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Procedura : 2005/2085(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A6-0375/2005

Discussioni :

PV 17/01/2006 - 6
CRE 17/01/2006 - 6

Votazioni :

PV 17/01/2006 - 7.8
CRE 17/01/2006 - 7.8
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2006)0007

Resoconto integrale delle discussioni
Martedì 17 gennaio 2006 - Strasburgo Edizione GU

6. Sviluppare l’agenda per la politica estera comunitaria in materia di aviazione – Relazioni con la Russia e la Cina nel settore del trasporto aereo
Processo verbale
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta,

– la relazione (A6-0403/2005), presentata dall’onorevole Saïd El Khadraoui a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sullo sviluppo dell’agenda per la politica estera comunitaria in materia di aviazione [2005/2084(INI)] e

– la relazione (A6-0375/2005), presentata dall’onorevole Roberts Zīle a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sulle relazioni con la Federazione russa e la Cina nel settore del trasporto aereo [2005/2085(INI)].

 
  
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  Saïd El Khadraoui (PSE), relatore. – (NL) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli parlamentari, desidero innanzi tutto ringraziare i relatori ombra degli altri gruppi per la buona cooperazione. Anche se le nostre vedute non sono sempre state coincidenti, penso davvero che siamo riusciti a metterci d’accordo sull’essenziale. In questo modo contribuiremo a una strategia europea su un tema la cui importanza non potrà che aumentare nel prossimo futuro.

Come è noto, la discussione è scaturita dalla famosa sentenza “cieli aperti” della Corte di giustizia del 2002, da cui si evince che la Comunità europea ha una competenza esclusiva in materia di servizi aerei internazionali, più specificamente in materia di sistemi di prenotazione automatica, prezzi dei biglietti intracomunitari e distribuzione degli slot o dei diritti di atterraggio. Tutti gli accordi di aviazione bilaterali tra gli Stati membri e i paesi terzi devono essere allineati alla sentenza, con la conseguenza che almeno 2 000 accordi di aviazione in tutta l’Unione dovranno essere oggetto di revisione.

Si può procedere in due modi. Gli Stati membri possono incaricarsi di negoziare in via bilaterale con i paesi terzi per adeguare gli accordi bilaterali al diritto comunitario (58 accordi sono stati armonizzati secondo tale modalità), oppure i negoziati possono essere condotti a livello comunitario sulla base del cosiddetto “mandato orizzontale”. A tutt’oggi 22 paesi hanno già accettato accordi orizzontali con la Comunità, in virtù dei quali sono stati adattati 327 accordi bilaterali. Il totale è dunque di 385 accordi, il che significa che rimane ancora molto cammino da percorrere per modificare tutti i 2 000 accordi.

Nella mia relazione sostengo che tutti gli accordi bilaterali devono essere resi conformi alla sentenza “cieli aperti” quanto prima, allo scopo di evitare l’incertezza giuridica. A titolo personale prediligo gli accordi comunitari, in quanto un unico blocco di negoziati basta per sostituire, in un sol colpo, tutti gli accordi bilaterali vigenti con un dato paese. Dopo tutto, la Comunità europea può esercitare un peso molto maggiore in sede negoziale rispetto a un singolo Stato membro, ma ciò richiede una visione comune e coesa.

Mi preme sottolineare che dovremmo concludere al più presto accordi con i nostri partner principali e con i paesi in espansione, quali la Cina, gli Stati Uniti e la Russia, senza dimenticare i nostri vicini prossimi. Ciò è importante per motivi economici ma anche politici, come pure in termini di aviazione – e qui penso alla sicurezza. Questo è il motivo per cui abbiamo presentato un emendamento sull’argomento per la votazione odierna.

Quando si concludono accordi comunitari, è cruciale che la Comunità europea consideri tre fattori principali. Primo, gli accordi devono essere equilibrati ed è importante la reciprocità dell’accesso al mercato dell’altra parte. Ciò significa che occorre tenere presente aspetti quali: i diritti di atterraggio, i diritti di cabotaggio, la parità dei diritti di stabilimento e proprietà e gli aiuti di Stato. Ho presentato un emendamento prima della seduta odierna per garantire che la questione degli aiuti di Stato sia aggiunta alla lista. Non è un fattore trascurabile, alla luce delle misure di sicurezza più rigorose imposte a tutte le compagnie aeree negli Stati Uniti in seguito all’11 settembre, laddove il governo statunitense finanzia le compagnie aeree statunitensi ma non le altre, il che configura una distorsione della concorrenza.

In secondo luogo, la mia relazione sottolinea che l’apertura dei mercati dovrebbe sempre essere preceduta dalla convergenza delle normative e il necessario grado di liberalizzazione deve accompagnarsi a condizioni eque e competitive. L’Unione europea sta elaborando, o ha già emanato, una regolamentazione sulle questioni sociali attinenti la sicurezza, l’ambiente, gli aiuti di Stato e la concorrenza. E’ inaccettabile che tali standard elevati siano erosi dall’avvento di operatori di mercato tenuti a rispettare regole meno severe. Certamente negli accordi “cieli aperti”, in forza dei quali le compagnie aeree dell’Unione europea e dei paesi terzi potrebbero ottenere una reciprocità di accesso al mercato dell’altra parte senza restrizioni, è cruciale che le norme legislative per le due parti siano omogenee. Diversamente si finirebbe per ottenere una distorsione della concorrenza, mentre esiste altresì il rischio della rilocalizzazione, per cui le compagnie aeree europee si trasferirebbero verso paesi nei quali si applicano regole meno rigide. Per tale motivo ho presentato alla mia relazione un emendamento per includere la convergenza delle norme sulla sicurezza, gli aiuti di Stato e la concorrenza, così che la convergenza regolamentare possa compiersi anche in questi ambiti. Se non si riuscisse a concludere un accordo “cieli aperti”, si chiederebbe alla Commissione di mettere a punto meccanismi equi e trasparenti per la ripartizione dei diritti di traffico tra gli Stati membri.

