritto di presentare una proposta emendata, possiamo solo partecipare alla discussione. Pertanto, per la Commissione è difficile intervenire in difesa di, o contro la proposta, poiché fino a un certo punto in questa discussione ci troviamo messi da parte. Certo, condivido la vostra preoccupazione che un approccio frammentato non è il modo adeguato di affrontare il tema così delicati degli immigrati clandestini.

Abbiamo cercato di dare il nostro sostegno a un approccio coordinato e integrato all'immigrazione illegale e all'immigrazione in senso più ampio, tuttavia dobbiamo esprimerci sulle iniziative adottate dagli Stati membri come quella in oggetto. Pertanto la Commissione si limiterà a tre osservazioni principali. La prima, che forse è una pura ovvietà, è che il tema della responsabilità del vettore è molto complesso e delicato. Come alcuni degli oratori che mi hanno preceduto, la Commissione è dell'avviso che la responsabilità del vettore possa costituire uno strumento efficiente nella lotta contro l'immigrazione illegale ma la sua efficacia dipende in larga parte da un approccio equilibrato, assai difficile da raggiungere in quanto richiede che si tenga conto degli interessi legittimi di tutte le parti in causa, non solo degli Stati membri ma anche delle persone che hanno bisogno di protezione umanitaria, e quelli dell'industria dei trasporti. La vostra discussione di stamattina e la discussione in corso al Consiglio hanno dimostrato che è estremamente difficile trovare un equilibrio accettabile per tutti.

Non credo che si stia privatizzando la lotta contro l'immigrazione clandestina. La mia opinione è molto diversa. Credo che la gestione dell'immigrazione ricada nella responsabilità degli Stati membri, delle autorità pubbliche, tuttavia dobbiamo lanciare un appello alla società civile affinché partecipi alla gestione dell'immigrazione. Questo concetto ampio include nella gestione comune della politica di immigrazione non solo la responsabilità del vettore, bensì anche l'impegno delle ONG. Pertanto utilizziamo un criterio molto rigoroso per valutare la proposta francese: l'iniziativa andrebbe accolta con favore a patto che fornisca un valore aggiunto alle disposizioni già vigenti dell'articolo 26 della Convenzione che attua il Trattato di Schengen.

Il progetto in esame oggi costituisce solo un primo passo. A lungo termine occorrerà spingersi oltre e valutare con coerenza tutti i mezzi di trasporto, incluso il trasporto merci. Pertanto, la Commissione da parte sua si assumerà le proprie responsabilità in materia e tenterà di spianare la strada in stretta collaborazione con tutte le parti interessate per un approccio europeo più armonizzato. Crediamo di poter riuscire a presentare una proposta che copra tutti i mezzi di trasporto e che si basi su una stretta collaborazione con le organizzazioni umanitarie, con gli stessi vettori e naturalmente con le forze dell'ordine.

 
  
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  Presidente. - La ringrazio, signor Commissario.

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà alle 12.00.

 
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