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Resoconto integrale delle discussioni
Mercoledì 21 aprile 2004 - Strasburgo Edizione GU

7. Comunicazione del Presidente
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  Presidente. – Passiamo dunque alla relazione Boogerd-Quaak sulla libertà di espressione, che oggi sono già stato invitato ad affrontare. Enuncerò alcuni elementi sui quali è stata richiamata la mia attenzione.

Abbiamo 338 emendamenti. Ho trasmesso alla commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni la richiesta di considerare gli emendamenti ai sensi dell’articolo 130 bis. La commissione mi ha inviato una relazione, secondo cui tutti gli emendamenti presentati hanno ricevuto voti favorevoli da parte di almeno un decimo dei membri della commissione, perciò, conformemente a quanto stabilisce il Regolamento, gli emendamenti sono validi.

L’onorevole Podestà mi aveva inviato una lettera in cui chiedeva che la relazione fosse dichiarata irricevibile. Gli ho risposto e ho inviato copia della nostra corrispondenza alla commissione per le libertà e i diritti dei cittadini. Mi è parso che, ai sensi del Regolamento, alcune parti del testo potessero essere riviste, magari attraverso la pubblicazione di un errata corrige, ma che la relazione in sé fosse ricevibile.

Prima del dibattito di ieri, ho ricevuto dall’onorevole Ribeiro e Castro, a nome del gruppo UEN, la richiesta di applicare l’articolo 143 sull’irricevibilità della questione. Il Vicepresidente che stava presiedendo in quel momento ha respinto la richiesta perché la notifica non era stata data con 24 ore di anticipo e perché io, in qualità di Presidente, avevo già deciso la ricevibilità della relazione.

Poi ho ricevuto una lettera dall’onorevole Poettering, che mi chiedeva di rivedere la decisione di non rinviare la relazione in commissione. Nella sua lettera, l’onorevole Poettering mi chiede ancora una volta di riconsiderare l’eventualità di rinvio, avvalendomi delle prerogative e dei poteri della Presidenza. Nel confermare la mia decisione, ho il sostegno dei commenti ricevuti dal presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini Hernández Mollar, che ha affermato che i gruppi politici condividevano la mia valutazione sulla questione dell’ammissibilità della relazione in generale. Perciò ribadisco che la relazione è in effetti ricevibile in toto, sebbene si possano richiedere alcune modifiche.

Sono disponibile a votare sul rinvio prima dell’inizio della votazione sulla relazione, iter che è conforme al Regolamento e prescinde da preferenze personali. Dobbiamo rispettare questa possibilità, di cui l’Assemblea può avvalersi in qualunque momento.

Perché, dunque, non votiamo subito? Qui si apre un capitolo piuttosto triste della vicenda. Ieri i servizi hanno ricevuto 51 pagine di richieste di votazione per appello nominale, votazioni per parti separate e votazioni distinte per la relazione Boogerd-Quaak sulla libertà di espressione e di informazione, che ammontano a un totale di 1 200 voti singoli, oltre ai 338 emendamenti, il che significa che la votazione potrebbe durare quattro ore o più.

In secondo luogo, a queste condizioni, per i servizi è stato materialmente impossibile preparare la votazione in una notte, in tempo per votare oggi. Ieri sera, alla fine del dibattito, il Vicepresidente, che presiedeva la seduta, ha perciò annunciato che la relazione sarebbe stata votata giovedì. Ho esaminato la questione – non solo perché è stata sollevata quest’oggi, ma anche per la sua complessità – in virtù dei poteri conferitimi dal Regolamento in qualità di Presidente, in particolare dall’articolo 19, paragrafo 1, secondo cui tra i poteri del Presidente “rientra anche quello di mettere in votazione testi in ordine diverso da quello previsto nel documento oggetto della votazione”, nonché dall’articolo 130 sull’ordine di votazione degli emendamenti.