Terzo e ultimo: la Commissione, durante i negoziati, dovrebbe anche consultare e informare tutte le parti in causa nell’industria dell’aviazione e il Parlamento europeo circa i molti accordi di aviazione nuovi che saranno conclusi tra l’Europa e il resto del mondo nei prossimi anni.

Questi tre fattori importanti sono presenti anche nella relazione Zīle sulla Russia e la Cina. Anche in tale contesto si deve applicare il principio della reciprocità. Devono essere aboliti i diritti elevati che la Russia impone per il sorvolo della Siberia. L’Asia, dopo tutto, sta acquisendo crescente importanza e la rotta più breve per raggiungerla continua ad essere quella che sorvola la Federazione russa. Pertanto, l’onorevole Zīle merita tutto il nostro appoggio.

 
  
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  Roberts Zīle (UEN), relatore. – (LV) Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzi tutto desidero ringraziare i relatori ombra e coloro che hanno presentato proposte sulla relazione della Commissione europea; ritengo che ciò abbia consentito alla commissione per i trasporti e il turismo di ottenere un buon risultato. Perseguivamo tutti un obiettivo comune: fornire ai funzionari della Commissione europea che stanno conducendo i colloqui con la Russia e la Cina un contributo su cui lavorare e, ovviamente, anche inviare un segnale politico al Consiglio per la concessione del mandato. In tali termini siamo altrettanto riusciti, secondo me, a formulare una posizione molto chiara sulle questioni più importanti.

Quanto alle relazioni con la Cina, tenuto conto della rapida crescita del mercato cinese dell’aviazione – tra dieci anni, ad esempio, la Cina sarà il maggiore mercato per i voli cargo in Asia – nel nostro lavoro ci siamo orientati a svariati principi. Primo, è necessario un celere progresso per concludere un accordo di aviazione complessivo tra Unione europea e Cina. Secondo, l’accordo dovrebbe certamente basarsi su un accordo orizzontale. Come ha già affermato il collega El Khadraoui, auspicheremmo uno sviluppo accelerato delle relazioni con la Cina su questa base. Terzo, contestualmente alla preparazione di un accordo complessivo, gradiremmo un’estensione del mandato affinché esso copra anche i requisiti per le infrastrutture di sicurezza degli aeroporti e per la qualità del controllo del traffico aereo in Cina. Quarto, la relazione poneva una particolare enfasi sulla necessità di ottenere un risultato immediato nell’ambito del trasporto aereo cargo, che consenta alle compagnie europee di competere anticipatamente sul mercato del cargo asiatico, che potenzialmente è il maggiore in Asia.

Riguardo alla Russia, l’aspetto più importante è che la commissione per i trasporti e il turismo ha reputato totalmente inaccettabile la pratica in virtù della quale ogni anno la Russia, contravvenendo alla Convenzione di Chicago di cui è parte, esige dalle compagnie aeree dell’Unione europea oltre 250 milioni di euro per il sorvolo della Siberia. La maggior parte di tale denaro è reinvestita nella compagnia aerea russa Aeroflot, che di conseguenza realizza un utile di 100 milioni di dollari l’anno ed è in grado di detenere circa il 38 per cento del mercato del trasporto aereo tra Unione europea e Russia.

Sono lieto che i miei colleghi della commissione per i trasporti e il turismo abbiano considerato che la Commissione europea dovrebbe essere più rigida nei negoziati con la Russia, sia nel contesto dell’Organizzazione mondiale del commercio sia per i progetti di modernizzazione dell’aviazione. Dal nostro punto di vista, è inaccettabile che tali pagamenti continuino come oggi e in modo assolutamente non trasparente fino al 2013. Inoltre, per molte compagnie aeree europee il fatto di versare questi diritti crea ostacoli discriminatori nell’acquisizione di quote del mercato cinese di cui sopra. La formulazione nel progetto di risoluzione è addirittura più incisiva – per il Parlamento europeo è inaccettabile qualunque altro regime di prelievi in sostituzione dei diritti di sorvolo della Siberia. Nella commissione per i trasporti e il turismo abbiamo anche considerato che nei colloqui tra Unione europea e Russia tutte le compagnie aeree dell’Unione europea devono ottenere uno status giuridico paritario non discriminatorio, così da consentire loro di acquisire diritti permanenti di decollo e atterraggio negli aeroporti russi.

Infine, la nostra commissione vorrebbe avere accesso a maggiori informazioni sui negoziati e sul loro status, il che conferirebbe al Parlamento europeo l’opportunità di difendere meglio gli interessi europei – sia delle compagnie aeree sia dei cittadini – nella sfera dei mercati dell’aviazione di altri paesi.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. FRIEDRICH
Vicepresidente

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. – (FR) Signor Presidente, onorevoli parlamentari, desidero ringraziare sentitamente gli onorevoli El Khadraoui e Zīle per il lavoro svolto e per lo spirito di cooperazione che ha presieduto ai nostri lavori. Ringrazio inoltre i membri della commissione per i trasporti e il turismo per essersi tanto impegnati in questo dibattito importante. Preciso, signor Presidente, che questa discussione capita proprio al momento opportuno, posto che proprio nel corso del 2006 dovrò preparare i nuovi accordi aerei. E’ stato molto utile che il Parlamento mi abbia fornito chiarimenti sulla politica estera della Comunità nell’ambito del trasporto aereo. Le due relazioni costituiscono realmente un importante contributo al dialogo interistituzionale sull’azione comunitaria in materia.

La Comunità, negli ultimi venti anni, ha visto crescere le proprie responsabilità nel settore dell’aviazione. Gli Stati membri hanno abbattuto le frontiere dei loro mercati nazionali per creare ora un solo mercato – il mercato comunitario – che si basa, d’ora in poi, su un insieme completo di regole comuni, anche nei settori della sicurezza e della gestione del traffico aereo. Tale Comunità di diritto è il fondamento di un mercato che, col passare degli anni, è diventato sempre più importante. Contiamo ormai 600 milioni di passeggeri e 60 milioni di tonnellate di merci trasportate ogni anno.

