Presidente. - L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta, le seguenti relazioni:
- A5-0195/2001, presentata dall’onorevole Martínez Martínez a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulle proposte di regolamento del Consiglio che modifica, per quanto concerne le misure in materia strutturale:
I. il regolamento (CEE) n. 3763/91, recante misure specifiche a favore dei dipartimenti francesi d’oltremare per quanto riguarda taluni prodotti agricoli
- A5-0197/2001, presentata dall’onorevole Martínez Martínez a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulle proposte di regolamento del Consiglio:
I. recante misure specifiche a favore dei dipartimenti francesi d’oltremare per taluni prodotti agricoli
Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
- A5-0189/2001, presentata dall’onorevole Poignant a nome della commissione per la pesca, sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2792/1999 che definisce modalità e condizioni delle azioni strutturali nel settore della pesca
- A5-0190/2001, presentata dalla onorevole Fraga Estévez a nome della commissione per la pesca, sulla proposta di regolamento del Consiglio recante deroga di talune disposizioni del regolamento (CE) n. 2792/1999 che definisce modalità e condizioni delle azioni strutturali della Comunità nel settore della pesca
Martínez Martínez (PSE), relatore. - (ES) Signor Presidente, le mie due relazioni riguardano sette regolamenti sulla cui riforma stiamo dibattendo. Tali regolamenti si riferiscono alle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea, vale a dire Guadalupa, Martinica, Riunione e Guiana, appartenenti alla Francia, Azzorre e Madera, portoghesi, e Canarie, appartenenti alla Spagna.
Ragioni di distanza e di dispersione interna, nonché motivi climatici, hanno costituito ostacoli importanti per il loro sviluppo. La distanza e i costi di trasporto relativi alle importazioni e alle esportazioni, così come le dimensioni ridotte di questi territori, hanno scoraggiato l’afflusso e la redditività di investimenti significativi.
Rispettando il proprio dovere di solidarietà comunitaria nel rispondere alle necessità di tali regioni ultraperiferiche, tra il 1989 e il 1991 la Comunità europea ha adottato vari programmi di azione al fine di risolvere problemi legati alla distanza e all’insularità, i cosiddetti POSEI. Si trattava di promuovere lo sviluppo sostenibile rafforzando i settori produttivi e in grado di creare occupazione. Ciò è stato fatto impiegando i Fondi strutturali e orientando in modo particolarmente favorevole talune politiche comuni, in particolare la PAC. In questo modo, sono stati messi a disposizione aiuti speciali per determinate produzioni locali ed è stato migliorato l’approvvigionamento di materie prime mediante regimi specifici inclusi nei rispettivi POSEI.
Le misure di favore stabilite dalla Comunità sono state sostenute da considerevoli sforzi da parte degli Stati direttamente interessati, Francia, Portogallo e Spagna, e da parte delle amministrazioni regionali e locali. Grazie a ciò, oggi possiamo constatare progressi notevoli ma, nonostante questo, persistono delle carenze. Per questo motivo è necessario continuare ad agire perfezionando i meccanismi impiegati al fine di ottenere risultati sempre più positivi.
In ogni caso, per poter continuare ad avanzare verso l’integrazione di tali regioni nello spazio europeo e per far fronte a fenomeni comparsi negli ultimi tempi con il crescente processo di globalizzazione, è necessario dotarsi di una base giuridica più solida e rafforzare i regolamenti che hanno consentito finora il funzionamento di tali azioni.
Stiamo lavorando su questo da mesi, contando sul fatto che i Trattati, da Amsterdam in poi, hanno introdotto nell’articolo 299 il riconoscimento della specificità delle regioni ultraperiferiche e l’impegno a sostenerle per consentire loro di superare le difficoltà specifiche. Il progetto di riforma presentatoci andava nella giusta direzione, ma le sue proposte erano insufficienti. Per esempio, non proponeva l’indispensabile modifica della base giuridica per far riferimento al nuovo testo dei Trattati di cui parlavo poc’anzi, ma indubbiamente ha rappresentato indubbiamente una buona base di partenza per il lavoro della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, che ha contato sull’eccellente collaborazione della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo e della commissione giuridica e per il mercato interno, al fine di promuovere, appunto, la modifica della base giuridica.
Abbiamo inoltre interpellato le autorità e i settori sociali dei territori di cui ci stiamo occupando per giungere infine a una serie di emendamenti che sono stati oggetto di dibattito e, in seguito, di approvazione in sede di commissione.
Oltre all’emendamento relativo all’aggiornamento della base giuridica, ve ne sono altri che rispondono a richieste comuni delle diverse regioni ed altri ancora che rispondono a richieste specifiche di ciascuna di esse. Fra gli emendamenti comuni, è opportuno menzionare la possibilità che tali regioni possano esportare, con il diritto alla restituzione, i prodotti fabbricati con materie prime introdotte nelle isole in base al regime specifico di approvvigionamento, la necessità di incrementare il sostegno al settore dell’allevamento e l’opportunità di rafforzare le PMI del settore agroalimentare.
Gli emendamenti relativi a prodotti sensibili, specifici di ciascuna regione, riguardano il pomodoro delle Canarie, l’allevamento, i prodotti caseari e l’industria dello zucchero delle Azzorre, l’industria del vimini di Madera, nonché il sostegno al riso in alcuni territori francesi.
Con questi emendamenti manifestiamo la nostra volontà di superare una volta per tutte i problemi delle regioni ultraperiferiche. Non si tratta di sostenere il ritardo economico e sociale di questi territori, bensì di operare in modo deciso per superare in modo irreversibile tali ritardi ed offrire così a coloro che vivono in tali regioni condizioni di vita e prospettive per il futuro simili a quelle degli altri cittadini dell’Unione europea.
I costi dei miglioramenti da noi proposti sono peraltro certamente insignificanti rispetto alle dimensioni del bilancio dell’Unione.
Concludo ringraziando per la sollecitudine e la professionalità i funzionari della commissione per l’agricoltura, nonché la Commissione e il Consiglio che hanno mostrato interesse e comprensione.
Se, come spero, in plenaria sarà approvato quanto la commissione per l’agricoltura sottopone al suo giudizio, al Consiglio spetterà la responsabilità di non deludere le nostre aspettative. In definitiva, si tratta delle aspettative dei cittadini delle Canarie, di Madera, delle Azzorre, di Martinica, di Guadalupa, della Riunione e della Guiana.
Vorrei infine ricordare che la fiducia dei cittadini nei confronti dell’azione dell’Unione europea e, in ultima analisi, la credibilità del nostro progetto dipendono da azioni come questa.
Poignant (PSE),relatore. - (FR) Signor Presidente, anche la mia relazione verte sull'applicazione nel settore della pesca dell'articolo 299, paragrafo 2, del Trattato di Amsterdam, che interessa le regioni ultraperiferiche. Il Trattato ne ha riconosciuto la specificità definendole, peraltro, proprio sulla base degli svantaggi e delle relative difficoltà dovute alla lontananza, all'insularità, ai rilievi o ai climi sfavorevoli, nonché talvolta alla dipendenza economica. Esso ha altresì ritenuto legittimo, a seguito della firma, un eventuale adeguamento delle relative politiche, senza per questo rimettere in discussione la coerenza dell'ordinamento giuridico comunitario.
Nel settore della pesca, le regioni interessate sono sette e gli Stati tre. Questi ultimi sono Spagna, Portogallo e Francia, mentre tra le regioni annoveriamo Azzorre, Madera, Canarie, Guadalupa, Guiana, Martinica e Riunione. Vengono quindi autorizzate numerose deroghe relative sia alla pesca che alla politica regionale, vale a dire i nostri Fondi strutturali.
