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Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 27 gennaio 2005 - Bruxelles Edizione GU

6. Turno di votazioni
  

Raccomandazione Brok (A6-0011/2005) – accordo di stabilizzazione e associazione UE/ex Repubblica jugoslava di Macedonia e UE/Croazia (articolo 131 del Regolamento)

Raccomandazione Barón Crespo (A6-0007/2005) – protocollo aggiuntivo all’accordo di associazione UE/Cile (articolo 131 del Regolamento)

Raccomandazione Rübig (A6-0002/2005) – programma comunitario pluriennale inteso a rendere i contenuti digitali europei più accessibili, utilizzabili e sfruttabili

Proposta di risoluzione comune di sei gruppi politici sulla situazione in Medio Oriente

 
  
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  Wurtz (GUE/NGL).(FR) Signor Presidente, ci siamo accordati con diversi gruppi per giungere a un compromesso accettabile dalla maggioranza.

Il compromesso comprende due punti. La prima parte dell’emendamento diventerebbe un’aggiunta, mentre la seconda parte sarebbe oggetto di votazione distinta. La formulazione che mettiamo ai voti incoraggerebbe dunque vivamente il Presidente Abbas a dare forma concreta al suo intento di porre fine alla violenza e accoglierebbe con favore le misure da lui intraprese a tale scopo. La parte restante della formulazione rimane invariata.

La seconda parte dell’emendamento, ovvero la porzione di testo in cui si chiede alle autorità israeliane di accogliere e attuare la roadmap e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sarebbe oggetto di votazione distinta.

 
  
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  McMillan-Scott (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, come i colleghi ben sanno, la presente risoluzione verte principalmente sui risultati delle riuscitissime elezioni palestinesi del 9 gennaio, cui 28 deputati hanno partecipato in qualità di osservatori, presieduti dal sottoscritto e con l’onorevole Napoletano come vicepresidente. La risoluzione che stiamo votando non tratta solo dell’approvazione delle elezioni stesse, ma anche delle azioni che ci aspettiamo vengano intraprese dalle varie organizzazioni e istituzioni a seguito delle elezioni. Il paragrafo 15 non è adeguato a questo contesto. Riguarda le procedure interne del Parlamento europeo. Ho discusso con l’onorevole Napoletano e con altri colleghi della necessità di eliminare il paragrafo 15. Invito l’Assemblea a eliminarlo.

 
  
  

Proposta di risoluzione comune sull’antisemitismo e razzismo

 
  
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  Sonik (PPE-DE).(PL) Questo emendamento interesserebbe il testo nel modo seguente. Innanzi tutto vi sarebbe un riferimento specifico al numero stimato di vittime decedute ad Auschwitz, circa un milione e mezzo di persone. In secondo luogo, l’emendamento contiene un riferimento ai 15 000 prigionieri russi ivi deceduti. Vi chiedo di sostenerlo.

 
  
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  Ludford (ALDE).(EN) Signor Presidente, il collega sta parlando del paragrafo sbagliato. Dovrebbe parlare del paragrafo 5, secondo trattino, che corrisponde al nome polacco del museo di Auschwitz-Birkenau. L’onorevole Sonik ha appena parlato del considerando A, ma dovrebbe parlare del paragrafo 5, secondo trattino.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Sonik, la situazione si presenta confusa. Ora deve presentare il suo emendamento orale al paragrafo 5, secondo trattino, ma ha presentato qualcos’altro. La prego dunque di presentare il suo emendamento orale al paragrafo 5, secondo trattino.

 
  
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  Sonik (PPE-DE).(PL) E’ proprio così. Mi scuso per l’errore. In realtà l’emendamento riguarda l’inclusione nella risoluzione di un riferimento al museo nazionale di Auschwitz-Birkenau a Oświęcim come centro speciale per l’istruzione e la memoria dell’Olocausto, accanto al centro di informazione di Berlino sull’Olocausto.

 
  
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  Schulz (PSE).(DE) Signor Presidente, vorrei presentare un emendamento orale al considerando A. Nel corso degli ultimi giorni e di quest’ora si sono svolte numerose discussioni, alla cui conclusione posso forse contribuire illustrando brevemente questo emendamento.

E’ indubbio che ci troviamo tutti dinanzi a una situazione difficile, in quanto in giorni come questo bisogna soppesare attentamente ogni parola. Qualunque sia la formulazione, la preoccupazione primaria dev’essere la dignità delle vittime e la colpevolezza dei carnefici. Al fine di tenere conto degli interessi di tutti, propongo di modificare la seconda frase del considerando A, la cui versione originale era: “sessantesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dei nazisti di Hitler...”.

Proponiamo di sostituire “nazisti di Hitler” con “Germania nazista”, in modo tale che il testo si legga: “... campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau della Germania nazista...”.

