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Resoconto integrale delle discussioni
Mercoledì 4 giugno 2003 - Strasburgo Edizione GU

6. Elezioni in Nigeria
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca una dichiarazione della Commissione sulle elezioni in Nigeria.

 
  
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  Patten, Commissione. – (EN) Signora Presidente, come il Parlamento sa, la Nigeria ha affrontato un importante banco di prova per la sua stabilità e il suo sviluppo democratico nel processo elettorale di aprile e maggio. La Commissione europea ha sostenuto le elezioni con un programma di aiuti per 6,5 milioni di euro, forniti alla commissione elettorale nazionale indipendente e destinati a fornire istruzioni agli elettori e sostenere le organizzazioni di osservatori nazionali.

Nel contempo, abbiamo inviato una missione di osservazione delle elezioni. La missione ha concluso le sue attività in Nigeria e sono lieto che l’onorevole van den Berg possa oggi presentarne i risultati al Parlamento.

Ho ringraziato l’osservatore capo in un comunicato stampa che ho rilasciato il 5 maggio 2003. Sono lieto di ripetere oggi in Aula ciò che ho affermato in tale dichiarazione. Il capo della missione e la sua squadra hanno svolto un lavoro estremamente professionale. Ringraziamo l’onorevole deputato e i suoi colleghi per la sollecitudine con cui hanno portato a termine questo compito estremamente difficile. Vorrei anche ringraziare l’onorevole Junker, che ha rappresentato la delegazione del Parlamento europeo.

La missione di osservazione delle elezioni ha affrontato con formidabile energia le sfide poste da un gravoso impegno, dalla necessità di lavorare in un paese grande e complesso e anche di affrontare tre difficili giornate elettorali.

Le elezioni non hanno scatenato le violenze diffuse temute da molti. Dirò subito che questo è stato un sollievo per tutti noi ed è la migliore notizia su queste campagne elettorali. L’assenza di violenze è una condizione necessaria, ma non – come potrebbero dire i filosofi – sufficiente a garantire elezioni democratiche.

Le conclusioni della missione di osservazione elettorale dell’Unione europea, come il Parlamento saprà, sono deludenti. Vi sono state gravi frodi in molti Stati, varie irregolarità in altri e in generale si sono verificati problemi sistematici, quali registri elettorali inattendibili, mancanza di segretezza e insufficienti salvaguardie contro il doppio voto. Questi sono alcuni degli aspetti sconfortanti di queste elezioni.

Le reazioni del governo e della commissione elettorale nazionale sono state altrettanto deludenti. Anziché verificare e risolvere le irregolarità, hanno criticato la nostra missione di osservazione elettorale. Non hanno messo in discussione i fatti riferiti, ma hanno invece affermato di nutrire dubbi sull’interpretazione culturale di tali fatti da parte della missione.

Spiegare i brogli elettorali come una conseguenza di differenze culturali sembra inverosimile e controproducente. E’ stato inoltre dimostrato in altre occasioni che, nonostante i problemi, in Africa si possono svolgere elezioni relativamente trasparenti. Lo abbiamo constatato, per esempio, in Kenya lo scorso dicembre.

E’ importante rilevare che le conclusioni dei gruppi di osservatori locali, che hanno inviato quasi 50 000 osservatori, coprendo un terzo di tutti i seggi elettorali, sono molto simili a quelle della missione di osservazione dell’Unione europea.

Rileviamo che il Presidente Obasanjo – entrato in carica il 29 maggio 2003 – e il suo partito hanno enormemente rafforzato la loro posizione elettorale nel paese. Sebbene il Presidente rimanga un partner importante per l’Unione europea, dovremo vigilare sullo sviluppo del pluralismo nella democrazia nigeriana.

Vorrei aggiungere un’altra considerazione. Le missioni di osservazione elettorali che finanziamo, invariabilmente guidate da deputati al Parlamento europeo, sono uno degli strumenti più importanti con cui forniamo assistenza pratica per lo sviluppo e il rafforzamento della democrazia nel mondo. Sono uno dei modi più pratici con cui miglioriamo la governance, non ultimo nei paesi in via di sviluppo più poveri. Tuttavia, è essenziale salvaguardare l’integrità del processo e degli obiettivi che perseguiamo. Mi rifiuto di pensare che dovremmo limitare le conclusioni delle nostre missioni di osservazione elettorale con considerazioni politiche.