La relazione da me presentata è ovviamente favorevole a tale adeguamento, ma nello stesso tempo vengono depositati alcuni emendamenti sui quali vorrei fare alcune brevi osservazioni. Ne ho presentato uno, ad esempio, che è stato adottato dalla commissione per la pesca: si tratta dell'emendamento n. 5 che interessa i pescatori (per i quali sarà molto importante) e i tassi di partecipazione finanziaria dello strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP) in queste regioni ultraperiferiche. La Commissione propone che queste ultime vedano aumentare la percentuale di intervento della Comunità - il che è positivo - fino all'85 per cento massimo, ad eccezione dei limiti per il rinnovo della flotta e l'ammodernamento dei pescherecci e dei progetti pilota, per i quali si mantengono gli stessi tassi di partecipazione del precedente regolamento, senza alcuna modifica.
Il mio emendamento e quello della commissione per la pesca vertono dunque su questo "ad eccezione". Adducendo come motivazione l'attuale situazione delle risorse e la necessaria tutela, nonché l'obbligo di mantenere una capacità di pesca equivalente, la Commissione propone che, in caso di rinnovo o ammodernamento delle flotte da pesca, non venga aumentata la percentuale di partecipazione comunitaria né venga ridotto il tasso di autofinanziamento privato per tale rinnovo e ammodernamento.
Questa posizione, tuttavia, non ci sembra andare nella giusta direzione né rientra tra gli obiettivi del Trattato volti a garantire appunto il recupero del ritardo economico delle regioni ultraperiferiche. E' opportuno quindi che i tassi relativi al gruppo 2 vengano modificati, ed è ciò che vi stiamo proponendo. Ne deriverebbero effetti positivi in termini di sviluppo della pesca costiera e di migliore trattamento delle catture, e si soddisferebbero nel contempo le aspettative degli operatori del comparto. D'altra parte, se esiste una sovracapacità nella metropoli, non è detto che questo sia vero - se non molto di rado - per tutte le regioni ultraperiferiche.
Infine, il Parlamento europeo pone l'accento sulla necessità di migliorare la sicurezza a bordo delle navi da pesca. Il rinnovo e l'ammodernamento dei pescherecci nelle regioni ultraperiferiche rappresentano quindi un elemento importante per garantire buone condizioni di lavoro ai pescatori. Nel suddetto emendamento si propone dunque che il tasso A, ovvero la partecipazione dell'Unione, passi al 50 per cento e il tasso C, ossia gli altri contributi pubblici nazionali o regionali, al 40 per cento. E' questo, a mio avviso, l'emendamento più importante della presente relazione.
Ve ne è poi un altro, ossia l'emendamento n. 6 della onorevole McKenna, che non pone problemi. Consiste semplicemente nel precisare, nella relazione, che questi adeguamenti non vengano sfruttati per alimentare il sistema della pesca sotto bandiere di comodo; nella relazione andrà quindi inclusa una frase che funga più o meno da principio di precauzione giuridico relativamente a questo aspetto.
Infine, gli emendamenti nn. 7 e 8 sollevano la questione della non retroattività, così come è emersa nella riunione della commissione per la pesca. La Commissione non è stata d'altronde chiara su questo punto; anzi, si è dimostrata esitante, per non dire addirittura evasiva. L'emendamento è ancora iscritto all'ordine del giorno, dato che è stato ripresentato. La commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo nonché quella per l'agricoltura e lo sviluppo rurale hanno espresso parere favorevole. All'inizio, il parere della commissione per la pesca non era favorevole, o perlomeno non del tutto, in quanto essa riteneva che il principio della non retroattività fosse fondamentale nell'ordinamento comunitario. Ma dato che le altre due commissioni si sono espresse favorevolmente e che la Commissione non è stata chiara, vi propongo di esprimere parere affermativo. Se ciò fosse proprio giuridicamente impossibile, sarebbe il diritto a dirimere la questione. Ma se solo ciò fosse possibile, bisognerebbe agire in tale senso sapendo di prendere una decisione a favore di una giusta causa.
Fraga Estévez (PPE-DE), relatore. - (ES) Signor Presidente, come tutti sapranno, i negoziati intesi a rinnovare l’accordo di pesca con il Marocco si sono conclusi, ma l'accordo non è stato rinnovato.
Tutti sapranno, inoltre, che il negoziato si è protratto per un periodo estremamente lungo, 15 mesi, il che ha posto la flotta comunitaria in una situazione senza precedenti, con la paralisi delle attività per un periodo non previsto dalla legislazione comunitaria. L’articolo 16 del regolamento SFOP al paragrafo 1, lettera b), consente di finanziare l’inattività temporanea delle navi in caso di mancato rinnovo di un accordo di pesca per sei mesi, finanziamento prorogabile per altri sei mesi, in seguito alla presentazione di un piano di riconversione. Tale termine e la proroga sono giunti a scadenza lo scorso 31 dicembre, mentre ci trovavamo ancora in piena fase negoziale con il Marocco.
La Commissione ha ritenuto allora che non si potevano lasciare senza protezione gli armatori e gli equipaggi mentre i negoziati proseguivano. Per questo ha presentato la proposta di regolamento oggi sottoposta a votazione. Si trattava di cambiare la base giuridica del regolamento SFOP con due obiettivi: da un lato consentire che gli aiuti potessero essere prolungati ulteriormente di sei mesi, fino al prossimo 30 giugno, dall’altro autorizzare gli Stati membri interessati a superare la soglia del 4 per cento del bilancio SFOP da destinarsi agli aiuti in seguito alla paralisi della flotta, un livello che per l’evidente eccezionalità della situazione era già stato ampiamente superato. Si trattava, pertanto, di una proposta assolutamente ragionevole.
Tuttavia, quando la relazione in esame era praticamente ultimata, il Consiglio dei ministri di aprile, ha dichiarato conclusi i negoziati. A maggio, la Commissione non aveva ancora presentato la sua proposta riguardo alle misure previste nel piano di riconversione. Sappiamo che la Commissione aveva l’intenzione di presentare una proposta di regolamento in tal senso in occasione del prossimo Consiglio dei ministri della pesca del 18 giugno; tuttavia, per ragioni tecniche, essa non potrà essere approvata prima del 3 luglio, il che comporterà un notevole ritardo nel calendario, dato che è prevista anche la consultazione in seno al Parlamento europeo.
Inoltre, gli armatori dovranno valutare attentamente le alternative offerte, in funzione del tipo di imbarcazione, scegliendo tra demolizione, trasferimento della nave in altra zona di pesca o costituzione di una impresa mista con un socio straniero, decisioni imprenditoriali che non possono certo essere prese alla leggera.
D’altro canto, i lavoratori interessati dovranno probabilmente aspettare ancora più a lungo in quanto dipenderanno dalle decisioni delle loro imprese per sapere, ad esempio, se abbandoneranno una zona di pesca per lavorare in un’altra o se, semplicemente, si ritroveranno senza lavoro, qualora la scelta ricadesse sulla demolizione. E’ evidente che tali decisioni non potranno essere prese prima del 30 giugno, dato che ad oggi non si conoscono le formule che verranno offerte.
Per questo, prima della votazione di questa relazione in sede di commissione, ho introdotto un emendamento per cambiare le date della proposta della Commissione spostandole dal 30 giugno al 31 dicembre. La commissione per la pesca ha compreso perfettamente la situazione che si veniva a creare e, tenendo conto che la proroga del termine non comporta conseguenze finanziarie per il bilancio comunitario - in quanto gli aiuti continueranno ad essere a carico dello SFOP degli Stati membri interessati -, ha deciso di appoggiare all’unanimità il contenuto modificato della relazione.
