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Discussioni
Mercoledì 3 luglio 2002 - Strasburgo Edizione GU

8. Macchine
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  Presidente. – L'ordine del giorno reca la relazione (A5-0216/2002), presentata dall'onorevole Wieland a nome della commissione giuridica e per il mercato interno, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE [COM(2000) 899 - C5-0035/2001 - 2001/0004(COD)]

 
  
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  Wieland (PPE-DE), relatore. - (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi intervengo in qualità di relatore per la commissione giuridica e per il mercato interno in merito a una direttiva molto tecnica, quella relativa alle macchine. La commissione giuridica e per il mercato interno nell’ultimo anno e mezzo si è dedicata a questo argomento tenendo complessivamente nove riunioni e audizioni. Io stesso sono giurista di professione, e posso dire che gli aspetti tecnici talvolta sono sgradevoli per i giuristi, ma dobbiamo pur occuparcene. Perciò una delle richieste contenute negli emendamenti presentati è di sopprimere semplicemente dalla proposta della Commissione, perlomeno allo stato attuale delle cose – e la Commissione non se la prenda a male – l’articolo relativo alla Commissione e alla comitatologia, perché continuiamo a ritenere che non si sia chiarita in maniera sufficiente e soddisfacente la questione della comitatologia.

Nel mio paese il governo ha possibilità di perfezionare le disposizioni di legge. Tuttavia il rovescio della medaglia è l’assoluta responsabilità dell'organo preposto nei confronti del Parlamento. Questa responsabilità tra Commissione e Parlamento al momento non esiste ancora, perciò incontriamo difficoltà ad affidare in modo totale e incontrollato il perfezionamento delle disposizioni di legge alla competenza della Commissione e, pertanto, abbiamo richiesto la soppressione di questo articolo. Inoltre la direttiva in oggetto e quella su cui si voterà domani contengono numerosi dettagli tecnici. Spesso alla commissione giuridica e per il mercato interno interessa anche solo migliorare la struttura di certe disposizioni, perché non ci pare che questo aspetto sia sempre perfettamente regolato dal punto di vista giuridico e pratico.

Sappiamo anche che in Consiglio si è molto discusso su come strutturare le questioni relative alle definizioni. Sulle singole definizioni sono in corso eccellenti dibattiti. In seno alla commissione giuridica e per il mercato interno adesso abbiamo raggiunto un accordo. Ho l’impressione che domani le proposte della commissione riscuoteranno un consenso decisamente vasto. Mi sono ampiamente intrattenuto con il relatore ombra – l’onorevole Miller, che interverrà più tardi e che ringrazio molto – e reputo che la posizione del Parlamento in prima lettura sia decisamente chiara.

Mi preme poi un’altra questione che si ritrova anche negli articoli, ma ancora più precisamente nei considerando. Ho già sottolineato che sono giurista, tuttavia quando mi sono confrontato con la direttiva ho avuto una crisi perché talvolta questo ambito risulta assolutamente incomprensibile e irto di ostacoli perfino per un giurista. Dobbiamo disciplinare in modo più chiaro tutto l'insieme, affinché quelli che sono i nostri clienti – i consumatori europei e i soggetti giuridici in Europa – possano capire. Pertanto in questa relazione si propone in definitiva di elaborare una direttiva orizzontale, di livello superiore, da definire come direttiva CE e nella quale siano disciplinati con chiarezza il conferimento del marchio CE, la sua forma, il controllo del mercato e quant’altro. Al di sotto di questo livello si collocherà una direttiva generale sulla sicurezza del prodotto, e insieme queste due direttive abbracciano l'intero settore. Scendendo ancora, poi, troviamo le singole direttive “segmento” sulla bassa tensione, sulle macchine, sulle apparecchiature mediche, eventualmente sull’alta tensione e su altri argomenti. Solo nelle direttive “segmento” si dovrebbe ancora specificare che la necessità di questa e quella dichiarazione di conformità o di una prova di omologazione o semplicemente di comprovare adeguate verifiche che il produttore effettua ad hoc. Direttive più lineari, più comprensibili per i consumatori, ma anche una forma più chiaramente strutturata dei singoli elementi all’interno della direttiva.

 
  
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  Pérez Álvarez (PPE-DE), relatore per parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali. - (ES) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, recentemente è stata presentata la strategia europea su sicurezza e salute sul lavoro 2002-2006. Volendone sottolineare tre aspetti, non credo di sbagliarmi se parlo della necessità di una forte presa di coscienza, mediante l'impulso della cultura della prevenzione, nonché della necessità di favorire programmi ed azioni concrete nelle piccole e medie imprese, e inoltre della considerazione della realtà demografica in cui tale strategia sarà applicata.