A mio avviso queste parole renderebbero ragione della colpevolezza e della particolare responsabilità della Germania, mettendo nel contempo in chiaro che sono stati i nazisti a macchiarsi di questa colpa. E’ un dato di fatto che vi sono state anche vittime tedesche, che questa formulazione vuole commemorare. Per questo motivo chiedo all’Assemblea di votare a favore dell’emendamento.

(Applausi)

 
  
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  Poettering (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, dopo le numerose discussioni sulla questione, vorrei confermare che il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei voterà a favore di questo emendamento orale.

 
  
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  Ludford (ALDE).(EN) Signor Presidente, si potrebbe fare un po’ di chiarezza a questo proposito? Vi sono due emendamenti distinti. Il primo, l’emendamento orale dal gruppo del PPE presentato dall’onorevole Sonik, consiste nel cambiare il testo, che, in inglese, ora si leggerebbe: “un totale di circa un milione e mezzo di ebrei, rom, polacchi, russi, prigionieri di varie altre nazionalità e omosessuali”.

Potremmo per favore votare innanzi tutto su questo emendamento, prima di affrontare la questione distinta, di cui l’onorevole Schulz ha parlato poc’anzi, dell’emendamento n. 1, presentato dal gruppo UEN per sostituire l’espressione “campo di sterminio dei nazisti di Hitler” con “campo di sterminio dei nazisti tedeschi”?

Qui occorrono due votazioni distinte. Pur con il dovuto rispetto, una parte non trascurabile della responsabilità di questa confusione spetta ai servizi, che hanno posto tutto sullo stesso piano: il considerando A, l’emendamento orale del gruppo PPE-DE e l’emendamento del gruppo UEN, di cui ha parlato l’onorevole Schulz.

Potremmo per favore avere due votazioni distinte, di cui la prima sull’emendamento orale dell’onorevole Sonik e la seconda sul pacchetto UEN-Schulz-Poettering?

 
  
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  Presidente. – Sì, onorevole Ludford, abbiamo tre elementi: l’emendamento dell’onorevole Sonik, l’emendamento proposto poc’anzi dall’onorevole Schulz e l’emendamento n. 1 presentato dal gruppo UEN.

 
  
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  Cohn-Bendit (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, l’onorevole Schulz ha ragione; tutte le nostre parole e le conseguenze che esse comportano rivestono un’importanza enorme. Una cosa è certa: l’emendamento dell’onorevole Schulz non ha nulla a che vedere con quello presentato dal gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni”, e va considerato come una questione totalmente distinta, in quanto l’emendamento presentato dal gruppo UEN contiene affermazioni inaccettabili che non possiamo e non vogliamo tollerare. Chiediamo pertanto che non si faccia confusione al riguardo. Questo era il primo punto che volevo mettere in chiaro.

Il secondo punto di cui vorrei parlare è il seguente; riconosciamo che i due maggiori gruppi dell’Assemblea desiderano giustamente ottenere un ampio consenso al riguardo, e per questo motivo possiamo condividere tale consenso. Vorremmo tuttavia sottolineare che alcune delle discussioni svoltesi in merito alla presente risoluzione nel corso dei preparativi di questa seduta sono state e sono tuttora indegne. Questo è un concetto che va sottolineato.

 
  
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  Schulz (PSE).(DE) Signor Presidente, penso che non vi sia nient’altro da aggiungere. Se volesse mettere ai voti l’emendamento orale dell’onorevole Sonik e il mio, otterremmo esattamente ciò che desideriamo, cioè un testo consono alla dignità di questo giorno. Tra l’altro, lo scopo del mio emendamento orale era integrare il testo originale e assicurare che l’emendamento presentato dal gruppo UEN fosse respinto una volta per tutte.

 
  
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  Voggenhuber (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, l’onorevole Schulz ha detto che oggi dobbiamo soppesare ogni parola al fine di rendere giustizia alle vittime e alle responsabilità dei carnefici. Al mio paese, l’Austria, è occorso moltissimo tempo per ammettere la propria corresponsabilità nei crimini del nazionalsocialismo. “Nazisti di Hitler”, formulazione utilizzata nella prima versione della risoluzione, chiarifica tale corresponsabilità, poiché implica che i tedeschi non furono gli unici a essere coinvolti. Tale corresponsabilità, tuttavia, risulta di nuovo poco chiara con la formulazione ora proposta.

Non desidero prolungare il dibattito sull’argomento, ma reputo importante che oggi un austriaco intervenga in seno all’Assemblea per deplorare insieme agli altri deputati la corresponsabilità del proprio paese.