Pertanto, spero che di fronte alle ragioni esposte e con l’appoggio indiscutibile della commissione per la pesca, in plenaria si possa approvare anche il testo oggi presentato per la votazione.
Per il resto, nel concludere il mio intervento, non posso esimermi dal ringraziare i due relatori e in special modo, per quanto mi riguarda direttamente, ossia per la commissione per la pesca, l’onorevole Poignant, assicurandogli che il nostro gruppo appoggerà la sua relazione. Vorrei ricordare che, a mio parere, l’emendamento n. 5 relativo alla relazione stessa si adegua in modo decisamente migliore all’articolo 29, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1260/1999, che consente un contributo massimo del 50 per cento alle PMI delle regioni ultraperiferiche.
Non dobbiamo dimenticare che le misure di ammodernamento delle navi delineano di solito la differenza tra un’impresa competitiva e un’impresa in difficoltà, oltre ad assicurare un lavoro più degno ai suoi lavoratori. Proprio per questo gli ultimi investimenti a sparire o a cessare di essere sostenuti economicamente dovrebbero essere quelli pubblici.
Sánchez García (ELDR), relatore per parere della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo. - (ES) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, a nome della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo e anche a nome del gruppo liberale, vorrei sottolineare che la consultazione rivolta al Parlamento europeo riguardo all’applicazione specifica nelle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea di talune disposizioni comunitarie, come le misure agricole dei POSEI e le misure strutturali in materia di agricoltura e pesca, risponde alla procedura prevista secondo la base giuridica contemplata nel citato articolo 299, paragrafo 2, del Trattato costitutivo modificato dal Vertice di Amsterdam.
In secondo luogo, vorrei ricordare ancora una volta che la maggioranza delle regioni ultraperiferiche, fra le quali l’arcipelago da cui provengo, le Canarie, è caratterizzata dall’insularità e dalla lontananza dallo spazio comunitario, come pure dalle fonti di approvvigionamento dei mercati internazionali per quanto riguarda i prodotti essenziali per il consumo e la trasformazione.
Vorrei, d’altronde, segnalare che dal punto di vista politico, tali proposte, pur essendo tardive, giungono in un momento interessante, visto il nuovo scenario della globalizzazione, dell’ampliamento e dei nuovi accordi agricoli con i paesi terzi. In esse vengono presi in considerazione aspetti interessanti, come la diversità regionale e le particolarità socioeconomiche e geografiche delle regioni ultraperiferiche. Tali proposte intendono soddisfare l’obiettivo della coesione economica e sociale e sono equilibrate per tutte le regioni interessate, riconoscendo implicitamente i diritti dei cittadini dell’Unione europea nel rispetto della neutralità finanziaria raccomandata dalla commissione esecutiva.
In taluni casi, abbiamo incorporato modifiche significative, come l’inserimento del pomodoro delle Canarie negli aiuti del programma POSEICAN per l’agricoltura, la revisione di alcuni prodotti inizialmente inclusi nel regime specifico di approvvigionamento, nonché i miglioramenti degli aiuti all'agricoltura e all’allevamento dei dipartimenti francesi d'oltremare, di Madera e delle Azzorre. Tutto ciò, nell’intento di aumentare la competitività delle regioni ultraperiferiche, delle loro imprese e dell’occupazione, come anche il rispetto per l’ambiente e il riconoscimento del carattere strategico del settore agricolo, ma, soprattutto, di rafforzare l’integrazione europea al punto che, a partire da adesso, potremo parlare della dimensione ultraperiferica dell’Unione europea.
Al riguardo, ci congratuliamo con i relatori per il lavoro svolto, e in modo particolare con l’onorevole Martínez Martínez per la sua disponibilità a recepire le problematiche. Chiediamo ai deputati e a tutti i gruppi parlamentari di appoggiare queste relazioni. Indubbiamente, ciò favorirà lo sviluppo di una maggiore consapevolezza riguardo all’integrazione europea dei cittadini coinvolti e nel nostro caso, ritornando alle nostre isole, potremo veramente dire "missione compiuta".
Vorrei infine ringraziare le autorità dei governi regionali e degli Stati interessati - Francia, Spagna e Portogallo - nonché la Commissione e la Presidenza svedese per l’interesse mostrato nel portare avanti questo pacchetto di regolamenti concernenti le regioni ultraperiferiche, esempio eloquente di solidarietà fra i popoli dell’Unione europea, e vorrei precisare che personalmente non voterò sui regolamenti cui si riferisce la relazione dell’onorevole Martínez Martínez riguardanti le Canarie perché ho interessi nel settore agricolo in quelle isole.
Costa Neves (PPE-DE),relatore per parere della commissione per i bilanci. - (PT) Signor Presidente, signor Commissario, do il mio sostegno alle relazioni del collega Martínez Martínez e ritengo essenziale che il Consiglio accolga le proposte in esse formulate. Rilevo alcuni aspetti recepiti dal parere approvato in seno alla commissione per i bilanci:
1 - la revisione dei regolamenti POSEI dovrà rispettare gli impegni della Comunità, aumentando gli aiuti alle regioni ultraperiferiche;
2 - dato che si fondano sul principio di neutralità di bilancio, le proposte della Commissione riducono il pacchetto finanziario dei programmi rispetto ai primi anni Novanta, quando sono stati lanciati, il che è inammissibile;
3 - la revisione in atto non può mettere a rischio l’attività degli agricoltori interessati dal regolamento in vigore. Occorre rafforzare - e non ridurre - gli aiuti comunitari;
4 - bisogna lanciare nuove misure di carattere agroambientale e di sviluppo e adeguamento delle zone rurali; infine, la Commissione deve presentare nuove proposte nel caso in cui alcune misure si rivelino insufficienti o scadano prima del 2006.
Cunha (PPE-DE).- (PT) Signor Presidente, la proroga dei programmi specifici di sostegno all’agricoltura delle regioni ultraperiferiche costituisce una misura di fondamentale necessità. Lontane come sono dai grandi mercati, la loro attività agricola, solitamente di piccole dimensioni, rappresenta una base essenziale per la loro economia ed esse non sarebbero in grado di sopravvivere senza sostegni in un mercato sempre più globalizzato. La proposta della Commissione è però troppo limitata, in quanto nella maggior parte dei casi si limita a prolungare lo status quo, senza tener conto delle nuove dinamiche dei mercati e delle crescenti difficoltà che incontrano queste regioni nel competere con i mercati internazionali da quando, nel 1999, è stata sottoscritta l’OMC. Di fronte a tale contesto e all’insufficienza della proposta della Commissione, sottolineo il ruolo svolto dal relatore Martínez Martínez, che è riuscito a lavorare con tutti i colleghi in un clima di un proficuo dialogo di compromesso, pervenendo ad un risultato che migliora nettamente la proposta della Commissione.