Passare da un sistema bilaterale tra Stati a un sistema di accordi negoziati a livello comunitario offre prospettive inedite e significative, grazie alle opportunità che il grande mercato europeo riserva e grazie alle possibilità di sviluppare la cooperazione nella Comunità. Questo passaggio da un sistema bilaterale a un sistema comunitario costituisce altresì una necessità giuridica affinché sia riconosciuta e rispettata la nostra regolamentazione nel settore dell’aviazione.

La relazione El Khadraoui affronta una serie di tematiche centrali della nostra politica. Innanzi tutto, l’importanza di procedere verso l’allineamento degli accordi bilaterali che, in seguito ai pronunciamenti della Corte, hanno carattere di incertezza giuridica. Onorevole El Khadraoui, ci siamo impegnati in quest’impresa al fianco degli Stati membri, in uno spirito di stretta cooperazione e utilizzando tutte le leve che la politica esterna dell’Unione europea ci offre.

In secondo luogo, lei ha sottolineato, e la ringrazio, la necessità di rispettare sempre questo duplice obiettivo: l’apertura dei mercati e la convergenza delle norme. La priorità accordata alla convergenza normativa consente di sviluppare le nostre attività internazionali e le attività internazionali della nostra industria in un clima di concorrenza sana e leale. Occorre perseguire questi due binari in parallelo. E’ una scommessa sull’efficacia e la credibilità della Comunità nei negoziati.

Infine, questa cooperazione normativa deve appoggiarsi, nella misura del possibile, sulla cooperazione tecnica, per assicurare un elevato livello di convergenza negli ambiti cruciali quali la sicurezza, senza dimenticare, evidentemente, i problemi ambientali e sociali che formano parte del nostro modello sociale europeo.

Con il sostegno del Parlamento continueremo a chiedere nuovi mandati di negoziazione. L’integrazione dell’Ucraina nello spazio europeo, un accordo con l’Australia e il Cile, l’avvio di negoziati con la Cina e l’India saranno le priorità per il 2006.

La Cina e la Russia sono oggetto di due comunicazioni della Commissione sulle quali si basa la relazione Zīle. Comincio dalla Russia e dalla questione del sorvolo della Siberia. Vi ringrazio per il sostegno e per le richieste assai legittime. Siamo determinati a porre fine al prelievo di diritti che sono ovviamente al di fuori di qualunque regola internazionale, e prima di prevedere un accordo globale con la Russia in materia di aviazione dovremo risolvere tale questione specifica, tenendo conto altresì della volontà della Russia di aderire all’OMC. Da qualche mese ho intensificato il ritmo dei negoziati con il governo russo. Il tema è stato sollevato durante il Vertice Unione europea-Russia in ottobre, in seguito a una lettera del Presidente Barroso al Presidente Putin. Ho tenuto due riunioni con il ministro russo dei Trasporti, Igor Levitin, durante le quali ho molto insistito sull’urgenza di trovare una soluzione. La nostra posizione è ferma: chiediamo al governo russo di istituire un sistema trasparente e non discriminatorio per ridurre progressivamente i prelievi entro il 2013, data convenuta nel 2004 tra il governo russo e la Commissione. Infine chiediamo di sopprimere le restrizioni quantitative per il sorvolo della Siberia da parte delle compagnie aeree europee. In mancanza di reazioni sufficienti da parte del governo russo in questa fase, occorrerà affrontare la questione a tutti i livelli. E’ necessario che si trovi una soluzione prima che la Russia entri nell’OMC.

Quanto alla Cina, un mercato in piena crescita, i vantaggi di un approccio comunitario sono evidenti, come ha dimostrato l’onorevole Zīle. La prospettiva di un accordo con la Cina è fondamentale per gli operatori europei nel lungo termine. Il nostro atteggiamento nei riguardi della Cina deve però essere graduale e metodico, allo scopo di rafforzare la nostra cooperazione, sviluppando un livello di convergenza normativa accettabile per la nostra industria. La prima fase dei negoziati deve necessariamente essere consacrata al miglioramento del quadro di regolamentazione e alle condizioni della gestione commerciale. Le nostre compagnie subiscono restrizioni ingiustificate che occorre abolire senza indugio. Questi aspetti legati al “doing business” saranno la nostra priorità.

In ogni caso, signor Presidente, tengo molto a ringraziare il Parlamento europeo per il suo contributo alla riuscita di questi importanti negoziati, che permetteranno all’Unione europea di ampliare le possibilità della sua industria del trasporto aereo, la quale – credo – ha il merito di creare posti di lavoro in Europa e di mostrare il volto di un’Europa particolarmente dinamica e di un’Europa dove lo sviluppo dei trasporti si accompagna a una grande sicurezza e a una grande qualità dei trasporti. Ringrazio ancora una volta gli onorevoli El Khadraoui e Zīle e la commissione parlamentare.

 
  
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  Zsolt László Becsey, a nome del gruppo PPE-DE. – (HU) Signor Presidente, esprimo il mio apprezzamento al relatore, onorevole El Khadraoui, per il suo lavoro estremamente approfondito. La commissione per i trasporti e il turismo ha accolto la sua relazione come un compromesso adeguato. Pertanto, a titolo personale e a nome del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e Democratici europei, desidero manifestare l’opinione che la relazione corrisponde sostanzialmente alla posizione del Parlamento.

Nello stabilire i principi generali abbiamo giustamente sottolineato che quando, ai sensi della sentenza della Corte, una questione è di competenza della Comunità, qualunque discriminazione tra partner all’interno della Comunità deve, da un lato, essere esclusa pragmaticamente e, dall’altro, si dovrebbero concludere, nella misura del possibile, accordi “cieli aperti”. Gli accordi bilaterali in vigore ora possono essere armonizzati utilizzando questo duplice approccio.

Allo stesso tempo, rimane da decidere come distribuire tra gli Stati membri il numero di voli che ora saranno negoziati con i partner stranieri, nel caso in cui il numero dei voli sia limitato. La Commissione dovrà presentare subito al Parlamento un documento su tale questione delicata.

