Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

 Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 14 giugno 2001 - Strasburgo Edizione GU

6. Convenzione sulle armi biologiche e tossiche
MPphoto
 
 

  Presidente. - L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta, le seguenti proposte di risoluzione:

- B5-0434/2001, presentata dalla onorevole Patricia McKenna e altri a nome del gruppo Verts/ALE, sul protocollo della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche;

- B5-0436/2001, presentata dall'onorevole Pedro Marset Campos e altri a nome del gruppo GUE/NGL, sul protocollo della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche;

- B5-0446/2001, presentata dall'onorevole Bill Newton-Dunn a nome del gruppo ELDR, sul protocollo della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche;

- B5-0454/2001, presentata dall'onorevole John Walls Cushnahan e Bernd Posselt a nome del gruppo PPE-DE, su protocollo della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche;

- B5-0462/2001, presentata dagli onorevoli Jan Wiesma e Margrietus Van den Berg a nome del gruppo PSE, sul protocollo della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche.

 
  
MPphoto
 
 

  Newton Dunn (ELDR). - (EN) Signor Presidente, come tutti sanno, i leader dell'Unione europea e il Presidente americano si incontreranno oggi a Göteborg. Ovviamente alcuni degli argomenti di cui discuteranno saranno i loro diversi punti di vista riguardo al Protocollo di Kyoto sull'ambiente e il surriscaldamento globale e riguardo al Trattato sui missili antibalistici che dev'essere aggiornato.

Ma c'è un'altra importante questione che ha avuto scarsa eco sulla quale verte il nostro dibattito. Si tratta della conclusione dei negoziati di sei anni per l'aggiornamento della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche. Il problema della Convenzione del 1972 è che, se da un lato vietava la produzione di armi biologiche, dall'altro non conteneva alcuno strumento atto a verificare che tali armi non venissero prodotte di nascosto.

A dispetto dei sei anni di negoziati sembra ora che l'amministrazione statunitense stia facendo marcia indietro e non voglia più rispettare gli accordi raggiunti fino ad oggi, inclusi quelli negoziati dalle amministrazioni precedenti. E' opinione diffusa nel Parlamento che le elezioni presidenziali dello scorso novembre non abbiano fatto pensare ad una volontà da parte dei cittadini americani di modificare sostanzialmente la politica governativa, ma sembrino piuttosto indicare un desiderio di proseguimento della politica precedente. Ciononostante esistono attualmente segnali allarmanti dell'intenzione degli americani di non attenersi al lavoro che è stato svolto finora. Se ciò accadrà, e se non verrà concluso un accordo sulle armi biologiche e tossiche, che messaggio lanceremo a quelli che il Presidente Bush chiama gli Stati "mascalzoni"?

Non possiamo partecipare ai negoziati, ma la cosa più importante che possiamo fare è - e spero che l'Aula sia d'accordo - dare un forte sostegno alla squadra negoziatrice dell'Unione europea in modo da spingere gli americani a firmare l'accordo e a convincerli che ne abbiamo bisogno.

 
  
MPphoto
 
 

  Posselt (PPE-DE). - (DE) Signor Presidente, il XX secolo che ci siamo lasciati alle spalle ha inaugurato l'utilizzo ad ampio raggio dei gas tossici, cioè delle armi chimiche, durante la prima guerra mondiale. Dopo la seconda guerra mondiale ad esse sono venute ad aggiungersi le armi atomiche e l'ultimo quarto di secolo, già a partire dalla guerra del Vietnam, è stato caratterizzato soprattutto dallo sviluppo delle armi biologiche. Dobbiamo lucidamente riconoscere che la nostra epoca e le possibilità dell'ingegneria genetica celano un terribile potenziale di distruzione. Gli strumenti di devastazione dell'uomo si fanno sempre più potenti e irreversibili, ma, d'altro canto, l'assetto giuridico internazionale non riesce a tenere il passo con questi sviluppi. Anzi, invece di rafforzarsi si affievoliscono molti dei fondamenti essenziali di un ordinamento giuridico internazionale, in particolare i valori e le visioni etiche comuni. Abbiamo dunque una base etica più debole a fronte di maggiori possibilità di distruzione.

Ciò mette in luce la nostra grande responsabilità e rende urgentemente necessario il rispetto e il consolidamento del diritto internazionale, nonché una maggiore insistenza affinché tali questioni siano affrontate con un'impostazione multilaterale. Gli Stati Uniti hanno naturalmente una grande responsabilità, ma anche noi come Unione europea. Dobbiamo guardarci bene dall'assumere troppo spesso il ruolo di chi protesta giustamente - come in questo caso - contro gli americani, ma non è in grado né intende svolgere autonomamente la propria parte di potente protagonista nei giochi di forze internazionali.