In tale ambito, vorrei ricordare alcuni emendamenti recepiti dal relatore e approvati dalla commissione per l’agricoltura, in particolare per quanto concerne le regioni che meglio conosco, ossia le Azzorre e Madera; ad esempio la possibilità di scegliere i vitigni tradizionali per la ristrutturazione del settore, compresi alcuni incentivi iniziali per tali varietà; il mantenimento del premio speciale previsto per l’ingrasso dei bovini così da motivare gli allevatori, che non avranno più quote latte, a riconvertirsi alla produzione di carne garantendo che il plusvalore dell’ingrasso non esca dalla regione sotto forma di esportazione di bovini molto giovani; la flessibilità nell’attribuzione di aiuti alla commercializzazione di piante e fiori senza la necessità di stipulare contratti di campagna con organizzazioni di produttori, il che risulterebbe impossibile tenuto conto dell’insufficiente livello organizzativo dell’agricoltura in queste regioni; l’estensione degli aiuti per la commercializzazione della patata da consumo; l’aumento dei diritti di produzione e dei premi destinati a produzioni strategiche come quella di vacche da latte, di bovini da ingrasso o della barbabietola da zucchero; il miglioramento del regime speciale di approvvigionamento con l’inclusione di alcune materie prime di fondamentale rilievo per la competitività del settore della produzione di composti per l’alimentazione animale e, di conseguenza, del settore dell’allevamento. Concludendo, il Parlamento ha compiuto il proprio lavoro nell’ambito di uno sforzo realistico di dialogo tra i deputati, nonché tra i deputati e i responsabili politici delle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea. Speriamo che anche il Consiglio faccia la sua parte accogliendo le misure approvate dalla commissione per l’agricoltura e dal Parlamento. Conformemente alla predetta analisi, il gruppo PPE-DE voterà a favore della proposta; a nome del mio gruppo, desidero ringraziare nuovamente il relatore per il profondo impegno e per l’apertura evidenziati nella stesura del presente documento.
Fruteau (PSE). - (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, se il Trattato di Amsterdam, all'articolo 299, paragrafo 2, aveva sancito il pieno riconoscimento delle regioni ultraperiferiche, i primi sostanziali provvedimenti si sono fatti attendere. Per questo mi rallegro oggi nel partecipare a questa discussione sui pacchetti strutturali ed agricoli proposti dalla Commissione, poiché mirano indubbiamente ad una maggiore considerazione delle realtà d'oltremare. Vorrei anzi congratularmi con i relatori Martínez Martínez e Poignant per il loro ottimo lavoro.
Complessivamente, possiamo ritenere che le proposte della Commissione vadano nella direzione giusta e che rispondano adeguatamente alle esigenze locali. Circa le misure strutturali, innanzitutto, non possiamo che rallegrarci della proposta di allineare i tassi di intervento all'85 per cento per tutte le regioni ultraperiferiche. Ciò vuol dire, sul piano pratico, offrire le stesse opportunità a popolazioni che devono fronteggiare vincoli sostanzialmente identici.
Relativamente ai provvedimenti agricoli, in qualità di abitante della Riunione non posso che essere soddisfatto per le misure di aiuto alle produzioni tradizionali e segnatamente per l'aiuto al trasporto della canna da zucchero nel quale speravano da tempo i nostri coltivatori. Mi permetto tuttavia di intervenire su alcuni punti. In primo luogo, è deplorevole che la retroattività delle misure non sia stata formulata esplicitamente, per cui mi rallegro nel vedere come molti emendamenti presentati oggi dalla nostra Assemblea ne sottolineino l'importanza per l'intera filiera, giacché dobbiamo pensare alle migliaia di produttori che attendono da tempo.
E' deplorevole, inoltre, che la Commissione non sia ricorsa spontaneamente all'articolo 299, paragrafo 2, come base giuridica per la sua proposta perché ciò è del tutto in contraddizione, secondo me, con la posizione difesa dai Capi di stato e di governo. Fortunatamente, il Consiglio ha parzialmente rimediato a tale omissione, dato che sminuire la portata di questo articolo vorrebbe dire rimettere in discussione il fondamento stesso dell'ultraperifericità.
Vorrei concludere, infine, con un auspicio. Mi piacerebbe che le riforme qui proposte gettassero definitivamente le basi di una politica ancora più ambiziosa per le nostre regioni affinché le pari opportunità e l'accettazione delle differenze possano finalmente divenire una realtà per tutti i cittadini dell'Unione europea.
McKenna (Verts/ALE). - (EN) Signor Presidente, desidero intervenire sulla relazione Poignant. In commissione abbiamo presentato un emendamento sul problema sempre più frequente dei pescherecci che battono bandiera di comodo, un problema ben lontano da una soluzione. Un numero sempre maggiore di armatori senza scrupoli trasferiscono i loro pescherecci in paesi come Belize, Honduras o Saint Vincent e Grenadine dato che sanno perfettamente che tali paesi chiudono un occhio sulle attività dei pescherecci, su come e cosa pescano. Il Commissario Fischler ha giustamente fatto riferimento al problema come al "flagello degli oceani".
Attualmente non è possibile impedire ad un armatore europeo di esportare una propria nave in uno di questi paesi e di ricevere un sostanzioso sussidio da un milione di euro o più pur continuando a possedere la sua nave. Abbiamo introdotto un emendamento in modo da impedire agli armatori di ricorrere a questo stratagemma utilizzando i criteri adottati dalle organizzazioni internazionali per la gestione delle zone di pesca e sono lieta che il relatore sostenga il nostro emendamento dato che è scandaloso che possa ancora esistere questa scappatoia.
Non credo che nessuno in quest'Aula possa dichiararsi favorevole all'utilizzo di fondi comunitari, cioè del denaro dei contribuenti dell'Unione europea, per permettere agli armatori di sfuggire ai controlli e di pescare facendo concorrenza a coloro che osservano le leggi. Faccio quindi appello a tutti i presenti affinché sostengano il nostro emendamento.
Figueiredo (GUE/NGL).- (PT) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, i problemi che attanagliano le regioni ultraperiferiche sono ben noti: lontananza, dispersione e dimensioni ridotte del mercato, il che incide negativamente sui costi, in particolare di trasporto, e ne rende più difficile lo sviluppo. Ai sensi dell’articolo 299, paragrafo 2, del Trattato di Amsterdam, che riconosce la specificità di tali regioni e la necessità di adottare misure comunitarie adeguate, è possibile prendere provvedimenti tesi a promuovere lo sviluppo sostenibile e a rafforzare i settori produttivi che generano occupazione, per cui è importante sfruttare questa base giuridica, a prescindere dal riferimento agli articoli della PAC, ai Fondi strutturali o ad altre politiche comunitarie.
In tale contesto, è importante analizzare le proposte della Commissione che, sebbene positive, sono ben inferiori alle necessità delle regioni ultraperiferiche, come si può rilevare con Madera e le Azzorre. Da ciò discende l’importanza del lavoro svolto dal relatore Martínez Martínez con cui mi congratulo per il documento stilato.
In linea generale, la relazione risponde alle questioni non affrontate in maniera adeguata dalla Commissione e che rivestono notevole rilievo per le regioni in esame. Per quanto concerne il primo pacchetto di proposte, che mira ad una revisione aumentando le percentuali dell’intervento a carico dei Fondi strutturali, è essenziale impegnarsi di più accrescendo leggermente le percentuali del cofinanziamento comunitario, specie in relazione alle misure agroambientali e agli aiuti pubblici al settore produttivo, dato che le regioni in questione sono tra le più povere dell’Unione europea e che occorre consolidare le loro strutture di produzione, trasformazione e commercializzazione.
Per quanto riguarda il secondo pacchetto di proposte, teso a rivedere i meccanismi di aiuti alle produzioni agricole di queste regioni in modo che il sostegno all’agricoltura si ripercuota positivamente sul reddito degli agricoltori e comporti un calo dei prezzi al consumo, è importante il centinaio di proposte contenute nella relazione; vanno sottolineate in particolare, data la rilevanza che rivestono per le regioni ultraperiferiche portoghesi delle Azzorre e di Madera, la necessità di aumentare il sostegno specifico alla ristrutturazione della vite e alla sua coltivazione, alla produzione della patata, al settore dell’allevamento, senza dimenticare il problema delle quote latte e le misure indispensabili per garantire l’attività di raffinazione dello zucchero nelle Azzorre o gli aiuti al tè, nonché gli emendamenti concernenti i vini di Madera e la produzione di vimini. Mi auguro che Commissione e Consiglio accolgano le proposte contenute nelle relazioni ora in discussione congiunta, comprese quelle riguardanti il settore della pesca.