Un quarto aspetto consiste nell'orizzontalizzazione delle politiche di salute sul lavoro. E' un argomento strettamente connesso all'oggetto del dibattito odierno. La direttiva relativa alle macchine si applica praticamente a tutte le macchine, fisse o mobili, di uso commerciale, industriale o privato, nell'Unione europea.

Come relatore per parere, avevo il compito di conoscere l'opinione al riguardo degli imprenditori, dei sindacati, degli agenti economici e sociali, dei consulenti tecnici e giuridici e dell'università.

Gli emendamenti della commissione per l'occupazione hanno cercato, con il contributo del dialogo sociale, di evitare di mettere a rischio o di indebolire le disposizioni relative alla tutela della salute e della sicurezza, di soddisfare la necessità di semplificare determinate clausole e disposizioni a favore della chiarezza della normativa di tutela, nonché di articolarle con altre disposizioni comunitarie, in particolare con quelle della direttiva quadro 89/391/CCE. In tal modo, un ravvicinamento delle disposizioni nazionali in materia di salute e sicurezza favorirà la libera circolazione delle macchine senza abbassare i livelli di tutela esistenti ed esigibili, e le misure specifiche creeranno posti di lavoro più qualificati, sempre che i macchinari vengano utilizzati nel modo indicato. Si determina inoltre con chiarezza la responsabilità di chi modifichi o faccia modificare una macchina in modo sostanziale.

Se a macchine e installazioni sicure uniremo la prevenzione - vale a dire presa di coscienza, cultura della prevenzione – diminuiremo le possibilità che il rischio si trasformi in incidente e, pertanto, favoriremo una migliore qualità dell'occupazione, conformemente alla strategia del Consiglio europeo di Lisbona.

Il relatore ha detto che suddette misure garantiranno la sicurezza dei prodotti. Permettetemi di aggiungere che assicureranno anche quella dei lavoratori, in particolare, e più in generale quella dei cittadini. La sicurezza dei prodotti, infatti, presuppone ed esige quella dei lavoratori.

 
  
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  Harbour (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, a nome del gruppo PPE-DE vorrei porgere un caloroso benvenuto all'onorevole Wieland e congratularmi con lui per tutto il lavoro svolto per un lungo periodo di tempo. Si è trattato di una prova di resistenza e, come egli stesso sostiene, di una relazione tecnica e complessa. Pur essendo un giurista, ha dovuto faticare non poco per questa relazione. Devo dire che come ingegnere anch'io ho avuto difficoltà a capirne i meccanismi. A ben guardare, tenuto conto che questa è una prima lettura, questa sera direi alla Commissione che l'attende ancora molto altro lavoro da fare in materia con il Consiglio.

Alla luce della recente comunicazione del Presidente Prodi sulla semplificazione ed il miglioramento della normativa, la proposta di direttiva dovrebbe essere sottoposta ad ulteriore esame dalla Commissione. Dopo tutto, ci proponiamo di definire una normativa che consenta al mercato interno di funzionare e, come i colleghi hanno detto, che assicuri altresì un livello sostanzialmente elevato dei requisiti di sicurezza per gli utilizzatori di macchine e per le persone che con esse lavorano.

Avendo affermato che si tratta di una direttiva tecnica, è importante che questa sera io dica alla Commissione che il documento della commissione giuridica e per il mercato interno contiene alcuni importanti segnali politici. In particolare, vi è una questione sulla quale l'onorevole Miller ed io abbiamo lavorato – so che egli vi farà riferimento fra poco –, ossia il trattamento di particolari categorie di ascensori per disabili, più specificamente quelli installati in abitazioni private. Quando abbiamo visto la proposta siamo rimasti sconcertati nel constatare che la direttiva trattava in modo diverso questa importante categoria di macchine. Si tratta di un tipo di macchine che funziona in modo molto soddisfacente e contribuisce in misura significativa a migliorare la qualità della vita dei disabili, in quanto vengono installate nelle loro abitazioni. Ho visto questi impianti, che sono progettati secondo requisiti di sicurezza estremamente elevati. Dobbiamo fare in modo che continuino ad esistere. Non è compito della direttiva in questione togliere dal mercato attrezzature soddisfacenti senza che vi sia un valido motivo per farlo. Chiediamo pertanto alla Commissione di far sì che simili macchine vengano opportunamente incluse. Resta ancora un po' di lavoro da fare; vi sono ancora alcuni aspetti da considerare.

In conclusione, voglio dire che dobbiamo porre l'accento sull'aspetto del mercato interno, in particolare sull'importanza della marcatura "CE", in quanto in proposito la situazione non è ancora del tutto soddisfacente.