Se diamo l’impressione di politicizzare il processo, esso non eserciterà più alcuna influenza e francamente cesserà di essere il valido strumento che attualmente rappresenta per lo sviluppo e il rafforzamento della democrazia. Per quanto conveniente possa sembrare ad alcuni espurgare le conclusioni delle missioni, per quanto sconveniente possa sembrare ad altri dire la verità in merito a ciò che osservatori esperti constatano sul campo, dobbiamo essere assolutamente chiari in ogni occasione sul fatto che le nostre missioni di osservazione elettorale hanno il compito di riferire i fatti esattamente come stanno. In questo ambito non siamo secondi a nessuno e non vorrei che retrocedessimo di un solo centimetro.

Desidero rendere omaggio ancora una volta all’onorevole van den Berg e a tutti coloro che hanno lavorato con lui. Hanno svolto un lavoro formidabile e mi auguro che l’Assemblea continuerà a nominare leader altrettanto energici per questo tipo di missioni negli anni a venire.

 
  
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  Corrie (PPE-DE). – (EN) Signora Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare la Commissione per aver risposto alla risoluzione sulla Nigeria e l’onorevole van den Berg sia per i suoi rapporti che per l’enorme mole di lavoro svolto in veste di osservatore capo mentre si trovava in Nigeria. La sua relazione è concreta, equa e onesta ed è deludente che la relazione del Consiglio – forse per ovvi motivi – non sia stata altrettanto incisiva nelle sue osservazioni. Mi auguro che in futuro le Istituzioni cercheranno di parlare con una sola voce. Come ha appena affermato il Commissario, dobbiamo essere espliciti e condannare gli atti illeciti, altrimenti non ha alcun senso inviare missioni di osservazione.

Le elezioni in Nigeria sono state un classico esempio dell’importanza delle missioni di osservazione elettorale delle Istituzioni dell’Unione europea e di quanto sia importante la presenza di osservatori presso i seggi elettorali. La presenza di osservatori non solo assicura l’individuazione di illeciti, ma incoraggia anche gli elettori, confermando loro che il mondo esterno ha interesse a garantire il rispetto delle regole e una possibilità di successo alla democrazia e alla libertà di scelta.

Sono sempre stato dell’avviso che sia difficile trasferire una procedura elettorale di tipo europeo in alcuni paesi in via di sviluppo, in quanto questi ultimi non hanno la capacità di svolgere adeguatamente il lavoro amministrativo. E’ in questo ambito che l’Unione europea può intervenire, aumentando il suo sostegno per rafforzare le procedure. E’ molto deludente che alcune regioni abbiano mostrato un disprezzo così palese nei confronti dell’onestà e della trasparenza, fatto ben documentato dall’osservatore capo. Le autorità competenti devono adottare provvedimenti per correggere queste anomalie e noi dobbiamo continuare a vigilare sul modo in cui evolve la situazione.

Il Presidente Obasanjo ha il potenziale per essere uno dei grandi leader della nuova Africa e la sua reputazione non dev’essere intaccata dal comportamento di alcuni suoi sostenitori. La Nigeria è uno dei paesi più grandi e potenzialmente più ricchi dell’Africa subsahariana. Con un buon governo, essa può costituire un esempio non solo per la regione, ma per l’intero continente. Tuttavia, a tal fine essa deve mettere da parte le differenze etniche fra nord e sud, proibire gli eccessi della sharia e lavorare concordemente per raggiungere la prosperità economica.

Nell’Unione africana e nell’ambito del NEPAD la Nigeria può assumere un ruolo guida per la costruzione di un’Africa rinnovata nel quadro dell’accordo di Cotonou; è quindi deludente che non abbia fornito un migliore esempio in occasione delle elezioni. Vi sono stati brogli ovvi e manifesti, sia prima che durante le elezioni, ma dobbiamo guardare avanti, verso il futuro, correggendo gli errori del passato – mediante la legislazione, se necessario – e dobbiamo incoraggiare la Nigeria a farlo. La relazione dell’osservatore capo dovrebbe orientare il paese nella giusta direzione. Mi auguro sinceramente che la Nigeria ne prenda atto e agisca di conseguenza.