Van Dam (EDD). - (NL) Signor Presidente, le regioni periferiche dell’Unione europea si trovano in una situazione delicata. Ora che si sono arenate le trattative con il Marocco, che ha tenuto un comportamento peraltro incomprensibile, sembra proprio che si dovrà risanare una parte della flotta di pesca.
Nel suo Libro verde, la Commissione ha annunciato che sarà necessario smantellare il 40 per cento della flotta di pesca europea se vogliamo che tra dieci o vent’anni sia ancora possibile pescare nelle acque europee. Il relatore, onorevole Poignant, si oppone all’idea che anche le regioni periferiche debbano rinunciare ad una parte delle loro flotte. Pur comprendendo benissimo la sua preoccupazione per i livelli occupazionali di quelle regioni, ritengo che una simile preoccupazione sia miope. Non possiamo continuare a finanziare anche in futuro, con contributi del Fondo strutturale, un sistema di pesca inadeguato. In un modo o nell’altro la capacità di pesca deve essere ridotta. In proposito, mi permetto di lanciare un suggerimento all’onorevole Poignant: fissare il numero delle giornate di pesca. La flotta dei Paesi Bassi ha una capacità nominale di pesca che è eccessiva rispetto alla zona che le è stata assegnata. Limitando il numero dei giorni in cui le barche possono uscire a pescare, si riduce l’influenza della capacità totale di pesca sulle riserve ittiche. In tal modo, la capacità di pesca messa in mare ogni giorno resta all’interno delle norme stabilite. Con una regolamentazione di questo tipo è possibile modernizzare e rendere sicura la flotta. Se non saremo noi a limitare le capacità di pesca, ci penserà la natura a farlo per noi ed anche nelle regioni periferiche dobbiamo comportarci in modo responsabile nei confronti delle ricchezze marine che ci sono state donate.
Lang (TDI). - (FR) Signor Presidente, la relazione sui prodotti agricoli dei dipartimenti francesi d'oltremare sembra talvolta non tener conto dei meccanismi di globalizzazione e libero scambio sostenuti altrove dall'Unione europea. Al di là delle buone intenzioni che contiene, come l'incremento dell'aiuto pubblico agli investimenti nelle aziende agricole, la suddetta relazione cozza contro una serie di ostacoli non indifferenti.
In primo luogo, l'Organizzazione mondiale del commercio con la sua dichiarata volontà di ridurre le sovvenzioni e gli aiuti diretti all'agricoltura. Così facendo, si sacrificano le banane delle Antille e degli ACP per accontentare le multinazionali americane con l'adozione, dall'anno 2006, di un sistema unicamente tariffario. In secondo luogo, l'ampliamento dell'Unione europea che priverà i dipartimenti francesi d'oltremare di una parte dei Fondi strutturali. In terzo luogo, gli accordi commerciali bilaterali e multilaterali che ledono il principio della preferenza comunitaria e in quarto luogo, per finire, l'armonizzazione fiscale che mette in pericolo la concessione del mare e i vantaggi derivanti dalla lontananza.
Eppure esistono dei mezzi, peraltro non contemplati dalla relazione, per salvare le produzioni agricole dei dipartimenti d'oltremare, tra i quali: ritornare alla preferenza comunitaria, applicare rigorosamente le clausole di salvaguardia, privilegiare le produzioni di qualità con le denominazioni di origine, garantire i vantaggi fiscali derivanti dall'insularità e dalla lontananza, applicare le restituzioni all'esportazione per i prodotti trasformati in loco, nonché controllare le importazioni per evitare frodi e raggiri.
E' soltanto a questo prezzo, e a queste condizioni, che potremo difendere i nostri prodotti tropicali tradizionali.
Souchet (NI). - (FR) Signor Presidente, fa piacere vedere che la Commissione risponde positivamente alla volontà degli Stati membri di introdurre una maggiore flessibilità nella gestione dei Fondi strutturali di cui possono beneficiare le regioni ultraperiferiche in considerazione dei loro handicap specifici. L'aumento dei limiti attuali alla partecipazione di alcuni fondi comunitari è quindi una misura positiva. Viceversa, alcune restrizioni introdotte dalla Commissione devono essere eliminate. Per esempio, l'aumento della percentuale dello strumento finanziario per le regioni ultraperiferiche deve imperativamente estendersi anche alla costruzione di pescherecci che sono indispensabili, così come sarebbe importante, sul piano del cofinanziamento, non imporre a queste regioni le stesse regole rigide che vengono imposte al territorio continentale dell'Unione. Si tratta in effetti di disposizioni troppo penalizzanti, specie per gli enti locali dei dipartimenti francesi d'oltremare alle prese con ricorrenti difficoltà di bilancio. Se la regola del cofinanziamento può dunque essere preservata, essa va però certamente riesaminata.
Un simile sforzo di snellimento è tanto più necessario quanto più aumentano le minacce che gravano sulle economie delle regioni ultraperiferiche. Alcuni aiuti possono essere rimessi in discussione dall'oggi all'indomani, come si è visto in occasione della vertenza "banane" nei confronti degli Stati Uniti. Con l'integrazione regionale dei Caraibi nella zona di libero scambio delle Americhe che si profila per il 2005, i dipartimenti francesi d'oltremare dovranno far fronte ad una concorrenza asimmetrica da parte dei loro vicini. L'iniziativa Lamy, battezzata "tutto fuorché le armi", destabilizzerà le produzioni di riso, zucchero e banane. I dipartimenti francesi d'oltremare dovranno quindi importare, senza dazi doganali, prodotti dai vicini paesi meno sviluppati, mentre non sarà possibile il contrario. I paesi ACP della zona dei Caraibi, da parte loro, potranno vietare le esportazioni europee dei dipartimenti francesi d'oltremare attraverso il sistema della lista negativa. E' quindi indispensabile, anche se naturalmente non basterà, che l'aiuto strutturale alle regioni ultraperiferiche venga concesso secondo modalità particolari in modo da consentire a quei territori europei di ovviare, almeno in parte, al loro svantaggio strutturale, ma anche alle minacce che incomberanno su di loro nei prossimi anni.
Varela Suanzes-Carpegna (PPE-DE). - (ES) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, in qualità di presidente della commissione per la pesca, vorrei intervenire brevemente in questo dibattito per sottolineare la grande importanza della politica strutturale nel settore della pesca, nonché la necessità di un approccio flessibile per adattarla a situazioni concrete, oggi evidenziato nel corso del dibattito.
Vorrei, innanzitutto, ringraziare i relatori, compresi quelli che non provengono dalla commissione per la pesca, ad esempio l’onorevole Martínez Martínez, al quale estendo le mie congratulazioni. Vorrei tuttavia concentrarmi, ovviamente, sulle relazioni presentate da coloro che appartengono alla commissione, vale a dire dagli onorevoli Poignant e Fraga i quali hanno presentato in plenaria un lavoro puntuale, peraltro sostenuto pienamente dalla commissione per la pesca.
Riguardo alla relazione dell’onorevole Poignant, siamo soddisfatti per l’inclusione dell’articolo 299, punto 2, del Trattato quale base giuridica e punto di partenza fondamentale per una nuova concezione dell’autentica dimensione del concetto di ultraperifericità nonché della modulazione dei tetti di aiuto. La nostra commissione ha recentemente visitato l’isola della Riunione per iniziativa della onorevole Sudre e siamo tornati convinti della necessità di prestare il nostro aiuto, con generosa solidarietà, per risolvere o almeno alleviare i problemi specifici e complessi di questi territori europei tanto lontani.