Inoltre, riconosco appieno i diritti dei gruppi di presentare richieste secondo il Regolamento. Su questa base vorrei proporvi il seguente pacchetto. Innanzi tutto la votazione si terrà domani alle 12. In secondo luogo, ammetterò la normale votazione di tutti gli emendamenti, ma non ammetterò alcuna votazione per parti separate o per appello nominale. Ammetterò inoltre tutte le richieste di votazione per parti separate riguardo ai paragrafi originali della mozione di risoluzione, ma solo una votazione per appello nominale per paragrafo, conformemente alle indicazioni fornite dai gruppi. Mi duole informarvi che in questo modo avremmo ancora un totale di 600 voti e il tempo della votazione potrebbe arrivare a due ore. Si eliminerebbero però 1 000 votazioni per parti separate sugli emendamenti.

Nel farvi questa proposta, cerco di trovare un equilibrio tra i diritti dei diversi gruppi che compongono l’Assemblea e le preferenze dell’uno o dell’altro, al fine di condurre il lavoro in modo ragionevolmente ordinato. Sono disponibile a rimettere a voi la mia proposta ai sensi dell’articolo 19. Se l’Assemblea respinge la proposta, deciderò ai sensi dell’articolo 130, paragrafo 3, di sottoporre a votazione innanzi tutto il testo originale della relazione, paragrafo per paragrafo, e di votare solo su quello.

Questa è la mia proposta. Sono disposto ad ascoltare un oratore per ogni gruppo, a votare e quindi a prendere una decisione.

 
  
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  Barón Crespo (PSE).(ES) Signor Presidente, innanzi tutto devo dire che sono stato io a proporre il contenuto della relazione, che ha ottenuto il sostegno della maggioranza in seno alla Conferenza dei presidenti, e che affronta il tema della libertà di espressione e di informazione nell’Unione europea – con particolare riferimento all’Italia, ma anche nell’UE nel suo complesso. L’eccellente relazione dell’onorevole Boogerd-Quaak fa riferimento alla maggioranza degli Stati dell’Unione europea, compreso il mio, perciò ritengo si tratti di un ottimo lavoro che fa onore al Parlamento.

Detto questo, innanzi tutto vorrei pronunciare una critica politica, perché credo sia molto positivo che in quest’ultima plenaria dell’attuale legislatura si tenga un dibattito politico approfondito, e mi riferisco al caso di ostruzionismo verificatosi in merito a questa relazione. Lei ha citato una serie di incidenti verificatisi durante le trattative per arrivare alla relazione. Ho alcune informazioni da aggiungere: ad esempio, in seno alla commissione sono scomparsi alcuni documenti, cosa assolutamente inspiegabile. Siamo di fronte a un percorso a ostacoli. E dal momento che lei stesso ha detto di aver ricevuto una lettera dal Vicepresidente Podestà, mi viene in mente l’articolo che il Vicepresidente ha scritto oggi sul noto quotidiano italiano il Corriere della sera, in cui lancia una serie di accuse in merito al comportamento del Parlamento europeo. Egli afferma – cito in italiano: “il Regolamento del Parlamento europeo è stato aggirato, consentendo di dare un corso inarrestabile alla discussione in Aula”, e più avanti dice che “nella commissione per le libertà pubbliche, di maggioranza di centrosinistra…”. Be’, non sapevo che la nostra presenza fosse tanto dominante in Parlamento, né credo che l’onorevole Poettering sia d’accordo con questa affermazione.

L’onorevole Podestà fa poi riferimento alla lettera che le ha inviato, dicendo che il Presidente Cox, nella risposta, “ha dovuto ammettere che sostanzialmente avevo diverse ragioni”.

Vorrei mettere in chiaro, inoltre, che, a mio parere, noi della coalizione cosiddetta di centrosinistra abbiamo rispettato il Regolamento in tutto e per tutto; abbiamo avuto la pazienza di Giobbe di fronte alle sistematiche manovre, che comprendevano blocchi e ostruzionismo. Tuttavia, se analizziamo la questione dal punto di vista politico, convengo che nell’Assemblea esistono due gruppi – mi avvio a concludere, signor Presidente – che non disdegnano l’ostruzionismo, perché sono stati loro a presentare tutti gli emendamenti, tranne quattro, e capisco il motivo per cui vorrebbero difendere il Presidente Berlusconi, che in questo momento è il leader del gruppo del PPE-DE. Convengo anche su questo, ma dovrebbero dirlo chiaramente, perché…