(Applausi)

 
  
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  Kamiński (UEN).(PL) Signor Presidente, vorrei esprimere una decisa protesta contro ciò che l’onorevole Cohn-Bendit ha affermato poc’anzi. Mi pare che le sue dichiarazioni si basino su un equivoco, poiché ha definito inaccettabile parte del contenuto del nostro emendamento, che io stesso ho presentato. Non riesco a capire che cosa volesse dire, dato che il mio emendamento riguardava una singola parola. Ho proposto di sostituire l’espressione “di Hitler” con “tedeschi”. Il gruppo UEN non ha presentato altri emendamenti. Si può essere favorevoli o contrari all’emendamento, ma desidero oppormi al fatto che lo si consideri inaccettabile, perché non lo ritengo giustificato. Voglio mettere bene in chiaro che il mio emendamento riguardava solo l’inclusione della parola “tedeschi”. Motivo di questa modifica è che negli ultimi tempi i cittadini polacchi sono stati molto toccati dai riferimenti ai campi di concentramento polacchi e alle camere a gas polacche apparsi sulle principali testate giornalistiche europee. Tali riferimenti sono semplicemente inesatti e profondamente offensivi nei confronti della nazione polacca. Questo era l’unico motivo del mio emendamento.

 
  
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  Presidente. – Onorevoli colleghi, abbiamo un emendamento che è stato presentato e alcuni emendamenti orali. Non riapriremo un dibattito sui concetti fondamentali della questione.

 
  
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  Ludford (ALDE).(EN) Signor Presidente, sono in grado di far luce sull’equivoco dell’onorevole Cohn-Bendit. A mio avviso, l’emendamento n. 1, presentato dal gruppo UEN, consiste esclusivamente nel sostituire l’espressione “di Hitler” con “tedeschi”. L’emendamento n. 1/riv è stato ritirato perché non è stato accolto dai servizi. Ritengo che l’onorevole Cohn-Bendit si riferisca a quest’ultimo – se mi si consente l’espressione, un gruppetto di persone sta creando parecchia confusione perché non ha prestato attenzione ai dettagli. L’emendamento n. 1/riv è stato ritirato, perciò la questione circa l’eliminazione di parole quali “omosessuali” non è più in discussione. Ora ci stiamo occupando dell’emendamento orale presentato dal gruppo PPE-DE e poi ci soffermeremo sull’emendamento proposto dal gruppo UEN – che a quanto pare l’onorevole Schulz sta nuovamente modificando –, ma non affronteremo il resto dell’emendamento rivisto del gruppo UEN, al quale penso si riferisca l’onorevole Cohn-Bendit.

 
  
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  Swoboda (PSE).(DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che chiunque in quest’Aula concordi sul fatto che tutti coloro che hanno preso parte a questo crimine – fossero essi tedeschi, austriaci o di altre nazionalità – vadano condannati, concetto che viene trasmesso dall’espressione “Germania nazista”. Il nocciolo della questione è la responsabilità di tutte le persone coinvolte, ed è su tale responsabilità che dobbiamo richiamare l’attenzione dei cittadini. Chiedo pertanto che ora abbia luogo la votazione e che i deputati riflettano sulla questione ancora una volta. Il punto non è se le persone coinvolte fossero tedeschi o non tedeschi; ciò che conta è che ci riferiamo a tutte le persone legate al regime criminale della Germania nazista. Questo è il succo dell’emendamento dell’onorevole Schulz, cui l’onorevole Poettering ha accordato il proprio sostegno.

(Applausi)

 
  
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  Landsbergis (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, dopo così tante conferme e tanta solidarietà in relazione agli emendamenti, le chiedo di accogliere un piccolissimo emendamento orale all’ultima riga del considerando A, di sole due parole. Dopo il riferimento al ricorso alla violenza sulle persone a causa della loro razza, origine etnica, religione, va inserito “classificazione sociale”. Il motivo di tale richiesta è che vogliamo ribadire che l’Europa non deve dimenticare la propria storia. Milioni di persone sono stati privati di ogni diritto, compresa la vita stessa, per motivi sociali, la soluzione finale con i “nemici di classe”.

“Classificazione sociale” è una formulazione molto moderata e chiedo sostegno a queste due parole sulla base della storia.

 
  
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  Muscardini (UEN). – Signor Presidente, vorrei solo dire l’on. Ludford aveva ragione e che la sua interpretazione era corretta. Tuttavia, lei non mi ha permesso di intervenire. E’ evidente che in questo Parlamento ci sono riserve mentali e discriminazioni. L’on. Cohn-Bendit non aveva capito niente di quello che diceva, visto che faceva riferimento a un emendamento che non era stato presentato in Aula. Vorrei che il nostro gruppo fosse rispettato al pari degli altri, altrimenti i razzisti sono quelli che parlano a sproposito.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Muscardini, a questo punto non stiamo più discutendo dei concetti di fondo. Stiamo votando gli emendamenti. Perciò andiamo avanti con la procedura.

 
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