Quanto alla relazione presentata dalla onorevole Fraga, sono soddisfatto per la solidarietà unanime della nostra commissione nell’appoggiare l’iniziativa di prorogare fino al 31 dicembre del corrente anno taluni aiuti destinati ad un settore specifico tanto penalizzato dal mancato rinnovo dell’accordo di pesca con il Marocco. I tempi necessari perché l’Unione europea possa approvare il piano specifico in favore dei soggetti coinvolti dal mancato accordo rendono necessaria tale proroga quale margine necessario per portare a compimento tale piano senza ridurre il profondo impatto già provocato.
Mi auguro, frattanto, che la Commissione e il Consiglio prendano nota della posizione assunta unanimemente dal Parlamento europeo.
Miguélez Ramos (PSE). - (ES) Signor Presidente, onorevoli colleghi, il settore della pesca sta attraversando in Europa una fase estremamente caotica. In effetti, la pesca sta attualmente vivendo un momento difficile e ne è la prova il fatto che stiamo discutendo sulla proroga degli aiuti SFOP alla flotta che svolgeva la propria attività nella zona fra le Canarie e il Sahara, in attesa di un piano di riconversione, come ha spiegato la relatrice, onorevole Fraga Estévez.
I mezzi di comunicazione europei affermano che la Commissione ha previsto lo stanziamento di 142 milioni di euro, come strumento di flessibilità, per tale piano. Tuttavia, come il settore della pesca, nutro troppi dubbi riguardo a tale piano, dubbi su cui il Commissario Fischler dovrebbe far luce.
L’utilizzo dello strumento di flessibilità non limita forse gli aiuti a un unico esercizio di bilancio mentre la proposta del governo spagnolo, che aveva carattere pluriennale garantirebbe un migliore trattamento a queste persone escluse dalle zona di pesca dove tradizionalmente pescavano?
Il governo spagnolo giustificava il suo piano e lo quantificava in 540 milioni di euro, 240 a carico dello SFOP e 300 come finanziamento addizionale. Signor Commissario, potrebbe spiegarmi i motivi per cui non vengono soddisfatte tale richieste?
Lei, signor Commissario, era presente al Consiglio di Nizza. Potrebbe dirmi se quanto stabilito in quella sede a proposito del piano di riconversione di questa flotta includeva gli aiuti per la ristrutturazione economica delle regioni interessate o se semplicemente si limitava a destinare aiuti per la demolizione, aiuti ad armatori e pescatori?
Il settore interessato, un settore importante, ha attualmente più interrogativi che risposte sul suo futuro. Cosa succederà, ad esempio, del regolamento dello SFOP che stabilisce che gli aiuti percepiti dagli armatori per la temporanea paralisi delle attività sono incompatibili con i sussidi relativi alla demolizione e che, pertanto, in caso di richiesta di sussidi per la demolizione dovranno essere restituiti gli aiuti già percepiti per la paralisi delle attività? Il settore vuole sapere se verrà discusso tale piano di riconversione per la flotta in occasione del Consiglio dei ministri del 18 giugno, se saranno prorogati gli aiuti in egual misura, come propone questa relazione, agli armatori e ai lavoratori o se saranno destinati unicamente a questi ultimi, se lei ha già ricevuto i piani di riconversione relativi ai governi interessati, quello spagnolo e quello portoghese, e quando ci presenterà, signor Commissario, la sua proposta al Parlamento europeo e al Consiglio.
Infine vorrei sapere, per quanto riguarda il piano della Commissione, se saranno inclusi fondi per la diversificazione economica delle regioni, in quanto, a mio parere, una mera ridistribuzione e un semplice riorientamento dei fondi SFOP già attribuiti agli Stati membri, signor Commissario, non risolverebbe in alcun modo la questione.
Sudre (PPE-DE). - (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, le nove proposte di regolamento che vengono sottoposte oggi alla nostra attenzione rappresentano la prima ondata di provvedimenti a favore delle regioni ultraperiferiche adottati a seguito dell'entrata in vigore dell'articolo 299, paragrafo 2, del Trattato di Amsterdam. Anche se la Commissione non ha ancora esaminato le varie richieste formulate dagli Stati membri interessati, queste nuove proposte sono particolarmente importanti ed aprono la strada ad adeguamenti di natura sostanziale.
Relativamente alle misure strutturali, ci si può rallegrare del fatto che la Commissione abbia proposto un aumento delle percentuali di intervento dei Fondi strutturali e dei limiti massimi di aiuto pubblico a favore delle regioni ultraperiferiche anche se l'obiettivo, in realtà, è quello di consentire loro di riottenere tassi di finanziamento vicini a quelli in vigore durante il periodo della programmazione precedente.
Osservo con rammarico, però, che questo aumento riguarda solo categorie di investimento piuttosto limitate. Da cui l'effetto di ridurne enormemente la portata e, in fin dei conti, di non consentire alle regioni ultraperiferiche di ritrovare la stessa situazione di cui godevano nel periodo 1994-1999.
Circa la revisione dei capitoli agricoli presentati, va sottolineato che essa rientra in un contesto di bilancio estremamente penalizzante che pesa gravemente sul contenuto delle misure e sulla loro portata. Vorrei ricordare che la dotazione finanziaria dei programmi di azione specifica per la lontananza e l'insularità dei dipartimenti francesi d'oltremare (POSEIDOM) è stata ridotta del 25 per cento, passando da 46 a 35 milioni di euro nel bilancio 2001, mentre le stime finanziarie in vista del finanziamento della riforma valutavano il fabbisogno finanziario del 2001 in 55 milioni di euro.
Senza volere entrare nel merito delle proposte, che complessivamente vanno nella giusta direzione, è indispensabile che l'articolo 299, paragrafo 2, venga considerato quale base giuridica di questo testo e che venga assicurata la continuità di tali disposizioni al fine di ovviare al ritardo accumulato dalla Commissione in fase di elaborazione e di evitare qualsiasi sospensione dei finanziamenti.
Infine, a proposito della proposta di regolamento relativa allo strumento finanziario per l'orientamento della pesca, è importante che le deroghe sui tassi relative alle misure di ammodernamento e rinnovo della flotta da pesca possano valere per le imbarcazioni che misurano fino a 16 metri. Nell'interesse delle attività alieutiche della Riunione, questo è fondamentale. Vi chiedo di sostenere queste proposte, nonché i due emendamenti che ho ripresentato.
Casaca (PSE).- (PT) Signor Presidente, mi congratulo con i relatori Martínez Martínez e Poignant per l’eccellente lavoro svolto. Con l’approvazione di questo pacchetto regolamentare di adeguamento delle quote di cofinanziamento comunitario nell'ambito dei Fondi strutturali e la revisione dei regolamenti POSEI si chiude un ciclo nel campo della legislazione agricola e strutturale per le regioni ultraperiferiche. Dal punto di vista delle Azzorre, questo corpus normativo mi sembra valido e permetterà di continuare ad avvicinare questa regione ai modelli europei di sviluppo. Mi congratulo anche con la relatrice Fraga Estévez per il documento da lei elaborato. E’ necessario estendere e potenziare gli aiuti ai pescatori e all’attività di pesca colpita dal mancato rinnovo dell’accordo con il Marocco. In tale ambito, vorrei sollevare nuovamente quello che oggi è il problema più grave che interessa l’economia delle Azzorre e che colpisce anche l’economia di Madera: la flessione delle quantità di tonni che migrano dalle acque equatoriali dell’Atlantico verso questi arcipelaghi della Macaronesia. Si tratta di una conseguenza diretta dell’aumento dello sforzo di pesca, in particolare dovuto a decine di navi di cui la Commissione europea promuove l’attività nelle acque dell’Africa occidentale dove il tonno inizia la migrazione verso la Macaronesia. La Commissione europea deve valutare immediatamente gli effetti della propria politica sia nelle acque dell’Africa occidentale, dove essa si applica in maniera diretta, sia nelle comunità di pesca delle Azzorre e di Madera, sia sulla lavorazione delle conserve di tonno delle Azzorre dove le sue ripercussioni si fanno sentire, sostituendo alla politica di appoggio alle catture eccessive e ai metodi di pesca industriali e predatori la difesa della pesca sostenibile e delle comunità di pesca.