(Proteste e applausi)

… perché vorrei ricordarvi un antico principio del diritto romano, che dice – ed è ciò che ha reso grande Roma – che non si possono fare leggi che vanno a beneficio di una sola persona. Le leggi vanno fatte per tutti i cittadini, ecco che cosa è in gioco in questo momento. Pertanto concluderò, signor Presidente…

(Proteste e applausi)

… concluderò con una proposta, signor Presidente: il cosiddetto centrosinistra ha quattro emendamenti. Voi ne avete 350. Accettiamo che si votino in blocco e, in caso contrario, accettiamo la proposta del Presidente di votare paragrafo per paragrafo.

(Applausi)

 
  
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  Poettering (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, l’onorevole Barón Crespo gode di tutta la mia simpatia, ma la sua conclusione non mi è chiara. Alla domanda che lei gli ha rivolto, l’onorevole Barón Crespo ha fornito una spiegazione, ma senza giungere ad alcuna conclusione. Per questo motivo sono intervenuto per dire che sarò lieto di sostenere la sua proposta di tenere la votazione domani. Ci troviamo in difficoltà, con 338 emendamenti che si moltiplicano a causa di questioni di procedura.

Onorevoli colleghi, ritengo importante sottolineare una questione, che vi espongo con calma e oggettività. Abbiamo già discusso di questo argomento stamattina alle 9, in apertura di seduta. Il presidente di uno dei gruppi sosteneva che gli emendamenti venissero dal gruppo del PPE. Vorrei sottolineare che vi sono 338 emendamenti, che non vengono tutti dal nostro gruppo. Ne abbiamo presentati 157, il che significa che 181 vengono da altri gruppi. Vorrei che si prendesse nota di questo fatto.

Non volendo peggiorare la situazione, a questo punto mi asterrò dal commentare la qualità della relazione, ma vorrei chiedere all’Assemblea di lavorare insieme nel tentativo di trovare un qualche tipo di soluzione a questo complesso problema. Signor Presidente, la reputiamo un Presidente equo e obiettivo, e, se lei propone di votare la relazione domani alle 12 secondo la procedura da lei indicata, ha il nostro sostegno.

 
  
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  Watson (ELDR).(EN) Signor Presidente, non entrerò nel merito della questione, poiché tutti sappiamo di cosa si tratta. Il mio gruppo non è contrario a partecipare a 600 votazioni domani, ma preferirebbe nettamente, come lei ha suggerito, procedere semplicemente al voto della relazione originale paragrafo per paragrafo. E’ già prevista una lunga sessione di votazioni, i deputati di entrambe le parti hanno espresso le proprie opinioni, perciò propongo di seguire il suo suggerimento di votare la relazione originale paragrafo per paragrafo.

(Applausi)

 
  
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  Frassoni (Verts/ALE). – Onorevole Poettering, è vero che questo voto sarà complicato, ma io le rivolgo un appello, a lei come presidente del più importante gruppo di questa Assemblea e al presidente del gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni” perché, ovviamente, gruppi di questa grandezza normalmente non fanno ostruzionismo, e hanno detto inoltre di non volerne fare.

La prima cosa che vorrei, quindi, è fare un appello a questi gruppi perché diano un’occhiata ai loro emendamenti e vedano se alcuni possono essere ritirati. Sono sicura che, quando si presentano più di cento emendamenti, ve ne sono alcuni più importanti e altri meno importanti. Fate questo lavoro, facilitateci il lavoro in sede di votazione: ve ne saremo tutti riconoscenti. Penso che questa sia una prova di sensibilità politica che si richiede a gruppi della vostra importanza.

Presidente, noi siamo d’accordo con la sua seconda proposta, cioè di votare prima sul testo originale.

 
  
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  Presidente. – Vi è un’unica proposta, che si manifesterà in uno dei due modi possibili a seconda di come voterà l’Assemblea.

 
  
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  Di Lello Finuoli (GUE/NGL). – Signor Presidente, desidero solo dire che il mio gruppo è d’accordo con la sua proposta di votare la relazione originale paragrafo per paragrafo. La relazione era abbastanza buona, quasi perfetta all’inizio; questi emendamenti sono stati presentati per la plenaria.