Oltre a ciò ritengo che nell’approccio di Commissione e Parlamento si ritrovi un ulteriore principio importante che sottolinea la necessità di una maggiore armonizzazione tecnica con i partner esterni. In questo modo possiamo contribuire principalmente a mantenere la sicurezza aerea, la pietra angolare della nostra politica estera, e indirettamente possiamo facilitare la realizzazione delle priorità ambientali e di concorrenza.

Tuttavia, non condivido le proposte di estendere i diritti sociali europei o principalmente degli Stati membri agli accordi conclusi con paesi terzi e agli aeromobili che volano sotto la bandiera di altre nazioni. Essi devono rispettare le disposizioni del diritto del lavoro e gli standard di sicurezza e concorrenza applicabili a livello internazionale. Qualunque altra cosa in più, anche all’interno dell’Unione europea, non farebbe che aumentare l’inutile campagna di pubblicità contro i nuovi Stati membri, con il pretesto dell’inesistente dumping sociale.

Sono altresì contrario alla tassazione del trasporto aereo per motivi di protezione ambientale, poiché, da un lato, non esiste un regolamento internazionale obbligatorio al riguardo e, dall’altro, questo settore competitivo deve finanziare le proprie attività, inclusi gli aeroporti, con le entrate che produce. La migliore protezione ambientale è garantire lo sviluppo della sicurezza tecnica, non imporre nuovi oneri fiscali. Abbiamo accettato soltanto l’inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni nel contesto di un compromesso, ma la tassazione diretta è fuori questione.

In qualità di deputato di un nuovo Stato membro, mi pare particolarmente importante che le regioni vicine, i Balcani e i grandi partner commerciali come la Cina e gli Stati Uniti godano di una priorità. Infine, desidero affermare che per garantire la trasparenza dei negoziati il Parlamento dovrebbe essere coinvolto a titolo permanente nei cicli negoziali.

 
  
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  Bogusław Liberadzki, a nome del gruppo PSE.(PL) Signor Presidente, desidero innanzi tutto affermare che gli onorevoli Zīle e El Khadraoui hanno entrambi presentato relazioni eccellenti, di cui sono loro grato. Il fatto che esse siano discusse congiuntamente è anche una buona notizia, in quanto tale discussione offrirà un’idea della nostra politica in materia di aviazione civile in generale e nei confronti di Cina e Russia in particolare. Questi sono due paesi chiave in termini economici, politici e demografici e sono anche paesi nei quali l’aviazione si sta sviluppando a un ritmo rapidissimo.

La relazione presentata dall’onorevole El Khadraoui ci offre una base per una politica comune europea in materia di aviazione nei confronti del resto del mondo. Ciò metterà l’UE in una posizione di maggiore forza, e il mio gruppo è assolutamente favorevole a tale approccio. L’onorevole Zīle sottolinea nella sua relazione che la commissione per i trasporti e il turismo non ha avuto accesso al mandato negoziale anticipatamente; posso assicurare il Commissario che si chiederà alla Commissione di essere più aperta nei confronti del Parlamento rispetto ai mandati negoziali.

Riteniamo che la posizione sulla Russia tratteggiata nella relazione del Parlamento sia “amichevole ma ferma”, e sono lieto che anche il Commissario abbia espresso il suo sostegno a tale impostazione. Siamo completamente d’accordo con le richieste relative alle norme di qualità dei servizi, alla protezione ambientale, alle attrezzature tecniche per gli aeroporti e al controllo del traffico aereo, incluse le questioni attinenti la sicurezza. Siamo fondamentalmente contrari ai diritti di sorvolo sulla Siberia e riteniamo che la questione dovrebbe essere risolta unitamente agli altri temi che saranno negoziati con la Russia.

Ci preme sottolineare che occorre osservare il principio di reciprocità anche nelle relazioni con la Russia e la Cina. Ciò vale in modo particolare quando si discutono le regole intese a garantire condizioni omogenee per la concorrenza nel settore dell’aviazione per gli Stati membri dell’UE e anche per gli operatori russi e cinesi.

Pertanto sono estremamente favorevole all’approvazione delle due relazioni, i cui autori meritano i nostri ringraziamenti per il lavoro svolto. Mi compiaccio che le posizioni della Commissione, del Commissario e del Parlamento coincidano sotto molti punti di vista.

 
  
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  Eva Lichtenberger, a nome del gruppo Verts/ALE.(DE) Discutendo di queste due relazioni ci siamo resi conto del fatto che il trasporto aereo è uno dei settori più importanti, e ha rilevanti effetti sulla crescita economica.

Due sono i temi emersi con particolare intensità: la sicurezza aerea e, naturalmente, anche la questione della protezione dell’ambiente. Nell’ambito della sicurezza aerea è urgentemente necessaria la reciprocità dei diritti d’ispezione, anche nell’ambito SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft Programme), e abbiamo bisogno anche della formazione del personale di controllo e dello scambio di informazioni con i paesi terzi – un aspetto importante in prospettiva, del quale abbiamo già discusso in questa sede.

Tuttavia, occorre ricordare che il ruolo svolto dal trasporto aereo nel mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto ha una sua rilevanza. Se non si agirà, il trasporto aereo esaurirà da solo tutti i margini nel settore delle emissioni previsti dal Protocollo di Kyoto e creati con le riduzioni negli altri settori. Ciò significa che l’industria ha ridotto le emissioni, le famiglie hanno ridotto le emissioni e il trasporto aereo le consumerà, se noi non interverremo. Pertanto rimane aperto il dibattito sulle possibili misure, che possono essere di natura fiscale oppure riguardare il commercio di emissioni. E’ una questione di cui dobbiamo occuparci se prendiamo sul serio Kyoto.

Al contempo dobbiamo tematizzare, anche a livello internazionale, le questioni dell’inquinamento acustico e dei divieti regionali di volo notturno e impedire il dumping sociale. Nell’ambito dei “cieli aperti”, però, è necessario che l’Europa parli con una sola voce e con consapevolezza – in questo senso si sono già compiuti passi importanti – affinché si affermi l’equilibrio e non vi sia una nazione o un gruppo di nazioni che nella concorrenza globale beneficia di vantaggi che altri non hanno.