Siamo facilmente disposti a criticare la leadership degli Stati Uniti, e anch'io credo che sia eccessiva. Ma ciò non dipende dagli Stati Uniti, bensì dalle debolezze della politica, soprattutto della politica di sicurezza dell'Unione europea. Mi appello al Vertice di Göteborg affinché definisca finalmente le giuste priorità e incentri l'ordine del giorno sulle questioni di politica estera e di sicurezza per trasformare finalmente l'Unione in un partner paritario degli Stati Uniti. In tal modo, si potranno risolvere anche questi problemi.

 
  
MPphoto
 
 

  Wiersma (PSE). - (NL) Signor Presidente, la visita in Europa del Presidente Bush si svolge in parte all’insegna dei suoi progetti su un sistema di difesa missilistica nazionale. Tale sistema avrebbe lo scopo di proteggere gli Stati Uniti da attacchi provenienti da quei paesi che sono stati definiti Stati "mascalzoni". Per usare un eufemismo, dirò che non siamo molto entusiasti di simili progetti e preferiamo un approccio multilaterale alla minaccia ipotizzata dagli Stati Uniti. Peraltro, il sistema di difesa missilistica non metterebbe gli americani al riparo, per esempio, da attacchi con armi biologiche che possono essere sferrati in molti modi. E’ ironico, ma nel contempo tragico, che gli Stati Uniti non sembrino voler collaborare al rafforzamento della Convenzione sulle armi biologiche. Le armi biologiche sono più facili da costruire e da utilizzare delle armi nucleari e il pericolo che esse rappresentano si può sventare efficacemente solo attraverso accordi multilaterali nel cui ambito è necessario predisporre un adeguato meccanismo di controllo per individuare chi non li rispetta. E’ urgente realizzare questo meccanismo di controllo. Se trovassimo un accordo in merito, potremmo finalmente compiere un nuovo, anche se piccolo, passo in avanti nella lotta contro le armi per la distruzione di massa. La conclusione di un siffatto accordo dimostrerebbe, dal punto di vista politico, che esistono valide alternative internazionali alle azioni unilaterali nel campo della sicurezza.

 
  
MPphoto
 
 

  McKenna (Verts/ALE). - (EN) Signor Presidente, la proliferazione delle armi per la distruzione di massa rappresenta una grossa minaccia a livello mondiale. Il cattivo uso della biotecnologia a fini offensivi è un problema che dev'essere affrontato subito, assieme a quello dell'utilizzo delle armi biologiche e tossiche. E' vergognoso che a tutt'oggi non esistano meccanismi atti a verificare l'osservanza della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche.

E' della massima urgenza avere un protocollo legalmente vincolante per rafforzare la Convenzione, e faccio appello ai partiti dei vari Stati affinché dimostrino la massima flessibilità e la volontà di trovare un compromesso in modo da fissare una scadenza a breve termine e di approvare il protocollo prima della quinta Conferenza per la revisione della Convenzione che si terrà tra novembre e dicembre di quest'anno.

Auspichiamo inoltre che gli Stati mettano in atto uno strumento di verifica più valido per limitare l'utilizzo delle tecnologie biologiche a fini offensivi. Ciò comporta, come minimo, il mantenimento della misura delineata nel testo provvisorio della Presidenza. Vorremmo che la versione definitiva dal protocollo istituisse un sistema di verifica moderno e trasparente in grado di far fronte ai mutamenti del clima politico e delle capacità tecnologiche.

 
  
MPphoto
 
 

  Byrne, Commissione. - (EN) Signor Presidente, la Commissione appoggia senza riserve le risoluzioni presentate dai diversi gruppi del Parlamento europeo. Adesso è essenziale che la comunità internazionale compia progressi reali nel campo della non proliferazione e del disarmo. Per quanto concerne la questione specifica della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche firmata nel 1972, la mancanza di un protocollo di verifica rappresenta una grossa lacuna a livello di comunità internazionale in riferimento alla non proliferazione. A questo proposito, era stato creato un gruppo ad hoc che risolvesse il problema. Dopo cinque anni di difficili negoziati alla Conferenza per il disarmo di Ginevra è arrivato il momento di siglare il protocollo.

L'Unione europea approva l'impegno dell'Ambasciatore Tóth, presidente del gruppo ad hoc, volto ad ottenere risultati concreti prima dell'approvazione del protocollo di verifica che avverrà nel corso della Conferenza per la Convenzione sulle armi biologiche e tossiche che si terrà alla fine dell'anno. La Commissione spera che tutti i partiti dei vari Stati accettino l'articolato documento come punto di partenza per la stesura della bozza e per il raggiungimento dell'accordo sul protocollo, fasi che dovranno essere portate a termine prima della Conferenza per la Convenzione sulle armi biologiche e tossiche.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. - La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani alle 18.30.

 
Note legali - Informativa sulla privacy