 
  
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  Miller (PSE).(EN) Signor Presidente, vorrei unirmi anch'io ai ringraziamenti rivolti al relatore, onorevole Wieland, che ha svolto un lungo ed intenso lavoro riguardo alla proposta di direttiva. Se lui, che è giurista, e l'onorevole Harbour, che è ingegnere, hanno avuto difficoltà a capire una materia tanto complessa da parte mia, e vi prego, se potete, di avere un po' di comprensione nei miei confronti che sono un produttore di latte, ho avuto problemi ancor maggiori.

Desidero soffermarmi su un paio di settori. Domani vorrei aggiungere un emendamento orale all'emendamento n. 14, paragrafo 2, perché vi vengano incluse le "navi", mi sembrava doveroso far riferimento anche alle "navi delle vie di navigazione interna". Si tratta di una questione che mi è stata sottoposta ed io l'ho sollevata con il relatore, che ha accettato il suo inserimento attraverso un emendamento orale, cui mi auguro tutti accordino il loro sostegno.

Passo ora al punto sollevato dall'onorevole Harbour riguardo alle piattaforma per la salita di persone. Può anche darsi che non sia il più interessante degli argomenti, ma si tratta di un punto importante, perché può essere di aiuto a migliaia di disabili in tutta l'Europa.

Vorrei segnalare che vi è un errore nella versione inglese. La velocità menzionata nella versione inglese è "0,015 metri al secondo", mentre invece dovrebbe essere "0,15 metri al secondo". Se la velocità dovesse essere ridotta di un decimo, le persone sarebbero morte nel momento in cui arrivano all'altra estremità. Le piattaforme per la salita delle persone sono già abbastanza lente, non rallentiamole ulteriormente.

Non intendo criticare la Commissione in questo caso perché non è stata la Commissione ad introdurre i requisiti tecnici che avrebbero reso le piattaforme in questione inattuabili nella direttiva. Il tutto è accaduto durante le discussioni svoltesi in seno alla commissione giuridica e per il mercato interno. Non attribuisco alcuna colpa alla Commissione. Ringrazio ancora una volta il relatore per aver accolto gli emendamenti presentati da me e dall'onorevole Harbour, sui quali abbiamo lavorato a lungo. Lo ritengo importante, come ho detto, per migliaia di persone.

Si tratta dei due settori principali che ho individuato come pertinenti ed importanti e che sono ancora oggetto di discussione in seno al Consiglio. In proposito sembra si sia creata una situazione di stallo, che spero si risolva in tempi relativamente brevi perché la questione degli ascensori e delle piattaforme di salita nel complesso è importante per molte persone e non vogliamo deluderle. Cercate di trovare una soluzione il più presto possibile.

 
  
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  Zappalà (PPE-DE). - Signor Presidente, anch'io vorrei felicitarmi con il collega Wieland per l'ottimo lavoro svolto per quanto riguarda questa proposta di direttiva, il cui contenuto è altamente tecnico. Pur essendo io ingegnere, non è stato molto semplice neanche per me capirne tutti i meccanismi.

Rispetto alla proposta originaria della Commissione, gli emendamenti approvati dalla commissione giuridica hanno l'effetto di facilitare la libera circolazione delle merci in Europa e di migliorare la produzione destinata ai consumatori e la salute degli stessi. Alla fine, infatti, il testo sarà più chiaro e la contraffazione del marchio CE più difficile.

In sede di commissione giuridica il confronto si è concentrato su alcuni punti. A uno di essi si è già accennato. L'articolo 14, paragrafo 3, della direttiva "ascensori" modificata conteneva un riferimento volto ad escludere dal suo campo di applicazione gli apparecchi di sollevamento la cui velocità di spostamento è inferiore a 0,15 metri al secondo, e ciò al fine di sottrarre da gravosi adempimenti attrezzature caratterizzate da un basso livello di rischio. Tra tali attrezzature ricadono anche le piattaforme elevatrici per persone inabili o anziane.

La commissione giuridica ha giustamente respinto gli emendamenti che miravano ad introdurre parametri più vincolanti di quelli previsti dalla Commissione europea, relativamente alla velocità, alla lunghezza della corsa e all'uso, da parte di persone autorizzate, delle piattaforme elevatrici. Se fossero state adottate, le modifiche avrebbero limitato fortemente l'utilizzo di tali attrezzature e avrebbero reso inutilizzabili molte piattaforme già installate nei nostri paesi, in luoghi pubblici e in abitazioni private, senza una valida motivazione sotto il profilo della sicurezza. L'impatto sarebbe stato veramente molto, ma molto negativo. Sarebbe stato un provvedimento che avrebbe contribuito a creare ostilità da parte dei cittadini rispetto al processo di integrazione europea. L'attuale nuova formulazione delle disposizioni relative all'articolo 24 della proposta di direttiva sulle specifiche di cui all'allegato 1, sezione 7, della relazione Wieland, così come modificata a seguito ...