Voglio solo precisare per l’Aula, per chi fosse distratto, che è vero che duecento emendamenti vengono dal gruppo del Partito popolare europeo e altri duecento da altri gruppi ma, mettendoli insieme, i trecentocinquanta emendamenti vengono da Forza Italia e Alleanza Nazionale. E’ ovvio, quindi, che vengono tutti dagli amici di Berlusconi. Siamo pertanto d’accordo, Presidente, sulla sua proposta e voteremo in tal senso.

 
  
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  Muscardini (UEN). – Signor Presidente, io credo che la sua proposta possa sicuramente essere presa in considerazione, e se lei volesse concedere una sospensione dei nostri lavori per poterla valutare, saremmo in grado di dare un parere più sereno. Ad esempio, io mi sento di accogliere l’invito dell’onorevole Frassoni a una riesamina di alcuni emendamenti per vedere se è possibile accorparne o toglierne qualcuno. Certamente sono favorevole a che si voti domani, se questo è più comodo per i colleghi; sono però assolutamente contraria, signor Presidente, ad ogni ipotesi che veda cassati tutti gli emendamenti e tutte le richieste di voto segreto, perché non è pensabile che possano essere eliminati con un colpo di spugna tutti i voti segreti. Ricordo che tanti colleghi di altri gruppi presentano trenta, quaranta proposte di voto segreto sui documenti che a loro interessano senza creare scandalo alcuno nel Parlamento.

A proposito, poi, di quanto dicevano alcuni colleghi, ricordo al collega Barón Crespo – che se la prendeva con un articolo dell’onorevole Podestà – che questa fantomatica, come dice lui, coalizione di centrosinistra ha già pubblicato un libercolo che dava per acquisito il voto in Aula di questa relazione, facendo tutta una serie di considerazioni, quando, a tutt’oggi, la relazione non è stata votata; ora, pubblicare a monte certe nefandezze o menzogne certamente non contraddistingue la buona volontà di una forza politica.

Quanto all’altro collega che parlava degli “amici di Berlusconi”, posso dire a nome del gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni” che i nostri emendamenti sono a nome di tutto il gruppo, che tutto il gruppo è compatto, che nessuno di noi ha amicizie o inimicizie particolari, ma che rivendichiamo il diritto – come deputati – di esercitare appieno il nostro mandato, facendo ciò che il Regolamento ci consente e non stando solo ad ascoltare le continue provocazioni che sono sorte anche all’interno della commissione.

(Applausi)

 
  
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  Boogerd-Quaak (ELDR), relatore.(NL) Signor Presidente, mi permetta di lodare la sua saggezza. Avendo sentito tutta la discussione, concordo con l’ottima idea di votare la relazione originale, che è abbastanza solida da poter essere sottoposta al voto del Parlamento in modo ragionevole, cosa che forse renderà il tutto meno difficoltoso. Perciò reputo eccellente l’idea di votare la relazione originale.

 
  
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  Hernández Mollar (PPE-DE), presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni.(ES) Signor Presidente, vorrei parlare a nome della commissione che presiedo. Con la sua dichiarazione, l’onorevole Barón Crespo ha lanciato un’accusa che reputo particolarmente grave. Ha affermato che nella mia commissione sono spariti alcuni documenti. Alla Presidenza vorrei ricordare che, se si rivela falsa, tale accusa è molto grave, poiché compromette gravemente il prestigio e l’onore della commissione di cui sono presidente.

(Applausi)

In secondo luogo, signor Presidente, vorrei che l’onorevole Barón Crespo mi spiegasse come ha ottenuto l’informazione, perché fino ad oggi non ero al corrente dell’accaduto, cosa che comprometterebbe il prestigio anche dei servizi della mia commissione.

Ritengo necessario un chiarimento immediato; in ogni caso, chiedo il sostegno della Presidenza.

(Applausi)

 
  
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  Presidente. – Abbiamo ascoltato gli interventi dei portavoce dei gruppi. Ora vorrei avvalermi del vostro consiglio.

