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Giovedì 1 dicembre 2005 - Bruxelles Edizione GU

Sviluppi in Slovacchia per quanto riguarda la situazione delle forze di polizia
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  Angelika Beer, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, Commissario Kovács, il mio gruppo – i Verdi – era favorevole a tenere oggi questo dibattito. Abbiamo adottato questa linea a causa delle informazioni ricevute dalla Slovacchia, di cui siamo in possesso da giugno, in modo particolare dalla “confederazione europea di polizia”. E’ perché siamo molto preoccupati per quella che non consideriamo una questione interna per la Slovacchia che vi esortiamo a esaminare tali accuse quanto prima. Rendere la polizia slovacca soggetta alla giurisdizione militare è in evidente contrasto con quanto stabilito dal Consiglio d’Europa, per non citare l’etica della polizia. Trattare la polizia e i militari allo stesso modo costituisce una violazione della Convenzione di Ginevra e della Convenzione delle Nazioni Unite.

Lo status civile per le forze di polizia rappresenta uno dei risultati raggiunti dalla democrazia; è un qualcosa per cui abbiamo lottato, in particolare nei Balcani, dove la polizia è stata coinvolta in azioni militari durante i conflitti etnici. Se dobbiamo credere alle relazioni che abbiamo ricevuto, sarà necessario chiedere al governo slovacco – nonché al parlamento del paese – di ribaltare l’incauta decisione che rappresenta un regresso a un’era e a un tipo di politica che non è compatibile con i principi democratici europei, e di ritornare alla comunità democratica.

Anche gli agenti di polizia hanno il diritto di dimostrare! La loro libertà di manifestare è emblematica della libertà della nostra società e della democrazia. E’ per questa ragione che chiediamo alla Commissione di esaminare le accuse senza ritardi e di esprimere la sua posizione sulle stesse.

 
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