(Il Presidente interrompe l'oratore)

 
  
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  Vitorino, Commissione. – (EN) Signor Presidente, vorrei dire che accolgo con favore la conclusione della prima lettura della revisione della direttiva relativa alle macchine e vorrei ringraziare in modo particolare il relatore, onorevole Wieland, e la commissione giuridica e per il mercato interno.

Lo scopo della proposta è, com'è stato sottolineato dai vari oratori, accrescere la certezza giuridica chiarendo l'ambito ed il significato della direttiva eliminando le ambiguità che hanno portato a diverse interpretazioni, ed assicurando al contempo il massimo grado possibile di protezione della salute e di sicurezza dei consumatori.

Il settore della meccanica europeo che è oggetto della direttiva relativa alle macchine presenta un'ampia serie di prodotti: macchine, apparecchiature e componenti meccanici. Nel 1998 la produzione in tale settore è stata pari a un valore di 300 miliardi di euro. Il settore occupa oltre 2,2 milioni di lavoratori altamente qualificati nei 15 Stati membri. Il volume di produzione del settore supera quello del Giappone ed è in grado di competere con quello degli Stati Uniti d'America.

L'Unione europea è il maggior esportatore di macchine e di apparecchiature meccaniche, precedendo Stati Uniti e Giappone. Basata sull'esperienza acquisita negli ultimi 12 anni, la proposta riflette la determinazione della Commissione di snellire gli adempimenti burocratici favorendo la conformità alla normativa dell'Unione europea, tenendo debito contro dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La proposta è anche in linea con le raccomandazioni dei gruppi di esperti che operano nel quadro del miglioramento della regolamentazione del mercato interno. La proposta e le sue implicazioni sono state oggetto di approfondite discussioni con un'ampia rappresentanza delle parti interessate.

Vorrei sottolineare che lo scopo della proposta è migliorare i settori che hanno dimostrato di suscitare difficoltà in termini di applicazione. Molti dei numerosi emendamenti che sono stati presentati migliorano la proposta della Commissione. Alcuni potrebbero essere inseriti in una proposta riveduta nella loro attuale formulazione, mentre altri potrebbero essere presi in considerazione in parte o in linea di principio.

Alcuni emendamenti proposti riguardano aspetti complessi ed altamente tecnici e non apportano alcun valore aggiunto e non faranno pertanto parte di una proposta riveduta. Altri ancora esulano da quello che riteniamo essere l'ambito corretto della direttiva relativa alle macchine.

Per quanto riguarda l'emendamento n. 5 sui materiali specifici per sagre, fiere e parchi di divertimenti, la Commissione è consapevole della questione ed è disposta ad avviare uno studio in materia. Attualmente stiamo preparando una comunicazione della Commissione sul funzionamento del nuovo approccio che pubblicheremo quest'autunno. Il nuovo approccio all'armonizzazione e alla standardizzazione tecniche prevede la libera circolazione delle merci ed un elevato livello di tutela della salute, dei consumatori e dell'ambiente.

Non vogliamo interferire con la discussione generale sulla comitatologia, ma concentrarci sull'applicazione pratica della direttiva esistente. Preferiamo quindi rinviare la discussione degli argomenti comuni alle circa 20 direttive sul nuovo approccio fino alla pubblicazione della futura comunicazione che ho già citato, per avere un approccio coerente.

L'applicazione pratica dell'attuale direttiva relativa alle macchine ha posto in evidenza la necessità di un comitato che si occupi di una procedura di regolamentazione per risolvere i problemi tecnici che non sia in contrasto con il controllo democratico esercitato dal Parlamento europeo. Condividiamo altresì il principio secondo cui è necessario migliorare i testi completi delle direttive modificate, come suggerito nell'emendamento n. 13. Tuttavia, quest'emendamento esula dall'ambito della direttiva relativa alle macchine e pertanto, per motivi giuridici, non possiamo accoglierlo. Nella pratica, i testi consolidati delle direttive modificate sono spesso presentati sul sito web della Commissione, come avverrà nel caso della direttiva sugli ascensori modificata. Ne consegue che la posizione della Commissione riguardo agli emendamenti è la seguente.

Gli emendamenti che la Commissione potrebbe accettare in tutto, o in parte, sono quelli nn. 2, 3, 14-18, 23, 27, 42, 45, 47, 49, 56, 57, 59, 63, 66, 69, 72, 74-76 e 80. Gli emendamenti che la Commissione potrebbe accogliere in linea di principio sono quelli nn. 22, 30, 41, 51, 61, 62 e 64. Infine, la Commissione non può accogliere tutti gli altri emendamenti, ossia quelli nn. 1, 4-13, 19-21, 24-26, 28, 29, 31-40, 44, 48, 50, 55, 58, 60, 65, 67, 70, 71, 73, 77-79, 82 e 83.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani alle 12.00.(1)

 
  

(1) Composizione del Parlamento: Cfr. Processo verbale.

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