Il pacchetto che vi è stato presentato mira a rispettare il Regolamento e le diverse preoccupazioni su cui è stata richiamata la nostra attenzione. Per maggiore chiarezza, ripeto che la votazione avrà luogo domani alle dodici. Ammetterò la votazione normale su tutti gli emendamenti, ma non ammetterò alcuna votazione per parti separate o per appello nominale. Accoglierò inoltre tutte le richieste di votazione per parti separate riguardo ai paragrafi originali della mozione di risoluzione, ma solo una votazione per appello nominale per paragrafo, conformemente alle indicazioni fornite dai gruppi. Tale soluzione comporterebbe 600 voti per la relazione, un tempo di votazione lungo, nonché l’esclusione di circa 1 000 votazioni per parti separate sugli emendamenti.

Ritengo che in questo modo si stabilisca un equilibrio ragionevole tra i diritti dei gruppi e l’esigenza da parte dell’Assemblea di lavorare in modo ordinato. Vi presento questa proposta in conformità dell’articolo 19 del Regolamento. Se l’Assemblea la respinge, deciderò, ai sensi dell’articolo 130, paragrafo 3, di sottoporre a votazione innanzi tutto il testo originale della relazione, paragrafo per paragrafo.

(Il Parlamento respinge la proposta del Presidente)

La votazione avrà dunque luogo domani e, ai sensi dell’articolo 130, paragrafo 3, voteremo in base al testo originale, e a quello soltanto, paragrafo per paragrafo.

 
  
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  Swoboda (PSE).(DE) Signor Presidente, mi permetta di chiederle di valutare la possibilità di anticipare l’inizio delle votazioni di domani; ritengo ingiusto, infatti, che si impedisca a tutte le altre votazioni di procedere. Dovremmo iniziare prima la seduta, e quindi le votazioni, oppure posticipare al pomeriggio alcuni impegni previsti per il mattino. In ogni caso, la votazione dovrebbe cominciare prima, a mio avviso alle 11.

 
  
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  Presidente. – Grazie alla decisione che avete preso, domani la votazione non durerà troppo a lungo.

 
  
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  Hernández Mollar (PPE-DE), presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni.(ES) Sono sorpreso: ho chiesto spiegazioni riguardo a diverse accuse sollevate di fronte all’Assemblea, e non ho ricevuto risposta.

Vorrei che qualcuno rispondesse alla mia domanda.

 
  
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  Barón Crespo (PSE).(ES) Ricordando che non sono l’unico ad aver lanciato accuse, ma che l’ha fatto anche il Vicepresidente Podestà attraverso la stampa italiana...

(Proteste)

... sono lieto di raccogliere la sfida dell’onorevole Hernández Mollar, ma vorrei chiedere formalmente che si produca un pacchetto contenente ciò che ho detto e ciò che il Vicepresidente Podestà ha scritto...

(Proteste)

Signor Presidente, chiederei alla belva in libertà là fuori di calmarsi.

(Applausi)

Sono disposto a dare spiegazioni all’Ufficio del Parlamento riguardo a tutte le questioni sollevate, riguardo alle accuse del Vicepresidente Podestà e alle mie.

 
  
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  Presidente. – Vi prego di calmarvi. So che con l’approssimarsi delle elezioni tutti siamo in preda alla febbre elettorale e che gli animi si scaldano. Calmatevi, per favore. Tutti verrete debitamente ascoltati.

Onorevole Barón Crespo, lei ha affermato che si sono verificati problemi di sparizione di documenti. Non conosco a fondo la questione. Il presidente della commissione competente ha dichiarato che le sue parole sono un’offesa alla commissione e ai suoi servizi. Onorevole Barón Crespo, la inviterei, entro la fine della tornata, a dimostrare la fondatezza delle sue dichiarazioni oppure, qualora ciò non fosse possibile, a ritirarle.

Nel frattempo, non conoscendo le prove, non posso aggiungere alcun commento.