 
  
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  Vladimír Remek, a nome del gruppo GUE/NGL.(CS) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, l’aviazione, in generale, è un mio interesse da una vita, per non dire una passione, dato che ho cominciato a volare ormai 40 anni fa. Sono sempre stato orgoglioso, e continuo a esserlo, del fatto che questo campo dell’attività umana – mi riferisco in particolare al trasporto aereo – può servire come un esempio di ampia ed efficace cooperazione internazionale, a prescindere dalle differenze ideologiche. Tra le altre cose, questo garantisce che il trasporto aereo sia una delle forme di trasporto più sicure.

Soprattutto per questi motivi sarò lieto, tutto sommato, di votare oggi a favore delle due relazioni, il cui obiettivo è accelerare la cooperazione internazionale, fatto che contribuirà a rendere l’aviazione migliore, più sicura e più efficiente. Tuttavia non posso appoggiare una delle due relazioni laddove raccomanda di bloccare l’adesione della Russia all’OMC a causa, tra le altre cose, della mancata abolizione dei diritti di sorvolo sulla Siberia. Sia ben inteso: non difendo tali diritti in quanto tali, poiché non costituiscono una soluzione logica. Tuttavia, dal mio punto di vista, è intollerabile che si faccia ricorso a una sorta di minaccia contro un paese sovrano e che si elimini un ostacolo per sostituirlo con un altro, a mio parere ancora più grave. Sono a favore di negoziati duri e trasparenti, ma pur sempre negoziati.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, desidero esprimere il mio apprezzamento per il lavoro dei relatori e congratularmi con loro.

E’ una buona notizia che la proposta dell’UE per una politica comune in materia di aviazione tenga conto delle preoccupazioni economiche, tecniche, giuridiche, sociali e ambientali, senza trascurare i criteri di sicurezza. L’importanza di questi ultimi si palesa in modo particolare in caso di incidenti, cattive condizioni meteorologiche o scioperi, e in concomitanza di un’escalation della minaccia terrorista. Aggiungo che i passeggeri non devono essere considerati alla stregua di un male necessario quando tali circostanze si verificano – come invece, purtroppo, accade oggigiorno.

Vorrei soffermarmi brevemente su alcune questioni centrali. A fronte della politica dei “cieli aperti”, credo sarebbe utile aumentare il numero di aeroporti negli Stati membri che servono come hub per i voli internazionali. Ciò faciliterebbe enormemente il trasporto di passeggeri e di merci. Laddove opportuno, dovrebbero essere utilizzati fondi dell’UE per modernizzare gli aeroporti, e sono lieto che sia stato fatto un annuncio in tal senso. Secondo, sarebbe necessario offrire ai cittadini UE un livello di servizi equivalente quando effettuano il check-in in un qualunque aeroporto, e lo stesso dovrebbe valere per la cultura dei servizi e i voli con destinazioni al di fuori dell’UE. Terzo, dovrebbe essere garantita l’esistenza di condizioni adeguate per i passeggeri disabili che utilizzano il trasporto aereo all’interno e all’esterno dell’UE, e, di fatto, abbiamo tenuto una discussione al riguardo soltanto qualche settimana fa. Quarto, la Comunità nel suo complesso dovrebbe essere coinvolta nei negoziati su temi quali i diritti di sorvolo sul territorio russo, diritti che dovrebbero essere aboliti senza indugio. Quinto, vorrei suggerire che tutti gli aerei utilizzati dalle compagnie UE, a prescindere dal paese in cui sono stati fabbricati, utilizzino soluzioni tecnologiche simili per la sicurezza dei passeggeri.

Concludo affermando che i vettori dovrebbero essere incoraggiati a cooperare di più tra loro; tale cooperazione dovrebbe riguardare la flessibilità delle tariffe e degli orari, poiché l’obiettivo dovrebbe essere quello di fare in modo che i passeggeri si sentano al centro delle attività dei vettori e non un fastidioso peso, come talvolta accade.

 
  
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  Luis de Grandes Pascual (PPE-DE).(ES) Signor Presidente, signor Commissario per i trasporti, onorevoli colleghi, intervengo come relatore del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e Democratici europei per la relazione concernente i rapporti tra l’Unione europea e la Russia e la Cina in materia di trasporto aereo. Vorrei ribadire in quest’Aula le conclusioni già formulate a suo tempo in sede di commissione per i trasporti e il turismo.

In primo luogo, desidero congratularmi con i due relatori, gli onorevoli El Khadraoui e Zīle. Credo, onorevole Zīle che il suo lavoro sia stato assolutamente positivo, in quanto ha consentito a tutti i gruppi parlamentari di cogliere la portata della proposta e la necessità di creare un autentico spazio aereo comune per consolidare la nostra posizione nel mondo. L’Unione europea deve allacciare rapporti con i suoi partner, tra cui Russia e Cina.

Onorevoli colleghi, la Russia costituisce una priorità per l’Unione europea, non soltanto come paese vicino, bensì per una serie di motivi intrinseci, tanto sul piano economico quanto sul piano politico. Dato che il 75 per cento del traffico esterno di passeggeri è diretto verso l’Unione europea, essa dovrebbe essere capace di presentare ai nostri interlocutori russi una proposta che contempli in futuro un accordo globale nel settore dell’aviazione, il quale, ben inteso, deve svilupparsi per fasi e dopo che sarà stata risolta la problematica del pagamento dei diritti di sorvolo della Siberia.

Quest’ultimo aspetto, onorevoli colleghi, costituisce un autentico scoglio per l’inizio dei negoziati. Dal nostro punto di vista, l’Unione europea deve mantenere una posizione molto ferma ed esigente di fronte ai nostri partner russi. In tal senso ci congratuliamo per le dichiarazioni pronunciate questa mattina dal Commissario Barrot.