 
  
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  van den Berg (PSE). – (NL) Signora Presidente, oggi ho l’onore di presentare la relazione finale della missione di osservazione dell’Unione europea sulle elezioni in Nigeria, che viene distribuita proprio ora. La relazione è molto esauriente e contiene numerose informazioni e molte raccomandazioni. Le informazioni sono troppe perché io possa riassumerle in tre minuti, ma potrete leggere tutto con calma nel documento in corso di distribuzione. Vorrei esaminare alcune conclusioni.

Innanzi tutto, ritengo importante sottolineare che la popolazione nigeriana e molte delle sue organizzazioni attive a livello sociale attribuiscono grande valore a questo moderno strumento di politica estera dell’Unione europea. Concordo pienamente con il Commissario al riguardo. E’ uno strumento efficace per promuovere la pace, la stabilità e la democrazia. L’Unione europea dev’essere fiera di questo suo “potere morbido”.

In secondo luogo, la missione, invitata dal governo nigeriano, è stata la missione più lunga e più vasta che l’Unione europea abbia mai portato a termine. Ho avuto il privilegio di lavorare con un nucleo di persone molto competenti, uffici efficienti a Bruxelles e con una squadra di osservatori entusiasti, comprendente oltre cento membri. I risultati della missione sono stati ampiamente discussi, sia a livello mondiale che in Nigeria. L’aspetto principale è che abbiamo individuato le frodi elettorali precisamente per ciò che erano, anziché esaminarle in prospettiva o sottacerle. Non abbiamo usato mezzi termini. Questo, semplicemente, era il nostro dovere nei confronti degli elettori nigeriani.

Infine, abbiamo constatato frodi sistematiche su larga scala in sei stati federali durante le elezioni governative e presidenziali del 19 aprile e abbiamo individuato numerose irregolarità gravi in altri cinque stati federali. Lo stesso è successo il 3 maggio, solo che gli stati erano sette anziché sei. I nostri risultati coincidono con quelli di 10 000 osservatori elettorali nazionali.

Definire questa frode semplicemente come una frode nigeriana è inaccettabile ed è un insulto per la popolazione del paese. In realtà, è una dimostrazione dell’eccessiva organizzazione di coloro che detengono il potere, non di sottosviluppo. Se consideriamo che circa la metà di tutti gli stati ha problemi elettorali, risulta evidente l’importanza dei procedimenti giuridici in via di istruzione presso gli appositi tribunali elettorali. Resta il fatto gravissimo che nel frattempo l’INEC centrale e regionale – la commissione elettorale – non ha voluto, o non le è stato permesso, o non ha potuto intervenire riguardo alle frodi elettorali individuate, anche se era, ed è tuttora, suo compito.

Vorrei chiedere al Commissario di adoperarsi attivamente affinché l’Unione europea, tramite la sua delegazione in loco – sotto l’eccellente guida di Leonidas – e con il sostegno delle organizzazioni di avvocati locali, possa seguire da vicino l’operato dei tribunali elettorali – senza alcun coinvolgimento, naturalmente, perché ciò non è di nostra competenza – e riferire i risultati al Consiglio e al Parlamento.

Infine, vorrei chiedere alla Commissione di riesaminare il suo accordo di assistenza con la Nigeria, che riguarda molti stati, in modo che – e non sono affatto favorevole a sanzioni o provvedimenti analoghi, perché sarebbero un errore – sia possibile trasferire, per così dire, le risorse destinate agli stati federali privi di una struttura democratica o dove non avranno luogo nuove elezioni – come lo Stato federale di Ogun – a progetti civili negli stati democratici.

Da ultimo, vorrei dire al Consiglio che la sua dichiarazione contraddice i fatti. Vi è stata scarsa affluenza alle urne e poche donne hanno votato. I risultati che indicano un alto livello di partecipazione sono stati semplicemente falsificati. Il Consiglio avrebbe dovuto adottare una posizione più professionale. Dovrebbe parlare in modo univoco. Darebbe risultati più utili che dedicarsi alla politica estera.

 
  
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  Presidente. – Con riferimento a questa discussione, comunico di aver ricevuto cinque proposte di risoluzione ai sensi dell’articolo 37, paragrafo 2, del Regolamento(1).

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, alle 12.00.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. PUERTA
Vicepresidente

 
  

(1) Cfr. Processo verbale.

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