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Mercoledì 8 giugno 2005 - Strasburgo Edizione GU

Relazioni transatlantiche
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  Cem Özdemir, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche il mio gruppo si compiace poiché, dopo l’era glaciale che per un certo periodo era calata sulle relazioni transatlantiche, la situazione si sta decisamente normalizzando. Credo L’Unione europea e gli Stati Uniti debbano comprendere quanto hanno bisogno l’una degli altri, se veramente intendono difendere i valori comuni e diffonderli in tutto il mondo. Ne discende la grande importanza che assumerà il Vertice transatlantico, poiché speriamo ci consenta di progredire in questo senso.

Vorrei anche aggiungere che sono lieto che i nostri partner americani non abbiano mostrato alcun compiacimento per le nostre sfortune, dopo la mancata approvazione della Costituzione europea in Francia e nei Paesi Bassi. Sono convinto che molti di noi si aspettavano una reazione diversa, e quindi questo gesto deve essere considerato un buon segno.

Vi sono, tuttavia, alcune imperfezioni nella proposta di risoluzione, nella versione attuale, ed è per questo motivo che il mio gruppo ha presentato alcuni emendamenti che ora vi spiegherò brevemente. Un settore a cui è stato fatto riferimento riguarda il cambiamento climatico. Proprio oggi leggiamo sulle cronache dei giornali che neppure Tony Blair è riuscito a convincere gli Stati Uniti a fare concessioni su questo punto. E’ deplorevole che gli amici americani stiano ancora bloccando la strada verso un’efficace protezione contro i cambiamenti climatici, in un periodo in cui stiamo prendendo coscienza del forte legame tra la lotta alla povertà e la difesa dal cambiamento climatico.

Per concludere, vorrei soffermarmi sui diritti umani e sul diritto internazionale. Negli Stati Uniti il senatore Biden ha più volte dichiarato che per tutelare l’immagine pubblica dei partner americani occorre chiudere il campo di prigionia di Guantánamo. Di recente, oltretutto, ci è giunta notizia dell’ammutinamento dei prigionieri di Abu Ghraib. Questi due campi, insieme ad altri campi illegali nel mondo, devono essere chiusi il più rapidamente possibile, perché sono una vergogna e sono contrari alla logica dei valori degli Stati Uniti.

Se intendiamo contrastare la povertà, ritengo sia assolutamente fondamentale non tornare a competere per chi fa più investimenti negli armamenti. Non permettiamo che la nostra epoca sia caratterizzata da nuovi primati di spesa per il riarmo: dobbiamo, al contrario, fare tutto il possibile per tener fede alle nostre responsabilità dinanzi al mondo intero.

 
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