Per quanto riguarda la Cina, siamo altrettanto favorevoli a un accordo globale, posto che le opportunità di mercato che la Cina rappresenta per l’Unione europea sono immense. Si prevede che nei prossimi anni il gigante cinese registri nel settore dell’aviazione commerciale una crescita sostenuta, compresa tra circa il 9 e il 15 per cento. La Cina sta inoltre realizzando un processo di riforma e liberalizzazione del suo settore dell’aviazione, facilitando gli investimenti stranieri e avviando un programma significativo di costruzione di aeroporti.

Nonostante ciò, per iniziare con successo i negoziati con i partner cinesi, la Cina a sua volta deve innanzi tutto concludere un accordo orizzontale con l’Unione europea e deve risolvere la problematica del sorvolo della Siberia, passaggio obbligatorio per le compagnie europee che volano in Cina.

 
  
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  Jörg Leichtfried (PSE).(DE) Signor Presidente, signor Vicepresidente, onorevoli colleghi, innanzi tutto desidero cogliere l’occasione per congratularmi sentitamente con i relatori per il loro lavoro. Penso che la riforma del trasporto aereo internazionale debba anche offrire l’opportunità per creare uno spazio aereo comune con standard uniformi.

Aspetti quali l’efficienza e la sicurezza dei voli non sono soltanto un contributo alla politica di vicinato dell’Unione, corrispondono anche fortemente ai nostri interessi. Pertanto, ai fini della sicurezza di noi tutti, è fondamentale che nei nuovi accordi aerei con i paesi terzi siano obbligatoriamente inclusi standard omogenei per la sicurezza aerea. Soltanto così si potranno evitare in futuro catastrofi aeree e si potrà garantire un livello di sicurezza uniformemente elevato.

Viceversa dobbiamo anche considerare la possibilità di offrire assistenza ai paesi che non sono in grado di rispettare gli standard tecnici. Ciò che conta non è soltanto il rispetto di norme comuni nell’ambito della sicurezza aerea, bensì anche e soprattutto nel settore della politica sociale e ambientale.

Negli accordi bilaterali attualmente vigenti sono pochissimi, per non dire nulli, i riferimenti a tali norme. L’apertura del mercato del trasporto aereo non può assolutamente avvenire a scapito dei lavoratori, che nei paesi terzi potrebbero essere impiegati a condizioni previdenziali meno severe. Una simile situazione significherebbe anche un notevole rischio per la sicurezza, se questi lavoratori dovessero operare in condizioni intollerabili. Applicando le medesime regole a tutti gli operatori sul mercato, il dumping sociale a spese della sicurezza del volo non avrebbe futuro.

 
  
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  Georg Jarzembowski (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Vicepresidente, onorevoli colleghi, naturalmente mi associo ai colleghi del mio gruppo che mi hanno preceduto nel ringraziare i due relatori.

Desidero soffermarmi in particolare su un punto. E’ un fatto assai positivo, e ne sono molto lieto, che vi sia uniformità di vedute sul merito della questione nel Parlamento e con la Commissione. Tuttavia vorrei far notare che non tutti gli Stati membri valutano altrettanto favorevolmente di noi l’idea di una politica unica in materia di aviazione nell’interesse delle nostre compagnie aeree, dei loro dipendenti e dei passeggeri. Alcune compagnie aeree spesso sono più contente se a rappresentarle nelle relazioni con i paesi terzi sono i propri governi nazionali e non la Commissione europea. Pertanto dobbiamo fare attenzione a che i negoziati della Commissione con i paesi terzi, come ad esempio gli Stati Uniti, dimostrino agli Stati membri che una politica europea unica in materia di aviazione è meglio di 25 politiche diverse con i paesi terzi. E’ un aspetto che non dobbiamo mai perdere di vista. Siamo convinti che, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dei passeggeri, sia giusto perseguire una politica unitaria nei confronti dei paesi terzi. Tuttavia ci rimangono ancora da convincere alcuni governi.

 
  
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  Inés Ayala Sender (PSE). (ES) Signor Presidente, desidero innanzi tutto congratularmi con i due relatori, gli onorevoli Zīle e El Khadraoui, al quale rivolgo un apprezzamento particolare per il suo eccellente lavoro, che non solo è assolutamente significativo come pietra miliare nel cammino verso la costruzione dei cieli aperti tra Unione europea e paesi terzi, ma ci consente anche di riflettere ora sui successi ottenuti e sulle sfide ancora aperte che richiedono determinate condizioni di equità sociale e ambientale.

Desidero felicitarmi inoltre con il Commissario, che, con ammirevole diligenza, sta realizzando con successo il mandato comunitario e che, superando progressivamente il bilateralismo obsoleto e sempre meno efficace, ci consente di portare avanti l’iniziativa che spesso aumenta la nostra credibilità nei negoziati per i “cieli aperti” europei. In tal senso il suo specifico riferimento al passaggio da compagnie aeree nazionali a compagnie europee è portatore di grandi speranze.

Sottolineo, tuttavia, alcuni aspetti che ci preoccupano: sostanzialmente il ritardo nell’accordo con gli Stati Uniti. Sappiamo che si tratta di una nota pratica dilatoria nel negoziato: pur credendo di ottenere maggiori vantaggi, alla fine devono accodarsi agli altri. Il Protocollo di Kyoto lo ha dimostrato. La incoraggiamo, pertanto, a mostrare maggiore fermezza a questo riguardo.

D’altro canto desidero insistere sulla necessità di superare il bilateralismo nei negoziati con la Russia e dunque l’inaccettabile politica delle sovrattasse che quest’ultima impone, e che è completamente contraria alla normativa internazionale. Sono esperienze che dovremo ovviamente applicare anche ai negoziati in corso con la Cina.

Allo stesso modo vorremmo che l’Agenzia europea della sicurezza aerea rafforzata trovasse un coordinamento definitivo e non ambiguo con Eurocontrol, per superare l’apparente antagonismo tra i due, che può risultare contraddittorio.