Fernández Martín (PPE-DE). - (ES) Signor Presidente, i programmi POSEI furono proposti più di dieci anni fa come strumento di aiuto allo sviluppo di quelle che oggi conosciamo come regioni ultraperiferiche. Nelle tre versioni per le regioni e i dipartimenti di Francia, Spagna e Portogallo, i POSEI sono stati concepiti e realizzati come espressione della volontà politica del Consiglio e della Commissione per stimolare lo sviluppo di queste regioni, che sono tra le più svantaggiate dell’Unione per la loro lontananza ed insularità. Con l’inserimento del nuovo articolo 299, paragrafo 2, del Trattato le regioni ultraperiferiche ora dispongono di una solida base giuridica che ha consentito alla Commissione di proporre questi nuovi POSEI.
Nel contesto di bilancio definito dall’accordo di stabilità raggiunto per rendere possibile l’Unione economica e monetaria, la scheda finanziaria proposta dalla Commissione rispetta rigorosamente i criteri di neutralità di bilancio. Praticamente l’intera spesa aggiuntiva risulta compensata dai risparmi derivanti dalla riforma di Agenda 2000. Le proposte della Commissione rispondono alla sua volontà di mantenere gli impegni assunti via via negli ultimi anni, come ad esempio nel caso delle carni bovine e dei prodotti lattiero-caseari delle Azzorre o l’inserimento delle produzioni di pomodoro delle isole Canarie.
Restano alcuni aspetti da risolvere: per esempio, il caso di alcuni prodotti, soprattutto dell’industria della trasformazione agroalimentare, nell’ambito del regime specifico di approvvigionamento delle Canarie. In casi del genere, la soluzione dovrà essere trovata a livello di comitato di gestione competente; infatti, se dovessero rimanere i termini attualmente previsti, il risultato sarebbe insoddisfacente.
Medina Ortega (PSE). - (ES) Signor Presidente, visto che il Commissario Fischler prenderà la parola fra poco, vorrei domandargli di prestare attenzione a quanto ho da dire affinché possa preparare il suo intervento.
Desidero congratularmi con lui, ringraziare la Commissione per l’interesse dimostrato nei riguardi delle regioni ultraperiferiche ed esprimere la soddisfazione generale dei membri di questo Parlamento. Vorrei inoltre congratularmi con l’onorevole Martínez Martínez per il suo lavoro.
Tuttavia, vorrei anche sottoporre all’attenzione del Commissario Fischler alcuni emendamenti che rivestono particolare importanza. Mi riferisco al regolamento (CEE) n° 1601/92, relativo a misure specifiche a favore delle isole Canarie, e in particolare agli emendamenti nn. 29 e 34, volti a inserire aiuti a boschi e superfici forestali non municipali, nonché all’emendamento 158, anch’esso relativo agli aiuti a boschi e superfici forestali non municipali. Ritengo che le autorità spagnole abbiano commesso un errore nel non chiedere questi aiuti all’epoca e ora devono farlo.
Mi riferisco anche agli emendamenti nn. 126 e 127, che prevedono la protezione dell’industria locale delle Canarie, e infine agli emendamenti volti a tutelare il pomodoro canario (che potrebbe andare incontro a gravi difficoltà nella nuova fase di elaborazione di una politica comunitaria applicabile nei paesi mediterranei), nonché alle misure proposte di aiuto al vino e di soppressione degli aiuti all’importazione nelle Canarie di vini da tavola e latte liquido, che potrebbero entrare in concorrenza con prodotti canari.
In definitiva, credo che abbiamo dinanzi a noi una buona proposta della Commissione e le valide relazioni dell’onorevole Martínez Martínez. Il Parlamento europeo dovrebbe approvare queste proposte che in plenaria non sono state oggetto di alcun emendamento; credo infatti che la maggior parte dei colleghi consideri molto positivo il testo adottato in sede di commissione per l’agricoltura.
Spero che la Commissione possa tener conto di almeno alcuni degli emendamenti principali, come quelli che ho appena ricordato.
Fischler, Commissione. - (DE) Signor Presidente, onorevoli parlamentari, desidero innanzitutto ringraziare il relatore, onorevole Martínez Martínez, e i membri della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la politica regionale, per i trasporti e il turismo, della commissione per i bilanci, nonché della commissione giuridica e per il mercato interno, per le relazioni presentate che si occupano ampiamente ed in modo oltremodo costruttivo della questione complessa delle regioni ultraperiferiche.
Consentitemi di citare alcune cifre relative ai svantaggi di queste regioni. Sei delle sette regioni ultraperiferiche hanno una retribuzione media pro capite che oscilla fra il 40 ed il 55 per cento della media europea e che si colloca dunque fra quelle più basse della Comunità. In cinque di queste regioni, il tasso di disoccupazione va dal 21 al 37 per cento della popolazione attiva ed è pertanto uno dei più elevati dell’Unione europea.
La prima proposta riguarda la partecipazione dei Fondi strutturali. La partecipazione massima dei Fondi - si tratta di una novità - è stata fissata per tutte le regioni ultraperiferiche all’85 per cento dei costi complessivi sovvenzionabili, mentre la partecipazione massima dei Fondi per investimenti in piccole e medie imprese è stata aumentata dal 35 al 50 per cento.
La seconda proposta concerne il regolamento sullo sviluppo delle aree rurali del secondo pilastro della politica agricola comune. Il limite massimo per la partecipazione del FEAOG alle spese d’investimento sovvenzionabili viene aumentato dal 50 al 75 per cento per gli investimenti in aziende agricole e dal 50 al 65 per cento nel settore della lavorazione e della commercializzazione. In futuro saranno anche assegnati aiuti per foreste e superfici di proprietà di istituzioni pubbliche locali, regionali e nazionali.
La proposta prevede inoltre un aumento di alcuni contributi finanziari dello SFOP e tutte le spese aggiuntive derivanti potranno essere finanziate dagli stanziamenti di bilancio approvati per il periodo di programmazione 2000-2006.
Sono lieto che, in linea di principio, il Parlamento appoggi le proposte della Commissione e che nelle diverse commissioni abbia avuto luogo una discussione costruttiva. Al riguardo, sempre che venga individuata una formulazione adeguata, posso peraltro approvare una serie di emendamenti. Mi riferisco, in particolare, all’aumento dei limiti massimi degli aiuti per l’intera industria alimentare al 65 per cento e per le piccole e medie imprese al 75 per cento, ammesso che gli investimenti per settori e aziende soddisfino determinati obiettivi che saranno fissati in momento successivo.
Tuttavia, citerei anche l’aumento all’85 per cento delle misure agroambientali e delle tre ulteriori misure concomitanti, nonché il raddoppio degli importi massimi per le misure agroambientali laddove tali misure riguardano le aree sensibili di Madera e delle Azzorre. Sono anch’io dell’opinione che tali misure debbano entrare in vigore con effetto retroattivo dal 1.1.2000. Ciò nondimeno, la Commissione mantiene la sua posizione per quanto riguarda la base giuridica. L’articolo 299, paragrafo 2, va applicato soltanto per le deroghe ai Trattati o ai principi generali del diritto.