(Applausi)

 
  
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  Hernández Mollar (PPE-DE), presidente della commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni.(ES) Signor Presidente, non ho parlato né di sfide, né di pacchetti, ma di gravi accuse lanciate dall’onorevole Barón Crespo, che ledono il prestigio dell’Assemblea. Comunque, signor Presidente, se le accuse sono vere – a questo proposito vorrei che venisse immediatamente aperta un’indagine –, le votazioni della commissione non hanno alcun valore, perciò domani non possiamo votare questa relazione.

(Applausi)

 
  
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  Podestà (PPE-DE). – Signor Presidente, innanzitutto le chiedo se è corretto che dei funzionari stiano seduti sui banchi del Consiglio ridendo e gesticolando. Chiedo a tutti di mantenere un atteggiamento di rispetto per quest’Aula. Colleghi, io credo di aver sempre rispettato le posizioni degli altri: vi chiedo quindi di rispettarle nello stesso modo.

Per quanto riguarda il collega Barón Crespo, innanzitutto io avevo già chiesto prima, caro collega, di poter intervenire, ma non mi è stata data la parola; poi devo dire che le cose che ho scritto io le sottoscrivo perché, in effetti, nei fatti, basta guardare esattamente le composizioni e si vede qual è la situazione. Per quanto riguarda, poi, la lettera di risposta del Presidente Cox, ho avuto anche il dovere di riscrivergli indicando i punti nei quali, nella sua lettera, riconosceva che vi erano carenze e manchevolezze gravi nella relazione stessa. Io rispetto, quindi, la decisione del Presidente ma, la prego, non si nasconda – perché non vuole rispondere a una richiesta precisa del presidente Hernández Mollar – dietro a un problema che non esiste e che, comunque, non è suo.

Un’ultima cosa, Presidente: ancora una volta io accetto il voto di questa Assemblea, il voto che lei, Presidente, ha fatto esprimere qui, oggi. Se leggiamo però il Regolamento, non è all’Aula di decidere lo spostamento o la modalità di una certa votazione: è alla sua diretta responsabilità. Per quanto mi riguarda, quindi, lei ha chiesto un consiglio e poi ha deciso in modo autonomo. Non è l’Aula che su queste cose può decidere! Leggete per favore il Regolamento e studiatevelo.

Enrique, il Regolamento non è qualcosa che puoi tirare di qua o di là; consenti quindi a chi ha la parola ed è democraticamente eletto e qui rappresenta i cittadini di questo ….

Signor Presidente, io credo che tra noi ci sia sempre qualcuno che la democrazia l’ha scoperta troppo tardi e che quindi, forse, non ne conosce né le regole né il significato profondo.

(Applausi)

 
  
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  Ribeiro e Castro (UEN).(PT) Signor Presidente, in relazione alla procedura di voto decisa per domani, non mi è chiaro se sarà possibile votare per il rinvio in commissione, ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento. Quella che si sta verificando sotto i nostri occhi è una reazione inevitabile e normale alle gravi irregolarità presenti nella relazione, che, a mio avviso, priva di alcune competenze le istituzioni costituzionali degli Stati membri. E’ tale aspetto a suscitare l’attuale reazione giusta, legittima e inevitabile per l’abuso perpetrato dalla maggioranza dell’Assemblea, che invoca i Trattati al fine di violarli e la Carta dei diritti fondamentali per infrangerne le norme. Pertanto penso che l’Assemblea debba reimpostare la questione e votare il rinvio in commissione, in modo che le irregolarità possano essere rimosse dalla relazione. Perciò vorrei chiedere, signor Presidente, che domani si prenda in considerazione, si discuta e si voti questa mozione.

 
  
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  Presidente. – Vorrei concludere ricordando all’onorevole Ribeiro e Castro che, ai sensi del Regolamento, ha diritto a presentare una mozione di rinvio, in merito alla quale sarà la maggioranza a decidere. In mancanza di un rinvio, voteremo nel modo indicato in precedenza. Il Vicepresidente Podestà ha giustamente affermato che sta a me decidere, ma la mia scelta è stata affidata al vostro buon senso.

Sono spiacente del forte ritardo. Ora dovete guadagnarvi il pranzo! Il Vicepresidente Podestà presiederà le restanti votazioni.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. PODESTÀ
Vicepresidente

 
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