Da ultimo, vorrei dire che, quanto all’attuale applicazione nel quadro degli accordi o al criterio delle norme ambientali e sui diritti sociali, vorremmo che nel negoziato ci si orienti progressivamente verso regole internazionali più vicine alle norme europee più severe, cioè a un’armonizzazione verso l’alto. In tal senso vorrei che il Commissario ci aggiornasse circa lo stato della conversione degli standard JAR OPS in EU OPS, vale a dire tutta la regolamentazione riguardante il tempo di volo e di riposo in seguito all’accordo ottenuto in sede di Consiglio, che ci pare altrettanto importante nel contesto del negoziato sulla politica estera dell’Unione nel settore dell’aviazione.

 
  
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  Manolis Mavrommatis (PPE-DE).(EL) Signor Presidente, la relazione d’iniziativa dell’onorevole Zīle offre una panoramica completa delle relazioni tra Unione europea e Repubblica popolare cinese e Russia nel settore del trasporto aereo. Tuttavia, l’elemento importante è costituito dalle differenze relativamente ai voli sul territorio dei due paesi.

Come giustamente il relatore sottolinea, da un lato abbiamo il processo di sviluppo, modernizzazione e liberalizzazione dell’aviazione civile cinese, che è ampiamente in corso; dall’altro, invece, nel caso della Russia, perdurano problemi, prevalentemente in merito al fatto che, contrariamente alle regole della concorrenza, tutti gli sforzi tesi a gestire e controllare il traffico aereo sono utilizzati per sovvenzionare le compagnie aeree russe.

In entrambi i casi, gli interventi del Commissario Barrot sono considerati catalitici, benché, per il momento, nel secondo caso, il problema persista.

Quanto alla Repubblica popolare cinese, accolgo con favore i progressi da essa compiuti, soprattutto l’adeguamento ai principi della buona cooperazione con l’Unione europea, le cui caratteristiche essenziali sono l’apertura di corridoi aerei decisa dal governo a favore delle compagnie europee allo scopo di servire appieno i passeggeri e i movimenti di merci aumentando il numero dei voli.

In qualità di membro della delegazione per le relazioni tra Unione europea e Repubblica popolare cinese, mi compiaccio della posizione generale del Commissario, soprattutto dell’impegno del Commissario Barrot a favore della conclusione degli accordi sui voli, anche se desidero puntualizzare che, secondo il Parlamento, sarebbe logico avere accesso ai termini del mandato negoziale che la Commissione sta chiedendo al Consiglio in relazione alla Cina.

Infine, concordo con il relatore sul fatto che l’accordo globale con la Russia non dovrebbe essere concluso fintanto che non si sarà trovata una soluzione al problema dei voli sopra la Siberia che preveda l’abolizione dei diritti di sorvolo. Spero che raggiungeremo accordi proporzionati, perché entrambe le parti, la Russia e l’Unione europea, hanno bisogno l’una dell’altra nel quadro degli interessi generali dei nostri popoli.

 
  
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  Ulrich Stockmann (PSE).(DE) Signor Presidente, vorrei formulare tre osservazioni. Primo: pur approvando l’approccio della Commissione, che consiste in una graduale estensione degli accordi comunitari ai paesi terzi, devo dire che gli effetti profondi sull’intero settore dei trasporti, sull’ambiente, come pure sulla concorrenza e sul mercato interno mi inducono a invitarvi a riflettere ancora se la politica estera in materia di trasporto aereo non debba rientrare nella procedura di codecisione.

Secondo: ci aspettiamo dalla Commissione non soltanto un’illustrazione della sua impostazione strategica, ma anche una presentazione della lista di paesi con cui è prioritario concludere un accordo. Nel suo intervento precedente il Commissario ha accennato brevemente a questo punto.

Terzo: tutti gli accordi si devono ispirare al principio che la massima priorità è costituita dalla reciprocità nell’apertura dei mercati. Nei negoziati attualmente in corso con Russia e Cina occorre dunque tenere a mente che un accordo con la Cina – se prima non viene risolto il problema dei diritti di sorvolo con la Russia – potrebbe nuocere al requisito della reciprocità, in quanto la Cina ottiene dalla Russia altre condizioni di sorvolo rispetto a quelle imposte alle compagnie aeree europee, e questo non possiamo accettarlo.

 
  
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  Piia-Noora Kauppi (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, desidero a mia volta associarmi a tutti i colleghi che hanno rimarcato il carattere eccellente del lavoro dei relatori, gli onorevoli El Khadraoui e Zīle.

Sostengo il parere del relatore in merito alla necessità di sviluppare una politica estera comune dell’Unione europea in materia di aviazione. Tuttavia, oltre alla politica dell’UE in materia di aviazione, dobbiamo essere in grado di sviluppare accordi di aviazione bilaterali con i paesi terzi, in quanto molti nostri partner hanno difficoltà ad assumere un impegno nei confronti di tali accordi comuni dell’Unione. Tuttavia, sottolineo che tutti gli accordi bilaterali dovrebbero essere aggiuntivi e complementari – non sostitutivi – rispetto alla politica comune in materia di aviazione. Soprattutto, il normale funzionamento del traffico aereo dovrebbe essere assicurato senza inutili scontri in sede negoziale.

Come il relatore ha affermato, abbiamo preso atto delle difficoltà di negoziare un accordo complessivo con la Russia. I diritti imposti per i voli sul territorio russo violano palesemente il diritto internazionale e sono inaccettabili. Per triste che sia, pare purtroppo che la Russia continuerà a utilizzare il proprio spazio aereo a scopi strategici. Non credo che riusciremo ad eliminare questi oneri, nemmeno se la Russia abolirà i diritti di sorvolo. Ogni anno l’Unione europea versa quasi 250 milioni di euro a titolo di tali tasse. Sfortunatamente la parte maggiore della somma finisce nei conti della compagnia aerea russa Aeroflot. Questo è negativo anche per la concorrenza in Europa.