Veniamo ora alla parte dei programmi POSEI relativa all’agricoltura. Se la valutazione dei regimi di aiuto condotta sulla base dei programmi precedenti ha dimostrato che le misure finora adottate hanno avuto in generale effetti positivi, vi sono state comunque alcune critiche su determinati aspetti. Le proposte della Commissione sono state formulate sia alla luce delle valutazioni che nella consapevolezza delle critiche espresse.
Quali sono le riflessioni più importanti? In primo luogo, occorre semplificare, consolidare e migliorare l’attuale quadro dei regimi speciali di approvvigionamento e gli aiuti specifici per la produzione agricola locale. In secondo luogo, i regimi speciali di approvvigionamento devono essere rafforzati, poiché è da considerarsi tuttora valido il loro obiettivo di adeguare le spese di produzione nelle regioni periferiche alle spese di produzione nel resto della Comunità. In terzo luogo, il registro dei prodotti è stato rielaborato aggiungendovi alcuni alimenti per animali. In quarto luogo, desideriamo maggiore concorrenza fra le fonti di approvvigionamento e, per tale ragione, introduciamo il principio secondo cui l’aiuto deve rispecchiare i costi di trasporto del continente europeo. Infine, per consentire l’armonizzazione dei tre programmi POSEI, è necessario adeguare le organizzazioni comuni di mercato per il latte e la carne bovina.
Per quanto concerne la sua posizione nei confronti degli emendamenti, la Commissione deve basarsi sul principio della neutralità di bilancio, neutralità che va osservata in ogni caso.
Fino al 2005, le spese per i tre programmi POSEI possono comunque aumentare, con ripartizione equivalente, fino a 204,4 milioni di euro. Grazie alle riduzioni di spesa, questa proposta è attuabile. La Commissione può quindi approvare emendamenti che si ripercuotono sul bilancio soltanto se questi sono compensati da riduzioni di spesa della stessa entità.
Chiuderei questo capitolo esaminando i punti che posso accettare. Sono in grado di approvare l’apertura di regimi speciali di approvvigionamento per le zone francesi riguardanti prodotti provenienti da tutti i paesi terzi (ossia non soltanto dai paesi in via di sviluppo e da altri territori d’oltremare) ed accettare scadenze fisse per l’entrata in vigore di determinati articoli del POSEIDOM per la tutela della continuità e della possibilità di commercio fra le Azzorre e Madera di prodotti che rientrano nel regime di approvvigionamento. A determinate condizioni, nelle regione delle Azzorre e di Madera si potrà proseguire l’adeguamento di superfici viticole costituite da specie ibride. La promozione dell’importazione di bovini allevati su pascolo potrebbe essere inclusa in un ampio programma di sostegno dell’allevamento per le isole Canarie. Si dovrebbero infine rafforzare i regimi transitori per garantire la continuità.
Tuttavia, anche in questo caso non posso approvare l’applicazione dell’articolo 292, paragrafo 2.
Vorrei ora soffermarmi brevemente sulle relazioni riguardanti la pesca limitandomi esclusivamente agli emendamenti che dovreste ben conoscere, visto tra l'altro che state per votarli. I primi due emendamenti riguardano la base giuridica. Poiché per l’intero pacchetto di misure deve valere la stessa base giuridica, la Commissione mantiene la sua proposta di applicare l’articolo 37. L’articolo 299 va applicato soltanto per introdurre deroghe al Trattato, e non è questo il caso.
Quanto all'emendamento n. 3, lo ritengo accettabile. Passando agli emendamenti nn. 4 e 6, che riguardano problemi relativi alla pesca e alle bandiere di comodo, la questione è stata citata nel corso della discussione. La Commissione concorda pienamente sull'argomento. Vorrei perfino esprimere la mia soddisfazione per la posizione chiara manifestata al riguardo dal Parlamento. Intendiamo tuttavia risolvere il problema attraverso un nuovo emendamento al regolamento n. 27/92 al quale stiamo già lavorando. Nei prossimi giorni presenteremo una proposta al Parlamento e al Consiglio.
Per quanto concerne l'emendamento n. 5, desidero osservare che su questo tema si è delineata in Consiglio un'ampia maggioranza a favore di una soluzione di compromesso. A parere della Commissione, si tratta di un compromesso sostenibile, poiché il segmento di flotta interessato fa parte della rubrica “settore della piccola pesca ” e devono essere evitati effetti negativi. La pesca artigianale costiera non costituisce peraltro alcun pericolo per il patrimonio ittico.
Onorevole Martínez Martínez, nell'emendamento n. 5 lei propone di ampliare il campo di applicazione anche al rinnovo e all'ammodernamento delle flotte citate e di aumentare i tassi d’investimento nazionali e comunitari per l’intera flotta. Non possiamo approvare tale emendamento poiché riteniamo che non si debba ulteriormente promuovere una sovracapitalizzazione della flotta dell’Unione europea.
Posso accettare, invece, gli emendamenti nn. 7 e 8.
Concluderei affrontando rapidamente la relazione della onorevole Fraga Estévez. Nella proposta discussa, si tratta della prima parte delle misure richieste dal Consiglio europeo a Nizza. La proposta odierna soddisfa uno degli intendimenti di Nizza, ovvero il prolungamento temporaneo del regime di aiuti ad oggi in vigore fino al 30 giugno. La seconda parte del mandato imperativo di Nizza sarà ugualmente approvata in giugno dalla Commissione. Nel progetto per un regolamento del Consiglio proporremo una serie di eccezioni rispetto al regolamento SFOP, nonché alcune misure specifiche per le quali bisognerà prevedere fondi ulteriori. Poiché questa proposta non sarà più esaminata dal Consiglio fino all’autunno, possiamo approvare il suo emendamento, ovvero prorogare fino alla fine dell’anno, nel quadro della proposta odierna, gli aiuti ai pescatori e agli armatori, poiché ritengo che si tratti di un emendamento giustificato da motivi di ordine sociale.
Spero vivamente che, nonostante la confusione, gli interessati abbiano potuto seguire il mio intervento e l’esposizione del mio parere. Ringrazio tutti per l’attenzione.
(Applausi)
PRESIDENZA DELL'ON. DAVID MARTIN Vicepresidente
Presidente. - Signor Commissario, mi scuso con lei per il rumore in Aula. E' una fortuna che anche gli animali da allevamento rientrino tra le nostre responsabilità. Purtroppo dovrà abituarsi a situazioni come questa.
Balfe (PSE). - (EN) Signor Presidente, mi risulta che all'inizio della seduta odierna sia stato sollevato il problema dell'agenzia di viaggi e della sostituzione del personale attuale con quello di una nuova società. Desidero sottolineare che i Questori non sono stati consultati riguardo a questa decisione come invece avrebbe dovuto avvenire. Ci è stato promesso che saremmo stati consultati prima della pubblicazione del bando di concorso, ma ciò non è avvenuto. Finora sono riuscito a parlare solamente con la onorevole Mary Banotti, ma vi assicuro che ci occuperemo della questione.
(Applausi)
Corrie (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, intervengo in relazione a quanto lei ha detto dopo l'intervento del Commissario Fischler. Ritengo vergognoso che si debba sentire questo brusio. So che tutti i Presidenti cercano disperatamente di ristabilire il silenzio, ma vorrei anche proporre alla Presidenza di valutare la possibilità di prevedere una sospensione di 5 minuti tra la fine della dichiarazione del Commissario e l'inizio del turno di votazioni. Non possiamo continuare a permettere che i Commissari vengano trattati in questo modo.
(Applausi)
Presidente. - Sono assolutamente d'accordo. Occorre fare qualcosa per impedire che questi comportamenti abbiano a ripetersi. Non so che impressione possa trarne il pubblico presente in Aula.