Per la Finlandia queste tasse hanno un grosso peso, in quanto l’unica possibilità realistica per volare verso l’Asia è sorvolare la Siberia. Dovremmo garantire condizioni omogenee per tutti gli operatori europei. Ciò oggi non avviene, perché tali diritti spesso sono arbitrari e differiscono a seconda delle compagnie.

Posto che la Russia sembra preferire la cooperazione bilaterale, noto con soddisfazione che in Cina prevale un atteggiamento più aperto. Spero che il Consiglio accetti di aprire i negoziati con la Cina e di dare alla Commissione un mandato adeguato per ottenere un accordo comune in materia di aviazione.

Infine, garantendo condizioni economiche e normative sostenibili per il traffico aereo diretto in Asia, rivitalizzeremo anche l’industria dell’aviazione europea e garantiremo la possibilità di offrire collegamenti aerei e rotte efficienti anche nelle regioni europee meno densamente popolate e più distanti geograficamente, come la parte settentrionale della Finlandia.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione.(FR) Signor Presidente, ringrazio i deputati che hanno voluto esprimersi sulle eccellenti relazioni degli onorevoli El Khadraoui e Zīle. Molto volentieri posso confermare la mia intenzione di tenere regolarmente informato il Parlamento sugli orientamenti strategici della nostra politica per i negoziati internazionali. Rinnovo i miei ringraziamenti ai nostri due relatori per l’eccellente lavoro. Il potenziale di sviluppo del settore dell’aviazione è considerevole e fa parte integrante della nostra politica dei trasporti.

Ovviamente mi rallegro del vostro ampio sostegno al tema della convergenza regolamentare, che è un obiettivo indissolubile rispetto all’apertura dei mercati. Con certi partner che non offrono garanzie sufficienti per un ambiente commerciale efficace ed equo, la convergenza regolamentare è prioritaria. L’apertura dei mercati non può che avvenire progressivamente, se si impone un approccio più prudente. Talvolta dobbiamo addirittura adottare una posizione di fermezza. E’ già così e sempre di più lo sarà con la Russia riguardo al sorvolo della Siberia, come ha appena sottolineato l’onorevole Kauppi, senza contare che il sorvolo è soggetto a tasse arbitrarie. Pertanto mi rallegro del vostro sostegno chiaro e netto su tale punto.

Mi propongo di seguire con molta attenzione le questioni relative alla sicurezza, che in questo settore si pongono talvolta in modo acuto. Oltre alla concorrenza, dobbiamo essere molto vigili sul rispetto integrale delle norme sociali e ambientali. Voglio dire a tale riguardo al Parlamento che il fatto di disporre di una strategia europea e di poter firmare accordi orizzontali costituisce un vantaggio, in quanto ci permette di influenzare il diritto internazionale in materia di aviazione civile. Un’Europa unita è molto più in grado di fare evolvere certe norme indirizzandole maggiormente verso la qualità, sia in materia di ambiente sia in materia di dimensione sociale. A tale riguardo, mi permetto di precisare all’onorevole Kauppi che il testo degli “operation standards” è attualmente in fase di finalizzazione in vista dell’adozione della posizione comune del Consiglio. I giuristi linguisti dovranno poi tradurre il testo e l’intenzione è quella di rinviarlo al Parlamento verso marzo-aprile, per la seconda lettura.

Infine, vorrei ricordare che i progressi nel negoziato “cieli aperti” con gli Stati Uniti dovrebbero dare l’impulso necessario all’approccio comunitario che deriva dalla sentenza della Corte di giustizia. In questo ambito è prematuro dare una valutazione esatta della situazione. Rimaniamo in attesa di un chiarimento della nuova interpretazione del ministero dei Trasporti americano sulle regole di controllo delle compagnie aeree statunitensi. E’ vero, d’altronde, che abbiamo compiuto notevoli progressi in particolare sulla convergenza normativa, in merito alla quale siamo praticamente giunti ad un accordo, e spero che tale negoziato dia un impulso determinato e decisivo all’approccio comunitario. Ciò, evidentemente, è preferibile rispetto ad accordi bilaterali, che non avranno mai la medesima efficacia per la nostra industria europea.

Ciò è una buona illustrazione del fatto che, in certi ambiti, l’Unione ha tutto l’interesse a parlare con una voce sola. Lei capirà, signor Presidente, che desidero ringraziare in modo particolare il Parlamento per aver appoggiato con determinazione la Commissione in questa strategia a favore di un negoziato di stile propriamente europeo che, a mio modo di vedere, deve essere vantaggioso per ciascuno degli Stati membri nonché per l’insieme della nostra industria europea.

Ringrazio i nostri relatori e il Parlamento per essersi interessati a questi aspetti delle relazioni esterne e dei nostri negoziati internazionali. Ciò assumerà un’importanza crescente, tenuto conto del ruolo sempre più rilevante che l’industria dell’aviazione è chiamata a svolgere nel mondo.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà alle 12.00.

(La seduta, sospesa alle 11.45, riprende alle 12.00)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ONESTA
Vicepresidente

 
  
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  Gary Titley (PSE).(EN) Signor Presidente, le sarei grato se trasmettesse al Presidente Borrell i nostri ringraziamenti per le cortesi parole che ha pronunciato ieri in memoria del collega Philip Whitehead. So di parlare non soltanto a nome di tutta la mia delegazione ma dell’intero Parlamento europeo, perché l’equanimità e il giudizio con cui Philip affrontava la politica gli avevano conquistato amici in tutto l’Emiciclo.

La mia delegazione ha collocato all’entrata dell’Aula un registro delle condoglianze, nel quale spero che i colleghi di tutto il Parlamento si sentano liberi di scrivere un ricordo in memoria di Philip. Trasmetteremo questo registro delle condoglianze alla famiglia in occasione delle esequie che si terranno nella cattedrale di Derby il 29 gennaio. Il mio ufficio può fornire i dettagli ai colleghi che desiderassero partecipare.

(Applausi)

 
  
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  Presidente. – Onorevole Titley, penso che i nostri colleghi e amici abbiano preso nota di questo appuntamento tanto triste.

 
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